ACI e Sara: intesa con DR sul modello “Vehicle as a Service”

Foto: Il polo industriale DR a Macchia d’Isernia (Molise)

Sara Assicurazioni e L’Automobile Club d’Italia fanno squadra con il gruppo automobilistico italiano DR Automobiles avviando una partnership strategica quinquennale nel settore della mobilità in Italia, tesa ad offrire soluzioni e servizi con un approccio integrato, per offrire le migliori condizioni d’uso per il Cliente.

 

La sottoscrizione della partnership, che sarà perfezionata entro l’anno, è finalizzata a una collaborazione che consentirà di riconoscere, su tutti i nuovi veicoli del gruppo DR Automobiles venduti tramite la rete dei concessionari di marca, un pacchetto esclusivo che unirà a una estesa copertura assicurativa fornita da Sara Assicurazioni il valore dell’associazionismo di ACI attraverso il riconoscimento della tessera del Club ad ogni nuovo intestatario e l’accensione di tutti i servizi a questa connessi, partendo da quello dell’assistenza stradale. DR diventerà poi protagonista degli eventi del motorsport di ACI e farà sistema con tutte le società appartenenti al Gruppo massimizzando visibilità e posizionamento d’immagine.

 

“Per ACI quella con DR Automobiles è una partnership strategica, che si rafforza e si amplia. Un’ulteriore occasione per lo sviluppo di progetti e sinergie che creano soluzioni su misura per gli automobilisti italiani, con lo spirito consueto di mettere a sistema ogni soggetto del settore automotive nel Paese, creando valore alla mobilità di tutti”, ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia

 

“Questa collaborazione si inserisce nella strategia di innovazione del nostro modello di offerta, integrando soluzioni assicurative sempre nuove e servizi a valore aggiunto che possano accompagnare i clienti nell’evoluzione delle proprie esigenze. La scelta di DR Automobiles è un tassello strategico di questo percorso, reso possibile dalla presenza di valori condivisi come l’italianità, l’attitudine al progresso e lo spirito imprenditoriale”, il commento di Alberto Tosti, direttore generale di Sara Assicurazioni

 

“Da sempre ACI e Sara Assicurazioni sono al fianco degli automobilisti italiani. Per noi, che teniamo molto al valore dell’italianità, questa partnership, di cui siamo molto orgogliosi, è l’evoluzione naturale di un percorso di crescita. Il nostro obiettivo è quello di ampliare sempre di più l’offerta commerciale non solo da punto di vista del prodotto, ma anche dei servizi legati alla mobilità. In tale ottica la collaborazione con ACI-Sara ci consentirà di offrire al cliente finale un innovativo servizio integrato legato all’acquisto della propria automobile”, ha affermato Massimo Di Risio, Presidente di DR Automobiles Groupe.

 

 

L’autocritica di De Meo (ACEA): “A Bruxelles gruppo di estremisti dell’elettrico”

di Carlo Fidanza, europarlamentare

 

“A Bruxelles c’è un gruppo di estremisti dell’elettrico che non si rende conto – o non vuole farlo – di quanto il futuro sia complesso”. Sono sacrosante le parole del presidente di ACEA e ad di Renault, Luca De Meo. È proprio così: le politiche ambientali dell’UE sono fino ad oggi state orientate e gestite da “estremisti dell’elettrico” dal commissario Frans Timmermans, che hanno impostato tutti i provvedimenti di questa legislatura europea su questa unica tecnologia.

 

Il tutto violando costantemente il principio di neutralità tecnologica e consegnandoci mani e piedi alla Cina. Lo hanno potuto fare anche perché tra le grandi Case costruttrici di auto è prevalsa la scelta di assecondare il mainstream, per compiacenza o per esigenza di alcuni di ripulirsi da vecchi scandali.

L’autocritica del presidente De Meo è onesta e salutare e ci auguriamo possa essere d’aiuto per riportare razionalità, gradualità e – appunto – neutralità tecnologica nel processo di decarbonizzazione dei trasporti. Sul piano politico, la nostra delegazione europea così come il nostro Governo si battono da tempo con coraggio su questi temi e continueranno a farlo, a difesa di cittadini, imprese e lavoratori.

 

Ma ecco le affermazioni di De Meo: “Non bisogna limitarsi alla foto del futuro, ma guardare il video: solo così si capisce il percorso che le nuove tecnologie dovranno compiere nei prossimi anni. E ACEA ha mancato di coraggio nel comunicare le alternative all’elettrico e nello spiegare come gli efuel, ad esempio, potrebbero da subito essere disponibili”.

 

“La Cina fa la parte del leone sul mercato mondiale delle auto elettriche perché terre rare, cobalto e altri elementi necessari per la costruzione delle batterie sono nelle mani di Pechino. Anche i costi di produzione dell’energia sono diversi perché: in Europa gli standard devono essere ecocompatibili, mentre in Cina si utilizza ancora il carbone, non ci sono limiti di inquinamento e il costo del lavoro inferiore. È come giocare a calcio in 11 contro 15″.

Mercato Italia: urge correggere le “storture” allo schema incentivi

Transizione energetica: accelerare con misure concrete

di Michele Crisci, presidente di UNRAE

 

Apprezziamo l’attivo interesse che il ministro Adolfo Urso sta dimostrando nei confronti del settore automotive, per questo ci rivolgiamo a lui affinché intervenga perché si possano recuperare i ritardi accumulati sul fronte della transizione energetica e accelerare il processo di decarbonizzazione.


È urgente una rapida convocazione dell’atteso Tavolo Automotive, che garantisca un confronto autentico, e non a posteriori, con tutti gli attori della filiera, non ultima l’UNRAE che rappresenta i 2/3 del mercato domestico e assorbe una quota estremamente considerevole della componentistica italiana.

Si sollecita poi una profonda attenzione alle dinamiche della domanda in relazione alla transizione energetica. E quindi, visto il calo della stessa per la perdurante incertezza sugli incentivi, interventi per correggere le “storture” introdotte nelloschema 2022-24 per gli incentivi all’acquisto di vetture a basse emissioni, con innalzamento dei
tetti di prezzo e inclusione di tutte le persone giuridiche con bonus a importo pieno.

Foto ANGELO CARCONI (NPK)

Due ruote: è sempre vento in poppa

Paolo Magri, presidente di ANCMA

di Paolo Magri, presidente di Confindustria ANCMA

Non conosce battute d’arresto il mercato dei motocicli in Italia. Dopo un primo semestre 2023, che aveva chiuso con +16,8% sul 2022, anche il mese di luglio incassa un altro incremento positivo: +16,9% nell’andamento delle messe in strada di moto, scooter e ciclomotori rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.

 

Malgrado la flessione che interessa i ciclomotori e il mercato elettrico, si conferma quindi il desiderio di due ruote degli italiani. Il mercato ha praticamente già raggiunto, nel suo complesso, i volumi di vendita registrati nel corso dei primi 10 mesi dell’anno scorso. È questo un segnale molto incoraggiante, che avvalora il ruolo centrale dei prodotti della nostra industria nella mobilità e nello svago e che alimenta le aspettative su EICMA, l’evento espositivo più importante del settore che si svolgerà a Milano il prossimo novembre, quale occasione unica al mondo per incanalare tutto questo interesse verso le due ruote e per offrire visibilità internazionale alle nostre imprese.

Transizione green: automotive tra presente e futuro

di Claudio Cangialosi, Ceo di SicurAUTO.it

Ho avuto il piacere di intervistare Roberto Vavassori, nuovo presidente di ANFIA. Abbiamo parlato del presente e del futuro dell’industria automobilistica a livello italiano e globale, e del 𝐝𝐞𝐥𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐞𝐪𝐮𝐢𝐥𝐢𝐛𝐫𝐢𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐧𝐞𝐫𝐬𝐡𝐢𝐩 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢 𝐩𝐚𝐞𝐬𝐢 𝐞𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐢. L’intervista ha anche approfondito 𝐢 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐯𝐯𝐞𝐧𝐮𝐭𝐢 𝐧𝐞𝐥 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢, come la progressiva riduzione delle emissioni delle auto e il cambiamento nel mix di alimentazioni, adottando tecnologie più sostenibili.

Il Dieselgate e l’importanza di agire responsabilmente nell’industria automobilistica per preservare la fiducia dei consumatori, è uno degli altri punti di attenzione che Vavassori ha voluto fortemente stressare ricordando il forte discredito che ha gettato sul mondo auto.

Tanto altro ancora è emerso nel corso della nostra chiacchierata, arrivando alla conclusione che 𝐜’𝐞̀ 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐝𝐚 𝐟𝐚𝐫𝐞 nel complesso panorama automotive europeo, soprattutto ora che la Commissione Europea ha perso uno dei suoi esponenti di maggior spicco. Frans Timmermans, infatti, vicepresidente dell’organo esecutivo della UE e responsabile del GreenDeal, ha deciso di lasciare tutte le sue cariche europee per candidarsi alle elezioni che si terranno in Olanda il prossimo autunno.

CLEPA: eletta la nuova dirigenza

Foto: Il nuovo presidente Matthias Zink

L’Assemblea Generale, CLEPA, l’associazione europea dei fornitori automobilistici, ha approvato la sua composizione dei membri, i conti annuali e il suo nuovo statuto. I membri di CLEPA hanno eletto Matthias Zink, Ceo Automotive Technologies di Schaeffler, presidente entrante. Zink assumerà il ruolo nel gennaio 2024, succedendo a Thorsten Muschal, vicepresidente esecutivo delle vendite di FORVIA , che ha guidato con successo l’associazione negli ultimi quattro anni.

Esprimendo il suo entusiasmo per il nuovo ruolo, Zink afferma: “In qualità di gruppo che rappresenta gli interessi dell’industria europea dei fornitori automobilistici, CLEPA ha un ruolo significativo da svolgere nel processo di formazione di una mobilità automobilistica più moderna e sostenibile. Il compito della CLEPA è garantire che gli interessi di tutte le parti interessate siano presi in considerazione durante questo processo. Sono lieto di poter supportare e contribuire a plasmare questa importante funzione in una posizione chiave insieme ad altri colleghi del settore dall’inizio del prossimo anno. Come europeo e come uomo d’affari, sono convinto che l’importanza di CLEPA aumenterà in modo significativo nei prossimi anni, anche per garantire che gli interessi europei siano ascoltati a livello internazionale”.

L’Assemblea generale della CLEPA è stata un importante forum di cooperazione, consentendo ai membri dell’associazione di affrontare collettivamente le sfide del settore e promuovere un approccio armonizzato alla trasformazione della mobilità in Europa. CLEPA rappresenta oltre 3.000 aziende, dalle multinazionali alle PMI, fornendo componenti all’avanguardia e tecnologia innovativa per una mobilità sicura, intelligente e sostenibile, investendo oltre 30 miliardi di euro all’anno nella ricerca e sviluppo. I fornitori di automobili impiegano direttamente 1,7 milioni di persone nell’UE.

Mercato Italia: un mese di luglio da dimenticare

di Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia

 

Il peggior luglio della storia del mercato italiano a partire dal 1980, se si esclude quello del 2013, ancora tanti “vecchi” clienti in attesa della loro auto, molti di loro davvero sfortunati causa grandine che ha danneggiato migliaia di vetture nei piazzali, e con tante altre “km 0” che non ci si spiega perché vengano targate, come se il prodotto che viene ordinato non è quello che le Case vogliono mettere su strada.

 

Un mercato reale (che è quello che fanno i clienti) sempre più scollato dai piani dei produttori, elettrico che ancora non arriva al 4% ed emissioni medie che non si schiodano dai 121 g/km (con luglio a 122…), nonostante i proclami. Ma perché andare incontro ai consumatori quando mai si era guadagnato così tanto con così pochi volumi?

 

Mercato Italia: per i privati erosione del potere d’acquisto

Effetto annunci: ci risiamo

di Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto

 

Il mese di luglio ha chiuso con una crescita rallentata come accaduto a giugno, segno che la raccolta  ordini sta via via decrementando, in parte perché siamo nel periodo estivo, in parte perché l’anticipazione da parte del Governo di una rimodulazione dell’Ecobonus crea il cosiddetto effetto attesa che incide sensibilmente sulla propensione degli acquisti correnti, e in parte perché gli acquirenti privati continuano a vedere pesantemente eroso il loro potere d’acquisto a causa dell’inflazione che si posiziona su livelli ancora piuttosto elevati. Di fatto, le  decisioni di acquisto di beni durevoli, maggiormente impegnative da un punto di vista economico, vengono  rinviate a periodi in cui le condizioni saranno ritenute più favorevoli.

Il mercato è stretto dalla rincorsa verso la transizione ecologica e lo sviluppo efficiente dell’infrastrutturazione  per la ricarica dei veicoli elettrici che, soprattutto in ambito privato, tarda a giovarsi dei provvedimenti in vigore  da molto tempo (DPCM 4 agosto 2022 e DL 14 agosto 2020), oltre che da una raccolta  ordini in declino che fatica a trovare nuovi stimoli.

Inoltre, la totale assenza di misure sull’auto aziendale nel DDL che delega il Governo a riformare il sistema fiscale, al contrario di quanto inserito nelle prime bozze del provvedimento, ci lascia fortemente preoccupati. Ancora una  volta non si è compreso come operando una revisione strutturale del regime fiscale degli autoveicoli, in armonia  con quanto accade negli altri Paesi UE, si possa agevolare una transizione verso una neutralità climatica realmente  sostenibile per tutti gli attori della filiera e velocizzare lo svecchiamento del parco circolante. È stata persa dunque  un’altra grande occasione per rivedere i criteri e le aliquote utilizzate da imprese e professionisti per la gestione  delle flotte auto aziendali, nell’ambito del più ampio progetto di rivisitazione dell’impostazione tributaria in  Italia.

Nel frattempo, auspichiamo un rapido intervento normativo per procrastinare i termini di completamento delle prenotazioni Ecobonus, da 180 a 270 giorni (come già chiesto al Ministero competente). Infatti, a causa di un  peggioramento nella logistica delle merci – in atto già da molti mesi – che sta mettendo in ginocchio la regolare consegna dei veicoli, oltre a una crisi dei chip non ancora del tutto risolta, in mancanza dell’allungamento dei  termini di validità delle prenotazioni, verranno penalizzati gli sforzi di coloro che si sono impegnati ad acquistare veicoli a basse e zero emissioni.

 

I nodi della transizione: polizze e auto elettriche

di Luca Talotta

Con l’avvento delle auto elettriche, è legittimo interrogarsi sulla possibile evoluzione delle polizze auto. In un’ottica innovativa, le compagnie assicurative potrebbero concentrarsi maggiormente sul comportamento degli automobilisti invece che sul veicolo stesso. I contratti si focalizzerebbero, quindi,sulla guida responsabile, la frequenza dei chilometri percorsi e la mobilità multimodale. L’IIA-Italian Insurtech Association ed EY hanno condotto uno studio dal titolo “Move to the future: e-mobility on its way”, in collaborazione con FairConnect e Ima Italia Assistance, al fine di sondare l’opinione degli assicuratori italiani e di altri attori del settore della mobilità elettrica.

Cambiamenti in vista?

I risultati hanno dimostrato che ben il 71% delle compagnie assicurative su 100 già propone polizze specifiche per le auto elettriche, mentre altre 23 su 100 stanno valutando di introdurle a breve. Per quanto riguarda il tipo di polizze, il 41% degli intervistati prevede una modalità “pay-for-use”, ovvero una tariffazione in base all’effettivo utilizzo del veicolo. Inoltre, è probabile che vengano introdotte coperture dedicate ad alcune componenti fondamentali e costose delle auto elettriche, nonché ai rischi associati all’utilizzo delle tecnologie digitali emergenti. Ad esempio, tali polizze potrebbero coprire malfunzionamenti dei sistemi di guida automatici o potenziali attacchi di pirateria informatica.

Aumenterà il costo dell’assicurazione?

Si pone quindi spontanea la domanda se l’assicurazione delle auto subirà un aumento dei costi a causa di queste nuove dinamiche. Secondo il 59% degli intervistati, i costi aumenteranno, mentre il restante prevede una stabilità dei prezzi. Pertanto, sarà interessante monitorare l’evoluzione del mercato assicurativo in questo senso. Nel frattempo, alcune compagnie sono già iniziate a proporre soluzioni assicurative più convenienti per i possessori di veicoli elettrici, dimostrando una maggiore attenzione nei confronti di questa categoria di persone. Queste novità testimoniano il carattere dinamico e in continua evoluzione del settore assicurativo e rappresentano un importante passo verso un futuro della mobilità più sostenibile e digitalizzato.

Clima: più flessibilità, non esistono singole soluzioni

di Roberto Cingolani, ex ministro della Transizione ecologica

Il tema del cambiamento climatico e del riscaldamento globale è stato sottovalutato per anni. Ora siamo in ritardo. E’ una corsa dell’ultimo minuto, stiamo faticando. Con la guerra in Ucraina sono cambiate le priorità. Effettivamente l’Italia è stata in grado di sostituire la maggior parte del gas fornito dai russi in meno di 6 mesi senza interrompere la decarbonizzazione del 55% prevista dall’accordo di Parigi entro il 2030. Ma questo non è stato il caso per la maggior parte dei grandi Paesi. E ovviamente stiamo faticando a mantenere il ritmo della decarbonizzazione.

Secondo me l’unico modo per perseguire una riduzione delle emissioni è l’energia nucleare, che è stata abbandonata in molti Paesi, e questo è stato un errore. E, naturalmente, dobbiamo incentivare l’energia rinnovabile ovunque sia possibile. Servirebbe più flessibilità.

Credo che uno dei grandi errori attuali sia quello di cercare una singola soluzione, ad esempio far guidare a tutti un’auto elettrica o far installare fotovoltaico o energia eolica a tutti. Invece, credo che dovremmo ripartire da un approccio tecnologicamente neutrale molto serio. Ci sono molte altre cose che possono essere fatte utilizzando biocarburanti, carburanti sintetici, energia nucleare.

Non dovremmo restare vincolati a una singola soluzione. Non esiste una soluzione miracolosa per il cambiamento climatico. Non c’è¨ una singola soluzione che possiamo adottare per migliorare la situazione. Quindi dobbiamo essere più flessibili, più aperti.