Sicurezza e transizione: due facce della stessa medaglia
di Stefano Venier, amministratore delegato di SNAM
Dopo una stagione in cui transizione e fonti energetiche tradizionali venivano contrapposte, gli ultimi due anni ci hanno mostrato come questa impostazione fosse pericolosa. Sicurezza e transizione sono due lati della stessa medaglia, da sviluppare insieme in una logica coerente, con investimenti che vadano in direzione dei due obiettivi a un tempo.
Bisogna stare attenti alla competitività del costo dell’energia, gamba fondamentale del trilemma energetico. Occorre una sorta di “pragmatismo visionario, coniugando concretezza e ambizione ed evitando dogmatismi e scelte a priori. È fondamentale adottare un certo agnosticismo tecnologico, usando tutte le leve, come per esempio idrogeno e ccs.
Focus sulla strategia dell’idrogeno presentata dal Governo: vi abbiamo colto il giusto pragmatismo anche nella logica del riuso delle infrastrutture esistenti. Soprattutto per l’Italia, del resto, è opportuno puntare su multivettorialità, diversificazione e infrastrutturazione. Spazio anche al Transition Plan presentato da SNAM a ottobre. Lo abbiamo fatto perché non bisogna perdere di vista l’ambizione di fondo, cioè la sostenibilità complessiva del sistema, non soltanto dal punto di vista energetico. Il piano corona un percorso storico di SNAM, dando slancio a un obiettivo – il Net Zero – che o è di tutti o non è nessuno.
Per questo abbiamo messo in fila strategie, obiettivi, azioni e risorse dedicate allo scopo.Un piano, insomma, che non fa sconti: prevede molte tappe intermedie da qui al 2050, con altrettanti impegni di rendicontazione. E con un tassello in più, oltre la carbon tunnel vision, che per noi si traduce nell’attenzione alla biodiversità e alla rigenerazione degli ecosistemi. Lavoriamo quindi al nostro progetto dei cantieri “verdi” o “sostenibili”, con l’impegno di essere a impatto zero sulla natura da quest’anno e a impatto positivo dal 2027.
Si ribadisce l’impegno profuso da SNAM sui business di transizione, come idrogeno, biometano e ccs: parliamo spesso di nuovi mercati rispetto ai quali occorrono le nostre infrastrutture multi-molecola ma occorre anche il design delle regole. Per l’idrogeno saranno fondamentali le reti che ci collegano al Nord Africa, anche e soprattutto nell’interesse degli energivori italiani ed europei. Sulla cattura e sullo stoccaggio della CO2 stiamo andando avanti bene, sfruttando i giacimenti esauriti di gas: il progetto avviato con ENI è esemplare e presso il ministero è in corso un grande lavoro di costruzione della normativa necessaria al comparto.
Molto si è fatto anche sul biometano: a SNAM fa capo la più grande piattaforma italiana di produzione di biometano, ma ci impegniamo anche negli allacciamenti. È un grande potenziale per concorrere – assieme alle altre tecnologie – agli obiettivi di fondo, su cui l’Italia ha l’obbligo di scommettere in una logica di pluralità delle soluzioni che è fondamentale per quella competitività dell’energia che viene sempre e giustamente invocata.
Tavares fuori da Stellantis: e adesso?
di Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia.
Crediamo che le scelte strategiche fatte da Carlos Tavares negli Stati Uniti siano state il principale problema che ha alimentato le tensioni tra il manager e il CdA. La gestione inefficace dei marchi storici statunitensi come Jeep, Dodge e Ram ha contribuito alla marcata flessione dei ricavi. Questi brand hanno sofferto di un calo dell’appeal, con strategie di prezzo, prodotto e marketing che non hanno risposto efficacemente alle richieste del mercato.
Inoltre, Stellantis è rimasta indietro rispetto ai concorrenti nell’elettrificazione della gamma per il mercato statunitense, un segmento cruciale. L’assenza di un piano chiaro ha limitato la capacità di competere con aziende più innovative. Nel terzo trimestre le consegne di Stellantis nel mercato “North America” sono scese del 36% e i ricavi del 42% da 21,5 miliardi di euro a 12,4 miliardi di euro. I numeri parlano chiaro: è stato il crollo del mercato statunitense che ha determinato la fine dell’era Tavares in Stellantis.
Il futuro di Stellantis? Fusione con Renault?
Riteniamo che sia evidente, con una domanda di autovetture ancora debole, che il settore automobilistico europeo continuerà nel processo di consolidamento per ridurre i costi e aumentare la redditività, e ciò è un processo inevitabile. Tra i partner europei, Renault sembra quello più compatibile per Stellantis, nonostante la complessità dell’operazione e l’eventuale vendita di numerosi marchi per soddisfare l’Antitrust.
Non è un caso che più volte nel corso dell’anno (febbraio, ottobre) ci siano state molte indiscrezioni su una possibile unione dei due big per poter creare un colosso, citando come esempio quello che era successo nel 2000 nel settore aerospaziale con la mega fusione che aveva creato Airbus (unione della tedesca DaimlerChrysler Aerospace, della francese Aerospatiale-Matra e della spagnola Construcciones Aeronauticas).
Il nuovo partner sarà fondamentale per la sopravvivenza del gruppo. Tuttavia, il nuovo CEO che sarà scelto dal CdA avrà tante altre sfide particolarmente ardue da fronteggiare nel medio/breve periodo, in particolare il riposizionamento nel mercato statunitense, le nuove strategie per l’elettrificazione e la difficile gestione delle relazioni con i sindacati dei lavoratori.
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Autotorino verso il 60°: fatturato a 2,65 miliardi (+24%)
Da sinistra, Mattia Vanini, Plinio Vanini e Stefano Martinalli
Autotorino, top dealer nazionale con sedi in Lombardia, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna e Lazio, si appresta a chiudere il 2024 in forte crescita: 2,65 miliardi di fatturato (+24% vs 2023), oltre 73.000 vetture vendute (+22%) di cui più di 37.000 nuove (+20%) e 36.000 usate (+32%), e l’attestazione quale 28° e unico italiano tra i 50 maggiori dealer automotive d’Europa per fatturato.
Un anno in cui si è ribadita l’attenzione al mercato, con il lancio di BeBeep, il brand dedicato all’usato di Autotorino, si è ampliata la presenza territoriale, con l’ingresso a Roma e l’apertura del moderno hub di Milano Cassinis, la quarta e più ampia filiale cittadina, e si è annunciato il primo progetto all’estero, in Polonia, in avvio il prossimo gennaio.
Il 2025 per Autotorino coincide con il suo 60° anniversario, e sarà il punto di partenza del futuro che il Gruppo sta disegnando a 360 gradi: investimenti nella rete delle filiali, nella formazione dei collaboratori, nello sviluppo del programma di welfare, nella qualità e nella varietà dei servizi, on e offline, e, appunto, nell’internazionalizzazione.
Internamente si rafforza il programma di welfare di Autotorino, che nel 2024 ha stanziato oltre 2,5 milioni di euro per iniziative dedicate ai 2.900 collaboratori del Gruppo. Tra queste, il premio aziendale che riconosce e condivide con tutta la squadra i risultati raggiunti durante l’anno, il progetto a sostegno della genitorialità “Bonus Bebè”, che prevede 3mila euro per ogni figlio nato, confermato anche per il 2025 per il terzo anno consecutivo; e, infine, “Family Care” con il quale Gruppo Autotorino si impegna a sostenere le famiglie con figli di minore età dei collaboratori deceduti.
“La forza della nostra realtà sta nel rapporto di fiducia con le persone e con le comunità locali” – ha dichiarato il presidente Plinio Vanini a Fiere di Parma, dove si è svolto l’annuale incontro con tutti i collaboratori del Gruppo -. “È questo il nostro carattere distintivo, in cui si fondono le nostre origini valtellinesi e i valori trasmessi dai luoghi in cui, nel tempo, siamo cresciuti: serietà, persone e vicinanza. Questo ci ha permesso di raggiungere traguardi importanti come il 60° anniversario che festeggeremo l’anno prossimo: sarà il nuovo punto di partenza per il percorso di crescita che tutta la nostra squadra vuole continuare a portare avanti in futuro insieme a partner, clienti ed ai territori in cui operiamo.”
“Nel 2024 abbiamo conseguito rilevanti risultati – dichiara Stefano Martinalli, consigliere delegato e direttore generale di Autotorino – grazie ad iniziative che ci hanno consentito di rafforzare e ampliare la relazione con i nostri clienti a livello nazionale, e al lancio del nostro brand specializzato sull’usato, BeBeep, che rende tangibile la serietà dei servizi dedicati, capitalizzando la nostra lunga e profonda esperienza. Celebreremo i nostri 60 anni ripartendo da qui, ma soprattutto con un programma di investimenti nella ricerca di nuovi ambiti di innovazione ed esplorazione, con l’obiettivo di innalzare costantemente l’offerta di mobilità e la solidità di Autotorino.”
Nei prossimi cinque anni, infatti, Gruppo Autotorino investirà 15 milioni di euro nello sviluppo di tecnologie a supporto dei processi gestionali e dei servizi dedicati ai clienti, con particolare attenzione alla mobilità che cambia. In più, nei prossimi tre anni l’azienda porterà avanti ulteriori interventi di valorizzazione ed efficientamento strutturale per le sedi delle filiali, attraverso un impegno di circa 45 milioni di euro. In totale, quindi, il Gruppo investirà nei prossimi anni oltre 60 milioni di euro nell’evoluzione dell’esperienza di mobilità dei propri clienti. Inoltre, coerentemente, saranno dati continuità e sviluppo al programma di formazione della squadra attraverso l’Autotorino Academy.
“Considerare ogni traguardo come un punto di partenza da cui riprendere il percorso è parte integrante dei valori che rendono unica Autotorino” – commenta Mattia Vanini, vicepresidente di Autotorino – “Vuol dire non fermarsi, essere consapevoli che lo scenario intorno a noi cambia, avere il coraggio di provare ad espanderci fuori dall’Italia grazie all’acquisizione della filiale Mercedes-Benz a Varsavia, ma anche di continuare a metterci in discussione e crescere nelle attività di ogni giorno. Questi valori, costruiti insieme alla nostra squadra, sono ciò che ci consente di adattarci e guidare il cambiamento, cogliendo sempre nuove opportunità e mantenendo la massima attenzione alla relazione con ogni singolo cliente”.
Foto da ufficio stampa Autotorino
“Eroi sulla strada”: il progetto di ANAS per sensibilizzare i giovani sulla sicurezza stradale
Il libro, scritto da Rosalba Troiano e illustrato da Ilaria Palleschi, offre ai giovani lettori un viaggio nel mondo delle squadre ANAS attraverso gli occhi di un cantoniere. Le pagine raccontano episodi reali raccolti grazie alla collaborazione diretta dei cantonieri ANAS, come la gestione di una valanga, l’esplorazione di gallerie scavate da talpe meccaniche o l’utilizzo della tecnologia avanzata delle Smart Road. Con un linguaggio accessibile e coinvolgente, l’opera diventa uno strumento educativo per avvicinare i più piccoli a un tema cruciale come la sicurezza stradale. Disponibile in librerie fisiche e online, il libro rappresenta un tassello importante del progetto educativo.
Nato nel 2020, il progetto “Eroi sulla strada” ha già formato oltre 19.000 studenti in tutta Italia, trasformandoli in “ANASAmbassador”. Questi giovani ambasciatori della sicurezza stradale hanno partecipato a laboratori formativi durante le ore di educazione civica, basati sulla lettura del libro e seguiti da incontri con formatori ANAS. Le sessioni, della durata di circa due ore, si sono svolte sia online che in presenza, offrendo un’esperienza interattiva che ha reso i ragazzi più consapevoli dei rischi legati a distrazioni o comportamenti scorretti in strada.
Al termine del percorso, gli studenti ricevono un diploma di Anas Ambassador in occasione di eventi organizzati con il coinvolgimento delle istituzioni locali e della Polizia Stradale. Durante queste manifestazioni, i ragazzi hanno anche l’opportunità di conoscere da vicino i mezzi utilizzati dai cantonieri per la manutenzione e la sicurezza stradale, scoprendo l’importanza del loro lavoro.
Il progetto rappresenta un esempio concreto di come l’educazione stradale possa essere integrata nei percorsi scolastici, formando una nuova generazione di cittadini consapevoli e responsabili. Coinvolgere le scuole e le famiglie in questa iniziativa è fondamentale per creare una cultura condivisa della sicurezza e della prevenzione. La formazione dei giovani diventa così un investimento per il futuro della mobilità e per la tutela di tutti gli utenti della strada.
Le scuole interessate a partecipare al progetto per l’anno scolastico 2024/2025 possono iscriversi fino al 29 novembre 2024. Tutte le informazioni necessarie sono disponibili sul sito ufficiale di ANAS. I referenti scolastici possono seguire le indicazioni riportate sul portale per garantire ai propri studenti l’accesso a questa preziosa esperienza educativa.
Il progetto “Eroi sulla strada” è un modello virtuoso di come sensibilizzazione e formazione possano fare la differenza. Grazie al contributo di ANAS, il tema della sicurezza stradale viene affrontato in modo innovativo, raggiungendo migliaia di giovani e famiglie in tutta Italia. L’iniziativa non solo insegna le regole della strada, ma ispira i ragazzi a diventare protagonisti attivi di una società più responsabile e attenta alla sicurezza.
Il “cuore” di Nissan: così promuove l’inclusione di persone con disabilità
Nissan ha ospitato la sua 25esima corsa nazionale su sedia a rotelle, che si è svolta a Yokosuka, in Giappone. L’evento mira a promuovere gli sport per disabili, a sostenere la creazione di città inclusive e contribuisce allo sviluppo degli atleti paralimpici. Presenti oltre 60 atleti da tutto il Paese, dai paralimpici ai principianti, che si sono sfidati in gare di 2,5 km, 5 km e 10 km.
Questa competizione è una delle poche in Giappone in cui gli atleti possono gareggiare indipendentemente dall’età e dal fatto che abbiamo o meno disabilità. L’evento, negli anni passati, è stato l’ingresso nel mondo dello sport per molti atleti paralimpici.
Inoltre, il 29 novembre si è tenuto un evento di scambio di esperienze in carrozzina dedicato a studenti delle scuole elementari locali. Questa iniziativa ha offerto loro, attraverso il gioco, l’opportunità di comprendere l’importanza dell’empatia e della convivenza tra persone con diverse abilità.
Nissan vuole essere un’azienda realmente sostenibile e contribuire a realizzare una società più pulita, più sicura e più inclusiva. Per questo, Nissan continuerà a svolgere iniziative finalizzate a promuovere e sostenere lo sviluppo degli sport per disabili.
Foto da ufficio stampa NISSAN
Gli italiani e l’auto: un legame indissolubile
Secondo una recente survey condotta da Autohero, uno dei principali rivenditori di auto usate in Europa, in collaborazione con Nielsen Media Germany, l’Italia si conferma il Paese europeo con la più alta propensione all’utilizzo quotidiano dell’auto. Il 95% degli italiani possiede almeno un’auto in famiglia e ben 9 su 10 la utilizzano quasi ogni giorno. Questo dato riflette un profondo legame culturale con l’automobile, considerata un bene essenziale per affrontare la quotidianità.
Tra i principali mercati europei – Italia, Spagna, Francia e Germania – il nostro Paese registra la quota più alta di possessori di automobili. Il 95% degli italiani dichiara di avere almeno un’auto in famiglia, superando Spagna e Francia (92%) e Germania (86%). L’utilizzo quotidiano dell’auto è particolarmente elevato: il 66% degli italiani la usa ogni giorno, mentre il 24% dichiara di utilizzarla più volte a settimana. In confronto, i dati degli altri Paesi sono significativamente inferiori: in Francia e Spagna l’uso quotidiano si attesta intorno al 54%, mentre in Germania scende al 49%.
Le motivazioni che spingono gli italiani a un utilizzo così intenso dell’auto sono molteplici. Al primo posto figura il fare la spesa, con il 76% degli intervistati che dichiara di utilizzare l’auto per questo scopo. Seguono l’andare al lavoro, al 54%, e gli spostamenti generici in mancanza di trasporti pubblici, con una percentuale del 62%, ben dieci punti sopra la Francia e la Spagna. Tuttavia, rispetto agli altri Paesi europei, gli italiani sembrano utilizzare meno l’auto per le lunghe percorrenze, come andare in vacanza, dove si registra un 57% contro il 65% della Francia e il 61% della Spagna.
Nonostante la frequenza di utilizzo, gli italiani percorrono generalmente distanze brevi. Il 73% degli automobilisti percorre meno di 15.000 chilometri all’anno, con una media giornaliera inferiore ai 40 chilometri. Allo stesso tempo, il parco auto italiano si distingue per la sua anzianità: il 40% delle auto supera i 100.000 chilometri e l’età media dei veicoli è di 12 anni e 10 mesi, secondo i dati ACI relativi al 2023. Questo riflette la tendenza degli italiani a mantenere i veicoli per lunghi periodi, anche in considerazione dei costi elevati delle auto nuove e degli incentivi limitati per il ricambio del parco auto.
Gli italiani, nonostante la longevità delle proprie vetture, cercano sempre auto di qualità a prezzi vantaggiosi. Come sottolineato da Donald Shehu, Director Retail Italia di Autohero, la survey conferma che per gli italiani l’auto è ancora un bene di prima necessità, utilizzato quasi ogni giorno e sostituito dopo molti anni. Shehu evidenzia come Autohero risponda a queste esigenze offrendo un parco auto diversificato, capace di soddisfare ogni tipo di necessità, garantendo massimi standard di qualità e affidabilità.
Rispetto ad altri Paesi europei, l’Italia presenta peculiarità interessanti. Gli italiani, infatti, preferiscono utilizzare l’auto per tragitti brevi, mantenendo comunque un elevato chilometraggio complessivo. In Germania, invece, l’età media delle auto è inferiore, grazie a un mercato che favorisce il ricambio e a un sistema di trasporti pubblici più efficiente. Questo contrasta con la realtà italiana, dove l’auto rimane un mezzo indispensabile, anche a causa della carenza di valide alternative per la mobilità.
In un contesto dove l’auto continua a essere centrale nella vita quotidiana degli italiani, Autohero si posiziona come una soluzione di riferimento per chi cerca veicoli usati di qualità. L’azienda offre una vasta gamma di auto, sottoposte a rigorosi controlli di qualità, con prezzi competitivi e un’assistenza post-vendita di alto livello.
Gli italiani confermano il loro legame inscindibile con l’automobile, non solo come mezzo di trasporto, ma come elemento imprescindibile della propria quotidianità. Nonostante le sfide legate all’anzianità del parco auto e alla limitata disponibilità di alternative di mobilità sostenibile, l’auto rimane il fulcro della mobilità italiana. In questo scenario, aziende come Autohero giocano un ruolo fondamentale, offrendo soluzioni affidabili, convenienti e in linea con le aspettative dei consumatori.
Foto da ufficio stampa Autohero
Fornitori europei: prospettive fosche, redditività giù per i volumi più bassi
L’industria europea della fornitura automobilistica sta lottando con livelli di incertezza senza precedenti, poiché l’ultimo sondaggio del settore rivela che il 60% dei fornitori prevede una diminuzione dei ricavi nei prossimi 12 mesi. Nuove intuizioni dal sondaggio biennale di CLEPA e McKinsey, con il contributo di 120 aziende, fanno luce sul clima aziendale del settore, sulle tendenze chiave e sulle sfide urgenti: un senso di incertezza prevalente porta il 64% dei fornitori a esprimere una prospettiva negativa, segnalando un calo significativo del sentimento generale del settore; il 68% dei fornitori prevede che i profitti rimarranno bassi e circa il 38% prevede di operare in pareggio o di subire perdite nell’anno di rendicontazione 2024; la riduzione della domanda e la diminuzione della competitività dell’UE sono considerate preoccupazioni importanti; il 65% dei fornitori prevede che il tasso di penetrazione dei veicoli elettrici a batteria rimarrà al di sotto del 50% entro il 2030.
Incertezza e pressioni sulla redditività
Elevati livelli di incertezza che circondano nuovi progetti e la domanda di veicoli elettrici (EV) in Europa, uniti alla pressione dei produttori di veicoli (OEM) per tagliare i costi e alle preoccupazioni sulla competitività dell’UE, stanno contribuendo al deterioramento del sentiment aziendale nel settore. Come risultato di queste sfide, le proiezioni di redditività dipingono un quadro desolante. Il 38% dei fornitori ora prevede di operare a livelli di redditività marginali o negativi, rispetto a solo il 25% all’inizio dell’anno. Solo il 31% prevede una redditività superiore al 5%, segnando un calo rispetto alle previsioni precedenti. Le prospettive per l’anno fiscale 2025 mostrano scarsi miglioramenti.
Benjamin Krieger, Segretario generale del CLEPA, sottolinea le preoccupazioni del settore: “I risultati del sondaggio dipingono un quadro crudo delle immense sfide che il nostro settore sta affrontando. I fornitori automobilistici europei hanno il potere innovativo per guidare la trasformazione della mobilità, ma le pressioni sui costi stanno invece costringendo a perdite di posti di lavoro e chiusure di fabbriche. Per proteggere l’occupazione, aumentare la competitività e accelerare le transizioni verdi e digitali, abbiamo urgente bisogno di una ricalibrazione dei quadri normativi”.
Quali priorità per la ripresa
La riduzione della domanda è citata dall’80% degli intervistati come il problema più urgente. Il 77% segnala notevoli difficoltà nel trasferire gli aumenti dei costi agli OEM. I fornitori, in quanto intermediari nella catena di fornitura, sono i primi ad assorbire le pressioni sui costi. Mentre alcuni contratti includono clausole di indicizzazione per adeguare i prezzi in base ai costi su base regolare, molti rapporti contrattuali con i produttori di veicoli non includono tali clausole e richiedono negoziazioni per gli adeguamenti dei prezzi.
Inoltre, il 58% dei fornitori cita la crescente instabilità geopolitica come una delle principali preoccupazioni. Il 29% ritiene che i fallimenti dei fornitori di secondo livello più piccoli, nonché l’uscita dei fornitori dal settore automobilistico, abbiano un forte impatto sulle proprie attività, segnando un netto aumento rispetto all’anno scorso, quando solo il 16% lo aveva identificato come una sfida importante.
Preoccupazioni per la competitività globale
Transizione dei veicoli elettrici
Meno del 50% dei fornitori di automotive prevede una crescita delle vendite di veicoli elettrici a batteria (BEV) nei prossimi 12 mesi. Le prospettive di crescita sono incerte in particolare per i veicoli nella fascia di prezzo media. Il 65% dei fornitori di automotive prevede che i BEV rappresenteranno meno del 50% delle vendite di auto entro il 2030. Un sorprendente 81% dei fornitori attribuisce la colpa ai prezzi come altamente rilevante per spiegare il calo della domanda di BEV.
Le preoccupazioni sui prezzi dell’elettricità hanno mostrato un calo notevole, con il 29% che lo ha identificato come una ragione per la stagnante crescita dei veicoli elettrici, in calo rispetto al 51% dell’anno scorso. L’infrastruttura di ricarica rimane una preoccupazione importante per il 57% degli intervistati, sebbene in calo rispetto al 77% registrato l’anno scorso.
Transizione all’elettrico e sistema automotive europeo: una crisi annunciata
A tu per tu con Massimo Ghenzer: Automotive World “scansiona” Mario Draghi (autore del “Rapporto Competitività UE”)
Automotive World, l’appuntamento realizzato dal mensile “Auto” diretto da Andrea Brambilla, è giunto al terzo anno, con ben nove edizioni trasmesse online. Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive, e Massimo Ghenzer, presidente di Areté, commentano le frasi significative pronunciate nel periodo da top manager automotive e non solo.
Questa volta tocca a Mario Draghi, ex premier. Commentiamo un estratto dal suo recente “Rapporto Competitività UE”: “Il settore automobilistico è un esempio chiave della mancanza di pianificazione dell’Ue, che applica una politica climatica senza una politica industriale”.
Foto da ufficio stampa Arethé










