Il punto di ACI: in Italia: il 17% delle auto ha almeno 19 anni

In Italia il parco circolante delle auto è sempre più vecchio: l’ultimo Annuario statistico dell’ACI, aggiornato a tutto il 2022, ha calcolato un’età media di 12,6 anni, in crescita di ulteriori 4 mesi rispetto al 2021. E su oltre 40 milioni di auto circolanti, le Euro 0, 1 e 2 (che hanno almeno 19 anni) sono il 17%. Alla luce di questi numeri occorrerebbe attuare una politica di ‘svecchiamento’ del parco auto sostituendo i mezzi più inquinanti con vetture più moderne, non necessariamente elettriche ma comunque Euro 6. Non a caso il Governo sta pensando di rimodulare gli incentivi per favorire un maggiore ricambio del parco auto..

 

Ancora tanti i veicoli “sporchi”

Quante auto ci sono in Italia? Basandosi sulle registrazioni al PRA, l’ACI ha calcolato nel 2022 un parco circolante di 40.213.061 autovetture (53.763.441 includendo tutte le tipologie di veicoli), così suddivise a seconda della classe di emissione: Euro 0: 3.560.243 (8,85%); Euro 1: 847.172 (2,11%); Euro 2: 2.583.610 (6,42%); Euro 3: 3.834.401 (9,53%); Euro 4: 9.358.499 (23,27%); Euro 5: 6.722.816 (16,72%); Euro 6: 13.126.350 (32,64%); Non identificate/non classificate: 179.970 (0,45%).

Dunque non solo abbiamo circa il 17% di vetture fino a Euro 2. Ma se ci aggiungiamo anche le Euro 3, che di certo non si possono considerare “green”, la percentuale di auto vecchie e inquinanti che andrebbero tolte quanto prima dalla circolazione sale fino al 27%. Ovviamente restano escluse da questo discorso le auto storiche e d’epoca che sono tutta un’altra cosa.

Passiamo adesso alla suddivisione per alimentazione: Benzina: 17.691.577 (43,99%); Diesel: 16.928.102 (42,10%); Benzina/Gpl: 2.900.799 (7,21%); Ibrido benzina: 1.384.340 (3,44%); Benzina/metano: 789.368 (1,96%); Metano: 182.215 (0,45%); Ibrido gasolio: (172.280) 0,43%; Elettricità: (158.131) 0,39%; altro/non definito: (6.249) 0,02%.

Come si può notare, la rimonta delle auto elettriche parte davvero dal basso…

 

I modelli: uno su quattro è Fiat

Un altro dato molto interessante riguarda la consistenza del parco circolante in Italia per marca. Superfluo sottolineare che le Fiat la fanno da padrone, con circa 1/4 delle auto su strada. Ecco il dettaglio: Alfa Romeo: 1.108.119; Audi: 1.275.144; Bmw: 1.059.643; Citroen: 1.602.283; Fiat: 10.336.605; Ford: 2.693.651; Lancia: 1.685.797; Mercedes: 1.467.459; Opel: 2.038.093; Peugeot: 1.691.083; Renault: 2.101.959;  Seat: 394.758; Toyota: 1.670.585; Volkswagen: 3.016.665; Volvo: 293.449; altri marchi: 7.777.768.

 

I numeri nelle singole regioni

Disaggregando territorialmente il dato nazionale, la regione dove nel 2022 si è verificato un incremento maggiore del parco auto è la Calabria (+ 37% circa), tralasciando l’anomalia della Valle d’Aosta che, per effetto della tassazione favorevole, negli ultimi anni ha registrato un boom di immatricolazioni di veicoli intestati a società di noleggio. In fondo alla graduatoria si trova invece la Liguria con un aumento di poco meno il 3%. Per quanto riguarda invece il rapporto autovetture/popolazione (anche in questo caso escludendo la Valle d’Aosta e il Trentino-Alto Adige, le cui province autonome prevedono anch’esse una tassazione speciale), nel 2022 la regione con il valore dell’indice più alto è risultata l’Umbria (753 autovetture ogni 1.000 abitanti), all’opposto si trova la Liguria con un valore di 559 (la media nazionale è pari a 681).

 

Le radiazioni nel 2022

Capitolo radiazioni. La regione che ha radiato nel 2022 il maggior numero di autovetture (rapportando tale dato alla consistenza del parco autovetture al 31/12/2021) è stata il Friuli Venezia Giulia con indice pari a 3,2; all’ultimo posto la Valle d’Aosta con 1,4 autovetture radiate ogni 100 autovetture circolanti. In Italia il valore è pari a 2,6.

Analizzando invece le radiazioni di autovetture secondo la classe Euro, il 21% circa di queste ha rappresentato modelli con anzianità molto elevata (Euro 0, 1 e 2). Nonostante ciò, come abbiamo visto, ne rimangono in circolazione ancora il 17% circa del totale. La classe con un numero maggiore di radiazioni resta l’Euro 4 con il 34% circa.

Germania: al via il progetto sui reFuels

Un nuovo progetto in Germania, portato avanti tra gli altri dal Karlsruhe Institute of Technology (KIT), e chiamato InnoFuels mira ad aumentare la produzione dei cosiddetti reFuels, carburanti sintetici realizzati utilizzando fonti di energia rinnovabili. Il progetto InnoFuels dovrebbe durare 3,5 anni. È finanziato dal ministero federale tedesco dei Trasporti con un totale di circa 5,2 milioni di euro.

“Per raggiungere gli obiettivi di protezione dell’ambiente, i reFuels offrono una soluzione rispettosa del clima e allo stesso tempo economica”, afferma il professor Holger Hanselka, presidente del KIT. “In KIT, stiamo conducendo ricerche su un’ampia varietà di approcci per ridurre le emissioni nel settore dei trasporti e per rendere sostenibile la mobilità del futuro. La chiave del successo sarà trovare la soluzione ottimale per ciascuna delle diverse esigenze. A tal fine, le attività di ricerca del KIT nei settori dell’energia, della mobilità e dell’informazione sono strettamente interconnesse”.

“I reFuels promettono non solo una riduzione fino al 90% delle emissioni rispetto ai carburanti convenzionali, ma consentono anche l’uso continuato delle flotte di veicoli esistenti dotate di motori a combustione e l’intera infrastruttura di approvvigionamento di carburanti”, afferma il professor Thomas Hirth, vicepresidente per i trasferimenti e gli affari internazionali presso il KIT.

A oggi, i carburanti a base di energia rinnovabili sono stati prodotti principalmente in quantità di ricerca. Per consentire in futuro tassi di miscelazione crescenti di questi carburanti e per rendere disponibile una quantità sufficiente di carburanti per il trasporto aereo e marittimo, dovranno essere prodotte quantità molto maggiori su scala industriale. Oltre alle questioni tecniche, la piattaforma InnoFuels si concentrerà quindi sulla discussione della progettazione ottimale di regole e condizioni economiche per la produzione di massa nazionale di reFuels.

“Mai più soli”: supporto psicologico gratis per i familiari delle vittime della strada

Valentina Borgogni copia

Foto: Valentina Borgogni

Un supporto psicologico gratuito a chi è stato coinvolto in un incidente stradale e ai familiari delle vittime. Bagno a Ripoli, dopo Firenze, è il primo comune dell’area fiorentina ad accogliere il progetto “Mai più soli”, ideato e promosso dall’Associazione Gabriele Borgogni. Si è partiti il 3 maggio con il bando pubblico che, in collaborazione con l’Ordine degli psicologici della Toscana, permetterà di individuare le figure professionali a cui affidare il servizio (info, requisiti e domande sul sito: https://www.gabrieleborgogni.com/).

Il progetto prevede di fornire assistenza psicologica gratuita, oltre che alle vittime e ai loro cari, anche agli operatori di polizia coinvolti in eventi di infortunistica e mortalità stradale. Avviato a Firenze nel giugno scorso, il progetto estendendosi a Bagno a Ripoli amplia il suo bacino d’utenza con un’ottica di respiro metropolitano. Un’iniziativa resa possibile grazie al contributo della Fondazione CR Firenze che ha raddoppiato, portandolo a 20mila euro, il ricavato di una partecipata campagna di crowdfunding. 

Il progetto a Bagno a Ripoli si svolgerà sulla scia del protocollo di intesa sottoscritto recentemente dall’amministrazione e dall’Associazione Borgogni (che porta il nome di Gabriele, giovane fiorentino rimasto ucciso durante un incidente stradale il 4 dicembre del 2004) per promuovere la sicurezza stradale, contrastare la pirateria su strada, prevenire gli incidenti e ridurre il numero delle vittime. 

“Ogni incidente – afferma il sindaco Francesco Casini – è un fatto traumatico, sia per le persone coinvolte sia per il familiari delle vittime, ma anche per gli operatori di polizia municipale chiamati a intervenire in situazioni che hanno forti ripercussioni sul piano emotivo. Il progetto ‘Mai più soli’, bellissimo fin dal nome, offre assistenza qualificata gratuita nel momento più delicato del dolore e della perdita. Un progetto di grande umanità e civiltà che come amministrazione siamo orgogliosi di ospitare. Un ringraziamento di cuore all’Associazione Borgogni che lo ha ideato e lo sta facendo crescere. E un grande ringraziamento all’Ordine degli psicologi e alla Fondazione CR Firenze che ha permesso che diventasse realtà”.

“Si amplia un progetto a cui tengo tantissimo, nato proprio da una necessità, da una mancanza che io stessa ho vissuto in prima persona – dichiara Valentina Borgogni, sorella di Gabriele e presidente dell’Associazione Borgogni -.  Con l’esperienza di Firenze abbiamo potuto consolidare un servizio per chi vuole aiutare le persone in un momento di grande
solitudine e gli operatori che si trovano a gestire momenti di criticità non semplici.
Spero possa diventare presto un servizio attivo in tanti altri Comuni perché avere un incidente in una strada piuttosto che in un’altra non può essere motivo di un trattamento diverso”.

Foto sotto: Francesco Casini e Valentina Borgogni  

Landi Renzo: Mattarella visita il quartier generale

Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha visitato l’headquarter di Landi Renzo a Cavriago, in provincia di Reggio Emilia. Ad accoglierlo, Cristiano Musi e Stefano Landi, rispettivamente amministratore delegato e presidente della Società.

Cristiano Musi: “Siamo orgogliosi di questa visita, di cui ringraziamo il presidente Mattarella. È stato per noi un onore poter mostrare come operiamo lungo tutta la catena del valore della transizione energetica, sia nel campo della mobilità sostenibile, sia in quello delle infrastrutture per la compressione e distribuzione di gas naturale, biometano e idrogeno”.

Stefano Landi: “La visita del presidente Mattarella nel nostro stabilimento di Cavriago ci ha riempito di gioia. È qui che ha sede il quartier generale e uno dei nostri centri di Ricerca & Sviluppo più importanti, dove sviluppiamo soluzioni e tecnologie innovative funzionali alla decarbonizzazione, che commercializziamo in tutto il mondo”.

Toyota: piani green nel segno del pragmatismo

Toyota, leader da 25 anni nel campo dell’elettrificazione, ha illustrato nell’evento denominato “Let’s go Beyond”, che si è svolto nella sede di Roma, il suo approccio multitecnologico verso la transizione energetica e la completa neutralità delle emissioni di carbonio entro il 2040 in Europa.

Ne parliamo con Luigi Lucà, amministratore delegato di Toyota Motor Italia.

Chi vuole l’auto elettrica? Di sicuro chi non se ne intende

di Cristiano Donelli, Policy Advisor al Parlamento Europeo

Ho avuto l’opportunità di partecipare a Bruxelles al meeting annuale di ACEA, l’associazione europea dei produttori automobilistici, e all’interno di un piacevole evento si staglia la grande differenza e anche distanza forse insanabile tra chi legifera con la foga dell’ideologia e chi fa le cose per il bene delle aziende, dei lavoratori e di conseguenza delle persone che si spostano.


Una delle curiosità della serata era quella di vedere che faccia tosta avessero i rappresentanti della Commissione Europea per presentarsi, come da programma degli interventi, e provare ad arrampicarsi sugli specchi per giustificare il danno che stanno deliberatamente da anni facendo verso il settore automotive, nonché verso l’economia e verso la società in generale.

Sarebbe dovuto essere presente il pasdaran della rivoluzione green europeista che tutto travolge in nome della cieca ideologia, il vicepresidente delegato al “Green Deal” della Commissione Europea, Frans Timmermans, ma guarda caso ha fatto sapere che proprio in quel momento dell’intervento avrebbe dovuto improvvisamente incontrare il segretario generale della Nato, un altro bravo ragazzo con sede a Bruxelles con cui si intende per certo.

Hanno scelto allora per sostituirlo nell’improbo e vergognoso compito la figura di un “utile idiota” del suo gabinetto che usava il solito teatrale sgangherato entusiasmo e con un certo pelo sullo stomaco ha affermato che i produttori e i consumatori sono tutti determinati verso le emissioni zero, come se si mangiasse di quello, e vogliosi di arrivare alla mobilità del futuro tutta elettrica.

Non poteva mancare l’assurdità del momento che prova senza successo a placare l’ira del settore, uno dei più grandi in Europa: potete produrre ancora il motore termico ma non deve fare emissioni, dicono, avete capito bene il tenore dello sfottimento gratuito che mettono in campo, salvandosi dalla verdura sul palco solo perché al mondo c’è ancora tanta gente ben educata.

Per fortuna che ora a capo del settore automotive europeo c’è Luca De Meo, forse l’unico vero erede di Sergio Marchionne che come sempre fa va diretto al punto e così ha salutato i presenti per farsi capire bene: “La mia opinione è che non si debba progredire solo con normative su normative che blocchino i possibili sviluppi del nostro mondo, ma ci vuole piuttosto una visione di futuro lungimirante e sostenibile che coinvolga prima di tutto l’industria automotive. Bisogna ascoltare veramente chi se ne intende, in cambio si avrà una strategia chiara e onesta che punta al futuro ma allo stesso tempo sia realizzabile, possibilmente mantenendo fatturati e posti di lavoro di qualità in Europa.” Chapeau! Viva il motore a scoppio, l’auto elettrica compratela voi!

Rc Auto: a marzo +18% rispetto a 12 mesi fa

Ancora brutte notizie per gli automobilisti italiani; dopo il caro-mutui e l’aumento generalizzato dei prezzi dei beni di consumo, anche il rincaro dell’Rc auto iniziato quasi un anno e mezzo fa non stenta a rallentare tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it, in appena 12 mesi, il premio medio pagato in Italia per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 18% arrivando a 525,98 euro. Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 13.300.000 preventivi e relative quotazioni raccolti da Facile.it nel corso degli ultimi 12 mesi.

“Nell’ultimo anno i premi Rc auto hanno cominciato a salire in maniera graduale, ma costante”, spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. “Solamente sei mesi fa le tariffe erano il 13% più basse rispetto a quelle rilevate a marzo 2023. A causare gli aumenti è in primo luogo il costo crescente dei sinistri dovuto da un lato all’inflazione, dall’altro a riparazioni più onerose, sia per i pezzi di ricambio che per la manodopera”.

L’andamento regionale

Confrontando la tariffa media dell’Rc auto di marzo 2023 con quella rilevata a 12 mesi prima, emerge come l’incremento a doppia cifra sia stato rilevato in tutte le regioni italiane, seppur con valori differenti. A guidare la classifica dei rincari più consistenti è l’Abruzzo, dove lo scorso mese i premi sono saliti mediamente del 25,1% rispetto a marzo 2022. Seguono nella graduatoria, a pari merito, la Puglia e le Marche, regioni che hanno segnato un aumento della tariffa media pari al 24,4%. Sul gradino più basso del podio, invece, si posizionano Lazio e Friuli-Venezia Giulia, entrambe aree che, in appena 12 mesi, hanno registrato un incremento del 22,2%.

Campania sempre la più cara, FVG la più economica

Se si guarda ai valori assoluti, la Campania si conferma essere ancora una volta la maglia nera d’Italia; nella regione, lo scorso mese, per assicurare un veicolo a quattro ruote occorrevano, in media, 943,76 euro, vale a dire il 79,4% in più rispetto alla media nazionale. Segue sul podio delle aree più care della Penisola la Puglia, che con un premio medio di 613,22 euro guadagna una posizione rispetto ad un anno fa; scende, invece, all’ultimo gradino la Calabria (604,39 euro).

Analizzando la classifica dal lato opposto, è ancora una volta il Friuli-Venezia Giulia a guadagnarsi il titolo di area meno cara della Penisola; qui, a marzo 2023, occorrevano, in media, 370,23 euro per assicurare il proprio veicolo a quattro ruote. Seguono la Lombardia, che con una tariffa pari a 409,06 euro sale di una posizione rispetto a 12 mesi fa, e il Trentino-Alto Adige, dove il premio medio rilevato lo scorso mese era pari a 413,03 euro.

Garanzie accessorie

Considerando le garanzie accessorie scelte dagli automobilisti emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata ancora una volta l’assistenza stradale, scelta dal 42,7% dei guidatori. Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti italiani la tutela legale (21,6%), la garanzia infortuni conducente (16,5%) e la copertura furto e incendio (9,5%). A seguire la tabella con il premio medio registrato nelle regioni d’Italia a marzo 2023 e la variazione percentuale annuale.

UNEM: non c’è solo la “scossa” per decarbonizzare

Foto: Claudio Spinaci, presidente di UNEM

Con il pacchetto “Fit for 55” l’Unione Europea indica un percorso «obbligato» che decreta la fine dei motori endotermici a esclusivo beneficio della trazione elettrica, escludendo di fatto alternative altrettanto valide già disponibili, tra cui i biocarburanti e, più in generale, i Low Carbon Fuels (LCF). Ecco allora lo studio, presentato al recente #FORUMAutoMotive, “Decarbonizzare i trasporti. Più soluzioni per un obiettivo comune”, realizzato in collaborazione con il RIE di Bologna, sul contributo dei Low Carbon Fuel (LCF) nel processo di decarbonizzazione del trasporto leggero, che non passa necessariamente solo per l’elettrico.

Lo studio nasce con l’obiettivo di verificare l’esistenza di percorsi diversi rispetto a quello “full electric” indicato dalla UE, ovviamente coerenti con gli obiettivi di decarbonizzazione nel settore del trasporto leggero, approfondendo le potenzialità e il ruolo di questi nuovi carburanti a basso o nullo contenuto di carbonio, lo stato dell’arte delle tecnologie, le principali caratteristiche tecniche, logistiche ed economiche, i fattori abilitanti, la disponibilità di materie prime per la loro produzione, nonché le possibilità di sviluppo in relazione agli scenari energetici attesi per il 2030.

A tal fine, è stata condotta una dettagliata analisi delle opzioni percorribili con particolare riferimento alle diverse tipologie di Low Carbon Fuels (LCF) e sulla base di queste valutazioni lo studio propone uno scenario alternativo, ma non antitetico a quello adottato da RSE, in grado di raggiungere gli obiettivi ambientali del pacchetto «Fit for 55» ma con un maggior sviluppo dei LCF e una più realistica diffusione dei veicoli elettrici. Il confronto tra i due scenari rende evidente come l’uso di LCF in combinazione con la parziale elettrificazione del parco veicoli nel trasporto leggero su strada, concorra efficacemente alla riduzione delle emissioni rispetto ad uno scenario “full electric”.

Anzi, misurando le emissioni GHG lungo il ciclo di vita del veicolo e dei fuels e non solo allo scarico, i vantaggi tendono a essere maggiori al crescere della componente rinnovabile nei fuels dal momento che i cicli di produzione di un veicolo elettrico e delle batterie annullano il vantaggio di non avere emissioni allo scarico. È quanto peraltro emerge da una simulazione effettuata con un nuovo strumento interattivo messo a punto dal Concawe, denominato “Car CO2 Comparator2, realizzato per misurare e confrontare in modo interattivo le emissioni di gas serra nel ciclo di vita delle autovetture in base a diversi parametri: powertrains, fuel utilizzati, profilo di guida, intensità carbonica nella produzione di elettricità o di fuel, condizioni ambientali. I parametri, inseriti nel modello interattivo, modulabili in funzione del confronto scelto, derivano da analisi specifiche e dalla letteratura prevalente in materia.

Patrimonio d’Italia: le auto storiche sì, le auto vecchie no

di Angelo Sticchi Damiani, presidente di ACI

 

Stabilire, una volta per tutte, l’abissale differenza che c’è tra veicoli storici e veicoli vecchi è fondamentale. Solo così eviteremo che migliaia di auto o veicoli commerciali insicuri e fortemente inquinanti continuino ad affollare i centri storici delle nostre città, con effetti disastrosi sia dal punto di vista della sicurezza che dell’ambiente. È assurdo e incomprensibile sostenere, ad esempio, che furgoni come Scudo e Ducato o vecchi fuoristrada, che non presentano alcun interesse storico né collezionistico, possano ottenere certificazioni di rilevanza storica e aggirare, così, i divieti di accesso alle ZTL.

 

Secondo la “Lista di Salvaguardia”, realizzata e costantemente aggiornata da ACI Storico, sono oltre 2.400 su 5.600 – più del 43% – le auto di nessun pregio che, senza averne alcun diritto, si fregiano del titolo di veicoli di rilevanza storica. Tutte auto che incidono pesantemente in senso negativo su mobilità, sicurezza stradale e qualità dell’aria nella Capitale.

 

È palesemente falso, inoltre, sostenere che la “Lista di Salvaguardia”, l’unico strumento serio che distingue in modo oggettivo le auto storiche da quelle vecchie, privilegi le Ferrari. Chi lo dice non l’ha letta con attenzione, dal momento che i modelli Ferrari sono soltanto 19 su 1.107 e che rappresentano l’1,7% del totale dei modelli presenti nella Lista.

 

Se vogliamo davvero risolvere il problema una volta per tutte dobbiamo smettere di prenderci in giro e cominciare a ragionare e a comportarci da persone serie, accantonando interessi economici e mettendo al primo posto il bene della collettività, della sicurezza, della qualità di mobilità e ambiente e della cultura, senza aggrapparsi ad anacronistici ed antistorici monopoli.

Progetto MOve-In: LoJack al fianco dell’Emilia-Romagna

LoJack Italia, società leader nelle soluzioni telematiche per la mobilità e nel recupero dei veicoli rubati, è partner ufficiale del progetto MOve-In (MOnitoraggio dei VEicoli INquinanti) promosso dalla Regione Emilia Romagna. Il servizio, dopo le esperienze positive in Lombardia e Piemonte, è approdato nelle scorse settimane in una nuova Regione con l’obiettivo di continuare la sua opera di miglioramento della qualità dell’aria e di promozione di un modo di guidare più responsabile.

In Emilia-Romagna le limitazioni alla circolazione prendono in considerazione, a seconda delle differenti aree considerate, veicoli Diesel fino a Euro 4, benzina fino a Euro 2, GPL/metano fino a Euro 1 e motoveicoli fino a Euro 1. A ogni veicolo che aderisce viene assegnato un tetto massimo di km da percorrere annualmente sull’intero territorio dei comuni interessati dalle limitazioni alla circolazione previste dal Piano Aria Integrato Regionale (PAIR). Le soglie chilometriche assegnate a ciascun veicolo sono inversamente proporzionali al grado di inquinamento del veicolo stesso: ai veicoli più inquinanti vengono assegnati meno km e viceversa.

Aderendo a MOve-In, il veicolo non sarà più soggetto ai blocchi orari e giornalieri normalmente in vigore, ma sarà monitorato tramite un dispositivo installato a bordo da uno dei partner tecnologici, tra cui LoJack, che rileva i km percorsi su tutti i tipi di strade, tutti i giorni dell’anno, 24 ore su 24. Raggiunta la soglia di km assegnati, il veicolo non potrà più circolare nei territori dei comuni che adottano limitazioni alla circolazione.

Il cittadino può sempre verificare i km residui e l’eventuale superamento della soglia al sito dedicato, o tramite APP MoveIn per smartphone, disponibile sugli App Store iOS e Android. L’attivazione della App avviene tramite la scansione di un QR Code generato dalla web application. Il servizio prevede, inoltre, la possibilità di premiare modalità e stili di guida virtuosi, attribuendo chilometri aggiuntivi alla soglia annuale (“chilometri bonus”), qualora il dispositivo verifichi uno stile di guida “ecologico” determinato attraverso una serie di parametri, tra cui velocità e accelerazioni regolari.

“Prosegue la partnership virtuosa tra MOve-In e LoJack sul fronte della lotta alle emissioni inquinanti. Dopo le positive esperienze in Lombardia e Piemonte, siamo orgogliosi di dare il nostro contributo anche in Emilia-Romagna, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria, offrire condizioni eque di mobilità a tutti i cittadini, in particolare a quelli che, in questo momento, non hanno la possibilità di cambiare l’auto, e promuovere stili di guida sostenibili e responsabili dal punto di vista ambientale e della sicurezza stradale”, ha sottolineato Massimo Braga – Direttore Generale di LoJack Italia.