Salone Auto Torino 2024: tre giorni di passione tra novità e capolavori del passato

Salone Auto Torino 2024: tre giorni di passione tra novità e capolavori del passato

di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)

 

Appassionati e curiosi delle quattro ruote hanno popolato il centro storico di Torino in occasione del Salone dell’Auto che si è svolto nella città della Mole dal 13 al 15 settembre. Una tre giorni ricca di appuntamenti dove il pubblico ha potuto assistere a numerose anteprime nazionali con i nuovi modelli affiancati da prototipi, concept car, supercar, auto storiche rare, restomod e tante vetture del passato del motorsport, dalle auto da rally alle monoposto di Formula 1.

Gran parte della manifestazione che per tre giorni ha trasformato Torino in un “museo a cielo aperto” si è concentrata lungo via Roma, dove hanno trovato spazio le più recenti novità delle Case automobilistiche, 41 in tutto, che hanno preso parte al Salone di Torino. Dai nuovi modelli dei marchi del gruppo Stellantis, come la Fiat Grande Panda, l’Alfa Romeo Junior e la nuova Lancia Ypsilon, fino ad arrivare alla numerosa offensiva dei brand cinesi con i modelli di BYD, Omoda, Jaecoo, Dongfeng e Voyah pronti al debutto sul mercato italiano. Tra gli altri marchi presenti anche Abarth, Citroen, Alpine, Dacia, DR, DS, Honda, Italdesign, Jeep, Lotus, Mazda, McLaren, MG Motors, Microlino, Nissan, Peugeot, Pininfarina, Polestar, Renault, Suzuki e Tesla.

Oltre che dall’esposizione statica delle vetture che il pubblico ha potuto vedere da vicino, la manifestazione torinese è stata da una serie di suggestive parate dei modelli più iconici, sia di oggi sia del passato, che hanno sfilato in un circuito dinamico cittadino.

Al Salone di Torino 2024 c’è stato ampio spazio per la storia dell’automobile, con la presenza di un gran numero di auto storiche e vetture di grande valore e prestigio del passato, come quelle provenienti dalle collezioni dei più grandi carrozzieri, da Bertone a Italdesign che sotto la Mole Antonelliana hanno portato alcuni dei loro pezzi più pregiati tra i quali la Lamborghini Miura (1967) e la Delorean DMC 12 (1974) solo per citarne alcune.

La manifestazione torinese ha così attirato un pubblico eterogeneo, unendo più generazioni di appassionati del mondo automobilistico che nella tre giorni del Salone di Torino hanno potuto spaziare tra le epoche diverse attraverso le vetture che le hanno segnate.

 

Foto da pagina Facebook ufficiale del Salone.

Guida responsabile in città: Confcommercio e D6, confronto sulla mobilità sostenibile

Guida responsabile in città

Foto: da sin- Marco Barbieri – Simonpaolo Buongiardino – Carlotta Gallo – Paolo Ciuffi – Pierluigi Bonora

Si è concluso con successo l’evento “La mobilità responsabile in città”, organizzato da Confcommercio Mobilità e D6 Drive Responsibly, con il patrocinio di Confcommercio Milano. Tenutosi presso la sede di Confcommercio, in corso Venezia, l’incontro ha riunito istituzioni, aziende leader del settore e operatori della mobilità per discutere le sfide e le opportunità legate alla sicurezza e sostenibilità in ambito urbano. L’obiettivo era fare il punto su una delle tematiche più urgenti per le città italiane: come rendere più sicure e sostenibili le nostre strade, con un focus particolare su Milano ma con una prospettiva estesa a tutto il territorio nazionale.

Sicurezza stradale: i dati allarmanti
La giornata è iniziata con i saluti del Segretario Generale di Confcommercio Milano, Marco Barbieri, e la presentazione di una ricerca intitolata “Sicurezza stradale in città”, realizzata dal Centro Studi di Confcommercio Milano. Questo studio ha rivelato una preoccupante crescita degli incidenti stradali nel 2022 rispetto al 2021, con 165.889 sinistri a livello nazionale, di cui 12.613 solo nell’area metropolitana di Milano. Le cause principali di questi incidenti sono state la distrazione, il mancato rispetto della precedenza e l’eccesso di velocità, fattori che da soli rappresentano il 38% del totale dei sinistri. In particolare, l’aumento è stato evidente nelle fasce urbane, con una crescita del +418% rispetto al 2020 per gli incidenti su strade cittadine.

Questi dati hanno evidenziato una situazione critica, con un aumento della pericolosità delle strade urbane rispetto agli anni precedenti. La fascia d’età più colpita dagli incidenti è quella compresa tra i 30 e i 44 anni, con una predominanza maschile. Queste statistiche suggeriscono l’urgente necessità di politiche e interventi mirati per migliorare la sicurezza stradale, soprattutto nelle aree urbane ad alta densità di traffico.

Un dibattito sulle soluzioni per una mobilità più sicura
Il cuore dell’evento è stata una tavola rotonda moderata dal giornalista Pierluigi Bonora, che ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni e del settore privato. Simonpaolo Buongiardino, Presidente di Confcommercio Mobilità e Assomobilità, ha evidenziato la necessità di un cambio culturale nell’approccio alla guida in città: “I dati ci dicono chiaramente che dobbiamo modificare alcuni comportamenti alla guida, promuovendo corsi di guida responsabile e adottando metodi più evoluti, che portano vantaggi anche in termini di consumi”.

Anche il CEO di D6 Drive Responsibly, Paolo Ciuffi, ha sottolineato l’importanza dell’educazione e della formazione: “È fondamentale cambiare la cultura della guida responsabile, portando gli automobilisti a riflettere sulle proprie abitudini. Ogni piccolo miglioramento può fare la differenza“.

L’Assessore alla Mobilità del Comune di Milano, Arianna Censi, ha ribadito l’importanza di puntare all’obiettivo “zero incidenti” e “zero morti” sulle strade: “Non possiamo accontentarci di una semplice riduzione degli incidenti, dobbiamo aspirare a una sicurezza totale”. L’analisi di Carlotta Gallo, dirigente del Compartimento Polizia Stradale per la Lombardia, ha invece messo in evidenza come la distrazione, l’eccesso di velocità e il mancato rispetto delle precedenze siano le cause principali dei sinistri, coinvolgendo in modo trasversale tutte le categorie di utenti della strada, con pedoni, ciclisti e motociclisti tra i più vulnerabili.

La tecnologia come alleato

Un altro punto cruciale del dibattito è stato il ruolo della tecnologia nel migliorare la sicurezza stradale. Francesco Ciro Scotto, Direttore Studi e Ricerche della Fondazione Filippo Caracciolo ACI), ha evidenziato i progressi fatti in termini di sicurezza passiva dei veicoli, ma ha anche sottolineato la necessità di accelerare il rinnovo del parco auto circolante, dato che le nuove tecnologie di sicurezza attiva sono obbligatorie solo su modelli recenti. “Gli strumenti di sicurezza attiva più moderni potrebbero fare la differenza anche in città, ma il parco circolante è vecchio e viene rinnovato troppo lentamente”, ha spiegato.

Nel corso dell’incontro, diverse aziende del settore, come Logmar & MDL e Schneider Electric, hanno condiviso le loro esperienze e soluzioni per la mobilità sostenibile. Un esempio significativo è stato quello presentato da Maurizio del Torre, Procurement Manager di Schneider Electric, che ha parlato dell’efficacia dei corsi di guida responsabile offerti ai dipendenti dell’azienda: «Il confronto tra i consumi di carburante dei 750 dipendenti formati ha mostrato una riduzione media del 13%, con punte fino al 40%».

La necessità di un approccio integrato alla mobilità urbana
L’evento ha messo in luce l’importanza di un approccio integrato alla mobilità urbana, in cui la sicurezza stradale, la sostenibilità ambientale e la responsabilità individuale devono andare di pari passo. Come ha sottolineato Buongiardino, “non basta vietare o limitare per migliorare la mobilità in città: servono soluzioni alternative e correttivi che rendano le strade più sicure e fluide per tutti”.

I partecipanti hanno concordato sulla necessità di adottare politiche più rigorose e innovative, che possano includere incentivi per il rinnovo del parco auto, la promozione di mezzi di trasporto alternativi e sostenibili, e una maggiore educazione alla guida responsabile.

L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra attori pubblici e privati sul tema della mobilità urbana in Italia, evidenziando la necessità di una strategia a lungo termine che metta al centro la sicurezza e la sostenibilità. Confcommercio Mobilità e D6 Drive Responsibly hanno ribadito il loro impegno a promuovere una cultura della mobilità responsabile, attraverso iniziative di sensibilizzazione, formazione e collaborazione con le istituzioni.

In un contesto in cui il futuro della mobilità richiede soluzioni sempre più integrate, sicure e sostenibili, è essenziale continuare a discutere e condividere le migliori pratiche per rendere le città italiane luoghi più vivibili e sicuri per tutti i cittadini.

 

Ursula bis? E ora scelte chiare e non ideologiche

Ora Elkann e De Meo criticano l'UE: il re è nudo

di Massimo Artusi, presidente di Federauto

La nuova Commissione europea, proposta dalla presidente Ursula von der Leyen, è  la risultante di un difficile compromesso fra Stati e forze politiche che risente delle complessità scaturite dai risultati  elettorali sia nazionali che a livello europeo. Il nostro auspicio, in attesa che i singoli candidati superino l’esame del  Parlamento, è che nella loro concreta azione politica sappiano trasformare quella che al momento può apparire  una “squadra compromesso” in una capace di superare ideologismi ed astrattezze, facendo finalmente chiarezza  sui temi strategici per l’Europa, a cominciare dalla revisione dei Regolamenti del Green Deal Automotive.

Significativa, in questo senso, ci appare la proposta di affidare la guida della Commissione  “Clima, crescita zero net e pulita” dell’olandese Wopke Hoekstra, esponente del Partito Popolare, che ha insistito  nel suo programma sulla revisione del Regolamento CO2 (anche se nella Mission Letter si citano unicamente gli e-fuel ignorando che fanno parte della famiglia ben più ampia dei Carbon Neutral Fuels), mentre di senso contrario  appare l’affidamento alla socialista spagnola Teresa Ribeira, della prima vicepresidenza esecutiva con delega alla  Transizione, che è aggettivata come “pulita, giusta e competitiva”».

Sarebbe importante che già in sede parlamentare arrivassero indicazioni più chiare  per comprendere cosa aspettarci dalla nuova Commissione europea. Altrimenti – per le tematiche strategiche per  il futuro sostenibile del comparto auto – non ci resterà che attenderla alla prova dei fatti, anche alla luce delle  prime indicazioni che il Consiglio Competitività adotterà il prossimo 26 settembre sulla proposta italiana di  anticipare al 2025 la revisione del Regolamento sui target CO2 per le autovetture. 

Quel che è certo, è che un settore come quello dell’automotive, strategico per l’ambiente  come per l’industria, per la società come per l’economia, merita al più presto scelte chiare, non ideologiche, né  astratte, se si vuole contemporaneamente – per citare le nuove denominazioni dei Commissari – una “crescita net “zero e pulita” e una transizione “giusta e competitiva”. 

Foto-Massimo Artusi Federauto © Francesco Vignali Photography

“Auto, Pensieri e Parole… scritte”: Bruxelles e la transizione senza logica. Germania in crisi

"Auto, Pensieri e Parole... scritte": Bruxelles e la transizione senza logica. Germania in crisi
Nuovo appuntamento, il secondo di questo settembre 2024, con il manager automotive Mario Verna e la sua rassegna stampa online “Auto, Pensieri e Parole… scritte”. I temi sviluppati: una transizione senza logica, che proprio nel “caso automotive” rappresenta un esempio della mancanza di pianificazione da parte dell’Unione europea, che applica una politica climatica senza una politica industriale adeguata.
 
Il caos automotive, tra la storia gloriosa dell’industria europea e la follia ideologica delle nuove regolamentazioni. La filiera piange, la Germania si prepara a rinnegare la sua storia industriale, tra chiusure di stabilimenti e rottura di patti sindacali.

A questo punto, quale futuro? Cosa resterà delle eccellenze che davano al nostro Continente un vantaggio competitivo?

L’auto elettrica crolla? È il mercato a rifiutarla, basta scusanti

1Tavolo #FORUMAutoMotive: quella barra tenuta sempre dritta

Per giustificare la progressiva e forte frenata delle immatricolazioni di auto elettriche in Europa, diretti interessati e addetti ai lavori (costruttori, analisti, ambientalisti, politici e anche associazioni di categoria) tirano sempre in ballo il problema degli incentivi che non bastano mai, quello della mancanza delle colonnine di ricarica (in Italia, invece, ce ne sono abbastanza rispetto alla quota di queste vetture a sola batteria), i listini eccessivi dei vari modelli, i tempi di ricarica, l’autonomia e i problemi del riscaldamento climatico.

 
A essere sempre tralasciato (di proposito), a mio parere, è invece il fattore chiave: dati alla mano, risulta che questo tipo di vetture non trova la simpatia dei consumatori. In pratica, è il mercato a respingere l’auto elettrica. E non solo in Italia.

 
Ecco i riscontri di agosto a fronte di immatricolazioni generali scese del 18,3% se consideriamo i Paesi dell’Unione europea (-16,5% nel caso dell’Europa Occidentale con in aggiunta EFTA e Regno Unito). Il focus del mese scorso sulle auto elettriche parla chiaro: (-36% il calo complessivo in Europa Occidentale e -43,9% se guardiamo all’UE): 68,8% in Germania, -40,9% in Italia, -33,1% in Francia e -24,8% in Spagna. Il Regno Unito fa registrare una crescita (+10,8%), però “dovuta a forti sconti praticati dai concessionari per smaltire le giacenze di auto elettriche invendute”, come precisa il report del Centro studi Promotor.

A questo punto, vista la situazione, è fondamentale un esame di coscienza complessivo che riguardi certa politica e il mondo automotive. Il mercato è questo, con buona pace di chi, come Carlos Tavares (Stellantis) e qualcun altro, insiste sulla via elettrica. Il rischio reale è di prendere la scossa letale. E le prime avvisaglie tedesche sono già tangibili. Arroccarsi su posizioni che necessitano di una profonda riconsiderazione è un errore, soprattutto se tali atteggiamenti derivano dalla difficoltà di ammettere visioni rivelatesi fallimentari, almeno per come sono state imposte dall’alto e poi programmate dai capi azienda. 

 
Libertà di scelta, dunque, in un contesto di alimentazioni virtuose e rispetto del giudizio che arriva dal mercato. La realtà è questa, senza girarci troppo attorno.

L’auto in Europa: c’è un alto rischio di perdita di competitività

L'auto nel quadrimestre: solo il 12% dell'immatricolato è prodotto in Italia

di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA

In agosto 2024, il mercato europeo dell’auto riporta un calo a doppia cifra (-16,5%). Nel mese, tutti e cinque i major market (incluso UK) riportano immatricolazioni in  ribasso, dal -27,8% della Germania, al -24,3% della Francia e al -13,4% dell’Italia, seguiti  dai cali più contenuti di Spagna (-6,5%) e Regno Unito (-1,3%).
Nell’area UE-EFTA-UK, la quota di penetrazione delle vetture “variamente  elettrificate” – ovvero auto ibride ‘tradizionali’, auto elettriche a batteria (BEV) e auto  ibride plug-in (PHEV) – è pari al 54,9%, mentre quella delle sole auto “alla spina” (BEV e  PHEV) è del 23,6%. In Italia, nel mese, le elettrificate pesano per il 47,6%, mentre la  quota delle sole ricaricabili (BEV e PHEV) è di appena il 7,2%.

 

L’incertezza che aleggia intorno al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione  della mobilità posti dall’UE – con il trend di elettrificazione dei veicoli venduti al di sotto dei livelli previsti e i conseguenti impatti sui volumi produttivi, il gap di sviluppo delle infrastrutture di ricarica, i timori legati all’ingresso di nuovi player competitivi sul  mercato – non aiuta certo a mantenere un buon ritmo di rinnovo del parco auto in questi  mesi, generando disorientamento nei consumatori.

Il disallineamento tra politiche climatiche da un lato e politiche industriali e  commerciali dall’altro ha portato l’industria automotive dell’UE, in assenza di misure  coordinate lungo tutta la catena del valore, a dover fronteggiare un alto rischio di  perdita di competitività, che può e deve essere scongiurato, oggi, dando la priorità all’implementazione di una strategia e di un piano di sostegno alla transizione per le  imprese.

L’auto in Europa: la crisi dell’elettrico affonda il mercato

L'auto in Italia: benino l'andamento, ma ancora non basta
di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor
 
Le immatricolazioni di autovetture in Europa Occidentale (UE+EFTA+UK) hanno fatto registrare in agosto un calo del 16,5% rispetto ad agosto 2023 e un calo del 29,6% rispetto ad agosto 2019, cioè rispetto al livello precedente la crisi innescata dalla pandemia. Ancora peggiore è la situazione se si considera la sola Unione Europea, cioè l’Europa Occidentale senza Regno Unito, Islanda, Norvegia e Svizzera. Nell’Unione Europea, infatti, il calo di agosto è del 18,3% sull’agosto 2023 e del 32,2% sull’agosto 2019.

La frenata di agosto ridimensiona notevolmente anche il bilancio dei primi otto mesi dell’anno che mantiene soltanto un lievissimo margine rispetto al 2023 (+1,7% per l’Europa Occidentale e +1,4% per l’Unione Europea). Non vi è invece alcun margine rispetto ai livelli ante-crisi perché il consuntivo dei primi otto mesi, rispetto allo stesso periodo del 2019, accusa un calo del 20% per l’Europa Occidentale e del 20,2% per l’Unione Europea.

Tornando alla situazione dell’agosto scorso, risultati particolarmente negativi sono quelli del maggior mercato dell’area, quello della Germania, che su agosto 2023 accusa un calo del 27,8%, seguito da quelli della Francia (-24,3%) e dell’Italia (-13,4%), mentre più contenute sono le contrazioni degli altri due maggior mercati (-1,3% per il Regno Unito e -6,5% per la Spagna).

La causa principale del crollo di agosto è da ricercarsi nella crisi dell’auto elettrica (BEV). In agosto nell’intera Europa Occidentale le immatricolazioni di auto elettriche accusano un calo del 36%, mentre considerando solo l’Unione Europea la contrazione è addirittura del 43,9% con cali del 68,8% in Germania, del 40,9% in Italia, del 33,1% in Francia e del 24,8% in Spagna, mentre il Regno Unito fa registrare una crescita (+10,8%) dovuta a forti sconti praticati dai concessionari per smaltire le giacenze di auto elettriche invendute.

È del tutto evidente che, come da più parti viene richiesto, che è assolutamente urgente che l’Unione Europea riveda la sua politica per la transizione energetica che è una causa tutt’altro che secondaria del fatto che, pur in presenza di un pieno recupero del calo del prodotto interno lordo generato dalla pandemia e dalle altre circostanze negative che l’hanno seguita, il mercato dell’auto dell’Europa Occidentale e in particolare quello dell’Unione Europea si è attestato intorno all’80% dei livelli ante-crisi con conseguenze fortemente negative per l’industria dell’auto europea, che è, tra l’altro, fortemente insidiata dalla concorrenza cinese che tende a conquistare quote sempre più importanti delle immatricolazioni in Europa.

Nuova Volvo XC90: il restyling del SUV a 7 posti

Nuova Volvo XC90: il restyling del SUV a 7 posti

di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)

Volvo rinnova la XC90, uno dei modelli più venduti della Casa svedese, con l’obiettivo di alzare ulteriormente il livello di competitività dello spazioso e pratico SUV a 7 posti. Il restyling della Volvo X90 porta con sé diverse novità aggiornando il design, i contenuti tecnologici e la gamma motori elettrificata, proponendo opzioni mild-hybrid e ibride plug-in.

Già ordinabile e con il via della produzione previsto per fine anno, la nuova Volvo XC90 è caratterizzata da un rivisitato design esterno che la avvicina ai modelli più recenti del marchio scandinavo, in particolare a quelli con alimentazione elettrica, con nuovi tratti stilistici a rimodellare cofano e parafanghi anteriori, oltre ai fari Matrix LED in stile “Martello di Thor” a dominare il frontale.

 

Schermo centrale più grande e plancia rinnovata

Aggiornamento più corposo per quanto riguarda gli interni, con l’abitacolo della nuova Volvo XC90 che accoglie un display touch centrale più grande, ora da 11,2 pollici, e migliorato in termini di risoluzione. Dai modelli elettrici di Volvo deriva poi la medesima configurazione della schermata iniziale dell’infotainment, che rende immediatamente disponibili app e comandi più utilizzati, come mappe, media e telefono.

 

Sulla nuova XC90, Volvo ha rivisto anche il cruscotto con una plancia che ha assunto una forma più orizzontale, che integra una serie di pannelli decorativi composti da materiali riciclati di qualità ed è affiancata da nuove prese d’aria verticali. A incrementare la percezione di lusso e personalizzazione all’interno dell’abitacolo c’è anche un evoluto sistema di illuminazione.

 

Motori elettrificati

Venendo alle motorizzazioni, la nuova Volvo XC90 propone tre opzione ibride, di cui una plug-in e due mild-hybrid. La versione ibrida plug-in consente di percorrere oltre 70 chilometri in modalità elettrica, mentre l’autonomia complessiva è di oltre 800 km. Una batteria agli ioni di litio da 48V e un sistema di avviamento/generatore integrato caratterizzano invece le due varianti mild-hybrid benzina che, afferma la Casa svedese, garantiscono un risparmio di carburante e una riduzione delle emissioni di CO2 fino al 15%.

 

Fonte foto: ufficio stampa Volvo

Auto elettriche: von der Leyen e i Verdi mettono a rischio 25mila famiglie italiane e 5 miliardi di indotto

Crisi auto: “L’UE tenta di condizionare la Cina, ma arriva tardi e aiuta Pechino”

Il “Sussidiario.net” intervista Pierluigi Bonora

Di Paolo Rossetti (il “Sussidiario.net)

Un crollo annunciato da tempo, anche se finora i segnali di crisi non sono stati così eclatanti. L’annuncio della Volkswagen che alcuni stabilimenti tedeschi, come quello di Dresda, potrebbero venire chiusi ha fatto capire che si sta arrivando alla resa dei conti. Le politiche della UE sul settore automobilistico, che hanno immaginato un futuro di sole auto elettriche, hanno impoverito il comparto europeo, tanto che le chiusure di Volkswagen potrebbero essere le prime di una serie, comprendendo anche le fabbriche italiane di Stellantis.

Link all’articolo: https://www.ilsussidiario.net/news/auto-elettriche-von-der-leyen-e-i-verdi-mettono-a-rischio-25mila-famiglie-italiane-e-5-mld-di-indotto/2747715/

“Green Deal” e auto: ecco i risultati di anni di malgoverno di Verdi e Sinistre

Commissione UE: sull'auto la montagna ha partorito il topolino
di Isabella Tovaglieri, europarlamentare  (Commissione Industria ed Energia)
 
Ursula von der Leyen e i suoi commissari abbiano il coraggio di uscire dai palazzi di Bruxelles per toccare con mano le drammatiche conseguenze delle loro scellerate politiche ambientaliste, che si consumano a soli 5 km dalla sede del Parlamento europeo, dove i lavoratori dello stabilimento Audi sono in presidio dopo l’annuncio, da parte della casa madre Volkswagen, di interrompere la produzione a seguito della crisi che ha investito il settore dell’auto elettrica, lasciando a casa 3.000 persone.
 
Come in molti altri stabilimenti automobilistici d’Europa anche qui per decenni sono state assemblate con profitto milioni di auto a motore endotermico fino alla decisione di convertire la produzione verso l’elettrico, spinta dalle misure imposte dalla “svolta verde”, come lo stop ai motori Diesel e benzina dal 2035
 
Ora che il flop delle auto a batteria ha fatto segnare in Germania un forte calo delle immatricolazioni, le fabbriche iniziano a chiudere, a licenziare e a delocalizzare la produzione in Paesi extra Ue come la Cina, dalla quale presto saremo costretti a importare gli stessi veicoli a prezzi maggiorati a causa dei dazi imposti, seppur tardivamente, dalla Commissione europea.
 
Questo è il risultato degli ultimi anni di malgoverno di verdi e sinistre in Europa, che hanno messo le basi per il declino dell’economia continentale e di uno dei suoi asset principali, come il settore automotive. La Lega ha sempre denunciato questi pericoli e continuera a battersi perché Bruxelles riveda gli obiettivi del Green Deal finche e ancora in tempo per salvare, oltre all’industria europea, anche il portafoglio dei cittadini.