A tu per tu con Massimo Ghenzer: Automotive World “scansiona” Akio Toyoda (Toyota)

A tu per tu con Massimo Ghenzer

Automotive World, l’appuntamento realizzato dal mensile “Auto” diretto da Andrea Brambilla, è giunto al terzo anno, con ben nove edizioni trasmesse online. Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive, e Massimo Ghenzer, presidente di Areté, commentano le frasi significative pronunciate nel periodo da top manager automotive e non solo.

 

Top manager di turno è Akio Toyoda, presidente di Toyota Motor: “Sulle alimentazioni sono i clienti e non la normativa politica a dover prendere queste decisioni”.

Bmw Italia: mobilità, clienti e tanta attenzione verso chi ha bisogno

Bmw Italia: mobilità, clienti e tanta attenzione verso chi ha bisogno

di Massimiliano Di Silvestre, presidente e amministratore delegato di BMW Italia

 
Oggi non si parla più tanto di CSR, ovvero Corporate social responsibility, quanto di corporate citizenship, cioè della capacità delle aziende e dei brand di essere cittadini responsabili, attivamente impegnati per dare un contribuito alla soluzione dei problemi della società.

Ogni anno, nel mese di gennaio viene pubblicato un report interessantissimo che si chiama Edelmann, Trust Barometer, che misura la fiducia dei vari stakeholder nelle istituzioni, nei media, nelle organizzazioni sociali e nelle imprese. Negli ultimi tre anni è emerso un dato molto forte: le persone hanno grande fiducia nelle imprese e credono che siano quelle più capaci di dare risposte concrete ai temi sociali.

Per noi, come impresa, questo dato è molto gratificante, ma rappresenta anche una grande responsabilità di cui vogliamo assolutamente farci carico. Perché a noi piace fare la differenza.
Ecco, quindi, che torniamo al tema, una responsabilità che sentiamo forte soprattutto nei confronti delle persone, oltre che dell’ambiente. E, infatti, noi di BMW Italia abbiamo deciso nel 2021 di rimettere, con forza, le persone al centro. Di bilanciare l’esponenziale accelerazione tecnologica attraverso la creazione di connessioni emozionali tra le persone ed il nostro Brand, per riaffermare il valore delle relazioni umane di alto livello.

Abbiamo preferito un brand emozionale e brillante nelle relazioni umane e inaugurato un luogo, la House of BMW, che prima in via Verri e poi in via Monte Napoleone è diventato il posto privilegiato dove costruire una
comunità reale
che si contrapponesse a tutte le community virtuali che oggi vanno tanto di moda, ma che non hanno la stessa profondità valoriale e di relazione.

In questi tre anni di esperienza della House of BMW abbiamo incontrato oltre 330mila persone, ospitato oltre 12mila clienti, amici del brand e stakeholder e nella sola sede di via Monte Napoleone abbiamo dato vita a più di 200 iniziative.
Lo scorso 7 dicembre abbiamo chiuso il secondo capitolo della nostra House of BMW. Ancora una volta la data è stata scelta (come avvenne per l’apertura nel 2021) come omaggio al Teatro alla Scala e alla città di Milano.
Ma se un capitolo si è chiuso, la storia non è finita. Perché a noi piace far evolvere i concetti, trasformarli, renderli sempre più contemporanei. E infatti, ad aprile del prossimo anno, avremo il piacere di invitarvi a scoprire una nuova destinazione in occasione della Design Week 2025.

Fino ad allora ci sposteremo nel nostro spazio di Courmayeur dove a gennaio avremo modo di illustrare i risultati dell’anno e provare la nuova BMW X3, il trentunesimo e ultimo prodotto lanciato in quest’anno intensissimo per i brand BMW, MINI e BMW Motorrad.

Ma di risultati parleremo concretamente quando l’anno sarà concluso e i dati saranno ufficiali. Abbiamo davanti un mese cruciale come quello di dicembre in cui lavoreremo con i nostri partner concessionari per raggiungere i traguardi ambiziosi che ci siamo prefissati.
Nel frattempo, mi piace sottolineare che la filosofia della House of BMW, questa volontà forte di rimettere il Cliente al centro, ha ispirato e trovato una declinazione altrettanto importante presso la nostra rete di concessionari sul territorio. Penso a quanto stiamo facendo con il progetto Retail Next che vuole proprio assicurare una diversa customer experience, offrendo esperienze uniche, facendo sentire le persone a casa, in un ambiente più caldo, accogliente, capace di interpretare l’Italian touch e la cultura del territorio.

Penso alla nostra filiale di BMW Roma, ma anche alle meravigliose sedi inaugurate a Bari, Trento, Salerno, Verona, Milano e a Monza. Anche questa è responsabilità. Perché, e questo lo vorrei sottolineare con determinazione proprio in questa serata dedicata alla responsabilità sociale, la sostenibilità non può essere una destinazione se non include contemporaneamente sia quella ambientale, che quella sociale che quella di business.

I tre aspetti devono andare avanti insieme ed integrarsi in un processo virtuoso che esprime la circolarità, cioè la capacità di utilizzare le risorse in modo consapevole, riducendo gli sprechi, utilizzando materiali secondari, creando energia pulita e rendendo la mobilità ancora più affascinante e ambiziosa. E allo stesso tempo generando profitti che possiamo reinvestire anche nella società supportando iniziative. Per questo, e concludo questa parte, rivendichiamo anche la lungimiranza della nostra strategia “Power of choice” che, ancora una volta mettendo al centro il cliente e non idee dogmatiche, ci ha spinto, attraverso il principio della neutralità tecnologica, a continuare a investire in tutte le forme di propulsione altamente efficienti per promuovere la nostra visione di mobilità sostenibile.

E se da un lato oggi abbiamo già in gamma 25 modelli elettrici, dall’altro continuiamo a offrire lo stato dell’arte dei motori Diesel e benzina, offriamo la tecnologia ibrida plug-in e dal 2027 introdurremo nella nostra gamma anche il primo veicolo a idrogeno fuel cell.

Per raccontare il nostro viaggio verso la mobilità sostenibile e verso il futuro, abbiamo realizzato nelle scorse settimane una storia insieme al nostro brand ambassador Pierfrancesco Favino che da quest’anno ci accompagna per raccontare i temi della circolarità, dell’innovazione e della cultura come interprete straordinario dell’Italian touch che è diventato l’elemento differenziante del nostro linguaggio sul mercato verso i competitors. La campagna è on air.
Mentre investiamo sulla mobilità del futuro, continuiamo a lavorare su tutta la catena del valore per ridurre le emissioni ed arrivare alla decarbonizzazione del settore attraverso un approccio olistico che non trascura nessun aspetto: energia, materie prime, cicli produttivi, risorse naturali, materiali secondari, recycling. E questo non riguarda soltanto il BMW Group ma anche tutti i fornitori e i nostri partner concessionari. Anche questo è Responsabilità!Il 2024 è stato un altro anno intenso per SpecialMente che proprio quest’anno ha celebrato i 10 anni da quando abbiamo rivisto strategicamente le nostre attività e abbiamo dato un nome al nostro progetto: SpecialMente appunto!

Come sempre siamo partiti a febbraio celebrando i 21 anni di BMW SciAbile che ha dato origine a tutte le nostre attività di responsabilità sociale d’impresa in Italia e che dal 2003 rappresenta un punto di riferimento imprescindibile di quel valore che poi decliniamo su tutte le nostre attività di inclusione, vale a dire il talento residuo, la capacità di andare oltre i propri limiti.
E consentitemi di ricordare che il contributo di Alex Zanardi per lo sviluppo del progetto SpecialMente è stato fondamentale e determinante fin dall’inizio e che senza di lui oggi probabilmente non avremmo scritto una storia così bella!
Grande successo anche per la boccia paralimpica nata nel 2016 insieme alla FIB (Federazione Italiana Bocce) che non solo coinvolge centinaia di ragazzi e ragazze in tutta Italia ma che prosegue il percorso per consentire ad un atleta Italiano di partecipare ai giochi paralimpici. Ci siamo andati vicinissimo con Parigi 2024, ma c’è ancora un ultimo
sforzo da fare.

A Roma, con l’associazione Romanes, BMW Roma ha consolidato la partnership con la squadra di rugby in sedia a rotelle, mentre a Milano con Rugby Milano abbiamo proseguito l’esperienza nelle carceri milanesi. Attraverso lo sport aiutiamo il processo di rieducazione delle persone e dei giovani.

Lo stesso spirito ha animato per il sesto anno “Made in Rebibbia” a Roma insieme all’Accademia dei Sartori: qui imparare un lavoro, quello della sartoria, crea la base per un reinserimento propositivo alla fine della pena. E abbiamo già un caso di successo di un giovane reintegrato nel mondo del lavoro e nella società grazie alla sartoria Ilario. L’Accademia sta finalizzando il processo con un altro ex detenuto per garantirgli un percorso di sartoria.

Con BMW Motorrad abbiamo proseguito nella progettualità con i Bambini delle fate di Franco e Andrea Antonello e intensificato le iniziative con Diversamente Disabili di Emiliano Malagoli dove le persone con disabilità tornano in moto o imparano ad andare in moto, superando gli ostacoli.

MINI ha rinnovato la collaborazione con la Scuola di sostenibilità di Mario Cucinella per la promozione dei giovani talenti e scritto nuove emozionanti pagine della storia del Tortellante di Modena, un luogo magico dove i ragazzi con autismo attraverso l’amore per il cibo e sotto la guida sapiente delle nonne del territorio iniziano un percorso di autonomia e di lavoro.

Sul fronte della cultura abbiamo appena celebrato insieme al Teatro alla Scala di Milano la diciannovesima “Prima del 7 dicembre insieme”. Una relazione nata nel 2002, suggellata nel 2016 dalla decisione di diventare soci fondatori sostenitori e da tanti progetti di successo sviluppati in questi anni per promuovere la cultura oltre i confini del teatro.

Analogo discorso vale per il Teatro dell’Opera supportato dalla nostra filiale BMW Roma. Anche qui la promozione della cultura e la relazione con la città ci uniscono per rafforzare ogni anno la relazione.

Vorrei concludere parlando del Progetto più giovane della galassia di SpecialMente, ma che racchiude molti valori di cui ho parlato oggi. Soprattutto quello della condivisione. Mi riferisco a BMW in Tour che è nato
dalla nostra Associazione dei concessionari BMW in Italia insieme alla Fondazione Insuperabili. Un progetto che parla di sport, inclusione e comunicazione ma che soprattutto vede tutte le aziende del BMW Group coinvolte (BMW Italia,
BMW Bank e Alphabet)
e affiancate da un nostro partner strategico come AC Milan.
 
Quando abbiamo lanciato il progetto qualche settimana fa anche lo chef Berton ha voluto dare un segnale
del suo coinvolgimento, offrendo il catering della conferenza stampa.
Questo è quello che intendo quando parlo di approccio circolare, integrato e responsabile. Avere una visione del business che prima di essere fondata su obiettivi è incentrata su valori e su una precisa visione del mondo.

Il successo di questo progetto è nei numeri: 11 concessionari e 11 tappe nella prima edizione, 25 concessionari e 13 tappe nella seconda che abbiamo appena presentato. È questo il filo rosso che unisce tutte le nostre iniziative di
SpecialMente.

Källenius al vertice di ACEA: “Promuovere una decarbonizzazione guidata dal mercato”

ACEA e le priorità: potenziare le colonnine e un iter uniforme di incentivi

Il presidente di Mercedes-Benz, Ola Källenius, subentrerà in ACEA alla presidenza del CEO del Gruppo Renault, Luca de Meo, che ha ricoperto la carica negli ultimi due anni. Il consiglio ha inoltre approvato l’adesione di Stellantis NV, che entrerà a far parte di ACEA il 1° gennaio 2025.

Il presidente uscente e CEO del Gruppo Renault di ACEA, Luca de Meo: “Ora è il momento di giocare in modo più collaborativo che mai in Europa. Accogliere di nuovo Stellantis in ACEA è un segnale che il settore è più forte quando agisce con una voce comune. I produttori di automobili europei stanno affrontando una crisi di competitività senza precedenti e gestendo anche una transizione di decarbonizzazione altamente impegnativa: in questo momento critico l’unità del nostro settore è fondamentale. So che questa è una convinzione condivisa con Ola Källenius. il quale può contare sul mio pieno supporto mentre assume la carica di nuovo presidente di ACEA. Da parte mia, rimango pienamente impegnato a far progredire l’industria europea”.

 

Il nuovo presidente di ACEA e presidente del consiglio di amministrazione di Mercedes-Benz, Ola Källenius: “ACEA è una delle voci più rilevanti e affidabili del settore a Bruxelles. Sono onorato di subentrare a Luca de Meo come presidente di ACEA in un momento così critico per l’industria automobilistica europea. Grazie ai membri di ACEA per aver riposto la loro fiducia in me e all’intero team di ACEA che sta rafforzando instancabilmente la reputazione del nostro settore presso le istituzioni politiche di Bruxelles”.

 

“Durante la mia presidenza – ha aggiunto Källenius – ACEA si concentrerà sul miglioramento delle condizioni normative con l’obiettivo di affinare il nostro vantaggio competitivo nell’era digitale ed elettrica. Lavoreremo per promuovere una decarbonizzazione del nostro settore guidata dal mercato. E sosterremo un commercio internazionale libero, equo e basato sulle regole. Sono fiducioso che l’industria automobilistica dell’UE abbia ciò che serve per avere successo nella competizione globale”.

 

Il presidente dell’ACEA viene eletto per un mandato di un anno, rinnovabile una volta, tra i CEO delle aziende che ne fanno parte, 14 dei più grandi produttori europei di automobili, furgoni, camion e autobus che operano a livello globale.

 

Foto da ufficio stampa Mercedes

Nuovo Codice della strada: più educazione alla responsabilità

Nuovo Codice della strada: più educazione alla responsabilità - Foto ufficio stampa ACI MI

di Geronimo La Russa, vicepresidente ACI e presidenta AC Milano

In un’intervista per “Il Foglio” ho avuto l’opportunità di intervenire su un tema che riguarda tutti gli automobilisti e, più in generale, la sicurezza stradale: il nuovo Codice della strada.

L’inasprimento delle sanzioni per l’uso del cellulare alla guida o per la guida in stato di ebbrezza è un deterrente necessario, ma non sufficiente. Per rendere le nostre strade più sicure, dobbiamo puntare su controlli più incisivi e su una vera e propria educazione alla responsabilità al volante.Un altro punto fondamentale è l’importanza di bilanciare il rigore delle norme con interventi strutturali: dalle campagne di sensibilizzazione alla manutenzione delle infrastrutture, senza dimenticare il ruolo strategico delle nuove tecnologie nella prevenzione degli incidenti.Serve un sistema di regole che non sia solo punitivo ma che accompagni gli automobilisti verso un cambiamento culturale, rendendo chiara l’urgenza di comportamenti più responsabili al volante.Il nuovo Codice della strada può essere un’occasione per fare un passo avanti concreto, ma sarà l’applicazione sul campo a fare davvero la differenza.
Foto ufficio stampa ACI MI

Una Mercedes Classe G elettrica per Papa Francesco: l’evoluzione green della Papamobile

Una Mercedes Classe G elettrica per Papa Francesco: l’evoluzione green della Papamobile

di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)

 

 

La transizione ecologica è un processo che coinvolge ogni settore, e persino la Santa Sede non è immune a questa evoluzione. Nei giorni scorsi, infatti, Papa Francesco ha ricevuto in Vaticano una nuova Mercedes Classe G in versione Papamobile, una vettura speciale, completamente elettrica, che segna un passo importante verso la mobilità sostenibile anche per il Pontefice. La consegna è avvenuta durante un incontro privato con Ola Källenius, CEO di Mercedes-Benz, e il team di esperti che ha lavorato alla realizzazione del veicolo, un’evoluzione ecologica del tradizionale mezzo che ha accompagnato Papa Francesco nelle sue presenze pubbliche.

Collaborazione quasi centenaria

La Casa automobilistica tedesca ha una lunga tradizione con il Vaticano, essendo fornitore di veicoli dal 1930. Da 45 anni, Mercedes-Benz è anche la fornitrice ufficiale delle Papamobili. La nuova Mercedes Classe G elettrica, che sostituisce il modello a motore termico, rappresenta un ulteriore passo in avanti nella collaborazione tra la Casa della Stella a tre punte e la Santa Sede. Con l’introduzione di questa Papamobile elettrica, Papa Francesco diventa il primo Pontefice a viaggiare a emissioni zero durante le sue presenze pubbliche, in linea con la crescente attenzione alla sostenibilità ambientale.

Al passo con i tempi

Realizzata sulla base della nuova Mercedes G580 con tecnologia EQ, la nuova Papamobile è dotata di una trasmissione elettrica avanzata che sfrutta quattro motori elettrici indipendenti per garantire prestazioni ottimali anche nelle condizioni di viaggio lente tipiche delle manifestazioni pubbliche. Il design della nuova Papamobile è stato accuratamente pensato per rispondere alle esigenze del Pontefice. Il sedile centrale, regolabile in altezza e girevole, consentirà a Papa Francesco di interagire con il pubblico da diverse angolazioni, mentre due sedili aggiuntivi offrono spazio per altri passeggeri. Il tetto, rimosso all’altezza del montante centrale, è stato integrato nella parete laterale, ma un hard-top separato può essere montato in caso di maltempo, proteggendo così il Santo Padre.

Un messaggio di sostenibilità planetario

Il presidente Ola Källenius ha espresso grande orgoglio in occasione della consegna della nuova Papamobile, sottolineando l’impegno di Mercedes-Benz verso la sostenibilità. “Con questa Papamobile, lanciamo un chiaro messaggio a favore della mobilità elettrica e della decarbonizzazione. Il nostro obiettivo è realizzare un parco auto completamente carbon-neutral entro il 2039“, ha dichiarato. In vista del Giubileo del 2025, Papa Francesco avrà dunque a disposizione la prima Papamobile a emissioni zero, confermando ancora una volta l’importanza della sostenibilità nelle scelte globali a tutti i livelli della società.

Foto da ufficio stampa Mercedes

Deloitte: in Germania smentite le stime sulle auto elettriche

Deloitte: in Germania smentite le stime sulle auto elettriche
(da “InterAutoNews”)
Secondo le proiezioni dei consulenti di gestione Deloitte, il numero di auto elettriche in Germania crescerà molto più lentamente nei prossimi anni di quanto sperato dalla coalizione dei semafori interrotti. Nel 2030, solo 11,2 milioni di auto a batteria completamente elettriche potrebbero circolare sulle strade, invece dei 15 milioni previsti dall’accordo di coalizione.

Secondo un sondaggio, ciò è dovuto anche al diffuso scetticismo della popolazione. L’SPD, i Verdi e l’FDP avevano fissato un obiettivo di almeno 15 milioni di auto elettriche nell’accordo di coalizione e la Germania doveva diventare il mercato leader della mobilità elettrica. Le auto con motori ibridi non erano incluse. La Cina è già il principale mercato internazionale per le auto elettriche. Alla fine di dicembre 2023, il Governo tedesco ha poi cancellato bruscamente il sussidio per le auto elettriche a causa di problemi di bilancio, provocando un forte calo delle vendite.
“Condizioni quadro affidabili sono essenziali per promuovere l’accettazione della mobilità elettrica, perché le aziende hanno bisogno di certezza nella pianificazione”, ha dichiarato Harald Proff, Responsabile della divisione Automotive di Deloitte. La stima di 11 milioni di auto a batteria nel 2030 si basa su un modello di calcolo che tiene conto di una serie di fattori importanti per le decisioni di acquisto. Questi includono l’andamento dei prezzi dell’elettricità e della benzina, nonché i prezzi delle assicurazioni auto e i premi di acquisto. Secondo i dati dell’Autorità Federale per il Trasporto Automobilistico, al 1° ottobre in Germania sono state immatricolate poco meno di 1,6 milioni di auto a batteria.
Secondo il sondaggio Deloitte, la popolazione è ancora divisa quando si tratta di auto elettriche: Il 40% dei 1.000 intervistati ritiene che il divieto di vendita di nuove auto a combustione previsto dall’UE a partire dal 2035 sia sensato, ma il 36% lo respinge come una decisione sbagliata o addirittura molto sbagliata. Il restante 24% è neutrale.
I consulenti di Deloitte ritengono comunque che le auto elettriche prevarranno a livello internazionale. “Le aziende farebbero bene a investire maggiormente nella ricerca sulle batterie, per ridurre i prezzi dei veicoli e aumentare l’accettazione della mobilità elettrica”, ha detto Proff all’industria automobilistica.

Ferrari: impegno per uguaglianza, equità e inclusione

Ferrari: impegno per uguaglianza, equità e inclusione

Ferrari si schiera al fianco di Formula 1 e della FIA sottoscrivendo il Diversity and Inclusion Charter, proseguendo l’impegno nel supportare e sviluppare i temi legati a uguaglianza, equita e inclusione.
 
Il nuovo documento è il risultato del rapporto per la Commissione Hamilton del 2021 e riflette le recenti ricerche e raccomandazioni di Mission 44, l’associazione creata dallo stesso Lewis Hamilton per promuovere una collaborazione strategica sul tema della D&I nel motorsport.
 
L’adesione al Charter si inserisce all’interno di un più vasto programma della Casa di Maranello per favorire l’uguaglianza, l’equità e l’inclusione nel proprio ambiente lavorativo e nella società.
 
Dal 2020 Ferrari ha ottenuto la certificazione Equal-Salary, che attesta una retribuzione equa dei dipendenti indipendentemente dal genere. Questa certificazione è supportata da rigorosi audit che esaminano le politiche salariali, la cultura aziendale e tengono in considerazione le indicazioni degli stessi lavoratori. Sono state introdotte inoltre pratiche per assunzioni inclusive volte a promuovere la riduzione dei divari di genere, in particolare nei ruoli di leadership.
 
Lo scorso anno sono state rafforzate le iniziative per supportare una genitorialità condivisa e migliorare l’equilibrio tra lavoro e vita privata dei dipendenti. Le misure chiave includono l’estensione di permessi retribuiti per i genitori di bambini fino ai 10 anni, nonché maggiori opportunità di lavoro agile per i neogenitori.
 
Con l’obiettivo di incoraggiare le giovani generazioni, Ferrari ha aderito a “Inspiring girls”, l’iniziativa che ha visto professioniste, scienziate, atlete e manager entrare nelle aule delle scuole secondarie per aiutare le ragazze e ragazzi a superare i limiti – spesso autoimposti – nei loro percorsi di vita e a seguire le loro ambizioni, qualunque esse siano.
 
L’educazione dei giovani è anche al centro dell’impegno di Ferrari per la promozione delle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), con l’obiettivo di offrire a tutte e tutti le stesse opportunità di crescita personale e professionale, al di là di ogni barriera e pregiudizio. Per questo l’azienda è parte del Gender and Diversity Empowerment Committee di MUNER (Motorvehicle University of Emilia-Romagna), che si prefigge di sviluppare delle iniziative legate alla gender balance, alle pari opportunità e all’inclusione professionale.

Al suo interno, l’azienda offre programmi di formazione sulla D&I per creare un ambiente fondato sul rispetto reciproco. Workshop e corsi di formazione si focalizzano sui pregiudizi inconsci e sono pensati per educare a un linguaggio e a comportamenti inclusivi.
 
La Formula 1, in quanto sport globale, seguito in oltre 180 Paesi da persone di ogni età ed estrazione sociale, costituisce un ambiente ideale per far crescere idee e diffondere pratiche che ispirino un vasto cambiamento a favore dell’inclusione.
 
Scuderia Ferrari HP è parte integrante di questo impegno, così come la Scuderia Ferrari Driver Academy (SFDA) che ha l’obiettivo di formare i piloti di domani dando pari opportunità a tutti i ragazzi, scelti unicamente sulla base delle loro capacità. SFDA, al pari di Scuderia Ferrari HP, è pienamente impegnata anche nel campionato F1 Academy nel quale gareggiano Maya Weug con i colori Ferrari e Aurelia Nobels con quelli del premium partner Puma.

Questa serie ha il fondamentale ruolo di promuovere il talento femminile nell’automobilismo, dimostrando sul palcoscenico della F1 come il sogno di una carriera nel motorsport – come pilota o ingegnere in pista _ sia realizzabile al di là dei pregiudizi di genere.
 
Ferrari monitora e traccia attivamente i suoi progressi nella promozione dell’uguaglianza e dell’inclusione, garantendo trasparenza e responsabilità nel raggiungimento dei suoi obiettivi.

 

Foto da ufficio stampa Ferrari

 

 

Facile mettere scadenze: ma capita che le cose non vadano come si era previsto

Europa: un fallimento le regolamentazioni degli ultimi 20 anni

di Luca De Meo, presidente di ACEA

Alla Renault abbiamo impiegato dieci anni ad arrivare sotto il 10% di scarto nel fabbricare batterie, perché produrre batterie non è la stessa cosa di aprire una panetteria. È facile mettere scadenze sulla carta, ma a volte le cose non funzionano come si era programmato. Per questo, nell’industria si fanno piani a lungo termine, aggiornamenti dei piani e budget annuali. In Europa dovremmo tornare ai tempi in cui potevamo offrire alla gente auto che si potevano permettere.Con le regole attuali è impossibile realizzare in Europa un’utilitaria che sia redditizia per il costruttore.

I costruttori di auto prosperano sul benessere del ceto medio che però in Europa negli ultimi anni ha perso potere d’acquisto. Non è che gli europei non siano più interessati alle auto, tant’è che il mercato dell’usato va molto bene. ACEA, l’associazione dei costruttori di automobili europei, ha sempre difeso il principio della neutralità tecnologica. Il mercato delle auto elettriche stacrescendo a un ritmo che non abbiamo mai visto per alcuna altra tecnologia.

Lavoro da trent’anni in questo settore e non ho mai visto una tecnologia nuova salire così velocemente e così tanto nel mix, ma questo non è abbastanza per raggiungere gli obiettivi che sono stati fissati 6-7 anni fa. Il piano sta funzionando, ma non completamente. Quindi, dobbiamo continuare a insistere, perché nessuno rifiuta la direzione, ma imporre multe ai costruttori non funziona, perché dovremo bloccare un sacco di risorse nel breve termine solo per pagare le multe.

Serve una strategia e serve semplificazione, perché se abbiamo 8-12 nuovi regolamenti all’anno di qui al 2030, avremo fino al 25% delle risorse nella ricerca e sviluppo dedicate alla regolamentazione. L’Unione Europea “si spara sui piedi”, con 16 miliardi di euro di multe che aleggiano su un’industria che sta mettendo oltre 250 miliardi di investimenti nella transizione energetica, multe che potrebbero essere inflitte a causa del probabile mancato raggiungimento dei target di vendita di auto elettriche fissate dai regolatori.

Le multe, di fatto, colpiscono i produttori di automobili, anche se la causa del mancato raggiungimento degli obiettivi è che manca la domanda per le auto elettriche in Europa. Di fatto, l’industria ha bisogno di risposte adesso, perché le somme corrispondenti alle sanzioni andranno messe a budget, e quindi sottratte agli investimenti. Ci sono quattro modi in cui l’industria del settore può affrontare le sanzioni: pagare le multe, versando soldi all’UE, anche se non sanno neanche cosa fare con quei soldi; comprare quote dai costruttori che hanno superato i target di vendita di veicoli elettrici, come BYD”, cinese, e Tesla, statunitense; produrre meno auto con motore a scoppio. Oppure si possono fare sconti sulle auto elettriche, cosa che è buona per i consumatori, ma uccide il bimbo nella culla. E”non è una buona idea: basti vedere cosa è successo alla Tesla quando ha iniziato a tagliare i prezzi.

Tutte e quattro le soluzioni distruggono valore. E perché dovremmo pagare? Multe per che cosa? Noi mettiamo un sacco di soldi: se non c’è domanda, è colpa nostra? In ACEA abbiamo fatto un calcolo, guardando all’impatto della regolamentazione che abbiamo davanti a noi, di qui al 2030. Da qui al 2030, la regolamentazione che abbiamo aggiungerà il 40% del costo all’auto. È per questo che abbiamo un confronto, perché noi ci teniamo davvero a fare dei prodotti che la gente può comprare

Tutti guardano al costo delle auto, ma nessuno guarda al costo di avere un’auto, che è aumentato in maniera spettacolare: i parcheggi, le multe, il carburante. E’ cresciuto in modo più che proporzionale al costo della vettura. E non chiedo ai Governi di mettere soldi in sussidi: funzionerebbe per alcuni segmenti, in modo temporaneo. Noi dobbiamo tornare a essere competitivi, ma nello stesso tempo il potere di acquisto del ceto medio deve tornare a crescere, in Europa. Altrimenti, il mercato sarà piccolo, per il nostro settore. Forse non per altri, ma per il nostro sì.

 

Foto Luca_DE_MEO-Uff-Stampa-Renault-Group

Transizione automotive: non legarsi solo all’elettrico, si riparta da capo

Pirelli e la Cina
di Marco Tronchetti Provera, vicepresidente esecutivo di Pirelli
(dall’intervista trasmessa da “Radio 24”)
 
 
Siamo in una situazione di confusione totale, ad esempio nessuno ha calcolato qual è la fonte di energia attraverso la quale si alimenta tutta la rete per l’alimentazione delle vetture. Bisogna rifare da capo, senza avere nessuna preferenza per una tecnologia o l’altra.
L’Europa ha tecnologie che possono essere sviluppate in tema automotive, sia relativamente alla stabilità del veicolo sia per quanto riguardo i software. Ma deve diventare competitiva e per riuscirci deve fermarsi e mettere sul tavolo i numeri e le proprie capacità per definire di quale tipo di sostegno ha bisogno, anche a protezione dei milioni di lavoratori coinvolti nella filiera dell’automobile.
Foto Tronchetti Provera da ufficio stampa Pirelli

Cirelli Motor Company: innovazione Hydrogen Hybrid

Cirelli Motor Company: innovazione Hydrogen Hybrid

La Cirelli Motor Company, fondata nel maggio 2023 dai fratelli Paolo Daniele e Marco Cirelli e che recentemente si è presentata al pubblico a Milano, si distingue nel panorama automobilistico italiano per la sua capacità di coniugare tradizione familiare e innovazione tecnologica. L’azienda punta a offrire automobili personalizzate, rispondendo alle esigenze di una clientela sempre più attenta alla qualità e alla sostenibilità.

Novità “green”
Tra le principali novità della gamma Cirelli spicca il sistema Hydrogen Hybrid. Questa tecnologia consente di trasformare i motori endotermici in ibridi a idrogeno, migliorando le prestazioni e riducendo le emissioni inquinanti. Il sistema rappresenta un importante passo avanti verso una mobilità più sostenibile.

Vantaggi del sistema
1. Prestazioni migliorate grazie a una combustione ottimizzata.
2. Consumi ridotti con significativi risparmi sul carburante.
3. Emissioni nocive diminuite per un ambiente più pulito.
4. Manutenzione semplificata grazie alla riduzione dei residui carboniosi.
5. Sicurezza garantita grazie all’assenza di serbatoi ad alta pressione e all’omologazione CE.

Una gamma su misura per il cliente
Cirelli Motor Company offre sette modelli di SUV, dai Cirelli 1 ai Cirelli 7. Ogni vettura è realizzata con motori Mitsubishi, elettronica Bosch e un design italiano che ne valorizza lo stile e la funzionalità. Queste automobili sono pensate per coniugare tecnologia avanzata e comfort, offrendo un eccellente rapporto qualità-prezzo.

Caratteristiche distintive

– Motorizzazioni affidabili con propulsori da 1.500 cc.
– Sistemi di sicurezza e connettività di ultima generazione.
– Interni spaziosi e dotazioni di serie di alto livello.
– Elevata attenzione al rapporto qualità-prezzo.

Attenzione particolare al post-vendita
CMC ha sviluppato una rete di 35 concessionari e 15 officine autorizzate in Italia, con l’obiettivo di ampliarla a 45 punti vendita entro il 2025 e a 70 entro il 2026. Il servizio post-vendita è supportato da ACI Global e include assistenza qualificata 24/7, oltre a una garanzia di sette anni o 150.000 chilometri. Questo approccio sottolineal’impegno dell’azienda verso la soddisfazione del cliente.

Crescita ed espansione internazionale
Con un fatturato in crescita del 300% nel 2024, Cirelli Motor Company guarda al futuro con ambizione. Per il 2025, l’azienda ha stanziato un budget di 30 milioni di euro per espandersi ulteriormente in Europa, con particolare attenzione ai mercati di Germania, Svizzera e Spagna. Paolo Daniele Cirelli ha dichiarato che l’obiettivo è consolidare la posizione dell’azienda come punto di riferimento nel settore automobilistico europeo.

Debutto ufficiale al MIMO 2023

Il debutto ufficiale di CMC è avvenuto al MIMO 2023, l’evento automobilistico tra il centro di Milano e l’Autodromo di Monza I modelli presentati hanno riscosso grande interesse per il loro design innovativo e le tecnologie all’avanguardia, confermando l’impegno dell’azienda verso una mobilità moderna e sostenibile.

Una tradizione che guarda avanti

Le radici della Cirelli Motor Company risalgono al 1974, quando Franco Cirelli aprì la sua prima officina nel Veronese. Questa eredità è stata il punto di partenza per un progetto ambizioso che oggi punta a coniugare qualità, stile e innovazione per rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione.