La revisione pragmatica e tecnologicamente neutrale degli standard di CO2 per auto e veicoli commerciali leggeri è la garanzia per la reale riuscita della transizione europea verso la mobilità a zero emissioni nette e non il contrario.
La quota di mercato dei veicoli elettrici continua a crescere, ma a ritmi diversi da quelli stimati dalle istituzioni europee. Non è accettabile che, per il mancato raggiungimento di target di mercato sui quali l’industria non ha pieno controllo, venga penalizzata una filiera strategica che ha già investito oltre 250 miliardi di euro per riconvertire stabilimenti produttivi, processi e competenze.
La stessa Cina che spesso viene presa come termine di paragone, non si è data nessun obiettivo e probabilmente non raggiungerà mai le percentuali di auto elettriche che ci stiamo imponendo noi in Europa.
La revisione dei target non è un passo indietro rispetto agli investimenti già realizzati da Costruttori e componentisti; è invece un passaggio necessario per raggiungere gli obiettivi climatici senza compromettere competitività industriale e occupazione.
Foto da ufficio stampa ANFIA

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