Sicurezza e nuovo Codice stradale: basta divisioni e strumentalizzazioni

1Tavolo #FORUMAutoMotive: quella barra tenuta sempre dritta

La politica e i problemi delle persone, che poi sono quelle che vanno a votare ed esprimono le proprie preferenze. Da tempo è scontro aperto e a prevalere – nella stragrande maggioranza dei casi – sono gli interessi di partito, assurde ideologie e, pur di dare contro all’avversario politico, si boccia tutto per partito preso, cercando anche di influenzare e strumentalizzare associazioni ed enti interessati al problema.

 

Prendiamo il tema della sicurezza stradale: è assurdo che ci siano delle divisioni. E anche qui lo scontro è soprattutto politico. La prova: a votare a favore del testo che aggiorna il Codice della strada sono state le forze di maggioranza, contrarie le opposizioni, non un partito di questo schieramento che abbia fatto il contrario. Il testo, comunque, passa ora al Senato prima del via libera atteso per l’inizio dell’estate.

Tra i problemi maggiori evidenziati troviamo la gestione della cosiddetta mobilità dolce – cioè le biciclette, le e-bike e i monopattini – ma bisogna anche ragionare su come questo modo muoversi è stato impostato e “regolamentato” nelle città, in tanti casi all’insegna dell’improvvisazione e rendendo ancora più complessa la circolazione.

 

Per non parlare del costante mancato rispetto delle più elementari regole stradali di molti di questi utenti che viaggiano pericolosamente sui marciapiedi e se ne infischiano della segnaletica. La verità è che occorre maggiore consapevolezza da parte di tutti e soprattutto un’educazione stradale che diventi centrale nelle scuole dell’obbligo, resa obbligatoria e con tanto di giudizi che facciano media, preparando in questo modo la persona al suo approccio, quando sarà il momento, con i mezzi di mobilità  fino ai corsi delle scuole guida.

 

Sulla sicurezza stradale non si scherza e l’argomento deve sempre essere oggetto di un confronto costruttivo ed equidistante, coinvolgendo tutti i soggetti interessati, ascoltando i loro punti vista, ma senza approfittare dello stato d’animo di chi è stato duramente colpito dal problema per farne una bandiera politica.

SCENARIO AUTO/ “Costruttori Ue nei guai per i loro errori e la politica green dell’Ue”

Piano d'azione UE per l'auto: esposto il "von der Leyen" pensiero

Pubblicazione: 23.03.2024 – intervista a Pierluigi Bonora

Ringrazio il magazine “Sussidiario.net” e il collega Paolo Rossetti per questa intervista che nuovamente coglie con precisione il mio pensiero.

 

In Europa e in Italia cala la quota di mercato delle auto elettriche. Sbagliate le previsioni delle aziende, che pagano in termini di produzione e occupazione

di Paolo Rossetti (Sussidiario.net)

La quota di mercato delle auto elettriche cala in Europa come in Italia. A gennaio è diminuita dal 15,7% (nel 2023) all’11,9% nel Vecchio continente, mentre nel nostro Paese il calo è dal 4,2% al 2,1%. E si conferma l’acquisto in crescita dei veicoli a benzina. Persino il diesel ora è più apprezzato delle macchine elettriche.

“È la conferma – spiega Pierluigi Bonora, giornalista de “il Giornale”, esperto del settore automobilistico – delle scelte affrettate messe in atto dall’Unione Europea, dalla Commissione guidata da Ursula Von der Leyen, che ha cercato di accelerare la transizione green ponendo come limite massimo il 2035 per la produzione di vetture con il motore endotermico. Il problema è che ora le grandi case automobilistiche stanno pagando le loro previsioni sbagliate con un calo della produzione e dell’occupazione. Una situazione che potrebbe portare ad altre fusioni tra le grandi imprese del settore e anche a un avvicendamento del top management. Intanto, il mercato suggerisce nuove scelte per i consumatori, come quella dell’auto a noleggio a lungo termine, da tenere un paio di anni in attesa di vedere quale tipo di auto prenderà piede”.

 

I timori sullo scarso gradimento delle auto elettriche trovano conferma anche negli ultimi dati di vendita. Perché le previsioni di vendita del settore automobilistico si scontrano con la realtà?

“Le lobby dell’elettrico hanno cantato vittoria con troppo anticipo. Non hanno saputo tenere un low profile, perché davano per scontato già un anno e mezzo fa che tutto sarebbe andato in quella direzione. Hanno mancato di realismo e di lungimiranza. Si sono illuse che si potesse procedere senza intoppi. Poi sono arrivate le guerre, la crisi energetica, gli stanziamenti per la difesa dell’Ucraina, la Cina sempre più forte. E siamo giunti a questo punto. Occorreva un atteggiamento meno vanitoso”.

 

Le case automobilistiche che colpe hanno?

“Hanno pensato anche loro che tutto potesse procedere in quella maniera. Hanno sposato con estrema fiducia, forse per farsi perdonare il Dieselgate, questa visione green molto ideologica. Ci sono stati investimenti per 250 miliardi di euro tra il 2022 e il 2024 per arrivare all’elettrificazione secondo i dettami del pacchetto Fit for 55. Ora si rendono conto che la situazione potrebbe cambiare: non siamo in una dittatura, in Europa, ci sono le elezioni, un voto libero; ci sono stati errori dell’amministrazione UE, soprattutto dal punto di vista ambientale, e adesso la gente se ne rende conto. Succede quando le tocchi il portafoglio, come nella vicenda delle case green”.

 

Le aziende dicono che ormai i piani relativi all’elettrico sono impostati e non li revocheranno. Però stanno già pagando questa scelta, vero?

“Sì, ma se il mercato non risponde cosa faranno? Non si può pensare solo al 2030-2035, ma anche alle vendite attuali. Alcune aziende hanno già visto calare l’occupazione e la produzione. Un forte segnale di allarme che riguarda diverse aziende europee. Anche i top manager dicono che la situazione non è facile, poi presentano conti con buoni risultati grazie alle loro politiche finanziarie. Vendono macchine premium, che fanno margine, poi però si accorgono che la gente ha bisogno delle city car, come ha fatto Luca De Meo, amministratore delegato della Renault, che ha scritto una lettera aperta all’Europa dicendo che bisogna puntare sulle auto piccole, perché arrivano i cinesi con auto da 10-15mila euro. Ha ragione Giuseppe Sabella di Oikonova secondo il quale ci sono grosse responsabilità delle aziende del settore: si sono incamminati su un’unica via e adesso ne pagano le conseguenze”.

 

Anche gli stati hanno un po’ mollato gli incentivi alle auto elettriche: in Gran Bretagna non ci sono più, in Germania neanche, in Italia finora la gente non li ha usati. Non ci credono molto neanche loro?

“È la cartina al tornasole del problema: da noi le auto elettriche non vengono vendute perché, a parte il discorso del prezzo, agli italiani non interessano. Gli incentivi verranno ripresi in aprile mettendo a disposizione belle somme, ma sono convinto che la situazione non si smuoverà. Gli incentivi vanno piuttosto sull’usato, sull’Euro 6, su auto convenienti. In Germania gli incentivi erano consistenti ma ora Scholz ha a che fare con una situazione economica difficile: non si può continuare a sovvenzionare”.

 

La realtà, quindi, è che al di là dei programmi della UE o delle case automobilistiche, alla fine decide il mercato. In questo momento cosa suggerisce? Quali sono le soluzioni alternative all’elettrico da tenere d’occhio?

“Una delle soluzioni da prendere in considerazione è quella delle macchine con noleggio a lungo termine. Adesso rischi di comprare una macchina con una certa alimentazione e trovarti di fronte a uno stravolgimento politico che ti penalizza, a decisioni che favoriscono altre soluzioni. Quindi meglio il noleggio a lungo termine: tieni la vettura due o tre anni, prendendo magari una ibrida senza spina, una full hybrid, che si rigenera da sola e non consuma molto”.

 

In prospettiva cosa succederà, si andrà ancora verso l’elettrico?

“Sì, ma con una visione più “democratica”, pragmatica e aperta ad altre soluzioni. Il presidente del PPE, il tedesco Weber, ha detto chiaramente che la sua intenzione è di cambiare tutto, potrebbe revocare lo stop per le auto a benzina, anche se Ursula Von der Leyen si è candidata con loro. Il messaggio del mercato è arrivato anche alla politica”.

 

La crisi del mercato porterà le grandi case automobilistiche europee a ulteriori fusioni per cercare di fronteggiare lo strapotere cinese?

“Ne ha parlato anche Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis: potrebbero esserci nuovi accordi per far fronte all’attacco cinese. Magari potrebbero optare per un deal anche la stessa Stellantis e Renault. I top manager che hanno definito strategie sbagliate, però, potrebbero dover rispondere di quello che hanno fatto. Vedo all’orizzonte possibili stravolgimenti: dipende da come andranno le elezioni europee di giugno e anche quelle americane di novembre”.

Foto da Shutterstock-Press,Statement,By,Ursula,Von,Der,Leyen, President,Of,The

Auto elettriche: valutazione incerta dopo solo 2 o 3 anni

Auto elettriche: valutazione incerta dopo solo 2 o 3 anni

di Roberto Scarabel, presidente di AsConAuto e vicepresidente di Federauto

In un contesto in cui l’età media del parco auto italiano è salita dai sette ai tredici anni emerge chiaramente che non tutti gli italiani sono diventati collezionisti di auto d’epoca, ma piuttosto che si trovano in difficoltà nell’acquistare veicoli nuovi. Negli ultimi vent’anni, infatti, il prezzo medio di un’utilitaria è passato da 10.000 a 25.000 euro e poiché il salario medio è aumentato solo del 37%, gli italiani hanno difficoltà ad acquistare il nuovo. A questo si aggiunge la difficile reperibilità di auto usate con tre/quattro anni di età che potrebbero agevolare la sostituzione del parco più anziano. Questa situazione è collegata anche ai temi della fiscalità delle Partite Iva ed alle percentuali di ammortamento delle vetture aziendali.

Le aliquote di ammortamento, fissate al 12,5% il primo anno e al 25% negli anni successivi, non si adattano alla realtà del mercato delle auto elettriche, la cui valutazione può essere incerta dopo solo due o tre anni. Adottando nuove politiche fiscali le aziende immatricolerebbero più auto con la conseguente immissione nel mercato di auto usate più ecologiche.

Un altro punto sul quale insiste da tempo AsConAuto è la necessità di innovare il parco auto, introducendo veicoli usati recenti, di tre anni, con standard Euro 5 o 6, che possano rispondere meglio alle esigenze attuali in termini di emissioni. Ma sarebbe importante incentivare il passaggio a classi energetiche superiori per coloro che non possono permettersi un’auto nuova, premiando il loro impegno verso una mobilità più sostenibile.

È sempre più necessario sottolineare l’importanza di controlli più severi nelle revisioni dei veicoli, per garantire che il parco auto invecchiato non comprometta la sicurezza sulla strada. L’invito è a una maggiore severità nelle revisioni per assicurare che veicoli con carenze, anche i fari appannati, non vengano lasciati circolare, mettendo a rischio la sicurezza di tutti.

Tecnologie a emissioni zero: ok alle quote di peso supplementari, ma occorre fare di più

Allarme fornitori: il divario di competitività minaccia la base manifatturiera del settore

di Benjamin Krieger, segretario generale CLEPA

Siamo impegnati nell’adozione di tecnologie a emissioni zero come parte di un approccio globale diversificato dal punto di vista tecnologico per i veicoli pesanti. Si tratta di un aspetto fondamentale per il settore dei veicoli pesanti e per l’ambizione dell’UE di raggiungere la neutralità climatica. Il Parlamento ha approvato importanti emendamenti per aumentare le tolleranze di peso per le combinazioni di veicoli con tecnologie di rimorchio a emissioni zero, sebbene siano necessari ulteriori miglioramenti per un’attuazione efficiente del regolamento.

Rendere disponibili le tecnologie per rimorchi a emissioni zero nel settore dei veicoli pesanti richiede gli incentivi normativi adeguati. L’industria ha bisogno di definizioni chiare di tali tecnologie e il loro potenziale deve essere evidenziato per eliminare qualsiasi ostacolo giuridico. Gli Stati membri dovrebbero affrontare questi elementi per ottimizzare il potenziale delle tecnologie a emissioni zero, tra cui un aumento del carico per asse per le combinazioni autocarro-rimorchio, il riconoscimento dei propulsori a idrogeno e l’uso delle suddette tecnologie di rimorchio con autocarri convenzionali per la riduzione delle emissioni a medio termine.

 

Motor Valley Fest 2024: nuovi trend automotive e strategie per lusso e green

Motor Valley Fest 2024: nuovi trend automotive e strategie per lusso e green

Foto- Da sinistra:Filippo Cellini, Rice Media; Eugenio Razelli, coordinatore scientifico Motor Valley Fest; Claudio Domenicali, ad Ducati Motor Holding e presidente Associazione Motor Valley Development; Gian Carlo Muzzarelli, sindaco della città di Modena; Ludovica Carla Ferrari, assessore al Turismo della città di Modena; Andrea Corsini, assessore a Mobilità e Trasporti, Infrastrutture, Turismo, Commercio della Regione Emilia-Romagna; Giuseppe Molinari, presidente della Camera di Commercio di Modena e presidente del “Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne”

 

Il Motor Valley Fest, la Festa dei Motori dell’Emilia-Romagna torna a Modena, Patrimonio Mondiale dell’Unesco, per la sua sesta edizione dal 2 al 5 maggio 2024. Nella capitale della velocità prende vita l’appuntamento rivolto agli appassionati dei motori e agli addetti ai lavori nato per celebrare la Motor Valley italiana, i suoi protagonisti, le sue eccellenze e i suoi traguardi. Sono attese oltre 70.000 persone nel corso delle quattro giornate, un vero e proprio festival diffuso nella città della Torre Ghirlandina, attirate da un ricco calendario di appuntamenti dedicati con oltre 20 incontri di approfondimento sui trend di settore, 12 talent talk rivolti ai giovani talenti, decine di modelli di vetture e moto uniche in esposizione.

 

In mostra, tra gli altri, la McLaren Senna e tre modelli della moto della Ducati 916 Senna, per ricordare il mitico Ayrton Senna nel trentennale della sua scomparsa, ed ancora aperture straordinarie dei musei della Motor Valley, le sfilate di auto storiche, il corso per diventare collaudatrici, proiezioni di film in anteprima e tributi all’ingegnere Forghieri, e per i più golosi da non perdere le degustazioni di prodotti tipici. Non mancherà la grande festa per gli appassionati, come quella negli autodromi regionali, dove in concomitanza con il Fest, si svolgeranno eventi di motorsport internazionali. Un’occasione in più per visitare Modena e il suo territorio sulle tracce dell’ultimo film di Michael Mann, “Ferrari”, alla scoperta delle location utilizzate per le riprese.

 

“La Motor Valley è ormai un brand internazionale che identifica l’Emilia-Romagna in tutto il mondo. Ne abbiamo avuto l’ennesima conferma solo pochi giorni fa, durante l’ultima missione istituzionale della Regione in Corea del Sud: uno degli Stati più innovativi al mondo, che come noi ha nell’automotive imprese e filiere importantissime con le quali abbiamo gettato le basi per nuove collaborazioni. Questa è la Motor Valley: storia, passione, mito, ma anche sguardo al futuro, alla ricerca e alle nuove tecnologie. La sesta edizione di Motor Valley Fest consolida un appuntamento fondamentale per gli appassionati di motori e per questo territorio, che conta su oltre 16mila imprese, decine di migliaia di addetti, 4 autodromi, 13 musei e quasi 200 team sportivi”, ha dichiarato Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna. “Un patrimonio straordinario che come Regione vogliamo valorizzare e salvaguardare investendo sul capitale umano, come dimostrano l’esperienza di Muner, la Motorvehicle University of Emilia-Romagna, che suscita entusiasmo e interessa ovunque la presentiamo, e la legge regionale sui talenti, l’unica a livello nazionale che punta a trattenere o attrarre i migliori profili al servizio delle imprese. Così come al servizio delle imprese e delle università sono il Tecnopolo di Bologna e il supercomputer di calcolo Leonardo, che rendono l’Emilia-Romagna una Data Valley di livello internazionale con una concentrazione di calcolo senza uguali al mondo. E tutelare la Motor Valley significa anche perseguire una transizione ecologica assolutamente necessaria, ma che per funzionare dovrà essere guidata senza contrapporre ambiente e lavoro e senza far pagare il prezzo più alto a chi ha meno”.

ANCMA e il mercato bici: – 23% lo scorso anno, ma prospettive di crescita

ANCMA e il mercato bici: - 23% lo scorso anno, ma prospettive di crescita

Un segno meno. E a doppia cifra. Il mercato 2023 della bicicletta in Italia incassa un calo del 23% sull’anno precedente. Si compiono così, definitivamente, tutti gli effetti e i risvolti dell’onda lunga degli incentivi statali, dei problemi globali di approvvigionamento degli scorsi anni e dell’attuale eccesso di offerta, con un totale di biciclette vendute durante l’anno che supera di poco gli 1,3 milioni di pezzi. È questo il quadro tracciato da Confindustria ANCMA (Associazione Ciclo Motociclo Accessori), che ha presentato stamane, nell’ambito della quarta edizione degli Emoving Days, a Milano, le esclusive stime del mercato nazionale delle due ruote a pedali.

 

Entrando nel vivo dei dati, la bicicletta muscolare si ferma a 1.090.000 pezzi venduti, -24%, mentre le e-bike arrestano la loro progressione a 273.000 unità, il 19% in meno sull’anno precedente. Un più opportuno e indicativo raffronto con il 2019 (+40%) conferma, tuttavia, il protagonismo delle biciclette a pedalata assistita – che oggi rappresentano il 25% delle vendite – e ne traguarda le prospettive di crescita, oltre a quelle industriali. Dati e tendenze che si ripercuotono positivamente anche sul volume d’affari totale che, malgrado nel 2023 non vada oltre a 2,6 miliardi di euro (erano 3,2 miliardi nel 2022), segna invece un solido +24% (sempre nel confronto con il 2019). L’adeguata comparazione con il periodo pre-Covid inquadra compiutamente anche l’affanno, in realtà più moderato che altrove, della bici tradizionale, che lascia sul terreno il 28%; in Germania è calata del 36% nello stesso periodo.

 

L’andamento del mercato fa comunque risuonare un campanello d’allarme per il settore, che ANCMA ha voluto fronteggiare attivamente lanciando una campagna di comunicazione a favore dell’utilizzo della bici. “Ora pedala” è lo slogan scelto per l’iniziativa, ma è anche la risposta a un’ampia serie di suggestioni offerte dall’associazione come: “Vuoi vivere l’emozione di tagliare il traguardo? Vuoi respirare l’essenza della natura? Vuoi esplorare la città da un altro punto di vista? Vuoi raggiungere ogni tua meta? Vuoi sentirti davvero libero?”. L’azione di comunicazione, presentata oggi alla stampa e agli operatori del settore, avrà una duplice declinazione: una esclusivamente istituzionale, che accoglie anche il logo del ministero delle Imprese e del Made in Italy, e una commerciale in capo alle singole aziende del settore che, dal 22 marzo al 30 aprile, potranno liberamente aderire e mettere in campo promozioni, sconti e incentivi privati presso le rispettive reti di vendita.

 

A sottolineare la coralità dell’iniziativa è lo stesso presidente di ANCMA, Mariano Roman, che ha rimarcato durante l’incontro “quanto sia importante che l’industria stessa di un messaggio di positività, si stringa attorno al valore, alla tradizione e alla forza che è in grado di esprimere e promuova le peculiarità uniche della bicicletta di fronte al grande interesse che ancora attrae, alle reali e documentate prospettive di crescita e davanti ai tantissimi potenziali nuovi utenti”. “Questo – ha osservato ancora Roman – è il tempo di passare dagli incentivi all’acquisto a quelli all’utilizzo. Lo ribadiamo da mesi e come associazione chiediamo un intervento deciso sulla promozione della cultura della bici e, soprattutto, sullo sviluppo di un’infrastrutturazione ciclabile più consona: sono azioni che vogliamo attivare insieme al Governo e alle istituzioni locali, senza sottrarci da un coinvolgimento propositivo, e che possono attivare processi molto virtuosi sia dal punto di vista sociale che economico”.

 

Proseguendo ancora nella lettura del report di ANCMA, l’analisi della tipologia di bici vendute rimarca l’andamento di alcune delle ultime tendenze di mercato. Nel perimetro della pedalata assistita il 50% di biciclette sono, infatti, e-city, il 45% e-mtb, il 4% e-corsa/gravel, mentre le e-cargo rimangono attorno alla soglia dell’1%. Le eBike, come anticipato, sono ormai il 25% del totale di un mercato bici complessivo (erano l’11% nel 2019), all’interno del quale l’universo muscolare è composto per il 29% da mountain-bike, 26% city-trekking, 15% bici da ragazzo/a, 8% corsa-gravel e 2% pieghevoli.

 

Infine, gli indicatori industriali del comparto, che seguono l’andamento del mercato: scende sotto ai 2 milioni di pezzi la produzione italiana, 1.685.000 le biciclette muscolari (-29%) e 290.000 le e-bike (-23%). Positiva la bilancia commerciale del settore, ovvero il conto che registra la differenza tra esportazioni e importazioni, che segna un valore di + 21 milioni di euro. La lettura di questo dato riporta equilibrio dopo gli ultimi tre anni contraddistinti da valori negativi e, soprattutto, offre maggiore consapevolezza a un tessuto produttivo nazionale, che si conferma trainante (oltre 20.000 addetti), fatto da eccellenze (circa 250 imprese, per lo più PMI) e aperto al futuro.

Foto da ufficio stampa ANCMA

#FORUMAutoMotive: due ministri, 5 eurodeputati, un ambientalista, tutte le associazioni. La novità “Cuore & Motori”

Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive, commenta a fine evento i risultati della discussione. Franchezza, pragmatismo e buon senso le linee base dei dibattiti che hanno caratterizzato l’intera giornata del 26 marzo, nel segno del claim “L’Unione fa la forza”, cioè unità d’intenti verso un unico obiettivo, contro le imposizioni e sempre nel rispetto del mercato.

 

Spazio, inoltre, alla solidarietà e alle iniziative di costruttori, associazioni, imprenditori, privati e appassionati di motori a favore di chi e’ disabile rendendo possibili sogni impossibili.

 

Sono intervenuti, insieme a un folto pubblico composto anche da diversi studenti delle scuole professionali Martesana ed ENAIP, i ministri Alessandra Locatelli (Disabilità) e Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente e Sicurezza Energetica); gli eurodeputati Massimiliano Salini, Carlo Fidanza, Paolo Borchia, Mariangela Danzì e Brando Benifei per la seconda Automotive Eurotribuna Politica) con Andrea Poggio, di Legambiente. Dalle associazioni del settore tanti gli spunti in vista delle elezioni UE di giugno.

Mobilità sostenibile e transizione: #FORUMAutoMotive dalla parte del buon senso

Mobilità sostenibile e transizione

Milano è stata teatro di #FORUMAutoMotive, catalizzatore di idee e soluzioni innovative dedicate al futuro della mobilità. Con l’obiettivo di promuovere un approccio inclusivo e sostenibile, il forum ha riunito esponenti politici, esperti del settore e rappresentanti della filiera della mobilità in un dibattito costruttivo.

Dialogo aperto per la decarbonizzazione

Guidati dal giornalista e promotore dell’evento Pierluigi Bonora, i partecipanti hanno esplorato strategie per accelerare il processo di decarbonizzazione, con un focus su soluzioni pragmatiche oltre le divisioni ideologiche. L’attenzione è stata posta sulla ricerca di un terreno comune per affrontare la sfida della sostenibilità, valorizzando la diversità delle tecnologie disponibili per ridurre l’impronta carbonica.

Analisi e visioni sul futuro

Dario Duse, di AlixPartners, ha offerto uno spaccato del settore automotive, sottolineando la crescente importanza dei veicoli a batteria (BEV) e le sfide legate alla sostenibilità economica di questa transizione. La discussione ha poi coinvolto Gianni Murano di UNEM e Francesco Naso di Motus-E, che in un avvincente faccia a faccia moderato dal giornalista Umberto Zapelloni hanno condiviso punti di vista differenti sull’efficacia degli incentivi e sulle strategie più idonee per promuovere una mobilità sostenibile.

La seconda Automotive Eurotribuna Politica

Momento clou dell’evento è stata la “Seconda Automotive Eurotribuna Politica”, che ha visto confrontarsi esponenti come Massimiliano Salini, Mariangela Danzì, Carlo Fidanza, Andrea Poggio, Paolo Borchia e Brando Benifei sulle prospettive e le politiche future relative alla mobilità sostenibile. Il dibattito, aperto dall’interdetto online di Gilberto Pichetto Fratin, ministro del’Ambiente e della Sicurezza energetica, ha evidenziato la necessità di un approccio equilibrato e aperto alle innovazioni tecnologiche.

Voce alla filiera della mobilità

Importante è stata anche la partecipazione di figure chiave della filiera automotive, tra cui Roberto Vavassori di ANFIA e Paolo Starace di UNRAE Veicoli Industriali, che hanno condiviso le loro visioni sul ruolo dell’industria nella transizione ecologica e sull’importanza di politiche che stimolino il rinnovamento del parco circolante; assieme a loro presenti Massimo Artusi, fresco di elezione a presidente di Federauto; Alberto Viano, presidente di ANIASA; Flavio Merigo, presidente di Assogasmetano; Roberto Scarabel, presidente di AsConAuto e Vicepresidente di Federauto; Maria Rosa Baroni, presidente di NGV; Cristina Maggi, direttrice H2IT; e Andrea Arzà, presidente Federchimica-Assogasliquidi.

Un’industria in evoluzione

L’evento ha sottolineato come l’industria automobilistica sia al centro di una trasformazione significativa, con l’obiettivo di allinearsi agli imperativi di sostenibilità ambientale. Le discussioni hanno riflettuto sulle diverse vie per raggiungere tale obiettivo, riconoscendo l’importanza di una strategia integrata che abbracci varie soluzioni energetiche.

#FORUMAutoMotive ha rappresentato un’occasione preziosa per approfondire il dialogo su come rendere la mobilità più sostenibile e inclusiva. La varietà delle prospettive presentate evidenzia un settore in piena evoluzione, pronto a rispondere alle sfide del futuro con innovazione e collaborazione.

Innovazione e inclusione: Il futuro della mobilità a #FORUMAutoMotive

Innovazione e inclusione: Il futuro della mobilità a #FORUMAutoMotive

Foto- la premiazione di BMW Italia con “Cuore & Motori”. Da sinistra, Roberta Pasero, Pierluigi Bonora e Massimiliano Di Silvestre

Milano ha ospitato #FORUMAutoMotive, un palcoscenico di dibattiti focalizzati sui recenti progressi nel settore della mobilità, in particolare sulle innovazioni che facilitano l’inclusione delle persone con disabilità e sulle strategie per un ambiente più pulito nonostante le sfide poste dall’elettrificazione dei veicoli.


Passi avanti verso l’inclusione

L’evento, promosso dal giornalista Pierluigi Bonora e arricchito dalla presenza di Paolo Artemi, vicepresidente UIGA, ha tributato un commosso omaggio a due figure professionali di spicco recentemente scomparse, Piero Evangelisti e Sebastiano Pugliese. Un momento di riflessione che ha preceduto discussioni incentrate su come la mobilità stia evolvendo per diventare sempre più inclusiva.

La cerimonia ha visto la consegna del premio “Cuore & Motori 2024” a BMW Italia, nella persona del suo presidente e amministratore delegato Massimiliano Di Silvestre, per l’impegno ultraventennale del gruppo nel programma SpecialMente, incubatore di numerose iniziative che “rendono possibili sogni impossibili”, come si legge nella motivazione. La giornalista Roberta Pasero ha raccontato, nell’occasione, le emozioni vissute durante le partecipazioni ad alcuni eventi nell’ambito di SpecialMente. Questo progetto ha dimostrato un deciso impegno verso l’inclusione e la sostenibilità sociale, creando opportunità per persone con disabilità di connettersi con la loro passione per i motori.

 


Dialogo tra tecnologia e umanità

Alessandra Locatelli, ministro delle Disabilità, ha sottolineato l’importanza dell’autonomia e del diritto allo spostamento per le persone con disabilità, auspicando una sinergia tra innovazione tecnologica e istituzioni per garantire questi diritti fondamentali. Il dibattito ha messo in luce come eventi come Happy Rally Day e iniziative come SciAbile stiano rompendo barriere, offrendo nuove prospettive e autonomia agli individui. Il talk “Mobilità e disabilità, quando a vincere sono cuore e forza di volontà”, moderato dal giornalista Roberto Rasia dal Polo, ha visto gli interventi di Peppe Zagami, presidente dell’Automobile club Verbano, Cusio, Ossola; Alessandro Cadei, pilota di “Happy Rally Day”, evento organizzato dallo stesso Automobile club VCO; Lorenzo Berlanda, organizzatore di AppassionAuto; Angelo Colombo, imprenditore e organizzatore dell’evento “Mostra Scambio”; Giulia Gros, istruttrice progetto SciAbile; Giovanni Coletti, fondatore di “Casa Sebastiano”; Vanni Oddera, pro rider freestyle motocross e inventore della Mototerapia; Francesco Osquino, vicesegretario Studi di Consulenza UNASCA; Salvatore Bellanca, presidente AC Agrigento; e Niccolò Bellazzini, Brand Manager del Gruppo Sparco.

 

Per una transizione equa

#FORUMAutoMotive ha altresì affrontato la questione delle emissioni e dell’impatto ambientale dei veicoli tradizionali, esaminando come la transizione verso l’elettrico possa essere gestita senza escludere chi non può ancora accedere a questa tecnologia. Esperti e manager del settore automotive hanno condiviso insight su come bilanciare le esigenze ambientali con l’equità sociale, assicurando che il progresso tecnologico sia inclusivo e non lasci indietro nessuno. Qui spazio per altri due talk, moderati dai giornalisti Pierluigi Bonora e Luca Talotta, che hanno visto coinvolti Pier Luigi Del Viscovo, fondatore e direttore del Centro Studi Fleet&Mobility; Simonpaolo Buongiardino, presidente di Federmotorizzazione; Toni Purcaro, Chairman DEKRA Italia, Executive Vice President DEKRA Group – Head of Region CEEME; Paola Carrea, direttore generale UnipolTech; Andrea Arzà, presidente Federchimica-Assogasliquidi; Alessio Torelli, Chairman & Managing Director di Greenture S.p.A; Giuseppe Bitti, Managing Director & COO di Kia Italia; Marco Do, direttore comunicazione e relazioni esterne Michelin Italia; Giulio Lancellotti, Managing Director Global Software and Services Bosch; Fabio Pressi, presidente e amministratore delegato di A2A E-Mobility; Claudio Zirilli, responsabile Leasing e Noleggio di Banca Ifis; e Marco Mannocchi, responsabile delle relazioni istituzionali per il Sud Europa di Neste.

Cosa ci attende

#FORUMAutoMotive si è confermato un evento chiave per comprendere e dibattere il futuro della mobilità, un settore in rapida evoluzione che tocca aspetti cruciali come l’inclusione sociale e la sostenibilità ambientale. Attraverso dialoghi costruttivi e la condivisione di best practices,  #FORUMAutoMotive si pone ancora una volta come epicentro di discussioni vitali per un domani più accessibile e rispettoso dell’ambiente nel segno del pragmatismo.

Audi A3 Allstreet: la novità crossover che allarga la famiglia A3

Audi A3 Allstreet: la novità crossover che allarga la famiglia A3

di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)

Con il restyling della A3 Audi ha introdotto nella gamma una nuova e inedita variante, la Allstreet, che si caratterizza per la sua ispirazione al mondo off-road. Andando ad affiancare le note versioni Sedan e Sportback, l’Audi A3 Allstreet porta sul modello della Casa dei Quattro Anelli una serie di elementi e spunti stilistici tipicamente da crossover.

 

Assetto rialzato e look in stile Q

Beneficiando di una serie novità introdotte dal restyling che arricchiscono i contenuti tecnologici e di connettività rispetto al precedente modello, la nuova Audi A3 Allstreet si presenta con un aspetto da auto pronta all’avventura grazie all’assetto rialzato di 30 mm, ai parafanghi allargati e dotati di protezioni in plastici, ai cerchi in lega da 17 pollici (da 18 e da 19 disponibili in optional) con look dedicato e ai paraurti con inserti in plastica e piastre di protezione.

Sotto l’aspetto estetico, la A3 Allstreet si distingue delle altre varianti della gamma A3 per una avvicinamento stilistico ai modelli della serie Q grazie alla griglia Single Frame ottagonale con finitura opaca e di dimensioni maggiorate rispetto alle versioni berlina e Sportback. Ulteriori elementi di design che caratterizzano gli esterni sono le minigonne e i loghi in nero, le barre al tetto di serie e lo spoiler posteriore in carbonio.

 

Interni high-tech

Dotata di bagagliaio che offre una capacità di carico che va da 380 a 1.200 litri, la Audi A3 Allstreet propone interni in linea col restyling della altre versione della gamma, con la presenza a bordo della pacchetto tecnologico che comprende di serie il cruscotto digitale Audi Virtual Cockpit plus da 12,3 pollici ed il display centrale touchscreen da 10,1 pollici, per la gestione dell’infotainment, che integra la connettività Apple CarPlay e Android Auto.  La dotazione comprende il climatizzatore automatico, il modulo di ricarica wireless per smartphone e quattro porte USB-C. Ricco l’equipaggiamento Adas di serie che prevede tra le altre cose il Collision Avoid Assist già dall’allestimento base.

 

Due motorizzazioni da 150 cv al lancio 

Per quanto riguarda le motorizzazioni, sono due le opzioni possibili per la Audi A3 Allstreet, entrambe abbinate al cambio automatico doppia frizione S tronic a 7 marce: il benzina 1.5 TFSI da 150 cv con sistema mild-hybrid a 48 Volt e il Diesel 2.0 TDI da 150 cv.

 

Tre allestimenti, prezzi da 39.500 €

La A3 Allstreet, che beneficia anche di una specifica taratura di molle e sospensioni per un maggior comfort di guida nel fuoristrada, viene proposta in tre allestimenti: Business, Business Advanced e Identity Contrast. Già disponibile per essere ordinata, con arrivo in concessionaria previsto per maggio, l’Audi A3 Allstreet viene proposta con un listino prezzi che parte da 39.500 e arriva a 45.800 euro.