Crisi dell’auto: ci vuole un vero piano organico

di Gianluca Benamati, capogruppo PD in commissione Attività produttive della Camera

 

I dati sull’immatricolazione delle automobili del mese di giugno, fotografano la complessità del momento economico che stiamo attraversando. La carenza dell’offerta, dovuta alla scarsità di alcuni componenti così come le conseguenze della guerra unitamente a un peggioramento economico generale per le famiglie, cambiano in peggio le prospettive del mercato dell’auto che erano già critiche.

 

In quest’ottica, l’uso delle risorse stanziate in maniera pluriennale dalla legge 34/2022 e dal PNRR diventa sempre più strategico. E’ richiesta, però, un’attenta analisi di come investirle. Serve non solo sostegno alla domanda, ma anche uno sforzo verso misure che aiutino tutta la filiera nella transizione ecologica e dall’altra supportino le fasce più deboli della popolazione.

 

Alla luce dei nuovi dati non possiamo che continuare a chiedere che si vari davvero un piano organico per il settore dell’automotive che aiuti a invertire questa tendenza negativa.

Honda: elettrificazione e accordo con Sony

di Roberta Pasero

 

Undicesima generazione di Honda Civic, una autentica global car che in 50 anni è stata venduta in oltre 27 milioni di unità in 170 Paesi. Da ottobre tornerà sulle strade in versione full hybrid e a margine del test drive in Spagna, Vincenzo Picardi, direttore comunicazione Honda Auto Italia, spiega l’importanza di questo modello nella strategia di elettrificazione del marchio.

Che prevede non soltanto l’arrivo di nuovi prodotti elettrici e ibridi, ma anche importanti partnership, come quella con Sony, per introdurre sul mercato dell’auto sempre più servizi per la mobilità connessa.

Maldarizzi: in campo per dare più cavalli al Bari

Maldarizzi Automotive S.p.A., una delle più importanti realtà italiane del mercato automobilistico, con sedi dislocate tra Puglia e Basilicata, riferimento per il mondo della mobilità dal 1979, è fiera di annunciare la sua partnership con la SSC Bari, diventando Top sponsor per le stagioni sportive 2022/2023 e 2023/2024.

 

Gioco di squadra, impegno, solidità e consapevolezza sono valori che uniscono Maldarizzi al sogno biancorosso, due realtà che credono alle grandi opportunità del territorio. L’accordo di sponsorizzazione prevede che Maldarizzi diventi Mobility Partner della SSC BARI, dotando la squadra di una flotta di veicoli per tutte le esigenze. Una scelta che strizza l’occhio alla sostenibilità, attraverso anche l’utilizzo di veicoli elettrici.

 

Nicola Maldarizzi, Co-Ceo di Maldarizzi Automotive: “Siamo più che felici ed onorati di poter sostenere l’SSC Bari con cui condividiamo obiettivi e valori ma soprattutto città e colori! Insieme alla squadra e con questa partnership, non solo vogliamo supportare la società negli spostamenti, ma anche essere protagonisti di un’avventura e condividerne tutte le emozioni insieme ai tifosi. Negli anni abbiamo fatto viaggiare migliaia di persone con le nostre auto, oggi vogliamo supportare la squadra per far sì che la meta di questo viaggio sia una grande emozione per tutta la città ed i tifosi”.

 

Il presidente Luigi De Laurentiis: «Un compagno di viaggio sicuro, affidabile e ambizioso. Questo è Maldarizzi per noi. Non possiamo che essere molto soddisfatti per questa partnership che ci vedrà al fianco di chi come noi ha la forza e il coraggio di guardare al futuro senza mai distogliere l’attenzione sul presente. Continuiamo a costruire una squadra di altissimo livello, dentro e fuori dal campo».

 

Foto: Il direttore sportivo del Bari, Ciro Polito

Governo al bivio: transizione o dismissione industriale

di Michele De Palma, segretario generale FIOM CGIL

 

Il governo italiano, in questo momento, deve decidere se siamo dentro una transizione industriale oppure se siamo dentro un processo di dismissione industriale. In particolare nel Mezzogiorno – la necessità che abbiamo è di investire, anche attraverso risorse del PNRR.

 

In tutto il Mezzogiorno abbiamo tante realtà industriali che però vivono una situazione particolarmente complessa, come l’automotive. Penso che la leva che deve utilizzare oggi il Governo è quella della transizione, che porta con sé un nuovo modo di lavorare. Quindi, c’è bisogno di formazione, di aumentare i salari in una fase di questo tipo, perché essendoci problemi che arrivano da fuori, bisogna far partire la domanda interna.

 

Oggi investire sui salari significa investire anche nell’economia del Mezzogiorno.

UE e auto: nel 2024 si vota, ambientalismo “alla Greta” all’angolo?

di Pier Luigi del Viscovo, direttore del Centro studi Fleet & Mobility

(da “il Giornale” del 30/6/2022)

I ministri dell’ambiente dell’Ue hanno fatto fare un altro passo avanti alla proposta della Commissione di fermare nel 2035 la vendita delle auto termiche, ma hanno rimarcato la spaccatura già emersa nel Parlamento e, soprattutto, si sono riservati una revisione del percorso nel 2026. Formalmente, per verificare che l’installazione delle colonnine di ricarica proceda. Nella sostanza, per avere l’occasione di tornare sulla materia. Infrastrutture a parte, saranno comunque i consumatori a dire l’ultima parola.

 

Proprio per aggirare quel mercato che dovrebbe tutelare, la Commissione – su input di Transport & Environment, lobby anti-auto – decise un anno fa di imporre lo stop alle auto termiche, avendo capito che i cittadini non passavano da soli all’auto a pile. Secondo AutoScout24, 7 automobilisti su 10 sono contrari allo stop. Se dovessero continuare a scegliere massicciamente auto termiche (95% delle immatricolazioni) diventerebbe complicato insistere.

I governi nazionali sono molto sensibili agli elettori e sentono che il vento è cambiato. Nel 2024 si vota e le urne potrebbero esprimere un Parlamento e una Commissione che mettano da parte l’ambientalismo «alla Greta» per affrontare le questioni reali che stanno mordendo i cittadini: dal caro-energia al rischio di una guerra non per procura con chi è più incline a usare le armi che le sanzioni. Infatti, gli ambientalisti, che sono i più svegli, hanno subodorato che fino al 2035 troppe cose potrebbero cambiare e allora hanno suggerito di anticipare lo stop al 2028. Per il pianeta? No, per una moda.

Sia chiaro una volta e per tutte che l’ambiente non trarrebbe alcun beneficio. Si legge sul sito del Parlamento Ue: «Il settore dei trasporti è responsabile del 30% delle emissioni totali di CO2 in Europa, di cui il 72% viene dal solo trasporto stradale» e le auto «sono tra i mezzi più inquinanti, considerato che generano il 60,7%». Il Parlamento sorvola, ma l’European Environment Agency, organo della Ue, riporta che nel 2019 il trasporto in Europa ha emesso 0,825 gt (miliardi di tonnellate) di CO2, il cui 60,7% delle auto sarebbe 0,501 gt. Poco? Tanto?

 

L’Aie riporta che nello stesso anno le emissioni prodotte da attività umane sono state circa 50 gt. Quindi le auto circolanti in Europa producono l’1% delle emissioni globali. Emissioni che oggi aumentano di oltre 1 punto ogni tre anni, a causa soprattutto a Cina e India. Così nei prossimi tre anni sarà vanificato il beneficio che noi europei impiegheremmo oltre 30 anni a conseguire, distruggendo la nostra industria automobilistica, eccellenza mondiale che dà lavoro a 3,2 milioni di addetti diretti più l’indotto.

Dainese-Momodesign: partnership tra eccellenze italiane

Momodesign annuncia la partnership con il Gruppo Dainese. L’accordo prevede la creazione di una nuova gamma di abbigliamento, calzature, caschi e accessori dedicati alla mobilità urbana e all’outdoor, che uniranno competenze, tecnologie e materiali evoluti di Dainese allo stile distintivo e metropolitano contemporaneo di Momodesign. La partnership tra Dainese e Momodesign nasce per rivolgersi all’individuo urbano contemporaneo che vive la città ad alta intensità, con l’esigenza di spostarsi liberamente in moto, in bici, e attraverso i mezzi di micro-mobilità del futuro. Un consumatore consapevole ed esigente, alla ricerca di un look casual adatto a ogni contesto cittadino e outdoor, con tecnologia e funzionalità integrate per affrontare con confidenza e stile ogni condizione.

Paolo Cattaneo, amministratore delegato di Momodesign: “L’innovazione e lo stile sono da sempre alla base della strategia di Momodesign. Siamo orgogliosi di poter collaborare con Dainese, una realtà leader a livello mondiale che saprà conferire ancora più valore alla nostra identità con un’evoluzione del brand a livello internazionale. Ho sempre avuto una visione chiara del nostro marchio e del suo Dna unico: e ora questa collaborazione permetterà a Momodesign di esprimere tutto il suo potenziale. È una visione che si traduce in un’idea di futuro, dove la mobilità urbana sarà sempre più importante e i giovani i grandi protagonisti. In un momento storico così particolare dove la mobilità urbana rappresenta un’opportunità di sviluppo e le aspettative del consumatore evolvono a un ritmo incessante, è fondamentale la collaborazione con Dainese, che vanta una cultura dell’innovazione, della sperimentazione e della sicurezza. Metteremo il 100% del nostro impegno in questo progetto, grazie alla competenza del nostro team e all’expertise del Centro Stile. Dainese e Momodesign: due aziende dalle profonde radici italiane che condividono un approccio culturale senza pari”.


L’amministratore delegato del Gruppo Dainese
: “Dainese e Momodesign condividono un obiettivo comune: diffondere il design e la qualità italiana nel mondo, supportando le sfide della mobilità urbana moderna. Accolgo con estremo entusiasmo la partnership con questo prestigioso marchio e sono sicuro che i nostri brand, accomunati da valori condivisi, andranno ad arricchire ulteriormente la gamma offerta ai nostri clienti.”

L’accordo per la licenza del brand Momodesign da parte del Gruppo Dainese darà vita a nuove collezioni di abbigliamento, calzature, caschi e accessori dedicati all’utilizzo urbano e outdoor. I prodotti, disegnati dal centro stile Momodesign, progettati e realizzati da Dainese, saranno disponibili presso i negozi Dainese in tutto il mondo, online e in punti vendita selezionati. 

Firenze sotto le stelle: auto in concorso nel ricordo di Francesco Giubbi (CAMET)

Il prossimo 16 luglio il Club di Auto e Moto d’epoca Toscano, ai più conosciuto come CAMET, ricorderà con la manifestazione “Firenze sotto le stelle”, alla tredicesima edizione, una delle sue stelle più luminose: Francesco Giubbi, il suo past president, scomparso pochi mesi fa e particolarmente legato a questa festa, che da anni attira tanto i fiorentini quanto diversi turisti e appassionati.

 

Al centro di tutto: le auto storiche. Si inizia all’ora della merenda, quando una parte di piazzale Michelangelo, la terrazza più bella del mondo, sarà occupata da un’esposizione di vetture, pre-selezionate, per un “Concorso d’eleganza emozionale’”. Nell’altra porzione del piazzale saranno, invece, parcheggiate ed esposte le auto dei soci, degli amici e degli appassionati che si saranno iscritti (preventivamente) all’evento. 

 

Tra le 18 e le 20 la kermesse comincerà a prendere forma con la sfilata delle vetture del Concorso d’Eleganza. Ogni veicolo, accompagnato da una hostess, sarà presentato attraverso un’introduzione che ne illustrerà le caratteristiche, la storia e gli aneddoti con le musiche dell’epoca.

 

Il passo successivo sarà dedicato al pubblico, al quale verrà chiesto di esprimere il proprio giudizio attraverso apposite schede. Nel mentre, in attesa di conoscere il vincitore del “Concorso d’eleganza emozionale”, sono previsti uno spettacolo di “Fontane Danzanti” e altre sorprese di Gelato Frullallà. Il tutto ad anticipare la successiva cena con premiazione.

 

Pacchetto clima: filiera delle forniture da ripensare

di Simone Marinelli, coordinatore nazionale automotive di FIOM CGIL

 

L’accordo raggiunto dai ministri dell’ambiente dei 27 Paesi europei ha confermato gli obiettivi del pacchetto sul clima “Fit for 55” con lo stop alla vendita di auto benzina e Diesel dal 2035 e la riduzione del 55% delle emissioni. Adesso abbiamo bisogno di recuperare il tempo perso, il nostro Paese deve recuperare il ruolo di innovatore ed elaborare un piano straordinario per definire gli obiettivi su come investire le risorse pubbliche e private

 

C’è l’urgenza e la necessità di ripensare la filiera di forniture, accorciare le distanze, produrre quello che oggi compriamo all’estero e attrarre nuovi costruttori per diversificare il mercato e creare nuova occupazione. La transizione nel settore è complessa e deve essere accompagnata con fondi, maggiori di quelle fino ad ora stanziate, per la ricerca e lo sviluppo, la formazione e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e ammortizzatori sociali straordinari.

 

Ora il governo non ha più alibi, deve avviare il confronto tra ministri competenti e le parti sociali per arrivare ad un accordo di politica industriale come richiesto più volte da FIOM insieme alle altre organizzazioni sindacali e al sistema di rappresentanza delle imprese.

 

L’UE verso il solo elettrico: subito il via a una seria politica industriale

di Ferdinando Uliano, segretario nazionale FIM CISL

 

Molte le preoccupazioni da parte dei lavoratori del sito del Gruppo Stellantis di Pratola Serra (Avellino), dove vengono prodotti motori Diesel, rispetto alla decisione ribadita in commissione ambiente di stop alle produzioni dei motori endotermici nel 2035. La decisione assunta dalla Commissione ambiente europea ribadisce con forza lo stop 2035 dei motori endotermici sia per i veicoli commerciali, sia per le autovetture. Una scelta che deve portare immediatamente il governo italiano a decidere le linee d’indirizzo per quanto riguarda la destinazione dei fondi assegnati per il settore dell’auto.

 

Non possiamo permetterci di perdere ulteriore tempo- E’ necessario mettere a disposizione le linee di finanziamento stanziate di circa 8 miliardi, per aprire una fase di politica industriale volta a collocare nell’ambito del settore dell’automotive italiano le nuove produzioni della componentistica necessaria al motore elettrico. Dalle batterie, ai semiconduttori, dalla digitalizzazione, alla guida autonoma, serve sostenere la riconversione dell’intero settore della componentistica perché solo attraverso quest’operazione possiamo compensare e rispondere, in qualche modo, al rischio occupazionale che si determinerà nel nostro Paese a seguito del cambio delle motorizzazioni.

 

Nello specifico, per quanto riguarda Stellantis, è fondamentale per tutte le realtà che oggi hanno una produzione collegata alle motorizzazioni endotermiche che si apra un confronto con il Gruppo per collocare altre tipologie di produzione volte a garantire realtà occupazionali italiane. Nell’ambito dei stabilimenti legati alle motorizzazioni solo lo stabilimento di Termoli con l’investimento della Gigafactory ha una prospettiva industriale che va oltre il 2035“.

 

È importante, dal nostro punto di vista, che le scelte che ci sono state illustrate al Tavolo del settore dell’automotive, oggi chiamino a responsabilità tutte le multinazionali e tutte le aziende presenti nel nostro Paese, che nel settore dell’automotive, hanno produzioni collegate alle motorizzazioni endotermiche. Solo così possiamo pensare di salvaguardare l’occupazione di importanti gruppi come: Stellantis, Bosch, Vitesco, Denso e Marelli.

 

Diversamente, ci troveremo in una situazione di destabilizzazione del settore molto grave che colpirebbe, non solo il metalmeccanico, ma le stesse prospettive economiche e sociali del nostro Paese. In questa logica è importante anche mettere a disposizione i fondi dedicati agli ammortizzatori sociali per accompagnare e impedire licenziamenti e per mettere in campo i necessari interventi formativi per riqualificare le competenze dei lavoratori coinvolti in questa transizione. FIM è impegnata da tempo in questa battaglia fondamentale per la difesa dell’occupazione e le prospettive industriali e di sviluppo di uno dei più importanti settori industriali ed economici del nostro Paese.

NHOA-Free2Move eSolutions: a Misano per “Smarteqfortwo Cup”

di Roberta Pasero

 

Atlante, società del Gruppo NHOA specializzata nelle stazioni di ricarica di veicoli elettrici, è partner di Free2Move eSolutions nella sponsorizzazione di “Smarteqfortwo Cup”, il trofeo dedicato alle baby tutte elettriche by Mercedes-Benz.

 

Sulla pista di Misano, Stefano Terranova, Ceo di Atlante, fa il punto sulla relazione commerciale con Stellantis, azionista di maggioranza di Free2Move Solutions, il colosso automotive che sponsorizzerà il network di stazioni di ricarica ultrarapida. E spiega come i loro investimenti tecnologici consentiranno lo stoccaggio dell’energia anche prodotta localmente da pannelli fotovoltaici, consentendo un nuovo approccio nella gestione dell’energia rinnovabile, con notevole risparmio pure per gli utenti finali.