Auto d’epoca: Fiat la marca più venduta

Auto d'epoca: Fiat la marca più venduta

Nel primo trimestre 2024, Car & Classic ha registrato un netto sorpasso della Casa del Lingotto su Mercedes, best seller di sempre In un mercato che si mantiene florido e vivace, con gli eventi di stagione dedicati al motorismo d’antan appena iniziati, Car & Classic muove come sempre le ruote storiche di tutta Europa con acquisti e vendite tramite le sue aste settimanali online e gli annunci gratuiti contenuti su www.carandclassic.it. E così, anche nel primo trimestre del 2024 sono molte le auto da collezione che hanno cambiato residenza, spesso attraversando frontiere. In totale sulla piattaforma si sono svolte 1.804 aste, di cui 214 dall’Italia.

 

E, a proposito di numeri, la sorpresa, guardando l’andamento dei primi tre mesi dell’anno, è stata l’ascesa di Fiat come brand con la maggior quantità di esemplari venduti, 43, mentre il totale di Mercedes battute all’asta, in un continuo testa a testa con Jaguar, è stato di 32 auto contro le 31 vendute del marchio british.

 

Europa

“Topolino”, Fiat 1100, 103 Berlina, Cinquecento, Fiat 1500 Cabriolet… I grandi successi della Casa torinese, in molti casi veri capisaldi che hanno avviato la motorizzazione di massa del Paese, nel primo trimestre 2024 hanno strappato il primato 4 City Rd Finsbury, London EC1Y 2AA carandclassic.com alla Stella di Stoccarda, abituata a svettare come più gettonata sulla piattaforma che, con oltre 42mila mezzi in offerta e 4 milioni di utenti al mese, è la più grande specializzata in mezzi d’epoca nel continente. In particolare, le auto della nostra industria nazionale per antonomasia, risultano le più vendute nelle aste europee. Tra loro anche diversi modelli molto ricercati dai collezionisti come la Fiat Dino Spider, la 124 Spider e, tra le cosiddette Youngtimer degli anni Ottanta e Novanta, modelli a carrozzeria speciale come la Fiat X1/9, creata dalla matita del grande designer recentemente scomparso Marcello Gandini, e la Fiat Barchetta, dalla linea sinuosa e look squisitamente italiano.

 

Regina incontrastata di questa predominanza della marca sulla blasonata Stella teutonica è la Fiat 500, vetturetta simbolo per eccellenza del Made in Italy nata nel 1957. Amatissima in tutto il mondo, su Car & Classic viene venduta al ritmo di 3-4 esemplari alla settimana. “Rappresenta ancora per molti il primo approccio al collezionismo”, spiega Tom Wood, fondatore della piattaforma. Britannico naturalizzato italiano, è da sempre appassionato di veicoli storici: “Così come quando è uscita è stata la prima auto posseduta dalla grande maggioranza della popolazione in Italia, oggi la Fiat 500 è la vettura da cui spesso si comincia a nutrire la passione per il motorismo, viste anche le quotazioni contenute”, prosegue.

 

Che sia una serie F, la più acquistata da nuova, una precedente D con ancora gli sportelli “controvento” o addirittura una Nuova 500, la primissima nata, la 500 rimane un intramontabile must da collezione amato in tutto il mondo. Senza dimenticare la più rifinita L, immessa sul mercato nel 1968 e, infine, la Rinnovata, ovvero l’ultima serie marcata dalla sigla R. Non di rado le Fiat 500 su Car & Classic sono anche protagoniste delle aste senza riserva, per cui ogni rilancio può essere vincente.

 

Un capitolo a parte sono poi le cosiddette “spiaggine”, che già da inizio anno sul colosso digitale spopolano in vista della bella stagione. “Sono molto ricercate da strutture ricettive e attività turistiche e sono quasi sempre creazioni basate su Fiat 500 ispirate alla celebre Jolly della carrozzeria Ghia di fine anni Cinquanta, scoperta e con i sedili in vimini”, aggiunge Tom Wood. Altra presenza costante della Casa torinese sotto i colpi del martelletto virtuale di Car & Classic è la Fiat Panda nella sua versione a trazione integrale. “Ormai è considerata un’icona internazionale, i collezionisti l’adorano e se ne trovano tra le vigne del Centro Italia così come sulle nevi di St. Moritz. Ne vendiamo almeno una ogni settimana”, specifica il fondatore della piattaforma. Anche le prime Panda, uscite a metà anni Ottanta con motore a due cilindri e riscaldamento ad aria, interessano molto il pubblico appassionato.

 

“Un esemplare ben restaurato supera come quotazione i 10mila euro”, specifica Tom Wood. A metà marzo anche un esemplare di Panda 4×4 Sisley, l’edizione limitata marcata dal celebre brand di moda, con sedili in ecopelle beige e alcantara, è passata di mano su Car & Classic tramite una delle tante aste che iniziano e terminano ogni mercoledì e domenica. È stata aggiudicata per 15.500 euro a un utente in Portogallo. Tra le rarità del Lingotto vendute all’asta nel periodo spicca una Fiat 850 Moretti Coupé S2 del 1968, basata sul Coupé Fiat 850 e costruita, con motore a quattro cilindri di 843 cc, in soli 300 esemplari dalla Casa artigianale torinese. Ancora, tornando agli anni Ottanta, tra le chicche del primo trimestre che su Car & Classic hanno trovato nuovi proprietari all’asta ci sono anche due esemplari di Fiat Ritmo 130 TC Abarth.

 

Italia 

La situazione italiana è diversa dal resto d’Europa in quanto, nella Penisola, Fiat domina le classifiche già da gennaio 2023 e senza mai scendere dalla prima posizione. Al secondo posto l’anno scorso la Lancia è rimasta stabile fra i marchi automobilistici più venduti fino a settembre, poi da ottobre è subentrata BMW e, in seguito, Mercedes a partire da gennaio di quest’anno. Di fatto il fascino senza tempo della Mercedes R107 su Car & Classic riscuote sempre grande apprezzamento anche in Italia e fa del modello un “evergreen” della piattaforma, sia in versione Coupé sia Roadster, insieme a tanti altri capolavori nel segno della sigla SL di tutte le epoche. Oltre a Youngtimer gettonatissime come le Mercedes della Classe C e le prime generazioni della Classe E, solo per citarne alcune.

 

Regno Unito

Le meraviglie della Stella a Tre Punte hanno mantenuto indisturbata la marca, nel primo trimestre 2024, in testa alla classifica dei brand più venduti nel Regno Unito con 91 esemplari, seguita da due glorie nazionali come Jaguar, con 78 esemplari, e Land Rover (51).

 

Car & Classic

Fondata nel Regno Unito nel 2005, Car & Classic è radicata in Europa, in Sudafrica e in Giappone. In Italia è sbarcata circa un anno e mezzo fa, è disponibile completamente in italiano e offre condizioni particolarmente vantaggiose ai soci dell’ASI-Automotoclub Storico Italiano con il quale è in collaborazione anche attraverso la serie di eventi Circuito Tricolore, di cui è partner. Car & Classic offre ampia scelta non solo di veicoli in vendita – auto, moto, veicoli commerciali – ma anche di ricambi e accessori. Per trovare rapidamente la lista completa di tutto quanto è disponibile sulla piattaforma in merito a un determinato modello, è sufficiente digitarne il nome nell’apposito campo di ricerca nella home page. Inoltre, è possibile effettuare ricerche in base alle marche cliccando sui loro loghi.

 

Think different!: ce n’è un gran bisogno

L’Europa contro l'Europa: il conto è arrivato

di Andrea Taschini, manager automotive
(dal magazine “Parts”)

C’è un grande bisogno di sviluppare un pensiero innovativo nel mondo occidentale. Il lungo ciclo storico iniziato dopo la caduta del Muro di Berlino si è concluso e l’Europa necessita di una svolta decisiva che abbia un respiro di lungo termine, ma soprattutto che crei ricchezza indispensabile per ripagare gli enormi debiti contratti da tutti gli Stati dopo la pandemia.
L’attitudine a un pensiero alternativo ai luoghi comuni attuali dettati da una politica ed un management stanchi e obsoleti, deve partire dalla meritocrazia e dai fondamentali che ci devono suggerire le vie più corrette per il futuro del nostro Continente. Iniziando da una profonda revisione del Green deal.

Cervello e carattere: hardware e software

Il primo uomo nell’era contemporanea a saper pensare in maniera alternativa rifuggendo i percorsi dell’ovvio, fu Albert Einstein. Supremo uomo di scienza e conosciuto essenzialmente per la teoria della relatività, fu invece uno studioso eccezionalmente prolifico a cui dobbiamo almeno una decina di intuizioni fondamentali per lo sviluppo della tecnica moderna.
Non è infatti nozione comune che il premio Nobel nel 1921 lo vinse non per ciò che lo rese universalmente famoso e cioè la teoria della relatività, ma per i suoi studi sull’effetto fotoelettrico compiuti dallo scienziato ben sedici anni prima quando era un anonimo funzionario dell’ufficio brevetti di Zurigo.

Che cosa lo ha reso così diverso dai suoi contemporanei? Perché la profondità del suo pensiero era così efficace nel trovare soluzioni mai pensate prima? È la sua esperienza ripetibile anche ai giorni nostri? La risposta più semplice e immediata è, oltre le ovvie caratteristiche superiori del suo cervello (cioè l’hardware), il suo carattere (cioè il software).


Il carattere è un aspetto fondamentale nelle performance umane perché è il carburante indispensabile che spinge le nostre capacità oltre i limiti della normalità. Ciò vale per i manager, per gli sportivi ma, anche per tutti gli uomini che hanno ruoli intellettuali e di responsabilità.
Se dovessimo descrivere il carattere di Albert Einstein lo potremmo definire un irriverente rivoluzionario, un bastian contrario per nulla intimorito dall’autorità e dai condizionamenti dei grandi scienziati del suo tempo in un’epoca, quella della Germania dei primi del 900, dove non era facile mettere in discussione le gerarchie accademiche.

La sua curiosità assidua dotata di un forte spirito critico, era la spinta decisiva per mettere in discussione lo status quo delle monolitiche certezze scientifiche, mentre la capacità di porsi domande fondamentali e irriverenti era la linfa che alimentava l’energia dei suoi studi. Era un uomo fuori dal branco quindi, uno spirito libero che esprimeva idee e sentimenti che oggi riteniamo scontati ma che allora erano ritenuti scandalosi: racchiudeva in sé una sintesi di ciò che ai giorni nostri chiamiamo capacità di visione che era soprattutto il risultato di una mente dedita costantemente al pensare.

Einstein aveva fatto sua la nozione che le idee definitive nella scienza (ma si può affermare anche nel business) non esistono perché sono solo passaggi che attraversano percorsi in continua evoluzione. La capacità della sua mente di immaginare gli accadimenti quasi come fossero un’astrazione metafisica, erano solo l’inizio di una costruzione teoretica che in seguito veniva supportata da formule matematiche protese alla ricerca di una solida conferma dei suoi postulati: questo era infatti il passaggio fondamentale nella mente del genio tedesco che gli era indispensabile per dare un corpo credibile alle sue visioni rivoluzionarie.

La lezione dimenticata di Einstein

Ai giorni nostri troppo spesso invece, l’establishment non chiede alcuna conferma di fattibilità delle proprie idee sia che esse siano in ambito manageriale o ancor più gravemente nella gestione della cosa pubblica, perché i leader o presunti tali, confondono le proprie visioni con spericolate fantasie mediatiche, facendoci poi assistere a dietrofront imbarazzanti, un po’ perché contano sulla scarsa memoria dell’audience sommersa oramai da fiumi di affermazioni in sé contraddittorie, un po’ perché cambiare idea tutto sommato è gratis.

C’è evidentemente un difetto di software nella mente dei leader, un effetto branco che impedisce loro di distogliersi da pensieri preconfezionati sostenendo i quali credono di poter accedere ad ascensori di carriera più rapidi e facilitati. Perché, dunque, farsi domande fondamentali? Perché disturbare il guidatore se omologandosi al suo pensiero si possono prendere scorciatoie di carriera di una sorprendente efficacia? I risultati sono tuttavia sotto gli occhi di ognuno di noi: la débâcle strategica e industriale del nostro settore automobilistico ha dell’incredibile ed è un’umiliazione per tutti i milioni di lavoratori che in esso sono rappresentati.

Siamo tuttavia in buona compagnia perché a livello più alto (e senz’altro più pericoloso) quello degli equilibri internazionali, l’impasse è ancora più evidente. Non ci si deve quindi meravigliare se parecchie delle decisioni prese durante gli ultimi anni si stanno rivelando vere e proprie follie irrealizzabili perché il loro scopo primario non è stato costruito sulla ricerca della soluzione migliore, bensì nella ricerca del consenso o ancora peggio di benefici economici personali.

Il ruolo fondamentale del sistema scolastico

Bisogna tornare ad alimentare nelle giovani generazioni l’attitudine ad un pensiero alternativo dove nuove ma solide visioni sostituiscano l’ovvio perché la scienza e la tecnica ma anche la politica hanno bisogno di idee che diano una spinta innovativa al modo di pensare oggi dominato dall’appiattimento delle menti e delle coscienze.

Parlare di un’anima “sovversiva” che nutra il pensiero creativo e che metta in discussione le modeste certezze dell’apparato mediatico, sta divenendo sempre più una assoluta necessità di sopravvivenza di tutto il mondo occidentale. Lo studio meritocratico vera condizione di giustizia sociale, deve tornare ad essere il fattore prioritario del sistema scolastico nel quale si devono coltivare le menti più eccelse secondo le loro vere inclinazioni.

Proprio dal sistema scolastico deve infatti partire la rivoluzione per una svolta virtuosa dell’Europa che invece sta cadendo nella spirale di un demagogico egualitarismo orientato verso il basso che non riesce più a produrre una classe dirigente innovativa. Un fatto va accettato: il lungo ciclo iniziato con la caduta del Muro di Berlino si è concluso e il disperato tentativo di procrastinare un mondo oramai estinto non ha più un senso compiuto.

Serve coraggio, serve dedizione, serve un modo nuovo di pensare la nostra comunità europea senza più soffermarci sui pensieri e le attitudini che ci avevano preceduti prima della pandemia ma soprattutto non bisogna più cedere a tentazioni irrazionali prive di ogni fondamento di fattibilità come purtroppo l’esempio esecrabile del Green deal si sta rivelando e cioè un disastro economico e
sociale senza precedenti.

Opel Corsa: la soluzione “hybrid” che piace

Opel Corsa: la soluzione "hybrid" che piace

Per la prima volta, la Opel Corsa è disponibile con trazione ibrida a 48 volt, unendo tecnologia avanzata e comfort elevato. Con un prezzo di partenza di 23.900 euro in Italia, la nuova Opel Corsa Hybrid offre un’ampia dotazione di serie, proponendosi come una scelta accessibile per chi cerca un veicolo elettrificato.

 

Luca Talotta ne ne parla con Stefano Virgilio, responsabile comunicazione di Opel Italia in Stellantis.

 

#FORUMAutoMotive e scenari che cambiano: noi, da 5 anni con la barra sempre dritta

1Tavolo #FORUMAutoMotive: quella barra tenuta sempre dritta

Il pragmatismo e la costante attenzione alla realtà dei fatti, senza mai farsi ingannare da mode e speculazioni, con la conseguenza di passare per bastian contrario (annessi e connessi), sta premiando #FORUMAutoMotive. Sin dall’inizio della nostra missione, quello di andare “controcorrente” ed essere una voce “fuori dal coro”, è stato il vero nostro punto di forza e di differenziazione con le altre iniziative sui temi automotive.

Personalmente, provo un profondo disagio, per non dire di peggio, quando vedo che istituzioni importanti si fanno condizionare da movimenti politici, lobbistici o essere manovrate da poteri forti, senza rendersi conto che certe decisioni, fatte passare per vitali e a senso unico, raggiungono solo certi scopi, utili ad altri, e non fanno altro che danneggiare il frutto del lavoro di anni e anni di un Continente, il nostro.

Guardando all’automotive e riconoscendo che i problemi ambientali ci sono e vanno contrastati, quello che è accaduto riguarda un fatto ineluttabile che, per i diretti interessati, fa esclamare che la missione è andata a buon fine. Significa che i temi ambientali sono stati trasformati in un grande business. C’è, infatti, chi si arricchisce, chi ne fa una modo per crescere politicamente e conquistare posti di potere; e c’è chi decide che esiste una sola soluzione – e ci riferiamo al settore automotive – per vincere la battaglia: puntare unicamente sulla tecnologia dell’elettrico.

 

Così è stato e all’esca hanno abboccato in tanti, ma non tutti. Purtroppo, tra coloro che hanno abboccato ci sono quasi tutti i costruttori che nel gareggiare su chi investe di più e su offrire solo auto elettriche addirittura 8 anni prima del limite, quel 2035 sempre più barcollante, fissato dall’UE, non si sono resi conto di aver dimenticato una cosa basilare: il mercato, lo stesso che ora sta reagendo, spinto dai venti contrari dettati dal buonsenso, con la conseguenza che tante Case automobilistiche si vedono costrette a fare dietrofront sul “tutto elettrico” e offrire prodotti, ugualmente virtuosi, che più sposano le necessità della clientela. Una innegabile brutta figura.

Non vogliamo incensarci per la serie “l’avevamo detto“, ma è innegabile che #FORUMAutoMotive, ripercorrendo i temi che hanno animato tavole rotonde e talk show, dal 2020 a ora, ci ha azzeccato. Aver tenuto la barra sempre dritta, nonostante critiche, polemiche, attacchi e insulti sui social (che continuano anche adesso), alla fine fa capire che avevamo visto giusto. Avanti così, allora, nel segno di una realtà che deve essere democratica nel verso senso della parola, cioè che consenta al cittadino di scegliere l’auto con la motorizzazione che desidera. E a difendere l’ambiente non esiste solo quella elettrica (se poi si guarda al ciclo di vita completo… ), ma anche i nuovi carburanti, il biometano e poi l’idrogeno.

Lo dimostrano i big cinesi del settore, alle prese ora con il secondo atto dell’invasione del mercato europeo: non solo con le auto elettriche, ma anche con quelle endotermiche, ovviamente di ultima generazione, e a prezzi concorrenziali. Anche numerosi scettici e tra coloro che inizialmente avevano condiviso la svolta con la “scossa”, media compresi, sono tornati sui loro passi. #FORUMAutoMotive ha invece sempre tenuto, come sottolineato all’inizio. la barra dritta. Ecco, a seguire, titoli e temi dei nostri dibattiti sin dal 2020. La migliore testimonianza della nostra visione.

 

2020

“L’autunno bollente dell’auto: il motore dell’economia tra incertezze e speranze”

“Mobilità e Fase 2, se l’ideologia detta legge”

“Confronto aperto tra amministratori, ambientalisti e addetti ai lavori. Tra chi è contro e chi è a favore delle quattro ruote. E chi è per la libertà di scelta. Alla ricerca del giusto equilibrio”

 

2022

“Fare sistema per rompere il muro dell’ideologia”

“La mobilità che cambia: gli italiani nel caos. Occorre informare e formare”

“Transizione energetica: fretta, parole e pochi fatti. Ma andrà tutto come prevede l’Ue?

“Crociata green e sostenibilità sociale: quali rischi senza un vero equilibrio”

“Come cambia l’offerta in Italia. Cinesi pronti all’invasione”

 

2023

“Mobilità e futuro, è scontro con l’UE”

L’esigenza di avere una visione realistica dei cambiamenti in atto, privilegiando la neutralità tecnologica, le eccellenze industriali e l’indipendenza energetica. Verso un mondo più “green”, ma con trasparenza e buon senso

“Transizione green, industria automotive e occupazione. Il buon senso come priorità”

“Confronto aperto tra amministratori, ambientalisti e addetti ai lavori. Tra chi è contro e chi è a favore delle quattro ruote. E chi è per la libertà di scelta. Alla ricerca del giusto equilibrio”

“Missione Green: parola d’ordine neutralità tecnologica. Soluzioni a confronto”.

“#FORUMAutoMotive per una Europa forte e pragmatica. La mobilità come leva di sviluppo sostenibile, economico e occupazionale. Stop a ideologie e condizionamenti”.

 

2024

“Sistema Auto e battaglia per l’ambiente. L’UNIONE fa la forza”

Le Euro Tribune politiche di #FORUMAutoMotive

Giannini “Spettacolo”: anteprima nazionale del futuro dell’automobile

Giannini "Spettacolo": anteprima nazionale del futuro dell'automobile

Nel cuore pulsante della storica sede di Giannini automobili a Roma, si è svolto un evento destinato a rimanere impresso nella memoria degli appassionati di automobili di tutto il mondo. l’atmosfera carica di emozioni, l’aura di stile e l’orgoglio di una tradizione automobilistica unica hanno dato il benvenuto al debutto in anteprima mondiale di “Spettacolo”, la nuova supercar compatta di Giannini automobili.

Spettacolo, una creazione nata dal connubio tra la società romana Impero e la società torinese Maestri design, rappresenta molto più di una semplice vettura. è l’incarnazione di un sogno, la materializzazione di un’idea audace e l’omaggio ad un’epoca d’oro dell’automobilismo italiano.

Fabrizio Impero, ad di Impero, condivide la sua passione: “Fin da giovane sognavo di possedere una Giannini tutta mia, e oggi quel sogno diventa realtà. voglio che ogni cliente si senta legato alla propria “spettacolo” come io mi sento legato a questa creazione. Ogni Spettacolo sarà un pezzo unico, costruito in tiratura limitata a 200 esemplari, tutti diversi, corredati da un certificato di autenticità”.

Angelo Vicino, ad del gruppo Maestri, rivela con orgoglio: “Il gruppo Maestri, con la sua neonata maestri design, si unisce al progetto per celebrare il prestigio del marchio Giannini e portare avanti l’eredità di eccellenza dell’automobilismo italiano. In soli 150 giorni, abbiamo dato vita a un’auto elegante, ma dallo spirito sportivo, un vero Spettacolo”.

Spettacolo è molto più di una semplice macchina: è un’opera d’arte su quattro ruote. il suo design italiano, la qualità artigianale e l’esclusività ne fanno un’icona del made in italy. con il suo motore 1.4 t.jet turbo da 250 cv, è pronta a scatenarsi sulle strade di tutto il mondo, mantenendo al contempo l’omologazione stradale.

Giannini automobili non si ferma qui. Con Spettacolo, torna alle corse, partecipando al campionato time attack italia 2024 gestito in pista dalla old school garage. è un ritorno alle origini, un tributo alla passione per la velocità e all’ingegno italiano nel mondo dell’automobilismo.

Spettacolo non è solo una macchina: è un simbolo di orgoglio nazionale, un’ode alla tradizione automobilistica italiana e un’espressione di innovazione e creatività senza limiti. Con la sua eleganza, le sue prestazioni mozzafiato e il suo spirito intraprendente, Spettacolo si prepara a conquistare il cuore degli appassionati di tutto il mondo, portando avanti l’eredità di Giannini automobili nel XXI Secolo.

Autotrasporto: rischio gravi sanzioni dall’UE

Veicoli industriali: quadro negativo, possibili impatti sull'occupazione

di Paolo Starace, presidente di UNRAE Veicoli Industriali

 

Il buon risultato del mercato di aprile (+18,5%, con un totale di 2.340 veicoli immatricolati rispetto ai 1.974 dello stesso periodo dell’anno precedente) *.non deve trarre in inganno poiché, in un contesto in cui la domanda rimane contenuta e i tempi di consegna si sono normalizzati, i volumi di immatricolato sono prevalentemente frutto dell’attività di smaltimento dello stock dei veicoli presso le reti di distribuzione. Pertanto, i volumi espressi non sono da prendere come riferimento del reale stato di salute del mercato.

Esaurita questa fase, se mancheranno i necessari sostegni al settore, il rischio già paventato è che assisteremo a una flessione dei volumi di mercato con un grave rallentamento degli ordini e dei livelli di vendita. A oggi, infatti, non ritroviamo interventi adeguati a stimolare il comparto se non nelle promesse di una campagna elettorale che impegna già da tempo le forze politiche e che ritarda ulteriormente l’adozione delle misure più volte auspicate.

Le iniziative strutturali, coerenti e consistenti per favorire la transizione ecologica risultano ancor più urgenti alla luce degli ultimi pronunciamenti del Parlamento europeo, che vedono innalzare i target di decarbonizzazione per i veicoli pesanti già dal 2030, costringendo i Costruttori a immettere una rilevante quota di veicoli a zero emissioni sul mercato per scongiurare gravi sanzioni in capo alle Case con conseguenze negative sulla capacità di investire in nuove tecnologie e di innovare.

Produzione auto in Italia: situazione e obiettivi

Produzione automotive in Italia: tra numeri e attesa di decisione sensate da Bruxelles

di Gianmarco Giorda, direttore generale di ANFIA

Dopo il lieve recupero di febbraio (+1,6%), a marzo l’indice della produzione automotive italiana registra un pesante calo a doppia cifra, -17,5% e chiude con il segno meno il primo trimestre dell’anno (-9,7%).


Anche l’indice della fabbricazione di autoveicoli torna in flessione nel mese (-20,7%), complice la contrazione a doppia cifra, -31,3%, registrata, secondo i dati preliminari di ANFIA, dalla produzione di autovetture, mentre l’indice della produzione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori mantiene il trend negativo da inizio anno (-17%).

Il Tavolo Sviluppo automotive al MIMIT si avvia alla conclusione: siamo, infatti, nella fase di messa a terra delle misure a sostegno degli investimenti produttivi ed in innovazione delle imprese. Sul fronte della produzione locale, l’obiettivo è un incremento dei volumi da parte dei costruttori, attraverso il mantenimento e l’allocazione di modelli che abbiano come focus l’Italia.

 

In riferimento alla competitività produttiva, l’obiettivo è il miglioramento dei principali fattori di competitività industriale nel nostro Paese, dall’energia alla digitalizzazione, per citare due dei più importanti”.

Foto ufficio stampa ANFIA

Ecco il “Manifesto per le due ruote”: le richieste ai leader europei

Ecco il "Manifesto per le due ruote": le richieste ai leader europei

ACEM, FEMA e FIM chiedono alle istituzioni europee di inserire attivamente il motociclismo nelle priorità politiche per il mandato politico 2024-25 che prenderà il via con le prossime elezioni europee del 5-9 giugno. Il nostro settore contribuisce positivamente all’economia europea, all’inclusione sociale e alla coesione territoriale con circa 21,4 miliardi di euro al PIL europeo e 389.000 posti di lavoro. Solo in Europa, ci sono quasi 40 milioni di motocicli, ciclomotori, tricicli e quadricicli a sostegno di un’alternativa pulita, efficiente, pratica e piacevole per lo spostamento di persone e merci nelle città e nelle aree rurali

Il motociclismo è pienamente in linea con l’attuale visione dell’Europa, che pone al centro la qualità della vita dei cittadini e promuove una leadership industriale sostenibile. Per sfruttare appieno il potenziale del nostro settore verso obiettivi così ambiziosi, l’attuale manifesto individua cinque aree strategiche per rafforzare la cooperazione tra le autorità pubbliche, gli utenti e l’industria motociclistica, sostenendo al contempo le politiche di mobilità e di trasporto: sicurezza, ambiente e sostenibilità, competitività, R&I, sport motoristici e turismo.

 

Inclusione nella politica UE

ACEM, FEMA e FIM incoraggiano le istituzioni europee a includere i motocicli (e più in generale la categoria L) nelle iniziative future inerenti veicoli, utenti ed infrastrutture al fine di aumentare la sicurezza e capitalizzare i benefici di questa modalità di trasporto leggera e più efficiente. Inclusione nei Piani di Mobilità Urbana Sostenibile (SUMPs), delle Smart City ed altre iniziative e politiche di alto livello. Infrastrutture Motorcycle-friendly, come le apposite infrastrutture di ricarica, superfici stradali correttamente manutenute e strade più sicure. Dialogo continuo tra le istituzioni europee ed i rappresentanti del settore motociclo.

Sicurezza

FIM, FEMA ed ACEM raccomandano il legislatore europeo di proteggere fattivamente i diritti e gli interessi dei motociclisti in quanto Utenti Stradali Vulnerabili (VRUs). Supporto alle iniziative settoriali come il European Motorcycle Training Quality Label. Accesso alle patenti più semplice, riconoscendo le differenze geografiche e di utilizzo. Assicurare requisiti minimi di sicurezza per le strade, soprattutto nella rete periferica e peri-urbani.

 

Green

Veicoli più piccoli, leggeri e specializzati offrono migliori prestazioni e numerosi vantaggi in grado di assicurare gli obiettivi climatici nei trasporti UE entro il 2050. Neutralità tecnologica per supportare una mobilità urbana a zero emissioni o carburanti e-fuel per distanze più lunghe. Incentivi fiscali per veicoli di categoria L a zero o ridotto impatto ambientale.

 

Collaborazione

È necessario una collaborazione costruttiva tra leader industriali, utilizzatori e policymaker per raggiungere gli obiettivi politici comunitari. Una moderna legislazione di settore, che riconosca le nuove priorità tecnologiche e di mercato. Linee di finanziamento dedicate per la formazione e la qualificazione degli addetti.Un commercio internazionale equo e a pari condizioni.

 

Ricerca & Innovazione

Le nostre imprese rappresentano i migliori partners in grado di contribuire ai future programmi di ricerca, condividendo know-how ed esperienza ingegneristica già utilizzata con successo in campo sportivo. Incremento dei finanziamenti europei alla Ricerca e Innovazione per il settore motociclistico. Supporto alla standardizzazione internazionale, inclusa la tecnologica di Battery Swapping.

Motorsport e Turismo

Le attività sportive e di ricreazione legate al motociclo contribuiscono per più di 2,1 miliardi di euro allo sviluppo economico, culturale e sociale europeo. Riconoscimento e promozione del motociclismo e delle attività ad esso correlate come driver di cambiamento. Percorsi turistici e di viaggio dedicati e sicuri per I motociclisti.

 

I commenti dei rappresentanti

Commentando il Manifesto, i rappresentanti delle tre organizzazioni concordano sulla pietra miliare per il settore motociclistico, riunendo tutti gli attori a beneficio dei cittadini europei.

Michele Colaninno, presidente ACEM e amministratore delegato di Piaggio: “Questo manifesto mette in evidenza il contributo sociale e industriale del motociclismo in Europa. Soprattutto nelle aree urbane e periurbane, che raccolgono il 75% della popolazione dell’UE, i veicoli della categoria L possono colmare il divario tra la mobilità dolce, come gli spostamenti a piedi o in bicicletta, e l’uso dell’automobile, offrendo numerosi vantaggi per il pendolarismo quotidiano e la piccola logistica. Attraverso soluzioni di mobilità innovative, sostenibili e di alta qualità, i membri dell’ACEM continueranno a contribuire alla competitività dell’Europa”.

Odd Terje Dovik, presidente della FEMA: “Ci auguriamo che i nuovi membri eletti del Parlamento europeo tengano conto delle esigenze dei motociclisti, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza stradale. Naturalmente, saremo a disposizione per offrire consigli e competenze ogni volta che gli eurodeputati ne avranno bisogno. Le nostre tre organizzazioni rappresentano l’intera comunità motociclistica europea: produttori, atleti e motociclisti per diletto. Siamo uniti nell’impegno di continuare a lavorare per i nostri interessi e diritti comuni”.

Jorge Viegas, presidente della FIM: “Le ricerche hanno dimostrato che lo sport motociclistico è un motore fondamentale del turismo nell’Unione Europea. La FIM è lieta che le nostre tre organizzazioni si siano unite per richiamare l’attenzione sul contributo dello sport all’economia delle aree rurali”.

Foto di Ather Energy su Unsplash

Le multe fanno ricchi i Comuni: Milano, Roma e Firenze in testa

Le multe fanno ricchi i Comuni: Milano, Roma e Firenze in testa

Milano, Roma e Firenze sono i Comuni che, nel 2023, hanno incassato i maggiori proventi da multe e sanzioni a carico di privati per violazioni delle norme del Codice della Strada; il dato emerge dall’analisi realizzata da Facile.it sui dati del Siope, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, che ha anche messo in luce come i tre comuni abbiano incassato, rispettivamente, più di 147, 138 e 71 milioni di euro. Seguono Genova (che nel 2023 ha incassato 35,2 milioni di euro), Bologna (31,6 milioni), Napoli (22,1 milioni), Padova (21,3 milioni) e Verona (20,6 milioni).

 

Facile.it ha calcolato anche il valore di “multa pro capite” (come rapporto tra i proventi registrati nel Siope e il numero di abitanti residenti) sebbene, va specificato, non tutte le multe vengono inflitte ad automobilisti residenti e, anzi, in alcune aree del Paese turisti e pendolari contribuiscono in modo importante al dato complessivo. Limitando l’analisi ai soli comuni capoluogo di provincia emerge che al primo posto della graduatoria si trova Firenze, con una “multa pro capite” pari a 198 euro. Al secondo posto si posiziona Rieti, che nel 2023 ha incassato 7,5 milioni di euro di multe, con un valore pro capite pari a poco meno di 166 euro; terzo posto per Siena (poco meno di 134 euro pro capite, per un totale pari ad oltre 7 milioni di euro di multe). Ai piedi del podio, invece, si trova Potenza, con una “multa pro capite” superiore a 121 euro (e incassi complessivi pari a 7,8 milioni di euro). Milano, invece, in questa classifica scivola al quinto posto, con un valore pro capite pari ad “appena” 108 euro.

… e nei piccoli Comuni

Analizzando i dati relativi ai comuni italiani più piccoli, ovvero quelli con meno di 1.000 residenti, al primo posto si posiziona Carrodano nella Val di Vara, provincia di La Spezia, che conta appena 464 abitanti ma, nel 2023, ha incassato più di 975mila euro in multe stradali. Al secondo posto si trova Colle Santa Lucia, piccolo comune di 345 abitati in provincia di Belluno, che nel 2023 ha incassato circa 747mila euro; terzo posto per un altro comune veneto, Canda, provincia di Rovigo, che conta 823 abitanti e proventi pari a ad oltre 426.000 euro. Ai piedi del podio Poggio San Lorenzo, piccolo comune in provincia di Rieti, 546 abitanti e 415.000 euro di verbali. Quinta posizione per Belmonte Castello, in provincia di Frosinone, che nel 2023 ha raccolto oltre 315.000 euro a fronte di una popolazione residente di appena 677 individui.

Foto di Denny Müller su Unsplash

Decarbonizzazione dei trasporti: dai biocarburanti un contributo fondamentale

UNRAE e Federauto a Pichetto: no "Eco-score" nei prossimi incentivi

di Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica
(dal Forum Internazionale di Torino sui biocarburanti sostenibili organizzato dal Mase in collaborazione con il Politecnico di Torino)

I biocarburanti sostenibili possono e devono fornire un contributo fondamentale alla decarbonizzazione del settore trasporti a livello globale, portando significativi benefici: maggiore sicurezza energetica, facilità di integrazione negli attuali sistemi di logistica, stoccaggio e distribuzione del carburante nonché utilizzazione nei veicoli esistenti, promozione di una logica di economia circolare e creazione di valore per le comunità locali, favorendo pratiche agricole e forestali sostenibili.

La decarbonizzazione dei trasporti è una priorità per raggiungere il target di neutralità climatica entro il 2050. Malgrado gli sforzi compiuti negli ultimi anni, i combustibili fossili rappresentano ancora circa il 95% del fabbisogno energetico del settore trasporti, che conta per circa un quarto dei consumi energetici globali e un quinto delle emissioni di CO2. Occorre mettere in campo e attuare tutte le soluzioni, in ottica di neutralità tecnologica, per decarbonizzare tutti i settori dei trasporti: aereo, marittimo e stradale. In tale contesto, i biocarburanti sostenibili sono tra i principali pilastri della decarbonizzazione del settore trasporti, insieme all’elettrificazione, all’efficienza energetica e agli altri carburanti sostenibili. Non possiamo più aspettare.

L’Italia accoglie con grande favore la Dichiarazione Congiunta di Torino sui Biocarburanti Sostenibili. Reputo inoltre molto importante che la sottoscrizione della Dichiarazione, coordinata dalla CEM – Campagna Biofuture, resti aperta fino alla Ministeriale G20 di ottobre in Brasile, come segno di forte collaborazione e comunione di intenti tra le Presidenze G7 e G20.