Monza e il Gran Premio di F1: un indotto che vale 178,8 milioni

Monza e il Gran Premio di F1: un indotto che vale 178,8 milioni

È di 178,8 milioni di euro l’indotto totale generato dalla 95esima edizione del Gran Premio d’Italia a Monza: sono le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio Milano, Lodi Monza e Brianza.

Le voci di spesa
Ricadute positive distribuite in maniera omogenea tra le voci “alloggio” (33% della spesa totale, 59 milioni di euro) e “shopping” (30% della spesa totale, 53,6 milioni di euro). La ristorazione rappresenta il 16% della spesa totale pari a 28,6 milioni di euro, seguita dai biglietti di ingresso (15% della spesa turistica pari a 26,8 milioni di euro) e da trasporti e parcheggio (6% della spesa totale pari a 10,7 mln di euro).


Le ricadute sui territori

L’indotto turistico del Gran Premio D’Italia di F1, con circa 300mila visitatori, porta benefici, oltre alla Brianza, a un’ampia parte di territorio lombardo, a partire dall’area metropolitana di Milano. Il 51% della spesa turistica, pari a 91,6 milioni di euro rimane nella provincia di Monza e Brianza, il 30% (54,5 milioni) ricadrà nella città metropolitana di Milano, l’11% (19,4 milioni di euro) nella provincia di Como, il 7% si distribuirà tra Lecco e le altre province lombarde.

Auto e tendenze: le city-car conquistano la Gen Z, i SUV il resto

Auto e tendenze: le city-car conquistano la Gen Z, i SUV il resto
Autohero, tra i principali rivenditori di auto usate in Europa, svela la classifica delle auto usate preferite dalle diverse fasce d’età nei primi sei mesi del 2024: la maggior parte degli italiani è orientata all’acquisto di SUV, ma la Generazione Z si differenzia dalle altre per la netta preferenza verso le city-car e i modelli di brand tedeschi. Da sottolineare una certa eterogeneità per le altre generazioni, che restano
comunque più affezionate alle auto italiane.

Generazione Z (sotto i 30 anni): city-car e berline più acquistate dei SUV
La Generazione Z mostra una predilezione per le city-car, che rappresentano il 40% degli acquisti di auto usate in questa categoria; seguono in ordine di preferenza le berline (34%) e, in terza posizione, i SUV (20%). In linea con questi dati, i cinque modelli più acquistati in questa fascia d’età appartengono alle prime due tipologie: Ford Fiesta, BMW Serie 1 e Mercedes-Benz Classe A conquistano rispettivamente le prime tre posizioni del podio, mentre chiudono la classifica due Volkswagen: Polo e Golf VII. Queste auto riflettono l’esigenza della Gen Z di guidare veicoli compatti e maneggevoli che si adattino al meglio al loro stile di vita dinamico e urbano.

Millennials (30-40 anni): i più eterogenei nelle preferenze di acquisto
Quasi la metà dei Millennials (il 45%) preferisce i SUV, guidati dalla Renault Captur la più acquistata in questa fascia d’età. Il podio è completato da una berlina e da una citycar: rispettivamente la Golf VII e la Smart Fortwo. Chiudono questa classifica altri due SUV: la Fiat 500X e la Jeep Renegade. Scelte che rivelano una certa predilezione per auto pratiche e versatili, che – a prescindere dal brand – possano coprire un’ampia gamma di esigenze: dai modelli più compatti per i single, a quelli più spaziosi per le famiglie.
 
City-car e berline rimangono comunque popolari tra i Millennials, rispettivamente con il 29% e il 16% degli acquisti effettuati da questa generazione nella prima parte dell’anno. Generazione X (40-60 anni) e Baby Boomers (60-70 anni): i più fedeli al brand Fiat Generazione X e Baby Boomers mostrano una larga preferenza per i SUV (entrambi con il 44% delle vendite su Autohero) e, secondariamente, per le city-car.
Foto di Karsten Winegeart su Unsplash

UE, mobilità e futuro: il motore non può essere solo elettrico

UNRAE e Federauto a Pichetto: no "Eco-score" nei prossimi incentivi
di Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell-Ambiente e della Sicurezza energetica
(dall’intervento alla conferenza del “Soft power club” a Venezia)

 
Italia eccellenza nei biocarburanti e nell’alleanza del biofuel con Usa e altri Paesi. Le nuove tecnologie hanno il potenziale per rivoluzionare il modo in cui ci muoviamo, rendendo la nostra mobilità più intelligente, più efficiente e più sostenibile. Abbiamo bisogno di più tecnologia, non di divieti, per questo sosteniamo un approccio tecnologicamente neutro per lo sviluppo di combustibili alternativi, tecnologie dell’idrogeno e nuovi sistemi di propulsione per veicoli, aerei e navi.
 
Non può esserci la monocultura dell’elettrico. Sosteniamo la sfida dei nuovi combustibili liquidi sostenibili poiché possono essere utilizzati con le attuali infrastrutture di rifornimento e catene di approvvigionamento. È questo l’approccio che abbiamo mantenuto nella questione relativa allo stop ai motori endotermici al 2035.
 
Avere carburanti come i bio o gli e-fuels che riducono in modo massiccio le emissioni è un interesse nazionale e dell’Unione Europea, e averli a disposizione in modo diffuso sarebbe un passo avanti notevole. Per questo ho intenzione di chiedere alla futura Commissione Ue di iscrivere i biocarburanti nella tassonomia europea, allargando il loro uso oltre aviazione e marina. Lo ribadisco ancora una volta: sono convinto che in futuro, nei prossimi 15-20 anni la diffusione dell’auto elettrica sarà massiccia e stiamo finanziando con il Pnrr la realizzazione di una rete di impianti di ricarica che sia quanto più capillare possibile.
 
Ma il motore non può essere solo elettrico. Per questo sosteniamo che la scienza possa dare delle soluzioni e stiamo trasformando le raffinerie tradizionali e in bioraffinerie. Come Paese siamo leader per la produzione dei biocarburanti.

Il ritorno di Altavilla: sarà Senior Advisor Europa della cinese BYD. Bel colpo

1Tavolo #FORUMAutoMotive: quella barra tenuta sempre dritta
È un piacere ritrovare nel mondo automotive l’amico Alfredo Altavilla sul quale il colosso cinese BYD ha deciso di puntare, grazie alla sua grande esperienza e alla visione strategica, per crescere sempre più in Europa. Da lunedì 2 settembre Altavilla ricoprirà l’incarico di Senior Advisor di BYD per l’Europa.

Ho conosciuto Alfredo tanti anni fa, all’epoca di Fiat Group. Per anni è stato l’ “ambasciatore” del gruppo, per poi svolgere incarichi sempre più di vertice anche nella galassia come numero uno di Iveco e Fiat Powertrain Technologies. Sergio Marchionne gli ha dato subito fiducia tanto da essere considerato tuttora il braccio destro dell’ad scomparso nel 2018. Insieme hanno vissuto momenti indimenticabili, come la chiusura della put option costata, a General Motors, 2 miliardi di dollari dopo una incessante trattativa tra Marchionne e l’allora ad americano Richard Wagoner nel grattacielo Gm davanti al Plaza hotel di New York.

Quei 2 miliardi di dollari furono centrali nella rinascita di Fiat. Quanti gli “steering committe”, in giro per il mondo, tra le due parti in causa con al seguito noi giornalisti sempre a caccia del virgolettato esclusivo. Tanti gli aneddoti che potrei raccontare, la fuga (loro) attraverso le cucine di un hotel dall’accerchiamento dei media di Zurigo e l’inseguimento del sottoscritto e il collega del “Sole”, Andrea Malan, su un’auto NCC.

Lo stesso Altavilla, ancora prima che arrivasse Marchionne a Torino, fu sorpreso di vedere me e il collega dell’ “Ansa”, Carlo Fenu, appollaiati in un albergo anonimo di Magonza, alle porte di Francoforte, che una gola profonda ci aveva indicato come sede del vertice Fiat-Gm, sempre sul caso “put option”. Era l’epoca di Giuseppe Morchio e Giancarlo Boschetti.

All’uscita dall’hotel ricordo Alfredo seguire il corteo dei grandi capi con indosso l’immancabile completo blu e la cravatta in tinta, e stringere al petto una borsa al cui interno avrebbe potuto esserci lo “scoop” che andavo cercando.

E poi l’impresa, con Marchionne, di conquistare la Chrysler e il brindisi commosso, negli States, quando il presidente americano Barack Obama diede alla tv l’ok finale alla nascita di FCA.

Sono proprio contento che BYD abbia scelto Altavilla, mettendo sul tavolo delle nuove sfide che attendono il settore automotive, un manager che rappresenta un vero poker d’assi e conosce i mercati nei minimi dettagli.

Nella foto, eccoci insieme nel 2022, a Fiumicino, per le celebrazioni con ACI dei 100 anni dell’Autodromo di Monza. Altavilla era presidente di ITA Airways. Complimenti ancora e buon lavoro caro Alfredo.
Do Pierluigi Bonora, Direttore ACI Radio e Promotore di #FORUMAutoMotive

Produzione europea: focus Eurostat su ibride ed elettriche

Produzione europea: focus Eurostat su ibride ed elettriche
Tra il 2017 e il 2022, la produzione UE di autovetture ibride non ricaricabili è passata da 160.000 a 1 milione. Nello stesso periodo di tempo, la produzione di auto completamente elettriche è passata da 100.000 a 1,2 milioni. I dati arrivano dall’edizione 2024 di “Cifre chiave dell’economia europea”, pubblicato da Eurostat. La produzione di ibridi plug-in rimane la più bassa, tuttavia ha registrato un incremento da 24.000 nel 2017 a 600.000 nel 2022.
Nel 2022, il 25% delle autovetture prodotte nell’UE era a trazione ibrida o elettrica, quota simile (27%) per le esportazioni dall’Ue di questi tipi di auto, mentre le importazioni hanno toccato il 43%. Le auto completamente elettriche hanno rappresentato l’11% della produzione totale di auto nell’Ue, rispetto al 9% delle esportazioni e al 15% delle importazioni.
 
Per le auto ibride plug-in, la quota di produzione è stata del 5%, appena superiore a quella delle esportazioni (4%), ma inferiore a quella delle importazioni (7%). Al contrario, mentre la quota di produzione delle auto ibride non plug-in è stata del 9%, questi veicoli hanno rappresentato non solo una quota maggiore delle importazioni di auto (21%), ma anche delle esportazioni (13%).

GP di Monza: anche dopo il 2025, Autodromo luogo iconico per le Olimpiadi 2026

GP di Monza: anche dopo il 2025, Autodromo luogo iconico per le Olimpiadi 2026
di Geronimo la Russa, presidente di ACI MIlano e ACI Infomobility
 
Il Gran Premio d’Italia e l’Autodromo di Monza sono un’occasione unica e inimitabile per promuovere le eccellenze della Brianza, della Lombardia e, più in generale, di tutto il nostro Paese. Dobbiamo unire tutte le forze in campo per fare in modo che Monza continui a essere protagonista indiscusso del Campionato mondiale anche dopo il 2025.
Un obiettivo che, ne sono certo, riusciremo a raggiungere perché questa pista è la storia della Formula Uno e l’entusiasmo degli appassionati che affollano le nostre tribune ha davvero pochi eguali nel resto del mondo. Non dimentichiamo, inoltre, che l’Automobile Club di Milano nel 1922 realizzò il circuito monzese.
 
Nel ringraziare tutti i lavoratori che materialmente hanno realizzato i lavori di ammodernamento della pista consentendoci di proporre un “Tempio della Velocità” che si è rifatto il look con una veste rinnovata e ancora più avvincente, ripensando alle recenti Olimpiadi di Parigi e guardando ai Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026, ecco la proposta di unire le forze per far sì che l’Autodromo, con il Parco e la Villa Reale, diventi luogo iconico da visitare durante tutto il periodo che, a partire dal prossimo anno, ci accompagnerà verso le Olimpiadi Invernali con aperture speciali e ed eventi che richiamino a Monza turisti e chi non ha mai avuto il piacere di conoscere queste realtà.

Servizi di car sharing: il punto di ANIASA

Servizi di car sharing: il punto di ANIASA

Il 2023 è stato per l’industria della mobilità l’anno della ripresa, con una ulteriore crescita dei fondamentali rispetto al periodo della pandemia, che aveva colpito duramente sia il car sharing che la mobilità più in generale. Il Rapporto ANIASA dello scorso anno segnava il 2022 come l’anno della ripartenza proprio per il car sharing, che è stato chiamato a reinventarsi definendo un nuovo modello di business, passando cioè dalla fase di sviluppo a quella della piena maturità. Il 2023 è il primo anno di vero assestamento del nuovo modello operativo, sulla scorta di ulteriori consolidamenti nella compagine degli operatori di mercato.

 

Il car sharing si fa… lungo

 Il 2023 registra alcuni valori in crescita, ma alla luce di un volume complessivo di attività in calo rispetto al 2022, complice anche la riduzione del business al di fuori delle grandi città ed il calo dei livelli medi di utilizzo della flotta, a loro volta legati anche a difficoltà nella manutenzione delle vetture. La ormai più robusta concorrenza di altre forme di condivisione (anche a 2 ruote) non agevola certo il ricorso alle 4 ruote, che sono ancora alle prese anche con una transizione verso nuove motorizzazioni e alimentazioni. Un 2023 ancora di cambiamento, che ha spinto i principali operatori ad aggiornare la propria offerta di servizio per far fronte ad una domanda più articolata.

 

Nel dettaglio dei numeri, il 2023 ha visto poco meno di 5 milioni di noleggi nel corso dell’anno (4.970.000 per l’esattezza), circa il 10% in meno di quanto registrato nel 2022 quando si effettuarono poco più di 5.500.000 di noleggi; ancora sotto i valori del 2020 e ben lontani dai valori pre-pandemia (più di 10 milioni di noleggi). La pandemia ha quindi lasciato un segno profondo, forse indelebile, sul car sharing, che è sì cresciuto, ma rimanendo ben lontano dalle aspettative pre-Covid.

 

Cresce, invece, anche se di poco, il numero di utenti “attivi negli ultimi 6 mesi”, con circa 300.000 persone che hanno fatto ricorso al servizio di sharing (+4% rispetto al 2022, ma +23% rispetto ai valori del 2020). La crescita più importante si registra nelle due principali città di Roma e Milano, che continuano a fare da traino alle auto condivise.

 

I segnali di consolidamento e stabilizzazione del business sono inoltre evidenti anche da due altri indicatori, la flotta gestita e la durata media del noleggio. Dopo 2 anni di calo, il 2023 non vede ancora una risalita, ma piuttosto una sostanziale stabilizzazione. 3.500 vetture medie in flotta, dato allineato al valore del 2022. Anche quest’anno Roma e Milano la fanno da padroni, con l’80% della flotta complessiva. Nonostante la fine del chip shortage ed il ritorno dell’offerta di prodotto gli operatori del settore sono rimasti cauti e hanno mantenuto una flotta costante.

 

Molto importante invece il trend della durata media del noleggio. Già nel Rapporto 2022 si era evidenziato un considerevole aumento, fino a 77 minuti per ciascun noleggio; nel 2023 questo valore è salito ulteriormente raggiungendo i 95 minuti medi, ovvero poco più di un’ora e mezza. Per sopravvivere al contesto di mercato e battere la concorrenza sulla “short distance” (monopattini, scooter,…) il car sharing gioca quindi la carta della durata e si fa…lungo.

 

Un car sharing che strizza l’occhio al rent-a-car (molti noleggi hanno una durata media di più di 2 ore) pur mantenendo un modello di business free floating. Un po’ un unicum rispetto ai modelli visti in passato, che contrapponevano un noleggio al minuto su base free floating ad un noleggio a breve station-based. La maggiore durata dei noleggi, supportata anche da formule week-end e noleggi pluri-giornalieri, come banco di prova di una proposizione di valore evoluta e più distintiva; in sintesi: maggiormente focalizzata sulla stabilità dei fatturati e sulla semplificazione della flotta e delle operations.

 

Il profili dell’utilizzatore

Anche nel 2023 l’utilizzatore di vetture in condivisione si conferma lo stesso del passato; un profilo ben conosciuto già da tempo, ormai consolidato e senza cambiamenti significativi. Il profilo-tipo riguarda una utenza di sesso maschile (circa il 65%) e la suddivisione per fascia di età conferma il mix degli anni precedenti, salvo un leggero recupero della fascia giovane 18-25 anni a discapito delle fasce centrali (36-45 e 46-55 anni). Il pubblico più giovane (18-35 anni) rimane in ogni caso la metà del pubblico complessivo del car sharing, in sostanziale parità con le fasce di età più senior (si segnala una certa differenza, a tratti non irrisoria, tra i mix di età dei diversi operatori di car sharing). Si evidenziano, come anche l’anno scorso, differenze non trascurabili nel mix di età dei singoli operatori del comparto, a dimostrazione di posizionamenti di mercato in parte differenziati.

 

Guardando la distribuzione settimanale dei noleggi, è interessante notare la sostanziale equivalenza dei diversi giorni: nessun giorno della settimana si discosta dal rappresentare il 13-15% del totale dei noleggi settimanali. Come confermato nei Report degli anni scorsi, la distribuzione per giorno della settimana è invece piuttosto uniforme tra i singoli operatori, senza scostamenti degni di rilievo.

 

Per quanto riguarda il consumo per fascia oraria, sostanziale stabilità del 2023 rispetto a quanto visto nel 2022. In generale chi fa ricorso al car sharing lo fa nelle ore della mattina, subito dopo il picco di traffico privato della fascia 7:00-9:00 (il picco del traffico privato porta ad un allungamento della durata dei noleggi e quindi del relativo costo, disincentivando l’utilizzo dell’auto condivisa) e nella fascia serale, in particolare dopo cena (fascia 21:00-24:00).

 

Il modello rent-a-car

Dopo l’assestamento del 2022, il 2023 ha quindi registrato una evoluzione ulteriore del modello operativo del car sharing in Italia, evoluzione che si è realizzata all’insegna di una maggiore focalizzazione del servizio su un numero inferiore di città (principalmente metropoli) e su offerte di noleggio più a lungo termine. Di fatto il car sharing è passato dall’essere un business “al minuto” all’essere un business “orario”, parente più stretto del rent-a-car (business “giornaliero”) rispetto a prima.

 

Questa migrazione del modello verso durate più lunghe risponde sia alla necessità di dare stabilità ai ricavi e ridurre la complessità operativa (conseguenza di maggiori noleggi di durata inferiore) sia alla crescente pressione “da sotto” delle nuove forme di mobilità urbana come il bike e scooter sharing e, soprattutto, la diffusione dei monopattini.

Foto di Alvaro Reyes su Unsplash

Transizione all’auto elettrica: a spese di chi?

Mercato dell'auto: piatto perché forzato
di Mario Verna, manager automotive
 

Chi l’avrebbe mai detto! “… i dati di Cap Hpi forniti a Wired US da Parkers, un autorevole sito automobilistico del Regno Unito, hanno rivelato che per sei diversi modelli di auto elettriche si prevede un dimezzamento di valore dopo 12 mesi e circa 16mila chilometri“.

Transizione, a spese di chi? Perché le cosiddette “rivoluzioni industriali” hanno portato nel loro sviluppo un vantaggio “utile” per tutti, gli investimenti non erano “costi” e le opportunità non erano “imposizioni”.

Che tutta questa incredibile (nel vero senso della parola) vicenda LEGISLATIVA portasse allo sperpero indiscriminato di denari pubblici e privati che, al contrario, sarebbero potuti essere impiegati in modo molto, molto, molto più utile per il presente e il futuro del nostro Continente era evidente fin dall’inizio (per chi aveva un po’ di contatto con la realtà). Sanità, istruzione, infrastrutture, digitale, insomma welfare e competitività.

“Libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro. Garantito ciò, tutto il resto ne consegue naturalmente”.

Transizione all’auto elettrica: mercato debole e sfide enormi

Follie dell'agenda climatica: perché solo ora le lamentele?
di Gianclaudio Torlizzi, consigliere del ministro della Difesa
 

L’articolo pubblicato sul “Sole24ore” del 25 agosto (“L’elettrico non decolla. Ondata di esuberi nel settore auto”) tratta delle difficoltà che il settore dell’auto sta affrontando a causa della transizione verso i veicoli elettrici. La scarsa domanda di auto elettriche e i costi elevati di produzione stanno portando a una significativa ondata di esuberi nelle principali Case automobilistiche. Le stime indicano che entro il 2030 potrebbero esserci fino a 130.000 uscite tra licenziamenti, dimissioni incentivate e mancati rinnovi di contratti.

Le aziende stanno cercando di ridurre i costi in vari modi, inclusi tagli al personale e piani di ristrutturazione. Tesla ha annunciato il licenziamento di 20.000 dipendenti, Stellantis prevede 6.000 uscite, mentre Volkswagen sta offrendo 900 milioni di euro in buonuscite per incentivare il pensionamento anticipato. Anche Ford sta riducendo drasticamente il numero di dipendenti in Europa.

Inoltre, l’articolo evidenzia come la crisi abbia un impatto significativo anche sui fornitori di componenti tradizionali, come motori e trasmissioni, che vedono diminuire la domanda con il passaggio all’elettrico. Questa situazione sta portando a difficoltà economiche in molte regioni legate storicamente alla produzione automobilistica.

Infine, le aziende stanno rivedendo le loro strategie, con alcuni produttori che stanno cercando di migliorare la redditività attraverso tagli al personale e la chiusura di stabilimenti meno efficienti. Tuttavia, le sfide rimangono enormi, specialmente in un contesto di mercato debole per i veicoli elettrici e di crescenti pressioni competitive.

Foto ufficio stampa Gianclaudio Torlizzi

Lego celebra Ayrton Senna: ecco la replica della leggendaria McLaren MP4/4 del 1988

Lego celebra Ayrton Senna: ecco la replica della leggendaria McLaren MP4/4 del 1988

Di Andrea Gussoni (Time Magazine)

Lego Italia ha acceso i motori in grande stile, unendo passione, velocità e nostalgia in un evento unico che cattura l’essenza della Formula 1 e la magia dei mattoncini Lego. Dal 26 agosto all’8 settembre 2024, gli appassionati di automobilismo e di costruzioni avranno l’opportunità di ammirare una straordinaria replica in scala 1:1 della leggendaria McLaren MP4/4 del 1988, guidata dall’indimenticabile Ayrton Senna. Questo capolavoro è stato realizzato da Riccardo Zangelmi, l’unico Lego Certified Professional italiano, e vanta cifre da record: 400.000 mattoncini Lego utilizzati, 120 ore di progettazione e 700 ore di costruzione per un peso complessivo di 610 chilogrammi.

 

L’idea di ricreare la McLaren MP4/4 di Ayrton Senna in mattoncini Lego nasce dal desiderio di celebrare uno dei più grandi piloti della storia della Formula 1, in occasione del trentesimo anniversario della sua scomparsa. La MP4/4 del 1988 non è solo una delle monoposto più vincenti di sempre, con 15 vittorie su 16 gare, ma è anche un simbolo dell’epoca d’oro della F1, un’epoca in cui Senna ha lasciato un segno indelebile nel cuore di milioni di appassionati.

 

Riccardo Zangelmi ha lavorato meticolosamente per garantire che ogni dettaglio della vettura fosse fedelmente riprodotto. Ogni mattoncino è stato posizionato con precisione per ricreare non solo l’aspetto, ma anche l’anima della MP4/4, rendendo omaggio al talento e alla passione di Senna. La vettura sarà esposta per la prima volta al pubblico in occasione del Gran Premio di Monza, nel tempio della velocità, dal 29 agosto al 1° settembre, un luogo che ha visto Senna trionfare più volte e che oggi accoglie questa straordinaria celebrazione.

 

La scelta di presentare la McLaren MP4/4 Lego a Monza non è casuale. Monza è molto più di una semplice pista; è un luogo sacro per gli appassionati di motori, un circuito che ha ospitato alcuni dei momenti più emozionanti nella storia della Formula 1. La Club House di Automobile Club Milano, situata proprio accanto al circuito, diventerà il palcoscenico ideale per questa esposizione unica. Qui, i visitatori potranno ammirare da vicino la replica della monoposto e scattarsi foto memorabili con la vettura che ha segnato un’epoca.

 

Ad arricchire ulteriormente l’esperienza, accanto alla MP4/4, sarà presente una riproduzione in mattoncini del celebre casco di Ayrton Senna, un accessorio che non solo proteggeva il pilota in gara, ma che è diventato un simbolo del suo spirito competitivo e della sua dedizione. Il casco, con i suoi iconici colori giallo, verde e blu, è una delle immagini più riconoscibili nel mondo dello sport e, in questa versione Lego, rappresenta un omaggio ulteriore al mito brasiliano.

 

Lego non è nuova a collaborazioni con il mondo dell’automobilismo. Negli anni, il brand danese ha sviluppato una serie di set dedicati alle vetture più iconiche della storia, facendo felici sia gli appassionati di motori che i fan dei mattoncini. Tuttavia, la replica della McLaren MP4/4 rappresenta un punto di svolta in questa relazione. Non si tratta solo di un set da costruzione, ma di una vera e propria opera d’arte in scala reale, un simbolo tangibile dell’unione tra due mondi apparentemente distanti, ma uniti dalla stessa passione per l’innovazione e la creatività.

 

Dopo il weekend di adrenalina e celebrazioni a Monza, la McLaren MP4/4 in mattoncini Lego si sposterà a Milano, nella sede di Automobile Club Milano in Corso Venezia al numero 43. Dal 2 all’8 settembre, la monoposto sarà la protagonista di una mostra speciale, che offrirà agli appassionati di motori l’opportunità di ammirare da vicino questa creazione straordinaria.

 

Ma la MP4/4 non sarà l’unica attrazione della mostra. Ad arricchire l’esposizione ci saranno anche 29 modellini di auto da gara realizzati da Luca Rusconi e Francesco Frangioja, due dei più noti AFOL (Adult Fans of LEGO) italiani. Questi modellini, veri e propri capolavori in miniatura, raccontano la storia della Formula 1 attraverso le sue vetture più iconiche. Tra queste, spicca la Tyrrell P34, la prima e unica vettura a sei ruote a gareggiare in Formula 1, un vero simbolo di innovazione e audacia ingegneristica.

 

In occasione della mostra, Lego Italia ha deciso di fare un regalo speciale ai fan più appassionati. Dal 2 all’8 settembre, i visitatori della mostra potranno ricevere in omaggio una miniatura della McLaren MP4/4 e di Ayrton Senna, parte della linea Lego Icons. Questo piccolo set, composto da 693 mattoncini, è una fedele riproduzione della monoposto che ha reso Ayrton Senna una leggenda.

 

I dettagli curati del set, come il volante funzionante, le sospensioni push-rod e l’ala posteriore, lo rendono un pezzo da collezione per gli appassionati di F1 e di Lego. La minifigure di Senna, con il suo iconico casco giallo, è il tocco finaleche trasforma questo set in un tributo perfetto al campione brasiliano.

Foto ufficio stampa LEGO