Tesla: la vera sfida di Musk è con i cinesi

di Gianmarco Roncarolo, Sales Director per l’Italia di Graniteshares

Tesla ha visto una flessione rilevante nei profitti e nei ricavi trimestrali, leggermente al di sotto anche di quanto si attendevano gli analisti, data la decrescente domanda globale di veicoli elettrici, e le recenti difficoltà della società a mantenere i margini ed i tassi di crescita passati. Nonostante ciò, il titolo, che da inizio anno aveva perso oltre il 40%, ha reagito positivamente, con un rimbalzo di oltre il 10% nel trading after-hours.

 

Incoraggianti sono state le dichiarazioni di Elon Musk in merito all’accelerazione del lancio della Model 2, nuovo modello più economico, e i risultati positivi delle linee di business non strettamente automobilistiche. Sarà importante per Tesla saper rispettare le promesse in merito ai sistemi di guida autonoma, ai robo-taxi e a nuovi modelli più economici, oltre che risolvere il problema politico-legale del compenso di Musk.

È chiaro come ormai la sfida con le cinesi, pensiamo a produttori come BYD o anche alla nuova Xiaomi SU7, si giochi non solo sul piano della guerra sui prezzi ma anche sul vantaggio tecnologico e innovativo, che non è più scontato sia del produttore statunitense.

Infine, con gli sviluppi nella produzione e nello stoccaggio del carburante, un’altra sfida futura che tutti i produttori di veicoli a batteria dovranno affrontare, e della quale forse parliamo ancora poco, è quella con le auto alimentate a idrogeno.

Ancora un Primo maggio triste: carenza di autisti, si cerca nei Paesi extra UE

Autotrasporto: solo ora le associazioni si accorgono della crisi

di Cinzia Franchini, presidente di Ruote Libere

Al di là della retorica sulla qualità, la sicurezza e la dignità del lavoro è un altro Primo maggio che suona come una beffa per gli autotrasportatori italiani. Di fronte alla famosa “carenza di autisti” assistiamo infatti a un nuovo tentativo di dequalificare la professione di autotrasportatore e tutto sotto la bandiera dell’Europa. Si spiega così lo studio “Bus and truck drivers from third countries” che la Commissione europea ha affidato all’Unione internazionale dei trasporti su strada. Uno studio che ha lo scopo di esaminare la situazione giuridica dei diversi Stati membri UE e di 20 Paesi fuori dall’Unione, per consentire ai conducenti di tali Paesi terzi di lavorare per aziende europee e, quindi, italiane.

 

Insomma, si spalancano ulteriormente le porte a manodopera a basso costo e allo svilimento di una categoria già fortemente penalizzata. Celebrare il Primo maggio significa riempire questa festa di contenuti e mettere da parte gli slogan vuoti. Se è vero che in Italia mancano autisti, allora è la volta buona di dare la possibilità ai giovani di affacciarsi a questa professione con un giusto stipendio e con condizioni di lavoro adeguate.

 

Invece, si cercano scorciatoie e si insegue solo la logica del prezzo più basso. La verità è che il ritornello della carenza di autisti nasconde l’intenzione di fare in modo che soggetti provenienti da Paesi extra UE vengano utilizzati a prezzi stracciati, falsando ulteriormente il mercato e costringendo le aziende che danno lavoro ad autisti qualificati a fare i conti con una concorrenza insormontabile. In questo modo non solo si penalizzano le aziende, ma si offre il fianco alle realtà criminali, a partire dai grandi gruppi mafiosi, che usano l’autotrasporto per fini lontani dalle logiche di mercato. Perché se mancano autisti la legge di mercato vorrebbe che i costi dei trasporti aumentino, invece così non è. Una retorica falsa che fa il paio con quella, ormai tristemente nota, dei costi minimi di sicurezza.

 

Le tabelle pubblicate periodicamente dal ministero dei Trasporti sono una presa in giro che nessuno rispetta, una foglia di fico dietro la quale si nascondono, ad esempio, aste periodiche per assegnare le spedizioni (i famosi Tender) che portano a realizzare viaggi a prezzi ridicoli. Nel silenzio imbarazzante dell’Albo e delle associazioni di rappresentanza che ne fanno parte.

Momodesign-Dainese: casco FGTR, l’evoluzione un’icona metropolitana

Momodesign-Dainese: casco FGTR, l'evoluzione un'icona metropolitana

Il nuovo casco FGTR, il demi jet urbano per eccellenza, ispirato ai caschi dei piloti di elicottero, evolve in tutte le sue forme. Completamente ridisegnato con un restyling che ne esalta gli elementi distintivi, colori e grafiche esclusive per un mix di stile e qualità, perfezionato nella sicurezza e nel comfort.

La cultura dell’innovazione, della sperimentazione e della sicurezza di Dainese incontrano il design iconico di Momodesign per un’inevitabile trasformazione della gamma, con l’obiettivo comune di diffondere il design e la qualità italiana nel mondo, supportando le sfide della mobilità urbana di oggi e di domani.

Momodesign e Dainese presentano FGTR EVO e FGTR CLASSIC, le nuove linee della gamma 2024, che si rinnovano raggiungendo la stringente certificazione E2206, grazie alla competenza del Gruppo nel mondo dei caschi, nei contesti di utilizzo più estremi e nella sicurezza.

L’expertise di Dainese nella cura dei dettagli, nella scelta dei materiali e nella qualità delle finiture rende FGTR ancora più unico. L’innovazione attraverso lo stile è l’anima di Momodesign. Progettare oggetti unici per celebrare l’eccezionale ed essere distintivi è il suo diktat. Reinventare nuovi standard per rispondere agli stili di vita contemporanei, distinguendosi dal caos urbano e comunicare alle nuove generazioni la sua mission.

Incentivi: il ritardo del via impatta sul rinnovo delle flotte

Noleggio veicoli: immatricolazioni in “crescita frenata”

di Alberto Viano, presidente di ANIASA

I dati relativi all’andamento delle immatricolazioni a noleggio del primo trimestre evidenziano una crescita rallentata del settore nonostante il +31% (il 35,2% riguarda auto elettriche e il 55,3% le plug-in. A frenare le immatricolazioni sta contribuendo decisamente l’effetto “annuncio incentivi” del Governo che sta provocando nelle aziende clienti un rinvio del rinnovo delle flotte, in attesa che i nuovi incentivi (finalmente al 100% anche per il noleggio) entrino in vigore.

Un ulteriore periodo di attesa rischia di azzerare le nuove immatricolazioni di veicoli a basse e zero emissioni anche nel mese di aprile. Occorre accelerare per evitare di interrompere la ripresa del mercato, come già il mese di marzo dimostra, e innescare un paradossale effetto di innalzamento dell’età media delle vetture in flotta.