19 novembre 2023: riflessioni ricordando le vittime della strada

Autovelox: bene il censimento, necessarie alcune precisazioni

di Giordano Biserni, presidente di ASAPS

Sì, ci rendiamo conto che parlare di vittime della strada in un periodo incastrato tra due terribili guerre può sembrare forse un po’ fuori luogo. Ma non è così. Sulle strade della grande palla rotonda che è la terra, ogni anno una guerra non dichiarata causa 1 milione e 300mila vittime in schianti della strada. Prevalentemente (sembrerà strano) in Africa, Cina, Sudamerica. Ma 21.000 se ne contano anche nell’UE e 127.000 nella intera regione europea, di cui  oltre 3.000 anche in Italia.

Oggi come ASAPS potremmo citare alcuni dati dei nostri Osservatori. Dati che abbiamo illustrato il 14 novembre nella audizione presso la Commissione Trasporti della Camera. Eccone alcuni. In Italia dal 1° gennaio sono deceduti nell’immediatezza del fatto: a) 379 pedono al 12.11.2023, b) 175 ciclisti 12.11.2023, c) 72 episodi di pirateria mortali (al 30.9.2023), d) 48 bambini deceduti (al 12.11.2023). Erano stati 39 i piccoli uccisi sulle strade in tutto il 2022 e 29 nel 2021. Un dato terribile per chi si occupa da decenni di sicurezza sulle strade. Una vera sconfitta. e) 1.133 vittime nei soli fine settimana (al 31.10.2023)

Ecco perché il 19 novembre, giornata dedicata alla memoria delle vittime della strada, non può passare nel solito colpevole silenzio.

Autostrade per l’Italia: energia cinetica delle auto per caselli e stazioni di servizio

Autostrade per l'Italia: energia cinetica

Prosegue l’impegno di Autostrade per l’Italia nella promozione di soluzioni “green” e “tech” per lo sviluppo e gestione sostenibile della rete autostradale. Illuminare una stazione di servizio o far funzionare un casello in autostrada grazie al passaggio dei veicoli: questi sono solo alcuni dei risultati che saranno possibili grazie al progetto Kinetic energy harvesting from vehicles” (KEHV), la prima sperimentazione al mondo in autostrada che prevede l’utilizzo di una piattaforma tecnologica capace di trasformare l’energia cinetica dei veicoli in decelerazione in energia elettrica, altrimenti dissipata in calore ai freni.

Questa tecnologia è stata sviluppata da Movyon, centro di eccellenza per la ricerca e l’innovazione del Gruppo Autostrade per l’Italia e leader nello sviluppo e nell’integrazione di soluzioni avanzate di Intelligent Transport Systems e monitoraggio delle infrastrutture. L’innovazione parte dalla Toscana. I test sono partiti in A1 nell’area di servizio di Arno Est e proseguiranno nei prossimi mesi anche con la sperimentazione in una pista di esazione.

L’obiettivo di Autostrade per l’Italia è realizzare una piattaforma, integrata con i principali sistemi di gestione e monitoraggio dell’infrastruttura autostradale, che possa produrre energia pulita oltre a quella tipica del fotovoltaico. Secondo le prime stime, grazie al passaggio medio giornaliero di 9mila veicoli, con un unico modulo sarà possibile produrre 30 Megawattora all’anno pari a una riduzione di 11 tonnellate di CO2. Un valore che corrisponde al consumo annuo di elettricità di un condominio composto da 10 famiglie. In una barriera autostradale come Firenze Ovest, a esempio, il consumo di elettricità è pari a circa 60 MWh/anno. Grazie all’installazione di due impianti sarà quindi possibile azzerare completamente il fabbisogno energetico della stazione.

Un sistema rivoluzionario. Il progetto KEHV è basato sull’impianto LYBRA sviluppato dalla startup 20energy s.r.l. Un veicolo che passa sopra al modulo attiva un generatore elettromeccanico e l’energia elettrica viene resa fruibile mediante un convertitore elettronico che ne permette la connessione alla rete. In un’area di servizio, a esempio, l’energia prodotta potrebbe essere utilizzata per alimentare l’illuminazione, la cartellonistica pubblicitaria e anche per i generatori di ricarica dei veicoli elettrici. Nel caso della stazione di esazione, l’energia generata potrà essere utilizzata dall’impianto del casello (casse, sbarre e illuminazione). 

Numeri e dati. Secondo le stime elaborate da Movyon nelle barriere di Milano Nord e Milano Sud, con un traffico giornaliero medio di circa 8mila veicoli pesanti e 63mila veicoli leggeri, gli impianti distribuiti sulle piste potrebbero raggiungere una produzione annua complessiva per ognuna delle due stazioni di oltre 200 MWh, con un risparmio di 70 tonnellate di CO2/anno. Nella seconda fase del progetto sono previste altre installazioni sulla rete in gestione.

La sperimentazione fa parte dei progetti sviluppati dal Gruppo in tema innovazione e sostenibilità. In base ai risultati ottenuti anche questo sistema potrà essere inserito all’interno del più ampio programma Mercury Smart Sustainable Mobility, il piano del Gruppo di Autostrade per l’Italia finalizzato alla creazione di un grande polo unitario e coordinato per l’innovazione tecnologica, al fine di garantire infrastrutture più sicure e partecipare da protagonisti alla rivoluzione che decarbonizzazione, digitalizzazione e nuovi servizi di trasporto stanno apportando a tutti i sistemi di mobilità.

Il programma coinvolge le diverse società controllate del Gruppo e consentirà di ammodernare gli asset e di allungarne la vita utile, rendendo il traffico più fluido e aumentando la sicurezza dei viaggiatori. Attraverso queste innovazioni tecnologiche Aspi punta a massimizzare l’autoconsumo di energia elettrica da fonti rinnovabili, al fine di ridurre la carbon footprint e contestualmente aumentare la resilienza energetica dell’infrastruttura autostradale.

Gli italiani e l’auto: l’indagine di SIXT e Università di Pavia

Una nuova indagine condotta da SIXT, provider internazionale di servizi di mobilità premium, in collaborazione con un pool di specialisti in scienze politiche e sociali dell’Università di Pavia, guidati dal professor Flavio Antonio Ceravolo, Direttore del Corso di Laurea Magistrale in Comunicazione Digitale, traccia un quadro dei comportamenti di mobilità degli italiani di oggi e per il futuro.

L’indagine è stata sviluppata utilizzando un campione rappresentativo di potenziali utenti a livello nazionale in tutte le fasce d’età (1026 partecipanti, 50,3% uomini e 49,7% donne in età compresa tra i 18-65 anni); il questionario, composto da 50 domande, è strutturato in cinque sezioni. Queste sezioni indagano su temi specifici, come le abitudini di mobilità, la conoscenza generale del campione su argomenti legati alla mobilità (politiche, costi, ecc.), nonché un’esplorazione approfondita delle alternative alla proprietà del veicolo, come il noleggio e lo sharing.

La vita quotidiana, i fine settimana e le meritate vacanze

Il 56,6% degli intervistati, sondati sulle loro abitudini di mobilità nella vita quotidiana, ha dichiarato di utilizzare l’auto per gli spostamenti quotidiani. I dati sono omogenei per tutte le fasce d’età degli intervistati. Quando le persone non usano l’auto, si spostano a piedi (35,5%). Questo risultato si spiega con la naturale complementarietà dei due mezzi e con la struttura delle nostre città: dopo aver parcheggiato l’auto, le persone raggiungono la loro destinazione a piedi; ciò si spiega con la significativa differenza tra il centro città, dove le auto sono fortemente limitate, e la periferia.

Certamente, la differenza di situazioni di vita permette un diverso equilibrio delle componenti: ad esempio, durante le vacanze, l’utilizzo dell’auto diminuisce a favore di alternative tra cui l’uso della bicicletta; mentre nei fine settimana il dominio dell’auto è incontrastato in tutta la penisola. Gli italiani amano anche gli spostamenti a piedi, che sono la seconda scelta per il campione intervistato, quale alternativa naturale e complementare all’auto (sia nella vita di tutti i giorni che, a maggior ragione, in vacanza).

Il fine settimana radicalizza abitudini già presenti e consolidate nel campione intervistato. A beneficiarne sono soprattutto l’automobile (che aumenta del +4%, passando dal 56,5% al 60,9%) e gli “spostamenti a piedi” (che rimangono stabili con una variazione del -0,3%, passando dal 39,5% al 39,2%), che si confermano come prima e seconda scelta di mobilità degli intervistati. Come previsto, l’uso dei mezzi pubblici diminuisce (-5%, dall’11% al 6%), anche se rimane più diffuso nelle fasce d’età più giovani (22,9% per i 18-30 anni) come seconda scelta di mobilità.

Gli Italiani e le auto: indubbiamente una questione di proprietà, ma anche una potenziale area di crescita. Soprattutto per le generazioni più giovani potrebbe esserci un bacino potenziale di utenti disposti a prendere in considerazione modalità di mobilità alternative, strettamente legate a soluzioni temporanee ed efficienti dal punto di vista ambientale. L’auto in Italia è vista soprattutto come una forma di proprietà, con il 97% di coloro che la usano quotidianamente per i loro spostamenti, che la dichiara come propria. Se la “proprietà” rimane un tema pressoché irremovibile, un’ampia fetta del campione si ritiene attenta ai cambiamenti normativi e consapevole della generale incertezza che circonda la mobilità privata.

Questi fattori potrebbero favorire soluzioni che offrono maggiore flessibilità, cogliendo la fase di transizione, come il noleggio a medio-lungo termine, che elimina i costi di immobilizzazione tipicamente associati alla proprietà dell’auto. Nel mercato italiano, il settore del noleggio è probabilmente in evoluzione. Questa impressione è supportata dai dati dell’istantanea attuale: Il 59% del campione dimostra un atteggiamento positivo nei confronti delle alternative alla proprietà (come il noleggio), a patto che siano accompagnate da impegni finanziari ridotti e/o da incentivi che vadano nella stessa direzione: l’indagine riferisce di una crescente e diversificata domanda di accesso on-demand ai mezzi di trasporto da parte degli utenti che puntano a servizi aggiuntivi disponibili per personalizzare l’esperienza di utilizzo, in base alle proprie esigenze e ai propri desideri individuali.

Per la mobilità del futuro, due alternative “climate-friendly”, soprattutto per le giovani generazioni. Il trasporto pubblico sta resistendo bene, soprattutto per le giovani generazioni, dove rappresenta una scelta alternativa all’auto (anche se non durante i fine settimana, quando il trasporto privato domina in tutto il Paese). Si attesta all’11%, ma è particolarmente diffuso tra i giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni (17,5%) e tra i “pendolari” (fino a 60 anni), con un leggero calo tra i trentenni e i quarantenni (9,8%), probabilmente a causa delle responsabilità genitoriali (i figli piccoli hanno spesso esigenze di mobilità incompatibili con il trasporto pubblico).

Per ragioni simili a quelle legate al ciclo di vita, l’attrattiva del trasporto pubblico diminuisce tra la popolazione più anziana (61-70 anni) e raggiunge il punto più basso (7,0%) in questa fascia d’età. In termini assoluti, con una percentuale dell’1,8%, la condivisione rimane una scelta residuale per la popolazione generale. Tuttavia, se suddivisa per fasce d’età, emerge una chiara distinzione generazionale: i giovani adulti (18-40) sono più propensi a utilizzare il trasporto condiviso, rappresentando oltre il 61% di coloro che lo utilizzano come “prima scelta” per gli spostamenti quotidiani.

Questo significa che oltre il 60% del campione tra i 18 e i 40 anni utilizza i servizi condivisi per la mobilità quotidiana? Assolutamente no. I dati relativi a questa fascia d’età sono più alti della media generale – 3,7% per i 18-30 anni e 2,3% per i 31-40 anni. Tuttavia, è fondamentale per definire la traiettoria temporale di un bacino di utenza potenziale e di un mercato che, sebbene attualmente stenti a decollare, si sta indubbiamente preparando alle manovre di decollo.

Angelo Ghigliano, vicepresidente e amministratore delegato di SIXT: “Con questa indagine SIXT, tra i leader mondiali della mobilità, ha cercato di scattare una fotografia di come si muovono gli italiani per creare una panoramica di quello che potrebbe essere lo scenario futuro legato all’utilizzo dell’auto, anche in modalità alternative alla proprietà. Una sorta di punto di riferimento rispetto allo scenario del mercato italiano, per accompagnare l’utente verso nuove opportunità di utilizzo di mezzi di mobilità sempre più personalizzati e sostenibili. In questo scenario SIXT offre diverse proposte di mobilità in grado di cogliere le diverse esigenze con flotte di marchi premium per il tempo libero e per il business”.

Barista On-Demand: prima coffee station a guida autonoma

Rivoluzionare la coffee experience: questo è l’obiettivo di Barista On-Demand, la prima coffee station mobile sviluppata da Rhea Vendors Group e Neolix, che integra macchine da caffè automatiche in un veicolo a guida autonoma. Un vero “barista”, disponibile 7/24, pronto a servire un caffè di qualità on demand: con un semplice clic dall’app mobile, i consumatori possono infatti ordinare un caffè e riceverlo ovunque desiderino, a casa, al parco o in ufficio. Un progetto di innovazione che porta l’eccellenza del Made in Italy nel mondo e apre la strada a nuovi straordinari sviluppi nel settore della distribuzione automatica applicata alla guida autonoma.

Barista On-Demand valorizza la ricca tradizione del caffè italiano, mettendo le persone al centro di un’esperienza inclusiva, innovativa e sostenibile. La coffee station è in grado di raggiungere i consumatori in qualsiasi luogo, confermando l’impegno di Rhea nella ricerca di soluzioni di hospitality innovative e all’avanguardia. La partnership con Neolix Technologies, azienda cinese pioniera nel campo dei veicoli autonomi, ha come presupposto la collaborazione di entrambe le aziende per un futuro più automatizzato e sostenibile: Barista On-Demand è infatti alimentata da fonti di energia rinnovabili, mentre le macchine da caffè Rhea vantano tecnologie all’avanguardia nel mondo della distribuzione automatica.

“In un mondo in rapida evoluzione, vediamo il ritmo delle abitudini quotidiane accelerare a una velocità senza precedenti, richiedendo soluzioni in grado di soddisfare una domanda immediata. Questo progetto risponde proprio a questo cambiamento e offre una nuova prospettiva di smart mobility nel new retail. Non sono più le persone a muoversi per raggiungere i distributori di caffè, ma sono le caffetterie che, grazie alla tecnologia, raggiungono i consumatori”, afferma YU Enyuan, fondatore e Ceo di Neolix Technologies. “Siamo all’avanguardia nelle soluzioni di mobility globale e il nostro obiettivo non è solo quello di migliorare la mobilità, ma anche di potenziare i settori tradizionali, assicurando, ad esempio, che gli amanti del caffè ricevano un’esperienza soddisfacente on the go”.

“Con Barista On-Demand apriamo la strada a nuove prospettive di consumo. Questo progetto è il risultato emblematico della cooperazione imprenditoriale tra Italia e Cina verso l’innovazione e un nuovo modo di vivere l’ospitalità. Abbiamo unito il design italiano e i nostri 60 anni di esperienza nel settore del caffè, al potenziale innovativo di Neolix, per fornire una coffee experience di altissimo livello che guarda alle città del futuro”, ha dichiarato Andrea Pozzolini, Ceo di Rhea Vendors Group.

Il primo prototipo di Barista On-Demand è stato presentato al CIIE, China International Import Expo, la principale fiera cinese, che si tiene a Shanghai, dedicata al commercio internazionale con la Cina.

Transizione “green” automotive: c’è ancora tanta strada da fare

Transizione automotive

L’automotive è sicuramente uno dei settori maggiormente impattati dalla grande rivoluzione “green” che vede la sostenibilità emergere come un nuovo e indispensabile requisito competitivo. La filiera automotive rappresenta infatti un comparto strategico per l’industria italiana che però, rispetto a quanto avviene in altri Paesi europei, fatica ancora ad adottare un approccio “di sistema” alle trasformazioni in corso. Innovazione, modalità di produzione sostenibili e riduzione dell’impatto ambientale diventano infatti elementi di valutazione sempre più importanti anche per le aziende produttrici.

Uno stato di cose che presto si rifletterà anche nelle regolamentazioni nazionali e sovranazionali: lo dimostra il recente Lieferkettengesetz tedesco, una legge che impone a ogni azienda con più di 3.000 dipendenti (1.000 dal 2025) di verificare i comportamenti sostenibili, ambientali e sociali dei propri fornitori.

Lifonti & Company, agenzia di stakeholder engagement che sta già affrontando insieme ad alcuni clienti la grande trasformazione della transizione ecologica, ha effettuato una ricerca sulla narrazione della sostenibilità in uno dei principali ambiti industriali italiani: il settore automotive. La ricerca è stata condotta su un campione di 55 aziende dell’indotto, italiane o succursali di aziende internazionali attive in Italia.

L’analisi ha considerato 4 assi principali: sito internet, social media, media relations e attività esterne. In estrema sintesi, le nostre aziende hanno fatto importanti passi avanti in termini di innovazione e sostenibilità ma questi progressi non sono per lo più efficacemente comunicati lasciando ampie potenzialità per una incisiva comunicazione sugli aspetti collegati allo sviluppo in questi ambiti.

Il sito internet è considerato un asset indispensabile per il 96% delle aziende analizzate, ma per il 65% del campione è un canale principalmente commerciale, mentre il 35% utilizza il sito anche come canale di brand awareness e di valorizzazione dell’azienda. I contenuti dedicati alla sostenibilità e alla transizione energetica faticano però ad emergere: solo il 5% dei soggetti analizzati tratta questi argomenti nel proprio sito. Risultato incoraggiante emerso dalla ricerca è quello relativo al report di sostenibilità: il 41% delle aziende analizzate pubblica un Report o un Bilancio di sostenibilità sul proprio sito e 2 aziende su 5 scelgono di farlo autonomamente, in quando non quotate e non obbligate per legge.

Altro dato emerso, che dimostra come le attività legate a innovazione e ricerca e sviluppo vengono spesso menzionate, ma poco approfondite, è che solo il 22% delle imprese pubblica brevetti, white paper o analisi di scenario sul proprio sito.

La ricerca i si è poi focalizzata sull’utilizzo dei social network da parte delle imprese della filiera automotive ed è emerso che 4 aziende su 5 utilizzano canali social, ma con intensità differenti: il 20% ha più di 4 canali social, il 35% ha 3-4 canali social, il 28% ha 1-2 canali social. LinkedIn, utilizzato dall’80% del campione, si conferma il social più utilizzato. Facebook, scelto dal 54% delle aziende, mostra invece un utilizzo decrescente e viene principalmente utilizzato per ripubblicare i medesimi contenuti di LinkedIn e in concomitanza con quest’ultimo.

Un dato particolarmente interessante è quello relativo ad Instagram che ha conosciuto una crescita notevole: il 62% del campione lo utilizza come piattaforma per parlare di sostenibilità, producendo e pubblicando contenuti dedicati. Meno della metà del campione (41%) ha postato nell’ultimo mese almeno un contenuto sui temi della sostenibilità o della transizione, a testimonianza della relativa rilevanza attribuita dal settore a questo tipo di comunicazioni.

Iveco Group: una gamma tutta nuova e “multi carburante”

Iveco Group: una gamma tutta. nuova

di Roberta Pasero

“Un miliardo di euro di investimento, il più importante di sempre per Iveco, il rinnovo di tutta la gamma, un nuovo motore rivoluzionario multifuel e un nuovo logo color blu energy. Inizia da qui il nostro futuro”.

 

Ecosistema di mobilità

Le parole di Luca Sra, presidente Truck Business Unit di Iveco Group, accendono la platea di 1.500 giornalisti e dealers all’evento mondiale “Be the chance Full range 2024 Launch”. a Barcellona, e suggellano nella scenografia hollywoodiana della Fira Gran Via, la strategia del brand italiano. É Gerrit Marx, Ceo di Iveco Group, a spiegare nei dettagli la strategia 2024 mondiale del brand che punta a un ecosistema di mobilitá partendo dal nuovo motore Cursor 13 con un’architettura multi carburante, adatto per Diesel, natural gas e predisposto per idrogeno.

 

Nuovo motore multifuel

“Sará montato sul camion pesante S-Way ModelYear 24 ed é una novità rivoluzionaria da quando il motore Cursor è stato introdotto sul mercato negli anni ’90. Il nuovo S-Way offre un risparmio di carburante fino al 10% in Diesel e gas e, se alimentato con gas naturale bioliquefatto, può eliminare completamente le emissioni di CO2”.

 

Elettrico, ma non soltanto

Non è l’unica novità per Iveco che punta su un mix di motorizzazioni elettriche (con il lancio dell’eDaily e di S-eWay, primo camion pesante “green” sin dalla nascita, e con un software prodotto da Iveco), ma non soltanto: “Puntando tutto sull’elettrico il rischio è che si passi da una dipendenza dai Paesi produttori di petrolio a quella dai Paesi produttori di componenti per le batterie”, riflette Marx che ha anche confermato la policy dei dividendi: nel 2024 Iveco, al suo secondo anno da società indipendente, distribuirà il primo sui risultati del 2023.

 

Partnership musicale

Però Iveco non continuerà a viaggiare soltanto in Borsa, ma anche a ritmo di heavy metal: “Siamo partner delle leggende del rock Metallica nel tour europeo 2024 del loro M72 World Tour”, anticipa Marx. “Camion elettrici e a gas naturale accompagneranno la band nelle varie tappe e minibus elettrici e a gas serviranno da navetta durante i concerti”. Una transizione a tutto volume.

 

Cybersecurity: perché è alla base dell’evoluzione digitale

Cybersecurity

Una cybersecurity efficace è in grado di accelerare il processo di digitalizzazione di un’organizzazione, ma sono ancora pochi i responsabili di business che riconoscono la connessione tra sicurezza IT e la possibilità di un utilizzo consapevole dei dati. A rivelarlo è “Risk and Reward: Joining the dots between security and data-driven insight for sustainable growth”, l’ultimo studio Trend Micro, leader globale di cybersecurity, che ha coinvolto anche l’Italia.

“Avere una visione consapevole e basata sui dati permette di pianificare una crescita sostenibile, strategia sempre più richiesta e apprezzata dai consigli di amministrazione delle aziende”. Ha affermato Alex Galimi, SE Team Leader di Trend Micro Italia. “I dati devono essere adeguatamente protetti, oppure queste iniziative avranno fondamenta molto deboli. Sarebbe infatti opportuno per i responsabili aziendali considerare l’importanza della security all’interno dei piani di crescita e i CISO dovrebbero essere più autorevoli”.

Secondo lo studio, il 61% del campione concorda sulla necessità urgente di diversificare la provenienza dei ricavi, a causa di un contesto macroeconomico e geopolitico incerto. Il 68% ha affermato che l’accesso ai dati è fondamentale per supportare nuovi flussi di entrate e addirittura il 91% ritiene di poter risparmiare sui costi attraverso un utilizzo migliore delle informazioni.

L’analisi dei dati può migliorare l’agilità aziendale, aiutando le organizzazioni ad anticipare i trend di mercato e permettendo loro di mettere in pratica scenari finanziari predittivi e altro ancora. Tuttavia, più di un terzo dei responsabili aziendali ha affermato di non comprendere la connessione tra cybersecurity e visibilità sui dati. Un numero ancora maggiore non capisce il legame tra sicurezza e creazione di nuovi flussi di entrate (48%) o riduzione dei costi (55%).

Più della metà degli intervistati ha poi affermato che le attuali politiche e processi di security della propria organizzazione separano le informazioni in silos. Questo potrebbe danneggiare il processo di analisi dei dati e rafforzare la necessità di un approccio integrato e basato su piattaforma. Sebbene alcuni responsabili aziendali non siano ancora convinti, quasi due terzi degli intervistati ritiene che le strategie di sicurezza siano in grado di aumentare la velocità della digitalizzazione.

La ricerca ha anche rivelato che la postura di security delle organizzazioni sta maturando. Quasi tre quarti dei responsabili IT intervistati ha affermato che la propria azienda monitora costantemente i livelli di rischio informatico e un terzo lo riferisce direttamente al board come procedura di misura del rischio aziendale.

Il 79% del campione, per concludere, ha affermato che la propria organizzazione dispone di un programma di miglioramento informatico per poter raggiungere gli obiettivi di trasformazione digitale.

Trend Micro ha commissionato a Sapio Research di intervistare 2.718 decisori di business in aziende con oltre 250 dipendenti in tutto il mondo. I Paesi coinvolti sono stati 25, Italia inclusa.

Germania e politiche “green”: il re è nudo

di Andrea Taschini, manager automotive
I costi energetici tedeschi dopo lo spegnimento delle centrali nucleari, dell’interruzione dei flussi di gas russo e seguendo piani ambientalisti basati su pale eoliche e pannelli solari, stanno portando la Germania verso la deindustrializzazione a tappe forzate.
I cittadini con le loro tasse sono così chiamati a ripianare le perdite di competitività sotto il ricatto “niente industria, niente lavoro”.

Un chiaro e forte monito a tutti gli altri Paesi industrializzati ed energivori come l’Italia. Le politiche ambientaliste che hanno preteso un agenda inefficace ed economicamente insostenibile, devono essere riviste con estrema urgenza, senza ideologie e senza alcuna esitazione.

“DEKRA Road Safety Award 2023”: premiata Bosch a #FORUMAutoMotive

Premiazione Dekra-Forumautomotive

Foto: da sinistra: Toni Purcaro e Camillo Mazza

 

È stato assegnato a Bosch il Premio Internazionale DEKRA Road Safety Award 2023 giunto alla sua sesta edizione. Il riconoscimento è stato conferito per l’impegno quotidiano della multinazionale tedesca sul tema della sicurezza stradale. A ritirare il premio Camillo Mazza, General Manager Robert Bosch GmbH Branch in Italy.

Il DEKRA Road Safety Award che valorizza l’operato di realtà, aziende italiane o figure professionali più attive nell’ambito della sicurezza stradale, è stato consegnato da Toni Purcaro, Presidente DEKRA Italia e head of DEKRA Region Central East Europe & Middle East, durante il #FORUMAutoMotive che si è tenuto a Milano.

“Quello della sicurezza stradale è da sempre un tema fondamentale per Bosch. Infatti, attraverso la nostra “Tecnologia per la vita”, per citare il nostro slogan, ci impegniamo a rendere la mobilità del futuro sempre più sicura. Per questo, ampliamo costantemente il nostro portfolio con sistemi che proteggono gli utenti della strada e perfezioniamo costantemente le tecnologie già esistenti”, ha commentato Camillo Mazza, General Manager Robert Bosch GmbH Branch in Italy.

Auto elettrica a noleggio con rottamazione: “leasing sociale” in base all’ISEE

ACI-Fondazione "Caracciolo

di Angelo Sticchi Damiani, presidente di ACI

Servono delle alternative che consentano anche alle famiglie a basso reddito di avere accesso alle auto elettriche o plug-in. Da qui la  proposta di uno schema di “leasing sociale”, sulla falsariga di quello avviato in Francia, che consenta di noleggiare un veicolo elettrico a prezzi e condizioni accessibili a tutti, in cambio della rottamazione della vecchia auto.
La rata verrebbe definita da un algoritmo sulla base di tre indicatori: l’ESEE, l’età del veicolo da rottamare e la tipologia di auto che si intende noleggiare. Chi ha un ISEE più basso avrà una rata di noleggio più bassa, allo stesso modo più vecchia è l’auto da
rottamare più conveniente sarà il noleggio. ACI sta ragionando su una rata media di 95 euro, che potrà scendere a 70 per i redditi più bassi o arrivare a un massimo di 120 per chi ha un reddito più alto