Auto Euro 7: da novembre 2026 nuove tecnologie e rincari

Auto Euro 7: da novembre 2026 nuove tecnologie e rincari

di Emidio Paci (tuttoautomotive.it, personal car shopper)

 

Il panorama automobilistico europeo si appresta a vivere una delle trasformazioni più profonde della sua storia. Non si tratta solo di una riduzione delle emissioni allo scarico, ma di un cambio di paradigma che ridefinisce cosa significa “costruire un’automobile”. La normativa Auto Euro 7 è ormai alle porte e, se da un lato promette un’aria più pulita, dall’altro solleva interrogativi critici sull’accessibilità economica alla mobilità per il cittadino medio.

In questo articolo esploreremo le date chiave della transizione, le tecnologie che vedremo a bordo e perché questa normativa potrebbe spingere definitivamente i consumatori verso il mercato dell’usato.

Il Regolamento Euro 7 (2024/1257) riscrive le regole del gioco con tre pilastri fondamentali. Test estremi: le prove di guida ora includono altitudini elevate, temperature afose e stress meccanici a freddo. Giro di vite sui Diesel: il limite di NOx scende a 60 mg/km, uniformando il trattamento tra gasolio e benzina. Inquinamento “meccanico”: per la prima volta si colpiscono le emissioni da attrito. Gomme e pastiglie dei freni dovranno risultare meno inquinanti del 27% rispetto ai parametri odierni.

 

Il calendario della transizione: quando arrivano le Auto Euro 7?

Uno degli aspetti più dibattuti riguarda le tempistiche. Dopo lunghi negoziati tra la Commissione Europea, i costruttori e gli Stati membri, il cronoprogramma è finalmente delineato. Ecco le date fondamentali da segnare sul calendario. 29 novembre 2026 è la data spartiacque per le nuove omologazioni. Tutti i modelli di auto e furgoni di nuova concezione lanciati sul mercato dopo questa data dovranno essere conformi allo standard Euro 7. 29 novembre 2027 con la normativa che diventerà obbligatoria per tutte le nuove immatricolazioni. Questo significa che anche i modelli già in commercio prima del 2026 dovranno adeguarsi o uscire dal listino entro questa scadenza. 2028 – 2029: la normativa si estenderà progressivamente ai mezzi pesanti(camion e autobus), con requisiti di durabilità ancora più stringenti.

Questa tabella di marcia lascia ai produttori poco più di un anno per rivoluzionare i propri processi produttivi e implementare hardware e software necessari.

 

Tecnologia Euro 7: arriva il “Vigile Elettronico” a Bordo

La vera novità delle Auto Euro 7 non risiede tanto nel limite dei gas di scarico (che per i motori a benzina rimane simile all’Euro 6), quanto nel monitoraggio e nella sensoristica. Il Sistema OBM (On-Board Monitoring), il cuore tecnologico della nuova norma è il cosiddetto “vigile elettronico”. Si tratta di un sistema di monitoraggio a bordo che controlla le emissioni in tempo reale per tutta la vita utile del veicolo. Se i sensori rilevano uno sforamento dei limiti dovuto a un guasto o all’usura, il veicolo avviserà il conducente e, in casi estremi, potrebbe limitare le prestazioni per ridurre l’inquinamento.

 

Euro 7 e controlli: perché la rimozione di FAP ed EGR diventerà un ricordo

Il nuovo “supervisore digitale” (sistema OBM) nasce per soddisfare i rigidi requisiti della normativa Euro 7, che esige il mantenimento dei parametri ecologici per un decennio o fino a 200.000 chilometri di percorrenza. Per riuscirci, il sistema si appoggia a una complessa infrastruttura di sensori integrati che monitorano costantemente i livelli di polveri sottili e ossidi di azoto (NOx).

L’obiettivo di questa tecnologia va oltre la semplice notifica al conducente in caso di anomalie. Il sistema è progettato per trasmettere agli enti di controllo i dati sull’efficienza del veicolo. Questo significa che diventerà quasi impossibile nascondere interventi di rimozione FAP, così come le rimappature della centralina finalizzate all’aumento della potenza non autorizzato o l’esclusione della valvola EGR. Ogni alterazione ai sistemi di depurazione dei fumi o alla gestione elettronica del motore verrà rilevata e segnalata, rendendo le “elaborazioni” illegali un rischio altissimo per il proprietario. Poi si sà, fatta la legge trovato l’inganno, ma intanto…

 

Non solo le emissioni allo scarico: freni e pneumatici sotto accusa!

Per la prima volta, l’Europa regolerà le particelle inquinanti non derivanti dai motori. Anche le auto elettriche saranno soggette ai limiti Euro 7 per quanto riguarda l’usura di freni e pneumatici. Questo richiederà materiali più resistenti e tecnologie di filtraggio delle polveri sottili generate dalle pinze freno. Le auto elettriche grazie alla frenata rigenerativa non temono la normativa almeno per quanto riguarda i freni. Diverso il discorso degli pneumatici…

Se da un lato la tecnologia Euro 7 fa lievitare i prezzi, dall’altro offre garanzie inedite sulla durata delle batterie…

 

Durata delle batterie e anti-manomissione

Per le auto elettriche e ibride, l’Euro 7 introduce requisiti minimi di durata delle batterie. Questo per garantire che un’auto elettrica mantenga la sua efficienza nel tempo, evitando che diventi un rifiuto speciale precocemente. Inoltre, verranno introdotte tecnologie anti-manomissione per impedire qualsiasi modifica elettronica volta ad aggirare i controlli ambientali. Nello specifico:

Con l’Euro 7 debutta una vera e propria “certificazione di salute” per le batterie. I costruttori dovranno garantire che gli accumulatori conservino l’80% della loro efficienza fino a 5 anni o 100.000 km, soglia che scende al 72% dopo 8 anni o 160.000 km. Questi standard minimi obbligatori offrono una tutela fondamentale per chi acquista, rendendo il mercato dell’elettrico (specialmente dell’usato) molto più affidabile e trasparente.

 

Perché le Auto Euro 7 saranno più complesse e costose?

L’introduzione di sensori OBM, nuovi materiali per i freni e sistemi di post-trattamento dei gas sempre più sofisticati ha un costo diretto: il prezzo di listino. Le case automobilistiche devono ammortizzare miliardi di euro in ricerca e sviluppo in un tempo relativamente breve. Questo porterà a una scomparsa quasi totale delle “city car” economiche. Integrare una tecnologia Euro 7 su una piccola utilitaria da 15.000 euro rischia di farne lievitare il prezzo di diverse migliaia di euro, rendendola fuori mercato.

Le automobili stanno diventando veri e propri computer su ruote, dove la componente meccanica è solo una parte di un ecosistema digitale e sensoristico complesso.Questa complessità non aumenta solo il prezzo d’acquisto, ma anche i costi di manutenzione: riparare un sistema di monitoraggio avanzato sarà molto più oneroso rispetto alla meccanica tradizionale.

 

Boom del mercato dell’usato: una scelta obbligata!

In questo scenario, la riflessione sorge spontanea: chi potrà ancora permettersi un’auto nuova? La crescente complessità delle Auto Euro 7 rischia di tagliare fuori una fetta enorme di popolazione, creando una vera e propria “barriera all’ingresso” per la mobilità privata.

Il risultato prevedibile è un massiccio spostamento verso il mercato dell’auto usata. Molti automobilisti preferiranno mantenere la propria auto attuale o acquistare un buon usato Euro 6, meno complesso elettronicamente e decisamente più accessibile economicamente.

Il rischio concreto è che il parco circolante italiano, già tra i più vecchi d’Europa, fatichi a rinnovarsi proprio a causa di standard troppo elevati che rendono il nuovo un lusso per pochi. Se le auto diventano beni tecnologici d’élite, l’usato diventerà l’unica ancora di salvezza per garantire il diritto alla mobilità.

 

Conclusioni

La normativa Auto Euro 7 rappresenta un passo necessario verso la sostenibilità, ma il prezzo sociale da pagare potrebbe essere alto. Tra scadenze imminenti e tecnologie sofisticate, il settore auto si prepara a una tempesta perfetta dove il costo della “pulizia” ambientale ricadrà direttamente sulle tasche dei consumatori.

Se stai pensando di cambiare auto, il consiglio è di monitorare attentamente il mercato nei prossimi 24 mesi: la transizione all’Euro 7 cambierà per sempre il modo in cui compriamo e guidiamo i nostri veicoli.

 


Foto da archivio Emidio Paci

ANCSA e Motus-E: insieme per la sicurezza dei veicoli elettrificati incidentati

L’Italia e l’auto elettrica: tra percezioni e consapevolezza

Il tema della sicurezza dei veicoli elettrificati nelle fasi successive a un incidente è oggi più centrale che mai, soprattutto alla luce dell’aumento di auto elettriche e ibride sulle nostre strade. Per garantire standard elevati nelle operazioni di soccorso, recupero e custodia, ANCSA (Associazione nazionale centri soccorso autoveicoli)  e Motus-E hanno siglato un protocollo d’intesa che segna un passo importante verso un approccio più moderno, coordinato e basato su competenze certificate. Una collaborazione che, pur difendendo l’evoluzione tecnologica in atto nel settore automotive, solleva anche riflessioni sulla necessità di un costante aggiornamento professionale.

L’accordo nasce dalla volontà di unire l’esperienza dei centri di soccorso con il know-how della filiera della mobilità elettrica, creando un ecosistema di buone pratiche da condividere con operatori e istituzioni. L’obiettivo è duplice: aumentare la sicurezza operativa e accompagnare la transizione verso un parco circolante sempre più elettrificato senza pregiudizi né timori infondati.

 

Perché servono procedure specifiche per i veicoli elettrificati

A differenza di quanto spesso percepito dall’opinione pubblica, i mezzi a batteria non presentano rischi maggiori rispetto ai veicoli tradizionali durante le operazioni di soccorso. Tuttavia, la presenza di sistemi ad alta tensione richiede conoscenze tecniche precise e protocolli operativi dedicati, soprattutto nelle fasi più delicate: isolamento dell’area, messa in sicurezza del veicolo, movimentazione e custodia.

È qui che si inserisce l’intesa fra ANCSA e Motus-E, pensata per trasferire agli operatori italiani competenze avanzate e aggiornate sulle tecnologie elettriche e ibride, riducendo ogni margine di incertezza e garantendo interventi affidabili in tutti gli scenari. Una collaborazione che assume un valore strategico anche dal punto di vista del settore automotive, spesso oggetto di narrazioni fuorvianti sui presunti pericoli dei veicoli elettrificati. Come ricordato nel comunicato, i dati internazionali confermano invece l’elevato livello di sicurezza di queste tecnologie.

 

Formazione, dati e supporto tecnico: le priorità del nuovo patto operativo

Il protocollo firmato prevede un programma articolato di attività, con particolare attenzione alla formazione dei soccorritori. L’iniziativa mira a costruire un percorso continuo di aggiornamento, basato su corsi, workshop e strumenti operativi che permettano di affrontare ogni tipo di intervento con competenza e rapidità. La condivisione di dati e buone pratiche, inoltre, contribuirà alla definizione di procedure adeguate alle evoluzioni tecnologiche che caratterizzano i veicoli elettrificati.

ANCSA e Motus-E intendono anche rafforzare il dialogo con le istituzioni, affinché vengano aggiornati i protocolli nazionali relativi al recupero e alla gestione post-incidente dei veicoli elettrici e ibridi. Una richiesta che punta a standardizzare le modalità di intervento, favorire la sicurezza dei professionisti e creare un quadro normativo coerente in tutto il territorio italiano.

A evidenziare l’importanza della nuova alleanza è il segretario generale di Motus-E, Francesco Naso, che sottolinea: «I dati raccolti in tutto il mondo indicano in modo netto l’estrema sicurezza dei veicoli elettrificati, ma riteniamo che i professionisti del soccorso stradale italiani debbano essere messi in condizione di svolgere il proprio lavoro seguendo le migliori prassi specifiche internazionali per ciascuna tecnologia propulsiva». Un richiamo chiaro alla responsabilità collettiva nel sostenere una transizione tecnologica che non può prescindere dalla preparazione degli operatori sul campo.

 

Un passo avanti per la mobilità del futuro

L’intesa tra ANCSA e Motus-E rappresenta un esempio concreto di come il settore della mobilità elettrica stia maturando, puntando non solo su innovazione e sostenibilità, ma anche su sicurezza e formazione. Rafforzare la preparazione degli operatori del soccorso significa infatti tutelare automobilisti, addetti e infrastrutture, contribuendo a una gestione più efficace dei veicoli incidentati.

Il messaggio che emerge da questo accordo è chiaro: la mobilità del futuro richiede competenze nuove, capacità di collaborazione e una rete istituzionale solida. Una visione che difende il progresso tecnologico senza nasconderne la complessità e afferma la necessità di investire nella crescita professionale di chi opera quotidianamente sulla strada.

 


chuttersnap-xJLsHl0hIik-unsplash – Foto da ufficio stampa

Automotive World/5: le frasi dei big viste da Ghenzer e Bonora

Automotive World/5: le frasi dei big viste da Ghenzer e Bonora

Nuovo appuntamento con Automotive World, il confronto video edito da “Auto”, il magazine diretto da Andrea Brambilla. Protagonisti, come da tradizione, sono  i big del settore automotive (e non solo) le cui frasi vengono commentate da Massimo Ghenzer, presidente di Areté, e Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAItoMotive.

 

La nuova serie, al quarto anno e alla dodicesima stagione, si occupa oggi di un virgolettato di Oliver Blume, già CEO di Porsche: “Il modello di business che ci ha reso leader per decenni oggi non funziona più nella sua forma attuale”.

 

2026 e revisione del “Green deal”: sarà l’anno della svolta fondamentale

Presa in giro: ora l'UE si dice pronta a difendere l'industria dalla Cina

di Andrea Taschini, advisor e manager automotive

 
Dopo le ultime modifiche al “Green deal” dell’auto si sono udite delle “granitiche certezze di parte” che la riduzione al 90% delle emissioni sia una sostanziale conferma che l’auto elettrica dominerà incontrastata il mercato dell’auto dell’Unione.

Io, invece, sono propenso a ritenere che sia una svolta fondamentale per 2 motivi: il primo perché è crollato il dogma ideologico (e terroristico) delle zero emissioni. Il secondo più tecnico, riguarda invece un fattore industriale e cioè che progressivamente, mentre il potere politico della attuale Commissione UE entrerà in una crisi irreversibile, i limiti delle emissioni europee dovranno necessariamente convergere su quelli americani (che addirittura potrebbero lasciare i limiti alla situazione odierna) per evitare uno sdoppiamento produttivo catastrofico in termini di complessità e quindi di costi.

È un dato di fatto non questionabile che l’intreccio tra le case auto statunitensi ed europee necessiti di standard comuni per raggiungere una massa critica sostenibile nel lungo periodo.
L’alternativa per le case auto europee, sarebbe un improbabile (e inquietante) accoppiamento con l’industria automobilistica cinese cosa che non credo percorribile sia per questioni strategiche che geopolitiche dettate dall’attuale contesto internazionale.
 

Foto da archivio Forumautomotive-Diario

Report di Bosch Tech Compass: AI la tecnologia più influente

Report di Bosch Tech Compass: AI la tecnologia più influente

Il mondo è pronto per l’era dell’intelligenza artificiale (AI). È quanto emerge dalle risposte delle oltre 11.000 persone intervistate in tutto il mondo per il Bosch Tech Compass di quest’anno. Mai prima d’ora i partecipanti avevano avuto una percezione così positiva dell’AI come nell’indagine di quest’anno: la maggioranza ritiene che l’AI sarà la tecnologia più influente nei prossimi anni e, tra tutte le tecnologie, avrà l’impatto positivo maggiore sulla società.

Più della metà degli intervistati a livello globale si sente pronta per i cambiamenti introdotti dall’AI. Tuttavia, emergono anche segnali di una certa “stanchezza da progresso”: il 57% vorrebbe avere un pulsante di pausa e rallentare lo sviluppo tecnologico per poter comprendere meglio i suoi effetti.

 

I tedeschi hanno le aspettative più alte

In Germania, le aspettative legate all’AI sono particolarmente alte: il 77% ritiene che l’AI sarà la tecnologia più influente dei prossimi dieci anni. Tuttavia, come negli anni precedenti, lo scetticismo nei confronti del progresso tecnologico rimane relativamente alto tra gli intervistati tedeschi. Solo il 59% crede che la tecnologia possa rendere il mondo un posto migliore; solo la Francia mostra maggiore scetticismo (53%).

Nel frattempo, a livello globale il 71% degli intervistati si dichiara ottimista riguardo alla tecnologia. In Germania, attualmente, solo il 40% si sente pronto per l’era dell’AI, la percentuale più bassa tra tutti i Paesi, stabile rispetto all’anno scorso.

Da dove nasce questo scetticismo tecnologico in Germania? Due ulteriori risultati potrebbero fornire una spiegazione: solo il 30% degli intervistati ritiene che il sistema educativo incoraggi lo sviluppo del pensiero innovativo, e solo il 23% pensa che le normative del Paese promuovano efficacemente l’innovazione, posizionando la Germania agli ultimi posti della classifica in entrambi i casi.

“I risultati del Bosch Tech Compass indicano che in Germania dobbiamo aumentare l’accettazione delle innovazioni da parte della società”, ha dichiarato Stefan Hartung, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Bosch.

“Tuttavia, per trasferire le innovazioni dai laboratori di ricerca alla strada, è necessario che anche il quadro politico a sostegno dell’innovazione sia adeguato. Ciò include misure come agevolazioni fiscali per gli investimenti in tecnologie innovative, maggiore agilità e meno burocrazia. Nel complesso, mi piacerebbe che, come società, avessimo più coraggio di correre rischi. E se qualcosa non dovesse funzionare, non dovremmo considerarlo un fallimento, ma come parte del processo di apprendimento.”

Tanja Rueckert, membro del Consiglio di Amministrazione e CDO di Bosch, ha affermato: “Stiamo assistendo a un numero in rapida crescita di innovative soluzioni AI in tutto il mondo, che fino a pochi anni fa non avremmo nemmeno potuto immaginare. Non sorprende quindi che, in soli tre anni, la percentuale di persone in tutto il mondo che considera l’AI la tecnologia più influente per il nostro futuro sia passata dal 41% al 70%”.

 

Il 59% degli intervistati incoraggerebbe il proprio figlio a lanciare una startup

Un atteggiamento positivo verso l’innovazione e verso il rischio è anche indice di una questione culturale: il 59% degli intervistati a livello globale incoraggerebbe il proprio figlio a saltare l’università e a fondare una startup se avesse un’idea rivoluzionaria, mentre solo il 52% degli intervistati tedeschi condivide questo coraggio di correre rischi.

Tuttavia, è proprio grazie a questo coraggio che si creano le soluzioni di domani. Per quanto riguarda gli ambiti in cui dovrebbe concentrarsi l’innovazione tecnologica, le risposte principali a livello mondiale sono state: cambiamento climatico (37%), accesso alle cure sanitarie (31%) e sicurezza informatica (28%).

 

L’AI ha l’impatto positivo e negativo maggiore

Non solo l’AI sarà la tecnologia più influente dei prossimi dieci anni, ma avrà anche il maggiore impatto positivo sulla società: è quanto afferma il 43% degli intervistati a livello globale. Seguono a distanza netta la biotecnologia e l’ingegneria climatica, con il 36% e il 32% degli intervistati che ritengono avranno un impatto particolarmente positivo.

Gli intervistati ne riconoscono però anche il lato negativo: il 34% classifica l’AI come la tecnologia con i maggiori effetti negativi sulla società. Subito dopo si collocano i robot umanoidi e i veicoli a guida autonoma.

“Per noi di Bosch, questa è una missione chiara: l’innovazione deve andare di pari passo con la responsabilità. Per questo è particolarmente importante introdurre regole per un’AI affidabile a livello mondiale. Allo stesso tempo, bisogna evitare che lo sviluppo e l’utilizzo dell’AI vengano soffocati da una regolamentazione eccessiva”, ha spiegato Rueckert.

 

Informazioni sullo studio

Per il Bosch Tech Compass, la Gesellschaft für Innovative Marktforschung mbH (GIM) ha intervistato nell’autunno 2025 oltre 11.000 persone di età superiore ai 18 anni in sette Paesi. In Germania, Francia e Regno Unito hanno partecipato 1.000 persone per ciascun Paese; in Brasile, Cina, India e Stati Uniti, 2.000 persone per Paese. Bosch non è mai stata indicata come cliente durante lo svolgimento dell’indagine.

 


Foto da ufficio stampa BOSCH

Il pacchetto di proposte UE per l’auto: occorrono realismo e ascolto

Roma, ZTL a pagamento per le auto elettriche: un vero disincentivo alla transizione

di Roberto Pietrantonio, presidente di UNRAE

 
UNRAE sottolinea come la proposta della Commissione UE sia una base di partenza, ma non ancora soddisfacente. permangono criticità e aspetti da chiarire e migliorare per scongiurare effetti negativi su mercato, consumatori e competitività industriale. Accogliamo però con favore la riapertura del dialogo con il settore, un segnale necessario, e siamo pronti come UNRAE a un confronto attivo per incidere concretamente sulle decisioni finali.
 
La transizione deve essere efficace e praticabile, non solo ambiziosa, e per diventarlo ha bisogno di realismo e di ascolto. Servono strumenti adeguati, quali una revisione della fiscalità delle auto aziendali, uno sviluppo diffuso delle infrastrutture di ricarica elettrica e delle tariffe di ricarica accessibili. Anche l’Italia deve fare la sua parte.
 
Con una fiscalità delle auto aziendali allineata alle best practice europee in chiave “verde” crescerebbero gli acquisti di auto green, aumenterebbe la diffusione di veicoli virtuosi e si accelererebbe il ricambio del parco circolante, originando un usato di ultima generazione per le classi sociali meno abbienti. Ne beneficerebbero non solo ambiente, sicurezza stradale e imprese, ma anche l’Erario che otterrebbe risultati migliori con minori investimenti.
 

Foto da ufficio stampa UNRAE

CES 2026: a Las Vegas iI centro nevralgico del futuro dell’auto

CES 2026: a Las Vegas iI centro nevralgico del futuro dell’auto
di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)
 
BMW, Hyundai e Mercedes protagoniste tra intelligenza artificiale, robot umanoidi e guida autonoma. La concezione classica dell’auto, intesa come un concentrato di meccanica, cilindri e cavalli, appare ormai superata del tutto. Convinzione che emerge in maniera ancora più netta ed evidente al CES 2026, il Consumer Electronic Show di Las Vegas, che si svolge dal 6 al 9 gennaio: nel futuro dell’automotive la vettura resta centrale, ma cambia pelle e anima, rivoluzionando ciò di cui si compone.

 Se l’elettrico rappresenta la direzione, la vera partita dei prossimi anni si gioca su software, potenza di calcolo e intelligenza a bordo e fuori dall’abitacolo. Il CES 2026 conferma l’inizio dell’era della Physical AI, l’intelligenza artificiale “fisica”, con il settore dell’automotive a tenere a battesimo l’implementazione dell’intelligenza artificiale nel mondo reale.

BMW Neue Klasse con la nuova iX3

In questo contesto sono diverse le Case automobilistiche protagonista al CES di Las Vegas. Tra queste c’è BMW che ha portato sotto i riflettori della manifestazione in Nevada la nuova iX3, modello che inaugura la nuova generazione di veicoli Neue Klasse del marchio bavarese. La nuova BMW iX3 porta al debutto diverse novità high-tech, come il BMW Intelligent Personal Assistant che integra Alexa+, l’assistente generativo di Amazon, e che, grazie al Large Language Model, è in grado di sostenere dialoghi basati su linguaggio naturale e contestuale. A ciò si aggiungono il BMW Panoramic iDrive che sposta le informazioni chiave sul parabrezza, riducendo le distrazioni, oltre ad aggiornamenti over-the-air e nuove funzioni software che rafforzano l’idea dell’auto come dispositivo connesso in continua evoluzione.

Hyundai e il robot umanoide Atlas

Hyundai ha invece puntato con decisione sulla robotica, presentando al CES 2026 la propria strategia di Physical AI insieme al partner Boston Dynamics. Protagonista assoluto è il nuovo Atlas, un robot umanoide completamente elettrico, progettato per lavorare negli propri stabilimenti come assistente dell’uomo.
L’obiettivo è avviare la produzione di massa del robot Atlas entro il 2028, portando così l’AI dal software alla produzione industriale.

La nuova Mercedes GLC e la guida autonoma di MB. Drive Assist Pro

Altro costruttore auto protagonista al CES 2026 è Mercedes che a Las Vegas ha svelato in anteprima negli Stati Uniti la nuova GLC elettrica, in vista del lancio negli USA del nuovo SUV EV con architettura a 800 Volt, capace di offrire fino a 483 CV di potenza nella versione bimotore top di gamma, per una autonomia massima che supera i 700 km nel ciclo WLTP. La nuova Mercedes GLC è inoltre dotata dell’avanzato sistema MBUX Hyperscreen che offre servizi connessi, con aggiornamenti OTA, ed evolute funzionalità di guida assistita sviluppate in collaborazione con aziende partner come NVIDIA.
 
Mercedes presenta inoltre il nuovo MB. Drive Assist Pro, avanzato sistema di assistenza alla guida già disponibile in Cina e al debutto negli Stati Uniti, che permette ai veicoli della Stella a tre punte di muoversi in totale autonomia in determinate condizioni, puntando a competere con il Full Self-Driving (FSD) di Tesla.
 
 

PIL nel 2026: Emilia Romagna favorita grazie anche all’automotive

PIL nel 2026: Emilia Romagna favorita grazie anche all'automotive

Il report CGIA per l’anno in corso, vede il Pil nazionale in termini nominali previsto superare i 2.300 miliardi di euro, con un incremento di 66 miliardi pari al +2,9 per cento rispetto al dato del 2025. In termini reali , invece, la crescita rispetto all’anno precedente dovrebbe attestarsi allo 0,7 per cento, sostenuta principalmente dalla ripresa dell’export (+1), dalla stabilità dei consumi delle famiglie (+0,6) e dei consumi della Pubblica Amministrazione (+0,5), mentre si registra un rallentamento degli investimenti (+0,7 per cento rispetto al +2,4 dell’anno appena concluso). A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA.


Se a livello regionale nel 2025 lo sviluppo del nostro Paese è stato trainato principalmente dal Veneto (+0,66 per cento rispetto al 2024), per l’anno in corso si prevede che la locomotiva del Paese sarà l’Emilia Romagna (+0,86 sul 2025). Subito dopo notiamo il Lazio (+0,78), il Piemonte (+0,74), il Friuli Venezia Giulia e la Lombardia (entrambe con il +0,73).
 
In coda alla graduatoria scorgiamo la Sicilia con il +0,28 per cento, la Basilicata con il +0,25 e, maglia nera nazionale, la Calabria con il +0,24 per cento. La prospettiva che quest’anno l’Emilia–Romagna possa crescere più di tutte le altre regioni italiane è
riconducibile alla tenuta del settore della metalmeccanica, dell’automotive e delle biotecnologie.
 
Senza contare che questa regione può contare su un mercato del lavoro solido, su investimenti pubblici mirati e su strategie per l’innovazione e l’export che hanno creato le condizioni per uno sviluppo che è destinato a consolidarsi anche negli anni a venire.

 


 

Foto da ufficio stampa

CES 2026 di Las Vegas: ICE Agenzia e ANFIA grandi protagonisti

CES 2026 di Las Vegas: ICE Agenzia e ANFIA grandi protagonisti

Per il secondo anno consecutivo la filiera italiana della mobilità sostenibile e connessa e delle tecnologie avanzate di guida autonoma partecipa al CES di Las Vegas. Dopo il fortunato debutto all’edizione 2025, ICE Agenzia e ANFIA partecipano nuovamente al CES di Las Vegas con una presenza istituzionale che ha l’obiettivo di raccontare lo stato dell’arte della filiera automotive italiana nelle tecnologie del veicolo connesso e a guida autonoma e in generale nelle soluzioni più innovative alle sfide del mondo della mobilità.


Il CES (Consumer Electronics Show), organizzato annualmente dalla Consumer Technology Association (CTA) fin dal 1967, si svolge dal 6 al 9 gennaio presso il Las Vegas Convention Center (LVCC) il Venetian Expo Center e il C Space. Da diversi anni, l’evento è diventato il più importante appuntamento internazionale dedicato all’innovazione tecnologica, dando occasione anche ai player del settore automotive di presentare le tecnologie più all’avanguardia nel comparto dell’elettronica di bordo e del veicolo connesso e a guida autonoma.

L’area espositiva ICE Agenzia-ANFIA (Stand 5374 – West Hall – Las Vegas Convention Center) ospita una Fiat 500e messa a disposizione da Stellantis USA ed equipaggiata con la tecnologia di guida autonoma sviluppata dalle ricercatrici e dai ricercatori del gruppo AIDA – Artificial Intelligence Driving Autonomous del Politecnico di Milano – progetto parte di MOST (Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile). L’auto in esposizione è rappresentativa del veicolo presentato a luglio 2025 nell’ambito di un progetto che introduce il concetto di “robo-caring”, dove avanzate tecnologie di guida autonoma sono state usate per un prototipo di navetta a guida autonoma low speed, pensato per il trasporto di persone fragili in contesti urbani a bassa densità abitativa, come i comuni montani. “Robo-caring” è soltanto l’ultimo dei casi applicativi della proposta di AIDA.
 
Nell’ultimo anno, il progetto ha consolidato il proprio percorso di sviluppo tecnologico raggiungendo risultati di rilievo internazionale, tra cui il record assoluto di velocità per un veicolo di serie equipaggiato con tecnologia di guida autonoma, ottenuto a Cape Canaveral con una Maserati MC20 Coupé, che ha raggiunto i 318 km/h. Non solo vetture ad alte prestazioni: il veicolo esposto al CES è il simbolo di un anno di sperimentazioni orientate verso casi d’uso più concreti e urbani, tutte sviluppate su strada pubblica e aperta al traffico, autorizzate con il DM70/2018.

Dopo aver lanciato la sperimentazione di guida autonoma di un servizio di mobilità condivisa on-demand che prevede veicoli in grado di raggiungere autonomamente l’utente (“robo-sharing”), la ricerca ha esplorato altri possibili scenari applicativi della guida autonoma in ambito urbano. Tra questi rientrano navette dedicate al collegamento tra nodi strategici della mobilità, a supporto della multimodalità dei trasporti (“robo-linking”), e servizi orientati a rendere la mobilità sempre più accessibile, valorizzandone la dimensione sociale (“robo- caring”).

Nell’area espositiva ICE-Agenzia-ANFIA, Eldor presenterà due prodotti innovativi: un sistema di accensione per applicazioni ICE/Hybrids con tecnologia ION Sensing e una chargeport con cavi raffreddati a liquido disponibile in tutte le configurazioni: GB/T, NACS, CCS1, CCS2. La tecnologia ION Sensing, brevettata, permette di analizzare in dettaglio la qualità della combustione fornendo informazioni fondamentali alla centralina controllo motore, garantendo una combustione sempre efficiente.

Eldor è attiva nello sviluppo di sistemi di accensione avanzati da oltre 40 anni
e sviluppa sistemi ad alta energia ed efficienza per ogni applicazione (benzina, bio- carburanti, gas naturale e idrogeno). Grazie ai numerosi brevetti, i sistemi di accensione Eldor garantiscono non solo altissime prestazioni, ma anche la possibilità di fare analisi in diretta della combustione e gestire fenomeni come il misfire e il knocking.


I sistemi chargeport Eldor sono in grado di supportare la ricarica a 1 MW. Questa tecnologia rappresenta il futuro della ricarica dei veicoli, sia leggeri che pesanti, offrendo al cliente finale un’esperienza di ricarica sicura, veloce ed efficace. Il sistema di raffreddamento a liquido migliora l’efficienza della ricarica, controlla puntualmente l’aumento della temperatura e supporta un’uscita di corrente ultraelevata continua fino a 1000 A c.c. (1000 V c.c.).

Eldor offre una gamma completa di chargeport e saftey inlet disconnector che garantisce l’applicazione dei sistemi in accordo a tutti gli standard mondiali. Le numerose possibilità di personalizzazione – disponibilità di sistemi raffreddati
e non, oltre all’integrazione di diverse funzioni di interfaccia Uomo/Macchina – posizionano il prodotto Eldor su un alto livello di applicazioni e per diversi OEM.

Pininfarina ha affidato ad un video sul monitor principale dell’area espositiva la presentazione della sua Galleria del Vento, da oltre 50 anni un’eccellenza nella ricerca aerodinamica e aeroacustica. Inaugurata nel 1972 a Grugliasco, vicino a Torino, da parte dell’allora Presidente Sergio Pininfarina, è stata la prima galleria del vento in Italia per l’effettuazione di test su vetture in scala 1:1 ed una delle soltanto sette allora presenti nel mondo.

Tra le vetture più famose studiate nella galleria del vento si possono citare i diversi modelli Ferrari per la Formula 1, i modelli Lancia Montecarlo Gruppo 5, le vetture vincitrici del Campionato del mondo per vetture turismo del 1979, del 1980 e del 1981 e la Lancia Rally. La Galleria del Vento Pininfarina non è solo un laboratorio di eccellenza per il settore automotive: è un vero e proprio hub di innovazione. Da sempre punto di riferimento strategico per gli OEM, oggi gioca un ruolo ancora più cruciale nell’era della mobilità elettrica, affrontando le nuove sfide aerodinamiche e aeroacustiche per massimizzare autonomia e comfort. Ma ciò che la rende davvero unica è la sua straordinaria flessibilità: a differenza delle gallerie del vento tradizionali, progettate esclusivamente per le auto, la Galleria Pininfarina apre le porte a test su due ruote, veicoli di micro- mobilità, droni, elementi architettonici e persino edifici in scala. Un ecosistema di possibilità che trasforma ogni progetto in un’esperienza di innovazione senza confini.


La Galleria del Vento Pininfarina è del resto orientata al futuro. Le sue capacità di prova sono soggette ad un costante miglioramento grazie allo sviluppo di innovative tecniche di misurazione sia nel campo dell’aerodinamica che in quello dell’aeroacustica. È anche una delle poche gallerie del vento al mondo ad avere un sistema di generazione di turbolenza (TGS) in grado di creare diverse condizioni di turbolenza controllata, associate a raffiche di vento, manovre di sorpasso, vento laterale e automobili in scia. Il sistema di simulazione dell’effetto suolo, invece, permette di riprodurre più
fedelmente le reali condizioni di movimento del veicolo.

Infine, presso lo spazio espositivo ICE Agenzia-ANFIA, è possibile conoscere nel dettaglio, attraverso un video esplicativo, il Progetto Borgo 4.0, piattaforma tecnologica per la mobilità sostenibile, connessa e autonoma realizzata nella Regione Campania, da ANFIA-Automotive, ente di ricerca di ANFIA, con il coinvolgimento di un partenariato pubblico-privato.

Il borgo campano di Lioni è stato trasformato in un laboratorio in ambiente reale di sperimentazione tecnologica in diversi
campi complementari, dove grandi e piccole imprese del settore automotive e delle telecomunicazioni lavorano in sinergia allo sviluppo di nuove soluzioni, materiali e componentistica intelligente per la mobilità di domani, un esempio concreto di smart city e il primo esempio in Europa di piattaforma tecnologica integrata con strade urbane ed extraurbane intelligenti.


Una smart road urbana ed extra urbana è infatti destinata a testare le più avanzate soluzioni legate alla mobilità autonoma e connessa. Nuovi sistemi di monitoraggio di traffico e di infrastrutture, materiali innovativi per auto più sicure e leggere, tecnologie per l’elettrificazione e la transizione ecologica del settore, nel rispetto del principio di neutralità tecnologica, soluzioni per l’erogazione di servizi di infomobilità e manutenzione intelligente sono materia dei 16 progetti di ricerca e sviluppo, progetti di sperimentazione dei modelli e di innovazione derivata sviluppati da Borgo 4.0, in cui sono coinvolte tutte le principali traiettorie del futuro dell’automotive.

Borgo 4.0 dimostra come la mobilità del futuro possa essere integrata in contesti locali, portando innovazione e sostenibilità a misura di comunità, un modello replicabile anche in contesti urbani più ampi, sia in Italia che a livello internazionale.
 

Foto da ufficio stampa ANFIA


L’auto e il 2026: sarà l’anno chiave per il futuro del settore

Mercato Italia in rialzo: ma non siamo tranquilli...

di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA

 
Come previsto, il 2025 chiude con una variazione negativa (-2,1%) rispetto al 2024, perdendo quasi 33.000 unità immatricolate. Dicembre 2025, invece, totalizza volumi superiori del 2,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, anche grazie alla coda degli incentivi sull’elettrico attivati lo scorso 22 ottobre. Per effetto di questa spinta, le auto elettriche (BEV) raggiungono una quota di mercato dell’11,2% nel mese e arrivano al 6,2% nell’intero anno (4,1% nel
2024), ma si tratta di una crescita ancora molto lenta.

Anche le vetture ibride plug-in (PHEV) risultano in notevole rialzo nel mese, arrivando a più che duplicare la quota di mercato rispetto a dicembre 2024 (9,1% contro 3,5%), complice, probabilmente, l’entrata in vigore, a partire da gennaio 2026, delle modifiche dei parametri omologativi (utility factor) introdotte per questa tipologia di vetture, con conseguente smaltimento delle auto in stock.

Con il 2025 – anno complicato anche dal punto di vista del contesto macroeconomico – chiudiamo una pagina negativa per il mercato e, guardando al 2026 appena iniziato, pur di fronte a prospettive non proprio rosee, possiamo affermare che si tratterà di un anno chiave per il futuro del settore.
 
Questo sia nell’ottica di un avanzamento dei piani di produzione di autoveicoli nel nostro Paese, con il lancio di nuovi modelli che speriamo possano risollevare i volumi, sia considerando gli impatti sui consumatori e sull’industria della revisione del regolamento europeo sulle emissioni di CO2 degli autoveicoli leggeri, che auspichiamo possa assumere, con i prossimi step, una connotazione più incisiva e più vicina alle reali esigenze che la transizione del settore automotive ha messo in evidenza in questi anni.
 

Foto da ufficio stampa ANFIA