Report Findomestic: elettrica o ibrida? Meglio la seconda

Foto: Claudio Bardazzi, responsabile Osservatorio Findomestic

Per gli italiani l’auto elettrica non è così ecosostenibile e comoda da utilizzare: quasi 4 su 10 pensano che i modelli elettrici ed elettrificati saranno “realmente green” solo quando saranno alimentati con energia rinnovabile e sarà trovata la “soluzione per un corretto smaltimento delle batterie”, mentre per 1 su 4 resta il problema di dove ricaricarla. A registrare questo sentiment è il focus auto dell’ultimo Osservatorio Findomestic realizzato dalla società di credito al consumo del gruppo BNP Paribas in collaborazione con Eumetra.

 

“Il mercato automotive – commenta Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Findomestic – è oggi fortemente influenzato da diversi fattori che incidono sulla propensione all’acquisto dei consumatori. Uno dei più rilevanti è il problema dei ritardi nelle consegne: come abbiamo rilevato nell’approfondimento, il 43% dei clienti valuterebbe oggi altri modelli disponibili piuttosto che attendere circa 6 mesi per un’auto nuova, il 13% si sposterebbe su un’usata e il 17% rinuncerebbe all’acquisto rinviandolo a tempi migliori. Sarebbe disponibile ad aspettare solo il 27% degli intervistati”.

 

Dall’analisi emerge che quasi la metà degli italiani (47%) pensa che la sua prossima auto sarà ibrida (plug in o senza ricarica) e solo il 14% completamente elettrica. Inoltre, il 62% del campione intervistato dall’Osservatorio Findomestic ha sentito parlare degli ultimi incentivi statali, ma solo il 5% si dice seriamente intenzionato ad approfittarne, il 19% probabilmente mentre il 38% lo esclude.

 

 

Ok incentivi a noleggio e flotte: ma quella “scossa” per i redditi bassi…

Inclusione tra i beneficiari degli Ecobonus anche delle aziende di autonoleggio e delle flotte aziendali, mettendo così fine a una discriminazione e a un controsenso a proposito di mobilità elettrica e ibrida plug-i, considerati i maggiori canali per lo sviluppo di queste tecnologie vista la fredda risposta del mercato dei privati. Ecobonus “maggiorati”, poi, a beneficio della persona con un reddito pari o sotto i 30mila euro sempre per l’acquisto di queste vetture. Lo scopo è quello di dare uno scossone al mercato dei veicoli con la spina, ma è difficile pensare che un soggetto appartenente alla fascia di questi redditi possa permettersi l’acquisto di un veicolo con quelle caratteristiche non avendo le possibilità di “pensionare” e al tempo stesso cambiare il proprio mezzo ultra datato.


Il provvedimento del Governo, nel dettaglio, prevede Ecobonus bonus che possono arrivare fino a un massimo di 7.500 euro con rottamazione (6.000 euro senza) per l’acquisto di veicoli nuovi con emissioni di CO2 comprese nella fascia 0-20 g/km (elettrici) e un prezzo pari o inferiore a 35mila euro, Iva esclusa. Quindi, fino a un massimo di 6mila euro con rottamazione della vecchia auto (4.500 euro senza) per l’acquisto di vetture nuove con emissioni di CO2 incluse nella fascia 21-60 g/km (ibride con la spina) e un prezzo pari o inferiore a 45mila euro, Iva esclusa. C’è anche un fondo di 40 milioni come incentivo all’acquisto e posa in opera, da parte dei privati, di infrastrutture di ricarica all’interno del proprio box auto o di spazi comuni condominiali».

 

Al di là della buona volontà e dell’apprezzamento per l’inserimento tra i beneficiare di flotte aziendali e noleggio, per arrivare all esaurimento dei 300 milioni ancora fermi al palo destinati alle auto elettriche e ibride ricaricabili, segmenti in forte sofferenza, sarebbe stato opportuno aprire una nuova finestra allo scopo di favorire coloro rimasti esclusi dal piano incentivi, esaurito in poco tempo, a favore dell’acquisto di vetture con motori tradizionali di ultima generazione e la contestuale rottamazione dei veicolo datato. Si sarebbe così assicurato un nuovo seppur piccolo contributo allo svecchiamento del parco.

 

Anche se un’auto elettrica viene fatta pagare 7.500 o 6mila euro in meno, resta pur sempre molto cara, in particolare per le fasce sociali più in difficoltà economiche (senza contare la mancanza di un numero adeguato di infrastrutture di ricarica e l’affidabilità relativa ai delle autonomie dichiarate) che avrebbero bisogno di altri interventi per poter permettere loro il cambio del vecchio ma ancora funzionante (e questo è basilare) veicolo.

 

Tra l’altro, un recente report di Morgan Stanley, riferendosi agli Stati Uniti,  spiega che i prezzi delle auto nuove e usate sono saliti a un nuovo massimo storico nel mese di giugno. Una cattiva notizia per i potenziali acquirenti, visto che questa tendenza al rialzo dei prezzi non mostra segni di cedimento. Un fenomeno che riguarda anche il Vecchio continente,

Auto e Moto d’Epoca: addio Padova, dal 2023 in Fiera a Bologna

“Auto e Moto d’Epoca”, il più grande mercato di auto e ricambi d’epoca d’Europa, si trasferisce sotto da Padova a Bologna. Dal 2023 la kermesse ospitata a Padova – che vivrà dal 20 al 23 ottobre prossimi la sua ultima edizione, la 39/a, in terra veneta – si terrà a Bologna alla luce dell’accordo siglato da Padova Hall, società proprietaria del marchio di Fiera di Padova, Intermeeting e BolognaFiere per trasferire la manifestazione nei padiglioni del gruppo felsineo. L’operazione, spiega una nota della stessa BolognaFiere, ha un valore di 5 milioni di euro e “si inserisce in una collaborazione più ampia tra i due poli espositivi, volta a far sviluppare ulteriormente “Auto e Moto d’Epoca” in un quartiere più ampio e funzionale, e a liberare, al contempo, a Padova risorse e spazi utili a intraprendere con più forza il cammino di riconversione intrapreso con il nuovo piano industriale”.

 

Una manifestazione come “Auto e Moto d’Epoca”, sottolinea Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere, “non poteva trovare una collocazione migliore che a Bologna, in Emilia-Romagna, dove alcuni dei marchi automobilistici e motociclistici più importanti del mondo sono nati e continuano ad alimentare il mito della velocità. La Motor Valley è uno degli asset fondamentali della promozione culturale e turistica della nostra regione sulla scena internazionale – prosegue Calzolari -, un patrimonio mondiale unico di brand iconici, da Ferrari a Maserati, da Pagani a Lamborghini, da Ducati a Dallara e Tazzari – e di conoscenza, strutture ricettive, circuiti, musei, collezioni private, artigiani restauratori, imprese campioni di progettazione e design, e un Master in Advanced Automotive Engineering“.

 

 

Volvo Studio: Giulia Terzi, campionessa di Vita e di Sport

di Silvia Terraneo (She Motori)

 

Al Volvo Studio, il salottino svedese di Milano, l’ultimo appuntamento dell’estate con #unviaggioincredibile ha visto come protagonista un’immensa Giulia Terzi, campionessa di vita e di nuoto paralimpico, che ai Giochi olimpici di Tokyo 2020 ha incassato 5 medaglie: 2 d’oro, 2 d’argento e 1 bronzo. Complimenti! Giulia è cresciuta con una malattia congenita rara che l’ha costretta su una sedia a rotelle dal 2018. Sostenuta dall’amore della famiglia e dei fratelli ha affrontato la sfida più grande tuffandosi a capofitto nei suoi obiettivi, sia sportivi sia universitari. Due lauree conseguite, una in Scienze Politiche e l’altra in Giurisprudenza conseguita con lode pochi giorni dopo il rientro dalle Olimpiadi.

 

Giulia, la tua è una storia incredibile! Qual è il tuo segreto? “Non mollare mai” fa parte del tuo carattere?

“Un pochino sì, io sono una persona molto determinata, quando hai davanti un obiettivo fai di tutto pur di raggiungerlo. Il segreto è che ho sempre fatto cose che mi piacciono e, quindi, sono state più leggere,: studio, sport e quant’altro le ho scelte con questa visione”.

Hai  fatto del tuo percorso Vita un meraviglioso capolavoro, un viaggio incredibile, senza mai gettare la spugna anche quando tutto è cambiato e non per volontà tua…

“Nel 2018 sono rimasta in carrozzina a seguito di una grave scoliosi congenita diagnosticata nella mia prima infanzia. La scoliosi era parecchio grave, quindi, per evitare subito di operare hanno provato a ingessarmi, poi a mettermi un corsetto, ma purtroppo ho dovuto subire 3 interventi chirurgici con dei coinvolgimenti a livello midollare. Quindi dal 2018 io sono rimasta sulla carrozzina. Avevo il sogno  di andare alle Olimpiadi e non mi sarei mai aspettata di riuscirci. Quando  sono partita ho detto a mia mamma: “Speriamo di vincere una medaglia, giusto una, per averla di ricordo e non avere solo la mascotte comprata al negozio”.Salire dopo 5 gare su 5 era ogni oltre mia aspettativa , sono molto contenta!”.

E la piscina?

“La prima volta in piscina non me la ricordo. Mia mamma è un ex agonista e mi ha portato in piscina a 5 mesi, non mi piaceva per niente, piangevo e ogni volta era sempre peggio, odiavo quando il maestro mi schizzava con l’acqua e non ne volevo sapere, cosi scelsi un altro sport, la ginnastica. A 13 anni, purtroppo, ho dovuto interrompere, ho continuato come allenatrice, ma nel 2018 mi è stato detto che l’unico sport che io potessi praticare era il nuoto…. Ora, per me il rapporto con l’acqua  è un momento molto intimo, dove sono completamente me stessa perché posso muovermi tranquillamente senza carrozzina. In acqua penso, ragiono, ripeto le mie lezioni prima dell’esame e so che dall’acqua non verrò mai giudicata, mi sento protetta”.

Dal nuoto alle due lauree. Parlacene.

“Ci vuole organizzazione, determinazione. Avendo praticato lo sport a livello agonistico ero abituata a questi ritmi, perché finivo la scuola alle quattro, poi subito in auto per l’allenamento fino alle otto e, quindi, mi trovavo a fare i compiti la sera. Questa impronta mi ha portato ad avere dei risultati positivi. Sicuramente un grande aiuto mi è stato dato dal lockdown”.

Giulia, tu guidi ?

“Io ho fatto la patente in modo tradizionale al compimento dei 18 anni, poi ho rifatto la patente per prendere la S (la patente speciale) con i comandi al volante; quindi, guido tranquillamente, quando arrivo sulla macchina smonto la carrozzina e la carico di fianco e vado… è molto semplice”.

E se ti dico auto elettrica, sostenibilità… cosa ne pensi?

“L’elettrico è un punto di forza per l’ambiente che sta soffrendo parecchio per l’inquinamento. Credo siano giusti anche tutti gli incentivi per l’acquisto, in futuro spero che l’ambiente possa trarne vantaggi”.

 

A questo punto, Giulia, un grosso in bocca al lupo per le prossime gare.

 

Educazione stradale: “Non buttate via la vita”

Anche per l’anno scolastico 2021-2022 si è concluso, con ottimi risultati, il progetto di educazione e sicurezza stradale dedicato ai giovani delle Scuole medie e superiori, promosso dalla Onlus Di.Di.Diversamente Disabili in collaborazione con OCTO Telematics.

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Stop alle auto termiche: è inutile

di Pier Luigi del Viscovo, direttore di Fleet & Mobility
(da “Il Sole 24 Ore del 4 agosto 2022)

 

Quanta CO2 emettono le auto che circolano in Europa? Su questo numero, molto ben custodito, dovrebbe poggiare la decisione di bandire i motori termici. Usiamo il condizionale per l’ipotesi che non sia fondata solo su dati scientifici, ma anche sull’idea che le auto siano, anzi debbano per forza essere, le responsabili, se non uniche principali, del riscaldamento climatico. Una moda talmente forte che nessuno ha il coraggio di contrastarla, non i costruttori (con rare eccezioni) né i politici e tantomeno chi fa da megafono. Al massimo chiedono più tempo lamentando i posti di lavoro in gioco.


Molti dubitano che sia così ed è comprensibile, visto che un impatto devastante sull’industria dell’auto dovrebbe essere motivato da ben altri benefici sul clima. Il Parlamento Europeo ha una pagina dedicata alle “Emissioni di CO2 delle auto: i numeri e i dati”. Il settore dei trasporti è responsabile del 30% delle emissioni totali di CO2 in Europa.Le auto? Anche peggio: «Sono tra i mezzi più inquinanti, considerato che generano il 60,7% – di quel 30%.

Dal sito dell’European Environment Agency, agenzia della UE, il trasporto ha emesso 0,825 gt di CO2, il cui 60,7% delle auto è 0,501 gt. Sul totale delle emissioni mondiali, secondo l’International Energy Agency nel 2019 circa 50 gt, è l’1%. Ecco spiegato perché sia così difficile trovare il dato e perché nessuno mai lo riporti a supporto dello stop alle auto termiche, che non è sbagliato perché sacrifica posti di lavoro. È solo una cosa inutile, portata avanti per moda e tollerata per codardia.

Incentivi: sì per noleggi e flotte, bonus per le ricariche private

UNRAE apprende con grande soddisfazione l’approvazione di un DPCM che sembra  accogliere in pieno le proprie richieste, più volte reiterate in forma sia pubblica che  riservata. Il provvedimento, se confermato nei contenuti già divulgati, allarga la platea dei  beneficiari degli incentivi all’acquisto di veicoli a basse emissioni alle società di noleggio  a lungo termine e alle flotte aziendali, finora escluse per motivi di budget, che  rappresentano il traino indiscusso della transizione ecologica nel mercato auto. Viene  così sanato anche il vulnus che discriminava senza motivo i consumatori, in base alla  modalità scelta per acquisire una vettura incentivabile.

“Desideriamo ringraziare il ministro Giancarlo Giorgetti, il MiSE e il Governo tutto, per aver  accolto l’appello di UNRAE con un intervento che va nella giusta direzione per il buon funzionamento dell’ecobonus. Grazie a questa misura si garantirà finalmente il pieno utilizzo dei fondi a disposizione e si scongiurerà un residuo a fine anno di oltre 300  milioni di euro. Tenuto conto che è stata scelta la strada del DPCM, in luogo di quella più immediata del Decreto-Legge Aiuti 2, ci auguriamo che i tempi tecnici di attuazione del provvedimento siano ridotti al minimo per evitare un rallentamento eccessivo del  mercato delle flotte”.

Non meno importante è la notizia dello stanziamento di un fondo da 40 milioni di  euro per il bonus all’acquisto e alla messa in posa di infrastrutture di ricarica all’interno  di condomini, nel limite di 1.500 euro per singolo punto di ricarica e 8.000 per edificio.  “Lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica private è fondamentale per il decollo della  mobilità elettrica, ancora molto arretrata nel nostro Paese. Ora resta da sviluppare finalmente il cronoprogramma puntuale per le infrastrutture di ricarica pubbliche previste dal PNRR, che sono almeno altrettanto importanti“.

 

Autohero: 5 consigli per l’acquisto di un’auto usata

Come per ogni spesa importante, anche l’acquisto di un’auto è una scelta complessa che richiede una fase iniziale di analisi in cui si chiariscono una serie di aspetti e si avvia un confronto tra differenti possibilità e proposte. Decidere, infatti, di investire una somma di denaro nell’acquisto di un’auto usata – scegliere il modello giusto o la motorizzazione più adatta, fissare appuntamenti con dealer o venditori privati, verificare le condizioni del veicolo – è sempre un percorso piuttosto complesso e pieno di dubbi.  Per questo motivo, Autohero – lo shop online per auto usate e ricondizionate – presenta una guida pratica all’acquisto di un’auto usata, con consigli e suggerimenti utili per chi è alla ricerca di una soluzione conveniente che possa rispondere perfettamente alle proprie esigenze. Budget a disposizione

 

Il primo aspetto da considerare quando si decide di acquistare un’auto riguarda ovviamente il budget. Partire con la ricerca avendo bene a mente la cifra a disposizione è importante per potersi orientare verso la giusta categoria di auto e comprendere a quali aspetti poter rinunciare, o meno, per non disperdere energie preziose. Se, ad esempio, proprio non si vuole rinunciare a un brand premium, ma il budget a disposizione non copre totalmente il costo di un modello recente, si potrebbe optare per la stessa auto ma con qualche anno in più. Un’altra possibilità, per chi volesse risparmiare senza rinunciare al modello ideale, potrebbe essere quella di optare per un’auto a cambio manuale. A parità di motorizzazione ed equipaggiamento, infatti, i modelli con cambio automatico hanno un costo leggermente superiore. Viaggi in famiglia e spostamenti casa-lavoro

 

L’auto, oltre che garantire una mobilità adeguata, deve essere in linea innanzitutto con il tipo di utilizzo che se ne intende fare e con le proprie necessità. È fondamentale quindi tenere ben presente il motivo principale per cui verrebbe utilizzata. Il mercato dell’usato offre un vasto assortimento di autoveicoli, dalle citycar per la mobilità urbana, alle sempreverdi station wagon per la famiglia, fino ai più recenti e trendy crossover e suv. Dopo aver capito i propri bisogni ed esigenze, è bene quindi individuare il giusto segmento auto su cui concentrare le proprie ricerche.

 

Se, ad esempio, la necessità è di avere un’auto da utilizzare per degli spostamenti brevi e veloci in città o per il tragitto casa-lavoro, probabilmente l’auto ideale potrebbe essere una city-car compatta o un’utilitaria. Per chi invece usa l’auto per percorsi lunghi ed extraurbani, come lunghe trasferte di lavoro o viaggi in famiglia, è consigliabile un’auto più spaziosa e confortevole come un crossover, un SUV, una station wagon o una monovolume. Un occhio di riguardo anche al bagagliaio: si tratta di un elemento a cui prestare molta attenzione, soprattutto in caso di viaggi frequenti, poiché potrebbe essere necessario più spazio per riporre valige e accessori. Quale alimentazione

 

La scelta della tipologia di alimentazione (diesel, benzina, metano/gpl, elettrico/ibrido) è un aspetto molto importante, perché può avere effetti diretti su diversi aspetti, non solo sui consumi e sullo stile di guida, ma anche sulla manutenzione della vettura e sulla libertà di circolazione. L’evoluzione tecnologica e un mercato dell’usato molto ricco e variegato permettono di usufruire oggi di una vasta gamma di opzioni, ognuna delle quali presenta pro e contro. Ad esempio, se da un lato le vetture Diesel consentono di percorrere molti chilometri l’anno con ottime prestazioni e tendenzialmente con consumi ridotti, dall’altro però sono soggette a una serie di restrizioni di circolazione soprattutto in alcune aree urbane, come ad esempio a Milano.

 

I motori a GPL costituiscono un’opzione interessante rispetto ai veicoli Diesel e benzina: garantiscono prestazioni simili ma con un risparmio extra. In più, richiedono una manutenzione minima con la sostituzione delle bombole ogni dieci anni circa. Le soluzioni più ecologiche oggi sono i modelli ibridi ed elettrici che, sebbene più costosi, permettono di ridurre considerevolmente l’impatto ambientale rispetto ai motori termici tradizionali. Chi sceglie di acquistare un ibrido o un elettrico, deve però considerare un’attenta pianificazione degli spostamenti e delle esigenze di ricarica. La rete di colonnine di ricarica, infatti, non è ancora così capillare e omogenea sul territorio italiano. Motorizzazione, allestimenti e optional 

 

Prima di fare il grande passo e procedere con l’acquisto di un’auto usata, è fondamentale studiare bene alcune caratteristiche tecniche della vettura come motorizzazione, allestimenti e sistemi di sicurezza. La motorizzazione inciderà, oltre che sulle prestazioni e sui consumi, anche sui costi legati alle tasse automobilistiche. Un motore di piccola cilindrata garantisce risparmio sul carburante e un bollo auto più contenuto, ma potrebbe essere poco performante e reattivo nella guida. Anche la scelta del cambio di trasmissione può essere una valutazione a cui prestare attenzione. L’automatico, sebbene più costoso, nel ciclo urbano permette di consumare meno carburante e garantisce un ottimo comfort di guida. Il cambio manuale invece non incide sul prezzo d’acquisto dell’auto e non richiede una manutenzione sistematica, come avviene invece sul cambio automatico.

 

Anche l’allestimento presente deve essere attenzionato: in questo caso è opportuno valutare quali sono i dispositivi presenti per il comfort di guida e l’efficienza del sistema di infotainment; verificare la presenza, ad esempio, del sistema Apple Car Play/Android Auto, la tipologia di illuminazione, se i fari sono LED, la qualità dei rivestimenti, fino ad accessori come il riscaldamento dei sedili. Relativamente agli equipaggiamenti, invece, è bene attenzionare la presenza di comodi sensori di parcheggio o di eventuali dispositivi ADAS, come il controllo elettronico della corsia o più sofisticati sistemi anticollisione, per una maggiore sicurezza durante la guida, e ancora la trazione integrale per avere stabilità su ogni tipo di manto stradale. Canale di vendita

 

Infine, è opportuno valutare e scegliere il canale di vendita al quale affidarsi. Acquistare da un concessionario, così come da un privato, comporta un impiego di energie e di tempo non indifferenti per fissare più appuntamenti e raggiungere i vari luoghi di incontro. Inoltre, ci si potrebbe imbattere in ostacoli come un’offerta locale limitata, la mancanza di supporto nella consegna dell’auto o perplessità riguardo il prezzo della stessa. La procedura di acquisto online risulta molto conveniente sotto molteplici punti di vista: avendo chiarito anzitempo i propri criteri di scelta, con Autohero è possibile individuare molto più facilmente e velocemente il modello perfetto impostando i filtri di ricerca. Inoltre, grazie a una ricca gallery di foto molto dettagliate è possibile vedere l’auto in tutte le sue parti, piccole imperfezioni incluse. Un plus assolutamente comodo è la possibilità di ricevere la propria auto usata direttamente a casa e senza alcun costo aggiuntivo, in modo trasparente e personalizzato.

 

Autohero mette in vendita solo auto di sua proprietà, tutte disponibili in magazzino, totalmente controllate e ricondizionate secondo gli standard di qualità propri, coperte da una garanzia di un anno e un periodo di recesso di 21 giorni. Il diritto di recesso garantisce all’acquirente, qualora non fosse soddisfatto dell’acquisto, di poter restituire il veicolo ottenendo il rimborso della somma versata.

 

Elettriche in rosso (-29% a luglio): costano troppo per gli italiani

di Simonpaolo Buongiardino, presidente di Federmotorizzazione-Confcommercio

 

I dati delle immatricolazioni di luglio confermano i numeri del 2021, ma la progressione annuale registra un calo di 200.000 unità nei primi sette mesi. Interessante la valutazione dei dati nelle alimentazioni: l’elettrico puro (BEV) segna un allarmante -29% nel mese e un altrettanto pesante -19% tra gennaio e luglio. L’Italia, con un reddito netto medio annuo dei lavoratori poco oltre i 20.000 euro, non riesce a supportare la crescita delle motorizzazioni elettriche. Al riguardo, il nostro Paese si trova in compagnia della Spagna che registra le stesse quote di mercato BEV (Italia 3,6% Spagna 3,5%), con un reddito medio inferiore del 15%.

La Francia è ben più alta (12%) nella quota di auto 100% elettriche, poiché dispone di una quantità di energia elettrica prodotta dal nucleare a un costo ben più basso e, quindi, con una prospettiva di continuità di rifornimento coerente. Il reddito medio pro-capite, inoltre, è del 20% più alto rispetto a quello italiano. Se guardiamo poi alla Germania, ecco che il reddito risulta del 50% superiore al nostro, mentre la quota di mercato BEV è pari al 14,5%; i Paesi del Nord Europa (eccezion fatta per il Lussemburgo che vanta un reddito 4 volte superiore all’Italia) mediamente superano del 60% il reddito medio italiano. E qui la quota di BEV raggiunge anche il 70%.

Questi dati spiegano la diversità di approccio al tema dello sviluppo della motorizzazione elettrica tra il Nord Europa, più ricco, e il Sud Europa Mediterraneo, più povero. Il cittadino medio italiano, oltre alle incertezze legate all’autonomia dei veicoli e alle infrastrutture carenti, non acquista auto elettriche perché non se le può permettere: i decisori politici, finalmente, devono farsi interpreti dei cittadini e adottare linee adatte al nostro Paese, puntando con decisione allo svecchiamento del parco più inquinante, anche attraverso le motorizzazioni tradizionali di ultima generazione, piuttosto che insistere su un obiettivo irraggiungibile di una transizione elettrica accelerata.

Non è possibile inseguire gli obiettivi temporali dei Paesi del Nord Europa che hanno, mediamente, il 60% di reddito più alto e possono permettersi, come vettura elettrica più venduta, una Tesla che costa tra 60.000 e 80.000 euro.

Mercato in luglio (elettriche -30%): caso Vw e conseguenze

di Pierluigi Bonora

Con il prof. Pier Luigi del Viscovo, direttore del Centro studi Fleet & Mobility, analizziamo i dati delle vendite di auto, a luglio, in Italia. Zero effetto incentivi dopo l’esaurimento dei bonus per la fascia “61-135 g/km di CO2” e calo forte della richiesta di elettriche e ibride con la spina.

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