Immatricolazioni: nuovo troppo caro, gli italiani puntano sull’usato

L'auto in Europa: aprile con una forte "scossa"
di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor
 
In novembre sono state immatricolate in Italia 124.251 autovetture con un calo rispetto allo stesso mese del 2023 del 10,8%. Il consuntivo dei primi undici mesi dell’anno si è chiuso invece con 1.452.973 immatricolazioni e con un calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno dello 0,2%. E’ legittimo prevedere che il consuntivo dell’intero anno chiuderà più o meno sui livelli del 2023, cioè a quota 1.566.000, con un calo sul livello dell’anno che ha preceduto la pandemia, cioè sul 2019, del 18,3%. E a ciò si aggiunge che le prospettive per il 2025 non appaiono positive.
 
Dall’inchiesta congiunturale mensile condotta dal Centro Studi Promotor a fine novembre emerge inoltre che solo il 5% dei concessionari interpellati prevede per i prossimi mesi vendite in aumento, mentre il 37% ipotizza stabilità sui bassi livelli attuali e il 58% si attende un calo delle immatricolazioni.

In questo quadro non conforta certo il fatto che la situazione italiana non differisca significativamente da quella dell’Unione Europea. Le ragioni del mancato recupero da parte del mercato dell’auto dell’Unione dei livelli ante-pandemia vanno ricercate essenzialmente nella politica per la transizione energetica nella mobilità dettata all’Unione essenzialmente dall’ambientalismo ideologico. Le conseguenze sono ormai sotto gli occhi di tutti. I diktat, le multe miliardarie ai produttori di auto e la caduta delle vendite hanno determinato, come è noto, una gravissima crisi con chiusure di stabilimenti e licenziamenti in massa e il concreto pericolo dell’invasione dei mercati dell’Unione da parte di prodotti cinesi.

D’altra parte, i forti aumenti dei prezzi delle auto hanno prodotto un calo della domanda di auto nuove e un rinnovato interesse per il mercato delle auto usate che gode di ottima salute in quanto beneficia sia della domanda di ceti sociali che non possono più permettersi di acquistare un’auto nuova, che di quella di ceti emergenti, come gli immigrati, che si accontentano di auto usate che in altri tempi sarebbero state rottamate. A tutto questo si aggiunge il fatto che la maggior parte degli acquirenti di auto elettriche le compra come auto da aggiungere a quella o quelle già possedute. Per cui all’acquisto di un’auto elettrica corrisponde generalmente un incremento del parco.

L’insieme degli elementi citati sta determinando nel nostro Paese una situazione per molti aspetti paradossale. Le vendite di auto nuove sono molto depresse, ma il parco circolante continua ad aumentare e ciò nonostante che la popolazione sia in calo. Prima della crisi da pandemia nel 2019, secondo l’Isfort (Istituto Superiore di Formazione e Ricerca per i Trasporti), il tasso di motorizzazione in Italia era pari a 65,6.

 
Ciò significa che per ogni 100 abitanti circolavano 65,6 autovetture. Nel 2023 questo tasso è salito a 69,4, ma è aumentata anche l’età media delle auto circolanti con ripercussioni negative sia sulla sicurezza della circolazione che sull’ambiente.

Auto e priorità: favorire gli investimenti in R&D e ridurre i costi energetici

L'auto nel quadrimestre: solo il 12% dell'immatricolato è prodotto in Italia
di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA
Entrando nell’ultimo mese del 2024, possiamo ormai ragionevolmente confermare che la chiusura d’anno si attesterà a poco sopra 1.550.000 immatricolazioni complessive (-1% circa rispetto al 2023).
Se il tavolo Sviluppo Automotive dello scorso 14 novembre ha rappresentato un momento di confronto e un primo passo in direzione del rifinanziamento del fondo automotive, permane la necessità di strutturare un piano di politica industriale per il settore.
Adesso, è importante che il Governo concentri le risorse al momento disponibili – pur se non sufficienti – sul fronte dell’offerta, attraverso misure mirate al sostegno alle imprese che affrontano la transizione energetica, agendo in via prioritaria sulla riduzione del costo dell’energia e sul lancio di iniziative che favoriscano gli investimenti in ricerca e sviluppo.

Legge di Bilancio: l’aumento della tassa sull’auto aziendale fa danni

DL Milleproroghe, stretta sull’auto aziendale: ANIASA sull'Aventino

Un vero e proprio autogol per l’Erario e per la transizione ecologica del nostro parco circolante, con aggravi per dipendenti e imprese, nonché a danno dell’industria automotive già in difficoltà. L’effetto della misura sarà un aumento della tassazione sulle buste paga di circa 1 milione di italiani che utilizzano l’auto aziendale, che graverà maggiormente sui redditi medio-bassi. Il Governo ci ripensi!”.

È questo l’allarme lanciato da ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità. A generare i timori dell’Associazione è la misura prevista in Legge di Bilancio (articolo 7 del DDL) in materia di disciplina delle auto aziendali in fringe benefit. Così come oggi prevista la norma contempla, per il raggiungimento degli obiettivi di transizione ecologica, la sostituzione del criterio collegato alle emissioni di CO₂ con quello basato sull’alimentazione del veicolo e rivede i coefficienti di calcolo del valore imponibile del benefit, riducendoli per le vetture elettriche e ibride plug-in (e, non in sintonia con i dichiarati obiettivi di contenimento delle emissioni, anche per supercar e auto di lusso), prevedendo invece un forte aumento per tutte le altre alimentazioni (pari all’85% delle auto aziendali).

In particolare, prendendo in considerazione i veicoli aziendali più noleggiati, ANIASA stima un aumento annuo del valore imponibile del benefit auto in media di 1.600 euro (+67%). Tale aumento di valore non potrà non influire sulle scelte aziendali, rendendo preferibile il mantenimento delle vetture già assegnate (non soggette alla nuova normativa), ritardando l’acquisto e, nel caso del noleggio, prorogando i contratti in essere.

ANIASA prevede così una riduzione nel solo 2025 di almeno il 30% delle immatricolazioni di autovetture a uso noleggio lungo termine (circa 60.000 unità) e il 20% degli acquisti da parte di società (15.000 unità), con stimabili minori entrate per l’Erario e gli Enti Locali pari a 125 milioni di euro nel 2025.

“Aumentare oggi la tassazione sulle vetture utilizzate dai dipendenti delle imprese”, osserva Alberto Viano, presidente ANIASA, “significa colpire un settore, quello dell’auto aziendale, strategico per la transizione ecologica della mobilità nazionale, rallentando il ricambio del parco circolante. Per questi motivi riteniamo necessaria una rivisitazione della misura, stabilendo un aumento dilazionato e che non penalizzi l’attuale circolante, evitando ricadute ambientali, sul mercato automotive, che in questi anni di crisi vede nell’auto aziendale un vero pilastro (circa il 40% delle immatricolazioni) e sull’Erario”.

 

Foto da ufficio stampa ANIASA

Auto, pensieri e parole… scritte: presto! presto! che è tardi

Auto, pensieri e parole... scritte: presto! presto! che è tardi
Ecco la nuova puntata della rassegna stampa, datata 8 dicembre 2024, a cura di Mario Verna, manager automotive. Da qualche settimana si intensificano le notizie di chiusure e licenziamenti, mentre il mercato, nel progressivo a novembre,  è sceso per la prima volta sotto la linea galleggiamento dello scorso. Non c’è tempo, perché tra poche settimane inizia il nuovo mondo delle sciocche e insensate multe per le emissioni e la situazione non può che peggiorare ancora
Il nuovo corso di Stellantis sembra aver fatto tesoro dell’insegnamento che la solitudine non è la miglior strategia per affrontare questo tempo complesso: rientra inACEA, ricomincia l’interlocuzione progettuale con istituzioni, sindacati e concessionari.

L’Europa si agita tra integralisti e realisti, vinceranno i secondi ma recuperare il tempo perduto sarà complicato e, come sempre, pagheranno gli ultimi, quelli a cui resterà il cerino in mano.Ripartire è possibile, ma ciascuno deve gettare la maschera ed essere vero: politici, costruttori, sindacati, fornitori, concessionari. Si tratta di un problema di tutti, va risolto insieme, iniziando dalle ipotesi di riduzione del danno.

Automotive e quale transizione energetica: la Commissione UE si dia una mossa

Transizione energetica: accelerare con misure concrete
di Michele Crisci, presidente di UNRAE
 
L’ACEA ha sollecitato gli stati membri dell’UE a superare le divergenze e trovare soluzioni per mitigare gli oneri che le Case produttrici dovranno affrontare entro il 2025. Lo stesso “non paper” del Governo italiano caldeggia misure urgenti per evitare che questo problema comprometta irrimediabilmente la competitività dell’industria europea, che versa in gravi difficoltà.
 
In merito a questi sviluppi, auspichiamo vivamente che la transizione energetica diventi una priorità cruciale nei primi 100 giorni di attività della nuova Commissione europea. Consumatori e imprese necessitano ormai urgentemente di indicazioni immediate e certe per orientarsi in questa complessa fase di trasformazione.

Mobilità connessa e autonoma: Borgo 4.0 diventa realtà

Mobilità connessa e autonoma: Borgo 4.0 diventa realtà
Un laboratorio in ambiente reale in grado di testare le soluzioni della mobilità del futuro. Non solo, un esempio concreto di smart city in grado di sfruttare tutte le potenzialità offerte dal presente. Borgo 4.0 diventa realtà e proietta la Campania al centro dello scenario nazionale e internazionale delle Smart road urbane ed extraurbane.
 
Promossa da ANFIA Automotive, ente di ricerca dell’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, presieduto da Paolo Scudieri, la piattaforma Borgo 4.0 è stata realizzata con il coinvolgimento di un partenariato pubblico-privato che coinvolge 53 imprese del settore, 3 Centri di Ricerca pubblici con la partecipazione delle 5 Università Campane e il CNR, per complessivi 200 ricercatori coinvolti.
 
La Piattaforma ha ottenuto un finanziamento della Regione Campania di 46 milioni di euro a valere sulle linee di azione del POR Campania FESR 2014/2020 e del Piano Sviluppo e Coesione della Regione Campania (PSC), a cui si aggiungono circa 27 milioni di euro come cofinanziamento privato delle imprese partner.
 
“La strada verso nuovi modelli di sviluppo e di crescita è più efficace solo se è condivisa – ha detto Paolo Scudieri, Presidente ANFIA Automotive, ente promotore di Borgo 4.0. Borgo 4.0 – unisce imprese, università, centri di ricerca, istituzioni per rispondere alla sfida complessa della sostenibilità ambientale, dell’innovazione e della competitività di un settore centrale per il sistema economico e industriale come quello dell’automotive. Attraverso una rete di infrastrutture materiali e immateriali e lo sviluppo di soluzioni all’avanguardia sul piano della sicurezza stradale e della mobilità autonoma e connessa, Borgo 4.0 dimostra come la mobilità del futuro possa essere integrata in contesti locali, portando innovazione e sostenibilità a misura di comunità.
In questo senso, quello che abbiamo realizzato a Lioni è un modello concreto, rispettoso del principio di neutralità tecnologica, replicabile anche in contesti urbani più ampi, sia in Italia che a livello internazionale”.
 
Le tecnologie di Borgo 4.0
Suddivisi in 16 progetti tra infrastrutture di ricerca, progetti di ricerca e sviluppo, progetti di sperimentazione dei modelli e di innovazione derivata, i partner scientifici e le imprese di Borgo 4.0 hanno lavorato su infrastrutture materiali e immateriali in grado di dar vita al primo esempio in Europa di piattaforma tecnologica integrata con strade urbane ed extraurbane intelligenti.
 
App, innovazione per la comunità
Grazie ai sistemi di data fusion e ai veicoli connessi, i dati raccolti possono essere utilizzati non solo per migliorare la sicurezza e l’efficienza del traffico, ma anche per monitorare parametri ambientali e ottimizzare l’uso dell’energia. In progetti come Borgo 4.0, le informazioni vengono raccolte attraverso sensori distribuiti sul territorio e poi analizzate per fornire un quadro completo in tempo reale.
 
La mobilità sostenibile integra tecnologie innovative e servizi ai cittadini. Per questo, Borgo 4.0 ha previsto la realizzazione di strumenti di condivisione e di informazione in grado di monitorare, aggiornare e prevenire criticità o rispondere più efficacemente ai fabbisogni della mobilità sostenibile e intelligente.
 
Sono state realizzate due applicazioni: Lioni smart city e Lioni4Innovation: Lioni Smart City fornisce informazioni in tempo reale su viabilità, servizi di ricarica, parcheggi, livelli di inquinamento, informazioni meteo e allerte; agisce come On Boarding Unit (OBU), ossia può essere installata su veicoli, biciclette e mezzi pubblici, che raccolgono e trasmettono dati in tempo reale sulla mobilità urbana.
 
Lioni4Innovation consente di visualizzare contenuti informativi multimediali profilati sul singolo utente e geolocalizzati su specifici punti di interesse identificati da dispositivi beacon disseminati nel territorio. È possibile, inoltre, inviare segnalazioni di pubblica utilità e consultare tratte orarie dei pullman attraverso App Mobile geolocalizzata alla pensilina; consente infine di creare l’itinerario ottimale utile a supportare il visitatore nella visita guidata dei principali punti di interesse (POI) presenti nel territorio. Con il contributo di tutti, diventa così concreta la sfida di trasformare il modo di muoverci. Il futuro della mobilità sostenibile e connessa è già presente grazie a Borgo 4.0.

Guinness World Records: Valerio Boni supera tutti (questa volta su ebike)

Guinness World Records: Valerio Boni supera tutti (questa volta su ebike)
Il weekend del 30 novembre e primo dicembre 2024 si è concluso con un successo per Valerio Boni, il giornalista sessantacinquenne che da tre anni si dedica per passione alla conquista di Guinness World Records. In sella a una ebike ha stabilito tre nuovi primati di durata, utilizzando come circuito un tratto destinato a completare la Tangenziale Est di Milano, già completato e non ancora aperto al traffico, messo a disposizione dalla società Milano Tangenziali. L’evento, iniziato alle 11 del sabato, ha visto Valerio Boni superare tutte le percorrenze omologate con i precedenti tentativi da altri specialisti.
 
Nel dettaglio, il record dell’ora con una ebike è stato portato a 36,360 km, rispetto ai 20 km del precedente primato. Quello di distanza percorsa in 12 ore è stato esteso a 323,200 km, migliorando il precedente di 286 km, mentre il record delle 24 ore è stato portato a 565,600 km, superando il vecchio limite di 455 km di 110 km. Quest’ultimo è stato battuto 4 ore e 20 minuto prima del termine.
 
Le difficoltà principali durante il tentativo sono state causate dalle condizioni meteo avverse, tipicamente invernali, con temperature sotto lo zero, con rischio di formazione di ghiaccio e nebbia che hanno accompagnato Valerio per circa 17 ore di buio. Inoltre, la ridotta superficie della sella ha reso l’impresa ancor più impegnativa, ma la determinazione ha permesso di superare ogni ostacolo e conquistare questi tre nuovi record mondiali.
 
Con questi risultati, Valerio Boni incrementa il suo bottino di Guinness World Records, portando il
totale a nove primati, quasi tutti alla guida di veicoli a due ruote, confermandosi come uno dei
protagonisti più instancabili e determinati nel panorama dei record di resistenza. L’omologazione sarà ufficiale quando l’organizzazione inglese avrà analizzato ogni dettaglio della documentazione necessaria per la certificazione.
 
Solo allora i tre record andranno ad aggiungersi ai sei già omologati dalla primavera del 2022 a oggi: distanza percorsa in 24 ore in sella a una minimoto, distanza percorsa il 24 ore con una moto da fuoristrada, distanza percorsa in 24 ore con uno scooter elettrico, velocità media più alta raggiunta con gli sci su asfalto al traino di un veicolo, distanza percorsa in 24 ore con uno scooter elettrico (in team), e distanza percorsa in 24 ore alla
guida di uno scooter di 50 cc.
 
A questi, omologati dal Guinness World Records se ne aggiunge uno non ufficiale, relativo a 11 Paesi attraversati in 24 ore con una moto. Non accettato dal Guinness perché effettuato su strade aperte al traffico e non in pista, è stato tuttavia riconosciuto dall’associazione americana Iron Butt, che certifica i viaggi di almeno 2.000 km coperti in meno di 24 ore.

A tu per tu con Massimo Ghenzer: Automotive World “scansiona” Carlos Tavares (Stellantis)

Automotive World, l’appuntamento realizzato dal mensile “Auto” diretto da Andrea Brambilla, è giunto al terzo anno, con ben nove edizioni trasmesse online. Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive, e Massimo Ghenzer, presidente di Areté, commentano le frasi significative pronunciate nel periodo da top manager automotive e non solo.

 

Fari puntati su Carlos Tavares, CEO di Stellantis: “Perché non vendiamo più auto elettriche in Italia? Perché costano troppo. Come risolviamo il problema? Rendendole accessibili. Come? Con un’imposta forse? Questa è una vostra decisione”.

Ford Puma Gen-e: il piccolo crossover ora è anche elettrico

Ford Puma Gen-e: il piccolo crossover ora è anche elettrico

di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)

 

Ford ha alzato il velo sulla nuova Puma Gen-e, la versione 100% elettrica del suo modello di maggior successo in Europa. Un crossover compatto che ha conquistato la fiducia di tanti automobilisti grazie al mix tra piacere di guida, design distintivo e praticità.

 

Fino a 376 km d’autonomia

La Ford Puma Gen-e è equipaggiata con un motore elettrico che sviluppa 168 CV e una coppia massima di 290 Nm. Numeri che le consentono di accelerare da 0 a 100 km/h in soli 8 secondi, offrendo un’esperienza di guida agile e reattiva. Il vero punto di forza della vettura, però, è l’efficienza: con un consumo di soli 13,1 kWh ogni 100 km, la Puma Gen-e vanta un’autonomia di 376 km con una sola ricarica, che sale fino a 523 km in ambiente urbano. Grazie alla batteria da 43 kWh e alla ricarica rapida in corrente continua (DC) da 100 kW, è possibile ricaricare la batteria dal 10% all’80% in appena 23 minuti.

Abitacolo spazioso

Se la versione ibrida della Ford Puma ha già riscosso successo per la sua capacità di carico, la versione elettrica fa ancora meglio. Il bagagliaio, infatti, arriva a una capacità di 556 litri nella configurazione a cinque posti, grazie al frunk da 43 litri ricavato nello spazio vuoto lasciato dal motore a combustione. Abbattendo i sedili posteriori, la capacità di carico aumenta ulteriormente fino a 1.283 litri. Caratteristiche che la rendono un’auto in grado di combinare spazio e versatilità per ogni tipo di utilizzo.

Look aerodinamico e sportivo

La Ford Puma Gen-e si distingue per il suo design moderno e aerodinamico, che riprende gli elementi stilistici delle ultime vetture elettriche della casa, come la Mustang Mach-E. Il frontale è caratterizzato da una superficie liscia e chiusa che sostituisce la tradizionale griglia, mentre lo spoiler posteriore e i cerchi in lega con design specifico contribuiscono a sottolineare la sportività della vettura.

Tecnologia a bordo

Dentro l’abitacolo, la Puma Gen-e si fa notare per l’adozione di tecnologie all’avanguardia. Il sistema di infotainment SYNC 4, compatibile con Apple CarPlay e Android Auto wireless, si integra con l’assistente vocale Alexa e offre una navigazione connessa al cloud. A rendere più agevole la guida ci sono anchecomandi al volante per gestire il cambio automatico e la tecnologia one-pedal che riduce lo stress nel traffico.

Adas di livello superiore

La dotazione di serie della Ford Puma Gen-e include una serie di sistemi di assistenza alla guida (ADAS) che ne elevano ulteriormente il livello di sicurezza. Tra questi, troviamo il cruise control adattivo, il Lane Centering, il Predictive Speed Assist, i fari Matrix Full LED adattivi, nonché la telecamera a 360 gradi con visualizzazione dall’alto.

 

Prezzi e disponibilità

La Ford Puma Gen-e sarà prodotta nello stabilimento di Craiova, in Romania, mentre l’unità elettrica sarà assemblata a Halewood, nel Regno Unito. Già ordinabile in Italia, la vettura parte da un prezzo di 32.290 euro per la versione base, mentre l’allestimento Premium ha un listino che parte da 35.200 euro. Le prime consegne sono previste per marzo 2025.

Foto ufficiale di Ford

Mercato dell’auto in Italia: troppi i segnali di disagio

Ora Elkann e De Meo criticano l'UE: il re è nudo

di Massimo Artusi, presidente di Federauto

 

Il risultato negativo di novembre delle immatricolazioni di auto in Italia non ci coglie di sorpresa essendo stato ampiamente anticipato dai segnali registrati in precedenza dai concessionari e dalla significativa riduzione dell’affluenza nei saloni che si è riflettuta in una performance negativa del canale privati che si è aggiunta, peraltro, alla flessione di tutti gli altri canali di vendita. Senza le auto immatricolazioni da parte dei concessionari, dunque, il calo sarebbe stato ben superiore.

C’è da aggiungere che il mercato attraversa una fase di grande difficoltà sulla quale probabilmente pesa moltissimo il disagio dei privati e delle aziende rispetto al tema della transizione energetica, almeno nei termini in cui è stata imposta a livello europeo. A novembre, infatti, tutte le alimentazioni hanno registrato una flessione e tra queste spicca il -17,5% delle auto elettriche che mostra una perdurante fatica di questo segmento ad accreditarsi come prospettiva futura.

Ma, a nostro avviso, anche i segnali che arrivano dal settore aziende esprimono il disagio verso scelte di politica fiscale come quelle contenute nella legge di Bilancio, volte a riqualificare la tassazione dei fringe benefits delle auto assegnate ai dipendenti, con l’intento di favorire la diffusione di auto elettriche, in realtà andando contro la logica di utilizzo di questi mezzi.

Stiamo toccando con mano gli effetti di una transizione energetica dirigista che mostra forti resistenze da parte del mercato, mentre anche le case costruttricinavigano a vista tra chiusure di impianti, licenziamenti e sostituzioni di alti dirigenti. C’è da chiedersi per quanto tempo ancora il sistema automotive potrà assorbire questo indirizzo. Le auto immatricolazioni di BEV da parte dei concessionari non sono la soluzione perseguibile nel medio periodo in un contesto di acclarate difficoltà dell‘industria dell’auto che saranno certamente accentuate dall’inasprimento, previsto per il 2025, delle penalties in materia di CO2.