Transpotec Logitec e NME riportano al centro del dibattito italiano un tema che spesso viene trattato solo in chiave emergenziale: il trasporto non è un servizio accessorio, ma una delle infrastrutture decisive per la tenuta economica del Paese. Dal 13 al 16 maggio, Fiera Milano ospiterà in contemporanea Transpotec Logitec, dedicata a logistica e autotrasporto, e NME-Next Mobility Exhibition, focalizzata sulla mobilità collettiva delle persone. Due manifestazioni distinte, ma sempre più legate da una visione comune: costruire un sistema dei trasporti più efficiente, sostenibile, competitivo e tecnologicamente avanzato.
Il dato di partenza è già significativo: oltre 500 espositori distribuiti su 6 padiglioni, con imprese, istituzioni, costruttori, operatori della filiera, associazioni e stakeholder chiamati a confrontarsi su un settore attraversato da trasformazioni profonde. La logistica deve misurarsi con tensioni geopolitiche, crisi energetiche, supply chain più fragili e nuove esigenze di resilienza. La mobilità collettiva, invece, è chiamata a rinnovare flotte, infrastrutture e servizi in un Paese dove l’auto privata continua ad avere un peso dominante negli spostamenti quotidiani.
Il trasporto come questione industriale
Il valore strategico della logistica non è più discutibile. In Italia il comparto rappresenta circa il 9% del PIL, mentre la sola contract logistics ha raggiunto nel 2025 un valore di 112,4 miliardi di euro secondo l’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” del Politecnico di Milano. Sono numeri che raccontano una trasformazione chiara: la logistica non è soltanto movimentazione di merci, ma una leva competitiva per imprese, distretti produttivi e territori.
In questo scenario la Lombardia conferma un ruolo centrale, concentrando il 22% del valore aggiunto del settore e il 18% delle imprese attive in Italia, con oltre 261.000 addetti. Milano, in particolare, diventa il baricentro di un ecosistema avanzato, dove trasporto, industria, commercio, distribuzione urbana e collegamenti internazionali si intrecciano in modo sempre più stretto.
Ed è proprio qui che Transpotec Logitec assume una funzione che va oltre la semplice esposizione fieristica. La manifestazione si propone come piattaforma di sistema, un luogo in cui il mercato può misurare concretamente le risposte disponibili: mezzi, carburanti, tecnologie digitali, soluzioni per la gestione delle flotte, componentistica, aftermarket, servizi e modelli organizzativi.
Neutralità tecnologica e rinnovo dei mezzi
Uno degli aspetti più rilevanti di Transpotec Logitec è la scelta di rappresentare il mercato nella sua complessità, senza ridurre la transizione a una sola soluzione. Il settore dell’autotrasporto vive infatti una fase delicata, nella quale sostenibilità e competitività devono procedere insieme. Per questo la manifestazione darà spazio alla neutralità tecnologica, con proposte che vanno dal diesel di ultima generazione al gas naturale, dall’elettrico ai biocarburanti, fino all’idrogeno.
È una scelta importante, perché difende una prospettiva realistica: la decarbonizzazione del trasporto merci non può essere affrontata con slogan o semplificazioni. Le imprese devono poter valutare tecnologie diverse in base a missioni operative, percorrenze, carichi, infrastrutture disponibili e sostenibilità economica degli investimenti. In un comparto fatto anche di piccole e medie imprese, la transizione deve essere accompagnata, non imposta senza strumenti adeguati.
La presenza dei principali costruttori europei di veicoli industriali, da DAF a Ford Trucks, da Iveco a MAN, da Mercedes-Benz Trucks a Renault Trucks, Scania e Volvo Trucks, conferma il peso della manifestazione. Accanto ai truck, ampio spazio sarà riservato a rimorchi, semirimorchi, allestimenti, veicoli commerciali leggeri e soluzioni per il trasporto a temperatura controllata, segmento sempre più importante per filiere sensibili come alimentare e farmaceutica.
La logistica non può fermarsi
La forza della logistica emerge soprattutto quando il contesto internazionale diventa instabile. Le tensioni lungo rotte strategiche, i conflitti, l’aumento dei costi del cargo aereo e la ridefinizione degli equilibri commerciali globali impongono alle filiere una capacità di adattamento molto più alta rispetto al passato. La continuità dei flussi non è più un elemento scontato: va progettata, protetta e resa resiliente.
Per questo l’area Logitec assume un ruolo centrale all’interno di Transpotec Logitec. Con oltre 100 aziende del settore, molte alla prima partecipazione, il progetto si presenta come un ecosistema dedicato a supply chain, distribuzione urbana, intermodalità, automazione e digitalizzazione. Qui il confronto non riguarda soltanto i mezzi, ma l’intera architettura del trasporto moderno: magazzini, nodi logistici, ultimo miglio, gestione dei dati, integrazione tra modalità diverse e rapporto tra committenza e operatori.
La logistica, in altre parole, diventa una questione di sistema. E il settore ha bisogno di luoghi in cui le sue criticità vengano affrontate non come problemi isolati, ma come parti di un’unica rete produttiva. È anche questo il valore di una manifestazione come Transpotec Logitec: dare visibilità a un comparto che lavora spesso lontano dai riflettori, ma che rende possibile la vita quotidiana di imprese e cittadini.
NME e la nuova mobilità collettiva
In parallelo, NME-Next Mobility Exhibition mette al centro il trasporto collettivo delle persone, un settore chiamato a una trasformazione altrettanto profonda. Il punto di partenza è noto: in Italia l’auto privata resta dominante, con 701 veicoli ogni 1.000 abitanti e una quota di spostamenti coperta dall’automobile stimata intorno al 60-65%, mentre il trasporto pubblico locale si ferma all’8-9%.
Questo dato non va letto contro l’auto, che resta uno strumento fondamentale di libertà individuale, soprattutto in un Paese con territori molto diversi tra loro e aree non sempre servite in modo adeguato. Ma indica una necessità chiara: rafforzare il trasporto collettivo dove può essere realmente competitivo, integrandolo con mobilità condivisa, servizi digitali e infrastrutture più efficienti.
NME nasce esattamente con questa funzione: mostrare come il trasporto pubblico e collettivo possa evolvere attraverso elettrificazione, digitalizzazione, bigliettazione elettronica, gestione avanzata dei dati, automazione, infrastrutture intelligenti e nuovi modelli di servizio. Tra i costruttori presenti figurano realtà come BYD, Irizar e-mobility, Iveco Bus, Karsan, MAN Truck & Bus Italia, Menarini, Solaris Bus & Coach e Yutong, con autobus elettrici di diversi segmenti e diverse anteprime.
Dall’elettrico al MaaS, il futuro passa dall’integrazione
La mobilità collettiva del futuro non sarà definita soltanto dal tipo di alimentazione dei mezzi. L’elettrico avrà un ruolo rilevante, ma il cambiamento passa anche da piattaforme digitali, manutenzione predittiva, gestione intelligente delle flotte e servizi più semplici da usare per il cittadino.
In questo senso, NME guarda alla mobilità come a un ecosistema. Trasporto pubblico, sharing mobility, mobilità dolce e Mobility as a Service possono integrarsi in un’unica esperienza di viaggio, rendendo più accessibili gli spostamenti urbani e interurbani. È una prospettiva che richiede investimenti, regole, competenze e una forte collaborazione tra industria e istituzioni.
Anche la guida autonoma rientra in questo orizzonte, soprattutto per applicazioni come navette di primo e ultimo miglio, servizi automatizzati in ambito urbano e soluzioni intermodali. Non si tratta di immaginare scenari futuristici scollegati dalla realtà, ma di capire quali tecnologie possano già oggi preparare una mobilità più efficiente, sicura e sostenibile.
Il nodo del lavoro: mancano autisti e competenze
Tra i temi più urgenti del palinsesto convegnistico c’è quello del lavoro. Transpotec Logitec e NME proporranno oltre 50 appuntamenti in quattro giorni, con un focus rilevante su politiche pubbliche, industria, filiere e competenze. La carenza di conducenti professionali è una delle criticità più serie: in Europa mancano già oltre 500.000 autisti, con il rischio di superare il milione di posti scoperti nei prossimi tre-cinque anni. In Italia il gap è stimato tra 20.000 e 25.000 conducenti, mentre nel trasporto pubblico di persone mancano circa 12.000 autisti.
È un problema che non può essere liquidato come semplice difficoltà di reclutamento. Dietro questi numeri ci sono il ricambio generazionale, l’attrattività delle professioni, la formazione tecnica, la qualità del lavoro, la sicurezza, la conciliazione dei tempi e la percezione sociale di mestieri essenziali ma spesso poco valorizzati.
Le iniziative dedicate agli studenti, alla formazione e all’inclusione vanno quindi nella direzione giusta. La transizione dei trasporti non sarà solo energetica o digitale: sarà anche umana. Senza nuove competenze e senza professionisti preparati, mezzi più evoluti e infrastrutture più moderne rischiano di non bastare.
Un settore da difendere, non da semplificareIl valore di Transpotec Logitec e NME sta anche nella capacità di restituire complessità a un settore spesso raccontato per contrapposizioni: elettrico contro termico, auto privata contro trasporto pubblico, sostenibilità contro competitività. La realtà è più articolata. Il sistema dei trasporti deve ridurre emissioni, aumentare efficienza, migliorare sicurezza e sostenere le imprese, ma senza perdere di vista la concretezza operativa.
Difendere il settore
Difendere il settore significa riconoscerne il peso industriale e sociale. Significa anche evitare che la transizione venga vissuta come una penalizzazione per chi lavora ogni giorno su strada, nei depositi, nei magazzini, nelle officine, nelle aziende di trasporto e nelle amministrazioni locali. Innovare è necessario, ma deve avvenire con strumenti adeguati, investimenti sostenibili e politiche pubbliche coerenti.
Fiera Milano, mettendo insieme merci e persone, logistica e mobilità collettiva, industria e istituzioni, propone una lettura utile: il futuro dei trasporti non si costruisce per compartimenti stagni. Si costruisce collegando filiere, tecnologie, competenze e territori. Ed è proprio da questa integrazione che può nascere un modello più solido, capace di accompagnare il Paese nelle sfide dei prossimi anni.
Foto da ufficio stampa Transpotec