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L’Italia e il bene automotive: produrre la parola d’ordine

Scenario automotive europeo: cresce la pressione su prezzi e margini

di Mario Verna, manager automotive

È importante che si continui, in un modo o nell’altro, a produrre in Italia.
Non è un tema “sentimentale”, non è solo “amarcord”.

Produrre è l’alimento dell’economia, delle persone che lavorano nelle mense, delle imprese di pulizia, di giardinaggio, di trasportatori e di tutta una galassia di fornitori che, per le auto, hanno rappresentato l’ossatura di un sistema territoriale.

E poi, significa mantenere viva la fiamma dell’innovazione, quello che caratterizza e sviluppa conoscenza e crescita.

E poi, serve a solidificare il potere di spesa delle famiglie, a rinforzarne la fiducia del futuro, quindi, banalmente a sostenere la domanda.
Il tema è di tutti: non esiste commercio senza produzione di ricchezza.

Di questi giorni, per esempio, la bella notizia dell’aggiudicazione della gara internazionale per Speedline, storica azienda italiana specializzata nella produzione di cerchi in lega di alta gamma, da parte di SIGIT Group, gruppo italiano con sede a Torino attivo nella progettazione e produzione di componenti in materiale termoplastico, gomma e alluminio per il settore automotive.

Cambiare è necessario, scomparire pericoloso.