Fine del Salone di Ginevra: decisione definitiva

Addio, questa volta veramente, al Salone dell’Auto di Ginevra. Celebrata quest’anno con scarso successo, dopo le cancellazioni delle edizioni dal 2020 al 2023, la centesima edizione, l’annuncio è arrivato dalla stessa organizzazione.

“Di fronte a prospettive troppo incerte, la Fondazione del Comitato Permanente del Salone Internazionale dell’Automobile ha deciso di non organizzare una futura edizione a Ginevra”, si legge nella nota ufficiale fa sapere che però conferma lo svolgimento del Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra in Qatar, previsto per il novembre 2025.

Il Consiglio della Fondazione del Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra, come motivazione dello stop definitivo dell’evento ginevrino, sottolinea “che sono troppe le incertezze legate al settore automobilistico“, così come “la perdita di appeal dei grandi Saloni europei” per “correre il rischio di proiettarsi più avanti nel futuro”.

“In questa decisione – si rimarca – non devono sfuggire tutti gli sforzi e la convinzione con cui abbiamo cercato di tornare al successo. Ma è chiaro che lo scarso interesse dei costruttori per il Salone di Ginevra in un contesto settoriale difficile, la concorrenza dei Saloni di Parigi e Monaco favoriti da gruppi endogeni, e gli investimenti necessari per mantenere un salone, hanno scongiurato la possibilità di una prossima edizione”, spiega Alexandre de Senarclens, presidente della Fondazione del Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra.

Foto archivio Lulop

Villafranca celebra Luciano Nicolis: una via al fondatore del Museo omonimo

Villafranca celebra Luciano Nicolis: una via al fondatore del Museo omonimo

Si è tenuta a Villafranca di Verona, la cerimonia di inaugurazione della Via Luciano Nicolis, in memoria del fondatore del museo omonimo ora condotto dalla figlia Silvia, in presenza del sindaco Roberto Luca Dall’Oca, delle autorità locali, della famiglia e di molti amici di Luciano. “Ultimati i lavori di urbanizzazione di Cascina Verde non rimaneva che dare il nome alla nuova strada” afferma il Sindaco Roberto Luca Dall’Oca “un collegamento strategico della zona industriale in prossimità del Museo Nicolis, per questo ci è sembrato doveroso intitolare la via a Luciano Nicolis apprezzato da tutti per le sue doti imprenditoriali e per il suo forte legame con Villafranca sempre dimostrato con azioni concrete. Una proposta che ha raccolto il pieno sostegno da parte di tutti e l’approvazione della commissione toponomastica. Con l’augurio che tutte le attività e tutte le imprese che si svilupperanno su questa via potranno cogliere uguale successo e lasciare lo stesso segno di Luciano Nicolis”.

 

Presente naturalmente la famiglia che condivide lo stesso pensiero. “Ringraziamo di cuore tutti coloro che hanno voluto farci questo grande regalo”, afferma Silvia Nicolis, presidente del museo“, è per noi motivo di orgoglio e gratitudine il riconoscimento alla memoria di nostro padre, uomo che si è sempre prodigato con grande tenacia per lo sviluppo di Villafranca e della sua comunità. Non è mancato un giorno in cui non ci ricordasse il valore del territorio in cui cresci e che ti offre opportunità, relazioni e condivisione. Per questo ha voluto mantenere proprio qui la sede dell’azienda Lamacart e del Museo Nicolis così come le sue radici e i suoi principali punti di riferimento”.

 

È così che Villafranca, dopo aver ricevuto il titolo di “Città dei Motori” grazie alla presenza attività del museo  ha oggi anche una via dedicata al suo fondatore.

 

Luciano Nicolis (San Massimo, Verona 19.01.1933 – Villafranca di Verona 21.04.2012), nel 2000 inaugura il Museo Nicolis a Villafranca di Verona. Realizza così il suo “sogno lungo una vita” che coltiva sin da ragazzo, quando, per conto del padre Francesco, inizia il lavoro di “recupero della carta” (oggi Gruppo Lamacart) girando in bicicletta i paesi vicino a casa. Luciano racconta: “Ora lo ricordo con piacere, ma da piccolo me ne vergognavo, quando facevo la terza media, finita la scuola nel pomeriggio andavo in bicicletta a Mantova a caricare sacchi di carta. La guerra era finita da poco e io a 14 anni pedalavo in cerca di fortuna, alla ricerca di sacchi ex cemento, quelli vuoti scartati dai muratori, ne caricavo fino a 300, rincasavo spingendo 60 kg di sudore. Mi rendevano bene e mio padre era felice. Il fascino per la meccanica e le automobili mi aveva stregato, volevo dare vita ai miei sogni e realizzare le mie speranze. Quando incrociavo un’automobile pensavo che un giorno avrò anch’io una bella auto… forse due … forse tre …“.

 

Nel “Museo dell’Auto, della Tecnica e della Meccanica”, Luciano ha fatto confluire migliaia di oggetti introvabili e preziosi, cercati in tutto il mondo: automobili, motociclette e biciclette ma anche strumenti musicali, macchine fotografiche e per scrivere, opere dell’ingegno umano. Luciano amava aggirarsi nelle sale con entusiasmo, vulcanico di idee e progetti, facendo anche da guida ai visitatori, raccontando la storia e le curiosità di ogni oggetto. Si presentava dicendo “Io sono quel matto che ha fatto tutto questo”. A chi gli faceva domande sulle “sue collezioni”, invece, era solito rispondere: “Noi non siamo i proprietari di tutto questo, ne siamo i custodi per il futuro…”.

Foto ufficio stampa Museo Nicolis

Milano: la qualità dell’aria non si combatte con multe e stop

Nuovo Codice della strada: più educazione alla responsabilità - Foto ufficio stampa ACI MI

di Geronimo La Russa, presidente di ACI Milano

La colpa è sempre e comunque delle auto e dei mezzi di trasporto a motore. Un disco rotto, attraverso il quale l’Amministrazione comunale di Milano non perde occasione per puntare l’indice contro ogni forma di mobilità stradale. Tutte, tranne le biciclette. Pensare a Milano, alla Città metropolitana e alla Lombardia come un microcosmo nel quale non esistano più le
auto è pura utopia. La stessa utopia di immaginare Corso Buenos Aires o altre importanti direttrici cittadine trasformate esclusivamente in piste ciclabili.

 

Sia chiaro, tutti hanno a cuore la salute delle persone, ma i dati vanno letti compiutamente e non parzialmente. La qualità dell’aria non migliora con i divieti come Area B o Area C e le relative sanzioni destinate “a far cassa”, ma grazie a politiche strutturali a 360 gradi, prevedendo, per esempio, incentivi per chi è obbligato a sostituire la propria auto.

Incentivi moto: escluse le due ruote termiche

Incentivi moto: escluse le due ruote termiche

Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) interviene nuovamente in merito alle notizie diffuse da alcuni organi di stampa circa la disponibilità di incentivi destinati all’acquisto di motocicli a motorizzazione termica per l’anno 2024.

“L’associazione – si legge nel comunicato – ribadisce che i fondi dedicati alle moto con motore endotermico menzionati nel decreto del presidente del Consiglio dei ministri, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 maggio scorso, sono quelli già messi a disposizione del mercato all’inizio del 2024 e consumati nel giro di poche ore lo scorso gennaio. Rimane, invece, confermata la disponibilità degli stanziamenti per sostenere gli incentivi all’acquisto di ciclomotori, scooter, moto e quadricicli elettrici”.

 

Foto fornita da Lulop

L’auto e il futuro: elezioni UE cruciali per l’industria automotive

L'auto nel quadrimestre: solo il 12% dell'immatricolato è prodotto in Italia

di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA

Ad aprile 2024, il mercato europeo dell’auto recupera la flessione di marzo (-2,8%) e torna a crescere a doppia cifra (+12%), anche grazie alla disponibilità di un maggior numero di giorni lavorativi rispetto ad aprile 2023 in alcuni dei maggiori mercati.

Nel quarto mese dell’anno, tutti e cinque i major market (incluso UK) registrano una performance positiva: crescono a doppia cifra la Spagna (+23,1%), la Germania (+19,8%) e la Francia (+10,9%), seguite dall’Italia (+7,7%) e dal Regno Unito, con un rialzo più
contenuto (+1%).


Ad aprile, la quota di penetrazione delle vetture elettriche pure (BEV), pari al 13,4%, supera nuovamente la quota delle vetture Diesel (11,6%), come nel mese precedente. In Italia, invece, l’immatricolato diesel pesa per il 14,3% delle vendite nel mese, contro
l’appena 2,4% delle BEV (al 3,3% a marzo)
. Nel nostro Paese, l’auspicio è che il mercato risponda prontamente, soprattutto per quanto riguarda la diffusione dei veicoli a zero emissioni.


I prossimi cinque anni – durata del mandato del futuro Parlamento Europeo – saranno cruciali per l’industria automotive in termini di posizionamento competitivo rispetto alle sfide della transizione green e digitale già in atto. La riconversione produttiva, gli
investimenti in innovazione, in ricerca e sviluppo e in formazione e riqualificazione degli addetti devono porsi al centro di una strategia e di un piano di politica industriale
per il futuro delle nostre imprese.

Aixam: la francesina elettrica anti-traffico

Aixam: la francesina elettrica anti-traffico

Intervista a cura di Safe-Drive

Si chiama Aixam, è un’azienda francese che arriva in Italia con e-Minauto Access, la sua minicar elettrica per confermare il primato in Italia e in Europa. Cento per cento elettrica, completa una gamma di nove modelli tutti pensati per la mobilità del futuro. “La minicar conosce un successo importante perché è adatta alla motorizzazione elettrica, si utilizza localmente, è limitata a 45 km l’ora e un modello al 100% elettrico costa meno di 10.000 euro con ecobonus – ricorda il direttore generale di Aixam Mega Italia e direttore Commerciale e marketing di Aixam Mega, Tom Faget -. Lo sharing? Siamo aperti a iniziative di città, di amministrazioni o di aziende private che vorrebbero proporre questi veicoli in sharing, ma è un modello economico che fino adesso non ha dimostrato redditività.

 

Pensiamo ai privati, ma pensiamo anche alle aziende, abbiamo auto ma proponiamo anche il veicolo commerciale, motorizzazione termica o elettrica, quindi la nostra gamma si può adeguare a tanti tipi di usi diversi, di clienti diversi. E proponiamo il noleggio a lungo termine a costi molto contenuti». Nel video l’intervento di Tom Faget alla conferenza stampa di presentazione della minicar.

 

Il punto su Federauto: ruolo in Italia e attività in Europa

Ora Elkann e De Meo criticano l'UE: il re è nudo

Foto – Massimo Artusi, dallo scorso marzo presidente di Federauto

Federauto rappresenta le imprese concessionarie di vendita e assistenza di autovetture, veicoli commerciali, veicoli industriali e autobus, operanti in Italia sulla base di un mandato ufficiale delle case automobilistiche.
La Federazione, attraverso le Associazioni di marca, i Sindacati territoriali e le adesioni dirette, rappresenta circa 1.100 imprese di piccola, media e grande dimensione.


Federauto opera nell’ambito del sistema organizzativo di Confcommercio-Imprese per l’Italia, esercitando la funzione di rappresentanza presso le Istituzioni nazionali ed internazionali, presso cui vanta un accredito consolidato in decenni di collaborazione volto a supportare le Istituzioni stesse nel processo decisorio, nonché presso gli altri Enti pubblici e privati afferenti al settore automotive.

Nell’ambito dell’attività istituzionale svolta in sede nazionale, Federauto è interlocutore accreditato presso la presidenza del Consiglio, il ministero dell’Economia e delle Finanze, dello Sviluppo Economico, dei Trasporti, dell’Ambiente, della Funzione Pubblica e dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.


La Federazione è anche parte sottoscrivente di numerosi protocolli di intesa con alcune Amministrazioni centrali dello Stato (ministero dell’Ambiente, ministero dei Trasporti e Ministero dello Sviluppo Economico) ed Enti territoriali (Comune di Roma Capitale e Torino).

Federauto partecipa al processo di formazione dei provvedimenti legislativi di interesse del settore rappresentato e alla stesura delle norme di attuazione in sinergia con le Associazioni dei costruttori di autoveicoli nazionali ed esteri (ANFIA e UNRAE).

Infine, la Federazione si interfaccia costantemente con la stampa di settore, diramando propri comunicati stampa e organizzando incontri diretti con i giornalisti dell’Automotive, al fine di dare particolare risalto alle problematiche delle imprese rappresentate.


Per quanto riguarda i rapporti con l’Unione Europea, Federauto oltre ad avere contatti diretti con numerosi membri del Parlamento Europeo e Servizi della Commissione, si avvale della collaborazione di Confcommercio International.

A livello europeo la Federazione fa parte dell’AECDR (Alleanza dei concessionari e dei riparatori automobilistici europei) e segue il processo di formazione della legislazione comunitaria di interesse per le imprese rappresentate in materia di trasporti, fiscalità, ambiente, mercato interno, tutela dei consumatori e concorrenza e vanta, soprattutto, una forte partecipazione nell’ambito della regolamentazione comunitaria di settore.

Foto-Massimo Artusi Federauto © Francesco Vignali Photography

Il punto su Federauto: ruolo in Italia e attività in Europa

Foto – Massimo Artusi, dallo scorso marzo presidente di Federauto

 

Federauto rappresenta le imprese concessionarie di vendita e assistenza di autovetture, veicoli commerciali, veicoli industriali e autobus, operanti in Italia sulla base di un mandato ufficiale delle case automobilistiche.
La Federazione, attraverso le Associazioni di marca, i Sindacati territoriali e le adesioni dirette, rappresenta circa 1.100 imprese di piccola, media e grande dimensione.


Federauto opera nell’ambito del sistema organizzativo di Confcommercio-Imprese per l’Italia, esercitando la funzione di rappresentanza presso le Istituzioni nazionali ed internazionali, presso cui vanta un accredito consolidato in decenni di collaborazione volto a supportare le Istituzioni stesse nel processo decisorio, nonché presso gli altri Enti pubblici e privati afferenti al settore automotive.

Nell’ambito dell’attività istituzionale svolta in sede nazionale, Federauto è interlocutore accreditato presso la presidenza del Consiglio, il ministero dell’Economia e delle Finanze, dello Sviluppo Economico, dei Trasporti, dell’Ambiente, della Funzione Pubblica e dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.


La Federazione è anche parte sottoscrivente di numerosi protocolli di intesa con alcune Amministrazioni centrali dello Stato (ministero dell’Ambiente, ministero dei Trasporti e Ministero dello Sviluppo Economico) ed Enti territoriali (Comune di Roma Capitale e Torino).

Federauto partecipa al processo di formazione dei provvedimenti legislativi di interesse del settore rappresentato e alla stesura delle norme di attuazione in sinergia con le Associazioni dei costruttori di autoveicoli nazionali ed esteri (ANFIA e UNRAE).

Infine, la Federazione si interfaccia costantemente con la stampa di settore, diramando propri comunicati stampa e organizzando incontri diretti con i giornalisti dell’Automotive, al fine di dare particolare risalto alle problematiche delle imprese rappresentate.


Per quanto riguarda i rapporti con l’Unione Europea, Federauto oltre ad avere contatti diretti con numerosi membri del Parlamento Europeo e Servizi della Commissione, si avvale della collaborazione di Confcommercio International.

A livello europeo la Federazione fa parte dell’AECDR (Alleanza dei concessionari e dei riparatori automobilistici europei) e segue il processo di formazione della legislazione comunitaria di interesse per le imprese rappresentate in materia di trasporti, fiscalità, ambiente, mercato interno, tutela dei consumatori e concorrenza e vanta, soprattutto, una forte partecipazione nell’ambito della regolamentazione comunitaria di settore.

Foto-Massimo Artusi Federauto © Francesco Vignali Photography

Auto e problemi: è paralisi per le elettriche e le ibride plug-in

Appello al Governo: riformare in modo strutturale la fiscalità delle auto aziendali

di Andrea Cardinali, direttore generale di UNRAE

Considerata la paralisi che si è generata sul mercato delle auto BEV e PHEV, L’UNRAE ribadisce l’urgenza della pubblicazione del DPCM in Gazzetta Ufficiale che, inspiegabilmente a distanza di quasi quattro mesi dalla presentazione e sei mesi dal primo annuncio – e dopo ben tre passaggi alla Corte dei conti – ancora non vede la luce.

In tema di incentivi, l’UNRAE ritiene indispensabile per lo sviluppo della mobilità a zero emissioni che il tetto di prezzo per le auto 0-20 g/km venga eliminato o quantomeno equiparato a quello della fascia 21-60 g/km. Attualmente, infatti, sono esclusi dagli incentivi gran parte dei modelli disponibili sul mercato, tra i quali la maggioranza di quelli che possono usufruire di ricarica super-veloce, e sono penalizzate le aziende, che notoriamente tendono ad acquistare vetture di segmento superiore.

Inoltre, per favorire la transizione energetica, ribadiamo la necessità di intervenire sul regime fiscale delle auto aziendali in uso promiscuo, fermo agli anni ’90, che penalizza le imprese italiane nel confronto con le concorrenti europee. Auspichiamo che tale
revisione venga realizzata attraverso i decreti attuativi della Delega Fiscale, che scade tra un anno, al fine di rilanciare la competitività delle nostre aziende e valorizzare il contributo che le stesse, con il veloce ricambio delle loro flotte, possono fornire per accelerare il rinnovo del parco circolante.

L’auto in Europa: preoccupazioni per la transizione energetica

L'auto in Europa: aprile con una forte "scossa"

di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor

In aprile nel mercato dell’Europa Occidentale (UE+EFTA+UK) sono state immatricolate 1.080.913 autovetture con una crescita del 12% rispetto allo stesso mese del 2023. Questo incremento a due cifre è dovuto in larga misura al maggior numero dei giorni lavorati nella maggior parte dei paesi dell’area per effetto della Pasqua precoce che quest’anno è caduta, come è noto, alla fine di marzo. Il consuntivo complessivo dei primi quattro mesi dell’anno è molto meno positivo in quanto ha fatto registrare un tasso di crescita del 6,5% rispetto ai primi quattro mesi del 2023 ed è in calo del 18,5% rispetto al livello ante-crisi (gennaio-aprile 2019).

Non è quindi ancora superata la crisi del mercato dell’auto in Europa Occidentale iniziata con la pandemia e proseguita con la carenza di componenti per la produzione di autovetture, con il ritorno dell’inflazione e con gli effetti non previsti e non voluti, ma verificatisi, della transizione energetica, che ha determinato una carenza di offerta sul mercato, in particolare delle vetture più accessibili alla massa dei potenziali acquirenti italiani, aprendo di fatto la strada alla penetrazione dei prodotti cinesi, come cronache recenti hanno confermato.

D’altra parte, anche la transizione energetica ha incontrato difficoltà. In particolare, se si prende in considerazione la quota delle immatricolazioni di auto elettriche dell’intera Europa Occidentale nell’ultimo periodo, si scende dal 21,7% dell’agosto 2023 al 13,4% dell’aprile scorso, con una situazione particolarmente difficile in Italia dove la quota della auto elettriche, che aveva toccato il 5,1% in agosto 2023, è scesa al 2,4% nell’aprile scorso.

Le ragioni della frenata del mercato dell’auto elettrica vanno ricercate nelle vicende degli incentivi e nel fatto che, in particolare in alcuni mercati, come quello del Regno Unito, la domanda di auto elettriche pure (BEV) viene soprattutto dalle flotte, mentre latitano le richieste dei privati che sono fortemente ostacolate, non solo dai prezzi, ma anche dalle crescenti perplessità sulla flessibilità di impiego delle auto elettriche. E la conseguenza è che, nella stragrande maggioranza dei casi, le auto elettriche acquistate dai privati sono destinate ad aggiungersi ad auto già possedute.

Data questa situazione è del tutto evidente che uno dei compiti prioritari della nuova governance dell’Unione Europea, dopo le imminenti elezioni, sarà quello di mettere mano al dossier sulla transizione energetica nell’auto. E ciò anche in considerazione che alla transizione energetica viene imputata anche l’aprirsi di prospettive molto interessanti (ma per l’occupazione e l’economia europea preoccupanti) per la penetrazione massiccia nel mercato europeo di auto cinesi.