Jaguar sta intraprendendo una nuova era della propria storia e lo fa rinnovando completamente la sua brand identity. La Casa automobilistica britannica abbraccia l’elettrico con una nuova immagine fresca e moderna, che riflette un marchio che si definisce “indomito, esuberante e affascinante”. Questo cambiamento non riguarda solo il logo, ma coinvolge anche il lettering e la palette cromatica, parte di una strategia più ampia volta a ridefinire l’immagine del brand.
Il nuovo lettering
La nuova identità di Jaguar si distingue principalmente per il nuovo lettering, che la Casa inglese descrive come una celebrazione del modernismo, caratterizzato da forme geometriche, simmetria e semplicità. Il risultato è una scritta che fonde in modo armonioso caratteri maiuscoli e minuscoli, dando vita a un design visivamente equilibrato e sorprendente. L’intento di Jaguar è quello di creare una grafica che sia immediatamente riconoscibile, capace di lasciare un’impressione efficace e duratura, distinguendosi in un mercato affollato di concorrenti.
Rinnovamento anche per colori e leaper
Accanto al lettering, uno degli altri cambiamenti significativi riguarda i colori. Jaguar ha scelto tonalità primarie come il giallo, il rosso e il blu, che si ispirano alla tavolozza del pittore. Questi colori sono destinati a essere declinati in vari modi, attraverso texture e movimenti cromatici che puntano a riflettere un senso di dinamismo e modernità. Anche il popolare “leaper“, il leone stilizzato che rappresenta il marchio, è stato rinnovato, diventando una sorta di firma visiva, un elemento dedito a sottolineare la qualità e l’eccellenza di ogni prodotto. Questo simbolo, che per anni ha rappresentato il marchio Jaguar, ora assume una connotazione più stilizzata e distintiva, fungendo ancor di più da “codice espressivo” del marchio.
Il concept della GT elettrica in arrivo il 2 dicembre
L’operazione di rifacimento dell’immagine di Jaguar, che assume i connotati di un “reset completo” per recuperare l’autenticità del marchio e inaugurare una nuova e ambiziosa fase per la Casa britannica, assumerà ancora più concretezza il prossimo 2 dicembre, quando alla Miami Art Week, Jaguar presenterà in anteprima il Design Vision Concept, prototipo che prefigura la nuova Gran Turismo 100% elettrica di serie.
di Geronimo La Russa, vicepresidente di ACI e presidente di AC Milano
Dopo un lungo percorso partecipato in cui sono stati coinvolti tutti i soggetti interessati, il Senato ha approvato il nuovo Codice della Strada. È una svolta epocale che rivoluzionerà le regole per gli automobilisti e gli utenti della strada. Nel testo che va a riformare un Codice che ormai era vecchio di trent’anni, si ribadisce il principio secondo cui tutti devono rispettare le regole perché la strada non può essere una zona franca per qualcuno. Stiamo parlando di vite umane e di sicurezza stradale e, di conseguenza, di tutela dell’incolumità degli utenti.
Tra le novità, patente sospesa per chi usa il telefono alla guida, targa, casco e assicurazione per i monopattini, sanzioni più elevate per sosta sugli spazi riservati ai disabili o alle corsie degli autobus. L’obiettivo è chiaro: ridurre drasticamente il numero delle vittime sulla strada, che ancora oggi supera quota tremila all’anno. Un numero che è possibile, se non azzerare, quantomeno ridurre drasticamente.
Nella foto: Da sin – Antonio Ceschia – Lisa Ciuffi – Paolo Ciuffi
Alla nona edizione dei Mission Fleet Awards, svoltasi nella serata di lunedì 18 novembre presso l’Alcatraz di Milano, D6 Drive Responsibly è stato premiato come Miglior Progetto di CSR – Corporate Social Responsibility. Questo riconoscimento, assegnato all’unanimità dalla giuria, rappresenta un risultato significativo per il settore, in quanto una decisione unanime non è frequente e testimonia il valore dell’approccio innovativo di D6 alla guida responsabile e sostenibile.
L’evento e i partner strategici
La manifestazione, realizzata con il supporto di alcuni partner di rilievo come Kuwait Petroleum Italia, Lexus Italia, e Renault come Platinum Partner, insieme a BYD come Autoshow Partner, è uno degli appuntamenti più attesi nel mondo della mobilità aziendale. L’Alcatraz di Milano ha accolto fleet manager, aziende fornitrici e Case auto, tutti riuniti per celebrare i risultati più significativi del settore.La serata è stata accompagnata dalla musica della East Side Blues Band, e ha rappresentato un’occasione unica per condividere esperienze e creare nuove sinergie, in un’atmosfera che ha saputo coniugare momenti di gala e relazioni professionali.
Il Metodo Ciuffi e l’impegno di D6 Drive Responsibly
D6 Drive Responsibly, grazie all’efficacia del suo esclusivo Metodo Ciuffi, è diventato un punto di riferimento per la formazione alla guida responsabile e sostenibile per ogni tipo di motorizzazione e veicolo. Da oltre venti anni, l’azienda ha formato migliaia di persone, tra cui fleet manager, dipendenti aziendali, pubbliche amministrazioni e privati, contribuendo a diffondere la cultura della responsabilità sociale alla guida, con particolare attenzione agli obiettivi ESG e alla sicurezza stradale.
Paolo Ciuffi, CEO di D6 Drive Responsibly, ha commentato: “Siamo onorati di aver ricevuto questo riconoscimento durante i Mission Fleet Awards. Ringraziamo la giuria per il premio unanimemente conferito, un segnale forte che ci spinge a proseguire con entusiasmo nella nostra missione di formare guidatori responsabili e migliorare la sicurezza stradale. Vogliamo, inoltre, esprimere il nostro plauso per questa manifestazione che, grazie alla sua capacità di raccogliere un network di professionisti di altissimo livello, offre un’opportunità unica per emergere e promuovere la cultura del cambiamento nel settore automotive. Il nostro motto rimane chiaro: le persone al centro, la guida responsabile il metodo per il cambiamento”.
D6 Drive Responsibly è, da più di 20 anni, realtà di riferimento per la formazione su strada con corsi di guida responsabile e sostenibile per ogni tipo di motorizzazione e di veicolo. Grazie all’efficacia dell’esclusivo “Metodo Ciuffi!, sono state educate migliaia di persone in ambito aziendale, istituzionale, scolastico e privato. Partner strategica di Case automobilistiche, società NLT ed aziende con flotta per l’efficacia della performance, il rispetto dei criteri ESG e il raggiungimento degli obiettivi dell’agenda ONU 2030, D6 Drive Responsibly è anche riconosciuta da reputate associazioni impegnate nella promozione della sicurezza stradale.
Mission Fleet Awards: di D6 Drive Responsibly il Miglior Progetto per la Responsabilità Sociale alla Guida
Da Oriente a Occidente si ricorrono notizie di licenziamenti e chiusure, mentre i piani strategici sembrano più confusi delle dichiarazioni di intenti. Anche Nissan si unisce alla lista dei revisionisti delle stime annuali, al ribasso, e taglia.
In Italia non c’è intesa, tutti contro tutti, Governo, Stellantis, sindacati. In Germania si prende consapevolezza di “un modello di sviluppo tutto da rivedere“. Intanto l’Europa resta a guardarsi allo specchio.
In Italia solo il 24,8% delle auto in circolazione è stato immatricolato da meno di cinque anni; di conseguenza, il restante 75,2% rappresenta vetture che sono in strada da prima del 2018. I dati citati emergono da un’elaborazione dell’Osservatorio Autopromotec su informazioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
In Germania la quota è del 32,2%, nei Paesi Bassi del 29,2% e in Francia del 25%, a un livello di poco superiore a quello italiano, dove le auto immatricolate da meno di cinque anni sono circa una su quattro. Nonostante la quota di auto di recente immatricolazione sia in Italia superiore a quella rilevata in altri importanti mercati auto europei, come quello del Regno Unito (19,5%), quello ceco (19%) e quello spagnolo (17,7%), l’arretratezza del parco circolante italiano è oggettiva: l’età media delle autovetture in Italia è di 12,5 anni, tra le più alte in Europa e ben superiore a quelle di Francia (11 anni), Germania (10,1) e Regno Unito (8,6).
L’arretratezza del parco circolante porta a conseguenze negative sull’impatto ambientale e sulla sicurezza della mobilità. In Italia c’è quindi la necessità, ancor più che in altri Paesi, di una manutenzione puntuale ed efficiente dei veicoli in circolazione. Di questi temi, ma non solo, si parlerà ad Autopromotec, la più specializzata rassegna internazionale dedicata all’aftermarket automobilistico, in programma a Bologna dal 21 al 24 maggio 2025.
Autostrade per l’Italia prosegue il suo impegno per lo sviluppo e l’applicazione di nuove tecnologie sulla rete autostradale per il monitoraggio delle infrastrutture. Argo, la piattaforma di avanguardia del Gruppo già in uso per gli oltre 4.000 ponti, viadotti e cavalcavia della rete gestita da Aspi, infatti, oggi può mappare e gestire anche i tunnel autostradali. Con Argo Gallerie, il sistema è stato infatti esteso a 300 tunnel della rete per arrivare a coprire a fine 2024 tutte le 600 gallerie gestite. Entro l’anno, pertanto, tutte le principali infrastrutture della rete di Autostrade per l’Italia potranno dirsi digitalizzate.
Argo Gallerieraccoglie e gestisce in tempo reale i dati strutturali relativi alle singole opere anche grazie al supporto della più recente tecnologia che, per esempio attraverso i rilievi effettuati con il laser scanner, è in grado di creare un gemello digitale di ogni infrastruttura. L’approfondita conoscenza e l’aggiornamento costante delle informazioni garantiscono una visione a tutto tondo dei ponti, dei viadotti e delle gallerie. Grazie alla piattaforma, gli ispettori sono facilitati nell’effettuare un’analisi più puntuale in fase di ispezioni, verificando passo dopo passo la conformità dei risultati con i parametri individuati dalle più recenti linee guida ministeriali.
Si tratta di una mole notevole di informazioni, considerando che solo per le 600 gallerie della rete Aspi, ogni anno vengono effettuate più di 2.500 ispezioni in loco. Grazie alle stesse informazioni il gestore ha inoltre la possibilità di ottimizzare la programmazione delle eventuali attività da prevedere per l’infrastruttura, anche a beneficio dell’avanzamento dell’imponente piano di ammodernamento avviato dal Gruppo su tutti gli asset.
Più in generale, la piattaforma Argo, creata da Movyon, leader nello sviluppo e nell’integrazione di soluzioni di Intelligent Transport Systems, centro di eccellenza per la ricerca e l’innovazione del Gruppo Autostrade per l’Italia, assicura la massima trasparenza, rendendo simultaneamente disponibili alle strutture tecniche tutte le informazioni inserite e dialogando con l’Archivio Informatico delle Opere Pubbliche del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture.
Nell’ottica di garantire un ciclo virtuoso di vita delle infrastrutture e una conoscenza sempre più approfondita del patrimonio gestito, Aspi ha sviluppato inoltre un sistema dinamico di monitoraggio delle infrastrutture. Il progetto, in parte finanziato dal fondo complementare al PNRR (PNC), permette il controllo da remoto tramite sensori IoT installati su ponti, viadotti e gallerie. Il sistema sensoristico è in grado di approfondire il livello di conoscenza delle infrastrutture, analizzandone le risposte e i comportamenti in caso di azioni esercitate da agenti esogeni.
Lo studio va dall’analisi delle evoluzioni di componenti strategiche delle infrastrutture sottoposte a carichi di traffico sempre più pesanti, fino al monitoraggio delle risposte delle singole opere colpite da eventi atmosferici severi, come alte temperature ed eventuali dissesti idrogeologici.Le opere selezionate all’interno del progetto rispondono inoltre a una tipologia preponderante sulla rete ASPI, pertanto lo studio portato avanti su un singolo viadotto consente di utilizzare le risultanze anche su altri ponti costruiti secondo lo stesso schema progettuale.
Anche gli esiti del monitoraggio sensoristico confluiscono nell’ecosistema Argo arricchendone ulteriormente il bagaglio di informazioni.La realizzazione del piano è stata affidata a due controllate Aspi: Tecne ha curato il progetto del layout del sistema, stabilendo cosa monitorare e dove ed analizza i dati. Movyon ha progettato e installato i sistemi di monitoraggio, e sviluppato piattaforma e sala di controllo. L’obiettivo ultimo è disporre del monitoraggio digitale da remoto per 1.246 tra campate e conci di gallerie, per un totale di circa 100 tra ponti/viadotti e gallerie.
“L’investimento nell’innovazione tecnologica rappresenta un punto strategico del nostro piano di sviluppo, non solo per i servizi che offriamo e potremo offrire ai nostri utenti, ma perché rappresenta uno strumento prezioso per la gestione e l’avanzamento del grande programma di rigenerazione della rete. Le nostre infrastrutture hanno un valore altissimo per la mobilità del Paese perché ne garantiscono i sistemi di interconnessione, con transiti che arrivano in alcuni punti anche a 200 mila veicoli al giorno, valori molto superiori alla media europea. La tecnologia oggi, attraverso il monitoraggio sensoristico e la digitalizzazione, ci consente una conoscenza a tutto tondo del nostro patrimonio infrastrutturale. Solo con questa conoscenza riusciamo ad ottimizzare gli interventi che ciascuna di loro richiede, programmando le attività con lungimiranza e limitando l’impatto sulla fruibilità della rete e quindi sulla mobilità delle persone e delle merci nei singoli territori”, è quanto dichiara l’Amministratore delegato del Gruppo Autostrade per l’Italia, Roberto Tomasi.
Negli ultimi anni, si è discusso molto degli investimenti in Cina, complici le preoccupazioni macroeconomiche, l’incertezza normativa e le tensioni geopolitiche in corso. La Cina è la seconda economia più grande al mondo e ha la seconda popolazione più numerosa. La crescita del Pil potrebbe essere in rallentamento, ma rimane una delle economie a più rapida crescita a livello globale. In termini di capitalizzazione di mercato in dollari, ha il secondo mercato azionario al mondo, dopo gli Stati Uniti. Per molti investitori è difficile ignorarla.
A seguito della debolezza sui mercati degli ultimi anni e delle varie sfide economiche, il sentiment degli investitori internazionali è stato cupo a lungo. Nonostante il recente rally, le valutazioni rispetto ai peer internazionali rimangono vicine ai minimi degli ultimi 20 anni e a buon mercato in rapporto all’andamento storico. Ciò ha portato molti a chiedersi se le azioni cinesi rappresentino una grande opportunità o una trappola.
I titoli cinesi sono stati molto deboli negli ultimi anni, ma non è sempre stato così
Le azioni cinesi, sulla base dell’indice MSCI China, sono scese del 41% in termini di dollari dal picco pandemico del 17 febbraio 2021 al primo ottobre 2024, con un gap rispetto a mercati sviluppati ed emergenti, che, nello stesso lasso di tempo, hanno registrato un rendimento del 41% e del -9%. La Cina ha sottoperformato i mercati sviluppati ed è solo leggermente in testa a quelli emergenti, mentre la volatilità dei rendimenti è stata nettamente superiore. Tuttavia, in questo arco di tempo, si sono verificati periodi di sovraperformance delle azioni cinesi.
Sei motivi per favorire un approccio attivo quando si investe nell’azionario cinese
Ci sono sei motivi per cui un approccio attivo è importante quando si investe nell’azionario cinese.
In primo luogo, perché ci sono società a basso costo che generano elevati rendimenti azionari, ma anche società a basso costo e di bassa qualità. Se i mercati fossero efficienti, ci si potrebbe aspettare una relazione tra la redditività di un’azienda e la sua valutazione. Non è così in Cina. Inoltre, l’inefficienza è la linfa vitale degli investitori attivi. A livello di mercato, i titoli cinesi sono economici mentre, a livello di singole società, in molti settori sono presenti aziende a buon mercato con fondamentali solidi, che rappresentano opportunità potenzialmente interessanti. Ma ci sono anche società a buon mercato con fondamentali più deboli, che potrebbero costituire delle “trappole di valore”.
In secondo luogo, quello cinese è un mercato meno maturo, e ciò implica maggiore mispricing e quindi opportunità per un approccio attivo. Una delle ragioni dell’inefficienza del mercato è la prevalenza di investitori retail in Cina. Negli USA, circa il 70% del mercato è detenuto da investitori istituzionali. In Cina, questa cifra è indicativamente del 10%. Gli investitori retail possono avere orizzonti d’investimento più brevi e potenzialmente reagire in modo eccessivo alle nuove informazioni. Tutto questo ha storicamente contribuito a far crescere la volatilità sul mercato cinese. Ciò, infatti, può creare maggiori dispersioni dei titoli e far sì che i prezzi delle azioni si discostino dai valori intrinseci, creando opportunità per gli investitori attivi a lungo termine.
In terzo luogo, il mercato cinese continua a sembrare inefficiente, aprendo a opportunità per i gestori attivi
Si parla spesso della Cina come di un Paese guidato dai flussi retail e dal sentiment. Questo è in parte vero, come abbiamo visto, ma non significa che l’analisi fondamentale non funzioni. L’incertezza macroeconomica e normativa, così come la geopolitica, hanno contribuito a distorcere la performance dei fondamentali negli ultimi anni, ma diversi fattori hanno premiato gli investitori sul lungo termine.
In quarto luogo, l’elevata dispersione dei rendimenti crea potenziali opportunità per le strategie attive. La dispersione dei rendimenti azionari/settoriali in Cina è, infatti, molto più elevata rispetto a quella dei mercati sviluppati. Ciò comporta maggiori opportunità di generare valore per i gestori attivi. Un modo per rendersene conto è confrontare i rendimenti dei titoli con le migliori e le peggiori performance in un determinato lasso di tempo di 12 mesi. A tal fine, osserviamo la differenza tra il 95° e il 5° percentile della distribuzione dei rendimenti, così da eliminare gli effetti di eventuali valori anomali. Su questa base, la differenza media in Cina è stata di 121 punti percentuali negli ultimi 20 anni. In altre parole, se il 5° percentile ha reso il 5%, per il 95° il dato è stato del 126%. Ciò rispetto ai 90 punti percentuali nei mercati sviluppati; in altre parole, la dispersione dei rendimenti in Cina è superiore di un terzo rispetto ai mercati sviluppati.
In quinto luogo, come per altri mercati emergenti, il numero medio di analisti che studiano ogni società negli indici cinesi è inferiore a quello sui mercati sviluppati. La minore copertura degli analisti e le poche previsioni a lungo termine possono creare un’opportunità di generare valore aggiunto per i gestori attivi.
Infine, la profondità, l’ampiezza e l’evoluzione dell’universo azionario cinese creano opportunità per i gestori attivi. I mercati azionari cinesi sono ampi, diversificati a livello settoriale e liquidi. Gli indici tradizionali incorporano attualmente una parte maggiore dell’insieme di opportunità rispetto al passato, a seguito della decisione del 2018 dell’MSCI di iniziare a includere le azioni nazionali cinesi (A-share). Tuttavia, ciò significa che ci sono ancora molte società non incluse in questi indici, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni. Inoltre, solo il 20% della capitalizzazione di mercato delle A-share ammissibili è attualmente incluso negli indici MSCI China e MSCI Emerging Market.
Chi investe nell’azionario cinese replicando il popolare indice MSCI China si assume involontariamente un rischio di concentrazione maggiore rispetto al mercato cinese più ampio. I gestori attivi possono gestire questo rischio creando portafogli più diversificati e investendo in titoli non rappresentati nell’MSCI China. I dieci titoli più importanti nell’indice MSCI China rappresentano oltre il 40% del mercato. Per le A-share, la percentuale corrispondente è inferiore al 20%. Il mercato delle A-share è meno concentrato rispetto agli indici MSCI Emerging Market e MSCI World.
In conclusione, se negli ultimi anni i mercati azionari cinesi hanno risentito di una serie di fattori negativi, non solo della pandemia di Covid, alla luce dei punti sopra descritti, ci sono buone ragioni per ritenere che il futuro possa essere diverso. Il mercato continua ad apparire inefficiente e l’incertezza è aumentata, il che potrebbe creare opportunità per le strategie basate sui fondamentali.
Il Parlamento approva 18 nuove regole per il Codice della strada 2024 che potrebbe diventare realtà e applicato entro Natale. Inasprite, tra l’altro, multe e sanzioni per chi guida in stato di alterazione alcolica o sotto l’effetto della droga. Nuove regole anche per l’utilizzo dei monopattini elettrici. Diventa obbligatoria l’assicurazione e l’uso del casco. Sospensione e ritiro della patente per chi usa il cellulare alla guida. Il proprietario dell’auto avrà inoltre l’obbligo di controllare la scadenza assicurativa del proprio mezzo. Polemiche per l’inserimento di un emendamento (approvato alla Camera) che vieta sulle strade qualsiasi forma di pubblicità ritenuta offensiva per l’identità di genere. A rischio messaggi sui cartelloni stradali contro l’aborto e l’eutanasia.
Sul nuovo Codice della strada si sono confrontati lunedì 18 novembre esperti e rappresentanti del settore automobilistico a vari livelli, alla vigilia dell’approvazione definitiva in Parlamento della nuova legge. L’iniziativa è promossa dall’Associazione “Altero Matteoli per la Libertà e il Bene comune” con il gruppo di Fratelli d’Italia della Regione Lombardia.
In vista della nuova legge sul Codice della strada, l’ Associazione rilancia alcune linee guida dell’allora ministro Altero Matteoli in materia di sicurezza stradale. Una campagna di comunicazione, pubblicità progresso, per accompagnare l’entrata in vigore delle nuove regole. Una severa azione di controllo da parte delle forze di polizia preposte, investendo su telecamere e Intelligenza Artificiale, per far rispettare le nuove regole della strada. Inserire, infine, la conoscenza del Codice della strada nei programmi didattici delle scuole dell’obbligo, di primo e secondo grado, per favorire l’educazione stradale delle nuove generazioni.
A dare il benvenuto ai partecipanti sono stati alcuni rappresentanti istituzionali di primo piano, tra cui Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, che ha aperto i lavori sottolineando l’importanza della sicurezza stradale, e Carlo Maccari, deputato e coordinatore di Fratelli d’Italia in Regione Lombardia, che ha portato il saluto del suo partito. Il vicepresidente dell’associazione Altero Matteoli, Federico Matteoli, ha poi contribuito al dibattito con un intervento mirato sul tema della sensibilizzazione alla sicurezza. Infine, Christian Garavaglia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, ha introdotto i temi principali dell’incontro.
Nuovo Codice della Strada: più prevenzione e sicurezza – Foto da ufficio stampa Regione Lombardia
Sono intervenuti il deputato Salvatore Deidda, presidente della Commissione Trasporti; Stefano Maullu, componente del Direttivo dell’Associazione Altero Matteoli; Romano La Russa, assessore alla Sicurezza e Protezione Civile della Regione Lombardia; Franco Lucente, assessore regionale ai Trasporti e alla Mobilità sostenibile; Fabio Raimondo, deputato e capogruppo della Commissione Trasporti; Fabio Dadati, coordinatore del Tavolo per la Sicurezza Stradale in Regione Lombardia; Geronimo La Russa, vicepresidente dell’ACI e presidente di ACMilano; Toni Purcaro, promotore del Tavolo per la Sicurezza Stradale ed Executive vice president di DEKRA; Franco Fenoglio consigliere di amministrazione di Ferrovie dello Stato, già presidente Unrae Truck; Carlotta Gallo, capo compartimento della Polizia Stradale della Lombardia.
“La sicurezza stradale – ha detto il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana – è un valore fondamentale per proteggere la vita di ciascun cittadino e garantire comunità più serene e sicure. Investire nella prevenzione e nella sensibilizzazione significa ridurre incidenti e promuovere una cultura di responsabilità e rispetto. Ogni piccolo gesto, dal rispetto dei limiti di velocità all’uso delle cinture, è un passo concreto verso strade più sicure per tutti. Impegniamoci, insieme, a costruire un futuro in cui il diritto alla sicurezza stradale sia una realtà condivisa”.
“Il Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia in Regione Lombardia ha aderito con interesse alla proposta dell’”Associazione Altero Matteoli per la Libertà ed il Bene Comune” di organizzare un convegno sulla sicurezza stradale per la rilevanza sociale di questo argomento. Basti pensare alle statistiche: nel corso del 2023 nella Città Metropolitana di Milano si sono registrati 12.768 incidenti stradali, che hanno provocato 120 decessi e 16.177 feriti. Le statistiche sono state elaborate da Automobile Club d’Italia e Istat. Presto, Governo e Parlamento concluderanno l’iter del nuovo Codice della Strada: una delle principali novità è l’ergastolo della patente per coloro che guidano sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e commettono reati molto gravi durante la guida, ad esempio non fermarsi dopo un incidente”, dichiara il capogruppo Christian Garavaglia.
“In vista della nuova legge sul Codice della Strada -afferma Federico Matteoli, vicepresidente dell’associazione Altero Matteoli – con questa iniziativa rilancia alcune linee guida dell’allora ministro Altero Matteoli in materia di sicurezza stradale. Una campagna di comunicazione, pubblicità progresso, per accompagnare l’entrata in vigore delle nuove regole. Una severa azione di controllo da parte delle forze di polizia preposte, investendo su telecamere e intelligenza artificiale, per far rispettare le nuove regole della strada. Inserire, infine, la conoscenza del Codice della Strada nei programmi didattici delle scuole dell’obbligo, di primo e secondo grado, per favorire l’educazione stradale delle nuove generazioni”.
“Questa iniziativa – spiega Stefano Maullu, deputato e componente del direttivo dell’associazione Altero Matteoli – nasce con l’obiettivo di rispondere a una serie di necessità legate a una mobilità sempre più complessa e, in alcuni casi, estrema. Confrontarsi su questi temi con gli operatori del settore è fondamentale per comprendere appieno le esigenze di chi è direttamente coinvolto sul campo e rappresenta il primo anello di questo sistema. Gli incidenti sono in aumento, i problemi legati alla sicurezza crescono così come l’intensità del traffico nelle città un contesto che richiede un aggiornamento puntuale del Codice della Strada”.
Geronimo La Russa, Vice Presidente ACI e Presidente AC Milano, ha dato un parere positivo alle nuove norme introdotte dalla revisione del Codice, ma allo stesso tempo ha sottolineato l’importanza di affiancare alle restrizioni sull’uso dei mezzi di mobilità leggera un potenziamento del trasporto pubblico nelle città sensibilizzando i Sindaci a intervenire in tal senso.
Fabio Dadati, coordinatore del Tavolo per la Sicurezza Stradale e membro del consiglio direttivo dell’Associazione Altero Matteoli, ha ribadito le necessità di lavorare sui comportamenti, il vero e principale motivo che causa gli oltre tremila morti sulle strade italiane ogni anno, impegno che sarà aiutato dalla stretta che porta il nuovo Codice della Strada su uso dello smartphone, guida in stato di ebbrezza o di stupefacenti.
Toni Purcaro, Vice presidente esecutivo di DEKRA e fondatore del Tavolo per la Sicurezza Stradale, ha posto l’attenzione sullo sviluppo della tecnologia che già oggi può ridurre drasticamente gli incidenti stradali che sono progressivamente aumentati nelle strade urbane ed extraurbane, riducendosi sulle autostrade. Questo è dovuto alla distrazione che vede in presenza contemporanea di soggetti molto diversi, dal pedone al ciclista, all’automobilista e ai mezzi pesanti.
Franco Fenoglio, per la sua esperienza ultradecennale alla guida di importanti case di produzione di veicoli industriali e di presidente di Unrae Truck, ha evidenziato come sia necessario lavorare al rinnovo del parco circolante sia di autoveicoli sia di mezzi commerciali leggeri e pesanti, che in Italia hanno il doppio degli anni rispetto ad altri paesi europei. Allo stesso tempo ha lanciato un appello che tutti i sistemi di assistenza alla guida oggi disponibili come optional sui mezzi siano resi obbligatori, ad esempio, per rendere visibili gli “angoli morti” che causano incidenti spesso mortali con ciclisti e pedoni.
Carlotta Gallo, capo dipartimento della Lombardia della Polizia Stradale, ha ricordato l’impegno profuso dalle forze dell’ordine e l’importanza della formazione scolastica, della sensibilizzazione dei giovani, dei corsi di guida, della conoscenza delle regole del Codice perché i giovani ne comprendano i motivi positivi per la vita di ognuno che stanno alla base della loro introduzione.
“Per una mobilità sempre più sostenibile, inclusiva e accessibile – afferma, Franco Lucente, assessore regionale ai Trasporti e alla Mobilità Sostenibile – c’è bisogno di regole condivise e soprattutto rispettate. Il nuovo Codice della Strada va proprio in questa direzione: l’obiettivo è garantire la sicurezza delle nostre strade e soprattutto degli utenti, quindi di tutti. I dati raccontano di un ancora troppo alto grado di incidentalità per comportamento spesso non corretti e l’abuso di stupefacenti, alcol e guida con il cellulare. Ebbene, atteggiamenti rischiosi che non possono lasciarci indifferenti. Regole più rigide permetteranno di salvare più vite: occorre adesso un lavoro di formazione e informazione verso la popolazione, in particolar modo verso i giovani. Dobbiamo essere in grado di dar vita a una cultura della sicurezza stradale largamente condivisa, comportamenti virtuosi che non sono concepiti come vessatori, ma con l’unico scopo digarantire l’incolumità di tutti. Da qui parte il futuro della mobilità”.
“Le modifiche introdotte dal nuovo vanno nella direzione di garantire una maggiore sicurezza per tutti gli utenti della strada grazie all’inasprimento delle sanzioni nei confronti di chi adotta comportamenti pericolosi alla guida come l’eccesso di velocità, l’uso del telefono cellulare, la guida sotto l’effetto di alcol e sostanze stupefacenti osserva Romano La Russa, assessore regionale alla Sicurezza -. Novità importanti, finalmente, anche per chi guida il monopattino. Già nel 2021 il nostro assessorato aveva proposto una modifica di legge al Parlamento per introdurre l’obbligo del casco, della targa e dell’assicurazione, misure doverose che entreranno in vigore con il nuovo Codice della Strada”.
A moderare i lavori sono stati Luca Collodi, giornalista, e Pierluigi Bonora, giornalista e promotore di #FORUMAutomotive.
Nel 2023, la vendita di crediti carbonio ha fruttato a Tesla quasi 1,7 miliardi di euro, la cifra più alta di sempre, nonché circa il 10% del fatturato totale dell’azienda di Elon Musk.
Sono i “certificati verdi” l’oro di questo secolo. Business is business e ciascuno può comprare la sua virtù. Tema dirimente che determinerà la nuova geopolitica, come il Monopoli.
Sull’auto europea, davvero, tutto questo è sempre più insensato.
I nuovi dati di S&P Global rivelano un peggioramento delle prospettive per il mercato dei veicoli elettrici a batteria (BEV) dell’UE in un contesto di condizioni economiche mutevoli. Tra la prima e la seconda metà del 2024 le aspettative di mercato si sono evolute in modo significativo, spingendo a rivalutare le tendenze dell’UE.
I dati di S&P Global rivelano una sostanziale revisione al ribasso delle previsioni sulla quota di mercato BEV per il 2025, dal 27% nella prima metà dell’anno al 21% di oggi. Questa ricalibrazione segnala un importante passo indietro nella conformità per gli obiettivi di emissione di CO2 dell’UE per il 2025, direttamente collegato alla ridotta penetrazione del mercato BEV, alimentando la preoccupazione nelle capitali dell’UE.
La crisi incombente richiede un’azione urgente. Tutti gli indicatori indicano un mercato dei veicoli elettrici UE stagnante, in un momento in cui è necessaria un’accelerazione. A parte i costi di conformità sproporzionati per i produttori UE nel 2025, il successo dell’intera politica di decarbonizzazione del trasporto su strada è a rischio. Apprezziamo il fatto che diversi Commissari europei abbiano sottolineato la prevedibilità e la stabilità normativa nelle loro audizioni di conferma, ma la stabilità non può essere un obiettivo di per sé. I produttori hanno investito molto e continueranno a farlo. L’Europa deve rimanere sulla rotta della trasformazione verde adottando una strategia che funzioni.
L’Associazione europea dei costruttori di automobili (ACEA) ha costantemente sollecitato i decisori politici dell’UE ad affrontare i costi elevati di conformità associati agli obiettivi del 2025, causati in larga misura da fattori al di fuori del controllo dei produttori, come la mancanza di un’infrastruttura di ricarica diffusa e di stimoli al mercato dei veicoli elettrici.
Una revisione solida, completa e immediata dell’approccio attuale è essenziale, dato che la traiettoria attuale diverge nettamente dalle proiezioni precedenti. Alla luce delle recenti sfide economiche e geopolitiche, l’ACEA chiede un’urgente riduzione dei costi nel 2025 e una revisione accelerata degli standard di CO2 per i veicoli leggeri e pesanti per salvaguardare la competitività dell’industria dell’UE.