ASI Solidale: la Befana porta un carico di generosità

 

Ormai è una bella tradizione: la Befana dell’ASI apre nel migliore dei modi il nuovo anno del motorismo storico con un pieno di passione solidale. Il 6 gennaio, infatti, il mondo degli appassionati di veicoli storici si accende grazie all’appuntamento promosso da ASI Solidale con la partecipazione dei Club federati ASI di tutta Italia. In occasione della festa dell’Epifania verranno distribuiti alle persone e alle famiglie in difficoltà i generi alimentari e i doni raccolti nelle scorse settimane dai Club grazie alla generosità dei tesserati ASI.

In un momento di continua emergenza, in cui le problematiche di tipo economico stanno coinvolgendo una fascia sempre più ampia della popolazione, il mondo degli appassionati ha potuto dare ancora una volta un sostegno tangibile a chi ne ha più bisogno.

Per il terzo anno consecutivo ASI Solidale – il settore che coordina le attività sociali dell’Automotoclub Storico Italiano – ha sensibilizzato il mondo del motorismo storico affinché la “Befana dell’ASI” fosse più generosa che mai. La mattina del 6 gennaio, dalle 10.30 alle 12.30, una diretta streaming sui canali social dell’ASI trasmetterà i collegamenti con i Club di tutta Italia che distribuiranno le donazioni presso le strutture e gli enti di assistenza individuati sui rispettivi territori.

Tra le collaborazioni instaurate da ASI Solidale a livello nazionale per questa speciale Befana 2023, si segnala quella con l’Associazione Teniamoci per mano Onlus, che dal 2010 si prende cura dei bambini, delle famiglie e degli anziani sofferenti con gli effetti benefici della clownterapia: la fantasia, le risate e le emozioni positive sono capaci di migliorare la salute e di aiutare ad affrontare il futuro con ottimismo.

Stop ai motori endotermici: ok la volontà del premier di rivedere il tutto

Effetto annunci: ci risiamo

di Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto

 

E’ tempo di valutazioni e possiamo tirare le somme dell’anno appena terminato: il 2022 non è stato certamente  un anno buono per la transizione verso l’elettrico. La quota di mercato di questa alimentazione, che sarebbe  dovuta crescere con la spinta degli incentivi statali, ha invece consuntivato una flessione rispetto al 2021,  arretrando dal 4,6% al 3,7% e facendo registrare il peggior andamento tra i più grandi mercati in Europa. I volumi  di immatricolato dell’anno sono stati i più bassi degli ultimi 40 anni, anche peggio dell’anno 2020 in cui eravamo  nel pieno della pandemia e le reti di vendita subirono la chiusura forzata dell’attività per oltre due mesi.

Di questo passo il rinnovo del parco circolante italiano continua a essere molto lento e le previsioni per l’anno appena  iniziato, in un contesto economico di forte inflazione, restano ancorate alla prudenza. Inoltre, soprattutto in vista  del divieto europeo di vendita dei veicoli endotermici a partire dal 2035, rimangono molto forti i dubbi circa  l’opportunità di puntare sul 100% elettrico e sul tema abbiamo accolto con favore le recenti dichiarazioni del  presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, per poter rivedere tale impostazione che appare troppo stringente nei tempi  ai fini di una transizione ecologica ragionevolmente sostenibile, oltre che dal punto di vista ambientale, anche  economico e sociale.

Nel 2022, purtroppo, la politica dei contributi alla rottamazione e all’acquisto di veicoli green decisa ad aprile  scorso e modificata nel pieno dell’estate, non si è rilevata efficace considerando che alla fine dell’anno risultano avanzi di risorse superiori a 270 milioni di euro sulle fasce 0-20 e 21-60 g/km di CO2 e oltre 8,5 milioni per i veicoli  commerciali N1 e N2, a riprova che qualcosa non ha funzionato nell’impostazione normativa per l’erogazione e  rispetto alle effettive necessità del mercato.

L’auspicio è che tali consistenti disavanzi di risorse possano, non solo, essere canalizzati  velocemente sul nuovo anno, ma soprattutto che, intervenendo sul DPCM 6 aprile 2022, così come novellato dal  DPCM 4 agosto 2022, si rivedano alcuni aspetti normativi che, allo stato attuale, ostacolano la completa fruizione  degli incentivi per gli acquisti di veicoli a bassissimo impatto ambientale.

Per ottimizzare l’impiego dei fondi, Federauto ha fatto una serie di proposte, inclusive anche dell’estensione degli incentivi di fascia 0-20 e 21-60  g/km di CO2 a tutte le persone giuridiche e dell’ampliamento dei contributi destinati ai veicoli commerciali ad altre alimentazioni, oltre che ai soli veicoli elettrici. Ovviamente, la riforma fiscale del settore resta al centro dell’agenda della Federazione, così come lo sviluppo capillare di impianti di ricarica elettrica anche a elevata  potenza, su rete stradale e autostradale, sulla quale resta ancora molto da fare.

Il rinascimento di Lancia: verso l’atteso “D-Day”

di Pierluigi Bonora

 

È partita dalla Reggia di Venaria, a Torino, tra storia e modernità, la “nuova era” di Lancia, marchio storico del gruppo Stellantis: nel 2024 arriverà la nuova Ypsilon, l’unico modello che, oltre alla versione elettrica, avrà quella ibrida; quindi, nel 2026 toccherà alla nuova ammiraglia e nel 2028 alla riedizione della Delta. Presentati, nell’occasione, anche il nuovo logo della marca e Lancia Pu+Ra Zero, una scultura, un manifesto tridimensionale che ispira le vetture che arriveranno tra il 2024 e il 2028. Un’opera d’arte in cui passato e futuro sono in continuo contatto, dove l’eleganza si bilancia con lo spirito radicale delle forme.

Lancia punterà, oltre all’Italia, su cinque mercati europei – Germania, Francia, Spagna, Olanda e Belgio – e avrà un nuovo modello distributivo con una selezione di partner in Italia e 100 showroom in 60 maggiori città europee. Grande spazio sarà dato alle vendite online. “Tutti i premium brand, Lancia, Alfa Romeo e DS, oltre a quello luxury, Maserati, avranno al centro la qualità e dovranno contribuire all’aumento della profittabilità di Stellantis”, ha spiegato Luca Napolitano, ad di Lancia in Stellantis, che abbiamo intervistato insieme a Jean-Pierre Ploué, capo del design di Stellantis, il quale ha voluto occuparsi personalmente dello stile delle future Lancia.

 

Nuova Peugeot 408, l’auto diventa forma d’arte

In mostra al Louvre-Lens in una sfera trasparente, design accattivante, tre motorizzazioni, una a benzina e due ibride plug-in. In arrivo la versione elettrica nei prossimi mesi. Prezzi da 33.800 euro

 

di Amleto Gatti 

Fin dalla presentazione, sospesa in una enorme sfera trasparente al Louvre-Lens di Parigi, è stato evidente che la nuova Peugeot 408 non è soltanto un’auto, ma una creazione dell’ingegno umano. “Un’auto così non si era mai vista”, è lo slogan. E deve con ogni probabilità essere così se l’accoglienza sul mercato italiano è stata tanto calorosa: in pochi giorni è andata esaurita la versione a tiratura limitata “First edition”, caratterizzata da una ricca dotazione di serie e motore plug-in hybrid da 225 cv.

Profilo fastback, dimensioni generose, ruote alte, tetto spiovente: con Peugeot 408, la Casa del Leone di Stellantis ridisegna il concetto di auto, riunendo in un’unica vettura il meglio del design ai desideri degli automobilisti, ma rimanendo fedele al nuovo corso stilistico del marchio: linee affilate, paraurti posteriore dal taglio rovesciato, calandra in tinta che sfuma sul paraurti e l’ormai distintivo “artiglio” di luce che graffia l’anteriore.

Con una lunghezza di 4,69 metri e un passo di 2,79, la nuova Peugeot 408 si piazza saldamente nella parte alta del segmento C. I volumi interni sono ampi, e sul divano posteriore lo spazio per le ginocchia arriva a ben 188 mm. Anche il bagagliaio è di dimensioni generose, con un volume di 536 litri che, con gli schienali dei sedili posteriori abbattuti, può raggiungere 1.611 litri. L’altezza è invece di 1,48 m, che conferiscono una silhouette slanciata a tutto vantaggio di eleganza, sportività e aerodinamica.

L’abitacolo, unico nel suo genere, è confortevole e curato nel dettaglio e prende personalità grazie all’ultima generazione dell’i-Cockpit inventato da PEUGEOT: la postazione di guida con strumentazione visibile al di sopra della corona del volante, piccolo e appiattivo nella parte superiore e inferiore, rappresenta l’ultima evoluzione di quel concetto ideato 10 anni fa e che rende uniche le PEUGEOT nel panorama automobilistico. Grande cura per la qualità dello spazio interno e alla connettività. Grazie ad una ricca dotazione di ADAS (sistemi di assistenza attiva della guida) Nuova 408 offre agli occupanti il massimo standard oggi presente nel suo segmento ed anche più. Infatti, Nuova 408 è l’unica della sua categoria a poter disporre dell’avanzato sistema di visione notturna Night Vision.

La gamma di motorizzazioni di Peugeot 408 comprende due versioni ibride plug-in da 180 e 225 cv e una versione PureTech a benzina da 130 cv. Tutte e tre vengono abbinate di serie al cambio automatico EAT8 a 8 rapporti. Previsto anche l’arrivo fra qualche mese della versione 100% elettrica.

Per l’Italia, Peugeot ha elaborato tre allestimenti. Allure: versione dotata di climatizzatore automatico bi-zona, fari a LED, cerchi in lega da 17 pollici, Visiopark 180°, i-Cockpit con strumentazione digitale da 10″, sistema di navigazione connesso e i Peugeot i-Toggles. L’Allure pack aggiunge cerchi in lega da 19 pollici, il keyless access & start e il pack drive assist con rear traffic detection. Infine, l’allestimento di vertice GT annovera anche la presenza di serie di proiettori anteriori full LED con tecnologia Matrix, i-Cockpit 3D, interni Alcantara ed altro ancora.

La combinazione tra linee aerodinamiche, powertrain moderni e massa contenuta (a partire da 1.396 kg) portano la nuova vettura della Casa del Leone ai vertici della categoria per quanto riguarda l’efficienza, testimoniato dai consumi e le emissioni estremamente ridotte.

Il debutto sul mercato italiano è previsto per il prossimo febbraio con prezzi a partire da 33.800 euro per la motorizzazione benzina e da 41.600 euro per la gamma plug-in hybrid.

Firenze: dal CAMET una Befana “storica” del Vigile

 

La “Befana del Vigile Urbano del CAMET” è un evento ormai entrato nella tradizione fiorentina. Nel 2023 viene festeggiato, infatti, il 26° anniversario di questa manifestazione che si è potuta ripetere ogni anno  grazie alla collaborazione della Polizia municipale, le istituzioni fiorentine e la presidenza della Regione.  La manifestazione inizierà alla 9 con il raduno delle auto d’epoca nel piazzale delle Cascine La carovana di auto partirà alle 10, sfilando in parata nelle vie del centro e raggiungere piazza  Santa Maria Novella verso le 11.30. Lungo il percorso saranno presenti i Vigili urbani con la divisa storica.

In piazza Santa Maria Novella, la Befana assieme al presidente del Regione, Eugenio Giani, e all’assessore alla Urbanistica e coordinamento progetti Recovery Plan, Cecilia del Re, distribuiranno doni ai bambini presenti e consegneranno alla polizia municipale dei pacchi alimentari che verranno poi distribuiti alle famiglie meno fortunate. Le auto d’epoca resteranno esposte in Piazza Santa Maria Novella fino alle 13.30. L’ingresso è libero.

 

 

Il CAMET – Club Auto e Moto d’Epoca Fiorentino – fondato nel 1968, è una delle più antiche associazioni  italiane di appassionati di antichi motori ed è stato uno dei primi club a federarsi all’A.S.I. (Automotoclub  Storico Italiano) dove molti suoi soci hanno ricoperto, negli anni, importanti cariche. Il CAMET è accreditato nel terzo settore come APS (Associazione di Promozione Sociale). I soci del CAMET conservano e si prendono cura, secondo una stima sicuramente per difetto, di circa 3.000 veicoli storici (non solo auto e moto, ma anche veicoli utilitari e militari) assicurando ai posteri un patrimonio storico e  culturale tra i più prestigiosi.

Innumerevoli, poi, le manifestazioni annuali: dai raduni per i soci, con il campionato  sociale, agli eventi di rilevanza nazionale ed internazionale quali, oltre alla “Befana del Vigile Urbano”, “All’ombra del Ponte Vecchio”, La “Coppa Toscana”, 26° edizione, “Alla Corte dei Medici”, concorso  d’eleganza internazionale, “Firenze sotto le Stelle”, e mostre tematiche nei palazzi storici Fiorentini.  

Nel 1933 i Vigili urbani ricevono per la prima volta nel giorno dell’Epifania la “Befana del Vigile Urbano”. Infatti, il giorno dell’Epifania era tradizione per gli automobilisti portare doni (generalmente erano dolci, bottiglie e fiaschi di vino o di olio che poi finivano alla mensa dei poveri) ai Vigili che, posizionati su delle pedane al centro degli incroci, dirigevano il traffico con ampi gesti evidenziati dai caratteristici “maniconi bianchi“. La  tradizione scomparirà gradualmente negli anni ’60, con la diffusione dei semafori che subentrarono ai vigili nella gestione del traffico, per poi tornare dal 1996 grazie alla collaborazione con il CAMET. 

Solo a partire dal 1978 la selezione al corpo dei Vigili urbani (poi divenuta Polizia municipale) è aperta anche alle donne. Attualmente il numero delle agenti donna ha superato quello del  personale maschile. 

Legge di Bilancio: nulla di nuovo sull’auto, eppure il momento è delicato

di Michele Crisci, presidente di UNRAE

 

Davanti a questo quadro tutt’altro che esaltante del mercato italiano dell’auto, dispiace che in un momento così importante e di profondo cambiamento del mondo automotive, nella Legge di Bilancio appena approvata non sia previsto nulla di nuovo per un comparto che deve affrontare rapidamente una profonda riconversione industriale e commerciale della filiera per sostenere la transizione verso una mobilità sostenibile.

Seppur apprezzabile, quanto fatto finora non è sufficiente, i dati lo dimostrano chiaramente, e ci auguriamo che possano presto essere previste misure migliorative per raggiungere tale scopo. Chiediamo al Governo una chiara indicazione per l’accoglimento delle nuove tecnologie e, intanto, il mantenimento e potenziamento degli incentivi all’acquisto per il rinnovo del parco circolante almeno fino al 2026 per privati e aziende, prevedendo l’eliminazione o quanto meno l’innalzamento delle soglie di prezzo.

Altrettanto urgenti sono l’elaborazione di una politica infrastrutturale per ricarica elettrica e rifornimento di idrogeno, e la revisione strutturale della fiscalità del settore, modulando detraibilità IVA e deducibilità dei costi in base alle emissioni di CO2 per le auto aziendali.

Il 30/1 ad Abano Terme faccia a faccia con il ministro dell’Ambiente

 

 

Prendo lo spunto delle ultime dichiarazioni sul tema automotive del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, per invitare gli amici che mi seguono su il Giornale”, su #FORUMAutoMotive e tutti coloro che sono interessati alla transizione del settore verso una mobilità più sostenibile, anche dai punti vista economico e sociale, a partecipare alla “Festa dei lettori del Giornale”, in programma all’hotel Mioni Pezzato di Abano Terme, dal 30 gennaio al 5 febbraio prossimi. Proprio il 30 gennaio, infatti, avrò il piacere, insieme al collega Marcello Zacché, caporedattore Economia, di intervistare il ministro Pichetto ampliando il dibattito anche alla platea dei presenti. A fare gli onori di casa sarà il direttore Augusto Minzolini. Numerosi gli ospiti-relatori attesi, tra i quali il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che è stato per anni capo della redazione romana del quotidiano.
Per maggiori informazioni e prenotazioni si può chiamare il numero 0498668377 oppure scrivere a info@hotelmionipezzato.it.

 

Solo auto elettriche dal 2035? Pichetto è per la neutralità tecnologica

 

Anche il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, interviene sul tema della mobilità futura e della volontà dell’UE, ora come ora, di far produrre e vendere solo auto elettriche dal 2035. In scia alle dichiarazioni del premier Giorgia Meloni, che sull’argomento ha detto di voler dare battaglia a difesa dell’industria automotive, Pichetto ha pure affermato come debba prevalere “una certa flessibilità” nel processo di elettrificazione del settore auto che va accompagnato nella sua trasformazione.

 

L’intervento del ministro, che all’epoca del governo a guida Mario Draghi, nella sua funzione di viceministro dello Sviluppo economico, è stato “l’uomo automotive” dell’allora capo del MISE, Giancarlo Giorgetti, parlando a Radio 1 si è detto convinto che “ci sarà il superamento degli attuali motori di origine fossile”, anche se nel breve termine siamo convinti che serva un po’ di flessibilità, da un lato normativa, mentre dall’altro occorre accompagnare il settore sul fronte della produzione.” 

 

L’Italia – ha quindi puntualizzato riferendosi alla neutralità tecnologica – con le sue imprese è in grado di offrire anche possibilità di carburanti alternativi, si tratta di seguire la scelta e accompagnare il cambiamento”. Per poi ricordare che “sull’automotive nel Paese sono impiegate 100mila persone direttamente e oltre un milione con tutto l’indotto. Da qui l’esigenza di accompagnare un cambiamento di pelle. E il tutto deve andare al passo con il cambiamento che stiamo vivendo, adeguando anche la data, fermo restando l’obiettivo di abbattimento delle emissioni e di completa neutralità al 2050”.

 

Un discorso, quello di Pichetto, basato sulla realtà dei fatti. Del resto, la piattaforma digitale per la misurazione – vera – delle emissioni di un veicolo messa a punto da UNEM e che svela molte falle nel processo decisionale compiuto dalla Commissione UE, ha messo più di una pulce nell’orecchio in vista della revisione decisiva dei piani “green” europei, legati alla mobilità, prevista entro il 2026.

Sensify di Brembo: riceve in Cina con il “Gold Award”

 

Sensify, il pionieristico sistema frenante intelligente di Brembo, ha ottenuto il Gold Award nella categoria “chassis forward-looking”, per la sua straordinaria potenza, in occasione della settima edizione dei Lingxuan Awards, tenutosi lo scorso 24 dicembre in Cina. I Lingxuan Awards (China Automotive Parts Industry Award) hanno l’obiettivo di scoprire e incoraggiare gli attori emergenti nel settore dei componenti auto e le aziende più importanti a offrire ai produttori di auto un panorama della catena di fornitura focalizzato sulla tecnologia. La giuria dei Lingxuan Awards è composta principalmente da responsabili degli acquisti e della ricerca e sviluppo dei costruttori auto. Sensify di Brembo si è distinto tra le 161 candidature presentate da ben 129 aziende.

 


Sensikysi è evoluto in modo naturale grazie alla tradizione e al know-how di Brembo. Combina l’attuale portafoglio prodotti Brembo – pinze, dischi e materiali di attrito – con la tecnologia digitale e l’intelligenza artificiale. Una piattaforma flessibile ed evolutiva, che include software, algoritmi predittivi e gestione dei dati, per controllare il sistema frenante in modo digitale e personalizzare la risposta dei freni per migliorare il piacere di guida.


“Siamo orgogliosi e onorati di questo prestigioso premio: il Gold Award assegnato a Semsify rappresenta il riconoscimento da parte dell’industria automobilistica cinese dell’impegno di Brembo nel fornire soluzioni all’avanguardia, innovative, intelligenti e sostenibili”, ha dichiarato Daniele Schillaci, amministratore delegato di Brembo. “In futuro, Brembo accelererà su Sensify in Cina, per favorire lo sviluppo dell’elettrificazione e della digitalizzazione dell’industria automobilistica cinese”.


Sensify combina la progettazione dei migliori componenti frenanti con l’integrazione di un cervello digitale e di sensori che controllano ogni ruota in modo indipendente. Il risultato è un’auto eccezionale per maneggevolezza, prestazioni e sicurezza: un’esperienza di guida unica in termini di piacere di guida e sicurezza totale. Inoltre, Sissify è in linea con i megatrend del settore automotive: elettrificazione, connettività e digitalizzazione, e si inserisce perfettamente nelle indicazioni della politica cinese indirizzate al risparmio energetico, la riduzione delle emissioni e la tutela dell’ambiente nell’industria automobilistica.

Brembo continuerà a sviluppare sistemi innovativi, introducendo tecnologie frenanti all’avanguardia per i consumatori e aprendo un nuovo capitolo della mobilità futura insieme ai costruttori auto.

L’auto in Italia nel 2022: un disastro. Sostenere il futuro

i concessionari mostrano cautela

di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor

 

Chiude in bellezza per l’automobile uno degli anni peggiori dell’ultimo mezzo secolo. In dicembre le immatricolazioni di autovetture sono state 104.915 con una crescita del 21% rispetto a dicembre 2021, ma con un calo del 25,3% rispetto allo stesso mese del 2019, cioè dell’anno che ha preceduto la pandemia e l’entrata in una gravissima crisi del mercato dell’auto. Quella di dicembre è la quinta crescita mensile consecutiva dopo una prima parte del 2022 in forte calo e conferma l’inversione di tendenza verificatasi in agosto, ma non modifica la valutazione sull’intero 2022 che ha fatto registrare un risultato catastrofico.

Le immatricolazioni dell’intero anno sono scese infatti a 1.316.702 unità con un calo del 9,7% sul 2021 e del 31,3% sul 2019. Il risultato del 2022 supera soltanto dello 0,9% il livello di 1.304.842 immatricolazioni del 2013, che era stato il peggior risultato del mercato automobilistico italiano dal 1978. Il fattore che ha determinato l’inversione di tendenza è il miglioramento nelle forniture di microchip e di altri componenti essenziali per la costruzione di automobili la cui carenza aveva generato una crisi dell’offerta per la sopravvenuta incapacità dell’industria automobilistica di soddisfare pienamente la domanda. E questo nonostante un livello di domanda fortemente depresso per gli effetti generati dalla pandemia e successivamente dalla guerra in Ucraina, dal rallentamento dell’economia, dalla ricomparsa dell’inflazione e dagli altri elementi che hanno influito negativamente sulla propensione all’acquisto di automobili.

Per quanto riguarda le prospettive è lecito attendersi che la capacità di fornitura dell’industria automobilistica continui a migliorare nel 2023 con benefici effetti sulle vendite, ma il ritorno delle immatricolazioni a livelli normali per un mercato come quello italiano, cioè superiori a 2.000.000 di unità annue, appare ancora molto lontano per il permanere di una sostanziale debolezza della domanda.

In questo quadro appare evidente che la ripresa delle immatricolazioni in atto va sostenuta anche da incentivi pubblici come, peraltro, è avvenuto negli ultimi anni. Ciò anche perché con le immatricolazioni scese ai livelli infimi di cui si è detto l’età media delle auto circolanti è andata al di là dei dodici anni con conseguenze molto serie per la sicurezza della circolazione e per le emissioni nocive. Per il 2023 il Governo ha stanziato 630 milioni di euro per nuovi incentivi con una formula nella sostanza analoga a quella adottata nel 2022 che ha visto esaurirsi in brevissimo tempo lo stanziamento per le auto ad alimentazione tradizionale ed emissioni non superiori a 135 grammi di CO2 al chilometro e ha visto ampiamente inutilizzati gli stanziamenti per auto elettriche pure e dintorni. E’ molto probabile che la soluzione adottata per il 2023 produca risultati analoghi a quella del 2022 e cioè in larga misura insoddisfacenti.

E’ quindi auspicabile che il provvedimento per il 2023 venga modificato nella sostanza per rendere gli incentivi per auto elettriche pure e dintorni economicamente accessibili anche ad automobilisti con una capacità di spesa limitata e, in attesa degli effetti della transizione energetica, per dare un effettivo e significativo contributo all’eliminazione delle auto più vecchie e più inquinanti con uno stanziamento veramente significativo per incentivi a coloro che rottameranno e acquisteranno una nuova auto ad alimentazione tradizionale, ma con emissioni non superiori a 135 grami di CO2 al chilometro.

AutoScout24: cresce la consapevolezza su mobilità e sostenibile e inclusiva

Foto: Gioia Manetti, SVP di AutoScout24 e Ceo di AutoScout24 Italia

 

Il futuro della mobilità? Sempre più sostenibile e inclusiva, per andare incontro alle esigenze sia di impatto ambientale sia delle persone che ogni giorno vivono, lavorano e si spostano nelle città, con un occhio particolare a quelle più fragili. Un ecosistema dove oltre alle infrastrutture adeguate diventa fondamentale il “senso civico” dei cittadini, perché solo grazie ai comportamenti virtuosi si può favorire un vero cambiamento culturale. Per questo AutoScout24, da sempre attenta ai cambiamenti nel mondo della mobilità, oltre a sostenere il premio giornalistico “Bomprezzi-Capulli” – nato per puntare i riflettori sulla comunicazione della disabilità in Italia – con un riconoscimento dedicato, ha presentato durante l’evento di premiazione una ricerca sul senso civico degli italiani e il loro rapporto con la mobilità, con un focus dedicato alle persone con fragilità .

Partiamo dagli aspetti che gli italiani reputano più gravi mentre sono al volante. La maggior parte (61%) indica guidare dopo aver bevuto alcol: un segnale importante che mostra come stia crescendo l’attenzione verso questo tema, probabilmente complici le campagne di sensibilizzazione e i maggiori controlli. Inoltre, molti cittadini reputano particolarmente gravi azioni come passare con il semaforo rosso (54%), guidare senza assicurazione o senza revisione obbligatoria (48%), usare il cellulare senza auricolare/vivavoce (44%) e occupare impropriamente un posto riservato a disabili (44%).

Ma come si comportano nella realtà?  Considerando esclusivamente le azioni più frequenti alla guida, in assoluto si dà ancora poco peso al limite di velocità, con il 50% che li supera a volte o spesso. Quasi tre su dieci, invece, non si fermano quando vedono un guidatore in difficoltà e oltre uno su cinque ha atteggiamenti “aggressivi” alla guida nei confronti degli altri conducenti. Ma ci sono dei comportamenti che gli italiani ammettono di fare non spesso, ma raramente. Tra questi utilizzare il clacson in modo inappropriato, parcheggiare sul marciapiede o in doppia fila, guidare sotto effetto dell’alcol o usare il cellulare senza auricolare/vivavoce mentre si guida.

Ma quando si parla di mobilità e di inclusività, uno dei temi più sensibili è quello dei parcheggi. Come si colloca l’Italia? In questi anni sono stati fatti passi da gigante a livello di sensibilizzazione, tanto che il 44% degli italiani ritiene un fatto estremamente grave occupare un posto auto riservato ai disabili e per il 92% non si “tocca” per nessun motivo.

Ma non basta, l’obiettivo deve tendere al massimo e c’è il restante 8% da convincere. Di questo 8 per cento, oltre sei su dieci (63%) giustificano la propria risposta con la brevità della sosta, il 22% adduce come scusa l’indisponibilità di altri parcheggi nelle vicinanze, mentre un 11%, quindi l’1% del totale, ritiene sempre giustificabile tale azione.

Un altro tema molto sentito è quello della guida sotto l’effetto di alcolici. Per gli italiani è il tema considerato più grave in assoluto (dal 61% del campione), eppure ci sono alcune contraddizioni. Il 6%, infatti, dichiara di guidare spesso o a volte dopo aver bevuto, e il 27% raramente. Inoltre, c’è un 15% che giustifica l’uso dell’alcol prima di mettersi alla guida, soprattutto se si sopporta l’alcol (11%) o se la distanza è breve (3%).

Passiamo adesso ad analizzare uno dei temi che probabilmente ha visto in questi anni la maggiore attenzione da parte del legislatore: l’uso del cellulare senza auricolare o vivavoce. Per quasi un italiano su due (44%) è un atto grave, ma anche in questo caso il 10% dichiara di utilizzare spesso o a volte il cellulare alla guida, e il 28% raramente. Secondo gli italiani, quando è possibile usare il telefonino? Per il 19% si è giustificati quando la telefonata è breve, per il 5% se si fa attenzione.

Sempre sul fronte del senso civico, come si comportano i cittadini del Bel Paese quando vedono atteggiamenti poco “fair”? Su questo in campione è totalmente diviso: la metà, se possibile, segnala il comportamento improprio all’automobilista, il 17% si rivolge prontamente alle autorità preposte mentre tre su dieci optano per non fare nulla.

“Con AutoScout24 monitoriamo da sempre i cambiamenti più importanti sulla mobilità, per poi trasformare queste informazioni in azioni concrete – afferma Gioia Manetti, SVP di AutoScout24 e Ceo di AutoScout24 Italia -. Crediamo fortemente nello sviluppo di un modello che sia inclusivo e sostenibile, dove cooperino tutti gli attori del settore, cittadini e istituzioni, e che abbia al centro le necessità delle persone. Ed è per questo che abbiamo sostenuto la seconda edizione del Premio Bomprezzi-Capulli, un momento per fare cultura affinché le nostre città siano adatte a tutte le persone, con un occhio attento a quelle più fragili. Dalla ricerca emerge un netto miglioramento della sensibilità dei cittadini su alcuni temi importanti, tra cui la disabilità e la mobilità sostenibile, ma il cambiamento è solo agli inizi. Come AutoScout24, oltre alle nostre politiche interne che incoraggiano la diversità al fine di promuovere le pari opportunità e la lotta contro ogni forma di discriminazione, nel marketplace abbiamo già implementato una soluzione concreta per che permette a chiunque di individuare, attraverso filtri di ricerca, una vasta gamma di auto con le funzionalità più adatte alle loro necessità, perché nessuno venga lasciato indietro.”

Durante l’evento di premiazione AutoScout24 ha assegnato il 1° Premio Bomprezzi-Capulli alla giornalista Valentina Tomirotti, selezionata dalla Giuria per l’articolo pubblicato dal quotidiano “La Repubblica” dal titolo “I disabili e il viaggio. Quando il turismo diventa inaccessibile”.