Rimorchi e semirimorchi: un piano straordinario a beneficio della sicurezza stradale

Trainati: urgenti misure per favorire il rinnovo del parco

di Michele Mastagni, coordinatore del Gruppo Rimorchi, Semirimorchi e Allestimenti di UNRAE

 

Nella speranza che i recenti incentivi agli investimenti nel settore dell’autotrasporto diano i segnali di ripresa sperati, desideriamo ribadire con forza l’assoluta necessità di un piano straordinario di sostegno allo svecchiamento dell’ormai vetusto parco circolante italiano, affinché  i mezzi più obsoleti possano essere sostituiti con rimorchi e semirimorchi di ultima generazione.

Tali interventi risultano cruciali al fine di incrementare gli standard di sicurezza stradale. Le  motrici moderne sono sempre più sofisticate e sicure grazie all’elettronica che le governa, ma se agganciano un semirimorchio di quindici anni fa si rischia che il veicolo trainante e quello  trainato possano non dialogare, costituendo un pericolo sulla strada.

Infine, accogliamo con grande favore il voto del Parlamento europeo a supporto della  revisione della Direttiva su pesi e dimensioni dei veicoli pesanti per incentivare l’adozione di soluzioni di trasporto più green e sostenibili. A questo proposito, ribadiamo la proposta di  consentire anche in Italia la circolazione di complessi veicolari fino a 18,75 metri, una misura che  garantirebbe vantaggi evidenti grazie a una maggiore efficienza dei viaggi, minori costi per le imprese, risparmi di carburante e conseguenti riduzioni di emissioni di CO2.

 

Giornata vittime innocenti delle mafie: autotrasporto settore sempre più aggredibile

Autotrasporto: solo ora le associazioni si accorgono della crisi

di Cinzia Franchini, presidente di Ruote Libere

La Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie rappresenta anche per il mondo imprenditoriale un momento di riflessione particolare. E’ importante ricordare in questa occasione i tanti imprenditori uccisi dalle mafie per non essersi piegati al pizzo. Da Libero Grassi a Giovanni Panunzio, da Gaetano Giordano a Renato Caponnetto, sono purtroppo tanti gli esempi di uomini, martiri, che hanno dato la vita a indelebile testimonianza per tutti del valore della libertà. E oggi, ancora una volta, all’interno del mondo imprenditoriale, occorre accendere un faro particolare sul settore dell’autotrasporto, sempre più nel mirino della criminalità organizzata.

L’autotrasporto, come tante inchieste hanno dimostrato, è uno dei settori privilegiati da tutte le mafie. Per la criminalità organizzata questo settore rappresenta, al Nord come al Sud, una efficace lavanderia per ripulire i proventi dai traffici illeciti, un ottimo veicolo per gestire i traffici, dal trasporto di armi e alla droga, un mezzo per entrare nel circuito degli appalti pubblici e un modo per controllare il territorio in maniera capillare quasi casa per casa, azienda per azienda, anche attraverso l’eCommerce.

 

A queste peculiarità si aggiunge poi l’enorme quantità di finanziamenti e incentivi pubblici che il settore attrae e la possibilità, anche attraverso le componenti presentabili delle famiglie mafiose, di relazionarsi a livello istituzionale. Questa attrattività fa purtroppo il paio con la deriva economica con cui le aziende sane devono fare i conti. La concorrenza al ribasso, la presenza di vettori stranieri a basso costo, una normativa barocca e inapplicata, rendono sempre più difficile la vita alle imprese che operano nella legalità col rischio di divenire sempre più aggredibili dai tentacoli di chi gioca una partita illegale che non ha nulla a che vedere con le logiche di mercato.

 

Per questo, giornate come quella celebrata, al di là delle solite commemorazioni e della retorica, devono essere occasione per riflettere sulla necessità di supportare il mondo imprenditoriale che, con fatica, dimostra al Paese come la strada della legalità non solo sia moralmente l’unica percorribile, ma sia ancora, nonostante tutto, la più conveniente.

Qomodo e Rapidoo: alleanza innovativa per la digitalizzazione dell’automotive

Qomodo e Rapidoo: alleanza innovativa per la digitalizzazione dell'automotive

Foto: da sin Gianluca Cocco – Marco Biancone

Il futuro dell’automotive si tinge di innovazione grazie alla recente alleanza tra Qomodo, leader nella fintech italiana, e Rapidoo, noto per i suoi servizi avanzati nel settore dell’autoriparazione. Questa partnership strategica promette di rivoluzionare la digitalizzazione del settore, integrando soluzioni di pagamento all’avanguardia con sistemi gestionali di ultima generazione.

Una sinergia rivoluzionaria

L’accordo tra Qomodo e Rapidoo mira a semplificare e ottimizzare le transazioni finanziarie per gli operatori del settore autoriparazione. Grazie all’introduzione dell’opzione “Ripara Ora Paga Dopo” di Qomodo, i professionisti potranno beneficiare di servizi finanziari rapidi, sicuri e senza stress, migliorando significativamente l’efficienza operativa delle loro attività.

Le voci dei protagonisti

Gianluca Cocco, CEO di Qomodo, sottolinea l’importanza dell’innovazione: “Questa collaborazione conferma il nostro impegno verso la digitalizzazione, estendendo le nostre soluzioni digitali al settore automotive per facilitare e migliorare la vita quotidiana.”

Marco Biancone, CEO di Rapidoo, aggiunge: “Uniamo le forze per offrire strumenti all’avanguardia, marcando un passo significativo verso la modernizzazione e l’efficienza nel settore dell’autoriparazione.”

Ponte verso il futuro

La collaborazione tra Qomodo e Rapidoo non solo introduce tecnologie avanzate nel settore ma garantisce anche un supporto costante ai professionisti, attraverso accesso a una banca dati aggiornata e formazione specializzata, elevando la qualità del servizio e la soddisfazione del cliente finale.

Chi è Qomodo

Qomodo rappresenta l’avanguardia nella fintech italiana, nata dall’esperienza di imprenditori visionari che hanno introdotto soluzioni di pagamento digitalizzate per rispondere alle esigenze di praticità e sicurezza delle imprese. Con un imponente finanziamento iniziale e una forte presenza nel settore dei pagamenti digitali, Qomodo è sinonimo di innovazione e affidabilità.

Chi è Rapidoo

Rapidoo, parte di Unit Holding, è da anni un pilastro per gli autoriparatori, offrendo assistenza e formazione per affrontare le sfide del mercato. Con una gamma completa di servizi tecnici e gestionali, Rapidoo sostiene la crescita e l’efficienza delle autofficine, confermandosi come un partner indispensabile nell’evoluzione del settore.

Auto elettriche in Europa: in frenata anno su anno

L'auto in Europa: aprile con una forte "scossa"

di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor

 

Buone notizie per il mercato dell’auto in Europa Occidentale (UE+EFTA+UK). In febbraio nell’area sono state immatricolate 995.059 autovetture con un incremento su febbraio 2023 del 10,2%. Positivo è anche il consuntivo del primo bimestre dell’anno che con 2.012.136 immatricolazioni fa registrare una crescita del 10,9% rispetto allo stesso periodo del 2023. Continua quindi il recupero del mercato dell’auto dopo i guasti determinati dalla pandemia e dal complesso di fattori negativi che l’hanno seguita e che hanno inciso pesantemente sia sulla produzione (carenza di componenti essenziali) che sulle vendite (difficoltà economiche, forte crescita dei prezzi, transizione energetica). Nonostante il recupero in atto i livelli ante-crisi restano però ancora lontani. Il consuntivo dei primi due mesi del 2024 è infatti inferiore del 15,3% a quello del gennaio-febbraio 2019.

Le prospettive per i prossimi mesi dovrebbero essere comunque positive anche perché nel primo bimestre di quest’anno quasi tutti i mercati dell’area, e in particolare i più importanti, sono in crescita. Ovunque si segnala però che il mercato è sostenuto soprattutto dagli acquisti delle flotte aziendali e delle società di noleggio che, tra l’altro, per il noleggio a breve nel febbraio scorso hanno intensificato gli acquisti in vista delle prospettive positive per il noleggio a turisti generate dalla Pasqua precoce.

Particolarmente interessanti tra i dati diffusi dall’ACEA sono quelli relativi all’andamento delle vendite di auto elettriche (BEV). In febbraio in Europa Occidentale la quota delle elettriche è stata pari al 13,2% come nel febbraio 2023. Va però detto che nell’intero anno 2023 la quota delle elettriche aveva raggiunto il 15,7%. E’ in atto quindi una frenata per le immatricolazioni di auto elettriche legata a diversi fattori come la fine degli incentivi in Paesi importanti e il fatto che la domanda continua a essere sostenuta principalmente dalle flotte mentre è in sofferenza la richiesta di elettriche da parte dei privati per i prezzi mediamente più elevati rispetto alle auto tradizionali ed anche per la percepita minore versatilità di impiego.

Proprio in considerazione delle difficoltà di vendita delle auto elettriche, in tutta l’area alla richiesta di incentivi più corposi ed efficaci di quelli adottati finora si aggiunge (in particolare nel Regno Unito) la richiesta di agevolazioni fiscali per le auto elettriche costituite da una riduzione delle aliquote Iva. Nella battaglia delle case automobilistiche per ottenere per i loro clienti incentivi all’acquisto di auto elettriche si aggiunge quindi un nuovo tipo di rivendicazione: l’utilizzazione della leva fiscale.

Elezioni UE vicine: sensibilizzare la politica sui principali dossier automotive

L'auto nel quadrimestre: solo il 12% dell'immatricolato è prodotto in Italia

di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA

 

A febbraio 2024, il mercato europeo dell’auto prosegue il trend positivo avviato a gennaio, segnando un’altra crescita a doppia cifra (+10,2%) . Nel secondo mese dell’anno, tutti e cinque i major market (incluso UK) registrano un incremento: +14% il Regno Unito, seguito da Francia (+13%), Italia (+12,8%) e Spagna (+9,9%), mentre la Germania registra una crescita più contenuta (+5,4%).

 

A febbraio, la quota di penetrazione delle vetture elettriche pure (BEV), pari al 13,2%, torna a superare la quota delle vetture Diesel (12%) dopo il pareggio registrato nel mese di gennaio. In Italia, invece, l’immatricolato diesel pesa per il 14,6% delle vendite nel mese, contro il solo 3,4% delle BEV (al 2,1% a gennaio 2024). Per favorire maggiormente la diffusione dei veicoli a basse e zero emissioni e il conseguente svecchiamento del parco circolante nel nostro Paese, puntiamo sulla tempestiva entrata in vigore del nuovo piano incentivi, per il quale ancora si attende la pubblicazione del decreto che ne darà attuazione.

 

Ricordiamo, inoltre, che con l’avvicinarsi delle elezioni europee del prossimo giugno, l’impegno fondamentale di ANFIA è quello di rafforzare l’azione di sensibilizzazione della politica sui principali dossier automotive, al fine di costruire una transizione – green e tecnologica – ordinata e razionale per tutta la filiera. Riteniamo sia necessario dare priorità all’innovazione e alla produzione sostenibile di autoveicoli e relativi componenti, garantire all’Europa le condizioni per poter continuare a investire e a competere a livello globale, promuovere la formazione e offrire una mobilità sempre più inclusiva ed accessibile a tutti.

Il Museo Nicolis a #FORUMAutoMotive: ecco la Fiat 1200 Trasformabile a misura di passeggero!

Il Museo Nicolis a #FORUMAutoMotive: ecco la Fiat 1200 Trasformabile a misura di passeggero!

Pochi giorni al nuovo appuntamento con #FORUMAutoMotive, l’evento promosso dal serbatoio di idee e centrale di dibattiti in programma il prossimo 26 marzo a Milano (presso l’Enterprise Hotel e interamente trasmesso in streaming sulla pagina Linkedin:  https://www.linkedin.com/company/69227049/admin/feed/posts/).

Uno dei temi guida, come da tradizione, di questa edizione sarà la passione per la mobilità a motore. Una passione rappresentata in modo concreto, in ogni tappa, dalla presenza in sala di top car e vetture storiche. Ospite d’onore stavolta sarà la Fiat “1200 trasformabile”, del 1958, gentilmente messa a disposizione da Silvia Nicolis, presidente del Museo Nicolis di Villafranca di Verona, da sempre partner dell’evento.

Le linee dell’avvenente due posti che sarà esposta nel corso dell’evento sono state tracciate dal noto Fabio Luigi Rapi, ai tempi a capo del Dipartimento Carrozzerie Speciali della Fiat. La vettura si è sempre distinta per la silhouette semplice, ma raffinata e un profilo agile e filante. Il propulsore, indicato con la sigla 103 “G”, ha una cilindrata di 1.221 cc e una potenza di 55 cv. Esteticamente, la 1200 si caratterizzava per il frontale con gli indicatori di direzione circolari posti al di sotto dei proiettori principali.

Di chiara ispirazione americana il particolare fregio sul cofano, una “V” che inglobava il logo Fiat e anche il parabrezza Panorama con vetro curvato, sempre con cornice cromata. Tra i dettagli più ricercati erano poi gli indicatori di direzione, incapsulati nei rostri anteriori dei paraurti e sedili girevoli, concepiti per agevolare l’accesso in auto.

Con un prezzo di 1.250.000 lire (circa 20.000 euro odierni), la spider torinese si rivelò molto appetibile facendo breccia tra le fila della borghesia italiana ed estera, desiderosa di un’auto sbarazzina e distintiva, ma non impegnativa. Fine della produzione nel 1966, non prima di aver totalizzato 43.000 esemplari.

“Ringrazio Silvia Nicolis, ormai una prestigiosa presenza fissa a #FORUMAutoMotive con i gioielli a quattro e due ruote del Museo veronese che presiede e fondato dal padre. A ogni tappa ci onora di esporre uno dei modelli che ha fatto la storia della mobilità a motore e che vede l’Italia protagonista. Tutti valori che devono essere trasmessi alle nuove generazioni“, il commento di Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive.

Tutte le informazioni sull’evento sono disponibili sul sito www.forumautomotive.eu e sulla pagina Facebook  https://www.facebook.com/forumautomotive/.

Produzione automotive in Italia: tutti i nodi da sciogliere

Produzione automotive in Italia: tra numeri e attesa di decisione sensate da Bruxelles

di Gianmarco Giorda, direttore generale di ANFIA

 

Anche l’apertura del nuovo anno è ancora negativa per l’indice della produzione automotive italiana, che a gennaio 2024 registra la terza flessione mensile consecutiva (-11,6%). Del resto, l’indice della fabbricazione di autoveicoli mantiene il segno meno e cala a doppia cifra nel mese (-13,9%), complice la flessione del 34% registrata, secondo i dati preliminari di ANFIA, dalla produzione di autovetture, mentre l’indice della produzione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori accentua il calo nel mese (-13,9%, dopo il -10,1% di dicembre 2023).

 

I lavori del Tavolo Sviluppo Automotive del MIMIT sono in fase avanzata: fissati gli obiettivi comuni tra Governo, territori, industria e parti sociali, si tratta ora di ragionare sulle misure prioritarie e sugli strumenti che in concreto ne permetteranno la realizzazione.

 

Uno degli ambiti d’azione riguarda il sostegno alla domanda di autoveicoli di ultima generazione e a bassissime e zero emissioni, rispetto a cui è già stata presentata una prima misura di rimodulazione degli incentivi all’acquisto. Ora si attende il prima possibile la pubblicazione del DPCM che ne darà effettiva attuazione.

 

Gli altri temi di interesse indirizzati alla transizione sostenibile della filiera e al suo sviluppo occupazionale si incentrano sull’incremento dei volumi produttivi, la competitività industriale, gli investimenti in R&S e nuove tecnologie, la riconversione delle imprese della componentistica e gli investimenti in formazione.

Car & Classic: asta online per l’indiavolata Lotus Omega

Car & Classic: asta online per l'indiavolata Lotus Omega

Nel 1989, quando è stata presentata al Salone di Ginevra, la Lotus Omega era la berlina più veloce al mondo. Un bolide destinato a pochi, vista anche la produzione esigua, e ora ambito pezzo da collezione. L’asta su www.carandclassic.it inizierà il 24 marzo e terminerà il 31.

Car & Classic offre la rara opportunità di aggiudicarsi all’asta una delle ammiraglie che più hanno lasciato il segno tra le auto Youngtimer per la loro meccanica super prodigiosa, frutto di collaborazioni tra i brand e le Case sportive più blasonate. La Lotus Omega è una grandiosa reinterpretazione della berlina di casa Opel, una produzione in serie limitata di soli 950 esemplari che ha indemoniato una 4 porte per famiglie facendola diventare un razzo da zero a 100 km/h in meno di 5.4 secondi.

Splitter, minigonne, spoiler, prese d’aria aggiuntive: a fine anni Ottanta, quando la General Motors chiese agli ingegneri della Lotus di potenziare la Opel Omega, intendeva aggiungere al fascino della berlina una massiccia dose di muscoli e potenza. E così il modello, molto diffuso, venne irrobustito praticamente in tutto, a partire dal telaio fino all’assetto aerodinamico esterno.

Il motore bialbero 24 valvole a 6 cilindri da 3 litri fu ampliato a 3600cc e furono aggiunte due turbine Garrett T25 dotate di chargecooler. Il risultato fu strabiliante: 377 CV a 5.2000 giri al minuto, capaci di spingere la vettura a 282 km all’ora. Una velocità raggiunta anche grazie al raro cambio manuale a 6 marce, che consentiva alla Omega di sfruttare appieno la furia del motore biturbo.

Foto fornita da Car&Classic

SNAM: piano investimenti più ambizioso della nostra storia recente

ACWA Power con Snam per l’idrogeno verde

di Stefano Venier, amministratore delegato di SNAM

 

Chiudiamo il 2023 con risultati solidi, maturati in un contesto globale ancora volatile e incerto, e con traguardi importanti sul fronte industriale, a cominciare dall’attivazione della nave rigassificatrice a Piombino. I principali indicatori economici e finanziari registrano una performance positiva e sono migliorativi rispetto alla guidance, con una crescita degli investimenti tecnici di oltre il 30% rispetto all’anno precedente.

 

Anche i risultati sul fronte della riduzione delle emissioni e della finanza sostenibile sono oltre le attese e in anticipo sugli obiettivi. Proseguiamo ad implementare la nostra ambizione strategica volta a rafforzare la sicurezza energetica del Paese e a dotarlo di un’infrastruttura multi-molecola capace di accelerarne il percorso di transizione energetica, attraverso il piano di investimenti più ambizioso della storia recente di SNAM.

Dubai: il business milionario delle auto di lusso

Dubai: il business milionario delle auto di lusso

di Fabrizio Boschi

 

Di tanto in tanto il business delle auto di lusso a Dubai salta fuori dalle pagine di cronaca. Il fenomeno sembra apparentemente complesso ma, in verità, è di facile spiegazione. Il motivo dell’abbandono delle auto di lusso è perlopiù legato alle frodi finanziarie. Le auto fuoriserie sono comprate a rate e non venendo poi pagate regolarmente, vengono lasciate per strada, con relativa fuga dell’intestatario (per evitare ripercussioni dalla finanziaria). Oppure l’auto viene pagata, ma l’intestatario è pieno di debiti, tipo assegni postdatati o cose del genere, così abbandona il mezzo, fuggendo dal Paese (per evitare ripercussioni dai creditori).

 

“Alcuni improvvisati cacciatori di questi tesori a quattro ruote, che magari prima facevano mestieri di tutt’altro genere, pensano di reinventarsi broker di auto di lusso abbandonate negli Emirati Arabi Uniti – spiega Daniele Pescara, Presidente di FenImprese Dubai (che in Italia conta 23mila imprese iscritte) e fondatore di M.P. Consultancy LTD specializzata nel company set-up, che conta 24 collaboratori tra Padova e Dubai e un fatturato di oltre 12 milioni di euro -. Ma sono solo specchietti per le allodole dai quali gli italiani vengono spesso ammaliati. Basta girare per i vari parcheggi sotterranei dei grattacieli di Dubai per rendersene conto”.

 

Solo il deposito di Sharja, città a pochi chilometri da Dubai, conta oltre 2mila auto abbandonate: Bugatti, Jaguar, Mercedes, Bmw, Rolls-Royce, Ferrari, Bentley, Maserati, Lamborghini, tutte ricoperte dalla sabbia del deserto. “Ma da qui a guadagnarci qualcosa ce ne corre e bisogna stare attenti – spiega Pescara -. Persone oneste a Dubai, che fanno import/export di auto di lusso, perlopiù con la Germania, esistono, e sono queste ad avere i mezzi economici e logistici per poter guadagnare da questo mercato, chiuso e inaccessibile ai più. Tuttavia, la maggior parte di coloro che propongono questo genere di affari lo fa perlopiù in cattiva fede”.

 

I truffatori sono di due specie: il commerciante improvvisato che pubblica le foto dell’auto abbandonata su Internet e si fa inviare tramite home banking gli acconti dall’Italia e poi ovviamente non spediscono né l’auto, né restituiscono la caparra; e poi ci sono anche concessionarie italiane che lo fanno”. Ad esempio, una Porsche 911 piena di polvere a 45mila dollari, che ha un valore di mercato in Italia di 70mila: chiedono 5mila dollari di caparra ai quali poi aggiungono i dazi doganali, l’Iva, il trasporto e così via, finché l’ignaro compratore non si accorge di essere caduto in una trappola.

 

Poi ci sono presunti consulenti che con 6/7mila dollari aprono delle società di import/export delle suddette auto, promettendo guadagni stratosferici ma che, in realtà, sono solamente bufale. La cosa migliore è noleggiare una bella Lamborghini o Porsche a prezzi vantaggiosi e senza il rischio di prendere una cantonata. Ma anche qui attenzione a scegliere la società di noleggio più seria.

“Che si tratti di supercar, real estate o di costituzioni di società a Dubai, il consiglio è sempre lo stesso: affidarsi solo al consulente più esperto del mercato – conclude Pescara – che si occupa solo di quel settore e che opera unicamente a Dubai. Solo così si può stare sicuri che tutto l’iter burocratico e l’intero investimento vada a buon fine e non si incorra in truffe”.

 

In alternativa, per la futura mobilità a Dubai meglio di tutto sarà il taxi-aereo: Toyota Motor Corporation ha investito, negli ultimi anni, circa 400 milioni di dollari ed è il principale azionista dell’azienda californiana Joby Aviation: quattro passeggeri, oltre il pilota, per il taxi aereo che raggiungerà una velocità massima di 300 km/h; quindi, capace di viaggiare dall’aeroporto fino al centro della città in soli 10 minuti. Ma si dovrà attendere fino al 2026. 

Foto di Johannes Hübner su Unsplash