Alessandro Tolfo: a lui la Borsa di studio 2024 per lo studio sui biocarburanti
Auto, pensieri e parole… scritte: è forse il momento di dirci la verità?
La produzione italiana come nel 1956,… Eppure…eppure c’è ancora la possibilità di ripartire con forza e coraggio, ecco coraggio, il coraggio di dire la verità, fregandosene delle stupidaggini di burocrati senza patria, con la forza di storie e tradizioni millenarie, con le capacità di un’industria che ha insegnato e innovato, con la democrazia e i diritti di democrazie solide.
Dire la verità è l’atto più rivoluzionario di questo tempo (anche nell’Automotive)
Inviato da iPhone
Norme “green” UE: settore a un bivio pericoloso
di Paolo Starace, presidente di UNRAE Veicoli Industriali
Con dicembre 2024 si è concluso un anno dai due volti, contraddistinto da un primo semestre in crescita dell’11,5% rispetto allo stesso periodo del 2023, seguito da un secondo semestre caratterizzato da una flessione consistente (-14,2%). Questo scenario era stato ampiamente previsto e proprio per questo erano stati sollecitati interventi mirati per scongiurarne gli effetti. Appelli che, nostro malgrado, sono rimasti inascoltati e che ora devono essere prioritariamente posti al centro dell’agenda del Governo, per evitare che tale trend negativo si protragga nel corso dell’intero 2025. Le radici del malessere del settore dei veicoli industriali sono profonde e non possono essere certamente attribuite al processo di transizione green. Infatti, sebbene le immatricolazioni dei veicoli a zero emissioni siano aumentate del 119,6%, la stragrande maggioranza dei mezzi venduti continua a essere appannaggio dei motori endotermici (99,3%). Alla luce della prossima scadenza dei target di riduzione delle emissioni di CO2 in capo ai soli Costruttori e delle recentissime dichiarazioni del Commissario UE per il Clima, Hoekstra, emerge il rischio che le aziende costruttrici pongano in essere soluzioni protettive, ma potenzialmente distorsive per il mercato.
Risulta, pertanto, urgente una presa di coscienza sulle possibili ripercussioni di tale scenario, non solo sul costo del trasporto delle merci, ma anche sull’occupazione, come già evidenziato nel settore auto. È fondamentale intervenire tempestivamente e porre rimedio attraverso un approccio olistico che coinvolga tutti gli stakeholder a livello sovranazionale.
Codice della strada: chiesti chiarimenti sul rapporto tra farmaci e guida
Auto elettriche forzatamente al 21%? Altre migliaia di esuberi nell’UE
(commento all’articolo di Alberto Annichiarico su “Il Sole 24 Ore” del giorno 8 gennaio 2025)
Qualcuno auspica che le auto elettriche raggiungano la quota del 20% nel 2025: può darsi, ma avverrà non per volontà degli acquirenti ma perché artificiosamente si tenterà di far crescere la percentuale delle elettriche vendendo meno endotermiche, provocando un ulteriore abbattimento dei volumi con altre migliaia di esuberi.
Dall’altra parte dell’Oceano, intanto, si sta provvedendo a cancellare ogni incentivo o favore all’acquisto di auto elettriche nonostante Elon Musk che però se la ride di gusto assaporando già i miliardi che le Case auto europee gli verseranno per comprare i suoi certificati di emissione.
La follia davvero non ha limiti e l’Unione europea (allo sbando) sta veramente dando il peggio di sé.
Quella follia “green” che affossa l’Europa: era tutto previsto, arrivano i dietrofront
Comunque, tornando all’inizio, è da quando il tema della transizione ecologica della mobilità su gomma, inclusa nel “Green Deal” confezionato dalla Commissione UE, ha cominciato a imporsi – sfociando nell’assurdità di voler abolire le auto con motorizzazioni endotermiche, in barba ai progressi compiuti e alla progressiva riduzione delle emissioni, a favore della sola alimentazione elettrica – che il sottoscritto si è sempre dichiarato contrario.
L’avevo detto, l’avevamo – noi pochi “ribelli” – detto. E fa sorridere leggere quasi ogni giorno dei dietrofront e delle perplessità che vari top manager del settore evidenziano, senza chiedere minimamente scusa per le pesanti conseguente che sono già tangibili, e domandarsi: ma dove eravamo solo pochi anni fa quando tutto è cominciato?
Noleggio e mobilità pay-per-use: dal Governo ci vuole un cambio di rotta
Osservatorio IPSOS-F&M: usare l’auto è piacevole
“Usare l’auto è piacevole” per l’82% degli automobilisti. È quanto emerge dal N° 0 dell’osservatorio “L’auto che vorrei”, frutto della partnership tra IPSOS, società leader nei sondaggi di mercato, e Fleet&Mobility, il centro studi specializzato nell’analisi e nelle interpretazioni di dati e fenomeni del settore automotive.
Secondo il 77% del campione rappresentativo dei possessori di automobile, usare l’auto “fa stare comodi e protetti, anche se traffico e parcheggi sono un problema”. In città il 47% “non usa nessun altro mezzo, solo la sua auto” e il 77% nemmeno ci pensa di “rinunciare a usarla per spendere un po’ di più magari per un taxi”, tanto che il 59% “non sarebbe contento se l’uso dell’auto propria venisse ulteriormente limitato”.
Si conferma il valore assoluto dell’automobile come strumento di indipendenza, visto che per l’88% “usare l’auto per andare fuori città è comodo e consente una maggiore libertà”. Per il 44% degli automobilisti “la qualità della vita peggiorerebbe decisamente se fosse costretto a rinunciare all’automobile” e per un altro 29% “peggiorerebbe, ma non più di tanto”.
Il campione analizzato guida auto che nella media hanno acquistato nel 2018 in sostituzione di un’altra che risaliva al 2009 e per il 22% la prossima sarà “probabilmente cinese”. Pochi l’hanno presa in noleggio a lungo termine e pochi dichiarano di farlo prossimamente, sia perché la proprietà dell’auto è ancora forte e sia perché la formula non convince del tutto sotto il profilo economico.
“L’Auto che vorrei” è un osservatorio unico nel panorama italiano, che indaga su quali spese, a parte la macchina, debbano affrontare le famiglie italiane e quale priorità assegnino all’auto, oltre a far luce su come le esperienze d’uso influenzino le decisioni di acquisto.
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Bosch al CES 2025: l’intelligenza artificiale al centro della nostra vita quotidiana
Innovazione, sostenibilità e digitalizzazione: ecco come Bosch sta trasformando i prodotti per migliorare la sicurezza e la qualità della vita attraverso software e intelligenza artificiale.
Bosch e l’evoluzione digitale
Bosch ha ribadito al CES 2025 la centralità del software e dell’intelligenza artificiale (IA) nella sua strategia di crescita globale. Durante l’evento, Tanja Rueckert, membro del Consiglio di Amministrazione di Bosch, ha dichiarato: “Il software intelligente e i servizi digitali sono diventati pietre miliari del nostro core business”. Un’affermazione che sottolinea l’ambizione di generare oltre 6 miliardi di euro di fatturato da software e servizi entro il prossimo decennio. Con oltre 1.500 brevetti registrati negli ultimi cinque anni, Bosch si confermaleader europeo nell’innovazione tecnologica, grazie a un team di circa 5.000 esperti di IA.
Formazione continua: l’AI Academy di Bosch
Per garantire un futuro sostenibile e digitale, Bosch ha investito nella formazione dei propri collaboratori. A oggi, oltre 65.000 dipendenti sono stati formati attraverso l’AI Academy interna. Questa visione è confermata dai dati raccolti nel Bosch Tech Compass, un sondaggio annuale che evidenzia come il 2025 sia percepito come l’anno chiave per l’alfabetizzazione digitale, con il 65% degli intervistati favorevole all’introduzione dell’IA nelle scuole.
Mobilità definita dal software
Bosch si conferma un partner chiave nel settore automobilistico grazie alla sua esperienza nel software dedicato alla mobilità. Paul Thomas, presidente di Bosch in Nord America, ha dichiarato: “Nessuno comprende le esigenze dell’industria automobilistica meglio di Bosch”. Tra le innovazioni presentate, una nuova funzione di frenata intelligente che rende l’esperienza di guida più fluida e sicura, riducendo gli effetti della marcia a rilento per i passeggeri che soffrono il mal d’auto.
Sistemi di guida autonoma e intelligenza artificiale generativa
L’intelligenza artificiale è alla base dei sistemi di guida assistita e autonoma di Bosch. La telecamera multifunzionale MPC3, lanciata nel 2019, è in grado di distinguere con precisioneoggetti, persone e segnali stradali, grazie all’integrazione tra algoritmi di elaborazione delle immagini e IA. Bosch ha anche iniziato a esplorare l’intelligenza artificiale generativa per accelerare lo sviluppo delle funzionalità di guida autonoma, riducendo i chilometri di prova necessari per validare i sistemi di sicurezza.
Innovazioni per la casa: dal forno smart alla culla intelligente
Al CES 2025, Bosch ha presentato soluzioni per migliorare la vita quotidiana. Tra queste, il forno Serie 8 con IA integrata, capace di riconoscere fino a 80 piatti e regolare automaticamente modalità di cottura e temperatura. Un’altra novità è la culla intelligente Revol, progettata per monitorare i parametri vitali dei neonati e rilevare situazioni di pericolo, come la presenza di oggetti che possono ostacolare la respirazione. La culla è stata premiata con il CES Innovation Award Honoree per il suo design avanzato e la tecnologia all’avanguardia.
eBike più sicure e protette
L’innovazione Bosch ha coinvolto anche il mondo delle eBike, con il sistema antifurto Battery Lock, che utilizza lo smartphone del ciclista come chiave digitale per bloccare la batteria. Grazie alla funzione Range Control, basata su IA, è possibile monitorare in tempo reale l’autonomia della batteria, garantendo viaggi senza preoccupazioni.
I sensori MEMS: il cuore della tecnologia intelligente
I sensori microelettromeccanici (MEMS) Bosch sono ormai una presenza costante nella vita quotidiana, utilizzati in smartphone, smartwatch, auto e dispositivi di monitoraggio fitness. Questi piccoli componenti, spesso grandi quanto un granello di sabbia, regolano funzioni essenziali, come il rilevamento dei movimenti o l’attivazione degli assistenti vocali. Il sensore MEMS più recente prodotto da Bosch consuma pochissima energia e contribuisce a prolungare la durata della batteria dei dispositivi in cui è installato.
Investimenti strategici nel mercato statunitense
Bosch continua a puntare sugli Stati Uniti come mercato strategico, con investimenti significativi per ampliare la produzione di semiconduttori al carburo di silicio. A Roseville, in California, è in corso l’allestimento di un impianto all’avanguardia per la produzione di chip destinati alla mobilità elettrica. L’investimento complessivo ammonta a circa 1,8 miliardi di euro, con l’obiettivo di iniziare le consegne entro il 2026. L’acquisizione della divisione soluzioni HVAC di Johnson Controls per 7,4 miliardi di euro dimostra ulteriormente la volontà dell’azienda di rafforzare la propria presenza in settori chiave come riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria.
Conclusioni
Bosch si conferma un’azienda all’avanguardia, capace di guidare l’evoluzione tecnologica in ogni ambito della vita quotidiana, dalla mobilità alla casa. Il CES 2025 ha messo in evidenza la visione del gruppo: un futuro sempre più connesso, intelligente e sostenibile, in cui il software e l’intelligenza artificiale svolgeranno un ruolo cruciale.
Foto da ufficio stampa BOSCH










