“WiDna vs Car Hacker”: primo episodio

“WiDna vs Car Hacker”: primo episodio

Ecco il primo di 8 video siparietti che raccontano in maniera non convenzionale ed esilarante la sfida tecnologica di WiDna, innovativa tech company italiana, lanciata contro i furfanti 2.0! 

 

Protagonisti dei divertenti episodi realizzati in stile amatoriale e ispirati ai geniali minispot Apple, sono un maldestro e spavaldo car hacker (Francesco Fontana Giusti) e il Ceo di WiDna (Pier Paolo Concina) che si confrontano sulle avanzate funzionalità di SEP (Security Electronic Pack) che, una volta installato sui veicoli di nuova generazione, è in grado di rendere la vita difficile, anzi impossibile, a tutti i pirati informatici! Il primo episodio è già online sulle principali piattaforme Instagram, Facebook e YouTube. Tutti gli altri verranno pubblicati con cadenza settimanale.

Texa e-Powertrain: Binotto (ex Ferrari) diventa ad

Texa e-Powertrain: Binotto (ex Ferrari) diventa ad

Foto: da sinistra, Bruno Vianello e Mattia Binotto

 

TEXA S.p.A., la Società di Monastier di Treviso fondata da Bruno Vianello nel 1992 e da lui portata a detenere la leadership internazionale nel settore della diagnostica per auto, moto e camion, che occupa circa 1.000 addetti, ha allargato il proprio Consiglio di Amministrazione con l’inserimento dell’ing. Mattia Binotto, affidandogli il coordinamento strategico dell’ambiziosa divisione E-Powertrain.

 

Mattia Binotto diventa così consigliere delegato di TEXA, affiancando lo stesso Bruno Vianello, presidente e CEO, Eugenio Razelli, vicepresidente, e Massimo Varaschin, consigliere. L’obiettivo è far diventare la nuova divisione e-Powertrain un chiaro punto di riferimento a livello mondiale per la progettazione, produzione e fornitura dei nuovi componenti automotive legati al mondo dell’elettrificazione dei veicoli quali motori, inverter, centraline di potenza e relativi software e assali completi, destinati ad autovetture sportive ad alte prestazioni.

 

Il cavaliere del lavoro Bruno Vianello ha così commentato l’ingresso di Mattia Binotto nel Board del suo Gruppo: “Sono felice che un top manager come Mattia, il quale ha maturato un’esperienza straordinaria nel mondo della Formula 1, sinonimo di altissima tecnologia e competitività, abbia scelto di arricchire la squadra di TEXA con il suo contributo propulsivo. Insieme al resto del team della divisione e-Powertrain, composto da giovani ed entusiasti ingegneri, puntiamo a un intenso sviluppo che ci conduca in pochi anni a raggiungere risultati importanti e significativi nel segmento più pregiato del mercato automotive. Si tratta di una nicchia, nella quale già si sono affacciati grandi gruppi internazionali. La competizione e il confronto con essi sarà sicuramente stimolante. Sono convinto che TEXA porterà un contributo cruciale al rilancio della grande tradizione italiana nella tecnologia per le auto sportive che utilizzano la nuova trazione elettrica, confidando che possa anche diventare vettore per l’intero settore dell’automobile, in un momento così particolare, della nostra Nazione”.

 

Dal canto suo, Mattia Binotto ha commentato: “Al di là dell’esperienza agonistica che ho da sempre percorso nella mia vita, mi ha attirato in TEXA l’audacia strategica del suo progetto di costruire un’eccellenza italiana caratterizzata dalle tecnologie più avanzate della nuova mobilità. TEXA intende infatti affermarsi come il canone tecnologico di riferimento a livello mondiale. E ciò grazie alla mobilitazione di ingenti risorse di investimento e all’attrazione dei migliori talenti”.

Foto ufficio stampa Texa

 

Auto elettriche al palo: eppure in gennaio c’erano i vecchi incentivi

L'auto in Europa: aprile con una forte "scossa"

di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor

 

In febbraio sono state immatricolate in Italia 147.094 autovetture con una crescita del 12,8% rispetto a febbraio 2023, ma con un calo del 17,6% rispetto all’ultimo febbraio ante-crisi, che è quello del 2019. La crescita del febbraio scorso rispetto allo stesso mese del 2023 è dovuta a diversi fattori. Il primo è il fatto che febbraio di quest’anno ha avuto un giorno lavorativo in più, rispetto al febbraio 2023, per l’anno bisestile. Il secondo fattore è l’effetto positivo degli incentivi in vigore da gennaio per le auto con emissioni di CO2 da 61 a 135 grammi al chilometro che hanno visto lo stanziamento di 120 milioni esaurirsi in un batter d’occhio.

 

Il terzo fattore è un aumento delle immatricolazioni di auto da destinare al mercato delle chilometri zero e tra queste pure molte auto elettriche di difficile vendita anche perché non hanno beneficiato di incentivi al momento delle immatricolazioni da parte dei concessionari e non ne potranno beneficiare quando verranno vendute come usate con chilometri zero. Un quarto fattore, infine, è il fatto che gli acquirenti che non hanno bisogno di incentivi stanno, sia pur lentamente, ma con continuità, recuperando il forte calo dei primi anni post-crisi.

Non stanno invece rispondendo all’appello della ripresa i potenziali acquirenti di auto con emissioni di CO2 da 0 a 20 grammi al chilometro e con emissioni di CO2 da 21 a 60 grammi al chilometro. Come è noto, da gennaio sono già disponibili incentivi anche per queste auto, ma l’utilizzazione degli stanziamenti è stata del tutto insignificante perché i potenziali acquirenti attendono i ben più consistenti incentivi annunciati dal Governo e per i quali, al momento, non si hanno notizie affidabili sulla possibile data di entrata in vigore.

Dall’inchiesta congiunturale mensile sul mercato dell’automobile condotta dal Centro Studi Promotor sui concessionari a fine febbraio emerge, poi, che il principale fattore di freno del mercato dell’auto è oggi l’incertezza sul tipo di auto da acquistare dovuta alle misure adottate dalla UE per la transizione energetica. Seguono per importanza tra i fattori di freno delle vendite le preoccupazioni per il quadro economico e per i prezzi elevati raggiunti dalle autovetture. I concessionari sono comunque moderatamente ottimisti per lo sviluppo del mercato nei prossimi mesi. Il 33% degli interpellati ritiene che le vendite aumenteranno, mentre il 49% si attende stabilità sui livelli attuali e il 18% prevede un calo.

Da segnalare che anche il mercato dell’usato fa registrare crescite del 15,21% in febbraio e del 16,13% nel bimestre gennaio-febbraio. Continua quindi la stagione positiva per le vendite di auto usate che è stata determinata dai forti aumenti dei prezzi delle auto nuove ed anche dai dubbi sul tipo di auto nuova da acquistare generati dalla transizione energetica, dubbi che hanno indotto e stanno inducendo una quota di potenziali acquirenti di auto nuove a rivolgersi al mercato dell’usato.

Jeep Avenger 4Xe: ecco l’integrale mild hybrid

Jeep Avenger 4Xe: ecco l'integrale mild hybrid

di Lorenzo Bellini, direttore di Motorionline

 

Come promesso già al momento dell’uscita dell’elettrica, è stata ufficialmente annunciata la nuova Jeep Avenger 4Xe, ovvero la versione mild hybrid del fuoristrada compatto che abbiamo già imparato a conoscere negli scorsi mesi. Basata sulla piattaforma CMP, così come la Fiat 600 e la futura Alfa Romeo Milano, si tratta di fatto della prima integrale di questo nuovo corso e si affianca, oltre che all’elettrica, alle versioni benzina e all’e-Hybrid a trazione anteriore.

 

Il motore della Jeep Avenger 4Xe è simile a quello della versione e-Hybrid. Si basa sempre sullo stesso 1,2 litri tre cilindri turbo benzina da 100 CV di potenza, ma oltre a questo è dotata di un doppio motore elettrico (contrariamente al singolo della versione a due ruote motrici). Ogni unità fornisce una potenza a 28,5 CV ed è montata sia sull’assale anteriore che posteriore. Questa accoppiata crea quindi la trazione integrale e grazie alla tecnologia “power looping”, della quale la Casa americana di Stellantis ancora non ha svelato i dettagli, è in grado di rimanere attiva a prescindere dalla carica della batteria di sistema.

 

Grazie a queste tecnologie, infine, l’Avenger 4Xe è in grado di fornire una coppia davvero notevole sulle ruote posteriori, che la Casa quantifica in ben 1.900 Nm. Per quanto riguarda il cambio, è confermato l’automatico a sei rapporti con doppia frizione, lo stesso della versione e-Hybrid. Il manuale è disponibile solo sulla versione puramente a benzina, mentre l’elettrico, per sua natura, lo possiamo definire “automatico” (almeno come esperienza di guida, dato che nei fatti non ci sono dei rapporti da cambiare).

 

Al momento non è ancora noto il prezzo della Avenger 4Xe. Gli ordini verranno aperti entro la fine di quest’anno ed è quindi probabile che verranno svelati solamente a ridosso dell’arrivo nei concessionari. Tenendo conto che la e-Hybrid viene prezzata intorno ai 26.000 euro, è probabile che la 4Xe finirà per superare la barriera dei 30.000 euro, ma queste per il momento sono solamente previsioni da confermare.

 

Incentivi: il ritardo danneggia, “price cap” da rivedere

Transizione energetica: accelerare con misure concrete

di Michele Crisci, presidente di UNRAE

 

Stiamo aspettando la pubblicazione del DPCM che renderà operativi i nuovi incentivi 2024, la cui entrata in vigore ormai annunciata da mesi sta generando una paralisi delle vendite di auto a zero o bassissime emissioni. Come più volte ribadito, auspichiamo che gli incentivi siano dunque pienamente operativi quanto prima, per scongiurare il protrarsi ulteriore di questo negativo effetto attesa.

 

Ciò è visibile anche dai risultati delle immatricolazioni di auto BEV e PHEV. Seppure in rialzo rispetto a gennaio, a febbraio le BEV si fermano a quota 3,4% e le PHEV al 3,2% del totale mercato.

 

Riguardo al nuovo schema apprezziamo che siano state accolte molte delle richieste dell’UNRAE, come l’innalzamento degli incentivi unitari e l’inclusione delle persone giuridiche con bonus ad importo pieno; ma per contribuire ad un effettivo slancio dell’elettrico è necessario eliminare il price-cap sulla fascia 0-20 g/km, o quantomeno allinearlo a quello della fascia 21-60 g/km.

 

La possibilità di ottenere il bonus per l’acquisto di auto elettriche che rientrano in quel tetto di prezzo esclude di fatto dall’incentivo le imprese che utilizzano principalmente vetture di fascia superiore, in evidente contraddizione rispetto all’obiettivo della decarbonizzazione. Si tratta di aspetti che speriamo vengano corretti prima della pubblicazione del DPCM

L’attesa degli incentivi: regna il clima di incertezza

L'auto nel quadrimestre: solo il 12% dell'immatricolato è prodotto in Italia

di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA

 

Nel secondo mese del 2024, il mercato auto italiano mantiene segno positivo (+12,8%) anche considerando un giorno lavorativo in più rispetto a febbraio 2023 (21 giorni contro 20).

Mentre proseguono le attività del Tavolo Sviluppo Automotive al MIMIT, si attende il DPCM che darà attuazione ai nuovi incentivi.

 

Auspichiamo che la pubblicazione del Decreto sia quanto più possibile rapida, per evitare il prolungarsi dell’ “effetto attesa” sul mercato e di un clima di incertezza tra consumatori e imprese, nonché per vedere presto gli effetti di un ecobonus più attrattivo rispetto al precedente.

 

Certamente a supporto della domanda e dell’accelerazione dei ritmi di rinnovo del parco circolante, la misura dovrebbe soprattutto giocare da traino nell’adozione delle nuove tecnologie, anche grazie all’apertura del bonus a tutte le aziende, in particolare favorendo l’ulteriore diffusione delle auto a basse o nulle emissioni locali di CO2

McKinsey Technology Council: le 10 tecnologie più rilevanti per la mobilità

McKinsey Technology Council: le 10 tecnologie più rilevanti per la mobilità

La rivoluzione della mobilità sta prendendo velocità. Scooter e biciclette elettriche condivise sono ormai diffusi in molte città e un recente sondaggio di McKinsey ha dimostrato che il 46% degli intervistati è disposto a sostituire il proprio veicolo privato con altre opzioni di trasporto nei prossimi dieci anni. Anche le automobili si stanno evolvendo, in quanto i veicoli elettrici diventano sempre più sofisticati e le capacità di guida autonoma – dai sensori per gli angoli ciechi ai veicoli a guida autonoma – attirano importanti investimenti.

 

I progressi tecnologici favoriscono questi cambiamenti e facilitano la transizione verso forme di trasporto più sostenibili e inclusive. Il McKinsey Technology Council ha individuato dieci tecnologie più rilevanti per la mobilità.

 

Connettività avanzata, che si riferisce alle reti wireless e a basso consumo, alle reti cellulari di quinta e sesta generazione, al Wi-Fi 6 e 7, ai satelliti in orbita bassa e ad altre tecnologie che supportano una serie di soluzioni digitali.

 

IA applicata, che prevede l’utilizzo di modelli addestrati all’apprendimento automatico per risolvere problemi di classificazione, previsione e controllo; i modelli possono aiutare ad aggiungere o aumentare le capacità e le offerte, ad automatizzare le attività e a prendere decisioni migliori.

 

Cloud ed edge computing, che consentono di distribuire i carichi di lavoro in diversi luoghi; queste tecnologie possono contribuire a migliorare l’aderenza alle normative sulla sovranità dei dati, l’autonomia sui dati, i costi di trasferimento dei dati, la latenza e la sicurezza.

 

IA generativa, che può automatizzare, incrementare e accelerare il lavoro attingendo a set di dati non strutturati e a modalità mista per consentire la creazione di nuovi contenuti in varie forme, come codice, testo e video.

 

Tecnologia per realtà immersiva, che utilizza strumenti di rilevamento e l’elaborazione spaziale per aiutare gli utenti a vedere il mondo attraverso la realtà aumentata, mista e virtuale.

 

Machine learning industrializzato, che si riferisce a un ecosistema di soluzioni software e hardware che aiutano ad accelerare e deresponsabilizzare lo sviluppo, l’implementazione e la manutenzione delle soluzioni di machine learning.

 

Sviluppo software di nuova generazione, che consente moderne pipeline di distribuzione del codice e la generazione, il test, il refactoring e la traduzione automatica del codice.

 

La tecnologia quantistica, che è ancora in fase di sviluppo relativamente precoce ma che potrebbe fornire un aumento esponenziale delle prestazioni di calcolo per alcuni problemi e trasformare le reti di comunicazione rendendole più sicure.

 

Trust architecture strumenti di identità digitale, che consentono alle organizzazioni di costruire e scalare i propri dati e prodotti e servizi abilitati al digitale, nonché di mantenere la fiducia dei propri stakeholder.

 

Web3, che è un nuovo tipo di Internet decentralizzato che dispone di standard e protocolli aperti e protegge al tempo stesso i diritti di proprietà digitale; le sue potenziali applicazioni includono piattaforme di mobilità decentralizzate su cui i singoli utenti possono prenotare viaggi con diversi fornitori per un singolo viaggio.

 

Sul 20% delle aziende analizzate che stanno già lavorando su prodotti o servizi legati a queste tendenze, molte hanno già ottenuto investimenti per sviluppare le loro soluzioni. Queste aziende godono di buona salute finanziaria, con finanziamenti totali superiori a 200 miliardi di dollari, e il 64% sta lavorando su applicazioni di IA applicata o su tecnologie abilitate dall’IA applicata, rendendo questo trend tecnologico di gran lunga il leader.

 

Sebbene solo il 20% circa delle aziende coinvolte nell’analisi stia lavorando a prodotti o servizi legati alle dieci tendenze tecnologiche, questo numero potrebbe aumentare in modo significativo in risposta alla crescente domanda dei consumatori di prodotti innovativi, come sistemi di infotainment coinvolgenti e piattaforme di mobilità che consentono ai viaggiatori di utilizzare diversi modi di trasporto senza soluzione di continuità in un unico viaggio. Le aziende di mobilità sono inoltre sottoposte a una crescente pressione per ottimizzare le operazioni interne e potrebbero perseguire uno o più dei nuovi progressi tecnologici per aumentare l’efficienza e ridurre i costi.

 

L’IA applicata è di gran lunga la tecnologia più popolare tra le dieci tendenze esaminate ed è pronta a sconvolgere diversi aspetti dell’ecosistema della mobilità. L’importanza dell’intelligenza artificiale applicata nell’ambito della mobilità non sorprende perché migliora molti processi, consente l’automazione e risolve problemi di vecchia data. Ecco alcuni esempi che sottolineano i suoi vantaggi attuali e crescenti nella mobilità.

 

Ingegneria e R&S. Alcune aziende utilizzano l’IA applicata per creare e controllare mondi virtuali in cui addestrare gli algoritmi che consentono la guida autonoma. Tra gli altri vantaggi, gli algoritmi di IA possono identificare i punti deboli insiti nei modelli attuali. Possono creare migliaia o milioni di scenari aggiuntivi da utilizzare per i test, un numero che non sarebbe possibile senza questa tecnologia. Invece di aggiornare il software se un veicolo autonomo (AV) non supera un test virtuale, gli sviluppatori possono creare un altro scenario per ottenere maggiori informazioni sul problema, risparmiando tempo e denaro. Gli algoritmi possono testare le prestazioni dei veicoli autonomi per eventi semplici, come l’arresto di un pedone sulle strisce pedonali, e per eventi estremamente rari, come il passaggio accidentale di un pedone davanti al veicolo.

 

Approvvigionamento. Con l’accelerazione dei cambiamenti climatici, gli OEM utilizzano l’intelligenza artificiale applicata per identificare i rischi ambientali, sociali e di governance lungo la catena di fornitura. Ad esempio, gli algoritmi possono analizzare le notizie sui fornitori per identificare potenziali problemi, come una storia di inquinamento o recenti scandali di corruzione, in modo molto più rapido e approfondito di quanto possa fare un essere umano. Il miglioramento della sostenibilità potrebbe interessare gli acquirenti di automobili, dal momento che una recente indagine sui consumatori ha dimostrato che il 70% degli intervistati considera la produzione sostenibile una considerazione importante durante l’acquisto di un veicolo. In futuro, l’IA potrebbe anche aiutare le aziende a prevedere i rischi in modo più accurato e a suggerire proattivamente miglioramenti, come l’utilizzo di risorse più sostenibili.

 

Produzione. Utilizzando telecamere, lidar e radar in combinazione con l’IA applicata, gli OEM hanno migliorato il controllo della qualità durante la produzione. Ad esempio, uno dei principali produttori automobilistici sta sfruttando i robot controllati dall’intelligenza artificiale per gestire la lavorazione dei singoli veicoli mantenendo rigorosi standard di qualità. Nella fase di ispezione delle superfici, un sistema avanzato utilizza una tecnologia specializzata che proietta modelli in bianco e nero sulla superficie del veicolo. Questa tecnica consente alle telecamere di scansionare e identificare anche le più piccole variazioni nella vernice riflettente. La tecnologia ha avuto un tale successo per il produttore che i tempi di consegna sono diminuiti senza alcun cambiamento nella qualità.

 

Marketing e vendite. Le aziende possono utilizzare l’intelligenza artificiale applicata per identificare i clienti che rischiano di essere persi a favore di un concorrente e quindi creare incentivi per aumentare la loro soddisfazione, riducendo potenzialmente il turn over e diminuendo i costi. Oltre alla fidelizzazione dei clienti, le aziende sperano di utilizzare la tecnologia per migliorare l’esperienza dei clienti e aumentarne la fedeltà a prodotti e marchi specifici.

 

Servizi per il ciclo di vita. Gli OEM che incorporano l’intelligenza artificiale applicata nei sistemi di bordo dei veicoli possono analizzare le preferenze dei consumatori in materia di infotainment e quindi fornire raccomandazioni personalizzate. Inoltre, un sondaggio tra i consumatori ha rivelato che circa il 40% degli intervistati è molto interessato a raccomandazioni personalizzate in tempo reale da parte di sistemi di navigazione che conoscono le loro abitudini di guida.

 

Una ricerca McKinsey mostra che il 90% delle aziende ha avviato una trasformazione digitale, ma i benefici in termini di ricavi che ne sono derivati sono stati circa un terzo di quelli attesi.

 

Nell’ambito della mobilità, le aziende potrebbero potenzialmente ottenere ricavi molto maggiori dall’IA applicata se riuscissero a superare gli ostacoli all’implementazione e a sfruttare i megatrend tecnologici. Un tale miglioramento richiederebbe che gli OEM e gli stakeholder della mobilità riorganizzino radicalmente il loro modo di operare, intraprendendo una serie di cambiamenti ampi e integrati che coinvolgano la strategia, l’organizzazione, la gestione del rischio, i talenti, la tecnologia, i dati e i migliori processi per l’adozione e la scalabilità delle nuove tecnologie.

 

Foto di Hitesh Choudhary su Unsplash

Horizon e Würth: partnership su soluzioni di mobilità innovativa

Horizon e Würth

Horizon Automotive, tech-mobility company leader nel settore dei servizi di mobilità e Würth Italia, azienda specializzata nella fornitura di prodotti per il montaggio e il fissaggio, annunciano un’importante partnership per la fornitura di soluzioni di mobilità innovative a collaboratori e collaboratrici Würth. Attraverso una piattaforma dedicata, Horizon metterà a disposizione degli oltre 4.000 collaboratori e collaboratrici Würth delle offerte di noleggio a lungo termine personalizzate, che garantiscono i migliori canoni disponibili sul mercato e una vasta gamma di veicoli di tutti i marchi del settore, anche e soprattutto in pronta consegna.

 

La partnership è nata dall’esigenza di creare un legame solido in grado di promuovere alcuni degli elementi chiave del benessere aziendale, garantendo capillarità su tutto il territorio nazionale e un’ampia offerta di prodotti, mirando a risolvere le sfide legate ai ritardi nella consegna e all’approvvigionamento dei veicoli aziendali, offrendo un supporto commerciale completo dalla fase iniziale fino alla conclusione dell’operazione.

 

Oltre all’attenzione verso un piano welfare concreto, l’elemento che accomuna le due aziende è la ricerca e l’utilizzo di tecnologie innovative. 

La corsa globale all’auto elettrica: l’Europa si svegli

“Pacchetto Automotive”: serve un'azione urgente sulla flessibilità per auto e furgoni

di Sigrid de Vries, direttore generale di ACEA

 

Come i visitatori del Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra potranno testimoniare in prima persona, l’industria automobilistica europea si trova ad affrontare una massiccia concorrenza globale poiché sta effettuando il passaggio epocale dal motore a combustione alle auto elettriche a batteria in un arco di tempo molto breve.

Abbiamo colto l’occasione per riunire giornalisti internazionali, un accademico di fama – Tommaso Pardi del Centro nazionale francese per la ricerca scientifica – e il nostro presidente, Luca de Meo, per chiederci: come possiamo rimanere in corsa?

Come ha spiegato Pardi, oggi i produttori stranieri di auto elettriche sono in vantaggio poiché detengono un vantaggio competitivo rispetto all’Europa. Hanno investito prima e sono più verticalmente integrati nella catena del valore delle batterie, con un accesso più facile alle materie prime. Hanno maggiori economie di scala e, soprattutto, non hanno l’onere di eliminare gradualmente 17 milioni di automobili con motore a combustione in poco più di dieci anni. L’Europa, d’altro canto, ha “messo il carro ‘elettrico’ davanti al cavallo ‘batteria’”, creando dipendenze strategiche dall’estero.

Allora, qual è la soluzione? Nelle parole di Pardi, abbiamo urgentemente bisogno di una politica industriale automobilistica “globale e coordinata”, con una vera strategia che colleghi i pezzi del puzzle del Green Deal. Il messaggio del Presidente Pardi è stato chiaro: l’Europa deve svegliarsi!

I suoi messaggi fanno eco al Manifesto ACEA, in cui chiediamo una strategia industriale olistica dell’UE in tutte le fasi della catena del valore, dalla ricerca e sviluppo, all’estrazione mineraria, alla raffinazione, ai componenti e alla produzione; alle reti di ricarica, all’energia, agli incentivi all’acquisto e al riciclaggio.

De Meo ha sottolineato che tutte queste condizioni dovrebbero essere saldamente in atto per consentire di rispettare la data di eliminazione graduale dei motori a combustione che si avvicina rapidamente nel 2035. Come leader aziendali, faremo di tutto per mettere le nostre aziende nella posizione di conformarsi. Siamo lì per promuovere il progresso, per spingere l’Europa a essere innovativa, e l’elettrificazione è uno dei campi di innovazione quando si tratta di trasporti”, ha spiegato De Meo. “Non è possibile che l’industria consigli di tornare al punto di partenza, perché non ha senso ed è dannoso per l’ambiente”.

L’impegno del settore a favore dell’elettrificazione è chiarissimo, ma non possiamo farcela da soli. In quest’ottica, è fondamentale una revisione intermedia solida e significativa della normativa sulla CO2, cosa che anche Ursula von der Leyen ha recentemente riconosciuto. E per questo dovremo definire chiaramente come misurare il successo e come determineremo se siamo sulla giusta traiettoria per il 2035.

Da qui ad allora, contiamo che l’UE affronti questa sfida epocale mettendo in atto le condizioni quadro adeguate: accesso ai punti di ricarica, energia verde a prezzi accessibili, incentivi all’acquisto, regimi fiscali e molto altro ancora. Un altro tassello essenziale del puzzle è la trasformazione delle competenze della forza lavoro.

Come ha affermato Tommaso Pardi: “Il mercato delle auto elettriche è come un razzo, ma ha bisogno di una spinta per entrare in orbita”. È solo lavorando insieme – nell’ecosistema automobilistico e con i policy maker – che possiamo dare al mercato la spinta di cui ha bisogno.