di Mario Verna, manager automotive
I dazi sono un segno di sconfitta. Lo sono soprattutto nel mondo globalizzato che ha affascinato gli speculatori del costo del lavoro, quelli che le “battaglie per i diritti sono sacrosante ma, se non vedo…”. Un po’ come i legislatori europei che, per fare i più moderni di tutti, hanno sacrificato a una copertina patinata il sistema industriale europeo.
I dazi certificano questo fallimento, una foglia di fico con cui coprire le vergogne di un’impostazione ideologica che ha portato al suicidio felice l’industria automobilistica europea.
I dazi non serviranno a nulla, serve al contrario una contro-rivoluzione culturale, un pragmatismo operativo che ricostruisca sulla realtà i principi di verità, insomma, fare bene quello che sappiamo fare meglio degli altri.
