Maldarizzi: al via la nuova sede a Lecce

Maldarizzi

Maldarizzi Automotive è a Lecce: alla presenza del presidente della Maldarizzi Automotive S.p.a., Francesco Maldarizzi, del sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, autorità e amici, è stata inaugurata la nuova sede in viale Portogallo 16 a Lecce. #maldarizziloveslecce è stato l’hashtag protagonista dell’opening party che ha visto Maldarizzi Automotive festeggiare le novità insieme ai principali attori del territorio. Una nuova sede e nuovi brand: oltre all’usato multibrand la nuova concessionaria di vendita e assistenza è anche Skoda, MG Motor, smart e Ineos Grenadier.

L’ apertura della sede sales e after sales di Lecce era stata annunciata a dicembre 2023 nel temporary store di via Braccio Martello.

“Prosegue con forza il nostro progetto industriale – ha dichiarato il Cavaliere del Lavoro, Francesco Maldarizzi – un ulteriore tassello dell’investimento della nostra azienda che con la sua presenza nel Salento si estende adesso su tutta la Puglia e la Basilicata”.

Dal 1979 Maldarizzi Automotive è una delle più importanti realtà italiane del mercato automobilistico, con sedi in Puglia e in Basilicata. L’azienda si occupa di vendita di auto nuove, usate, Km 0, servizi di assistenza post-vendita, noleggio a medio e lungo termine, assistenza e ricambistica dei più importanti brand automobilistici.

McKinsey & Company: report sull’importanza degli ADAS

Incentivi auto 2024

La ricerca di McKinsey mostra come le tecnologie di guida autonoma (AD) possano svolgere un ruolo sempre più importante nella user experience in ambito automobilistico. Potrebbero infatti rappresentare un’opportunità multimiliardaria per gli operatori della settore: per i principali casi d’uso dell’AD, McKinsey prevede un valore di mercato compreso tra 300 e 400 miliardi di dollari nel prossimo decennio e in avanti.

Lo sviluppo delle tecnologie AD rappresenta una delle principali trasformazioni che stanno interessando le modalità in cui i consumatori utilizzano e interagiscono con i veicoli. È quindi importante comprendere le percezioni e le preferenze dei consumatori, dal momento che i player che operano nella mobilità si stanno addentrando in un settore sempre più autonomo.

L’indagine McKinsey Mobility Consumer Pulse esamina regolarmente gli utenti della mobilità analizzandone le percezioni e le preferenze in materia di mobilità futura, con uno sguardo sull’AD. La ricerca si basa sulle evidenze di un sondaggio condotto su un campione di 30.978 utenti del mercato della mobilità, in 15 mercati globali. Oltre all’Italia, anche Australia, Brasile, Cina, Egitto, Francia, Germania, Giappone, Norvegia, Arabia Saudita, Sudafrica, Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti.

Secondo le evidenze, il 51% degli acquirenti di autovetture potrebbe passare in futuro a una versione di veicolo completamente autonomo (AV): Il 19% è disposto a passare a un AV senza opzione di guida manuale e il 32% lo farebbe se funzion di guida manuale fossero ancora disponibili. Le risposte del sondaggio evidenziano inoltre che il tema della sicurezza è il fattore che tende più ad ostacolare l’adozione di veicoli a guida autonoma, con molti consumatori che hanno espresso la necessità di conoscere meglio l’AD e il suo funzionamento, e di familiarizzare con la tecnologia.

A oggi, le funzioni dei sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS) presenti nei veicoli sono raramente utilizzate. In media il 25-30% dei consumatori che dispongono di funzioni ADAS di base, come il controllo attivo della velocità di crociera (ACC) o l’assistenza al parcheggio, non le utilizza mai o raramente per diversi motivi, tra cui il piacere della guida, la mancanza di familiarità o conoscenza e timori in materia di sicurezza.

Analizzando l’andamento degli acquisti futuri, McKinsey ha rilevato che i consumatori sono sempre più interessati a gradi crescenti di assistenza alla guida e di autonomia tecnologica, principalmente legato al fatto che sempre più persone sono orientate verso soluzioni di mobilità elettrica. Solo il 5% degli acquirenti di veicoli elettrici (EV) dichiara di non desiderare alcuna funzione ADAS nella propria auto; e nei segmenti premium questa percentuale scende a meno dell’1% dei consumatori. Viceversa, il 42% degli acquirenti di veicoli elettrici e il 38% degli acquirenti di auto di marchi premium affermano che sarebbero molto propensi a cambiare brand per beneficiare di funzioni ADAS migliori. 

In media, i proprietari di veicoli elettrici sono più propensi degli altri acquirenti di auto a prendere in considerazione l’acquisto di funzioni ADAS, con una probabilità due volte superiore a quella degli acquirenti di veicoli a combustione interna (ICE). Allo stesso modo, anche gli acquirenti di marchi premium mostrano un maggiore interesse per l’acquisto di ADAS.

Inoltre, il 50% dei consumatori che sono propensi o molto propensi ad acquistare una funzione di autonomia di quarto livello (SAE Level Four) è disposto ad effettuare un pagamento una tantum fino a 9.999 dollari. L’indagine mostra inoltre che i consumatori sono sempre più propensi ad adottare funzioni di guida autonoma L2+ o L3 per le proprie auto private, mentre sono più interessati alle funzioni L4 o L5 per la mobilità condivisa. Quasi il 50% rinuncerebbe infatti all’auto privata se nella propria città fossero disponibili servizi AV condivisi. Infine, l’81% sarebbe disposto a condividere uno shuttle autonomo.

La maggior parte dei consumatori preferisce acquistare le funzioni ADAS come parte della configurazione complessiva del veicolo o come upgrade successivo all’acquisto, pagando un prezzo fisso per intero. Tuttavia, il 23% dei consumatori preferisce piani di abbonamento flessibili o accordi pay-per-use su richiesta. Nel complesso, l’indagine mostra che i consumatori si ritengono soddisfatti dell’esperienza ADAS: l’80% riacquisterebbe le funzioni ADAS di cui dispone attualmente.

Conferenza ACI su Traffico e Circolazione: il 14% guarda all’elettrico per i prossimi 10 anni

Conferenza ACI su Traffico e Circolazione

Foto: archivio FORUMAutoMotive 2024 – 

 

Accelerare il rinnovo del parco circolante: in Italia quasi 4 auto su 10 (39%) hanno più di 15 anni d’età; consentire l’uso in sicurezza dei veicoli con sistemi avanzati di assistenza alla guida e favorire l’introduzione dei veicoli a guida automatica, digitalizzando le infrastrutture e adeguando manti e segnaletica stradale; accelerare il processo normativo che abilita l’uso di veicoli con sistemi avanzati di guida autonoma; integrare i percorsi formativi dei giovani, con moduli relativi all’uso dei sistemi di assistenza alla guida; promuovere campagne informative sui benefici dei sistemi di assistenza alla guida e analisi specialistiche per evidenziare l’eventuale impatto sugli incidenti stradali delle dotazioni di assistenza alla guida e guida automatica.

 

Sono questi – secondo “L’auto di domani: sicura, sostenibile e accessibile”, il Rapporto della Fondazione Caracciolo, presentato a Roma, alla 76esima “Conferenza del Traffico e della Circolazione” – i sei punti imprescindibili per far sì che, anche in Italia, automazione ed elettrificazione possano rivoluzionare la mobilità, rendendola più sicura, più efficiente e più verde.

 

Sei anche i passi necessari per affrontare, in modo eco-razionale, il percorso verso l’auspicato azzeramento delle emissioni di gas serra: coprire, con fonti rinnovabili, la crescente domanda di energia elettrica, riducendo la dipendenza dalle fonti fossili; affrontare – in modo tecnologicamente neutro – il tema dei carburanti “alternativi”, valutando, congiuntamente, coefficiente emissivo e di efficienza; cogliere i progressi della chimica delle batterie e valorizzarne il potenziale di accumulo per le fasi di sovrapproduzione rinnovabile; valutare, nelle politiche di sostegno al rinnovo, tutte le opzioni che consentono di traguardare in modo razionale, gli obiettivi di riduzione dell’impatto carbonico; incentivare i comportamenti di acquisto e guida sostenibile delle auto, utilizzando le possibilità offerte dalle tecnologie disponibili; introdurre nei corsi per l’acquisizione della patente di guida gli elementi essenziali sui diversi sistemi di alimentazione ed i relativi motori.

 

“La mobilità di domani – ha dichiarato il presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani – sarà un ecosistema complesso. Per arrivarci, occorre lavorare oggi su un insieme di criticità che richiedono un sistema integrato di azioni, coordinate da una politica di lungo periodo che favorisca l’evoluzione tecnologica dei veicoli, l’ammodernamento delle infrastrutture stradali ed energetiche, l’adeguamento della normativa e la diffusione di una nuova cultura della mobilità responsabile e sostenibile per tutti”.

Secondo Giuseppina Fusco, presidente della Fondazione Caracciolo e vicepresidente ACI, “per tradurre in politiche concrete e razionali gli scenari virtuosi prefigurati nei programmi, è necessario mantenere un ‘approccio realistico e tecnologicamente neutro’, che tenga conto degli importanti traguardi raggiunti dalla nostra industria, in virtù dell’ingegno e degli investimenti in ricerca e sviluppo che l’Italia ha portato avanti in questi anni. Un significativo contributo alla decarbonizzazione della mobilità può derivare dai biocarburanti avanzati, già utilizzabili nei veicoli in circolazione, che offrono livelli emissivi analoghi a quelli dei veicoli elettrici e consumi energetici addirittura inferiori. Senza contare i benefici in termini di economia circolare”.

 

NUOVE TECNOLOGIE E GUIDA AUTONOMA: DETERMINANTI PER LA SICUREZZA

 

Le nuove tecnologie possono offrire un contributo determinante in materia di sicurezza stradale, soprattutto in considerazione del fatto che, nel nostro Paese, l’errore umano è responsabile di circa il 90% degli incidenti stradali. Analizzando le medie Aci-Istat sull’incidentalità stradale degli ultimi 10 anni, in Italia, i moderni sistemi di sicurezza avrebbero potuto evitare il 28% degli incidenti frontali, il 21% di quelli laterali e l’11% di incidenti che coinvolgono i pedoni. Nei prossimi 15 anni, secondo la Commissione Europea, i sempre più evoluti sistemi di assistenza alla guida (ADAS), e le funzionalità più avanzate di guida autonoma, potranno salvare oltre 25mila vite ed evitare almeno 140mila lesioni gravi. Nel nostro Paese, tuttavia, possono circolare solo auto con sistemi di automazione di livello 1 e 2. La normativa attuale, infatti, non consente ancora l’ingresso sul mercato di mezzi con guida autonoma di livello superiore e le infrastrutture stradali non sono ancora adeguate ai requisiti dei sistemi parzialmente autonomi.

 

ITALIA: 39% AUTO HA PIÙ DI 15 ANNI: URGE RINNOVARE IL PARCO CIRCOLANTE

 

In Italia, oltre il 39% delle auto in circolazione ha più di 15 anni d’età. Auto notevolmente più insicure (e più inquinanti) di quelle di nuova immatricolazione. Senza un immediato cambio di passo nel percorso di rinnovo di un parco circolante – costituito, prevalentemente, da veicoli sprovvisti di tecnologie in grado di contenere in modo significativo il rischio incidentalità – la rivoluzione auspicata non ci sarà.

 

INFORMARE GLI AUTOMOBILISTI DI OGGI: GUIDA ASSISTITA O AUTONOMA POSSONO SALVARE LA VITA

 

Per loro stessa ammissione, gli automobilisti italiani non appaiono sufficientemente informati della rivoluzione in atto. Lo confermano le prime evidenze di un’indagine di prossima pubblicazione – che ha coinvolto un campione (9mila intervistati) rappresentativo degli automobilisti più attenti al mondo dell’automobile – realizzata dalla Fondazione Caracciolo. Le nuove tecnologie risultano note, tuttavia, una parte importante degli automobilisti avverte l’esigenza di sottoporsi a percorsi formativi per conseguire un livello di conoscenza e utilizzo più consapevole. La formazione potrebbe, inoltre, aiutare a superare il pregiudizio di coloro che considerano le tecnologie di guida assistita o autonoma dei semplici optional che rendono l’auto più “moderna”, invece che sistemi che possono salvare la vita degli occupanti dell’auto, di pedoni e ciclisti.

 

FORMARE GLI AUTOMOBILISTI DI DOMANI: AGGIORNARE I PROGRAMMI D’ESAME PER LA PATENTE

 

L’auto di domani sarà guidata dagli automobilisti di domani: fondamentale, dunque, aggiornare i programmi di esame per i giovani che si abilitano alla guida. Tali programmi, infatti, sono ancorati alle auto di ieri, mentre – secondo la Fondazione Caracciolo – dovrebbero includere gli elementi di innovazione già presenti oggi sia in materia di guida assistita e autonoma che di nuovi vettori energetici. Una valutazione condivisa anche dal 77% del campione che ha risposto al questionario, concorde sul fatto che i corsi per la patente di guida dovrebbero essere integrati con informazioni sull’uso degli ADAS.

 

GENERAZIONE ELETTRICA RINNOVABILE E UTILIZZO DEI LOW CARBON FUEL
CENTRALI NEI PROCESSI DI DECARBONIZZAZIONE

 

Per moltissimi anni, l’energia pulita – necessaria perché l’auto elettrica possa dirsi veramente a zero emissioni in tutto il suo ciclo di vita – non riuscirà a soddisfare la domanda crescente, richiedendo l’impiego combinato di fonti pulite e fonti fossili tradizionali. I benefici legati all’uso di alcune soluzioni zero emissive ma altamente energivore – come l’idrogeno (specie se verde) o gli e-fuel – rischiano di peggiorare il mix energetico di altri settori. Oltre a promuovere lo sviluppo di fonti rinnovabili, risulta fondamentale comprendere il dispendio energetico delle diverse soluzioni disponibili. Secondo le elaborazioni contenute nello studio, l’auto elettrica risulta una tecnologia energeticamente molto conveniente, con un consumo di 14,5 KWh ogni 100 km, ma l’HVO da UCOs (carburanti basso emissivi derivanti da scarti agricoli o alimentari) appare altrettanto efficiente, con un consumo inferiore, pari a 10,09 KWh ogni 100 km. Particolarmente energivori risultano invece gli e-fuel, che presentano un consumo di 156,8 KWh ogni 100 km, un valore 15 volte più elevato rispetto al precedente.

 

ELETTRIFICAZIONE E RINNOVO PARCO: TEMPI LUNGHI.
AUTO ELETTRICHE = 0,4% DEL CIRCOLANTE

 

Tra le criticità che limitano la diffusione dei veicoli elettrici – disponibilità delle materie prime, mancanza di una rete capillare di ricarica sul territorio, generazione e il consumo di energia – la più rilevante è rappresentata dai tempi di rinnovo del parco circolante, rinnovo che si compie nell’arco di più decenni. L’analisi dei dati storici delle radiazioni per fascia d’età dimostra, infatti, come oltre un quarto dei veicoli radiati abbia un’età compresa tra i 10 e i 15 anni e la quota più elevata di radiazioni sul totale radiato riguardi i veicoli della fascia 15-20 anni. Per queste ragioni, l’aumento significativo nelle vendite di veicoli elettrici e ibridi (in parte indotto dalla generosa politica di incentivi pubblici degli ultimi anni) ha effetti quasi impercettibili sul parco. Al 31 dicembre 2022, infatti, questi veicoli rappresentavano lo 0,4% del parco circolante. Una criticità confermata dalle risposte fornite dal campione intervistato: la stragrande maggioranza – 85% – ritiene che, per i prossimi 10 anni, continuerà ad acquistare auto termiche o ibride, mentre solo il 14% pensa all’acquisto di un’auto elettrica.

 

INCENTIVI ECONOMICI PER MODELLI ECOLOGICI DI BASSA GAMMA: FAVORIRE LE REGIONI PIÙ POVERE, NON LE CATEGORIE PIÙ ABBIENTI

 

Per almeno un trentennio, la percentuale di veicoli termici datati che circolerà sulle nostre strade resterà significativa. Oggi, il prezzo di un veicolo elettrico a batteria è più che doppio rispetto a quello di un veicolo termico, cosa che – secondo il campione intervistato – rappresenta un freno alle politiche complessive di rinnovo del parco. Per ridurre, entro il 2050, le emissioni inquinanti si rendono opportuni incentivi economici all’acquisto di modelli di bassa gamma (termici, ibridi o elettrici), purché ecologici, indirizzati soprattutto alle categorie meno abbienti. Seguendo l’esempio francese, potrebbe essere attivato un leasing “sociale” da parte dello Stato, con facoltà per le famiglie a minor reddito di usufruire da subito di un’auto più sostenibile, tramite il pagamento di un modesto canone mensile e la possibilità di riscattare il mezzo con una rata finale.

 

#FORUMAutoMotive 2/2023: a Bosch il premio DEKRA sulla sicurezza stradale

di Luca Talotta (video a cura di Safe-Drive)

 

È stata Bosch l’azienda vincitrice del 6° “DEKRA Road Safety Award” nel corso dell’ultima edizione di #FORUMAutoMotive. A ritirare il riconoscimento – dalle mani di Toni Purcaro, presidente di DEKRA Italia e capo delle Regioni Central East Europe & Middle East – Camillo Mazza, general manager dell’azienda: “È un grande per noi – le sue parole – la tecnologia che noi sviluppiamo giorno per giorno deve essere a servizio degli utenti finali, cercando di creare maggiore comfort. Ma, in generale, nel settore della mobilità il tema della sicurezza è fondamentale; quindi noi giocavamo in casa, è stato veramente un grandissimo riconoscimento. Considerando anche che in Italia, dove lavoriamo a 360 gradi nel settore della sicurezza, ci impegniamo tutti i giorni con un team di esperti e di tecnici che lavorano proprio a stretto contatto con i nostri clienti, sviluppando le tecnologie di domani”.

 

Bosch è azienda che s’impegna da sempre nel tema della sicurezza. Andando indietro nel tempo, la prima soluzione elaborata fu l’ABS: “L’abbiamo serio di serie quasi cinquant’anni fa – prosegue Mazza – e oggi evidentemente è un must per i veicoli di tutti i giorni. E poi l’ESP, messo in serie circa 25 anni fa. Studi recenti parlano di almeno 15.000 vittime della strada in meno grazie a questo tipo di tecnologia; e guardando avanti, quello che stiamo sviluppando adesso è la tecnologia che consente ai veicoli di avere dei sistemi di ausilio alla guida. Gli incidenti derivano da disattenzioni, ecco quindi che la tecnologia può davvero aiutare il guidatore». L’intervista completa nel video.

Tutor in autostrada: giù il tasso di incidentalità

Tutor in autostrada

di Elisabetta Olivieri, presidente di ASPI

L’impegno del Gruppo Autostrade per l’Italia nell’ambito della sicurezza va vista e affrontata da più punti di vista. Quando parliamo di sicurezza parliamo di sicurezza delle infrastrutture, della circolazione e del personale che tutti i giorni lavora sulle nostre autostrade nelle intense opere di ammodernamento e di potenziamento della rete. Oggi le tecnologie presentano tali potenzialità che vanno pensate già nel momento in cui si concepisce un intervento di ammodernamento e potenziamento di un tratto.

Va integrato l’approccio più tradizionale dell’ingegneria civile ed edile in un’ottica multidisciplinare. Un esempio di questa tendenza è il tutor, tecnologia sviluppata dal Gruppo, dispositivo che consente di intervenire sul superamento del limite di velocità di un segmento autostradale compreso tra due portali. La sua capacità di dimezzare il tasso di incidentalità mortale è emersa fin dalle prime istallazioni, sia intervenendo nella riduzione della velocità media di attraversamento del segmento, sia sulla velocità di punta.

Il tutor è stato raffinato via via nel tempo, man mano che la tecnologia evolve, ed è in grado anche di rilevare il superamento dei limiti di velocità nel segmento su cui è installato e che prevedano delle variazioni di velocità stessa per la presenza di cantieri. I dati di violazione poi vengono trasmessi alla Polizia per il processamento conseguente. Il comportamento è alla base in larghissima parte delle cause di incidentalità. Per i giovani l’incidentalità stradale è la prima causa di morte ed è qui in particolare che dobbiamo agire.

Il Gruppo Autostrade ha sempre promosso iniziative di sensibilizzazione alla sicurezza stradale e al rispetto del Codice della strada – in collaborazione con la Polizia Stradale; l’ultima campagna è stata pensata (con la regia dell’autore della serie di successo “Mare Fuori” e il protagonista della stessa, Giacomo Giorgio), proprio per andare a cogliere l’attenzione dei ragazzi, per dire loro di non chiudere gli occhi.

E questo non chiudere gli occhi ha una valenza triplice, verso il fenomeno, verso i dati – oltre 3.100 vittime – e di non chiudere gli occhi mentre si guida, perché guardare il cellulare mentre si guida, se lo si fa in autostrada a 130 km/h significa percorrere interi tratti a occhi chiusi. Speriamo che questo messaggio venga colto. Per arrivare più direttamente ai ragazzi porteremo questa campagna nelle scuole, da oggi fino alla prossima primavera: intendiamo raggiungere con questo progetto circa 12.000 ragazzi.

Wave – Smart Mobility Event: la mobilità a 360 gradi

Foto: da sinistra – Marco Garbero, Alessandro Felici, Giada Maio, Eugenio Patanè

 

Si è tenuta a Roma la terza edizione di WAVE – Smart Mobility Event, l’appuntamento annuale sulla mobilità sostenibile promosso da CORE. WAVE – Smart Mobility è il primo progetto di comunicazione integrata dedicato alla mobilità in tutte le sue forme, per conoscere le sfide e costruire insieme le soluzioni e i percorsi di innovazione e sostenibilità che stanno rivoluzionando le abitudini, l’economia e l’industria della mobilità.

 

L’evento è patrocinato da Commissione Europea – Rappresentanza italiana, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero del Turismo, Comune di Roma – Assessorato alla Mobilità; ha ricevuto il supporto contenutistico di The Urban Mobility Council ed è promosso da Axpo, Aeroporti di Roma, Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Jaguar Land Rover, RideMovi.

 

Durante l’evento manager, istituzionali, rappresentanti di enti e associazioni si sono confrontati nell’ambito delle verticali: la mobilità italiana, analisi della domanda e nuovi percorsi sostenibili; evoluzione delle aree urbane e nuove forme di mobilità; una roadmap per la decarbonizzazione del trasporto aereo; economia del mare, rotte sostenibili, infrastrutture e intermodalità.

 

“WAVE è un progetto di comunicazione corporate nel settore della mobilità. Si tratta di una piattaforma omnicanale e multi-stakeholder che comprende una rivista trimestrale, una costante comunicazione digitale sui canali social, delle tavole rotonde di presentazione delle riviste e un evento annuale, quest’anno giunto alla terza edizione. Si tratta di un progetto ampio dedicato alla mobilità del futuro che coinvolge il mondo dell’automotive, dell’energia, delle infrastrutture e dei trasporti, promosso da CORE, società specializzata nell’attività di relazioni pubbliche ed istituzionali”, ha spiegato il Ceo di CORE, Pierangelo Fabiano.

 

Tra i relatori, Stefano Genovese, Head of Institutional & Public Affairs Unipol Gruppo e Coordinatore Think Tank “The Urban Mobility Council”, il quale ha sottolineato come “le opportunità generate dall’economia dei dati hanno aperto nuove prospettive nell’ambito della mobilità con benefici indiscutibili per i singoli e la collettività. Solo un approccio decisionale non ideologico, ma basato sull’analisi oggettiva dei dati potrà consentire, tanto ai decisori pubblici europei, nazionali e locali quanto ai privati cittadini, di fare le scelte più efficienti ed economiche per adottare una transizione nella mobilità che sia a misura di ciascuno e, proprio per questo, accettata da tutti”.

#FORUMAutoMotive 2/2023: sull’auto elettrica i nodi vengono al pettine

di Luca Talotta (video a cura di Safe-Drive)

 

Quale sarà il futuro dell’automotive? Sarà davvero elettrico e basta? Durante l’ultima edizione di #FORUMAutoMotive sul tema è intervenuto anche Andrea Taschini, manager automotive ed editorialista: “Abbiamo già discusso nei mesi e negli anni passati di quanto l’auto elettrica fosse insostenibile a livello economico in Europa. Oggi tutti i nodi stanno venendo al pettine. Stiamo scoprendo che sostanzialmente i produttori di batterie sono cinesi. Materiali per la raffinazione sono tutti in mano alla Cina e le materie prime sono ancora in mano a Pechino e quindi evidentemente l’Europa sta soccombendo nei confronti del paese asiatico”.

 

Dunque, quale lo scenario possibile? “Le aziende sentono la carenza di sostenibilità dell’auto elettrica e la competitività dalla Cina. Non dimentichiamo che Tesla ha dovuto abbassare i prezzi del 20% con dei risultati, nell’ultima parte dell’anno, estremamente preoccupanti”.

 

E soprattutto in calo rispetto ai trimestri precedenti: “I politici si devono confrontare con il pubblico, si devono confrontare con chi poi gli darà i voti al Parlamento europeo il 9 giugno del 2024  – prosegue ancora Taschini -: 13 milioni di persone lavorano nel settore auto e questi andranno a votare; e quindi i politici stanno ripensando la propria strategia. È chiaro che comunque è una strategia, quella dell’auto elettrica che in Europa non è sostenibile perché non abbiamo materie prime”.

 

E poi la chiosa finale «Sono convinto che ancora il motore endotermico possa svilupparsi in maniera assolutamente sostenibile. Ci sono i biocarburanti, ci sono gli e-fuel, ci sono tante soluzioni, c’è l’idrogeno, noi dobbiamo lavorare in quella direzione. L’Europa ha il dovere di farlo». L’intervista completa nel video.

Rapporto DEKRA ’23 sulla sicurezza stradale: il 70% dei sinistri mortali in città

Foto: Toni Purcaro, Executive Vice President di DEKRA Group e Presidente di DEKRA Italia

Il Rapporto DEKRA sulla sicurezza stradale 2023, “Tecnologia e Persone”, presentato alla Camera dei Deputati, ha evidenziato quanto la tecnologia e le persone siano interconnesse nel traffico stradale e come il ruolo dell’uomo e le sue scelte siano fondamentali nel contesto urbano e cittadino. Il report ha individuato nello sviluppo della guida automatizzata una soluzione ai principali problemi stradali e, se implementata, potrà ridurre gli incidenti mortali che nel 70% dei casi avviene in città e vede fra le vittime principalmente coinvolte gli over 65.

Nel nostro Paese, secondo gli ultimi dati Istat relativi al periodo gennaio-giugno 2023, rispetto al 2022, sono in calo le vittime sulle autostrade (-9,7%), seguono quelle sulle strade extraurbane (-3,3%) e sulle strade urbane (-0,1%). Se da un lato, però, gli incidenti mortali sono in diminuzione, dall’altro si registra un calo molto limitato del numero degli incidenti stradali con lesioni a persone (79.124; -1%) e dei feriti (106.493; -0,9%). 

Inoltre, dalla recente Indagine sulla qualità della vita del 2023 dell’Università Sapienza di Roma, emerge che nel 2022 le città più sicure sono: Prato, Gorizia e Genova con rispettivamente 118, 120 e 120 tra morti e feriti per 100 incidenti stradali. Fanalino di coda sono: Foggia, Cosenza e Crotone dove i numeri salgono, nell’ordine a 176, 170 e 169.

OMS: 1,3 milioni di morti ogni anno

A livello internazionale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che attualmente ci siano circa 1,3 milioni di morti per incidenti stradali ogni anno. Stando ai dati pubblicati nel Rapporto DEKRA, nel 2020 nell’UE si è raggiunto il numero più basso di incidenti stradali, un valore che però nel 2022 è tornato a crescere. Il calo percentuale rispetto al 2001 si attesta, quindi, al 56%. I progetti europei, che prevedono il dimezzamento del numero di vittime sulle strade nell’UE entro il 2030 e la possibilità di eliminare completamente i decessi entro il 2050, sono finalità ancora lontane dall’essere raggiunte. 

Uomo responsabile del 90% degli incidenti

Secondo il Rapporto DEKRA, l’uomo è responsabile di oltre il 90% degli incidenti e per questo l’industria automobilistica sta puntando, ormai da anni, su sistemi di assistenza alla guida in grado di riconoscere tempestivamente situazioni critiche del traffico o modalità di guida non sicure. Il continuo miglioramento della tecnologia (sensori, automazione, digitalizzazione) rappresenta una valida opportunità per ridurre significativamente il numero di incidenti tra veicoli a motore e utenti stradali vulnerabili. Ciò nonostante, così come evidenzia il report, rimane l’essere umano con i suoi comportamenti al volante e la sua condotta l’attore principale di una sana sicurezza stradale.

Obiettivo “Vision Zero”

È necessario prestare particolare attenzione alle zone urbane e alle persone di età superiore ai 65 anni. Il 70% circa di tutti gli incidenti mortali di pedoni, ad esempio, si verifica nei centri urbani. Quasi la metà di tutte le vittime di incidenti stradali nell’UE rientra nella fascia di età superiore ai 65 anni, anche se la loro percentuale sulla popolazione totale nel 2021 era del 21% circa. Nel 99% di tutti gli incidenti stradali, che hanno interessato pedoni con lesioni mortali registrati nell’UE, erano coinvolte autovetture. Nell’ottica della “Vision Zero”, perseguita anche a livello internazionale, si chiede di sfruttare al meglio il potenziale a disposizione per migliorare ulteriormente la sicurezza stradale. Il rapporto fra uomo e tecnologia, in questo caso, può essere una componente essenziale per il raggiungimento di tali obiettivi.

Assistenza alla guida e sistemi automatizzati

La tecnologia e, in particolare, i sistemi di guida automatizzati e connessi svolgono un ruolo importante. Dotando i veicoli di sistemi di assistenza specifici e rendendoli in grado di comunicare reciprocamente, è possibile individuare tempestivamente le situazioni di pericolo ed evitare gli incidenti o almeno limitarne le conseguenze. Tuttavia, i sistemi di assistenza non esonerano i conducenti dalle loro responsabilità. In fondo, scegliere di adottare una condotta responsabile o meno fa sempre parte delle determinazioni della persona. Sebbene la tecnologia sia molto utile, il Rapporto DEKRA sottolinea come sia necessario accertarsi che essa non finisca per distrarre o stressare eccessivamente chi è alla guida. Il prerequisito fondamentale per l’utilizzo dei sistemi di assistenza è, quindi, che essi siano facilmente fruibili da parte di tutti gli utenti.

Investire sul cambiamento

Le misure dell’UE per la sicurezza stradale 2020-2030 evidenziano come le politiche sulla mobilità devono adeguarsi ai cambiamenti in atto, per affrontare le sfide e le nuove opportunità come la trasformazione dei modelli di mobilità, la connettività e l’automazione. Anche se i progressi sono troppo lenti, l’Europa non intende rallentare, ma garantire che sulle strade viaggino solo tecnologie sicure. L’obiettivo è quello di assicurare il massimo livello di sicurezza e un processo normativo uniforme. La creazione di un assetto di regole dell’UE per i veicoli automatizzati rafforzerebbe la competitività globale delle case automobilistiche europee. La guida connessa e automatizzata ha un grande potenziale e la volontà nell’Unione Europea è quella di lavorare velocemente per creare le giuste condizioni per il suo sviluppo.

Per Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei Deputati: “Quello della sicurezza stradale è un tema di prioritaria importanza, in relazione al quale l’attenzione del Parlamento è particolarmente alta. Lo dimostra il recente avvio, nella IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, dell’esame della proposta governativa di riforma del Codice della Strada. In base agli ultimi dati presenti nella Relazione illustrativa al disegno di legge si evidenzia come nel 2022 i livelli d’incidentalità nel nostro Paese siano rimasti elevati. Credo che molto possa e debba essere fatto per aumentare la sicurezza e prevenire gli incidenti, anche attraverso il ricorso alle nuove tecnologie. Occorre, inoltre, promuovere e diffondere la cultura della responsabilità, per accrescere la consapevolezza circa i rischi alla guida”.

Secondo Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: “Il tema della sicurezza stradale è tra le priorità del mio dicastero. In questi giorni è in discussione alla Camera il Disegno di Legge per la modifica del Codice della Strada e conto che entro la fine dell’anno almeno un ramo del Parlamento lo approverà. Dalle ultime indagini è stato confermato che la distrazione al telefono è tra le principali cause di incidentalità. In questo senso, ho deciso di intervenire con strumenti deterrenti più che con sanzioni. Per quanto riguarda la mobilità a due ruote, nello specifico per i monopattini, prevediamo a tutela di tutti, l’utilizzo del casco, della targa e dell’assicurazione. Nei prossimi anni, vorremmo inoltre destinare fondi del MIT per la manutenzione delle strade provinciali e comunali e per la sostituzione di guardrail innovativi. La sicurezza stradale è una questione complessa che va affrontata anche con l’aiuto di realtà private importanti come DEKRA Italia così da raggiungere l’obiettivo di rendere le strade più sicure”.

Galeazzo Bignami, viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha osservato che: “Nell’evoluzione dei Rapporti DEKRA registriamo questa significativa attenzione verso le nuove frontiere della sicurezza e quest’anno, in particolare, sul tema della sinergia tra uomo e tecnologia. I dati che si evincono dal Rapporto fotografano una certa diffidenza verso l’utilizzo della guida assistita e degli altri sistemi tecnologici. È altrettanto interessante il fatto che circa due intervistati su tre dichiarino che la provenienza di questi strumenti sia per loro indicativa. L’esigenza di una performance da parte dei Paesi produttori e la ricerca della qualità è un aspetto che l’Europa deve continuare a salvaguardare. Il Rapporto, inoltre pone anche il tema della formazione, soprattutto con riferimento agli anziani, molti dei quali restano refrattari all’utilizzo di tali strumenti”.

Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, ha sottolineato che: “Il Rapporto ci mette di fronte a fenomeni che richiamano la coscienza di tutti. Il diritto tuttavia non basta, incrementare le pene neanche. Le tecnologie aiutano il conducente a essere attento e a rispettare le regole, al contempo, si richiede un percorso formativo partendo dalla più tenera età. Qualsiasi forma di cultura si trasforma in una maggiore probabilità di legalità. Il sistema deve quindi mettere insieme diversi fattori: l’educazione, anche familiare, e infine la prevenzione che non è una vacua applicazione di regole ma richiede l’attenzione di ciascuno. Senza questo, non c’è norma, investimento o sanzione che possa bastare”.

Toni Purcaro, Executive Vice President di DEKRA Group e Presidente di DEKRA Italia, ha dichiarato che: “Il Rapporto DEKRA 2023 evidenzia la profonda interconnessione fra l’uomo e la tecnologia, oggi essenziale nella sicurezza stradale. Come sottolinea la ricerca, il 90% degli incidenti, purtroppo, è causato dall’errore umano e, pertanto, è necessario implementare sistemi di assistenza alla guida in grado di riconoscere tempestivamente situazioni critiche. Pur essendo l’uomo con la sua condotta determinante nella sicurezza stradale, appare imprescindibile puntare sull’innovazione tecnologica in grado di supportare in modo efficace i soggetti coinvolti nella circolazione stradale e raggiungere così l’ambizioso obiettivo ‘Vision Zero’ di eliminare del tutto le vittime della strada entro il 2050”.

Filiberto Mastrapasqua, direttore del Servizio Polizia Stradale, delegato dal Capo della Polizia Prefetto Vittorio Pisani, ha rilevato: “La sicurezza stradale è una delle voci più rilevanti delle agende istituzionali degli Stati membri dell’Unione europea. Molti passi in avanti sono stati fatti ma siamo ancora molto lontani dall’obiettivo del Piano nazionale sulla sicurezza stradale, cioè da una riduzione delle vittime del 50% entro il 2030 a zero morti sulle strade nel 2050. Occorre un cambiamento culturale che consideri la guida un’attività complessa. I tempi dettati dall’agenda internazionale non sembrano compatibili con l’applicazione della guida autonoma, in grado sulla carta di abbattere gli indici di incidentalità. La cultura della guida sicura deve diventare un valore comune e la sicurezza stradale un impegno corale, in un’ottica di sicurezza partecipata. L’attività della Polizia Stradale non si ferma all’azione di prevenzione e repressione delle condotte, ma si sviluppa anche nell’area della comunicazione e formazione, in particolare per sensibilizzare le giovani generazioni”.

Eugenio Patanè, Assessore alla Mobilità, delegato dal Sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, ha evidenziato: “I dati del Rapporto riguardanti gli incidenti stradali non fotografano soltanto numeri ma persone che devono restare al centro dei nostri interventi. Ragionare e discutere di soluzioni sulla base di dati oggettivi che vengono portati alla nostra attenzione è il modo più adeguato per tentare di fare dei passi in avanti in questo settore molto complesso e drammaticamente all’attenzione dell’opinione pubblica quotidianamente. Il nostro compito come amministratori è quello di comprendere i fenomeni, rilevare dove si verificano gli incidenti e qual è il costo sociale, isolando i cosiddetti Blackpoint. Il tema sicurezza deve essere sempre più legato alle politiche sulla mobilità, incentivando la riduzione dei veicoli in circolazione, investendo sulle infrastrutture e sull’informazione, sull’educazione e sulla formazione nelle scuole”.

Per Marco Granelli, Assessore alla Sicurezza delegato dal Sindaco di Milano Giuseppe Sala: “Stiamo lavorando per intervenire sulle regole, sulle infrastrutture e sui comportamenti dei guidatori, per prevenire gli incidenti e rafforzare la sicurezza stradale. La distrazione alla guida resta una delle maggiori cause di incidenti, pertanto abbiamo incentivato l’installazione di telecamere per monitorare le infrazioni e indurre un cambiamento dei comportamenti dei cittadini attraverso l’attività sanzionatoria. Urgono, al contempo, modifiche strutturali anche attraverso l’innovazione nel campo della segnaletica stradale e l’introduzione degli autovelox per incentivare l’automobilista a ridurre la velocità nelle zone abitate. Stiamo intervenendo, infine, nelle scuole promuovendo il dialogo con gli adolescenti per implementare la formazione”.

Angelo Sticchi Damiani, presidente ACI, invece ha puntualizzato: “È necessario, in primo luogo, individuare percorsi formativi adeguati per rafforzare la sicurezza stradale. Nel nostro Paese, inoltre, circolano auto troppo vecchie, con più di dieci anni di immatricolazione. Si tratta di un problema economico, sociale e ambientale che aumenta il rischio di incidenti e che, pertanto, deve essere affrontato con misure strutturali“.

Hanno preso parte all’evento anche Elisabetta Oliveri, presidente Autostrade per l’Italia; Antonio Ragonesi, responsabile dell’Area Sicurezza e legalità di ANCI, e Roberto Mastrangelo, responsabile Gestione Rete Anas.

La presentazione del Rapporto DEKRA si è svolta nell’ambito degli eventi organizzati in occasione della Giornata mondiale in memoria delle Vittime della Strada, istituita dall’ONU, volta a promuovere una campagna per la prevenzione degli incidenti mortali e con lesioni gravi e rendere omaggio alle squadre di emergenza, alle forze dell’ordine e agli operatori sanitari.

Ginevra sarà un Salone “cinese”: altro regalo e perdita di contatto con la realtà per i big europei

L'editoriale di Pierluigi Bonora

Al ritrovato, dopo 4 anni, Salone internazionale dell’auto di Ginevra, in programma dal 28 febbraio al 3 marzo 2024, a tenere alta la bandiera europea (e francese) del settore sarà principalmente il gruppo Renault guidato dall’italiano Luca De Meo. E gli altri? In buona parte (Stellantis, Volkswagen Audi, Volvo, Bmw, Mercedes-Benz e Ferrari) hanno dato forfait. Un’occasione d’oro per i big cinesi che, a questo punto, saranno i protagonisti assoluti della rassegna che, tra l’altro, vede snobbato anche il suo 100° anniversario.

 

Già ora l’organizzazione del Salone fa sapere che oltre il 70% delle adesioni è arrivato proprio dai colossi cinesi che, a quel punto, monopolizzeranno l’intera kermesse. In qualità di presidente di Acea, l’Associazione dei costruttori europei di veicoli, sarà interessante conoscere il pensiero di Luca De Meo sulla «cinesizzazione» anche di quello che, fino all’annullamento forzato nel 2020 a causa della pandemia e gli stop delle edizioni successive, era considerato il più importante e irrinunciabile Salone dell’auto nel mondo.

 

Prove generali di «cinesizzazione» dei Saloni sono già avvenute con successo quest’anno, a Monaco di Baviera, in occasione dell’Exo dedicata alla mobilità, a Monaco di Baviera, e alla lussuosa kermesse di Doha, in Qatar, la cui organizzazione ha stabilito un asse con Ginevra. In Baviera, inoltre, per la prima volta fuori dai confini nazionali, le varie associazioni cinesi hanno organizzato il loro congresso su transizione ecologica e tecnologie automotive. Un segnale di forza, ma anche di sfida.

Porte spalancate in Europa anche per i Saloni, dunque. in particolare quello di Ginevra dove i top manager dei gruppi mondiali illustravano strategie e lanciavano dagli stand le anteprime. Il testimone passa ai concorrenti cinesi (e vietnamiti) che porteranno al Palexpo ginevrino le loro novità elettriche, ma anche anche con quelle equipaggiate con motori endotermici, gli stessi che da sempre rappresentano il fiore all’occhiello dell’industria europea.

 

Indubbiamente sono stati bravi ad attingere il meglio del know how occidentale, grazie agli accordi con i costruttori europei) e chiamare, lautamente retribuiti, i migliori stilisti, soprattutto italiani, a disegnare i modelli attuali e futuri. Ignorare una rassegna centrale per l’Europa come quella di Ginevra per snobismo, campanilismo o per risparmiare significa allontanarsi ulteriormente dalla realtà e soprattutto dalla gente comune, la stessa che avrà modo di apprezzare i modelli asiatici, non solo elettrici, soprattutto nei prezzi.

La realtà dei fatti: chi guida un’auto vecchia non è perché è un collezionista

Mercato dell'auto: piatto perché forzato

di Mario Verna, Coo-Gm Automotive

Le rivoluzioni industriali, quelle che hanno cambiato la storia, non sono avvenute per decreto. Al contrario hanno seguito un principio di “utilità” che accomunava tutti e, pertanto, il “mercato” ne stimolava la diffusione. Vapore, elettricità, digitale e cibernetica. Per questo quando si parla di rivoluzioni, parliamo di fenomeni già accaduti.

Se invece ne parliamo per il futuro allora utilizziamo un atteggiamento ideologico e potremmo incappare in qualche ostacolo che la “realtà” ci obbliga a considerare. Questo sta accadendo nella “rivoluzione” della mobilità, un percorso che, nonostante gli obblighi e le dichiarazioni di intenti, resta molto tortuoso e, forse, poco “utile”. Situazione economica, l’ultima nota metodologica ISTAT, quella di ottobre, andrebbe letta con molta attenzione: fiducia ai minimi e sviluppo lontano a venire.


Parco circolante, non batte alcun colpo: invecchia e stagna. Costi: curva di salita stabilizzata, al rialzo però. Elementi che rendono molto difficile la normale amministrazione del settore automotive, figuriamoci i cambiamenti radicali. Possiamo far finta di niente, continuare a dirci “si deve fare”, “la strada è ormai tracciata”, “indietro non si torna”, oppure guardare alla realtà (che è fatta anche di donne e uomini che l’auto la usano davvero per necessità e che se hanno vetture vecchie non è per collezionismo) e magari cercare qualche strada più attinente al mondo che viviamo.

Il meglio spesso può essere nemico del bene e fare un passo avanti può essere più utile che saltare nel vuoto: il cambiamento si ottiene per l’insieme di piccoli e costanti miglioramenti. Il settore ha dimostrato di essere stato in prima linea per fare meglio. Ne abbiamo parlato a lungo al recente #FORUMAutoMotive.