Sussidiario Tv: caos normativo UE e Italia al bivio

Sussidiario Tv: caos normativo UE e Italia al bivio

Auto UE allo sbando e fabbriche italiane ferme con maxi ricorso agli ammortizzatori sociali: ne parla, in questa intervista a “Sussidiario Tv”, il promotore di #FORUMAutoMotive, Pierluigi Bonora, il quale lancia anche l’allarme produttivo per Italia.

Stellantis, sotto la guida dell’italiano (finalmente) Antonio Filosa, può comunque essere decisiva per una svolta. Se ne saprà di più entro giugno quando sarà presentato il nuovo Piano industriale e strategico.

Cosa pensano gli italiani: giù le mani dalle auto Euro 5

Cosa pensano gli italiani: giù le mani dalle auto Euro 5
di Pier Luigi del Viscovo, direttore del Centro studi Fleet&Mobility
 
I blocchi alla circolazione delle Euro 5 in alcune città non porterebbero alcun beneficio reale (“meno del 5%”) alla qualità dell’aria e in ogni caso le limitazioni alle auto private non vanno imposte ma solo stimolate, attraverso l’offerta di validi mezzi alternativi. Sì, perché l’auto privata è destinata a conservare l’importanza che attualmente ha nella mobilità urbana e al più potrà integrarsi con gli altri mezzi.
 
È quanto pensa metà degli italiani, secondo un sondaggio di Ipsos per AgitaLab, un think tank. Si bilanciano poi le opinioni contrapposte sullo stop alle Euro 5, tra chi lo ritieneingiusto (31%) e/o inutile (26%) e chi invece pensa sia giusto (42%) e/o necessario (20%).

Circa gli effetti, un terzo si aspetta “un calo degli spostamenti e della qualità di vita personale” e uno su quattro prevede “un calo generale della produttività e delle attività commerciali”, mentre il 29% pensa che “non ci sarebbe alcun effetto particolare e le persone si adatterebbero”. 
 
 

Foto da Centro studi Fleet&Mobility

Auto dell’anno 2026: regina è la nuova Mercedes-Benz CLA

Auto dell'anno 2026: regina è la nuova Mercedes-Benz CLA
di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)
 
La nuova Mercedes CLA elettrica conquista il titolo di Car of the Year 2026, assegnatole in occasione della cerimonia tenutasi al Salone di Bruxelles. Battendo un’agguerrita concorrenza composta da altre sei vetture arrivate alla fase finale, la coupé quattro porte della Stella è stata eletta Auto dell’Anno 2026 con 320 punti e un grande vantaggio su tutte le altre finaliste.

Il prestigioso riconoscimento automobilistico, assegnato da 60 giornalisti automotive di 23 Paesi, che elegge la nuova Mercedes-Benz CLA Auto dell’Anno 2026 è il secondo conquistato dalla Casa tedesca nel corso della sua storia. L’unico precedente trionfo della Stella risale al 1974, quando fu la Mercedes 450 SE a fregiarsi del titolo di Car of the Year.
 

Successo netto sulla concorrenza

La vittoria della Mercedes-Benz CLA elettrica è stata netta e schiacciante come testimoniano i punteggi della classifica finale del Car of the Year 2026: Mercedes-Benz CLA 320 punti, Skoda Elroq 220, Kia EV4 208, Citroen C5 Aircross 207, Fiat Grande Panda 200, Dacia Bigster 170, Renault 4 punti 150.

L’ambito premio conquistato dalla nuova Mercedes-Benz CLA riconosce le qualità di un modello progettato con il
chiaro intento di ridefinire gli standard del proprio segmento in termini di design, tecnologia, efficienza e prestazioni. Non a caso la nuova CLA rappresenta un vero punto di svolta per la Stella, per una Mercedes dotata di un’interazione uomo-macchina particolarmente evoluta grazie al nuovo sistema operativo MB.OS, abbinato alla più recente generazione del sistema MBUX basato sull’intelligenza artificiale.
 

Sfiora gli 800 km d’autonomia massima

La CLA 2026 si fa apprezzare anche per l’elevata autonomia massima dichiarata che arriva a 792
chilometri nel ciclo WLTP, consentendo di affrontare lunghi viaggi senza ansia da ricarica. Inoltre grazie alla tecnologia a 800 Volt, la nuova CLA elettrica permette di recuperare fino a 325 chilometri di autonomia in soli 10 minuti, rendendo la mobilità elettrica sempre più compatibile con l’uso quotidiano.
 
 

Foto da ufficio stampa Mercedes

Il Terzetto di #FORUMAutoMotive: che 2026 sarà?

Il Terzetto di #FORUMAutoMotive: che 2026 sarà?
Primo Terzetto del nuovo anno e prima tavola rotonda online tra Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive; Pier Luigi del Viscovo, direttore del Centro studi Fleet&Mobility; e Andrea Taschini, advisor e manager automotive. Domande d’obbligo: che 2026 sarà per il settore automotive europeo e, di riflesso, per quello italiano? E il Piano industriale di Stellantis, atteso entro giugno, firmato dall’amministratore delegato Antonio Filosa? La guida italiana, anche in Europa, del gruppo darà la sterzata attesa soprattutto nel nostro Paese?
 
La discussione, comunque, parte con una serie di riflessioni sull’avanzata continua dei big cinesi dell’auto nel Vecchio continente. Il 2026, a tale proposito, si prospetta come l’anno boom con il raggiungimento e forse il superamento del 10% di quota mercato, complici le incertezze e i comportamenti di un’Unione europea sempre più allo sbando e mal governata.

Impresa, territorio e motori: il Museo Nicolis celebra 25 anni premiando l’eccellenza veneta

Impresa, territorio e motori: il Museo Nicolis celebra 25 anni premiando l’eccellenza veneta

Il Premio Museo Nicolis 2025 conferma, ancora una volta, quanto il Veneto rappresenti un laboratorio unico per la cultura d’impresa italiana. Nella cornice di Villafranca di Verona, il Museo Nicolis ha celebrato i suoi 25 anni di attività premiando due realtà simbolo di un territorio che continua a costruire, innovare e generare valore non solo economico, ma anche sociale e culturale. Una visione che si riflette perfettamente nel tema dell’edizione: «Radici e futuro: l’impresa come eredità e innovazione».

L’evento, che ha raccolto imprenditori, designer, protagonisti del motorsport e figure di spicco del panorama industriale nazionale, ha ribadito con forza che esiste ancora, nel Nord Est, quella energia creativa che ha reso il territorio uno dei motori più dinamici del Paese. Un’energia che nasce da una visione familiare dell’impresa, dalla capacità di adattarsi ai cambiamenti e da un legame profondo con il proprio patrimonio, come ha ricordato la presidente Silvia Nicolis.

Il premio principale è stato conferito al Cav. Lav. Pilade Riello, Presidente di Riello Industries. La sua figura rappresenta una sintesi esemplare di continuità generazionale, leadership strategica e capacità di innovare senza perdere il contatto con le proprie radici industriali. Riello Industries è oggi una Family Company moderna, solida e internazionale, con una posizione di rilievo nel settore della conversione dell’energia e tra i primi cinque produttori mondiali di gruppi statici di continuità: un risultato che testimonia come tradizione e tecnologia possano convivere armoniosamente.

Accanto a questo riconoscimento, il Premio “Sfide d’Impresa” è stato assegnato a EcorNaturaSì, rappresentata dal Presidente Fabio Brescacin. Un’azienda che ha saputo unire visione etica, sostenibilità e crescita economica fino a diventare un modello imprenditoriale unico in Italia: 330 punti vendita NaturaSì, oltre 300 aziende agricole collegate, più di 1.200 collaboratori e un fatturato di 413,6 milioni di euro nel 2024. Una testimonianza concreta di come la responsabilità sociale possa essere un fattore competitivo e non un limite.

 

Storie di impresa, cultura e design

Al centro della giornata, il talk dedicato al rapporto tra eredità e innovazione, moderato dal giornalista Mario Puliero. Sul palco, relatori di alto profilo hanno offerto prospettive diverse sul futuro dell’impresa italiana: Fabrizio Giugiaro, firma del design internazionale e creatore della celebre DeLorean DMC-12; Bruno Giordano, Presidente della Fondazione Cariverona; Antonio Calabrò, Senior Vice President Cultura in Pirelli e Presidente di Museimpresa; e Silvia Nicolis, presidente del Museo.

Il dibattito ha messo in luce il ruolo strategico della cultura d’impresa come elemento capace di unire passato e futuro, patrimonio e innovazione. Un tema particolarmente rilevante per un museo nato per valorizzare la storia industriale del territorio ma capace di trasformarsi in un luogo di confronto su temi contemporanei: dalla continuità generazionale alla sostenibilità, fino al rapporto tra artigianalità e tecnologia.

La presenza di Giugiaro – e l’esposizione speciale della leggendaria DeLorean – ha arricchito ulteriormente la riflessione, ricordando come il design automobilistico italiano continui a essere riconosciuto nel mondo come simbolo di creatività e visione.

 

Un premio che unisce imprenditori, motori e visione futura

La settima edizione del Premio Museo Nicolis ha visto la partecipazione di centinaia di ospiti, tra cui rappresentanti istituzionali, imprenditori, protagonisti del motorsport e del mondo automobilistico. Tra i presenti: Miki Biasion, pluricampione mondiale Rally; i piloti Ivan Capelli e Umberto Scandola; Lucio Cecchinello, Team Principal e CEO Honda LCR; Giuliano Michelotto, fondatore di Michelotto Engineering; Romano Artioli, ex proprietario Bugatti e Lotus; e Maria Paola Stola Ariusso di Studio Torino.

Un parterre che conferma il ruolo del Museo Nicolis non solo come custode della storia delle quattro ruote, ma come crocevia di relazioni strategiche, capace di mettere in dialogo settori diversi – dall’industria alimentare al design, dalla meccanica al motorsport – in un’unica visione dell’impresa come motore di progresso.

 

Tradizione e innovazione: la voce del Museo Nicolis

Il messaggio finale arriva proprio dalle parole della presidente Silvia Nicolis, che sintetizza l’essenza dell’iniziativa: «Radici solide e innovazione continua sono il binomio che permette all’impresa italiana di restare competitiva. Solo coltivando identità e valori possiamo generare innovazione autentica, capace di parlare alle nuove generazioni e di guidare l’Italia verso un futuro più stabile e sostenibile».

Un pensiero che si innesta perfettamente con la missione del Museo Nicolis, fondato da Silvia e Luciano Nicolis nel 2000: custodire il patrimonio industriale italiano e trasformarlo in una fonte di ispirazione per le nuove generazioni. A 25 anni dalla sua nascita, il Museo si conferma una realtà vivace, moderna e capace di unire il mondo dell’impresa a quello dei motori, della cultura e della creatività.

In un momento storico in cui l’automotive e l’industria italiana affrontano sfide globali – dalla transizione energetica alla digitalizzazione – il Premio Museo Nicolis dimostra come il racconto delle imprese, delle persone e delle loro visioni sia ancora uno strumento potente per comprendere il futuro e costruirlo.

 


Premio Museo Nicolis: da sin -Giugiaro, Riello, Nicolis, Brescacin, Giordano, ph Leaduser – Foto da ufficio stampa Museo Nicolis

Via i dazi UE alle auto elettriche cinesi? Il caos continua

Presa in giro: ora l'UE si dice pronta a difendere l'industria dalla Cina
di Andrea Taschini, advisor e manager automotive


Se un marziano arrivasse sulla terra e leggesse gli interessanti articoli dedicati al settore automotive, penserebbe che i decisori dell’Unione europea soffrono della sindrome di Stoccolma e necessitano urgentemente di uno psicanalista. L’alternativa è che non abbiano compreso bene la situazione in cui il settore auto europeo si trova nell’attuale contesto mondiale.


Se da un lato si spiega con dovizia dell’impossibilità di costruire batterie in Europa, tesi che io porto avanti da anni, dall’altro si legge che l’Europa toglierà i dazi alle vetture elettriche cinesi accontentandosi della dichiarazione del Governo di Pechino che non finanzierà più le case auto di cui come è ben noto, è azionista o supporter esterno.

Come funzioneranno i controlli non è evidentemente dato sapere vista l’opacità che regna sovrana in Cina in fatto di questioni riguardanti i rapporti tra stato e aziende. Dulcis in fundo, ecco la notizia (che non è affatto una sorpresa) che i costruttori tedeschi stanno svanendo dal mercato cinese sopraffatti dalla forza dei costruttori locali.

L’appeal delle auto europee nel Paese asiatico è giunto infatti come prevedibile, a fine corsa e da quanto si evince dalle surreali iniziative della commissione europea, a fine corsa è giunto anche l’intero settore automotive del Vecchio continente.
 
 
Foto Andrea Taschini da archivio Forum-Diario


A2A E-Mobility: a Monza inaugurato il primo Power Hub

A2A E-Mobility: a Monza inaugurato il primo Power Hub

Taglio del nastro a Monza per il primo A2A Power Hub, un ecosistema integrato che unisce ricarica ad alta potenza, energia green e innovazione per contribuire allo sviluppo della mobilità elettrica. Presenti all’inaugurazione: Renato Mazzoncini, ad di A2A; Fabio Pressi, ad di A2A E-Mobility; Paolo Pilotto, sindaco di Monza. Si tratta di una infrastruttura all’avanguardia dal punto di vista tecnologico con 5 colonnine ultrafast da 300 kW e una colonnina City Plug da 14 kW per la ricarica simultanea di 12 veicoli, che incontra le esigenze di chi necessita di una ricarica rapida e di chi può dedicare tempi più lunghi alla sosta.


L’Hub è dotato di un sistema di gestione dei flussi energetici, l’Energy Management System, che rende più efficiente l’utilizzo dell’energia coordinando un impianto fotovoltaico da 11 kWp per l’autoproduzione da fonte rinnovabile, un’infrastruttura di accumulo da 100 kWh e la rete elettrica. Tutte le colonnine sono alimentate da energia 100% green certificata.

All’interno dell’Hub sono state integrate alcune soluzioni volte a migliorare la customer experience: tutte le colonnine sono abilitate al pagamento tramite POS per offrire immediatezza di utilizzo – e di un sistema di assistenza diretto in caso di necessità. È attiva, inoltre, la video- sorveglianza in real-time, da una Control room dedicata, per la sicurezza degli utenti e delle infrastrutture.
 
Al fine di raccogliere segnalazioni e suggerimenti viene messo a disposizione degli automobilisti un QrCode, presente sugli schermi delle infrastrutture di ricarica, per entrare in contatto diretto col back office di A2A. All’ingresso dell’area è inoltre presente un totem multimediale che propone contenuti digitali pensati per intrattenere durante il tempo di attesa della ricarica.

Il sito presenta elementi di innovazione aggiuntivi, tra cui un servizio che, grazie all’applicazione di logiche di computer vision, consente il rilevamento dei veicoli e il monitoraggio dello stato di occupazione degli stalli, indicando sul totem i tempi di sosta.

L’A2A Power Hub – realizzato dalla società del Gruppo A2A E-Mobility – si distingue anche per l’architettura moderna e funzionale e il progetto ha previsto un intervento di riqualificazione urbana dell’area, con lavori di de-pavimentazione e nuova pavimentazione permeabile, oltre alla creazione di aree verdi che aiutano a ridurre le isole di calore. La pensilina consente il recupero dell’acqua piovana che verrà resa disponibile per irrigare le zone verdi restituendo al contesto urbano uno spazio rigenerato e funzionale.

L’area scelta – a Monza in Via G. Marconi angolo Via Somalia – è particolarmente strategica poiché in prossimità di uno snodo stradale ad alto flusso di traffico e ideale, ad esempio, per le soste rapide di ricarica prima di intraprendere un viaggio.

Con questo progetto il Gruppo prosegue nel proprio impegno per lo sviluppo della mobilità elettrica: un contributo importante per la transizione energetica e la decarbonizzazione dei centri urbani, in linea col Piano strategico al 2035 che prevede 16mila punti di ricarica ad accesso pubblico a livello nazionale.


Le nuove infrastrutture si aggiungono ai 286 punti di ricarica gestiti da A2A a Monza – di cui 140 di tipologia City Plug – contribuendo a rendere il servizio di ricarica sempre più capillare, diversificato ed efficiente, in grado di soddisfare le differenti esigenze di chi guida in elettrico.
 

A2A_Inaugurazione Power Hub_taglio del nastro – Foto da ufficio stampa A2A


Energia elettrica e intelligenza artificiale: se a parlare sono i numeri

Volkswagen: 16 miliardi per diventare più piccoli
di Mario Verna, manager automotive
 

Dovremmo ridurre l’uso dell’elettricità. A guardare i numeri la battaglia per la “transizione” dovrebbe avere ben altri obiettivi che l’automobile.
E che succederà nei prossimi anni con l’impiego massivo dell’intelligenza artificiale?

Diversi studi indicano che, all’interno di questo aumento, l’AI è il motore principale: la domanda elettrica dei soli data center AI‑ottimizzati potrebbe quadruplicare entro il 2030, arrivando a consumare complessivamente quasi quanto il Giappone oggi (intorno a 900–1.000 TWh/anno).

Questa crescita sarà coperta dalla crescita delle rinnovabili? Finora non è stato così e le proiezioni IEA indicano che solo (circa) il 50% della crescita dei consumi elettrici dei data center fino al 2030 sarà soddisfatta da nuove capacità rinnovabili, in larga parte eolico e fotovoltaico.
E dunque a guardare il dito ci si dimentica della luna.

 


Foto da archivio Mario Verna

Veicoli industriali e 2026: cambio di rotta in vista

Decarbonizzazione del circolante: quale impiego per il fondo di 19 milioni?
di Giovanni Dattoli,  presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE

 
Nonostante la crescita sostenuta delle immatricolazioni negli ultimi quattro mesi del 2025, il trend non è stato sufficiente a evitare una chiusura dell’anno in negativo, soprattutto nel comparto dei trattori che registra un sensibile calo rispetto all’anno scorso. Confidiamo che il 2026 segni un vero cambio di rotta, grazie all’impiego di risorse strutturali mirate al rinnovo del parco veicolare, da tempo richieste da UNRAE e ora finalmente previste con il Fondo straordinario pluriennale da 590 milioni di euro destinato a incentivare i veicoli più avanzati sul piano tecnologico e ambientale.
 
A questo riguardo, apprezziamo il dialogo aperto e costruttivo avviato con il Ministero dei Trasporti, insieme alle altre Associazioni di settore, per definire modalità operative efficaci di utilizzo delle risorse. Valutiamo positivamente anche il rifinanziamento di strumenti come la Nuova Sabatini e l’iper ammortamento, previsti dalla nuova Legge di Bilancio, che offriranno un sostegno concreto alle imprese di autotrasporto. Rimane, tuttavia, essenziale chiarire con tempestività le modalità di impiego dei 19 milioni già stanziati dal MIT per la decarbonizzazione del parco circolante, risorse che dovranno integrarsi con il Fondo straordinario.

Per il nuovo anno auspichiamo, infine, che le misure incentivanti siano accompagnate dalle necessarie agevolazioni all’utilizzo dei mezzi, già previste dalle norme europee e applicate in diversi Stati membri, così da permettere una riduzione del costo totale di possesso dei veicoli di nuova generazione. Solo attraverso condizioni abilitanti tangibili sarà possibile accelerare la transizione verso un trasporto pesante realmente sostenibile.

 

Foto da ufficio stampa UNRAE

 

Autotrasporto e filiera: apprezzamento per gli aiuti al rinnovo del parco

Autotrasporto e filiera: apprezzamento per gli aiuti al rinnovo del parco
Le principali associazioni dell’autotrasporto e le organizzazioni rappresentative della filiera industriale e commerciale dell’automotive italiana esprimono vivo apprezzamento per la pubblicazione in “Gazzetta Ufficiale” del decreto interministeriale MIT/MEF che stanzia 590 milioni di euro al rinnovo del parco del trasporto delle merci.

Lo stanziamento, di carattere straordinario e pluriennale, costituisce un segnale concreto che fa seguito alla “road map per la decarbonizzazione del trasporto merci su strada”, presentata congiuntamEnte dalle associazioni al Ministero dei Trasporti in occasione di Ecomondo 2023.

Tale percorso, fondato su un’analisi condivisa dei fabbisogni e delle necessità delle imprese di avere un orizzonte temporale di medio periodo per poter programmare gli investimenti, ha evidenziato l’urgenza di adottare strumenti strutturali per accompagnare i settori nella transizione verso tecnologie più efficienti e sostenibili.

Le associazioni confermano al Ministro Matteo Salvini e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la massima disponibilità a collaborare per la definizione di proposte attuative che garantiscano una attuazione della misura efficiente ed in linea con le traiettorie tecnologiche e di sostenibilità ambientale.
 

Foto da sito Scania