Nuova Hyundai Kona: come un’ammiraglia, più spazio e nuove linee

Rinnovato il design, caratterizzato dall’ampia firma luminosa a LED sul posteriore. Disponibile in versione termica pura, mild hybrid e full hybrid. In arrivo anche l’elettrica. Prezzi a partire da 28.500 euro

 

Arriva in Italia la nuova Hyundai Kona: dopo l’ottima accoglienza della prima serie, il fortunato Suv della Casa coreana punta ad aumentare ulteriormente i successi. Cambiano radicalmente sia l’aspetto del B-Suv – ora le linee sono inconfondibilmente quelle del nuovo corso stilistico del brand – sia le dotazioni tecnologiche e di sicurezza. Oltre alle dotazioni crescono anche le dimensioni, per una grande abitabilità e un’ottima capacità di carico. Immutata, invece, l’ampia gamma di motorizzazioni: sono disponibili il 1.0 T.GDI da 120 cv; il 1.0 T.GDI 120 cv con tecnologia 48V mild-hybrid; l’1.6 full-hybrid da 141 cv di potenza; due versioni 100% elettriche. L’obiettivo di Kona è rivoluzionare il segmento dei B-Suv, portando nel comparto dotazioni di sicurezza, comfort e abitabilità inediti.

 

La personalità passa attraverso un design profondamente rinnovato, che reinterpreta le linee della generazione precedente e le modernizza ulteriormente. Una rivoluzione la progettazione a partire dalla versione elettrica poi “adattata” a quelle termiche, e non il contrario, per ottenere un’efficienza senza paragoni. La firma luminosa a LED che corre ininterrotta da un estremo all’altro Seamless Horizon Lamp caratterizza il frontale e viene ripresa al posteriore, mentre negli interni sono presenti soluzioni tecniche e stilistiche solitamente ad appannaggio di vetture di categorie superiori, come il cruscotto flottante con due display da 12,3’’ di serie e gli aggiornamenti OTA per l’infotainment e altri sistemi della vettura. Ai vertici della categoria il bagagliaio da 466 litri, mentre la spaziosità interna è garantita anche dal posizionamento del comando del cambio dietro al volante, liberando la consolle centrale.

 

 

La scelta del posizionamento in fascia alta si evince dalla ricchezza delle dotazioni fin dall’allestimento di ingresso, X Line (da 28.500 euro), equipaggiato con fanali e firma luminosa a LED, vetri posteriori oscurati, cerchi in lega da 17 o 18’’, climatizzatore automatico, cruscotto LCD da 12,3’’, sistema di navigazione con display touchscreen da 12.3” con retrocamera, caricatore wireless per smartphone e connettività Bluetooth, Apple CarPlay, AndroidAuto, con servizi Hyundai LIVE e aggiornamenti software OTA.

 

Non mancano, all’insegna della praticità, le barre portatutto sul tetto e il sedile posteriore abbattibile 40:20:40. Ricca anche la dotazione di sicurezza, con i sistemi di mantenimento al centro della corsia, l’assistenza anti-collisione frontale con riconoscimento di veicoli e pedoni, oltre al riconoscimento attivo dei limiti di velocità, lo smart cruise control e i fari abbaglianti automatici.

 

L’allestimento N Line, con un design più sportivo, (da 31.500 euro) è caratterizzato da passaruota in tinta con la carrozzeria, cerchi in lega N Line da 18’’, paraurti con design ad ala, spoiler posteriore, doppio scarico posteriore e la minigonna laterale specifica. La versione più ricca, X Class (da 33.800 euro), offre una dotazione di sicurezza ancor più ampia con – fra gli altri – il monitoraggio dell’angolo cieco, l’assistenza contro gli urti in parcheggio in caso di ostacoli non visibili, e la vista a 360° durante le manovre. Negli interni, i sedili sono rivestiti in tessuto e pelle e il sistema audio è il Bose Premium Sound System con 6 speaker e subwoofer. Non mancano, infine, il tetto apribile, il portellone posteriore elettrico e la bocchetta dell’aria posteriore.

 

Disponibili anche optional ulteriori che rendono la vettura ancor più esclusiva, come i sedili anteriori in pelle riscaldabili e ventilati, memory e relaxation, il volante riscaldabile e il remote smart parking assist oltre alla Digital Key 2 Touch, che permette di chiudere, aprire e avviare la vettura da smartphone o smart-watch con tecnologia NFC.

 

Decisamente interessante, infine, l’offerta commerciale: Nuova Kona 1.0 T-GDI 120 CV X Line è proposta a rate da 189 euro al mese con 2.800 euro di vantaggio cliente, in caso di permuta o rottamazione e finanziamento Hyundai Super Hyundai Plus (TAN 4,95% – TAEG 6,19%). L’offerta riguarda anche la versione full-hybrid: anche Nuova Kona HEV X-Line è proposta a rate da 189 euro al mese (TAN 4,95% – TAEG 6,00%).

Nuova Kona è già disponibile negli showroom nelle motorizzazioni a benzina 1.0 T.GDI (con cambio manuale o automatico), 1.0 T.GDI mild-hybrid 48V (con cambio manuale) e nella versione 1.6 full-hybrid, mentre la versione 100% elettrica di Nuova Kona è attesa nelle prossime settimane.

 

 

WiDna: per una nuova cultura legata alla cybersecurity

di Francesco Fontana Giusti

 

Da settembre ho assunto il ruolo di “Brand and Network Developer for WiDna”, azienda da sempre impegnata a surfare le grandi sfide, presenti e future, del settore dell’automotive attraverso sistemi ad alto contenuto innovativo e tecnologico nonché pronta a farsi strada e a diffondere una nuova cultura legata alla Cyber Security, mettendo la propria tecnologia all’avanguardia al servizio della mobilità.

 

Questa entusiasmante avventura ha preso il via in occasione dell’apertura del Salone del Camper di Parma, per celebrare un primo importante traguardo raggiunto insieme: la partnership stretta con la società ADRIA, una delle prime industrie europee nel settore della produzione dei veicoli per il tempo libero, che si aggiunge alla collaborazione già avviata con Mercedes-Benz, consolidando la presenza strategica di WiDna come tech company di riferimento per il settore.

AlixPartners, 20 anni in Italia: nuovi uffici, Aversa rientra a Milano

Foto: Dario Duse, Italy Country Leader di AlixPartners, all’inaugurazione della nuova sede

Un importante 2023 per AlixPartners, che festeggia i suoi primi 20 anni in Italia con due grandi avvenimenti. Il primo è il cambio di uffici. Dalla storica sede di corso Matteotti 9, a partire da questo mese tutto lo staff italiano di AlixPartners – forte di quasi 100 persone – occuperà il quarto e il quinto piano del prestigioso edificio CVE9 nel cuore di Milano. Un palazzo del 1954 al civico 9 di corso Vittorio Emanuele II gestito da Generali Real Estate, che è stato oggetto di un’importante recente riqualificazione architettonica.

 

La facciata esterna è stata restaurata e valorizzata nella sua trama di riquadri in pietra, mentre l’interno e gli spazi esterni dello stabile sono stati oggetto di una completa e profonda ristrutturazione adottando soluzioni d’avanguardia, con la creazione di ambienti flessibili e multifunzionali dall’atmosfera contemporanea e sofisticata: dalla corte al primo piano fino al tetto giardino con la vista privilegiata sul Duomo, dedicato a meeting informali e smart working all’aperto.

 

“Il 2023 è una ricorrenza importante per AlixPartners che compie vent’anni di attività in Italia, dopo una crescita continua che ci proietta verso un futuro di ulteriore sviluppo. Proprio grazie ai grandi obiettivi raggiunti finora e per supportare la prossima fase di sviluppo, ci trasferiamo nei nostri nuovi uffici in CVE9, nel cuore pulsante di Milano a pochi passi dal Duomo. Un luogo che ci rappresenta pienamente: storico e innovativo allo stesso tempo, elegante, tecnologicamente all’avanguardia, social, paperless e sostenibile”, ha commentato Dario Duse, Italy Country Leader di AlixPartners, che aggiunge: “Tutto questo è stato possibile grazie a un team coeso di professionisti straordinari, che nel tempo è diventato un punto di riferimento nel mondo della consulenza direzionale, strategica e operativa, “when it really matters”.”

 

Il secondo avvenimento è il ritorno in Italia di Stefano Aversa, che proprio venti anni fa apriva l’ufficio di AlixPartners a Milano. Dopo essersi spostato per diversi anni negli USA per guidare l’azienda a livello globale e poi a lungo a Londra, Stefano – che continuerà a ricoprire il ruolo di Chairman EMEA e vice-Chairman globale di AlixPartners – ritornerà a essere basato in Italia.

 

Con 38 anni di esperienza, Stefano Aversa oggi è uno dei massimi esperti in operazioni di turnaround, affiancando investitori, consigli di amministrazione e management di gruppi industriali nello sviluppo di business plan e nell’attuazione di programmi di performance improvement su larga scala. È membro del World Economic Forum, della Clinton Global Initiative e della Society of Automotive Analysts. Dal 2016 Stefano Aversa è anche Presidente della Andrea Bocelli Foundation, un progetto filantropico di grande respiro che gli sta molto a cuore e che lo vede impegnato in prima linea.

 

“Uno dei benefici della post-pandemia è il lavoro da remoto che facilita il mio ritorno in Italia, mantenendo lo stesso ruolo a livello internazionale e trascorrendo più tempo a terra e meno in volo” ,ha commentato Stefano Aversa. “Un rientro in Italia importante sia a livello professionale che personale, con la voglia di contribuire ancora molto allo sviluppo del mio Paese e di questo mercato insieme allo straordinario team italiano”. 

 

 

 

L’auto di domani: “pensiero unico” non significa “pensiero stupendo”

L'editoriale di Pierluigi Bonora

Com’è cambiata in peggio la nostra Italia. O segui un certo mainstream oppure, a priori, hai sempre torto, senza ascoltare ragioni. E questo vale un po’ per tutto, purtroppo.

Ci occupiamo, in questo “Diario”, di automotive e rimaniamo entro tale perimetro. Succede, in proposito, che se scrivi e successivamente diffondi sui social network un commento, un articolo o un’intervista critica sulla questione di una transizione energetica che impone la sola auto elettrica per il futuro, passi per essere una persona “di parte”.

 

Da che pulpito! A questo punto, infatti, ritiene di aver ragione chi ha sposato la sola soluzione elettrica, quindi chiaramente e palesemente di parte, più per interessi (lavora in quell’ambito e, quindi, ci vive) che per per altro. 

 

Mi rifaccio a una serie di critiche nei miei confronti su alcuni social network. In pratica, hanno ragione solo gli altri o chi funge, sul web, da megafono di poteri e interessi forti. Di parte.

 

Ebbene, grazie per queste critiche, ne vado fiero, vuol dire che ho centrato – e non sono il solo – l’obiettivo. Tra l’altro, ho sempre ribadito di essere per la libertà di scelta: ti serve un veicolo elettrico? Bene, fanne buon uso. Hai altre esigenze? Esistono opzioni altrettanto “pulite”. Stare dalla parte del principio della neutralità tecnologica non significa parteggiare per un’unica soluzione, bensì far prevalere una visione democratica.

 

Del resto, lo scenario europeo procede proprio in tale direzione. E temere questa evoluzione, che ha colto di sorpresa chi dava per scontata la sola dittatura dell’elettrico, rappresenta un forte segnale di debolezza. Se ne stanno accorgendo anche i top manager alla guida delle Case automobilistiche, come anche i membri della stessa Commissione UE (il francese Thierry Breton, per esempio) le cui affermazioni si possono trovare sul web, tanto che lo stesso ministro italiano Adolfo Urso, nell’intervista che mi ha rilasciato di recente, parla di una opposizione, a Bruxelles, che è ormai sempre più una maggioranza alla luce delle recenti votazioni che hanno “visto alcuni dossier passare per un soffio”.

 

Ecco allora, per concludere, che voglio ribadire come il pensiero unico non sia paragonabile a quel “pensiero stupendo” (mi perdoni Patti Pravo se riprendo il titolo di un suo storico brano), vero sinonimo di libertà di opinione e di scelta che ciascuno di noi ha il diritto – da tutelare a tutti i costi – di esprimere.

 

Parola al “Terzetto”: quei top manager e politici che fanno retromarcia

di Pierluigi Bonora

Ecco ancora di scena il “Terzetto”, composto dal sottoscritto, Andrea Taschini, manager automotive, e Pier Luigi del Viscovo, direttore del Centro studi Fleet & Mobility, per commentare gli ultimi fatti e colpi di scena che vedono come protagonisti, nello scenario automotive, top manager e politici.

 

Sono sempre di più coloro che fanno parte delle stanze dei bottoni, gli stessi che fino a poco tempo fa sembravano essere convinti della bontà del piano UE sul “tutto elettrico” dal 2035, impegnati ora a fare retromarcia e denunciare tutti i rischi – peraltro già palesi da tempo – di un passaggio che potrebbe costare carissimo all’industria europea automotive.

 

Il “Terzetto” analizza la situazione, a modo suo, senza peli sulla lingua, e stigmatizza anche il modo con cui diversi media fanno informazione, appiattendosi sul pensiero unico e facendo da megafono a una linea chiaramente contraddittoria e ideologica.

Auto connesse: nel 2027 oltre 640 milioni nel mondo

Entro la fine del 2023 saranno oltre 350 milioni le auto connesse in circolazione nel mondo, in crescita del 18% rispetto al 2022. Per il 2027 il parco circolante mondiale di autovetture connesse supererà quota 640 milioni di unità, per poi arrivare a superare i 900 milioni all’inizio del prossimo decennio. Queste previsioni derivano da un’elaborazione dell’Osservatorio Autopromotec sulla base di uno studio condotto dal gruppo di ricerca e consulenza tecnologica britannico Omdia.

Secondo la ricerca, il numero di veicoli connessi in circolazione, ossia i mezzi dotati di soluzioni di connettività mobile in grado di assistere con efficienza il conducente e fornire informazioni in tempo reale, è destinato a raddoppiare in pochi anni. Le auto connesse possono ricevere informazioni su traffico e diagnostica, oltre a interagire con le infrastrutture stradali e viaggiare in interconnessione con altri veicoli.

Inoltre, le auto connesse sono dotate di numerosi schermi nella parte anteriore e posteriore dell’abitacolo, le cui dimensioni si prevede aumenteranno per agevolare la fruizione di servizi video e di intrattenimento.

Le tecnologie per garantire la connessione diventeranno sempre più diffuse e comporteranno quindi investimenti da parte delle case automobilistiche, ma anche da parte del mondo dell’autoriparazione.

L’aftermarket automobilistico dovrà quindi prepararsi a sfide continue sul versante digitale ed essere in grado di padroneggiare competenze trasversali, sempre più in chiave tecnologica.

Di queste necessità, e delle iniziative da mettere in atto per adeguarsi agli sviluppi del mercato, si parlerà a “Futurmotive Expo & Talks”, il nuovo evento di Autopromotec dedicato a costruttori, componentisti, distributori e buyers, in programma a Bologna dal 16 al 18 novembre 2023 e che tratterà delle sfide della transizione energetica ed ecologica e dei nuovi modelli di business nel settore automotive.

 

Avanti con gli Euro 5 Diesel: parlano Pichetto e Zangrillo

di Gilberto Pichetto, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica

 

Abbiamo previsto una revisione e un aggiornamento del piano relativo al Diesel Euro 5 in Piemonte, ma che riguarda anche tutta la Pianura Padana, il testo era del 2017 e aveva una previsione di obiettivo completamente diversa da allora. Il divieto scatterà ora dal 1 ottobre 2024. Il passaggio all’elettrico non è ancora completo, mancano colonnine, non sono ancora installate completamento, inoltre la crisi dei chip con il Covid ha rallentato la consegna delle vetture elettriche.

 

di Paolo Zangrillo, ministro della Pubblica amministrazione

Difendere l’ambiente non vuol dire mettere in difficoltà famiglie e lavoratori con misure inique e demagogiche. Bene ha fatto il Governo a intervenire per scongiurare il blocco dei Diesel Euro 5 in Piemonte. Ringrazio il ministro dell’Ambiente, il nostro Gilberto Pichetto, che è riuscito in breve tempo a compiere un intervento fondamentale.

 

L’inquinamento dell’aria è una questione importante, perché riguarda la salute dei cittadini, ma sono convinto che per combattere lo smog servano azioni strutturali. Estendere dal 15 settembre il blocco ai diesel Euro 5 avrebbe penalizzato migliaia di famiglie, che non possono permettersi di cambiare l’auto, e causato gravissimi danni all’economia del territorio e, in particolare, a tutte quelle categorie per le quali il furgone è uno strumento di lavoro e non solo un mezzo per spostarsi.

 

Grazie all’aggiornamento dei piani per la qualità dell’aria delle regioni della Pianura Padana, i veicoli Euro 5 Diesel potranno dunque continuare a circolare fino all’autunno 2025 in Piemonte, così come in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. L’inquinamento atmosferico non è causato soltanto dalle auto.

 

L’intervento del Governo, che ha così confermato la sua grande attenzione al Piemonte, valorizza gli effetti delle tante misure introdotte in questi anni dalla Regione. Interventi capillari, a cominciare da quelli di efficientamento energetico, che ora saranno ulteriormente rafforzati.

CA Auto Bank e Drivalia. insieme per democratizzare la eco-mobilità

 di Roberta Pasero 

Democratizzare la green mobility. È la missione di CA Auto Bank, gruppo Crédit Agricole, e della sua società di noleggio e mobilità Drivalia.

Giacomo Carelli, amministratore delegato di CA Auto Bank e presidente di Drivalia, allo IAA Mobility di Monaco di Baviera racconta i progetti di una realtà automotive che sta conquistando sempre più l’Europa anche con partnership strategiche.

Messaggio ai ministeri: rimodulare il piano incentivi

di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA

Anche ad agosto 2023 il mercato dell’auto italiano si mantiene positivo, tornando a  crescere a doppia cifra (+12%), ma i volumi risentono ancora del confronto con i livelli pre-pandemia (-10,6% su agosto 2019).

Per supportare la ripresa del settore e, soprattutto, il rinnovo del parco in chiave ecologica, è importante accelerare l’annunciata rimodulazione degli incentivi  attualmente in vigore per l’acquisto di vetture a bassissime e zero emissioni.

È fondamentale, inoltre, riallocare i 250 milioni di euro avanzati dall’ecobonus 2022,  oltre ai circa 300 milioni che si stanno accumulando nell’anno in corso.

La collaborazione con il ministero delle Imprese e del Made in Italy per definire, entro  la fine dell’anno, un piano strutturato di medio periodo, che guarda al 2030,  rappresenta un tassello fondamentale per sostenere la transizione green della filiera automotive e promuovere la competitività della supply chain italiana non solo in  termini di manufacturing, ma anche di ricerca e sviluppo.

Auto elettriche in Italia: tre gli interventi per renderle più appetibili

NASO

di Francesco Naso, segretario generale di Motus-E

Il progresso delle auto elettriche registrato ad agosto in Italia è un segnale positivo, ma occorre considerare che si tratta di un mese particolare, in cui i volumi più bassi del normale enfatizzano molto anche variazioni non particolarmente significative, connesse a fenomeni specifici sul fronte delle consegne ai clienti. L’Europa che conta è davvero troppo lontana, ‘sarà molto importante quindi guardare con attenzione l’andamento del mercato nei prossimi mesi e all’inizio del 2024.

In questo senso, un effettivo cambio di marcia in Italia può arrivare impiegando in modo più efficiente le risorse già stanziate per il settore, modificando gli incentivi per renderli più appetibili ed efficaci attraverso tre interventi chiave: eliminare il cap di prezzo per accedere alle agevolazioni, estendere il bonus in forma integrale anche per le flotte aziendali e i noleggi, rivedere la fiscalità con vantaggi chiari per chi sceglie la mobilità elettrica’.

Agendo su queste leve possiamo ancora evitare di vedere l’Italia trasformarsi in un mercato dell’auto di Serie B, con pericolosi riflessi anche sullo sviluppo industriale del Paese, e potremo centrare gli ambiziosi target di crescita delle auto elettriche al 2030 contenuti nell’aggiornamento del Piano energia-clima (PNIEC).

Proprio sul fronte incentivazioni, dall’analisi dei maggiori mercati Ue emerge infine un’evidenza piuttosto netta. Nei Paesi come Francia e Germania, dove la revisione delle agevolazioni ha visto una concentrazione dei fondi sulle auto “full electric”, a scapito delle ibride plug-in, queste ultime hanno lasciato spazio a una più intensa crescita delle immatricolazioni BEV, che riempiono la top 5 dei modelli elettrificati con ricarica esterna più venduti.

Un fenomeno che effettivamente non si verifica in Spagna e in Italia, con il nostro Paese che rappresenta peraltro l’unico major market Ue con bonus – seppur differenziati – per tutte le auto con emissioni fino a 135 g/km di CO2.