Sicurezza stradale e prevenzione: no e poi no ai “marcia-bici-piede”

1Tavolo #FORUMAutoMotive: quella barra tenuta sempre dritta

Sulla piattaforma Linkedin, questo mio post-riflessione ha superato in un fine settimana le 40mila visualizzazioni che continuano a crescere. Ottimo segno, significa che ho centrato il problema. Prima di proporlo meritatamente anche su questo “Diario”, dico subito che ho scritto il tutto di getto, nella piena spontaneità. Le colpe degli incidenti stradali vengono riversate per lo più sugli automobilisti. In questo caso, però, se dovesse succedere qualcosa le responsabilità sono da suddividere tra chi ha originato il sinistro e chi è lo ha favorito.

 

In proposito, e tra poco leggerete come e perché, ho rischiato di fare da cavia. Ho immortalato il problema (allego la foto scattata) e la valanga di commenti al mio post hanno fatto sì che tante persone abbiano potuto sfogare la loro rabbia e anche lo stupore per come vengono disegnate le piste ciclabili.

 

“Pavia, viale Cesare Battisti, angolo piazza Dante. Esco dalla macchina mi accingo a entrare in un negozio e una bicicletta mi sfreccia davanti. Guardo a terra e vedo che il marciapiede è stato trasformato in marcia-bici-piede. Ma come è possibile creare una ciclabile su un marciapiede? Esco dal negozio e vedo a pochi metri arrivare una di quelle bici elettriche con le ruote grosse. In questo periodo c’è ancora poca gente in giro, ma mi domando quali rischi simili genialate comporteranno da settembre in poi. Il marciapiede serve al pedone. Bici e monopattini viaggino sulle piste riservate.  No a questi sciagurati e pericolosi mix“.

A questo punto chiedo un intervento correttivo, non solo per quella circostanza ma, come segnalato nei tantissimi commenti al mio post su Linkedin, anche nelle altre zone di Pavia e, aggiungo, dove siano riscontrate situazioni analoghe. Prevenzione, in tema di sicurezza stradale, vuol dire anche e soprattutto tornare sui propri passi (messaggio rivolto alle amministrazioni comunali indipendentemente dal colore politico) quando si commettono errori con l’aggravante che possono causare incidenti. Non è sempre colpa dei soliti automobilisti.

Italiani irascibili al volante: 1 su 4 perde spesso la pazienza

C’è chi lascia correre e chi replica a colpi di clacson e fari. Ma sono anche molti gli italiani – ben uno su quattro, il 25% – che, di fronte a una manovra avventata di un altro automobilista, che magari taglia la strada o non rispetta i segnali di precedenza, perdono d’abitudine le staffe, arrivando a inveire dall’abitacolo con gesti e improperi nei confronti del responsabile dell’imprudenza. È quanto emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio Sara Assicurazioni, la Compagnia Assicuratrice Ufficiale dell’ACI.

 

Guidare che stress

Con queste premesse, non stupisce che per un italiano su due (48%) la guida rappresenti un’esperienza stressante, e che la prima causa siano proprio le manovre rischiose degli altri automobilisti e utenti della strada (46%). Il comportamento considerato in assoluto più pericoloso è l’utilizzo dello smartphone alla guida, che provoca distrazione ed errori, (53%). Ma a far perdere la pazienza ai connazionali sono anche i sorpassi avventati (38%), il non rispettare la distanza di sicurezza, stando troppo vicini al veicolo che precede (31%), le manovre improvvise e le frenate brusche (24%) e il mancato utilizzo delle frecce (19%).

 

Educazione stradale e tecnologia per viaggiare più sicuri

Per migliorare la sicurezza su strada e ridurre il rischio di incidenti gli intervistati sottolineano l’importanza di una maggiore educazione stradale fin da giovani (37%) e di rafforzare i controlli (32%). Più di uno su cinque sottolinea anche i vantaggi della tecnologia (21%). In particolare, a essere considerati utili sono i sistemi di assistenza (44%) per il controllo della frenata o la regolazione della velocità, telecamere e sensori (31%), e i dispositivi di monitoraggio dello stile di guida, che incentivano un comportamento virtuoso (27%). Solo l’11% è invece del parere che, in futuro, una maggiore sicurezza potrà arrivare dai veicoli senza conducente.  

 

C’è chi si affida alla scaramanzia 

Per evitare spiacevoli imprevisti, l’indagine rileva che quasi un italiano su due (45%) adotta comportamenti scaramantici prima di intraprendere un viaggio. C’è ad esempio chi evita di avventurarsi in determinate strade o luoghi (12%), chi preferisce non mettersi in strada in orari o giorni particolari (7%) e chi, al momento dell’acquisto, evita di scegliere un’auto di un dato colore (6%). Il classico portafortuna sembra invece la scelta dell’8% dei connazionali.

 

Il ruolo delle polizze assicurative

Per una maggior sicurezza, nove su dieci (90%) considerano utile ampliare le garanzie della polizza auto oltre la sola RC, apprezzando in particolare i servizi di assistenza in caso di guasto o sinistro (44%), la possibilità di personalizzare le coperture (37%) e il senso generale di protezione che deriva dal sapersi tutelati (19%).

 

“La sicurezza per chi viaggia in auto, così come su qualsiasi altro mezzo e per i pedoni, poggia innanzitutto su comportamenti consapevoli e responsabili che a loro volta non possono prescindere da un’appropriata educazione stradale” – dichiara Marco Brachini, Direttore Marketing, Brand e Customer Relationship di Sara Assicurazioni – “Per questo, da sempre realizziamo iniziative di sensibilizzazione a una guida sicura che coinvolgono la popolazione a cominciare dai giovani, come il Sara Safe Factor. In parallelo, attraverso il nostro ecosistema della mobilità, offriamo soluzioni assicurative che rispondono alle più diverse esigenze di tutela degli utenti della strada. Particolarmente innovativa in questo senso è la polizza auto comportamentale, che unisce sicurezza e risparmio premiando gli stili di guida responsabili con sconti al rinnovo, oltre ai prodotti e servizi telematici”.  

Foto ufficio stampa Sara Assicurazioni

Rispetto dell’ambiente e no agli sprechi: studenti sensibilizzati

Rispetto dell'ambiente e no agli sprechi: studenti sensibilizzati
“ELEMENTI AL LIMITE” realizzato dalla classe 4°D del Liceo Scientifico “A.Volta” di Milano, è uno dei 3 video vincitori (tra i 35 in gara) del concorso “Materia Viva, a scuola di RAEE”, l’iniziativa gratuita e aperta a tutti gli istituti secondari di primo e secondo grado italiani, nata con l’obiettivo di sensibilizzare ragazzi e ragazze sull’importanza di una corretta gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE).

I giovani creativi sono stati premiati nella splendida cornice del “Giffoni Film Festival” dalla giuria composta da Erion WEEE e Giffoni Innovation Hub, che ha deciso di assegnare il riconoscimento a “ELEMENTI AL LIMITE” “per aver saputo esprimere il ruolo cruciale delle materie prime e per aver ribadito che i RAEE sono da considerarsi risorse e non solo rifiuti”.

Il progetto è stato articolato in più fasi. Agli studenti, infatti, era stato richiesto di visionare e discutere il docufilm “Materia Viva” (realizzato lo scorso anno da Libero Produzioni Televisive per Erion WEEE) e, successivamente, di realizzare un video originale che – attraverso la tecnica narrativa dello storytelling – parlasse di economia circolare, dei RAEE e del loro riciclo seguendo, nello specifico, la seguente traccia: “Nel 2085 la Terra ha esaurito la maggior parte delle risorse e delle componenti fondamentali per produrre le Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Se poteste tornare indietro nel tempo, al 2023, cosa direste a tutti i cittadini?”. 
Un brief che la classe 4°D del Liceo Scientifico “A. Volta di Milano” ha preso molto sul serio.
Foto ufficio stampa

Dazi UE-Cina-UE: un segno di sconfitta

Mercato dell'auto: piatto perché forzato
di Mario Verna, manager automotive
 
I dazi sono un segno di sconfitta. Lo sono soprattutto nel mondo globalizzato che ha affascinato gli speculatori del costo del lavoro, quelli che le “battaglie per i diritti sono sacrosante ma, se non vedo…”. Un po’ come i legislatori europei che, per fare i più moderni di tutti, hanno sacrificato a una copertina patinata il sistema industriale europeo.

I dazi certificano questo fallimento, una foglia di fico con cui coprire le vergogne di un’impostazione ideologica che ha portato al suicidio felice l’industria automobilistica europea.

I dazi non serviranno a nulla, serve al contrario una contro-rivoluzione culturale, un pragmatismo operativo che ricostruisca sulla realtà i principi di verità, insomma, fare bene quello che sappiamo fare meglio degli altri.

Sondaggio McKinsey: 3 su 10 pronti a tornare dall’auto elettrica a quella termica

Sondaggio McKinsey: 3 su 10 pronti a tornare dall'auto elettrica a quella termica

Secondo un recente sondaggio di McKinsey sarebbero 3 proprietari su 10 quelli che pensano di abbandonare la tecnologia a batteria per tornare ai motori termici quando dovranno sostituire l’auto. Il numero diventa più preoccupante negli USA, dove i delusi sono quasi 5 proprietari di veicoli elettrici su 10.

Nello studio “Mobility Consumer Pulse 2024”, condotto da McKinsey, prende in esame le risposte di più di 30.000 possessori di auto nel mondo (elettriche e no) provenienti dai 15 Paesi più importanti del mercato, che totalizzano l’80% delle vendite totali. Per la mobilità elettrica il quadro è allarmante: tra i possessori di EV, il 29% dichiara la volontà di ritornare a guidare un’auto a benzina o Diesel, percentuale che negli States arriva addirittura al 46%.

In Europa coloro che sono rimasti scottati dall’esperienza elettrica, più degli altri, sembrano essere gli inglesi (49%), mentre in Italia i proprietari di veicoli elettrici che hanno intenzione di tornare al motore alimentato con combustibili fossili sono solo il 15%.

Foto di Michael Marais su Unsplash

La rivoluzione della Guida Autonoma: Ford introduce BlueCruise sulle autostrade europee

La rivoluzione della Guida Autonoma: Ford introduce BlueCruise sulle autostrade europee

Ford ha compiuto un altro grande passo verso il futuro della mobilità con l’approvazione del suo sistema di guida autonoma BlueCruise da parte della Commissione Europea. Questo sistema avanzato consente una guida a mani libere su tratti selezionati delle autostrade di 15 paesi dell’Unione Europea, rendendo i viaggi in auto più sicuri e rilassanti.

BlueCruise è un sistema di assistenza alla guida di Livello 2, progettato per consentire ai conducenti di togliere le mani dal volante mantenendo gli occhi sulla strada. Questo sistema avanzato, già disponibile sulla Ford Mustang Mach-E, controlla lo sterzo, l’accelerazione, la frenata e il mantenimento della corsia, offrendo un’esperienza di guida più confortevole e sicura.

L’approvazione del sistema BlueCruise da parte della Commissione Europea segna un momento storico per la mobilità su strada. Con l’introduzione di questa tecnologia in 15 paesi, tra cui l’Italia, Ford ha aperto la strada a una nuova era di guida autonoma su oltre 133.000 chilometri di autostrade. In Italia, il sistema copre oltre il 90% della rete autostradale, offrendo un’opzione innovativa e sicura per i conducenti.

Secondo Fabrizio Faltoni, Amministratore Delegato di Ford Italia, “BlueCruise trasforma la guida in autostrada, rendendola più semplice e meno stressante, sia nel traffico intenso sia nei lunghi viaggi. L’introduzione di questa tecnologia in Italia rappresenta un importante traguardo per Ford e offre ai nostri clienti un’esperienza di guida senza precedenti.”

Il sistema BlueCruise può essere attivato in aree specifiche chiamate “Blue Zone”. Durante la guida in una di queste zone, i conducenti possono togliere le mani dal volante, mantenendo comunque l’attenzione sulla strada. Una telecamera situata nel cruscotto monitora costantemente la direzione dello sguardo e la posizione della testa del conducente, assicurando che l’attenzione rimanga sulla strada. Se il sistema rileva una distrazione, invia avvisi al conducente e, se questi vengono ignorati, provvede ad arrestare l’auto in sicurezza.

Ford offre ai nuovi utenti la possibilità di provare BlueCruise gratuitamente per 90 giorni. Al termine del periodo di prova, il servizio può essere attivato con un abbonamento mensile o annuale, rendendo questa tecnologia avanzata accessibile a un ampio pubblico.

Nel mondo, oltre 420.000 veicoli Ford e Lincoln sono già dotati di BlueCruise. Questi veicoli hanno percorso più di 342 milioni di chilometri in modalità “mani libere”, dimostrando l’affidabilità e l’efficacia di questa tecnologia. Con l’espansione in Europa, Ford continua a consolidare la sua posizione come leader nell’innovazione automobilistica.

 

Foto da ufficio stampa FORD

 

Nuovi dazi Ue sulle auto elettriche cinesi: ma da Pechino ci inondano con quelle termiche

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I “grandi” strateghi di Bruxelles hanno deciso di limare, seppur di poco, i dazi applicati lo scorso 4 luglio sulle auto elettriche prodotte in Cina e importate in Europa. Di mezzo ci vanno anche l’americana Tesla, visto che ha un impianto dalle parti di Shanghai, e i modelli delle joint-venture tra un costruttore occidentale e un gruppo cinese.

Peccato, però, che a Pechino e dintorni non siano stupidi e, seppur protestando vivamente per il provvedimento sul quale dovrà essere presa una decisione non oltre il 30 ottobre, continuano imperterriti l’offensiva nel Vecchio continente con modelli dotati di moderne motorizzazioni endotermiche. I prezzi sono competitivi, ma anche la qualità è buona e il design che rispecchia i gusti dell’automobilista europeo.

Ma ecco nel dettaglio la nuova formulazione dei dazi. Bruxelles e il Governo cinese avranno tempo fino al 30 agosto per trovare un punto d’incontro. Alle aliquote indicate, si deve aggiungere la tassa del 10% già in essere: BYD: 17% (-0,4% rispetto a quanto deliberato il 4 luglio scorso), Geely: 19% (-0,9%), SAIC: 36,3% (-1,3%). Altri che hanno collaborato con la UE fornendo informazioni: 21,3% (+0,5%), altri che non hanno collaborato: 36,3% (-1,3%). Per Tesla, dazio compensativo del 9% (19%) sulle vetture importate in Europa da sotto la Grande Muraglia.

Dimenticavo: i dazi, se confermati il prossimo 30 ottobre, daranno anche un forte impulso ai big cinesi per quanto riguarda loro insediamenti produttivi in Europa, in questo caso con benefici per l’economia, lo sviluppo dei territori e l’occupazione.

Non è da sottovalutare, comunque, la minaccia che arriva direttamente da Pechino dopo il via ai nuovi dazi, anche se ridotti. La Cina avverte che si potrebbe arrivare a uno scontro commerciale con l’Ue che, a sua volta, contesta gli elevati sussidi che il Governo di Pechino eroga a favore dei costruttori di veicoli. Atto, questo, visto da Bruxelles come una vera e propria concorrenza sleale.

ANIASA: i “Magnifici 7” europei nel decennio

Noleggio: occorre una maggiore diffusione delle forme "pay-for-use"

Foto: Alberto Viano, presidente di ANIASA

“Se si osservano nell’attuale decennio i numeri delle immatricolazioni nei 7 Paesi d’Europa a maggiore densità automobilistica (in ordine di volumi: Germania, Regno Unito, Francia, Italia, Spagna, Belgio e Olanda), risulta evidente che la ripresa post pandemia c’è stata, ma siamo ben lungi dal recuperare pienamente le vendite degli anni precedenti al Covid-19. Ovviamente non è soltanto la crisi economica ed energetica innescata dalla pandemia ad aver rallentato il mercato dell’automobile. si sono aggiunte le tensioni internazionali della guerra tra Russia e Ucraina e anche le difficoltà dovute all’imposizione forzata della transizione ecologica”, È quanto afferma ANIASA (Associazione nazionale industria autonoleggio, sharing mobility e automotive digital) in una dettagliata analisi. Le immatricolazioni complessive dei Paesi Top 7 nel 2023 hanno fatto registrare un totale appena inferiore ai 10 milioni di autovetture, a fronte dei circa 12,4 milioni del 2019 (un volume simile a quello del biennio precedente). Il mercato dei 7 Paesi, sceso al di sotto dei 10 milioni di immatricolazioni già nel 2020, ha continuato a calare fino al 2022, per poi dare un segnale di ripresa nel 2023, quando si è registrato un discreto +14,8%.

Sul versante dei veicoli commerciali (LCV), le immatricolazioni hanno fatto segnare un andamento diverso, più altalenante, ma che ha evidenziato un trend di medio periodo similare: un crollo nel 2020 con la pandemia, una ripresa abbastanza netta nel 2021, di nuovo una contrazione significativa nel 2022 e una risalita lo scorso anno (+16,6%), anche se su volumi complessivi inferiori a quelli del 2021. Dal 2019 al 2023 il mercato dei veicoli commerciali leggeri (0-3,5t) è passato da oltre 1,6 milioni di unità a poco più di 1,4 milioni.

In ambito autovetture, a differenza di quanto avvenuto nel 2022 sul 2021, tutti i Top 7 hanno mostrato un segno positivo, con il Belgio a far segnare il dato più favorevole (+29,5%) e la Germania quello meno appariscente (+7,3%). Il +18,9% dell’Italia è il secondo migliore risultato, anche se vicino al +18,4% dei Paesi Bassi e al +17,9% del Regno Unito.

Salone Auto di Torino fa il pieno: 41 le Case partecipanti, cinesi presenti

Salone Auto di Torino fa il pieno: 41 le Case partecipanti, cinesi presenti

Saranno 41 le Case automobilistiche presenti a Salone Auto Torino dal 13 al 15 settembre: Abarth, Alfa Romeo, Alpine, BYD, Citroën, Dacia, Dallara, Dongfeng, DR, DS, EVO, Ferrari, Fiat, GFG Style, Honda, Ich-X, Italdesign, Jaecoo, Jeep, Lancia, Lotus, Mazda, McLaren, MG Motors, Microlino, Mole Urbana, Nissan, Omoda, Opel, Peugeot, Pininfarina, Polestar, Porsche, Renault, Sportequipe, Suzuki, Tecnocad, Tesla, Tiger, Voyah, Xev.

 

All’esposizione parteciperanno anche i seguenti brand: Collezione ASI Bertone, Acqua S.Bernardo, Allianz Direct, AM Costruzione Modelli, AMTS, Arexons, CA Auto Bank  e Drivalia, DGA, Dumarey, Fondazione Macaluso, Fondazione Marazzato, Foppiani Shipping & Logistics, IED, Mafra, MAK, Museo Nazionale dell’Automobile, Petronas, Politecnico di Torino, Sabelt, Sparco, Speed, SUSTAINera. Intrattenimento e attività saranno affidati ai media alVolante, Auto, Automoto, Motor1, Motori TV, Quattroruote, RAI, Tuttosport.

 

I capolavori del design in piazzetta Reale e piazza Castello. Uno spettacolo nello spettacolo saranno i capolavori del design che si troveranno in piazzetta Reale e che saranno protagonisti anche delle sfilate dinamiche.

 

Collezione ASI BERTONE: Lamborghini Miura, Autobianchi Runabout, NSU Trapeze, Chevrolet Corvette Ramarro, Porsche Karisma, Lancia Kayak, Alfa Romeo Bella, Bertone Birusa, Aston Martin Jet 2, Fiat Barchetta Bertone.

 

Italdesign: Nissan GTR 50, Italdesign ZeroUno, Italdesign Parcour, Italdesign Quintessenza, Delorean DMC 12, Italdesign Asso di Picche 1973, Italdesign Assodi Picche in movimento; VW W12, Ford Mustang, Ford Mustang, Nazca C2, Lotus Esprit, VW UP beach, VW Touareg, Fiat Panda Strip, Italdesign DUERTA, Italdesin Whee-me, Italdesign Biga.

 

Pininfarina: Automobili Pininfarina Battista Hyper GT, Pininfarina Sergio, Ferrari Testarossa.

 

GFG Style: GFG Kangaroo, GFG Bandini Dora, GFG Vision 2030 Desert Raid e GFG Sibylla.

 

IED: Pagani Alisea, Alpine A4810, Suzuki Misano.

Andrea Levy, presidente Salone Auto Torino: “Torna Salone Auto Torino, che si svolgerà dal13 al 15 settembre all’aperto nel centro di Torino e con ingresso gratuito. Un format che ha riscosso successo tra i brand che, durante la manifestazione, presenteranno diverse anteprime nazionali. Accanto alle novità di prodottoci sarà posto per la passione e le emozioni, rappresentate dai meravigliosi prototipi in mostra, alcuni dei quali potremmo vederli in versione dinamica durante le sfilate nel circuito cittadino”. 

Report S&P: priorità politiche in evoluzione potrebbero influenzare la transizione energetica

Report S&P: priorità politiche in evoluzione potrebbero influenzare la transizione energetica

I Governi a livello globale – la sintesi dell’ultimo report di S&P Global Ratings – non stanno abbandonando gli obiettivi di transizione energetica, ma le priorità politiche stanno subendo pressioni. Sullo sfondo di vincoli fiscali più severi e di un peggioramento del contesto geopolitico, i policymaker di tutto il mondo si concentrano sempre più sul costo della vita, sulla sicurezza energetica, sulla competitività economica e sulla spesa per la difesa.

Le questioni legate alla distribuzione di costi e benefici vengono sollevate sempre più spesso in relazione alla transizione energetica, tra preoccupazioni riguardanti la reazione degli elettori e le pressioni sul costo della vita. L’economia della transizione energetica differisce tra le diverse aree geografiche. Mentre i Paesi esportatori netti di energia possono permettersi una transizione più lenta verso risorse non basate su idrocarburi, i Paesi importatori netti in Europa e Asia non possono.

Foto di Jesse De Meulenaere su Unsplash