DEKRA a #FORUMAutoMotive: “Promuovere la transizione verso un’economia più sostenibile”

DEKRA a #FORUMAutoMotive

di Toni Purcaro, Executive Vice President DEKRA Group e Presidente DEKRA Italia,

Come DEKRA siamo promotore del principio della neutralità tecnologica a favore della transizione energetica in ogni settore di impatto a partire dalla grande sfida della nuova mobilità. L’obiettivo dello sviluppo sostenibile al centro dell’azione dell’Unione Europea rappresenta un’opportunità unica per favorire le grandi sfide di digitalizzazione e modernizzazione delle nostre economie accelerando la decarbonizzazione e la conseguente transizione energetica. In qualità di leader globale nei servizi di testing, ispezione e certificazione, ci impegniamo a supportare attivamente le imprese e le istituzioni nel raggiungimento di questi obiettivi fondamentali.

 

DEKRA contribuisce attivamente con le proprie competenze in materia di sostenibilità, sicurezza e innovazione, per favorire lo sviluppo di soluzioni sostenibili e digitali necessarie a migliorare la competitività e la transizione verso un’economia a zero emissioni. La neutralità tecnologica è un punto cardine per rispondere efficacemente alle diverse esigenze del mercato per garantire una vera transizione verso una mobilità realmente sostenibile.

“Pensieri e parole… scritte”: la rassegna stampa di Mario Verna

"Pensieri e parole... scritte"
Scialuppe in acqua!!! La lista di quelli che rivedono le stime si allunga, in pochi (forse nessuno) mangerà di gusto il panettone. Mentre vanno in crisi anche gli Stati che devono capire bene dove mettere i pochi denari disponibili, le piccole e medie imprese chiedono aiuto. Il sentiero imboccato diventa un incubo, non porta da nessuna parte e indietro non si riesce a tornare.
 
Tutti gridano “Allarme”, ma l’uno all’altro, in un innesco da paralisi totale: politica, costruttori, sindacati, fornitori, concessionari.
In mezzo, lavoratori e clienti, che ne pagheranno il prezzo.

Mentre ai dazi seguono gli screzi. Follia ideologica e cocciutismo disperato: qualcuno dovrà ammettere di aver sbagliato.

Il Governo e la filiera: sul sostegno massimo impegno, “Green Deal” da rivedere

Sbloccato il DPCM automotive: sostegno per investimenti, a luglio nuove risorse
di Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy
(dall’intervento in occasione dei 75 anni del Gruppo Getra)
 
Valuteremo insieme al ministro dell’Economia in questo percorso della Manovra economica se sia possibile incrementare il fondo al fine di raggiungere questo obiettivo, il sostegno alla filiera della componentistica che è un orgoglio del Made In Italy in questa difficile fase di transizione affinché possa rafforzarsi e restare competitiva a livello globale.
 
Vi è stata una riduzione di questi fondi nei prossimi anni, ma io ho assicurato all’ANFIA che tutte le risorse che sarà possibile destinare, saranno destinate al sostegno, alla componentistica e alle imprese della filiera affinché superino questa fase di transizione particolarmente difficile. La questione delle auto credo che ormai sia diventato un problema europeo. Siamo stati i primi a dire in Europa che se non si cambiava rotta avremmo avuto il collasso dell’industria automobilistica europea.
Stiamo lavorando con altri Governi europei per un “non paper”, cioè un documento che impegnerà le istituzioni europee a rivedere da subito il percorso del Green Deal, anticipare ai prossimi mesi, all’inizio del 2025 quell’esame della clausola di revisione che nel regolamento sui veicoli leggeri era prevista con la scadenza del fine 2026 e che nel regolamento sui veicoli pesanti è prevista alla fine del 2027.
Tra due o fra tre anni non ci sarà più un’industria dell’auto europea, non ci sarà più nulla da rivedere perchè non avremo raggiunto l’obiettivo da tutti ambito dell’industria “Net Zero”, ma avremo raggiunto purtroppo l’obiettivo che tutti dobbiamo scongiurare di industria zero in Europa. L’esame di revisione deve essere fatto subito oggi che ancora siamo in condizioni di salvare l’industria dell’auto europea.
Chiederemo che siano collocate risorse importanti a sostegno delle imprese e quindi della produzione e a sostegno dei consumatori per incentivarli con risorse comuni europee all’acquisto di auto ecologicamente sostenibili, garantendo le filiere dell’approvvigionamento. Chiederemo che vi sia una visione di piena neutralità tecnologica perché l’elettrico non è una religione, è una tecnologia.
Foto da ufficio stampa Min. Urso

L’eurodeputato Fidanza a #FORUMAutoMotive: “Superare l’approccio ideologico”

L'eurodeputato Fidanza a #FORUMAutoMotive

La terza Automotive Eurotribuna politica promossa da #FORUMAutoMotive ha messo a confronto gli europarlamentari dei due schieramenti con i rappresentanti della filiera della mobilità: “Finalmente il tema della crisi è diventato un tema di pressante attualità, si è fatto finalmente un ragionamento che ha al centro il tema della competitività industriale europea – le parole di Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia, ECR e membro della Commissione TRAN (Trasporti e Turismo) – abbiamo perso terreno, nel corso degli anni e dei decenni, soprattutto verso Stati Uniti e Cina”.

“Il tema dell’industria automobilistica – afferma Fidanza – è evidentemente uno dei più critici, i dati di mercato oggi testimoniano questo e c’è bisogno di superare l’approccio ideologico che abbiamo vissuto negli scorsi cinque anni di una transizione green impostata esclusivamente su un’unica tecnologia, quella dell’elettrico, riaprire alla neutralità tecnologica, consentire l’utilizzo dei carburanti alternativi”. Nel video potete ascoltare l’intervista integrale.

L’eurodeputata Tovaglieri a #FORUMAutoMotive: “Le auto elettriche non si vendono perché non le comprano”

L'eurodeputata Tovaglieri a #FORUMAutoMotive
“Di nuovo c’è che abbiamo una Commissione europea votata con i voti dei Verdi, che ribadisce che quello stop deve restare così com’è. Dall’altro lato abbiamo invece la posizione del mercato, dei consumatori, delle Case automobilistiche che si rendono conto che le auto elettriche non si vendono perché i consumatori non le comprano, sono troppo care e non sono ancora, da un punto di vista funzionale, paragonabili ad un’auto a motore tradizionale”.
Tra gli ospiti della terza Automotive Eurotribuna politica promossa da #FORUMAutoMotive, che ha messo a confronto gli europarlamentari dei due schieramenti con i rappresentanti della filiera della mobilità, presente anche Isabella Tovaglieri, Lega – PfE, membro Commissione ITRE (Industria, Ricerca ed Energia). Nel video potete ascoltare l’intervista integrale.

DEKRA Road Safety Award 2024: riconoscimento a Elisabetta Pellegrini del MIMIT

DEKRA Road Safety Award 2024: riconoscimento a Elisabetta Pellegrini del MIMIT
Foto:  Elisabetta Pellegrini premiata da Toni Purcaro, Executive Vice President di DEKRA Group e Presidente di DEKRA Italia
Nel corso dell’evento di presentazione del Rapporto DEKRA 2024 sulla sicurezza stradale, svoltosi nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, a Roma, si è tenuta la cerimonia di assegnazione della settima edizione del Premio Internazionale “DEKRA Road Safety Award 2024”.
 
Quest’anno DEKRA ha assegnato il prestigioso riconoscimento all’Ingegner Elisabetta Pellegrini, prima donna che ricopre il ruolo di Responsabile della Struttura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in virtù dell’azione determinante nei vari ambiti della sicurezza stradale.
Foto da ufficio stampa DEKRA

Fornitori ed evoluzione automotive: ci vuole un focus strategico

𝗜 𝗱𝗲𝗮𝗹𝗲𝗿 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗶: 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲!

di Gianluca Di Loreto, partner Bain & Company

Nonostante la convinzione diffusa che i grandi conglomerati diversificati guidino l’industria dei fornitori automobilistici, due decenni di dati sulla qualità dei rendimenti per sottosettore raccontano una storia diversa. Solo i fornitori che si sono concentrati su alcune offerte principali in aziende supportate da tendenze hanno visto un aumento della redditività negli ultimi 20 anni.

Gli operatori di semiconduttori, pneumatici ed elettronica hanno aumentato la redditività dei loro settori durante i tre periodi economici sani, vale a dire dal 2003 al 2007, dal 2010 al 2018 e dal 2021 al 2023, negli ultimi due decenni. La maggior parte dei segmenti è rimasta piatta. Ma i conglomerati che operano all’interno di più segmenti di prodotto hanno subito un grave calo di 1,8 punti percentuali.

I dati rivelano che gettare un’ampia rete non è sempre meglio quando si tratta di migliorare la redditività. I segmenti con un focus chiaro e modelli di business semplici superano quelli che si destreggiano tra portafogli intricati e molteplici tecnologie. Sebbene la convinzione comune sia che le aziende più grandi e diversificate abbiano un vantaggio intrinseco, questi risultati evidenziano il valore di avere un focus strategico.

Mentre l’innovazione e l’aumento della tecnologia nelle auto hanno aumentato la redditività dei segmenti leader, il settore delle batterie dimostra che la capacità sottoutilizzata può ancora compensare i guadagni anche in aree innovative ad alta crescita.

Man mano che il settore passa dall’hardware al software e dalla combustione ai propulsori elettrici, le aziende devono adattarsi. Coloro che danno priorità al focus strategico e alla scalabilità rispetto alla diversificazione, saranno nella posizione migliore per aumentare la loro quota di profitto del settore.

Rapporto DEKRA 2024: più sicurezza con tecnologie e infrastrutture intelligenti

Rapporto DEKRA 2024

Garantire spazi di circolazione più sicuri e adottare un approccio integrato alla mobilità, che combini tecnologia, progettazione stradale e responsabilità individuale con l’obiettivo finale di avere una strada autoesplicativa, in grado di ridurre al minimo il rischio di incidenti, promuovendo un comportamento responsabile tra tutti gli utenti della strada. È questo il focus emerso dal Rapporto DEKRA sulla Sicurezza Stradale 2024 dal titolo “Spazi di circolazione per le persone” presentato al Senato.

Il Rapporto evidenzia l’importanza di progettare spazi stradali sicuri, sia nelle aree urbane sia nella viabilità extraurbana, al fine di ridurre gli incidenti e, in particolare, il numero di vittime e feriti a livello globale. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno 1,2 milioni di persone perdono la vita sulle strade, con ben 50 milioni che subiscono ferite o disabilità permanenti. Le cause principali sono riconducibili a fattori come la velocità, l’obsolescenza delle reti stradali e il comportamento umano, responsabile di oltre il 90% degli incidenti.

Incidenti stradali in Italia nel 2023

Sulle strade italiane, secondo i dati Aci-Istat, nel 2023 si sono registrati 166.525 incidenti con lesioni a persone che hanno causato 3.039 decessi, per una media di 456 incidenti e 8,3 morti ogni giorno. Emerge un lieve calo nel numero delle vittime ma aumentano, seppure in misura contenuta, incidenti e feriti. Venezia (+26 morti), Bologna (+21) e Milano e Reggio Calabria (+20) sono le Province nelle quali si sono registrati gli incrementi maggiori in valori assoluti di decessi sulle strade. Roma e Latina, invece, fanno del Lazio la Regione con il più alto aumento di morti rispetto al 2019 (+51), anno prima della pandemia di Covid-19. Padova (-26 morti), Novara (-23), Alessandria e Torino (-19) sono, invece, le Province nelle quali si è registrata la diminuzione più significativa del numero dei morti.

Approccio unitario e sostenibile

Nel Rapporto DEKRA si sottolinea l’esigenza di un approccio integrato per affrontare le criticità della mobilità, mettendo al centro la sicurezza degli utenti, grazie a infrastrutture progettate adeguatamente e all’uso di tecnologie avanzate come 5G e Intelligenza Artificiale (IA). Queste tecnologie consentiranno ai veicoli di scambiare dati in tempo reale con le infrastrutture, migliorando la sicurezza stradale, ottimizzando i flussi di traffico e riducendo le emissioni. L’IA potrà identificare situazioni di rischio e intervenire, ad esempio attivando frenate d’emergenza. Tuttavia, occorre sviluppare politiche pubbliche per garantire trasparenza, protezione dei dati e sicurezza.

Una strada autoesplicativa

Come già evidenziato nei precedenti Rapporti DEKRA sulla sicurezza stradale, non va dimenticata una condizione: per fare in modo che nella circolazione stradale le situazioni di pericolo non si vengano nemmeno a creare, rimangono imprescindibili un comportamento responsabile, la corretta valutazione delle proprie capacità e un’elevata accettazione delle regole da parte di tutti gli utenti della strada. L’obiettivo deve sempre essere una strada autoesplicativa e in grado di perdonare gli errori. L’utente deve riconoscere autonomamente, in base alla conformazione della strada, qual è il comportamento di guida e la velocità che gli vengono richiesti e, al contempo, la strada deve offrire sufficienti riserve di sicurezza.

Investimenti e iniziative legislative

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha programmato investimenti significativi nel settore della sicurezza stradale, con 200 miliardi di euro previsti per il decennio 2023-2032. Questo piano include oltre 1.350 cantieri per la manutenzione delle strade e nuove opere. Inoltre, il Disegno di legge in corso di approvazione prevede misure più severe contro chi guida in stato di ebbrezza e il rafforzamento dei controlli sui limiti di velocità.

Per il sen. Francesco Paolo Sisto, Viceministro della Giustizia, in rappresentanza del Governo: “Il Governo sta attenzionando costantemente il tema drammatico degli incidenti stradali, puntando sul rafforzamento della prevenzione attraverso l’aggiornamento delle norme e la manutenzione delle infrastrutture. In questa prospettiva, il nuovo Codice della strada è una risposta importante a tutela della sicurezza di tutti. L’educazione stradale, a partire dai più piccoli, è centrale per favorire una maggiore responsabilizzazione. Sotto questo profilo, assume un ruolo particolarmente significativo la formazione attraverso la realtà virtuale e le nuove tecnologie come l’Intelligenza Artificiale”.

 

Secondo Toni Purcaro, Executive Vice President di DEKRA Group e Presidente di DEKRA Italia, “il Rapporto DEKRA sulla Sicurezza Stradale 2024 evidenzia come la qualità e lo stato delle infrastrutture stradali siano cruciali per ridurre gli incidenti. La crescente interconnessione tra veicoli e infrastrutture, supportata da tecnologie avanzate come il 5G e l’Intelligenza Artificiale, offre opportunità senza precedenti per una gestione più efficiente e sicura del traffico. Investendo in ricerca e sviluppo sulle infrastrutture stradali, possiamo sperare in un futuro in cui gli incidenti sulle strade saranno ridotti al minimo, creando in tal modo le condizioni affinché la “Vision zero” non sia solo una visione cui tendere, ma un obiettivo realistico da raggiungere”.

 

FOTO da ufficio stampa DEKRA

Il futuro dell’automotive già scritto? Cari “innovatori”, qui si chiude!

Mercato dell'auto: piatto perché forzato

di Mario Verna, manager automotive

A chi pensava che il “futuro” fosse ormai già scritto, a chi ha dichiarato “senza se e senza ma” che la strada era tracciata, a chi riteneva che la conversione al “Green” avrebbe portato (all’Europa) sviluppo e occupazione, a chi… possiamo dire che si è sbagliato.

La de-carbonizzazione è coincisa con de-industrializzazione.
Chi ha confuso i fini con i mezzi e li ha imposti a tutti, beh, dovrebbe scusarsi e farlo a voce alta. Ecco perché.
L’Europa è il continente che ha ridotto di più le emissioni nei decenni; le emissioni del parco auto non pesano pressoché nulla sotto il cielo mondiale; l’Europa non ha materie prime tali da consentire un qualche vantaggio competitivo nella corsa alla transizione energetica; l’Europa non ha alcun know-how nella produzione di componentistica che alimenti la transizione energetica.
Inoltre, l’Europa ha (aveva) un know-how da leader mondiale per la produzione di motori a combustione interna che, nel corso degli anni, hanno ridotto drasticamente le emissioni; l’Europa non ha indipendenza energetica, meno che mai a impatto zero; i principali Paesi europei hanno una significativa porzione di PIL e di occupazione che dipende dall’automotive e dalla sua filiera.

Incidenti stradali a Milano nel 2023: dati allarmanti, ci vuole prevenzione

Incidenti stradali a Milano nel 2023: dati allarmanti, ci vuole prevenzione
Geronimo La Russa, vicepresidente di ACI e presidente di AC Milano
L’Automobile Club Milano, che copre anche le province di Monza-Brianza e Lodi, ha pubblicato i dati ufficiali ACI-Istatsull’incidentalità stradale per il 2023, mostrando una realtà che richiama l’urgenza di una maggiore prevenzione. Come evidenziato dal vicepresidente di ACI e presidente di AC Milano, Geronimo La Russa, i numeri rappresentano un segnale d’allarme, con un ritorno ai livelli pre-pandemici e un aumento degli incidenti provocati da distrazione, uso del cellulare e eccesso di velocità.
I dati sulla sicurezza stradale a Milano e hinterland

Nel 2023, la Città Metropolitana di Milano ha registrato 12.768 incidenti, superando i 12.612 del 2022 e causando 120 decessi e 16.177 feriti. L’aumento è evidente anche nella sola Milano città, dove gli incidenti sono stati 7.812, con 47 morti e 9.709 feriti. La crescita dell’incidentalità coinvolge non solo le automobili, ma anche biciclette e monopattini, a conferma dell’importanza di investire in infrastrutture sicure per tutti i tipi di mobilità.

Incidenti e mobilità alternativa: una sfida per la sicurezza urbana
La diffusione dei mezzi di micromobilità, come biciclette e monopattini, ha portato a 1.636 incidenti con coinvolgimento di biciclette, con 11 ciclisti deceduti e 1.531 feriti nel 2023. I sinistri che hanno coinvolto monopattini sono stati 753, causando 732 feriti e un decesso. Questi dati suggeriscono la necessità di regolamentare e rafforzare la sicurezza per questa nuova mobilità, integrando un piano di infrastrutture sicure e regole più chiare per tutti.

Dati provinciali: Monza e Lodi in linea con Milano

I dati evidenziano una situazione simile nelle province di Monza-Brianza e Lodi. Nel 2023, Monza ha registrato 540 incidenti con 3 morti e 661 feriti; estendendo il conteggio a tutta la provincia, si arriva a 2.357 incidenti, 13 morti e 2.964 feriti. Anche a Lodi i numeri sono in crescita: 177 incidenti, con 1 morto e 217 feriti nel capoluogo, e 446 incidenti, 6 decessi e 636 feriti in tutta la provincia.

Le principali cause degli incidenti: distrazione e velocità
Le principali cause degli incidenti restano la distrazione alla guida, spesso causata dall’uso del cellulare, l’eccesso di velocità e il mancato rispetto della segnaletica. «È necessario intervenire sulla cultura della sicurezza», spiega La Russa, «promuovendo una maggiore consapevolezza tra gli utenti della strada». AC Milano ritiene fondamentali campagne di informazione e formazione per aumentare la responsabilità dei conducenti.

AC Milano e le iniziative per la prevenzione
Per affrontare questa emergenza, ACI Milano punta a intensificare le c.ampagne di educazione stradale nelle scuole e nei luoghi di lavoro, sensibilizzando su temi di responsabilità e rispetto delle regole “La sicurezza stradale è un obiettivo che si raggiunge solo attraverso la collaborazione di tutti”, sottolinea il presidente La Russa. ACI promuove corsi formativi e campagne di sensibilizzazione per instillare valori fondamentali come l’attenzione, il rispetto per gli altri e la sicurezza su strada.
La mobilità alternativa: l’importanza di un’adeguata regolamentazione

Con l’aumento dell’uso di biciclette e monopattini, la mobilità alternativa necessita di una regolamentazione specifica e di infrastrutture adatte per garantire sicurezza e accessibilità. AC Milano richiama l’attenzione sulla necessità di investire in piste ciclabili sicure e ben segnalate, evitando la promiscuità di percorsi tra pedoni e ciclisti.

L’impegno di ACI verso un futuro con meno incidenti
La missione di AC Milano resta chiara: promuovere una cultura della sicurezza stradale per ridurre gli incidenti e salvare vite. “Serve un approccio globale che coinvolga autorità, cittadini e imprese, solo così sarà possibile fare la differenza”, conclude La Russ
Foto ufficio stampa ACI