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Tavares fuori da Stellantis: e adesso?

Tavares fuori da Stellantis: e adesso?

di Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia.

 

Crediamo che le scelte strategiche fatte da Carlos Tavares negli Stati Uniti siano state il principale problema che ha alimentato le tensioni tra il manager e il CdA. La gestione inefficace dei marchi storici statunitensi come Jeep, Dodge e Ram ha contribuito alla marcata flessione dei ricavi. Questi brand hanno sofferto di un calo dell’appeal, con strategie di prezzo, prodotto e marketing che non hanno risposto efficacemente alle richieste del mercato.

Inoltre, Stellantis è rimasta indietro rispetto ai concorrenti nell’elettrificazione della gamma per il mercato statunitense, un segmento cruciale. L’assenza di un piano chiaro ha limitato la capacità di competere con aziende più innovative. Nel terzo trimestre le consegne di Stellantis nel mercato “North America” sono scese del 36% e i ricavi del 42% da 21,5 miliardi di euro a 12,4 miliardi di euro. I numeri parlano chiaro: è stato il crollo del mercato statunitense che ha determinato la fine dell’era Tavares in Stellantis.

Il futuro di Stellantis? Fusione con Renault?

Riteniamo che sia evidente, con una domanda di autovetture ancora debole, che il settore automobilistico europeo continuerà nel processo di consolidamento per ridurre i costi e aumentare la redditività, e ciò è un processo inevitabile. Tra i partner europei, Renault sembra quello più compatibile per Stellantis, nonostante la complessità dell’operazione e l’eventuale vendita di numerosi marchi per soddisfare l’Antitrust.

Non è un caso che più volte nel corso dell’anno (febbraio, ottobre) ci siano state molte indiscrezioni su una possibile unione dei due big per poter creare un colosso, citando come esempio quello che era successo nel 2000 nel settore aerospaziale con la mega fusione che aveva creato Airbus (unione della tedesca DaimlerChrysler Aerospace, della francese Aerospatiale-Matra e della spagnola Construcciones Aeronauticas).

Il nuovo partner sarà fondamentale per la sopravvivenza del gruppo. Tuttavia, il nuovo CEO che sarà scelto dal CdA avrà tante altre sfide particolarmente ardue da fronteggiare nel medio/breve periodo, in particolare il riposizionamento nel mercato statunitense, le nuove strategie per l’elettrificazione e la difficile gestione delle relazioni con i sindacati dei lavoratori.

Foto loro canale YouTube