Ferrari Luce, prima elettrica del Cavallino: 1.040 CV e design di rottura

Ferrari Luce, prima elettrica del Cavallino: 1.040 CV e design di rottura
di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)
Ferrari è ufficialmente entrata nell’era dell’elettrico, un passo storico quello compiuto dal Cavallino Rampante che fa ha alzato il velo dalla sua prima vettura a batteria: Luce. Il nuovo e attesissimo modello della Casa di Maranello ha spaccato l’opinione pubblica sin dal momento del debutto, con la Ferrari Luce finita al centro di infinite discussioni, dando vita a un acceso dibattito online tra appassionati e addetti ai lavori che ha visto contrapporsi i “critici” che ritengono il suo design eccessivamente lontano dalla tradizione Ferrari e i “sostenitori” che enfatizzano invece il valore innovativo
di una vettura che rompe radicalmente con il passato e che come tale si spinge molto in là in termini di audacia stilistica.
Design slegato dalla tradizione Ferrari
La Ferrari Luce, che ha un prezzo di partenza fissato a 550.000 euro e sarà consegnata ai primi clienti a partire da fine 2026, si è presentata con un design decisamente particolare. Adottando le proporzioni di una berlina quattro porte, con un abitacolo che si configura con cinque posti reali, la Ferrari Luce ha un’estetica frutto del lavoro del collettivo statunitense LoveFrom, guidato dai celebri designer Jony Ive e Marc Newson, noti per il loro passato in Apple.
Capsula a goccia e fari “invisibili”
La Ferrari Luce ha una silhouette che evoca una capsula aerodinamica a forma di goccia, caratterizzata da una cellula di vetro superiore distinta visivamente dalla carrozzeria. Tra gli elementi caratterizzanti della vettura ci sono senza dubbio i gruppi ottici anteriori che sono integrati direttamente nella carrozzeria, diventando di fatto invisibili quando l’auto è spenta, per rivelarsi non appena si accende la vettura. Nel profilo della Luce spiccano anche i cerchi delle ruote da 23 pollici all’anteriore e da 24 pollici al posteriore, i più grandi che siano mai stati montati su una Ferrari stradale.
Dentro dominano i tasti fisici e la pulizia stilistica
Se il design esterno della Ferrari Luce osa, ancor di più lo fa quello interno con abitacolo dallo stile minimale e con un approccio purista che combina materiali nobili come il vetro Corning Gorilla e l’alluminio lavorato a controllo numerico. Sulla Ferrari Luce non ci sono mega-schermi touch moderni, ma un forte presenza di pulsanti e selettori fisici, molti dei quali in alluminio, che esaltano il feedback analogico. L’infotainment prevede invece un display centrale che, tramite una maniglia, può essere inclinato e orientato fisicamente verso il guidatore o il passeggero.
Quattro motori elettrici per 1.040 CV, autonomia di 530 km
Realizzata su una nuova piattaforma, con architettura elettrica a 800 V, sviluppata internamente a Maranello, la Ferrati Luce è spinta da un powertrain composto da quattro motori elettrici indipendenti, uno per ruota, in grado di erogare una potenza complessiva di 1.040 CV e una coppia massima di 990 Nm, per offrire prestazioni all’altezza di una supercar del Cavallino: accelerazione da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi e velocità massima di 310 km/h. Ad alimentare i quattro motori elettrici della Ferrari Luce c’è un pacco batteria da 122 kWh che supporta la ricarica rapida con un picco di potenza fino a 350 kW e garantisce un’autonomia massima dichiarata di 530 chilometri.

Oltre a sfruttare le quattro ruote sterzanti e il sistema Torque Shift Engagement regolabile tramite palette al volante che consente di modulare manualmente i livelli di coppia e freno motore, la Ferrari Luce accentua il coinvolgimento di guida anche proponendo una innovativa sonorità con un suono sintetico realizzato attraverso degli speciali accelerometri posizionati sugli assali che catturano le reali vibrazioni meccaniche degli ingranaggi in movimento, amplificandole dentro e fuori la vettura, seguendo un po’ la stessa logica che avviene con le chitarre elettriche per far “suonare” la Ferrari Luce come ci si aspetta da ogni vettura di Maranello.

 
FotodaufficiostampaFerrari


Caro carburante e soluzioni innovative: ecco il nano additivo per gasolio

Caro carburante e soluzioni innovative: ecco il nano additivo per gasolio

Il costo del carburante rappresenta oggi una delle principali criticità per il settore dell’autotrasporto. Le imprese sono così costrette a ripensare modelli operativi e strategie di gestione, allo scopo di garantire sostenibilità e competitività. Una dinamica che incide sulla capacità economica delle aziende, rendendo sempre più necessario il ricorso a soluzioni efficienti e innovative. Il nano additivo per gasolio, ad esempio, consente di ottenere una riduzione dei consumi fino al 25%, migliorando l’efficienza dei mezzi, senza richiedere modifiche tecniche o investimenti strutturali.

La proposta, illustrata a Roma, presso il Montecitorio Meeting Centre, durante il convegno “Bromance Diesel Revolution: scenari e soluzioni per la riduzione del costo carburante”, arriva da Bromance Srl, una realtà specializzata nell’ingegneria di nanotecnologie applicate, dedicate alla protezione dei materiali, all’efficienza energetica e al miglioramento delle prestazioni nei contesti più esigenti.

 

Confronto aperto per soluzioni innovative

L’iniziativa è stata l’occasione per avviare un confronto diretto tra le imprese, le associazioni di categoria e gli stakeholder istituzionali, con l’obiettivo di favorire l’adozione di soluzioni innovative in grado di rendere il settore più competitivo, efficiente, produttivo e sostenibile.

Fornire, pertanto, agli operatori dell’autotrasporto una soluzione concreta e immediatamente applicabile, al fine di ridurre in modo significativo i costi legati al carburante, oggi tra le principali voci di spesa del settore. Nello specifico, l’additivo CETABOOST BoostENgreen contiene nanoparticelle inorganiche aventi dimensioni dell’ordine di 15-20 nm, unitamente ad agenti antialga, ottimizzando anche la compatibilità con l’eventuale utilizzo di carburanti bio.

 

Carburante e nanoparticelle

La funzione delle nanoparticelle è quella di fungere da catalizzatore nella reazione di combustione del carburante, senza quindi partecipare alla reazione stessa, ma solamente agevolandola, grazie alle loro caratteristiche, come l’elevata superficie, gli atomi di ossigeno assorbiti alla superficie, la stabilizzazione del rapporto aria/carburante.

Esse trasformano il carburante in un “nanofluido”, migliorando, di conseguenza, le proprietà termiche e la combustione, riducendo il tempo di iniezione. In tali modi vengono mantenuti puliti gli iniettori, limitando la formazione dei residui carboniosi. Da considerare, inoltre, che le nanoparticelle non contengono metalli pesanti e non creano sedimenti.

Con questa iniziativa, Bromance, in un contesto di forte pressione sui margini e di crescente attenzione ai temi della sostenibilità, presenta una tecnologia già pronta all’uso, capace di generare nell’immediato dei benefici economici tangibili e significativi.

 

Salvatore Deidda, Presidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera: “È un progetto positivo, in linea con la direzione che il Governo sta portando avanti in Europa: quella della pluralità tecnologica, definizione più corretta rispetto a neutralità tecnologica. L’iniziativa risponde anche alle esigenze delle raffinerie impegnate in percorsi di riconversione per rendere più sostenibile l’utilizzo delle fonti fossili e ridurne l’impatto ambientale. Per questo motivo è un progetto che va sostenuto e incentivato. All’Europa chiediamo meno demagogia e più atti concreti per accompagnare la transizione tecnologica ed energetica. Serve una visione di lungo periodo, capace di favorire sviluppo, competitività e occupazione. È fondamentale, quindi, investire nella ricerca e nell’innovazione per aiutare il mercato a ridurre progressivamente il costo dei carburanti e rendere le nuove soluzioni accessibili a cittadini e imprese”.

 

Alberto Gusmeroli, Presidente della Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera: “L’aumento dei costi energetici si riflette inevitabilmente sui prezzi, alimentando l’inflazione e creando scenari economici negativi, con ripercussioni dirette sulle famiglie e conseguenti interventi della BCE. La scelta di puntare esclusivamente sull’elettrico, a mio avviso, è sbagliata perché trascura scenari eccezionali come quelli che stiamo vivendo e ha finito per ridurre gli investimenti nella ricerca rispetto a carburanti tradizionali più efficienti e meno inquinanti. Sul fronte del risparmio energetico servono più ricerca e informazione, non solo nei trasporti ma anche nei consumi domestici. In questa direzione, va anche la norma approvata sul ricambio degli elettrodomestici, pensata per ridurre consumi, inquinamento e sostenere, al tempo stesso, la filiera produttiva. Ricerca, innovazione e risparmio energetico sono temi imprescindibili. Le scelte europee dovrebbero orientarsi verso un mix di tecnologie e soluzioni, senza limitarsi esclusivamente all’elettrico”.

 

Carlo Russo, Direttore Generale Bromance: “Oggi il costo del carburante rappresenta una delle principali sfide per il settore dell’autotrasporto, con un impatto diretto sulla competitività delle imprese. Per questo abbiamo sviluppato una soluzione concreta e immediatamente applicabile: una nanotecnologia per carburanti capace di migliorare l’efficienza del motore, ridurre i consumi fino al 25% medio e contribuire a una mobilità più sostenibile. Le nostre tecnologie sono pensate per supportare il trasporto terrestre, marittimo e aereo nel percorso verso maggiore efficienza e minori emissioni”.

 

Dario Salvini, Amministratore Delegato Bromance: “La transizione verso una mobilità più efficiente e sostenibile richiede soluzioni concrete, applicabili da subito. La nostra tecnologia nasce con questa visione: ridurre consumi ed emissioni senza imporre cambiamenti radicali alle infrastrutture esistenti. Oggi innovare significa assumersi una responsabilità verso il futuro del settore”.

 

Marcello Di Caterina, Direttore Generale e Vice Presidente di ALIS: “ALIS è un’associazione di riferimento per l’intero comparto della logistica, del trasporto e dei servizi alle imprese in Italia e in Europa. Le nostre aziende stanno affrontando una fase di estrema complessità, aggravata dall’aumento significativo dei costi energetici e dei carburanti con ricadute lungo l’intera catena logistica e sui prezzi finali per i cittadini. Accogliamo con favore proposte come l’iniziativa di Bromance per la riduzione dei consumi, in linea con le nostre richieste, finalizzate a garantire la continuità operativa e finanziaria delle imprese, nonché la stabilità e l’efficienza alle filiere logistiche nazionali ed europee. Per superare questo periodo di crisi globale, senza rinunciare agli obiettivi di sostenibilità e ai livelli di competitività raggiunti, è necessario poter contare su soluzioni concrete e immediatamente fruibili dalle imprese per l’intero Paese”.

 


Foto da ufficio stampa Bromance Diesel

Sbloccato il DPCM automotive: sostegno per investimenti, a luglio nuove risorse

Sbloccato il DPCM automotive: sostegno per investimenti, a luglio nuove risorse

di Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy

 
Via libera al DPCM “Automotive” con risorse pari a 1 miliardo 343 milioni di euro destinati al sostegno delle imprese della filiera per investimenti produttivi, ricerca, sviluppo e innovazione. Previsti anche incentivi mirati per la mobilità sostenibile e il rinnovo del parco circolante dei veicoli commerciali. Una grande spinta alla ricerca e all’innovazione nelle nuove tecnologie della mobilità e, quindi, agli investimenti produttivi, per affrontare la transizione industriale ed energetica nel momento decisivo in cui le case automobilistiche rivedono i loro piani industriali per rispondere meglio alla sfida del mercato e alla concorrenza asiatica. Risorse specifiche per il settore, che si aggiungono a quelle già destinate al Piano Transizione 5.0, che ha una dotazione triennale di 9,8 miliardi di euro per l’innovazione digitale e l’efficientamento energetico del sistema industriale”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, d’intesa con il Mef e gli altri ministeri concertanti, Mase e Mit.

Abbiamo inoltre raggiunto l’intesa di ripristinare, già nel prossimo mese di luglio, le risorse pari a 251 milioni di euro che sono state destinate, per esigenze di bilancio, alla copertura del decreto-legge per contrastare il caro carburanti e a sostegno delle imprese dell’autotrasporto. “Le nuove risorse, già individuate, si aggiungeranno, quindi, a quanto già destinato al comparto con questo provvedimento, aumentando l’importo complessivo.

L’obiettivo è sostenere la transizione, con uno sforzo aggiuntivo a beneficio di un settore che si trova ad affrontare la sfida più difficile, rafforzando il ruolo dell’Italia nel cuore dell’industria europea dell’auto, mentre siamo impegnati in UE a guidare il “fronte delle riforme”, con la revisione del Regolamento CO2 sulle auto e con l’Industrial Accelerator Act, che introduce finalmente il principio del Made in Europe”.

In particolare, con questo DPCM, oltre il 70% delle risorse sarà destinato ad Accordi per l’innovazione, rivolti a progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, Contratti di sviluppo e Mini Contratti di sviluppo, nuovo strumento più compatibile con gli investimenti delle PMI dell’automotive.

Un piano strutturale che avrà l’obiettivo di sostenere la trasformazione della filiera, dalla componentistica ai nuovi sistemi di mobilità, fino alle tecnologie più avanzate per veicoli sostenibili, connessi, autonomi e sicuri. È la linea che abbiamo indicato fin dall’inizio, spostando l’asse dai sussidi al mercato al sostegno agli investimenti delle imprese, con strumenti mirati a sviluppo, ricerca, innovazione, riconversione produttiva e crescita industriale.

 

Foto da ufficio stampa Min. Urso

Sicurezza stradale: DEKRA forma i tecnici del futuro

Sicurezza stradale: DEKRA forma i tecnici del futuro

La sicurezza stradale passa anche dalla formazione tecnica. DEKRA Italia ha proseguito a Lodi il progetto “Safe Secure Sustainable”, iniziativa dedicata agli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “A. Volta” e pensata per avvicinare le nuove generazioni ai temi della mobilità sicura, sostenibile e responsabile.

Il percorso, giunto al secondo anno, ha coinvolto complessivamente 125 studenti e si è sviluppato in due momenti: una prima parte teorica, dedicata alla cultura della sicurezza e della mobilità sostenibile, e una fase pratica presso il centro di revisione DEKRA di Lodi.

 

La formazione entra nel centro di revisione

Nelle giornate del 22 e 23 aprile, circa 50 studenti delle classi quarte hanno partecipato ai moduli pratici organizzati nel centro DEKRA. Le attività si sono svolte in sessioni mattutine e pomeridiane, permettendo ai ragazzi di osservare da vicino le diverse fasi della revisione di un veicolo.

Non si tratta soltanto di mostrare una procedura tecnica, ma di far comprendere quanto il controllo dei mezzi sia parte integrante della prevenzione degli incidenti. In un settore spesso raccontato solo attraverso vincoli, costi e obblighi normativi, iniziative come questa ricordano invece il valore concreto della professionalità: ogni verifica corretta contribuisce a rendere la strada più sicura.

Al termine del percorso, agli studenti è stato rilasciato un attestato di partecipazione per 5 ore formative, di cui 3 teoriche e 2 pratiche, valide nell’ambito dei PCTO.

 

DEKRA Italia ente accreditato in Lombardia

Il progetto si rafforza anche grazie all’accreditamento ottenuto da DEKRA Italia presso la Regione Lombardia per l’erogazione di corsi di formazione. Con il numero di iscrizione 1543 del 20 marzo 2026, l’azienda entra ufficialmente tra gli enti riconosciuti dalla Regione.

È un passaggio significativo perché consolida il ruolo di DEKRA non solo come realtà attiva nelle ispezioni, nelle verifiche di conformità e nelle certificazioni, ma anche come soggetto impegnato nella crescita delle competenze professionali legate alla mobilità.

L’ente di formazione sarà coordinato da Gianluigi Bertola, direttore, e da Angela Vultaggio, responsabile della progettazione dei corsi. La proposta formativa potrà contare su professionisti specializzati, già impegnati nel supporto tecnico e normativo dei 700 centri di revisione affiliati e nella gestione delle principali problematiche operative del settore.

 

Un investimento sulla cultura della sicurezza

Per Toni Purcaro, presidente DEKRA Italia, «grazie al riconoscimento da parte della Regione Lombardia potremo continuare a proporre percorsi formativi strutturati e certificati, progettati per supportare lo sviluppo di competenze tecniche e professionali nel settore della revisione e non solo».

Purcaro ha poi sottolineato il valore strategico della formazione: «Formare le future generazioni di tecnici non è soltanto una necessità operativa, ma rappresenta anche un investimento per garantire la continuità e l’evoluzione del settore».

Il punto centrale è proprio questo: la mobilità sicura non nasce solo dalle tecnologie installate sui veicoli, ma anche dalla preparazione di chi quei veicoli li controlla, li verifica e ne certifica l’efficienza. In una fase in cui l’automotive cambia rapidamente, tra elettrificazione, digitalizzazione e normative sempre più complesse, servono competenze solide e aggiornate.

 

Perché il settore ha bisogno di giovani tecnici

Il progetto di DEKRA evidenzia un tema spesso sottovalutato: il futuro dell’automotive passa anche dalla disponibilità di nuove figure tecniche. La transizione della mobilità non può essere affrontata solo con nuovi modelli e nuove infrastrutture, ma richiede persone formate, capaci di leggere l’evoluzione dei veicoli e di garantire standard elevati di controllo.

Per questo iniziative rivolte alle scuole assumono un valore che va oltre l’orientamento professionale.Avvicinare gli studenti alla revisione, alla sicurezza e alla responsabilità tecnica significa costruire una filiera più consapevole, in cui il sapere pratico non venga disperso ma trasmesso.

In questo senso, “Safe Secure Sustainable” rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra scuola, impresa e territorio. Un modello utile per rafforzare la cultura della sicurezza stradale e, allo stesso tempo, per dare dignità a professioni tecniche indispensabili per il funzionamento del sistema della mobilità.

 

 

Piano Stellantis: passo avanti, ma servono risposte per tutti i siti

Piano Stellantis: passo avanti, ma servono risposte per tutti i siti
di Ferdinando Uliano, segretario generale FIM-CISL
 
Il piano di Stellantis presentato dal CEO Antonio Filosa rappresenta un passo avanti rispetto a una situazione di forte difficoltà, caratterizzata da calo dei volumi e delle produzioni, con conseguenti ricadute negative sull’occupazione, tra riduzioni produttive e ricorso alla cassa integrazione. E importante la decisione di non chiudere plant in Europa e abbiamo apprezzato alcune scelte volte a rafforzare le missioni produttive degli stabilimenti italiani, attraverso conferme e nuovi lanci industriali: Pomigliano con il progetto E-Car, Melfi con la nuova C-SUV Alfa Romeo e Atessa con il lancio produttivo della nuova generazione di LCV Large Van.
 
Ribadiamo però la necessità di risposte concrete per tutte le realtà di Stellantis nel nostro Paese, in particolare per Cassino e Termoli. Per Cassino servono assegnazioni produttive e nuovi investimenti. Abbiamo preso atto della volontà del gruppo Stellantis di garantire continuità al plant e del lavoro in corso su nuove partnership, non ancora finalizzate, per rafforzarne la missione produttiva. Tuttavia, riteniamo non più rinviabili decisioni che portino a una soluzione concreta e di prospettiva positiva per uno stabilimento che, dall’inizio dell’anno, ha lavorato soltanto 19 giorni.
Nel prossimo incontro dedicato all’Italia, che si terrà a breve con il Gruppo, ci aspettiamo risposte precise e concrete. In caso contrario, daremo seguito agli impegni assunti con i lavoratori durante l’ultima manifestazione di Cassino, promuovendo ulteriori iniziative. Riteniamo importante che si adottino scelte su Termoli con nuove assegnazioni di future produzioni e assemblaggio di batterie.
 
Come è fondamentale su Mirafiori rafforzare l’attuale offerta produttiva. È necessario poi comprendere la tempistica dei due modelli Maserati con due nuovi modelli di segmento E, che verranno presentati a dicembre, e quali effetti potrebbero esserci sugli stabilimenti di Cassino e Modena dove oggi si producono i modelli del Tridente. È inoltre fondamentale rafforzare la strategia sui brand di Alfa Romeo e Maserati.
Abbiamo inoltre già convenuto con Stellantis che, nei prossimi giorni, si terrà un incontro specifico per l’Italia con il responsabile di Stellantis Europa, Emanuele Cappellano, e con le organizzazioni sindacali. In quella sede analizzeremo nel dettaglio le ricadute del piano sui singoli stabilimenti e sugli enti, per verificare che le scelte adottate confermino la centralità dell’Italia nel gruppo e garantiscano la salvaguardia delle attività produttive e delle altre funzioni aziendali, senza ripercussioni negative sull’occupazione.
 
È necessario approfondire le linee strategiche del piano, dei brand, l’entità degli investimenti e la loro articolazione – infrastrutture, ricerca e sviluppo, nuove piattaforme e modelli, formazione – così come i tempi di realizzazione, le stime dei volumi produttivi e gli effetti occupazionali. Occorre inoltre valutare attentamente le ricadute sulla ricerca, sullo sviluppo e sull’intero indotto del nostro Paese, prevedendo momenti di verifica con le organizzazioni sindacali.
Rimane aperta la necessità che il Governo faccia la propria parte, sia nel confronto europeo sia nelle politiche industriali nazionali. È necessario cambiare l’attuale politica industriale per il settore automotive; occorre invece adottare misure concrete a sostegno del comparto.Servono investimenti, ammortizzatori sociali, una riduzione del costo dell’energia e una revisione degli strumenti di sostegno che preveda maggiori risorse alle imprese dell’indotto e della componentistica.
 
 
FotodaufficiostampaFIM-CISL


Ferrari HC25: la nuova roadster in esemplare unico

Ferrari HC25: la nuova roadster in esemplare unico

di Gaetano Scavuzzo (Motorionline) 

 

Ogni creazione di Ferrari è un’opera d’arte e lo è ancora di più quanto si tratta di una One-Off del programma Progetti Speciali che rappresenta il massimo livello di personalizzazione della Casa di Maranello.

Una regola che viene confermata anche dalla Ferrari HC25, la nuova supercar in esemplare unico che va ad arricchire il gotha della Ferrari uniche al mondo, nel senso letterale, visto che parliamo di un’auto realizzata “su misura”, secondo le richieste del facoltoso cliente che l’ha commissionata, da parte del Ferrari Design Studio diretto da Flavio Manzoni. 

 

Su base F8 Spider, con motore V8 biturbo da 720 CV

Svelata in anteprima nei giorni scorsi al Ferrari Racing Days, sul tracciato del Circuit of the Americas, a Austin, in Texas, la Ferrari HC25 nasce sulla base tecnica della Ferrari F8 Spider, da cui eredita telaio, impostazione e il celebre motore V8 biturbo centrale-posteriore che mantiene la sua natura più tradizionale e autentica, non prevedendo alcun tipo di elettrificazione.

Il propulsore da 3.9 litri sviluppa ben 720 CV di potenza e 770 Nm di coppia massima, permettendo alla HC25 di sfrecciare da 0 a 100 km/h in 2,9 secondi e di raggiungere una velocità massima di 340 km/h. 

 

Un ponte tra le V8 del passato e il nuovo design Ferrari

La Ferrari HC25, frutto di un progetto che rappresenta molto più di una semplice evoluzione della F8 Spider, è stata concepita con l’intento di reinterpretare in chiave futuristica il linguaggio stilistico delle spider del Cavallino a motore centrale-posteriore, creando un ideale ponte tra il passato delle iconiche V8 di Maranello e il nuovo corso stilistico inaugurato da modelli come Ferrari F80 e Ferrari 12Cilindri. 

 

Linee muscolose, look bicolore e proiettori inediti

Il design della nuova one-off di Ferrari è caratterizzato da superfici pure e muscolose, con linee geometriche scolpite e passaruota allargati che esaltano la postura aggressiva della supercar. Uno degli elementi stilistici più caratterizzanti è la fascia centrale nera lucida che attraversa la carrozzeria in tinta Moonlight Grey opaca, creando un contrasto visivo di grande impatto e integrando le principali funzioni aerodinamiche e di raffreddamento del motore. 

Anche i gruppi ottici della Ferrari HC25 sono stata sviluppati appositamente per lei, con DRL verticali a boomerang che rappresentano un inedito assoluto, non essendo mai stati adottati su una Ferrari. Gli interni della HC25 riprendono la combinazione cromatica tra grigio e giallo, impreziosita da materiali tecnici e dettagli esclusivi pensati per enfatizzare il carattere sartoriale della vettura. 

Così come le altre one-off della serie Progetti Speciali del Cavallino, anche la Ferrari HC25 è stata costruita attraverso un processo che ha coinvolto direttamente il cliente-committente in ogni fase del suo sviluppo, che ha così partecipato passo dopo passo alla creazione della sua Ferrari “irripetibile”.

 


Ferrari HC25 – Foto da ufficio stampa Ferrari

Autotrasporto: bene l’intervento del Governo, istanza accolte

Autotrasporto: bene l'intervento del Governo, istanza accolte
di Marcello Di Caterina, direttore generale e vicepresidente di ALIS
 
ALIS accoglie con favore le decisioni assunte dal Governo, che rappresentano risposte importanti e attese da tempo dal settore dell’autotrasporto. In particolare, il rafforzamento del credito d’imposta sui carburanti va nella stessa direzione delle proposte che abbiamo formalmente sottoposto nelle scorse settimane attraverso un documento scritto inviato all’attenzione del Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.
 
Da tempo sosteniamo la necessità di interventi rapidi e realmente efficaci per aiutare le imprese a fronteggiare gli effetti dell’instabilità internazionale e dell’aumento dei costi energetici.Gli esiti dell’incontro rappresentano quindi un passo concreto verso misure che il comparto attendeva e che possono contribuire a tutelare competitività, continuità operativa e occupazione.
 
 

Foto da ufficio stampa ALIS

EuRaid 2026: tour concluso nel segno del Biscione

EuRaid 2026: tour concluso nel segno del Biscione
EuRaid 2026: quinta e ultima tappa.
Con la visita al bellissimo Museo Michelin di Clermond Ferrand, si concludono gli appuntamenti della sesta edizione del raid di Associazione CinemAlfa prima del rientro per l’evento conclusivo del viaggio.
 
Il raid di CinemAlfa – dice Ivan Scelsa, presidente del club non è solo un tour, occorre spirito di condivisione, sacrificio e adattamento.
Con le nostre Alfa Romeo d’epoca, abbiamo percorso 3.300 chilometri in soli cinque giorni, impegnando le vetture e lo spirito, quello di un gruppo sempre unito, anche nella stanchezza”.
 
“A loro, a tutti i partecipanti, il mio sincero ringraziamento per questi giorni insieme, un giusto tributo che condivido anche a nome del Vice Presidente e dello staff che ha collaborato alla buona riuscita organizzativa”.
“Un doveroso ‘grazie’ anche ai partner mediatici e agli sponsor della raid, sempre presenti a supportare le iniziative proposte. Adesso, dopo qualche giorno di pausa, sarà già tempo di proseguire con l’impegno associativo per l’ormai prossimo inizio delle riprese di una importante pellicola cinematografica che vedrà tanti dei nostri soci sul set a Torino e Milano”.
 

EuRaid 2026: si taglia il traguardo di Le Mans

EuRaid 2026: si taglia il traguardo di Le Mans
EuRaid 2026, quarto giorno. L’arrivo a Circuite de la Sarthe di Le Mans porta con se tante aspettative, solo in parte disattese dai fervidi lavori di ammodernamento e allestimento per l’ormai imminente gara di inizio giugno che impediscono di godere a pieno della maestosità del Circuito.

Molti ricorderanno il disastro di Le Mans, quello annoverato come uno dei più gravi incidenti automobilistici della storia, avvenuto l’11 giugno 1955 sul Circuit de la Sarthe durante la 24 Ore. Il bilancio fu di 84 morti e 120 feriti.
 
Ma oltre questo tragico episodio, l’occasione è stata propizia per qualche scatto fotografico e per l’incontro con alcuni appassionati Alfisti locali, oltre che per una passeggiata in centro storico a caccia di gadget a tema.
 

A seguire, il trasferimento a Clermond Ferrand, percorrendo altri 450 chilometri con le nostre ALFA ROMEO, con arrivo previsto per ora di cena.

 

L’Italia e il bene automotive: produrre la parola d’ordine

L’Italia e il bene automotive: produrre la parola d’ordine

di Mario Verna, manager automotive

È importante che si continui, in un modo o nell’altro, a produrre in Italia.
Non è un tema “sentimentale”, non è solo “amarcord”.

Produrre è l’alimento dell’economia, delle persone che lavorano nelle mense, delle imprese di pulizia, di giardinaggio, di trasportatori e di tutta una galassia di fornitori che, per le auto, hanno rappresentato l’ossatura di un sistema territoriale.

E poi, significa mantenere viva la fiamma dell’innovazione, quello che caratterizza e sviluppa conoscenza e crescita.

E poi, serve a solidificare il potere di spesa delle famiglie, a rinforzarne la fiducia del futuro, quindi, banalmente a sostenere la domanda.
Il tema è di tutti: non esiste commercio senza produzione di ricchezza.

Di questi giorni, per esempio, la bella notizia dell’aggiudicazione della gara internazionale per Speedline, storica azienda italiana specializzata nella produzione di cerchi in lega di alta gamma, da parte di SIGIT Group, gruppo italiano con sede a Torino attivo nella progettazione e produzione di componenti in materiale termoplastico, gomma e alluminio per il settore automotive.

Cambiare è necessario, scomparire pericoloso.