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ANCSA e Motus-E: insieme per la sicurezza dei veicoli elettrificati incidentati

L’Italia e l’auto elettrica: tra percezioni e consapevolezza

Il tema della sicurezza dei veicoli elettrificati nelle fasi successive a un incidente è oggi più centrale che mai, soprattutto alla luce dell’aumento di auto elettriche e ibride sulle nostre strade. Per garantire standard elevati nelle operazioni di soccorso, recupero e custodia, ANCSA (Associazione nazionale centri soccorso autoveicoli)  e Motus-E hanno siglato un protocollo d’intesa che segna un passo importante verso un approccio più moderno, coordinato e basato su competenze certificate. Una collaborazione che, pur difendendo l’evoluzione tecnologica in atto nel settore automotive, solleva anche riflessioni sulla necessità di un costante aggiornamento professionale.

L’accordo nasce dalla volontà di unire l’esperienza dei centri di soccorso con il know-how della filiera della mobilità elettrica, creando un ecosistema di buone pratiche da condividere con operatori e istituzioni. L’obiettivo è duplice: aumentare la sicurezza operativa e accompagnare la transizione verso un parco circolante sempre più elettrificato senza pregiudizi né timori infondati.

 

Perché servono procedure specifiche per i veicoli elettrificati

A differenza di quanto spesso percepito dall’opinione pubblica, i mezzi a batteria non presentano rischi maggiori rispetto ai veicoli tradizionali durante le operazioni di soccorso. Tuttavia, la presenza di sistemi ad alta tensione richiede conoscenze tecniche precise e protocolli operativi dedicati, soprattutto nelle fasi più delicate: isolamento dell’area, messa in sicurezza del veicolo, movimentazione e custodia.

È qui che si inserisce l’intesa fra ANCSA e Motus-E, pensata per trasferire agli operatori italiani competenze avanzate e aggiornate sulle tecnologie elettriche e ibride, riducendo ogni margine di incertezza e garantendo interventi affidabili in tutti gli scenari. Una collaborazione che assume un valore strategico anche dal punto di vista del settore automotive, spesso oggetto di narrazioni fuorvianti sui presunti pericoli dei veicoli elettrificati. Come ricordato nel comunicato, i dati internazionali confermano invece l’elevato livello di sicurezza di queste tecnologie.

 

Formazione, dati e supporto tecnico: le priorità del nuovo patto operativo

Il protocollo firmato prevede un programma articolato di attività, con particolare attenzione alla formazione dei soccorritori. L’iniziativa mira a costruire un percorso continuo di aggiornamento, basato su corsi, workshop e strumenti operativi che permettano di affrontare ogni tipo di intervento con competenza e rapidità. La condivisione di dati e buone pratiche, inoltre, contribuirà alla definizione di procedure adeguate alle evoluzioni tecnologiche che caratterizzano i veicoli elettrificati.

ANCSA e Motus-E intendono anche rafforzare il dialogo con le istituzioni, affinché vengano aggiornati i protocolli nazionali relativi al recupero e alla gestione post-incidente dei veicoli elettrici e ibridi. Una richiesta che punta a standardizzare le modalità di intervento, favorire la sicurezza dei professionisti e creare un quadro normativo coerente in tutto il territorio italiano.

A evidenziare l’importanza della nuova alleanza è il segretario generale di Motus-E, Francesco Naso, che sottolinea: «I dati raccolti in tutto il mondo indicano in modo netto l’estrema sicurezza dei veicoli elettrificati, ma riteniamo che i professionisti del soccorso stradale italiani debbano essere messi in condizione di svolgere il proprio lavoro seguendo le migliori prassi specifiche internazionali per ciascuna tecnologia propulsiva». Un richiamo chiaro alla responsabilità collettiva nel sostenere una transizione tecnologica che non può prescindere dalla preparazione degli operatori sul campo.

 

Un passo avanti per la mobilità del futuro

L’intesa tra ANCSA e Motus-E rappresenta un esempio concreto di come il settore della mobilità elettrica stia maturando, puntando non solo su innovazione e sostenibilità, ma anche su sicurezza e formazione. Rafforzare la preparazione degli operatori del soccorso significa infatti tutelare automobilisti, addetti e infrastrutture, contribuendo a una gestione più efficace dei veicoli incidentati.

Il messaggio che emerge da questo accordo è chiaro: la mobilità del futuro richiede competenze nuove, capacità di collaborazione e una rete istituzionale solida. Una visione che difende il progresso tecnologico senza nasconderne la complessità e afferma la necessità di investire nella crescita professionale di chi opera quotidianamente sulla strada.

 


chuttersnap-xJLsHl0hIik-unsplash – Foto da ufficio stampa