BMW Italia e Insuperabili: quando lo sport diventa sinonimo di inclusione e solidarietà

BMW Italia e Insuperabili: quando lo sport diventa sinonimo di inclusione e solidarietà
Dopo il successo dello scorso anno, torna “BMW in Tour”, l’iniziativa promossa da ACIB (Associazione Concessionari Italiani BMW) in collaborazione con la Fondazione Insuperabili, **BMW Italia** e AC Milan. L’obiettivo del progetto è chiaro: unire sport e solidarietà per abbattere le barriere e promuovere un messaggio di inclusione.

Presentato durante una conferenza stampa presso Casa Milan a Milano, l’evento ha visto la partecipazione di figure di spicco come Massimiliano Di Silvestre, presidente e amministratore delegato di BMW Italia; Enzo Zarattini, presidente di ACIB; Davide Leonardi, presidente della Fondazione Insuperabili; Daniele Massaro, Brand Ambassador di AC Milan.

Con un format ampliato, l’edizione 2024-2025 coinvolgerà 25 concessionarie BMW e farà tappa in 13 città italiane tra gennaio e giugno 2025, concludendosi con una finalissima in un centro sportivo di AC Milan.

“BMW in Tour – ha dichiarato Massimiliano Di Silvestre – rappresenta l’essenza del nostro impegno sociale attraverso il programma SpecialMente. Questo progetto non solo riflette i nostri valori, ma rafforza il nostro legame con la comunità e con partner prestigiosi come AC Milan”.

Ecco il calendario degli eventi: 22 gennaio 2025 Parabita (Emmeauto),  23 gennaio 2025 Roma (BMW Roma); 19 febbraio 2025 Caserta (M Car); 20 febbraio 2025 Firenze (Brandini);  13 marzo 2025 Chioggia (Ceccato Motors); 14 marzo 2025 Brescia (Bonera); 15 marzo 2025 Verona; (Fimauto); 5 aprile 2025 Cuneo (Gino Spa); 6 aprile 2025 Milano(Autovanti); 17 aprile 2025 Rovetta (Lario Bergauto); 6 maggio 2025 Torino (BiAuto); 9 maggio 2025 Milano (ByMyCar); 5-6 giugno 2025 Siracusa (AD Pugliese). La finalissima, prevista per giugno 2025, si terrà presso un centro sportivo di AC Milan, simbolo dell’impegno dello sport nella promozione dell’inclusione.

“Il coinvolgimento di AC Milan nel progetto sottolinea l’importanza dello sport come strumento di inclusione. Siamo orgogliosi di sostenere BMW in Tour per il secondo anno consecutivo – ha affermato Daniele Massaro -. Questo progetto dimostra come lo sport abbia il potere di abbattere barriere e unire le persone”.

Transizione “green”: ora la Commissione UE sposi la neutralità tecnologica

L'auto nel quadrimestre: solo il 12% dell'immatricolato è prodotto in Italia
di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA
 
Calma piatta ad ottobre 2024 per il mercato europeo dell’auto, che, dopo le flessioni di agosto (-16,5%) e settembre (-4,2%), risulta pressoché allineato ai livelli di un anno fa (+0,1%) . Nel mese, tre major market su cinque (incluso UK) registrano una performance negativa: –11,1% la Francia, -9,1% l’Italia e -6% il Regno Unito. Positivi, invece, i mercati di Spagna (+7,2%) e Germania, in recupero (+6%).
 
Dopo le poco edificanti trattative per comporre la Commissione europea, chiediamo fortemente che nei primi 100 giorni di lavoro della stessa venga approvato – mantenendo inalterati scadenza e obiettivi del 2035 – un piano di neutralità tecnologica riguardo ai vettori energetici. Solo la vera neutralità tecnologica, infatti, potrà ridare certezza e serenità ad un mercato pesantemente contrastato.
 
ANFIA, insieme alle altre Associazioni europee del settore, sollecita con fermezza l’implementazione di un piano di sostegno alla filiera automotive che possa aiutarla concretamente a superare questo momento critico sia per i Costruttori che per i componentisti.
Foto da ufficio stampa ANFIA

COP29 di Baku: le imprese italiane e la decarbonizzazione

COP29 di Baku: le imprese italiane e la decarbonizzazione
Il side event “Scenari di decarbonizzazione per un trasporto stradale pesante sostenibile e competitivo” organizzato alla COP29 di Baku, all’interno del “Padiglione Italia”, da ANFIA, ANITA, Assogasliquidi-Federchimica e UNEM, è stato l’occasione per approfondire e delineare percorsi realistici e pragmatici in grado di garantire il raggiungimento degli sfidanti obiettivi globali di lotta al cambiamento climatico, valorizzando filiere industriali, infrastrutture produttive, logistiche e distributive.
L’importanza di ridurre le emissioni derivanti dai trasporti è tema ricorrente tra i padiglioni della c. Un settore che, nel breve, medio e lungo periodo, sarà chiamato a soddisfare l’evoluzione di una crescente domanda di merci e mobilità delle persone e al contempo a ridurre la propria impronta carbonica, continuando a svolgere efficientemente il suo ruolo sociale a servizio delle collettività.
Nel corso dell’evento, alla presenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è stata ribadita dalle associazioni e dalle imprese l’importanza e l’urgenza di intervenire a livello europeo per modificare la regolamentazione sui target di riduzione delle emissioni dei veicoli, introducendo un “carbon correction factor”, così da affiancare alle tecnologie elettriche e ad idrogeno, anche quelle alimentabili con carbon neutral fuels (biocarburanti avanzati, biometano, bioGNL e BioGPL, recycled carbon fuels, e-fuels o carburanti sintetici).
La modifica proposta, infatti, permetterebbe di raggiungere realmente gli ambiziosi e condivisi obiettivi di decarbonizzazione, valorizzando tutte le tecnologie effettivamente in grado di abbattere le emissioni di CO2.
ANFIA, ANITA, Assogasliquidi-Federchimica e UNEM ribadiscono il loro impegno al sostegno di una mobilità che coniughi sostenibilità ambientale, economica e sociale e consenta di mantenere alta la competitività europea. Le imprese italiane da tempo investono in soluzioni tecnologiche all’avanguardia che come più volte dimostrato possono dare un fondamentale ed immediato contributo alla lotta ai cambiamenti climatici.

Disastro automotive: se i giochi di potere prevalgono sull’emergenza

1Tavolo #FORUMAutoMotive: quella barra tenuta sempre dritta

Quanto preziosissimo e soprattutto vitale tempo per l’industria automotive europea è stato perso a Bruxelles nel tira e molla di potere relativo alla composizione della nuova Commissione UE. Ma quello che più mi ha sorpreso e amareggiato è che dal vertice della Commissione UE, che i giochi politici hanno riconfermato alla guida dell’Esecutivo, fregandosene della sonora bocciatura elettorale, non è arrivata una parola che è una sulla crisi del settore e i primi drammatici impatti: chiusure di fabbriche, licenziamenti, futuro tutto da capire.

Del resto, quello che sta accadendo deriva dalle scelte politiche sbagliate portate avanti con il paraocchi dalla precedente Commissione UE e condivise con colpevole leggerezza dai costruttori, gli stessi che ora sono in chiara difficoltà e faticano a riconoscere un passo falso che sa tanto di harakiri.

Il “green deal” automotive, come impostato, sta distruggendo il comparto intero e le priorità del dopo voto hanno riguardato, invece, la volontà di trovare la quadra nei rapporti di potere con il coinvolgimento forzato dei Verdi, anche se usciti ridimensionati dalle urne, come condizione di stabilità governativa da parte della presidente Ursula von der Leyen.

Se non arriveranno risposte concrete entro la metà di dicembre con inversioni ormai non più rinviabili sulla scadenza dei piani, le decisioni a senso unico prese e le sanzioni suicide in tema di emissioni, il mondo automotive nel suo complesso dovrebbe ribellarsi e mettere davanti alle proprie responsabilità chi ha causato il disastro, politici e non. Rivedere il tutto è un obbligo e chi non ci sta faccia le valigie.

Energia e futuro: biocarburanti e fusione nucleare oltre alle rinnovabili

Energia e futuro: biocarburanti e fusione nucleare oltre alle rinnovabili
di Giorgia Meloni, presidente del Consiglio italiano
 
Dobbiamo usare tutte le energie a nostra disposizione, non solo le rinnovabili, ma anche i biocarburanti e la fusione nucleare. L’Italia è all’avanguardia sul fronte della fusione nucleare, nell’ambito della nostra presenza nel G7, abbiamo organizzato il primo incontro del World Fusion Energy Group, promosso dall’Agenzia Internazionale per l’Europa Atomica.
Il nostro obiettivo è quello di rilanciare tale tecnologia, che può modificare le carte in tavola.

Eurasia con Intergea: nuovo corso con partnership, vision, progetti e novità

Eurasia con Intergea: nuovo corso con partnership, vision, progetti e novità

Foto: da sinistra, Federico Daffi (EMC) e Alberto Di Tanno (Intergea)

Il Gruppo Intergea ed Eurasia Motor Company, a seguito della partnership stretta lo scorso giugno, presentano lo stato dell’arte del progetto e svelano tutte le novità in vista per l’anno 2025. “Innanzitutto – afferma Federico Daffi, presidente di Eurasia Motor Company – abbiamo il piacere di inaugurare un primo evento congiunto, testimonianza forte dell’intesa raggiunta. La cessione del 50% delle quote di EMC a Intergea è stata una scelta strategica e opportuna, avvenuta in un momento di grande cambiamento e crescita per Eurasia Motor Co. L’ingresso del Gruppo Intergea ha portato ad un immediato raddoppio della rete di dealer ufficiali per i brand EMC, Foton e GWM, garantendo una maggiore presenza capillare in tutta Italia, con particolare focus su Sud e isole dove la ricerca di nuovi partner è in corso”.

I prodotti sono disponibili presso showroom di grande impatto commerciale e EMC si presenta al loro interno con un nuovo stilema e una gamma MY25 rinominata. Inoltre, la campagna di comunicazione porta con sé il nuovo payoff “La scelta intelligente“, che ne racchiude missione, visione e spirito: unire il meglio dell’automobilismo mondiale offrendo qualità, convenienza e sostenibilità.

I prodotti Wave, la 2 e la 3, diventano rispettivamente EMC QUATTRO e EMC SEI, e in aggiunta viene lanciato oggi un nuovo SUV ad alto contenuto valoriale, EMC SETTE. Per le due vetture già in gamma l’introduzione del model year 2025 ne decreterà il cambio di naming, una novità che si estenderà a dettagli e miglioramenti in termini di colore e soprattutto per l’infotainment, con l’applicazione su EMC QUATTRO dell’abilitazione al collegamento con Apple CarPlay e Android Auto. Le novità per il 2025 non mancheranno nemmeno per la linea Foton, che vede l’aggiunta del nuovo modello Tunland V9, più imponente e dal look più distintivo rispetto al già peculiare Tunland G7.

“Nel 2024 abbiamo raggiunto importanti risultati e nel 2025 contiamo di crescere ancora, in modo sensibile – continua Federico Daffi -. Chiuderemo l’anno corrente con 2.300 veicoli immatricolati complessivamente e l’obiettivo nel 2025, che crediamo essere nelle nostre possibilità, è di toccare le 7.000 auto. Potremo raggiungere questo target grazie alla gamma rinnovata che presentiamo oggi, alla distribuzione in crescita e ad investimenti in ADV e COM meritevoli di attenzione. Avremo una copertura nazionale orientata verso una capillarità adeguata a servire in termini commerciali ed assistenziali il consumatore italiano, concedendo allo stesso tempo bacini di utenza rimarcabili ai nostri partner Dealer. Avendo infine grande attenzione verso l’intero ciclo di vita dei prodotti EMC, abbiamo concentrato anche le nostre attenzioni e azioni nell’aftersales, in particolare nei confronti della divisione ricambi che, seppur degna di nota in termini di risultati e livello di servizio, godrà di ulteriori investimenti, tra i quali un nuovo centro logistico nel Bresciano che sarà adibito ad Hub Italiano per EMC, FOTON e GWM”.

Alberto Di Tanno, presidente del Gruppo Intergea, esprime fiducia nel futuro di Eurasia Motor Co., sottolineando come l’ingresso del primo distributore automobilistico italiano per volumi di vendita stia già contribuendo in modo significativo alla crescita dell’azienda: “Sono certo che questa nuova iniziativa sarà un successo – commenta Di Tanno -. La proposta di mercato è chiara, semplice e accattivante per il consumatore. Allo stesso tempo, EMC assicura una relazione solida e coerente con la rete dei concessionari italiani, puntando alla semplificazione di tutti gli aspetti economici e reddituali tra la Casa e il Dealer. Inoltre, la qualità della gamma prodotti si inserisce con perfetto tempismo in quei segmenti di mercato oggi non più serratamente presidiati dalle Case automobilistiche storiche. Questi fattori, nel loro insieme, rendono EMC una scelta intelligente sia per il consumatore sia per i concessionari”.

Foto da ufficio stampa Eurasia

 

Automobilisti temerari: il profilo degli italiani più a rischio al volante

Automobilisti temerari: il profilo degli italiani più a rischio al volante
Gli automobilisti impiegati, coniugati e di età compresa tra i 45 e i 54 anni emergono come i più esposti ai sinistri stradali, secondo l’ultima edizione di VertiMovers, l’Osservatorio di Verti Assicurazioni. In particolare, gli uomini nella fascia d’età 50-54 anni rappresentano il 4% del rischio totale, seguiti dai loro colleghi tra i 45 e i 49 anni (3,6%). Anche le donne con lo stesso profilo occupano una posizione significativa, con una percentuale di rischio del 3,5%.

Il dato, rilevato attraverso una ricerca condotta da Verti in collaborazione con SWG, fornisce una panoramica aggiornata sulle abitudini di mobilità e sicurezza degli italiani, evidenziando differenze significative tra categorie professionali, fasce d’età e generi.

I clienti digitali si dimostrano più prudenti
L’indagine ha messo in luce una tendenza interessante: i clienti delle compagnie assicurative online si percepiscono come più prudenti e responsabili alla guida rispetto ai clienti delle assicurazioni tradizionali. Il 52% dei clienti digitali si definisce “attento” alla guida, rispettando i limiti di velocità e mostrando un comportamento cauto. Al contrario, tra i clienti delle compagnie tradizionali, la percentuale di automobilisti che si definiscono attenti scende al 48%.

La differenza di approccio è evidente anche nei comportamenti più rilassati o audaci. Tra i clienti tradizionali, il 39% si descrive come rilassato, rispetto al 42% dei clienti digitali, mentre una quota maggiore di guidatori tradizionali si riconosce in stili di guida“nervosi” o “sportivi”.

Chi rischia di più?
L’analisi di VertiMovers si concentra sulle categorie professionali e demografiche con maggiore incidenza di sinistri. Con il 14,6% del totale dei rischi, gli impiegati coniugati tra i 45 e i 54 anni dominano la classifica, seguiti da pensionati maschi oltre i 75 anni (2,6%) e tra i 70 e i 74 anni (1,8%). Gli operai compaiono al dodicesimo posto, mentre single e casalinghe si collocano in posizioni più basse, rispettivamente al ventunesimo e al ventottesimo posto.

Chi è più virtuoso?
I dati offrono anche uno sguardo sui gruppi con minore frequenza di sinistri. Pensionati coniugati tra i 65 e i 69 anni rappresentano la categoria più prudente (4,3%), seguiti da uomini tra i 60 e i 64 anni (4,4%) e donne pensionate coniugate della stessa fascia d’età (4,8%).

L’impatto delle soluzioni tecnologiche
Secondo Marco Buccigrossi, Business Director di Verti Assicurazioni, “la crescente adozione di soluzioni digitali nel settore assicurativo non solo migliora la gestione delle polizze, ma incentiva comportamenti più responsabili alla guida. La tecnologia sta trasformando il settore assicurativo e offre nuove opportunità per migliorare la sicurezza stradale. I clienti digitali dimostrano una maggiore consapevolezza dei rischi, contribuendo a creare un ecosistema in cui tecnologia e sicurezza viaggiano di pari passo”.

L’approccio di Verti combina l’utilizzo di canali digitali per una gestione più snella e trasparente delle polizze con un’attenzione alla prevenzione dei rischi, offrendo un’esperienza che valorizza la sicurezza e la protezione.


Il ruolo delle assicurazioni nella prevenzione
I risultati di VertiMovers evidenziano l’importanza di investire in campagne di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale e nella promozione di comportamenti responsabili. La guida consapevole non è solo una questione individuale, ma un impegno collettivo che richiede il coinvolgimento di tutti gli attori del settore, dalle compagnie assicurative ai consumatori.

Con una frequenza di sinistri più alta tra gli automobilisti in età lavorativa e una maggiore prudenza tra i pensionati, l’indagine suggerisce che le esperienze di vita e la consapevolezza giocano un ruolo cruciale nel determinare gli stili di guida.

Verso una mobilità più sicura e responsabile
L’analisi di VertiMovers offre spunti preziosi per comprendere le abitudini di guida degli italiani e suggerisce che l’adozione di tecnologie digitali e di un approccio educativo possano contribuire a rendere le strade più sicure. La sfida, oggi, è quella di creare una cultura della guida responsabile, capace di ridurre i rischi e migliorare la qualità della mobilità nel nostro Paese.

Foto alex-jumper-Jg Etmg Ojoew-unsplash

Bruxelles nel caos: e l’automotive rischia di pagarne le conseguenze

Bruxelles nel caos: e l'automotive rischia di pagarne le conseguenze

di Massimo Ghenzer, presidente di Areté

Siamo a metà novembre e la Commissione Europea politicamente rimane in una via di mezzo. Ursula von der Leyen è stata confermata Presidente ma politicamente la sua maggioranza non decolla, anzi si divide nella nomina di due Vicepresidenti esecutivi. Le ultime elezioni hanno visto l’elettorato andare verso i conservatori con una diminuzione dei Verdi, mentre la Commissione è sostenuta da una maggioranza di centrosinistra. Popolari, socialisti e liberali. L’industria dell’auto ha bisogno di sapere al più presto se la transizione energetica, così come voluta dalla precedente Commissione a trazione Verdi e decisamente bocciata dal mercato, stia ancora in piedi o verrà riformulata.

Sono in ballo decine di miliardi di penalità da pagare nel 2025, per chi non rispetta il limite di emissioni medie di 93,6 grammi di CO2 a chilometro per le nuove immatricolazioni. In attesa i Costruttori si stanno organizzando e pensano di vendere più elettrico e più ibrido (plug-in) con la spina che ridurrebbe di molto il livello medio di CO2. Operazione tutt’altro che agevole. L’ostacolo principale sono i prezzi. Il consumatore si è indirizzato ormai verso l’ibrido senza spina, che rappresenta quasi la metà degli acquisti.

Molti sono gli ibridi (mild) leggeri che riducono di poco le emissioni e un buon numero sono gli ibridi (full) pesanti che diventano sempre più efficienti e consentono di guidare in modalità elettrica per lunghi tratti. Il prezzo dell’ibrido è più elevato delle vetture tradizionali a combustione interna, ma più accessibile dell’elettrico e dell’ibrido plug-in. Questi ultimi due modelli non decollano nelle vendite perché cari e nel caso dell’elettrico puro per tutti i motivi noti. L’ibrido plug-in potrebbe avere una possibilità di crescita nelle vendite, ma due punti fondamentali vanno affrontati e risolti.

Primo il prezzo. Le Case dovrebbero equiparare il prezzo dell’ibrido “plug-in” a quello del “full hybrid”. Il costo di produzione del plug-in è ovviamente maggiore del full hybrid, ma per vendere in volume bisogna abbassare il prezzo. Secondo punto è la conoscenza operativa del plug-in. Il mercato ne sente parlare ma in effetti non l’ha mai guidato e generalmente non è interessato a farlo. Facendolo guidare e conoscere nelle sue qualità tecniche e operative e rendendo il prezzo più attraente se ne possono vendere di più.

Nuovo Codice della strada: ok alle novità per le due ruote

Due ruote: confermato il ruolo centrale in svago, sport e turismo

di Mariano Roman, presidente di Confindustria ANCMA

Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) plaude alle novità introdotte con il via libera definitivo al Codice della strada da parte dell’aula del Senato, un passo in avanti compiuto con le novità riguardanti cicli e motocicli, frutto anche di una proficua collaborazione e attività di advocacy promosse con FMI”, la Federazione Motociclistica Italiana.

 

Bene, quindi, l’introduzione dello status di utente vulnerabile della strada per i motociclisti, che per l’associazione rappresenta un passaggio significativo e non banale, in grado di avere effetti sul piano culturale, come anche per l’implementazione di progetti di sicurezza stradale e infrastrutture più a misura di moto. Ugualmente il via libera per i conducenti maggiorenni di moto e scooter “125” ed elettrici dai 6 kW di accedere alle autostrade e tangenziali è per ANCMA un risultato importante che non solo permette all’Italia di allinearsi al resto dell’Europa, ma è in grado di dare ulteriore impulso al mercato e alla mobilità di prossimità su due ruote.

 

Confindustria ANCMA esprime infine sollievo nel vedere esclusa la prospettiva dell’introduzione di targa e assicurazione per le biciclette, misura miope e potenzialmente dannosa per un mercato già in affanno come quello del ciclo.

Nuovo Codice della Strada: approvazione storica, importante traguardo per maggiore sicurezza

Nuovo Codice della Strada: approvazione storica, importante traguardo per maggiore sicurezza
di Toni Purcaro, Executive vice president DEKRA Group e presidente DEKRA Italia
Questo importante provvedimento, approvato il 20 novembre dal Parlamento italiano, rappresenta un passo decisivo verso una maggiore sicurezza stradale. La legge include interventi strategici per una revisione complessiva del Codice vigente, segnando un momento significativo e storico nella modernizzazione delle normative stradali italiane.
Tra le nuove regole, multe più pesanti e monopattini con obbligo di targa, casco e assicurazione, sanzioni più dure per chi usa il cellulare alla guida, per chi si mette al volante in stato d’ebbrezza o dopo aver fatto uso di stupefacenti. In tal senso, oltre all’inasprimento delle regole, occorre rafforzare la cultura della sicurezza stradale sensibilizzando soprattutto i giovani, organizzando workshop ad hoc nelle scuole secondarie di secondo grado.
Foto da ufficio stampa DEKRA