Teoresi e Politecnico di Torino: ecco le ultime innovazioni per una mobilità sostenibile

Teoresi e Politecnico di Torino: ecco le ultime innovazioni per una mobilità sostenibile

In un evento tenutosi presso la sede torinese di Teoresi, leader internazionale nel settore ingegneristico, sono stati presentati i più recenti sviluppi del progetto MOST (Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile), frutto della collaborazione tra l’azienda e il Politecnico di Torino. L’obiettivo è ambizioso: rendere le città del futuro più sostenibili e connesse, puntando su mobilità aerea avanzata, droni per il trasporto merci, citycar elettriche a batteria modulare e veicoli commerciali a idrogeno.

 

MOST: la mobilità sostenibile come visione e realtà
MOST nasce con il preciso intento di rivoluzionare il sistema dei trasporti in Italia, grazie a una sinergia tra 24 università, 24 aziende e il CNR. Teoresi e il Politecnico di Torino sono in prima linea nei lavori di Spoke 1 e Spoke 2, dedicati rispettivamente alla mobilità aerea avanzata e ai veicoli stradali sostenibili. “MOST ci offre l’opportunità di portare avanti ricerche che hanno un impatto reale sull’ambiente e sulla qualità della vita urbana”, ha dichiarato Ferruccio Resta, presidente di MOST.


Droni per la logistica: soluzioni sostenibili per le città
Uno dei progetti centrali di Spoke 1 è l’utilizzo di droni autonomi per il trasporto di merci, con l’obiettivo di decarbonizzare il settore logistico. Un esempio è il Servizio pilota Isole Minori operato da Poste Italiane, che sperimenta la consegna giornaliera di pacchi nel Golfo di Napoli tramite droni in grado di trasportare fino a 40 kg. “Il futuro della logistica urbana risiede in soluzioni autonome e pulite come i droni a zero emissioni”, ha spiegato Valter Brasso, presidente e CEO di Teoresi.


Gemelli digitali: una tecnologia per l’industria aeronautica

Nell’ambito del progetto MOST, l’uso dei digital twins si rivela fondamentale per il monitoraggio e la manutenzione delle strutture aeronautiche. Questi gemelli digitali consentono di simulare il comportamento dei materiali compositi, prevedendo la propagazione di danni e stimando la vita utile delle strutture. Giorgio Guglieri del Politecnico di Torino, coordinatore dello Spoke 1, ha sottolineato: “Grazie ai digital twins, la sicurezza aeronautica può raggiungere livelli mai visti prima, con un abbattimento dei costi di manutenzione”.


Innovazione a idrogeno per il trasporto aereo

Un altro progetto innovativo riguarda la sperimentazione di fuel cells a idrogeno per i velivoli di breve e media percorrenza. Questa tecnologia mira a sostituire i motori a combustione convenzionali con soluzioni green, riducendo drasticamente le emissioni di CO2 Marco Bazzani, Innovation Manager di Teoresi, ha dichiarato: “La propulsione a idrogeno offre un futuro più pulito e sostenibile per l’aviazione, ma richiede competenze avanzate e soluzioni tecniche complesse”.


Veicoli stradali sostenibili: dalla city-car elettrica ai veicoli a idrogeno

Lo Spoke 2 di MOST si concentra invece sullo sviluppo di veicoli stradali sostenibili. Uno dei progetti più interessanti riguarda la realizzazione di una citycar elettrica compatta e modulare, che integra una batteria swappable con sistemi di ricarica fotovoltaica. Pensata per la mobilità urbana, questa city-car promette consumi ridotti e adattabilità ai vari percorsi urbani e extraurbani. Parallelamente, è in sviluppo un veicolo commerciale a idrogeno dotato di sistemi di percezione e connettività avanzati per minimizzare i consumi.


MOST: un modello di collaborazione tra pubblico e privato
Il progetto MOST rappresenta un esempio di collaborazione virtuosa tra il mondo accademico e quello industriale, unendo risorse e competenze per affrontare le sfide della transizione ecologica e digitale. Ferruccio Resta ha evidenziato l’importanza di questo modello di alleanza pubblico-privata: L’unione di forze tra università, centri di ricerca e aziende permette di trasformare le sfide della mobilità sostenibile in opportunità concrete di sviluppo per il nostro Paese”.


Un impegno verso un futuro più verde

Gli avanzamenti presentati a Torino mostrano come la sinergia tra Teoresi e il Politecnico di Torino stia gettando le basi per una mobilità più pulita ed efficiente. Grazie a MOST, le città italiane del futuro potranno contare su trasporti green e tecnologie all’avanguardia, garantendo una migliore qualità della vita ai cittadini e un minor impatto ambientale.
Foto ufficio stampa Teoresi

Automotive European Regions Alliance: orgogliosi di aver ospitato il passaggio di consegne

Automotive European Regions Alliance: orgogliosi di aver ospitato il passaggio di consegne
di Geronimo La Russa, presidente di AC Milano
 
Nella sede di Automobile Club Milano, abbiamo avuto l’onore di ospitare il passaggio di consegne al vertice dell’Automotive European Regions Alliance, dalla regione spagnola della Navarra a Regione Lombardia, rappresentata dall’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Guido Guidesi.

Questa alleanza riunisce 36 regioni di tutta Europa, di cui ben 9 italiane, tra le principali protagoniste dello sviluppo industriale e tecnologico del nostro continente. Insieme, rappresentiamo un PIL pari al 34% di quello europeo: un motore economico e innovativo fondamentale.

Siamo orgogliosi di essere parte di questo percorso che punta a consolidare il ruolo strategico della filiera automotive, promuovendo competitività, sostenibilità e nuove opportunità per il territorio.

Congratulazioni a Regione Lombardia per questa nuova guida, che rappresenta un riconoscimento del valore e del potenziale del nostro sistema regionale.

Service Day 2024: la riparazione auto si trasforma in un settore ad alto potenziale

Service Day 2024: la riparazione auto si trasforma in un settore ad alto potenziale

La quarta edizione del Service Day, organizzata da Quintegia da un’idea di AsConAuto, conferma il settore della riparazione automobilistica come un pilastro strategico per l’industria automotive italiana. Con un fatturato che supera i 34 miliardi di euro, il settore post vendita rappresenta una risorsa fondamentale, con ampie prospettive di crescita e trasformazione attraverso investimenti in risorse umane, innovazione tecnologicaintelligenza artificiale e customer experience.

È fondamentale oggi accelerare sul fronte del post vendita, per rispondere a consumatori sempre più attenti a soluzioni personalizzate e innovative“, ha dichiarato Tommaso Bortolomiol, CEO di Quintegia.


Il business della riparazione: numeri e prospettive

Secondo le stime per il 2023, il settore delle riparazioni genera un fatturato complessivo di oltre 34 miliardi di euro, includendo il comparto pneumatici e carrozzeria, ma escludendo gli interventi coperti da garanzia. Oggi, questo mercato impiega circa 45.000 addetti, confermando l’importanza economica e sociale dell’intero comparto.

Il Service Day 2024 ha visto la partecipazione di oltre 3.000 professionisti del settore, con sessioni formative, panel e interventi guidati da più di 50 relatori. Attraverso 15 sessioni di contenuto e una ricca Area Business con 48 aziende partecipanti, i professionisti hanno avuto l’opportunità di approfondire strumenti e tecnologie per rispondere alle sfide del settore.


Il cambiamento nel settore: focus su tecnologia e customer experience

Gli esperti intervenuti durante la due giorni a Treviso hanno sottolineato l’importanza dell’evoluzione tecnologica e delle nuove aspettative dei consumatori, sempre più orientati verso servizi personalizzati e soluzioni sostenibili. I clienti moderni, infatti, dimostrano una disponibilità crescente a condividere dati d’uso dei veicoli, a patto che venga garantita la loro privacy.

Investire in processi sostenibili e capaci di anticipare le esigenze dei clienti è una scelta competitiva e un’opportunità per rispondere a un mercato dinamico“, ha aggiunto Bortolomiol.

L’evento ha anche evidenziato come le nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, siano cruciali per migliorare la customer experience, riducendo tempi e costi di servizio e offrendo soluzioni più mirate.


Le analisi di Quintegia: nuove strategie per il post vendita

Quintegia ha presentato al Service Day una serie di studi e dati specifici per il settore della riparazione. Tra questi spiccano il Service Customer Study 2024, che analizza le aspettative e le preferenze dei clienti verso i servizi post vendita offerti da concessionari e riparatori, e il report “After-sales Navigator”, che esplora il futuro del post vendita dal punto di vista dei dealer. Questi studi offrono strumenti concreti per aiutare le aziende a sviluppare strategie efficaci, identificando aree di miglioramento e nuove opportunità di crescita.

Gli imprenditori del settore possono oggi affrontare il cambiamento con maggiore sicurezza, grazie a competenze consolidate e all’esperienza di networking di AsConAuto“, ha dichiarato Roberto Scarabel, presidente di AsConAuto.

Premio DealerSTAT2024: BMW riconosciuto miglior brand nel post vendita
Un momento significativo del Service Day è stato l’assegnazione del premio DealerSTAT2024 per il miglior servizio post vendita, che ha visto BMW confermata come miglior brand per il secondo anno consecutivo. Questo riconoscimento sottolinea l’importanza di un servizio clienti eccellente nel consolidare la reputazione dei brand nel settore post vendita.

Quintegia: al servizio dell’innovazione e della mobilità
Fondata nel 2003, Quintegia S.p.a. si è affermata come un centro diricerca e networking per l’innovazione nel settore automotive. La società, con sede a Treviso, realizza eventi, studi e analisi che offrono dati essenziali per le aziende. La missione di Quintegia si estende su cinque macroaree strategiche: Retail channels, Tech & Digital, Customer, Sustainability e People. Questi ambiti permettono a Quintegia di posizionarsi come partner di riferimento nella transizione verso una mobilità sostenibile e innovativa, fornendo informazioni preziose per comprendere il mercato e anticipare le tendenze.


Il futuro del settore riparazione: un mercato in evoluzione

Il settore della riparazione automobilistica, trainato dalla digitalizzazione e dall’evoluzione delle esigenze dei consumatori, si presenta come un ambito dinamico e in crescita. Investire in formazione, risorse e nuove tecnologie è fondamentale per rispondere alla domanda di servizi personalizzati e dialta qualità. La collaborazione tra AsConAuto e Quintegia ha dimostrato come sia possibile innovare nel settore, con eventi come il Service Day che si pongono come punti di riferimento per il futuro della mobilità in Italia.

Foto da ufficio stampa Quintegia

Nuovo Codice della strada: interventi importanti, ma anche fragilità

Autovelox: bene il censimento, necessarie alcune precisazioni
di Giordano Biserni, presidente di ASAPS
 
I professionisti della sicurezza stradale, specie quelli con la divisa, aspettavano questa riforma del Codice già dall’estate scorsa per poterla analizzare con calma anche sotto l’ombrellone (come è capitato più volte) e invece il nuovo CdS è arrivato sotto l’albero di Natale.
Non facciamoci illusioni che la riforma della legge della strada possa improvvisamente incidere in modo molto positivo o determinante per migliorare la situazione della (in)sicurezza stradale.

Sono tante le variabili e solo l’applicazione graduale nel tempo le potrà disvelare. Non dimentichiamo che anche  questa volta l’applicazione concreta  su strada richiederà una serie di decreti attuativi che ne permettano l’applicazione senza incertezze. A questo proposito non possiamo dimenticare che ancora oggi siamo in attesa di alcuni decreti attuativi previsti dalla seria riforma della legge 120 del 2010. E sono passati 14 anni.


Se sicuramente emergono in prima lettura aspetti importanti come il contrasto alla distrazione da cellulare con la previsione della sospensione della patente alla prima violazione, una più severa normativa per il contrasto all’abuso di alcol alla guida con la previsione dell’alcolock da montare sui veicoli dei recidivi, o ancora la mini sospensione della patente, però con tutti i suoi limiti di applicazione a un numero limitato di patentati “poveri” di punti in dotazione, non mancano poi  però  le fragilità più volte illustrate dalle associazioni dei ciclisti e pedoni, i più deboli della strada.
 
Ricordiamo che l’80% dei morti nelle città sono utenti vulnerabili e che il 73% degli incidenti stradali avviene su strade urbane.  Le criticità più evidenti riguardano la velocità con la previsione di controlli da remoto più difficili, meno attenzione con precisi limiti alla costruzione di nuove ciclabili, limitazioni agli interventi dei comuni. Ma la vera criticità è e rimane quella della assoluta inadeguatezza dei controlli e senza quelli, si sa,  nessuna riforma del CdS potrà rivelarsi veramente efficace. Insieme alla insufficiente cura della rete stradale.

Intanto? intanto la situazione nel 2024 non è certo rassicurante. Nei primi 10 mesi dell’anno, a fine ottobre, l’Osservatorio ASAPS ha già registrato i decessi di 354 pedoni e 168 ciclisti e parliamo solo di quelli avvenuti nell’immediatezza del sinistro. Poi l’Osservatorio ha registrato gli incidenti dei fine settimana e qui le cifre parlano ancora più chiaro.

Il quadro complessivo ci dice che nei primi 10 mesi gli IFS sono cresciuti: +62 (+6%), anche il numero complessivo delle vittime è  aumentato: +64 (+5,6%%). I conducenti e trasportati in auto deceduti sono diminuiti: -28 (-5,7%).


Invece i motociclisti che hanno perso la vita sono molto aumentati: +61 (+14,6%).
Anche i  ciclisti deceduti sono aumentati: +3 (+3,7%).Ancor peggio i pedoni morti sulle strade che sono molto aumentati: +21 (+16,4%). 
I conducenti o trasportati di veicoli merci (anche sotto le 3,5 t) sono poi nettamente cresciuti: +7  (+33,3%)

“Donne e motori, gioie e… basta”: la sorellanza vista dal Museo Fratelli Cozzi

"Donne e motori, gioie e... basta"

FOTO: la Giulietta Sprint con accanto Monica Secondino e Ilaria Salzano, giurate giurate italiane del WWCOTY

 

Il Women’s Worldwide Car Of The Year riconosce il concetto di sorellanza come fondamentale per far sentire la voce delle donne e mostrare che combattere i pregiudizi è possibile. Un messaggio reso ancora più forte quando è itinerante, così come sarà la mostra “Donne e motori, gioie e… basta” ad opera del Museo Fratelli Cozzi, a cui le giurate italiane del WWCOTY hanno preso parte. Un progetto condiviso assieme ad altre 38 donne, a bordo di venti Alfa Romeo appartenenti alla collezione, che raggruppa in tutto oltre 60 auto simbolo del Made in Italy, dalla Dolce Vita al design contemporaneo.

Per il Museo Fratelli Cozzi, vera e propria istituzione per gli amanti del mondo Alfa Romeo, il progetto è alla terza edizione. Nato proprio per contrastare gli stereotipi di genere e dopo aver trattato i temi del rispetto, dell’eleganza e della bellezza, è stato quest’anno messo in luce anche il tema della sorellanza, come commenta la presidente Elisabetta Cozzi, nonché fondatrice del Movimento “Woman in power”: “Ancora una volta abbiamo provato a mandare in frantumi uno stereotipo: quello per cui Le donne non sanno fare squadra. La capacità di lavorare in team e di essere “squadra” non ha genere per questo abbiamo scelto come tema portante della terza edizione la “Sorellanza”.

Le protagoniste della mostra hanno potuto mettere sotto riflettori “la sorella” con la quale oggi hanno un rapporto speciale in ambito professionale e/o personale. Il gruppo si è potuto ritrovare e conoscere già prima dell’inaugurazione ufficiale: la preview è stata alla Fiera di Milano Autoclassica, appuntamento per appassionati e addetti del settore da 14 anni. L’esposizione ora, aperta ufficialmente al museo Fratello Cozzi, in occasione del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, sarà visitabile fino al 18 dicembre. In seguito, farà tappa in diverse regioni, toccando istituzioni e scuole con lo scopo ultimo di superare la cultura discriminatoria. Il progetto è sponsorizzato da MawdyServices e Pirelli, con media partner “Quattroruote” e “Ruoteclassiche”, ha ricevuto prestigiosi patrocini da Università LIUC, ACI Storico, ASI e FIVA.

“Le donne insieme sanno fare squadra. Da anni lo dimostriamo con i fatti – commenta Marta Garcia, presidente WWCOTY -. Sono estremamente orgogliosa che le giurate italiane del WWCOTY, Ilaria Salzano e Monica Secondino, facciano parte di questa mostra che celebra il ruolo delle donne. Questo è un ulteriore esempio dell’impatto decisivo che il Women’s Worldwide Car of the Year ha, non solo nel mondo dei motori ma anche in altre aree della società”.

Monica e Ilaria hanno scattato la loro foto con l’Alfa Romeo Giulietta Sprint. Il modello debuttò proprio 70 anni fa, con il primo nome femminile nella Gamma Alfa Romeo. L’auto fu in grado di conquistare i consensi del pubblico, in particolare quelli della borghesia medio-alta, diventando il simbolo del cosiddetto “boom economico” Italiano. Degno di nota, Giulietta Sprint venne ribattezzata la “fidanzata d’Italia”. Nel Belpaese, nel 1954, del resto, poche erano ancora le donne al volante.

Tutte le testimonial

Alfa Romeo Giulia SS

Martina Semenzato – Onorevole Presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul femminicidio nonché su ogni forma di violenza di genere

Claudia Segre – Presidente e Fondatrice Global Thinking Foundation. Vicepresidente AssoFintech e Co Chair Women7/G7 Italy

Alfa Romeo 6C 2500 Freccia d’Oro

Maria Leitner – Caporedattore centrale Rai Tg2. Conduttore, autore, coordinatore Tg2 Motori. Già inviata in formula 1 a TMC.  Autrice del libro “L’arte di guidare” con Miki Biasion. Ambasciatrice WFP.

Barbara Gabarrini Confalonieri – Imprenditrice globe trotter nel settore industriale della stampa e settore distribuzione moda

Alfa Romeo RZ Roadster Zagato

Rita Paparella – Ingegnere nucleare, PhD in fisica delle particelle. Giornalista pubblicista e consulente  tecnico in progetti industriali di innovazione e R&D

Irma conti – Garante Nazionale delle persone private della libertà personale. Avvocato Cassazionista esperta in materia penale. Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Roma. Presidente dell’Associazione Donne Giuriste Italia

Alfa Romeo 2600 Spider Touring Superleggera

Chiara Viale – Autrice del libro “Lidia e le altre: pari opportunità ieri e oggi. L’eredità di Lidia Poët”. Avvocata. Responsabile D&I di A&A – Albè e Associati Studio Legale.

Federica Bottini – Avvocata specializzata in diritto commerciale. Associate A&A – Albè e Associati Studio Legale

Alfa Romeo Spider Duetto

Tiziana Vallone – Dottore Commercialista e Board member. Vicepresidente Manageritalia. Consigliere nazionale AiddaMaria Letizia Giorgetti – Professoressa Associata in Economia Applicata, Dipartimento di Economia, Management e Metodi Quantitativi, UNIMI. Comitato Scientifico Women&Tech

Alfa Romeo AR 51 (Matta)


Eugenia Capanna – Mamma, pilota e Team Manager nel Motorsport. CEO MTS – Motorsport Technical School

Francesca Gaspari – Mamma, fotografa e pilota di moto nel Rally Raid. Ambassador Federazione Motociclistica Italiana femminile. Copilota Dakar 2025

Alfa Romeo 2600 sprint

Giuliana Parabiago (con il cane Oscar) – Giornalista di moda e di costume. Autrice, consulente di Pitti Immagine e di Sposaitalia. Docente Storia della Moda all’Istituto Raffles

Nataša Grom – Vicepresidente FIVA Cultura e Giovani. Capo ufficio della Federazione Slovena dei Veicoli Storici (SVAMZ). Relazioni Pubbliche del Museo della Moto Grom

Alfa Romeo 6C 2500 Spider

Laura Lavizzari – Senior Project Manager Museo Fratelli Cozzi. Volontaria Refettorio Ambrosiano

Elisabetta Cozzi – Fondatrice e Presidente Museo Fratelli Cozzi. Presidente Associazione Friends of Museo Fratelli Cozzi

Alfa Romeo Giulietta T.I.

Desiree Baldini – Consulente PR & Media Relations, attenta alle relazioni umane, senza distinzioni di genere. Dal food all’automotive, specializzata in vetture classiche & vintage

Gioia Sottocasa – Consulente PR & Media Relations. Esperta in comunicazione di sostenibilità

Alfa Romeo Formula Boxer

Maria Paola Stola Ariusso – Founder STUDIOTORINO. Docente IED Torino. Volontario ASI Commissione Case Costruttrici e Designers. Collezionista auto storiche

Federica Levy -Pilota nel Team Attack Italia e test drive del Ferrari Challenge Europa 2024. Studentessa Università di Torino

Alfa Romeo 1750 GT Veloce

Rachele Grassini – Presidente e fondatrice dell’associazione Politics Hub. Praticante avvocato presso Latham & Watkins

Carolina Sardelli – Giornalista, conduttrice. Collabora con Mediaset e con l’agenzia di social media journalism Rassy. Si occupa di UE e di hard news

Alfa Romeo Montreal

Alessia del Corona – Direttrice Fondazione Italia Patria della Bellezza. Assessora alla cultura e al marketing territoriale del Municipio 1 – Comune di Milano

Federica Sala – Curatrice indipendente & designer advisor. Direttrice Responsabile The Good Life Italia e Lamborghini Magazine

Alfa Romeo 4C

Himara Bottini – Imprenditrice titolare di Bottini1946, azienda di famiglia attiva da tre generazioni nel settore delle auto classiche e da collezione

Francesca Azzali – Deputy Editorial Director of Cavallino and Founding Member of Canossa

Alfa Romeo SZ Sprint Zagato

Beatrice Lerose – Pirelli Motorsport Tyre Performance Engineer

Marta Gasparin – Head of Pirelli Motorsport Commercial Operation and Marketing

Alfa Romeo Giulia Spider

Sara Croce – Direttore Human Resource Mawdy e Mawdy Services

Cecilia Tabarelli – Direttore marketing Strategico e Comunicazione Mawdy e Mawdy Services

Alfa Romeo Giulia TI Super

Marta Modena – Studentessa di giurisprudenza. Futura Presidente della Corte Costituzionale

Claudia De Lillo, alias Elasti – Giornalista, scrittrice e conduttrice radiofonica.

 

Alfa Romeo Giulia Sprint

Daniela Bramati – Presidente e AD SEV S.p.A. Consigliere Fondazione BPM. Membro CDA e comitato esecutivo ANSA. Consigliera Camera di Commercio Varese. Membro del Consiglio FIEG

Paola Ferrario – Responsabile amministrativo e il HR gruppo SEV S.p.A.

Alfa Romeo Giulietta Sprint

Monica Secondino – Portfolio Manager, Giornalista freelance. Founder di Donne in Auto. Giurata del Women’s Worldwide Car of The Year

Ilaria Salzano – Giornalista automotive. Giurata del Women’s Worldwide Car of The Year

Alfa Romeo 155 Q4 “Record di velocità” 

Martina Rabbolini – Nuotatrice paralimpica non vedente. Biologa nutrizionista, prima in Europa nel suo campo. Brand Ambassador per e-work e promotrice di inclusione e crescita personale

Alessia Branca – Pedagogista. Docente di sostegno

 

Alfa Romeo Junior Zagato

Yuko Noguchi – Giornalista e coordinatrice di ricerca storica per il mondo delle auto classiche. Collabora con testate giornalistiche giapponesi

Francesca Stanguellini – Direttrice Museo Stanguellini. Atleta paralimpica

 

Foto di Camilla Albertini

McKinsey: tre i possibili scenari automotive entro il 2035

McKinsey: tre i possibili scenari automotive entro il 2035

L’industria automobilistica è una roccaforte dell’economia europea, solo nel 2023 ha generato 1,9 trilioni di dollari di valore aggiunto lordo (circa l’8% del Pil), con esportazioni di tecnologia e automobili che hanno creato 620 miliardi di dollari di valore. E la mobilità elettrica potrebbe aggiungere entro il 2035 altri 240-300 miliardi di dollari in assistenza post-vendita e servizi. Questo però se la transizione verso l’elettrico sarà cavalcata e l’Europa sarà in grado di controllare il nuovo ecosistema. Altrimenti assisteremo a un crescente sbarco dei veicoli cinesi in casa nostra e a un taglio di oltre 400 miliardi di dollari del valore aggiunto della produzione industriale europea nel prossimo decennio. Il pericolo però si potrebbe scongiurare con la localizzazione in Europa di ogni fase della catena del valore delle batterie, la creazione di partnership con le nuove industrie di veicoli elettrici, anche cinesi, e il recupero del terreno perso su software e innovazione. E’ quanto indicato da McKinsey nel suo studio “Europe’s economic potential in the shift to electric vehicles”, in cui traccia tre scenari che potrebbero verificarsi entro il 2035.

Il più disastroso è quello in cui le aziende emergenti di veicoli elettrici rimodellano significativamente i mercati europei, determinando un taglio potenziale di 408 miliardi di dollari al valore aggiunto della sua industria automobilistica. Ciò presuppone un calo della produzione interna di auto del 20-25%, del 40% delle esportazioni e un aumento delle importazioni di 1,2 milioni di unità. Oltre a una flessione del 15% della quota di mercato globale dei costruttori europei (dal 60 al 45%) e un valore aggiunto dalla produzione di veicoli a combustione ancora dell’85-90%.

Nel secondo scenario, l’industria automobilistica europea limita le potenziali perdite future di valore aggiunto a circa 130 miliardi di dollari, dando il via alle già pianificate ulteriori 35 gigafactory per la produzione di batterie, per una capacità aggiuntiva di 1.300 gigawattora. Questo, e l’avvio di un processo di approvvigionamento e raffinazione di materie prime per batterie, incluse quelle derivanti dal riciclaggio, apriranno la strada ad un incremento della produzione di veicoli elettrici. A monte però è necessaria una semplificazione dell’ambiente normativo, per aiutare ad accelerare i progetti infrastrutturali su larga scala.

Nel terzo scenario, il migliore, l’Europa nel 2035 mantiene l’attuale valore aggiunto da produzione e vendita di componenti e veicoli (1,13 trilioni di dollari) e i costruttori tornano ad una quota di mercato del 65%, un livello mai visto dal 2020. A condizione però che si riesca a portare in casa ogni fase della catena del valore dei veicoli elettrici, si dia il via alle nuove partnership e si recuperi rapidamente il terreno perso su software e innovazione. Un ruolo importante lo giocheranno il post-vendita e i nuovi servizi legati ai veicoli elettrici, con un aumento al valore aggiunto dell’industria entro il 2035 di 240-300 miliardi dollari. Importi significativi arriveranno dal mercato dei ricambi (80 miliardi), dalla crescita del finanziamento auto (30-40 miliardi) e dai nuovi servizi digitali e connessi correlati ai veicoli elettrici. Secondo McKinsey, infotainment avanzato, guida autonoma, intrattenimento in auto e manutenzione predittiva, genereranno ulteriori 30-70 miliardi di dollari di valore aggiunto. Oltre ai 70-100 miliardi per installare, gestire e mantenere le ulteriori 410.000 stazioni di ricarica che ogni anno, fino al 2030, saranno necessari all’Europa per soddisfare i propri obiettivi di sostenibilità, e ai 15 miliardi per i servizi di riciclaggio delle batterie.

Per fare questo però ci vorranno investimenti multimiliardari in nuove tecnologie. Uno sforzo che nessuno può sostenere da solo. Per questo McKinsey sollecita le Case automobilistiche europee a puntare su collaborazioni intra-settoriali di successo, portando ad esempio (come già aveva ricordato il presidente dell’Acea Luca de Meo) quanto fatto da Airbus nel settore aeronautico.

Economia dei dati: fondamentale per garantire il futuro dell’Europa

Allarme fornitori: il divario di competitività minaccia la base manifatturiera del settore

di Benjamin Krieger, segretario generale CLEPA

L’Unione Europea si è impegnata a costruire una solida economia dei dati come pilastro della sua competitività globale e della sua sovranità digitale. Nel settore automobilistico, i dati stanno già abilitando tecnologie trasformative, dai sistemi di gestione del traffico in tempo reale agli strumenti di manutenzione predittiva. Ad esempio, l’iniziativa C-Roads dell’UE sta utilizzando dati in tempo reale per migliorare la sicurezza stradale e l’efficienza del traffico,mostrando il potenziale dei sistemi di trasporto intelligenti cooperativi.

Le start-up stanno sfruttando i dati dei veicoli per sviluppare piattaforme di gestione della flotta e app di mobilità, contribuendo a un ecosistema diversificato di servizi. L’implementazione di veicoli elettrici a batteria (BEV) nell’UE necessita di un’infrastruttura di ricarica di facile utilizzo per i consumatori. Tali servizi di ricarica dipenderanno dai dati a bordo del veicolo.

Più di recente, Mario Draghi, nel suo rapporto “Il futuro della competitività europea”, ha raccomandato di incentivare la condivisione dei dati per stimolare l’innovazione e ha proposto progetti europei congiunti su veicoli elettrici accessibili, veicoli definiti dal software e tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, tra cui la guida autonoma.

La limitazione della concorrenza ostacola l’innovazione
Tuttavia, il panorama attuale favorisce solo coloro che hanno accesso esclusivo ai dati, principalmente produttori di veicoli e grandi aziende tecnologiche. E il Centro comune di ricerca (JRC) della Commissione evidenzia questo punto nel suo documento su Access to Digital Car Data and Competition in Aftersales Services .

Senza supporto normativo, questo squilibrio porta a costi più elevati per i consumatori, a una riduzione dell’innovazione e a un mercato meno competitivo. Il nostro recente studio con Berylls di Alix Partners mostra che i consumatori di soli sette paesi dell’UE dovrebbero pagare 35 miliardi di euro in più all’anno in costi di riparazione e manutenzione a causa della mancanza di concorrenza sul mercato.

La regolamentazione come catalizzatore della concorrenza
Se correttamente implementata, una regolamentazione settoriale specifica sui dati di bordo dei veicoli introdurrebbe regole chiare e applicabili che disciplinerebbero l’equo accesso ai dati necessari per sviluppare nuovi prodotti e servizi, stimolando la crescita economica e la scelta dei consumatori.

Il Data Act posiziona i dati come una forte leva per la competitività e il successo economico e consente al consumatore di decidere di condividere i propri dati personali. Tuttavia, non considera aspetti specifici del settore riguardanti la tecnologia o l’ambiente competitivo nel contesto dei veicoli connessi che guidano le decisioni di investimento.

Per questo motivo, i fornitori del settore automobilistico, insieme ad altre nove associazioni dell’ecosistema della mobilità, chiedono regole appropriate per garantire un accesso equo ai dati dei veicoli connessi e per mantenere un accesso adeguato ai dati di riparazione e manutenzione tramite l’interfaccia di diagnostica di bordo.

L’opportunità dell’Europa di guidare
La corsa globale per dominare la trasformazione automobilistica è in pieno svolgimento e saranno i dati a determinare i vincitori. L’Europa ha l’opportunità di guidare assicurandosi che la sua economia di mercato resti competitiva, innovativa e focalizzata sul consumatore. Un quadro chiaro per l’accesso ai dati in-vehicle sbloccherebbe il pieno valore di questa risorsa, consentendo alle aziende di tutta la filiera di contribuire all’eccellenza automobilistica europea.

Una proposta per un regolamento specifico di settore (SSL) sui dati di bordo è stata scritta ed è pronta per l’adozione da parte della Commissione europea. Ci auguriamo che la Presidente Ursula von der Leyen dia priorità alla sua adozione come parte dell’agenda dei primi 100 giorni. Agendo ora, l’Europa può allineare le sue politiche alla realtà di un’economia basata sui dati, creando un mercato equo, competitivo e innovativo che avvantaggia sia le aziende che i consumatori.

 

 

Dibattito il 28 novembre: proposta di Italia e Repubblica Ceca da condividere per salvare l’automotive in Europa

UE e auto: si dia il via a una revisione organica, radicale e concreta
di Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy
 
Per il settore automotive il problema sta in Europa e nelle folli regole che ha imposto alle proprie imprese e al proprio lavoro. Ford ha intenzione di tagliare 4mila lavoratori in Europa, 3mila soltanto in Germania, mentre Volkswagen ha già annunciato che chiuderà 3 dei 10 stabilimenti in Germania.
 
Decine di migliaia di operai dipendenti, ingegneri, sono stati licenziati o saranno in procinto di essere licenziati nelle fabbriche europee. Proprio per questo abbiamodefinito con il Governo ceco un position paper che modifica la traiettoria confermando gli obiettivi sempre più difficili, ambiziosi e sfidanti del 2035.
 
Il paper sarà presentato il 28 novembre e ci auguriamo che sia condiviso. Altrimenti, le aziende del settore auto potrebbero incorrere in multe fino a 15 miliardi di euro, un macigno che schianterebbe il settore dell’auto europea.
Foto da ufficio stampa Min. Urso

Nuovo Codice della strada: patente sospesa e anche l’arresto per chi abbandona gli animali

Nuovo Codice della strada

La riforma del Codice della Strada introduce una serie di misure. Tra le novità più significative, spicca l’introduzione di pene severe per chi abbandona animali sulla carreggiata, con l’inasprimento delle sanzioni che mirano a prevenire incidenti e a proteggere gli esseri più vulnerabili.

 

Sospensione della patente

Una delle principali novità della riforma riguarda l’introduzione della sospensione della patente per chi abbandona animali sulla strada. Chiunque commetta questo gesto rischia una sospensione della patente da sei mesi a un anno. Una misura che, se approvata, avrà un impatto significativo nel disincentivare tali comportamenti pericolosi, che non solo mettono a rischio la vita degli animali, ma anche quella degli utenti della strada.

Il Codice della strada attualmente in vigore non prevede fattispecie che riguardano gli animali. Le norme che puniscono l’abbandono di cani e gatti sono contenute nell’articolo 727 del Codice Penale, l’abbandono è infatti un reato e non un semplice illecito amministrativo.

 

L’articolo nella nuova formulazione

Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze.

Inoltre, se l’abbandono di un animale causa un incidente mortale, il nuovo Codice prevede una pena detentiva che può arrivare fino a sette anni di reclusione. Questa pena si applica anche se l’incidente è causato da un animale abbandonato su strada o nelle relative pertinenze. Le stesse pene vengono estese anche in caso di incidenti che causano feriti gravi, con una reclusione da tre mesi a un anno.

La riforma del Codice della strada si inserisce in un quadro normativo che già prevede pene severe per l’abbandono di animali, ma ora aggiunge una dimensione importante: l’introduzione di sanzioni accessorie per chi compie questi atti su strada, integrando l’articolo 727 del Codice Penale. La legge in vigore punisce già l’abbandono con arresto fino a un anno o con multe fino a 10.000 euro, ma la riforma prevede anche che il reato commesso tramite veicolo comporti la sospensione della patente.

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L’auto arranca: non più rinviabile la revisione del Green Deal sul settore

Ora Elkann e De Meo criticano l'UE: il re è nudo

di Massimo Artusi, presidente di Federauto

L’industria europea automotive e le reti distributive sono in grave difficoltà per il mancato decollo delle vendite di auto elettriche e per le conseguenti pesanti multe per i mancati obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 dal terminale di scarico. Cresce – e non solo nel nostro Paese – il coro di quanti ritengono non più rinviabile una sostanziale correzione di rotta, nel segno del pragmatismo, dei regolamenti UE per la transizione verso la decarbonizzazione dei trasporti.

Di fronte alla crescente drammatica crisi del comparto Automotive innescata dalle imposizioni irrealistiche della normativa UE in materia di transizione tecnologica, i massimi stakeholder industriali e associativi hanno chiesto, all’unisono e dati alla mano, di dare concretezza a un processo di profonda revisione dell’intero pacchetto Fit-for-55, partendo dall’applicazione dell’art. 18.b del Regolamento 1610/2024 che impone alla Commissione di elaborare entro il 2025 una relazione per la promozione di biometano, e biocarburanti (creati da “economia circolare” e già ampiamente disponibili), le cui produzione e consumo sono carbon neutral, mentre l’energia elettrica, che – su scala UE – è notoriamente ottenuta da fonti fossili per una quota intorno al 55-60%, non lo è!

Le numerose voci che si sono pronunciate, con estrema chiarezza e concretezza si sono concentrate sulla necessità di anticipare al prossimo anno la revisione prevista dagli stessi regolamenti sui target CO2 e di rimuovere le euromulte dal 2025, confermando, la richiesta strategica per un impegno basato su tre pilastri: la neutralità tecnologica nei processi di decarbonizzazione, definendo l’obiettivo, ma lasciando i singoli paesi la scelta della tecnologia per raggiungerli; la coerenza normativa nella decarbonizzazione rispetto ai parametri definiti dalla Direttiva RED III; una diversificazione dei vettori energetici che consenta, accanto all’elettrico, l’uso dei biocarburanti carbon neutral e dei “low carbon fuels”.

Auspichiamo che il confronto in corso a Bruxellessfoci al più presto in un accordo che dia piena esecutività all’organo di governo dell’Unione e porti alla scelta di un indirizzo meno ideologico e più pragmatico verso i complessi target di decarbonizzazione dei trasporti, come chiedono non solo tutti gli stakeholder del comparto Automotive, ma soprattutto i cittadini.