Green e sinistre influenze: l’ambientalismo è il nuovo comunismo

Mercato dell'auto: piatto perché forzato
di Mario Verna, manager automotive
 
Una volta si diceva bonariamente dei verdi: come i cocomeri, a guardarci dentro sono rossi. L’ambientalismo è il nuovo comunismo, una mescolanza di egualitarismo, de-industrializzazione e controllo sociale. Regole e coccarde, parate e delazioni.
E così, queste sinistre influenze, mascherate da salvifiche terapie hanno preso possesso delle Commissioni europee, a confezionare leggi, decreti e ordinamenti anti-sviluppo, in nome della sostenibilità, parola magica.

Ecco, nonostante, le sberle prese in tutte le elezioni successive – perché poi il “popolo” vota dalle nostre parti – dopo aver bastonato l’industria europea che già non era al massimo dello splendore, dopo aver caricato sulle spalle di tutti bollette insostenibili (i mulino a vento non bastano) e fatto impazzire l’inflazione nemmeno fossimo in Sudamerica, eccoli ancora a raccontarci la favola di Robin Hood.
Bisognerebbe chiedere i danni a personaggi del genere.

Auto aziendali 2025: tasse più alte sulle termiche, sconti sulle elettriche

Auto aziendali 2025: tasse più alte sulle termiche, sconti sulle elettriche

La Legge di Bilancio 2025 introduce nuove misure fiscali sulle auto aziendali, premiando i veicoli a basse emissioni e penalizzando quelli a benzina e Diesel. Ecco cosa cambia e cosa aspettarsi per il futuro.

Un nuovo regime fiscale per le auto aziendali

Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2025, l’Italia prosegue il percorso verso la transizione ecologica, introducendo modifiche significative alla tassazione delle auto aziendali. L’obiettivo dichiarato è quello di incentivare l’adozione di veicoli elettrici e ibridi plug-in, riducendo al contempo l’utilizzo delle vetture a combustione interna.

Tassazione differenziata: le nuove aliquote

Le nuove regole prevedono un aumento delle imposte per i veicoli più inquinanti e una riduzione per quelli a basse emissioni. Ecco la ripartizione aggiornata:

Auto elettriche: tassazione al 10% del costo chilometrico.

Ibride plug-in: aliquota al 20%.

Veicoli a benzina o Diesel: passaggio dal 30% al 50%.

Il provvedimento riguarda in particolare i fringe benefit, ovvero l’uso promiscuo dell’auto aziendale sia per scopi lavorativi sia personali.

Le tabelle ACI per i rimborsi chilometrici

Le nuove disposizioni pubblicate in “Gazzetta Ufficiale” includono le tabelle aggiornate dell’ACI per calcolare i rimborsi chilometrici. Queste tabelle stabiliscono i valori di riferimento per i rimborsi spettanti ai dipendenti che utilizzano la propria vettura per lavoro, oltre ai fringe benefit per le auto aziendali. Secondo un’analisi del “Sole 24 Ore”, per i veicoli elettrici e plug-in si registra un incremento dei costi dovuto principalmente all’aumento del prezzo dell’elettricità, nonostante la riduzione del costo dei carburanti tradizionali.

Impatto sui lavoratori: un calo della busta paga per chi usa auto termiche

Per i lavoratori con auto aziendali a motore termico, in particolare per veicoli con emissioni comprese tra 61 e 160 g/km di CO2, la nuova normativa comporta un aumento degli oneri fiscali e previdenziali. Ciò può tradursi in una riduzione del netto in busta paga che, secondo le stime, potrebbe superare i 100 euro al mese. Questa novità ha suscitato preoccupazioni tra i lavoratori e le associazioni di categoria.

Le critiche di ANIASA

Confindustria ANIASA, che rappresenta il settore dell’autonoleggio e della mobilità aziendale, ha espresso dure critiche verso la nuova normativa. Secondo l’associazione, le nuove regole non tengono conto degli effettivi consumi ambientali e penalizzano una larga fetta di lavoratori, spingendo verso un aumento delle spese aziendali. “L’attuale impostazione del regime fiscale – sostiene ANIASA – non favorisce la riduzione delle emissioni in modo coerente con gli obiettivi della transizione ecologica”.

La questione delle ricariche domestiche

Un altro aspetto controverso riguarda la tassazione dei rimborsi per le ricariche elettriche effettuate in ambito domestico. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i rimborsi riconosciuti ai dipendenti per la ricarica delle auto aziendali costituiscono reddito imponibile e devono quindi essere tassati. Questo potrebbe disincentivare l’adozione di veicoli elettrici da parte delle aziende, rendendo meno vantaggioso l’utilizzo di una colonnina domestica rispetto a quelle pubbliche.

Il costo delle ricariche: dati ACI

Secondo l’ACI, il costo della ricarica elettrica viene calcolato considerando una media ponderata tra le tariffe per uso domestico (70%) e quelle applicate alle colonnine pubbliche (30%). Questo metodo punta a garantire una stima il più possibile realistica dei costi sostenuti dai lavoratori.

Prospettive future: verso un’auto aziendale più green

Le nuove disposizioni fiscali rappresentano un passo importante nella politica di sostenibilità ambientale, ma restano molte sfide da affrontare per garantire un sistema equo ed efficiente. Le critiche delle associazioni e le preoccupazioni dei lavoratori potrebbero spingere il Governo a rivedere alcune disposizioni, mantenendo comunque la rotta verso una maggiore diffusione di auto a zero emissioni.

In attesa di ulteriori sviluppi, è chiaro che il 2025 segna un punto di svolta per il mercato delle auto aziendali, con un’accelerazione verso un futuro più sostenibile, ma con impatti significativi sul piano fiscale.

 

llfawgsmbs4-840×473 – Foto da archivio Time Magazine

Iveco: Carovana Solidale a supporto degli alluvionati in Brasile

Iveco: Carovana Solidale a supporto degli alluvionati in Brasile
Iveco ha ancora una volta orientato gli sforzi in favore delle comunità in difficoltà in Brasile.
Ogni dicembre, dal 2015, la Carovana Solidale di Iveco viaggia attraverso il Brasile per realizzare un progetto specifico finalizzato a migliorare la vita delle persone che vivono in situazioni di vulnerabilità sociale.
Nel 2024 il progetto si è concentrato sulla ricostruzione delle città devastate dalle inondazioni che si sono abbattute sullo Stato di Rio Grande do Sul ad aprile e maggio, colpendo gravemente circa 2 milioni di persone.
 
L’iniziativa ha riunito le persone di Iveco, conducenti di camion e abitanti del luogo per aiutare a ricostruire case e a rinnovare la speranza attraverso la forza della comunità. L’azienda ha donato materiali da costruzione e mobili e ha organizzato il trasporto delle donazioni dallo stabilimento produttivo Iveco Group di Sete Lagoas (Minas Gerais) ai residenti di Rio Grande do Sul con un camion Iveco S-Way.
 
Due autisti hanno avuto ruoli di primo piano nel progetto, sfruttando la loro esperienza nel trasportare forniture essenziali nelle aree colpite sin dall’inizio delle inondazioni e aiutando con coraggio le comunità mentre queste affrontavano i danni alle proprie case.
Foto da ufficio stampa iveco

Auto dell’Anno 2025: vince ancora Renault con R5 E-Tech/Alpine 290

Auto dell'Anno 2025: vince ancora Renault con R5 E-Tech/Alpine 290
Renault 5 E-Tech Electric e Alpine A290 si aggiudicano insieme il prestigioso titolo di “Auto dell’anno 2025” assegnato dalla giuria europea The Car of the Year. Una doppietta per Renault dopo la vittoria di Scenic E-Tech Electric nel 2024 e una grande novità per Alpine.
Renault 5 E-Tech Electric diventa l’ottavo veicolo della marca francese, guidata dall’italiano Luca De Meo, a vincere questo ambito riconoscimento.
Foto da ufficio stampa Renault

Stellantis: sì al “pooling” anti-sanzioni

Pronto il piano Europa di Stellantis: sì al "pooling" anti-sanzioni
di Jean-Philippe Imparato, responsabile di Stellantis per l’Europa Allargata
(dalla conferenza stampa al “Brussels Motor Show”)
 
 
Qualunque sia la modifica, in termini di governance, la nostra intenzione strategica rimane la stessa: dobbiamo costruire un gruppo sostenibile e redditizio, che fornisca il giusto livello di qualità ai nostri clienti. La prossima settimana presenterò il piano per i prossimi tre anni per la produzione e gli stabilimenti europeo dopo averne discusso con il presidente John Elkann. Stellantis avvia una fase di ricongiungimento, con i clienti, con i concessionari, per un’impronta industriale unica, basata sulle persone.
 
Abbiamo deciso di unirci ad ACEA per allineare la posizione con loro, perchè consideriamo che il livello di rischio fosse troppo alto e troppo veloce rispetto al modo in cui potevamo gestire la materia. Quindi abbiamo detto uniamoci alla squadra e combattiamo in linea per il bene dei nostri dipendenti in Europa. E finiti gli incentivi, ho deciso per il pooling per semplificare la vita dei miei ragazzi. Quindi se passi dal 12 al 21% di mix di auto elettriche, è una sfida. Quando sei supportato dal prodotto, e noi ce l’abbiamo, è più facile. Ma se sei sostenuto dagli incentivi, è meglio. E quello non ce l’abbiamo.
 
E il ricongiungimento riguarda anche le relazioni con i Governi. È chiaramente una parte della strategia. Quando vedi che tutti gli incentivi che avevi in tutti i Paesi stanno scomparendo. L’effetto in termini di costo del gap (nel mix di elettrico sulla produzione totale) diventa troppo pesante. Quindi devi concentrare le tue energie su come mettersi in regola, come raggiungere l’obiettivo. Non posso perdere tempo a combattere contro il mondo.
 
La priorità per il 2025 sarà quella di aumentare il numero di versioni ibride sui modelli di tutti i suoi marchi, come Opel, Citroen e Fiat. La seconda priorità è l’elettrificazione delle vendite di veicoli commerciali, che sono in ritardo rispetto agli obiettivi europei. Stellantis prevede di incrementare le vendite nella prima metà dell’anno con una “batteria” di modelli elettrici più accessibili, tra i 20 mila e i 35 mila euro, dalla Citroen C3 alla Fiat Grande Panda e all’Alfa Romeo Junior. Allo stesso tempo, la crescita dei volumi dovrebbe consentire al gruppo di continuare a vendere modelli a benzina con gli altri suoi marchi senza incorrere in sanzioni europee.
 
Il 2035 non è un problema per noi, il problema riguarda i prossimi tre o cinque anni, la rampa di salita è più importante del risultato finale e il risultato finale è chiaro. Ciò che è in gioco è il ritmo, il passo, la velocità, sono in gioco le condizioni, i metodi che usiamo per arrivarci: la buona notizia è che vedo tante delle nostre autorità, delle parti interessate, che scoprono la portata della questione, si rendono conto della portata delle conseguenze del salto che stiamo affrontando.
 
La Commissione UE dovrebbe aprire il tavolo del confronto con le parti interessate entro questo mese. Per quanto riguarda la decisione di Stellantis di ricorrere al cosiddetto “pooling” per evitare le multe per mancato rispetto dei nuovi limiti di emissioni di CO2, ciò dipende dalla valutazione che è nell’interesse di tutti, non è una decisione solo dettata da considerazioni di tipo finanziario. E cioè che non si vuole mettere le persone di fronte a un muro e il solo modo secondo me di dare aria fresca era questo.
 
I costruttori di auto hanno inviato alla Commissione europea delle dichiarazioni di intenti per creare gruppi di aziende secondo il meccanismo del “pooling” che permette di unire le flotte auto per rispettare i requisiti sulle emissioni evitando di conseguenza le multe. Occorre trovare clienti che le acquistino. Se si vuole raggiungere il 20% di auto elettriche ci sono due soluzioni: offrire prodotti elettrici o tagliare la produzione di  auto con motore a combustione. Quest’ultima è l’ultima decisione che prenderò, anche se è nel catalogo delle decisioni che possiamo prendere. È una cosa che non voglio seguire perché sarebbe un dramma per l’industria, per la nostra gente, per le nostre fabbriche. Di qui la scelta del “pooling”.
 
La questione principale nella visione dei consumatori riguarda il dispiegamento delle stazioni di ricarica delle auto elettriche più che l’autonomia della batteria, i consumatori vogliono la colonnina presso casa, sulle autostrade, vogliono caricare in venti minuti al massimo non in due ore. Quindi, per ciò che riguarda il messaggio da dare alle autorità, non ci sono che due scelte: o si sostiene la domanda con incentivi o ci aiutate a sviluppare una rete di ricarica.
 
Per questo non possiamo aspettare, perchè in Italia domani non si moltiplicherà per quattro l’infrastruttura di ricarica e quindi il mercato non sta seguendo. Non è un problema quello delle infrastrutture di ricarica che si risolverà velocemente, persisterà nei prossimi cinque anni. Ecco perché abbiamo bisogno di un supporto crescente da parte delle autorità e della regolamentazione per proteggere i nostri clienti e la nostra gente in termini di attività. 
 
 

Autostrade per l’Italia: “Smarts Logistics” per una mobilità sempre più efficiente

Autostrade per l'Italia: "Smarts Logistics" per una mobilità sempre più efficiente

Ha preso il via l’iniziativa “Smart Logistics”, il progetto promosso da Autostrade per l’Italia con l’obiettivo di identificare i principali fabbisogni dei maggiori player del mercato del trasporto merci e della logistica nazionale e condividere con loro le migliori soluzioni volte a implementare nuovi servizi di mobilità, anche digitali, nonché ottimizzare quelli già esistenti per efficientare e rendere più competitiva la logistica e i processi che la regolano.

Il mercato logistico ha un peso importante nell’economia nazionale e rappresenta anche uno dei principali fruitori della rete gestita da Autostrade per l’Italia. In Italia il mercato logistico ha un’incidenza sul PIL del 9% (in crescita di 2 punti percentuali rispetto al 2019) ed è costituito da circa 80 mila aziende conto terzi, con un fatturato complessivo superiore ai 110 miliardi di euro; a queste si aggiungono oltre 73mila autotrasportatori e circa 3 mila gestori di magazzino.

Il primo momento di confronto, che si è tenuto al Gazometro di Roma, è stato l’occasione per approfondire i risultati di una survey a cui hanno aderito circa cinquanta realtà, tra società e associazioni del settore. Tra i principali spunti di confronto, soprattutto la necessità di sviluppare strumenti in grado di agevolare la pianificazione sia dell’itinerario di viaggio, con aggiornamenti real time delle condizioni di traffico, che delle soste lungo il percorso, come la disponibilità e la prenotazione delle aree parking.

In linea con quanto previsto dall’imponente piano di sviluppo del Gruppo, la rete di Autostrade per l’Italia è sempre più interconnessa e digitalizzata. Il progetto Smart Logistics rientra infatti nelle attività previste da Mercury, il programma di ammodernamento tecnologico del Gruppo Autostrade. Un programma articolato in cinque stream (connected infrastructure, intelligent roads, flexible pricing, green solutions e urban mobility) all’interno dei quali le iniziative mirano a sviluppare i temi della sicurezza della circolazione e dei lavoratori, dell’innovazione e della mobilità sostenibile.

“Il dialogo con i principali player del trasporto merci e della logistica – afferma Roberto Tomasi, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia – è fondamentale per indirizzare le scelte industriali del nostro Gruppo, a partire dall’analisi della domanda e dell’offerta di nuovi servizi e tecnologie sempre più performanti. L’infrastruttura autostradale è da sempre un asset cruciale per lo sviluppo economico del Paese, come determinante è il ruolo dei settori del trasporto e della logistica: l’ulteriore rafforzamento della sinergia tra questi due mondi potrà produrre effetti tangibili sulla crescita nazionale e il benessere diffuso. Questo è il senso più alto della nostra iniziativa”.

 

Foto da ufficio stampa Autostrade per l’Italia

 

 

Milano e le nuove pedonalizzazioni: occorre una pianificazione strategica

Milano e le nuove pedonalizzazioni: occorre una pianificazione strategica

di Geronimo La Russa, presidente Automobile club Milano

In un servizio andato in onda il 6 gennaio sul TG4, ho avuto l’opportunità di condividere la posizione di Automobile Club Milano sulle trasformazioni che stanno interessando la nostra città, con particolare attenzione alla nuova pedonalizzazione di Corso Concordia e alle altre 20 aree recentemente realizzate.

Come ACM, sosteniamo con convinzione uno sviluppo urbano equilibrato e attento alle esigenze di tutti. La pedonalizzazione rappresenta un’opportunità significativa per migliorare la vivibilità dei nostri quartieri, ma richiede una pianificazione strategica che non può prescindere da soluzioni concrete per la sosta.
Il nostro impegno è orientato a una visione di Milano che sappia coniugare le aspirazioni di innovazione urbana con le necessità quotidiane dei cittadini. La trasformazione della città deve procedere di pari passo con lo sviluppo di infrastrutture adeguate, evitando di creare disagi o costi aggiuntivi per i residenti.

Automobile Club Milano continua a promuovere un dialogo costruttivo tra istituzioni e cittadini, elemento chiave per trovare il giusto equilibrio tra rinnovamento urbano e funzionalità.
Foto ufficio stampa ACI MILANO

Salone di Bruxelles 2025: Alfa Romeo e gli altri brand Stellantis grandi protagonisti

Salone di Bruxelles 2025: Alfa Romeo e gli altri brand Stellantis grandi protagonisti

di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)

 

Il Brussels Motor Show che si svolge a Bruxelles dal 10 al 19 gennaio 2025 è il primo grande appuntamento automobilistico dell’anno in Europa. Nella capitale belga si terrà una kermesse ricca di novità, anteprime e versioni speciali con oltre 100 espositori e 63 brand che animeranno la manifestazione pronta ad accogliere visitatori e appassionati da tutta Europa. 

Particolarmente rilevante sarà la presenza del gruppo Stellantis che vivrà il Salone di Bruxelles 2025 da protagonista con diversi brand del costruttore, su tutti Alfa Romeo, Opel e Peugeot, sotto la luce dei riflettori della manifestazione belga.

Alfa Romeo: in anteprima la serie speciale Intensa e la Junior Q4 integrale

Il palcoscenico del Brussels Motor Show ospiterà l’esordio della serie speciale Intensa, una nuova versione che rende omaggio alla tradizione del marchio del Biscione con dettagli esclusivi. I fari distintivi, gli interni raffinati e una cura maniacale per i dettagli caratterizzeranno la versione Intensa, che a Bruxelles verrà mostrata nella declinazione sui modelli Tonale e Stelvio.

Altra novità del marchio sarà l’Alfa Romeo Junior Q4, nuova versione ibrida dotata ditrazione integrale che arricchisce ulteriormente la gamma del B-SUV del Biscione. La parte elettrica del powertrain è composta da due motori EV: uno all’anteriore, integrato nel cambio automatico a doppia frizione a 6 rapporti, e uno all’asse posteriore. I due motori, pur senza collegamento fisico tra i due assi, sono in grado di garantire la trazione su tutte e quattro le ruote.

Alfa Romeo esporrà a Bruxelles anche la Junior 280 Veloce, versione elettrica ad alte prestazioni del SUV compatto del marchio, e la 33 Stradale, esclusiva ed elegante coupé a due posti che celebra l’omonima progenitrice del 1967 e che sarà prodotta in serie limitata di soli 33 esemplari.

Opel: occhi sui nuovi SUV Grandland, Frontera e Mokka

Al Salone di Bruxelles 2025 sarà presente anche il marchio Opel che all’evento in Belgio porterà la sua rinnovata gamma SUV, ovvero i nuovi modelli Grandland, Frontera e Mokka, tutti caratterizzati da una marcata elettrificazione, con gamma motori composta da soluzioni full electric o ibride a 48 volt. Oltre ai tre nuovi SUV di Opel, il brand del Fulmine esporrà in Belgio anche altri di modelli, tra i quali Corsa Electric, Astra Sports Tourer e Vivaro Electric.

Peugeot: gamma elettrica al centro della scena

Anche Peugeot sarà protagonista a Bruxelles con la Casa del Leone che all’evento nella capitale belga esporrà la prima gamma elettrica al completo. Ci sarà dunque la compatta Peugeot e-208, il SUV e-2008, la station wagon e-308 SW e il SUV e-3008, con quest’ultimo che arricchisce la propria offerta con la nuova versione “Long Range” con un’autonomia dichiarata di 700 chilometri nel ciclo WLTP.

Spazio poi al SUV full-size e-5008 e alla fastback e-408. La presenza del marchio del Leone a Bruxelles si estenderà anche nello stand Stellantis ProOne, dove tra i modelli esposti ci sarà il Peugeot e-Partner, il furgone completamente elettrico che garantisce fino a 780 kg di portata ed un’autonomia massima dichiarata di 330 chilometri.

 

Foto ufficiale di Alfa Romeo per il Salone

Europa ed emissioni (già abbattute): per le idiozie UE benessere del Continente a rischio

Incentivi esauriti: per l'auto elettrica brusca frenata

di Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia

 

Nonostante io resti convinto che le multe UE del 2025 verranno cancellate, resto sempre più sconcertato dalle affermazioni di alcuni esponenti della politica europea che ripetono che non cambierà nulla. Che i Paesi Bassi siano la fabbrica più produttiva di oltranzisti green è un fatto, che un Paese praticamente senza produzione automobilistica condizioni il destino della filiera industriale automotive europea è uno scandalo.

Ma il virus olandese non rende meno colpevoli i suoi seguaci, anzi: le emissioni europee di CO2 da fonte fossile (fonte GCP-Global Carbon Project https://globalcarbonbudget.org/fossil-fuel-co2-emissions-increase-again-in-2024/) sono già adesso la metà degli Stati Uniti e un quinto della Cina e continuano a scendere, ma nessun nostro ulteriore miglioramento avrà il benché minimo effetto sul bilancio globale perché adesso tocca alla Cina e tra poco anche all’India aumentare esponenzialmente le loro emissioni per raggiungere il benessere conquistato dai Paesi occidentali.

Il paradosso è che, grazie a questa idiozia, faremo prima noi a perdere il nostro benessere di quanto questi Paesi raggiungeranno il nostro livello attuale. Il paradosso è che la salvezza dell’Europa è ormai in mano ai capitali cinesi, l’Europa si avvia a diventare una colonia produttiva cinese: grazie Olanda, grazie Europa, grazie a tutti i vostri followers.

 

Foto archivio Saladino

 

 

Gli italiani per l’auto: spesi in acquisti oltre 47 miliardi

Anomalie di oggigiorno: hanno paura di Greta e chiedono la neutralità tecnologica
Foto: Pier Luigi del Viscovo, direttore del Centro Studi Fleet&Mobility
Nel 2024 la spesa degli italiani, famiglie e imprese, per immatricolare nuove auto stabilisce un nuovo record a oltre 47 miliardi di euro, secondo le prime stime del Centro Studi Fleet&Mobility elaborate sulla base dei dati ufficiali delle immatricolazioni fornite da DataForce e realizzate grazie al supporto di EVO e di Texa-TMD.
 
Si tratta di un incremento del 3% rispetto al valore del 2023, a fronte di volumi in flessione dell’1%, da 1.595.000 a 1.576.000 unità acquistate. A fare la differenza il prezzo medio unitario arrivato a 30.000 euro, con un aumento di oltre 1.000 euro sul 2023. Il fenomeno è attribuibile in parte all’aumento dei listini e in parte ai maggiori acquisti dei privati. Il crollo del noleggio a lungo termine, solo in parte compensato da più “Km 0” e maggiori acquisti del rent-a-car, ha fatto mancare immatricolazioni accompagnate da sconti molto forti, sebbene con mix spostato sui segmenti medio-alti.
 
“Mai tanti soldi destinati dagli italiani all’acquisto di auto nuove – commenta Pier Luigi del Viscovo, direttore del Centro Studi Fleet&Mobility – segno che la domanda c’è eccome.
Certo, un mercato meno “popolare” rispetto al passato. L’auto torna a essere una spesa importante, magari da tenere più a lungo, ma questo non necessariamente è un male. Con questo posizionamento voluto dall’industria è una fantasia pensare che possano tornare i
volumi pre-Covid: in economia, quando i prezzi salgono i volumi scendono”.
Foto da ufficio stampa Centro Studi Fleet&Mobility