Auto elettriche: numeri sempre inadeguati per una vera svolta “green”

Effetto annunci: ci risiamo

di Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto

 

Apprezziamo le intenzioni e i passi in avanti compiuti dal ministro Adolfo Urso per rilanciare lo sviluppo e la  riconversione industriale della filiera automotive, ma le politiche dirette al rinnovo del parco circolante e all’accrescimento della mobilità elettrica richiedono un confronto più ampio al Tavolo automotive attraverso il  coinvolgimento di tutti gli stakeholders capaci di dare contributi concreti al processo evolutivo in corso,

Le nostre imprese sono in prima linea nel favorire la diffusione dell’auto elettrica e delle auto a bassissime emissioni di CO2, ma il gap che riscontriamo tra obiettivi di decarbonizzazione e comportamenti di acquisto della  clientela resta esageratamente alto e i nuovi ordini stanno registrando un calo apprezzabile già da parecchi mesi.

Occorre un’azione di governo complessiva in grado di diminuire lo scetticismo  sull’elettrico e accrescere l’energia derivante da fonte rinnovabile, secondo un piano di sviluppo e di realizzazione  coerente a una transizione ambientale ed energetica realmente sostenibile, senza quei ritardi attuativi – come  accaduto, ad esempio, per i contributi alle colonnine di ricarica elettrica di imprese e cittadini – che  compromettono gli stessi obiettivi, annullando, di fatto, l’efficacia delle disposizioni originali».

Purtroppo, le auto elettriche, seppur in crescita percentuale, restano “una goccia  nell’acqua” e non riescono ad esprimere numeri adeguati a una vera e propria svolta ambientale: la domanda è fiacca (prezzi decisamente elevati), le auto-immatricolazioni fanno da cuscinetto, mentre i fondi dell’Ecobonus restano ampiamente inutilizzati (sulla fascia 0-20 ci sono ancora oltre 118 milioni e 208 milioni per la fascia 21-60,  oltre ai residui dello scorso anno): servono misure più incisive per rinnovare il parco circolante che, allo stato  attuale, conta poco più di 200.000 auto elettriche mentre nel Ddl Bilancio 2024 non c’è alcuna disposizione di  revisione in questa direzione.

Lambretta a nuova vita: è anche Elettra

di Luca Talotta

 

Lambretta ha svelato in anteprima mondiale a EICMA 2023 Elettra, il futuro della mobilità elettrica firmato dal marchio . L’Elettra è una testimonianza di come il passato e il futuro possano convivere in armonia, mantenendo le forme inconfondibili che hanno contraddistinto Lambretta nel corso dei decenni. Dotato di una propulsione elettrica ad alte prestazioni, questo magnifico prototipo rappresenta una delle evoluzioni più significative per il settore delle due ruote.

Totalmente elettrico. Totalmente Lambretta. L’Elettra rappresenta una rivoluzione silenziosa, capace di farsi strada in un mondo in rapida evoluzione. Garanzia di stile e tecnologia uniti dall’inconfondibile passione che il marchio ha sempre trasferito in ogni prodotto.

Le linee tondeggianti della parte posteriore si sposano perfettamente con le linee tese e decise della parte anteriore, omaggiando il design iconico delle Lambrette anni ’50 che ha reso celebre il marchio in tutto il mondo. Il profilo sinuoso e minimalista della sella rappresenta un tocco di innovazione che non dimentica la tradizione Lambretta. La sospensione posteriore è completamente ripensata, con un’unità ammortizzante posizionata orizzontalmente sopra il motore e collegata al forcellone d’alluminio tramite un braccetto. Questa soluzione innovativa è un’anteprima per l’azienda, così come molte altre soluzioni tecniche ed estetiche di Elettra.

Il manubrio è uno dei componenti più innovativi dello scooter classico e nasconde le leve dei freni, che sono a “scomparsa”. La strumentazione digitale integrata proietta Elettra in un’altra dimensione estetica di comunicazione e interazione con il pilota, mentre l’innovativo faro anteriore con una particolare forma a uncino completa l’aspetto distintivo del veicolo. La scocca posteriore si alza facilmente attraverso un telecomando per fornire accesso al vano della batteria, garantendo un service ottimale. Inoltre, la stessa scocca è dotata di uno spazio per il casco o per gli oggetti personali del pilota. Elettra offre prestazioni di alto livello, simili a quelle di un Lambretta, pur mantenendo un design unico ed elegante.

Pgni aspetto del design di Elettra è stato curato nel dettaglio per creare un modello senza pari, dove ogni tecnologia adottata ha uno scopo preciso. Il presidente Walter Scheffrahn guida personalmente il team di progettisti, ispirato dalla sua grande passione per la Lambretta. La gamma Lambretta offre una vasta scelta di prodotti di alta qualità, che si distinguono per l’innovazione e l’originalità. Oltre alla serie X con le promettenti X125 e X300, la gamma comprende anche la serie V-Special e la G-Special.

Transizione “green” UE: si consolida una nuova maggioranza

Ecobonus 2024

di Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy

 

Finalmente, con il via libera nella seduta plenaria del Parlamento Europeo sulla nuova versione del regolamento Euro 7, prevale la ragione sulla ideologia, un successo per l’Italia. Una svolta netta e significativa. La proposta sarà discussa ora in sede di trilogo. La posizione negoziale del Parlamento europeo si fonda su un testo profondamente migliorato rispetto alla proposta iniziale della Commissione, che risponde a una visione concreta, realistica e pragmatica, sulla linea del governo italiano e su cui si era già aggregata una maggioranza di Stati nel Consiglio competitività.

 

La votazione del 9 novembre conferma inoltre il consolidamento di una nuova maggioranza politica in Europa che cambia gli assetti sulla transizione ecologica, grazie proprio al contributo del Fronte della responsabilità guidato dall’Italia e dai Paesi “like minded”.

Due ruote: bene il mercato scooter e moto, ma l’elettrico è in caduta

di Paolo Magri, presidente di Confindustria ANCMA

Per la prima volta dal 2011 il mercato italiano supera già a ottobre i 300mila veicoli immatricolati e questa è una notizia molto incoraggiante alla vigilia di EICMA, l’evento espositivo più importante al mondo per il nostro settore, dal 9 al 12 novembre in Fiera a Milano-Rho, che organizziamo da più di 100 anni a Milano.

Particolarmente significativo il risultato delle moto, che aumentano di un terzo i volumi dello scorso anno (+33,04%) e immatricolano 10.545 unità. Seguono gli scooter con un incremento del 6,26% e 13.103 veicoli targati, mentre tornano in attivo, dopo quattro mesi di segno meno, anche i ciclomotori che crescono del 2,67% pari a 1.579 veicoli.

Difficile la situazione del settore elettrico dopo che a ottobre si sono esauriti gli incentivi pubblici a sostegno del mercato. Il consuntivo del mese si ferma a 753 unità, corrispondenti a un calo del 44,30% rispetto a un 2022 dove il mercato era però corroborato dagli aiuti statali. Negativi, quindi, tutti i segmenti: in particolare quello degli scooter che chiudono il mese con 382 mezzi immatricolati e una flessione del 55,48%. Resta negativo anche l’anno, con un calo del 21,43% e soli 11.083 veicoli messi in strada.

Appare sempre più urgente scongelare le risorse avanzate dalla campagna 2022, pari a 5,6 milioni di euro, che consentirebbero al mercato di traguardare la fine dell’anno. Si rinnova pertanto l’appello al Governo di sostenere un mercato già naturalmente orientato verso gli obiettivi comunitari di sostenibilità ambientale.

Rebus auto elettriche: urge fare chiarezza

di Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia

Se da una parte si potrebbe essere indotti a pensare che le “Km 0”, più che a fare quota o obiettivi, siano richieste per ridurre lo sforamento dei limiti di emissioni di CO2 imposti, dall’altra non si può che constatare che le elettriche nel mix delle “Km 0” non sono le principali, anche se restano troppe per una domanda di mercato che si è spenta.

Per capirci: il 45% di tutte le “Km 0” fatte quest’anno sono già passate di mano (quasi 1 su 2), ma solo 1 elettrica su 4 è stata ceduta, le altre 3 sono ancora parcheggiate in concessionaria. Di quel 25% uscito dallo stock, il 30% viene radiato per esportazione, mentre la media delle radiazioni sullo stock di qualsiasi tipo di alimentazione è inferiore al 5%, perché un cliente in Italia lo trovano.

Mi piacerebbe sapere se le BEV esportate in EU e anche extra-EU avranno le stesse difficoltà di trovare il loro nuovo proprietario come sta succedendo qui in Italia, perché farle girare in questo modo serve solo a contare nuove targhe in tutti i Paesi in cui vengono spedite, ma sugli stessi telai.

Qualcuno sa se questi doppi conteggi valgono anche per il calcolo delle emissioni da mandare alla Commissione EU? Si contano le targhe o i telai?   

Fornitori e innovazione verde: non sarà facile sostenere gli investimenti

Fornitori e innovazione

di Benjamin Krieger, segretario generale del CLEPA

 

La ricerca condotta da CLEPA sui rapporti di sostenibilità rivela che i fornitori stanno adottando strategie verdi e circolari in tutta la loro catena del valore. Sebbene la produzione di veicoli sia aumentata negli ultimi due anni, sebbene ancora al di sotto dei livelli pre-pandemia, sono stati apportati notevoli miglioramenti nella riduzione delle emissioni di CO2 e nell’incremento degli sforzi di riciclaggio.  

In un campione di 27 aziende, le emissioni di carbonio legate alle proprie attività sono diminuite del 4,5% tra il 2021 e il 2022, in gran parte attribuite a un aumento significativo dell’utilizzo di energie rinnovabili, raggiungendo ora il 41% del consumo energetico totale. Mentre la produzione di rifiuti è aumentata di circa il 9% durante questo periodo, i fornitori hanno segnalato un leggero aumento nel riciclaggio e nel recupero degli scarti di produzione, raggiungendo il 93% nel 2022. Inoltre, le iniziative di sostenibilità si estendono alla rigenerazione dei componenti e alla creazione di nuovi componenti da materiali riciclati, rafforzando l’industria della sostenibilità.  

Si tratta di risultati incoraggianti, ma questa tendenza deve essere sostenuta e ampliata con le entrate aziendali per raggiungere gli obiettivi del Green Deal. Tuttavia, secondo gli ultimi dati del CLEPA Pulse Check, un sondaggio semestrale condotto in collaborazione con McKinsey, è preoccupante che più della metà dei fornitori (56%) riporti una redditività inferiore al 5%, con il 17% che segnala perdite. Non meno preoccupante è il fatto che l’UE attrae relativamente meno investimenti diretti esteri, il che contrasta nettamente con la crescita degli Stati Uniti, soprattutto nella produzione di batterie, sottolineando le sfide della politica industriale dell’UE.

Per migliorare la competitività manifatturiera dell’UE nel campo della mobilità elettrica, le politiche devono ottimizzare le catene di approvvigionamento delle materie prime e delle batterie, accelerare la diffusione delle infrastrutture di ricarica, ridurre gli oneri amministrativi e affrontare il fabbisogno di competenze ed energia.

È altrettanto importante mantenere il principio della regolamentazione aperta alla tecnologia. La discussione sugli standard di CO2 per i veicoli pesanti (HDV) dovrebbe concentrarsi sul giusto quadro per una sana concorrenza tra elettrificazione, idrogeno (combustione), rimorchi elettrici, carburanti rinnovabili sostenibili e altre innovazioni future, per raggiungere rapidamente e a costi contenuti, le emissioni. Pertanto, sfruttando diversi punti di forza tecnologici per vari casi d’uso. La campagna #TruckDiversity di CLEPA sottolinea l’importanza di adottare una varietà di tecnologie pulite per i veicoli pesanti per raggiungere ambiziosi obiettivi di riduzione della CO2 .  

Anche la Commissione Europea ha fissato obiettivi ambiziosi per la transizione digitale. Tuttavia, senza una tempestiva adozione di una proposta settoriale per l’accesso ai dati di bordo, il mercato dei dati rimarrà chiuso. Andare avanti con questa proposta consentirà lo sviluppo di nuovi modelli di business e favorirà la crescita nel settore della mobilità.

Tuttavia, la responsabilità non spetta esclusivamente ai politici. Le imprese europee sono abituate alla concorrenza globale, ma solo il 17% dei fornitori ritiene che la propria struttura dei costi e i prezzi possano competere con le imprese cinesi. E solo il 25% ritiene di essere sufficientemente agile e reattivo nel prendere decisioni o che i cicli di sviluppo del prodotto siano sufficientemente rapidi.

Il resto si sente neutrale o “non sufficientemente” preparato. Sebbene il settore abbia le carte in regola per portare sul mercato una tecnologia innovativa, richiederà maggiori sforzi per rafforzare (e per certi aspetti riconquistare) il proprio vantaggio competitivo.  

Foto di Enis Yavuz su Unsplash

La sostenibilità nella GDO: veicoli elettrici, ma non solo

di Luca Talotta

 

Mentre la sostenibilità è diventata un tema ampiamente discusso, trasformare le parole in azioni concrete richiede un impegno straordinario. Sono le aziende che trasformano questa visione in realtà tangibile a dimostrare di avere una comprensione chiara e una forte etica della sostenibilità. Dietro a questa parola, “sostenibilità,” si nascondono una moltitudine di idee, di pensieri e il desiderio urgente di agire. Non è più sufficiente esprimere buone intenzioni, oggi occorre tradurle in azioni.

 

Sulla strada del futuro con Lidl Italia

 

È stato un privilegio partecipare alla presentazione ufficiale dell’evento “Sulla Via del Domani: Guidare il Cambiamento Verso Consumi Sostenibili,” che si è tenuto nella prestigiosa Villa Necchi Campiglio a Milano. L’azienda protagonista di questo evento è Lidl Italia, con i suoi 730 punti vendita e i suoi 21.000 dipendenti sparsi in tutto il paese. Questo brand è noto per utilizzare l’80% di prodotti italiani e per creare migliaia di posti di lavoro ogni anno. Durante l’evento, moderato dal giornalista di Mediaset, Dario Maltese, Lidl Italia ha condiviso un quadro chiaro delle azioni concrete intraprese nel campo della sostenibilità. 

 

Sostenibilità in azione

 

Esaminando il rapporto di sostenibilità di Lidl Italia, emergono dati affascinanti. Sul fronte ambientale, l’azienda ha risparmiato oltre 5 milioni di kWh grazie a una migliore illuminazione e oltre 8 milioni di kWh grazie a più di 7.000 interventi mirati all’efficienza energetica. Ma non è finita qui. Lidl Italia ha anche adottato energie rinnovabili: l‘intero consumo energetico proviene da fonti rinnovabili e il 4% dell’energia elettrica utilizzata è prodotta internamente grazie a pannelli fotovoltaici. Inoltre, l‘azienda ha intensificato l’uso del gas naturale per il raffreddamento dei prodotti nei centri logistici e nei punti vendita. Contemporaneamente, ha avviato una graduale decarbonizzazione della sua flotta logistica. Nel 2022, il 27% dei mezzi utilizzava carburanti alternativi al Diesel: tre erano completamente elettrici, 14 funzionavano a bioLNG e 100 a LNG. L’obiettivo per quest’anno è spingersi fino al 35% e raggiungere il 100% entro il 2030.

Transizione energetica: che gli incentivi siano resi velocemente più fruibili

crisci

di Michele Crisci, presidente di UNRAE

Visto il perdurare di un fortissimo e gravissimo ritardo nella transizione energetica, l’UNRAE ribadisce la necessità di intervenire sull’attuale sistema di incentivi in modo da renderli più fruibili, indirizzati senza compromessi ai target europei e destinati anche alle imprese, vero motore della transizione, rivedendo le regole e recuperando i residui del 2022 e quelli ormai quasi consolidati del 2023. C’è la necessità di una revisione del regime fiscale delle auto aziendali in uso promiscuo, che potrebbe essere velocemente operata attraverso i decreti attuativi della Delega Fiscale, in modo da favorire le vetture a basso o nullo impatto ambientale. Queste, considerato il veloce turnover dei veicoli aziendali, potrebbero, subito dopo il periodo di detenzione, essere messe a disposizione dei privati senza ricorso ad incentivi, agevolando così il ricambio del vetusto parco circolante italiano. Le misure proposte dall’UNRAE riguardano: la rimodulazione delle aliquote di detraibilità dell’IVA e di deducibilità dei costi in funzione delle emissioni di CO2, l’innalzamento del tetto di deducibilità, la riduzione del periodo di ammortamento. Per fornire il nostro contributo in tema di decarbonizzazione della mobilità stradale, auspichiamo che venga convocato con urgenza il Tavolo Automotive – tanto caro al ministro Adolfo Urso – per supportare la diffusione della mobilità elettrica, l’accoglimento delle nuove tecnologie e il rinnovo del parco circolante, tutto in favore dei cittadini e delle imprese del nostro Paese.

Verso #FORUMAutoMotive: di scena l’elettrico (di inizio Novecento)

SILVIA NICOLIS

Foto: Silvia Nicolis, presidente del Museo Nicolis di Villafranca (Verona)

 

La passione per l’auto e l’attenzione alla sua storia da sempre animano gli eventi di #FORUMAutoMotive, il serbatoio di idee e centrale di dibattiti sui temi della mobilità a motore in programma il prossimo 14 novembre a Milano presso l’Enterprise Hotel. A rappresentare entrambe in modo eccezionale in questa edizione sarà la vettura elettrica Baker, Rauch & Lang “Double Drive Coach” (1919), che potrà essere ammirata negli spazi espositivi dell’evento e che è stata messa a disposizione da Silvia Nicolis, presidente del Museo Nicolis di Villafranca di Verona, da sempre partner di questo appuntamento.

La mobilità elettrica ebbe successo sia in Europa sia negli USA sul finire dell’Ottocento e nei primi anni del Novecento: nel 1904 un terzo dell’intero parco circolante americano era a propulsione elettrica. L’auto elettrica era preferita anche dalle dame dell’alta società, che potevano guidarla senza dipendere dallo “chauffeur”, l’autista meccanico indispensabile per le complicate vetture a benzina d’inizio secolo.

La Baker, Rauch & Lang, realizzata nel 1919, è stata una delle prime automobili elettriche in circolazione, si poteva guidare, tramite una barra, sia dai sedili anteriori che posteriori: in tal caso i sedili anteriori ruotavano formando un perfetto salotto. Considerando la pericolosità delle strade dell’epoca, si poteva azionare un meccanismo per attivare l’avvisatore acustico simile a quello dei tram. L’autonomia era di circa 70 chilometri.

Negli anni ’70 l’azienda passò a Linde AG, il più grande produttore al mondo di carrelli elevatori e veicoli per la movimentazione di materiali industriali, e poi ribattezzata Baker Material Handling Corp. Luciano Nicolis, fondatore del Museo, guidava personalmente questo modello per le vie di Villafranca (Verona) per dimostrare come ancora negli anni 2000 questa vettura elettrica fosse assolutamente affidabile. Nonna Papera, nel celebre fumetto, veniva raffigurata alla guida proprio di un’auto elettrica simile a questa.

Tutte le informazioni sull’evento sono disponibili sul sito www.forumautomotive.eu e sulla pagina Facebook  https://www.facebook.com/forumautomotive/.

UNASCA “On the road”: per toccare con mano i pericoli

Portare i giovani sulle strade insieme alle Polizie Locali, ai soccorritori, perché vedano con i loro occhi le conseguenze di comportamenti scorretti o pericolosi, come gli incidenti, è la mission dell’associazione “Ragazzi On The Road” che, dopo una positiva sperimentazione con 1.000 giovani coinvolti in circa 100 Comuni del Nord Italia, è impegnata nella fase di espansione di questa efficace e, a distanza di 16 anni, ancora rivoluzionaria formula di educazione stradale a tutto il territorio nazionale, grazie anche a un protocollo d’intesa firmato con UNASCA, l’Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica.

 

Si tratta di una iniziativa – unica nel suo genere – che sfrutta l’occasione delle esperienze scuola/lavoro (PCTO) o dei Tirocini (all’Università degli Studi di Bergamo è attivo da diversi anni) e recluta ragazzi e ragazze dai 16 ai 20 anni che volontariamente, supportati dal loro Comune, si mettono a disposizione per vivere una esperienza di formazione e di vita unica nel suo genere in Italia.

“Infatti – spiega Emilio Patella, segretario nazionale di UNASCA – dopo un breve corso di formazione questi giovani, grazie alla formula collaudata del progetto educativo “On the Road”, andranno in affiancamento alle pattuglie di Polizia Locale o di altri Corpi e assisteranno dal vivo come osservatori speciali a pattugliamenti, posti di controllo, rilevazione di incidenti stradali, scenari di intervento e di soccorso. Lo scopo è quello di cambiare il loro punto di vista, far prendere consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni e quindi prevenire comportamenti errati. Ma la “lezione di vita” non è rivolta solo a loro perché saranno gli stessi ragazzi a parlare della loro esperienza ai familiari, agli amici, ai compagni di scuola, diventando così testimonial di sicurezza e consapevolezza”.

 

Questo protocollo è frutto di un incontro avvenuto a Palermo, in occasione di una giornata di educazione stradale, con l’ideatore del progetto, il giornalista Alessandro Invernici. “Abbiamo iniziato a collaborare, anche durante la pandemia – racconta Patella – e ora, con la sigla di questo protocollo, passiamo alla fase operativa che vedrà UNASCA impegnata a diffondere e far conoscere l’educazione “On the Road” anche in altre zone del Paese, sollecitando le amministrazioni comunali e reclutando nuovi aderenti tra gli allievi delle autoscuole. Nel frattempo alcuni dei giovani coinvolti entreranno nelle nostre autoscuole per raccontare ad altri giovani la loro esperienza e accrescere la loro consapevolezza e percezione del pericolo, con un rapporto tra pari, invitandoli a ‘scendere in strada per la vita’ attraverso il progetto On the Road” ed imparare dalla realtà.