Davide Valsecchi: “Il futuro della F1 sarà la Formula E”

di Luca Talotta

Dici Davide Valsecchi e subito pensi alla Formula Uno su Sky Sport. Una delle voci giovani e nuove del palinsesto dell’emittente satellitare, da sempre ‘impallinato’ (parole sue…) di motori. L’abbiamo incontrato, cercando di capire da dove nasce questo percorso legato al mondo automotive e qual è la sua visione futura dello stesso.

Davide, com’è nata questa passione?

“Io sono sempre stato in fissa con i motori. Sono un classe 1987, avevo papà e i suoi amici che andavano a girare con i kart e io andavo a vederlo ogni tanto con mia madre. Un giorno mi hanno fatto provare, da lì è nato il mio amore per tutto quello che è un motore, mi piace subito qualsiasi cosa”.

La macchina più strana che ti è mai capitato di guidare?  

«Vivo in collina, ho avuto anche tante macchine scassate. Però, ricordo una macchina che da piccolino mi ha fatto sognare, quando facevamo le sfide sui prati e avevo una Marbella da rottamare. Avevo 13 anni ed è strano, se ci pensi, raccontare questo. Oggi i ragazzi di quell’età vanno e si fumano le canne, sono cambiati i tempi”.

Come stai vivendo il momento del mondo dell’automotive, con questa transizione verso l’elettrico?

“La vivo bene, anche se mi hanno venduto una cosa che non è quella che pensavo. Certo, in pochi anni diventerà tutto elettrico, ma ora? Ora non lo è. Comunque, se non vivi a Milano e ma in collina come me, non hai l’assillo della ricarica e funziona. Ma se vuoi andare al mare ti preoccupi perché se fai 300 km o hai un’elettrica delle più costose, o devi avere fortuna per le ricariche in autostrada. Di colonnine non ce ne sono ancora abbastanza”.


Hai un’auto elettrica?

“Ho una ibrida e ricarico di notte in garage, ma ho la fortuna di avere il garage. Al mattino la mia compagna può fare ciò che deve senza preoccupazioni. Però me l’hanno spacciato come se fosse il futuro. E poi mi rendo conto che cambiare la stazione di servizio dove mi fermo a far benzina per andare al mare in elettrico, non deve essere facile”.

Tu che giri tanto all’estero per lavoro, hai avuto modo di vedere come funziona fuori dall’Italia?

“Ci sono alcune città dove che ci sono tante, tante macchine elettriche. Bellissimo, ma a oggi non prevedo l’utilizzo per trasferimenti lunghi. Magari si inventano qualcosa di rivoluzionario, ma non mi è piaciuto il fatto che ce l’hanno passata come il futuro. Ecco, non siamo ancora organizzati per accogliere il futuro. Se non ammettiamo che ci sono dei problemi pratici…”.


E la Formula E?

“Macchinette che mi piacciono. Anche questo fatto di essere silenziosi lo considero un comfort poco replicabile. Però, ribadisco, abbiamo fatto un po’ troppo in fretta per le infrastrutture che abbiamo, questa è la mia sensazione”.


La futura Formula 1 sarà la Formula E?

“Per ora nel Motorsport tutto quello che è elettrico è di un livello bassissimo. Il futuro? Nel 2035 non si potranno più produrre auto a motore endotermico, quindi sì; il futuro della Formula 1 sarà per forza la Formula E”.

Non pensi ci potranno essere deroghe?

“Ma se noi tutti utilizzeremo macchine elettriche, non capisco perché lo sport, che è la massima espressione dell’automobilismo, debba rimanere alla preistoria con i motori che inquinano. Anche gli aeroplani saranno obbligati a inventarsi qualcosa, a diventare elettrici. Questa è la mia visione del mondo, ma magari una visione sbagliata. Però o tutto o niente, penso”.

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