Verso una nuova UE: l’importanza di una Europa competitiva

“Pacchetto Automotive”: serve un'azione urgente sulla flessibilità per auto e furgoni

di Sigrid de Vries, direttore generale di ACEA

L’Europa è nel bel mezzo della stagione elettorale e del gioco di potere che segue. Tutti gli occhi sono su ciò che è in serbo per la competitività in ritardo del Continente. Le elezioni sono in pieno svolgimento in tutta Europa. Il primo turno di elezioni in Francia prende il via domenica 30 giugno, innescato direttamente dall’esito del voto del Parlamento europeo.

Gli elettori del Regno Unito si stanno pure dirigendo alle urne. Inoltre, ogni singola riunione dell’UE ad alto livello, come i vertici di giugno, sembra anche portare una nuova svolta alla lotta per posti di lavoro e portafogli chiave. L’incertezza è l’umore “du jour” ed è probabile che rimanga tale per i mesi a venire.

Anche il mondo degli affari sta trattenendo il respiro, valutando se una nuova classe di decisori dell’UE adatterà le regole del gioco alle attuali realtà economiche e geopolitiche e cosa ciò significherà per le decisioni di investimento passate e future.

La domanda è se lo slancio politico si tradurrà in una volontà politica effettiva. L’UE adotterà un approccio più serio alla competitività delle sue industrie, compreso il settore automobilistico, il secondo più grande del blocco? Ci saranno politiche coerenti per abbinare le ambizioni del “Green Deal” con un sostegno tangibile alla transizione del nostro settore verso la mobilità a emissioni zero?

Ciò è urgentemente necessario, sullo sfondo dell’infrastruttura di ricarica pubblica in ritardo, di un mercato per auto e camion elettrici che non sta guadagnando abbastanza velocemente e una feroce concorrenza da parte delle regioni che offrono migliori condizioni di investimento per la tecnologia verde.

Abbiamo visto segnali promettenti con la relazione di Enrico Letta per rafforzare il mercato unico e investire in infrastrutture critiche, e l’approvazione di Ursula von der Leyen della “Dichiarazione di Anversa” per un accordo industriale europeo allo scopo di integrare il “Green Deal” e mantenere posti di lavoro di alta qualità in Europa. Sosteniamo queste dichiarazioni politiche, ma ciò di cui le imprese del nostro settore (e di molti altri) hanno disperatamente bisogno è più di una semplice aspirazione, vogliamo vedere un’azione tangibile e concreta.

Ad esempio, se la Commissione europea è seriamente intenzionata a sostenere la competitività, dovrebbe esserci un nuovo posto di vicepresidente esecutivo per l’accordo sull’industria. Il titolare del ruolo dovrebbe essere responsabile di garantire che le iniziative della Commissione promuovano la competitività e la resilienza dell’industria dell’UE.

Ciò che anche le Case automobilistiche vogliono vedere è un vero cambiamento di mentalità per quanto riguarda il quadro normativo dell’UE. Occorre valutare correttamente le nuove proposte prima di sovrapporre più obiettivi e regolamenti. Bisogna utilizzare tutti gli strumenti politici disponibili per semplificare e semplificare gli investimenti nella ricarica e nel rifornimento delle infrastrutture per i veicoli a emissioni zero. Ad esempio, stabilire un principio secondo cui le approvazioni di autorizzazione devono essere automaticamente approvate entro 12 settimane per i progetti di infrastrutture per combustibili alternativi.

Si intraprendano azioni tangibili per migliorare e riqualificare i lavoratori europei, dando la priorità alle competenze più essenziali per la nostra società: produzione di veicoli elettrici, sicurezza informatica, elaborazione dei dati e automazione.

Non stiamo rifuggendo dalla nostra responsabilità. Oltre a guidare circa 250 miliardi di euro di investimenti nella mobilità a emissioni zero entro il 2030, stiamo lavorando su proposte tangibili per un ritmo più ragionevole di attuazione della legislazione, superando i colli di bottiglia dello sviluppo delle infrastrutture e incentivando i consumatori e le imprese a passare a veicoli a emissioni zero.

L’industria automobilistica dell’UE sostiene saldamente l’obiettivo di avere un’economia neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050. Eppure stiamo affrontando una perfetta tempesta di sfide e non c’è una soluzione rapida a questi problemi: abbiamo bisogno di pragmatismo e realismo. L’unica soluzione praticabile per l’Europa è una strategia industriale a lungo termine e ponderata che accompagni e consenta la transizione.

L’Europa potrebbe non essere in grado di eguagliare la Cina o gli Stati Uniti quando si tratta della velocità o della quantità di denaro pubblico e del sostegno statale per le industrie critiche o dei costi energetici più competitivi. Ma possiamo e dobbiamo sfruttare meglio i nostri punti di forza – il mercato unico, la forte cultura di ricerca e sviluppo – e lavorare sulle nostre debolezze, come una regolamentazione onerosa e incoerente nonché un mercato dei capitali frammentato, allo scopo di sviluppare la nostra “proposta di vendita unica” per mantenere competitiva la produzione in Europa.

Questo è il risultato che l’industria dell’UE vuole dalle elezioni.

Mongol Rally: ACI MIlano supporta il team “TiramiTu” nell’impresa

Mongol Rally: ACI MIlano supporta il team "TiramiTu" nell'impresa

I tre soci di ACI MIlano – Carlo Sucameli 33 anni di Muggiò, Andrea Tarantino 34 anni di Milano e Fabio Dell’Acqua 34 anni di Milano – a bordo di una Fiat 127 rossa del 1979 parteciperanno al “Mongol Rally”, una delle più avventurose sfide automobilistiche non competitive.

Paolo Longoni e Paolo Roggero, vicepresidente e direttore di Automobile Club Milano, hanno consegnato ufficialmente ai membri del team “TiramiTu” il Carnet de Passage e gli adesivi ACM Squadra Corse da apporre sulla vettura, affettuosamente chiamata “Vincenzina”.

Sarà un viaggio di circa 13mila chilometri, da Milano a Ulaanbaatar, capitale della Mongolia attraverso 16 paesi, con partenza il 13 luglio dal capoluogo lombardo e arrivo nel Paese asiatico previsto il 25 agosto.

La cerimonia di consegna si è svolta nel salone di ACM, davanti a una meravigliosa Giulietta TI del 1957, che ha partecipato al Rally Pechino-Parigi e ha aggiunto all’evento un tocco di prestigio, richiamando l’importanza delle avventure automobilistiche nel patrimonio storico e culturale di ACM.

Il team “TiramiTu” affronta questa sfida non solo per il gusto dell’avventura, ma anche per raccogliere fondi a favore di “Cool Earth” – un’organizzazione che protegge la Foresta Amazzonica – e “Un Mondo di Amici”, una onlus che aiuta un ospedale pediatrico in Congo.

“Siamo orgogliosi di supportare il team TiramiTu in questa straordinaria avventura. Questa iniziativa non solo mette alla prova l’ingegno e la determinazione dei partecipanti, ma promuove anche iniziative benefiche importanti”, ha dichiarato Paolo Longoni, vicepresidente di ACM.

“Il nostro sostegno al team TiramiTu riflette i valori di ACM: avventura, solidarietà e spirito di comunità. Seguiremo con entusiasmo il loro viaggio e invitiamo tutti a fare altrettanto”, ha  affermato Paolo Roggero, direttore di AC Milano.

Lariofiere: Tributo alla Fiat 600 e derivate aspettando… il 70°

Lariofiere: Tributo alla Fiat 600 e derivate aspettando... il 70°

Fervono i preparativi per la Mostra Scambio Auto e Moto d’Epoca di Erba (Como) dal 22 al 23 settembre. Motivazione solidale, qualità, serietà e trasparenza nella condivisione della passione per le vetture di interesse storico, sono le motivazioni del successo di questa Mostra Scambio, giunta ormai alla quindicesima edizione.
Organizzata dall’Associazione Amici della Paraplegia, in tutti gli anni di attività dell’Associazione, sono stati raccolti per la Ricerca sulle Lesioni del Midollo Spinale la cifra importante di 341mila euro.


Soddisfatti dei risultati ottenuti, si procede seguendo lo storico motto “squadra che vince non si cambia”, sempre nel contesto Lariofiere a Erba (Como), uno spazio
modernamente concepito, restaurato nel 2022, sede dei principali eventi economici, culturali e di aggregazione del territorio.
Il 21-22 settembre, l’Associazione Amici della Paraplegia, con il patrocinio dell’A.A.V.S (Associazione Amatori Veicoli Storici) federata FIVA dal 2000 (www.aavs.it ), con il sostegno di oltre 34 associazioni ruotanti intorno al tema delle auto e moto storiche, organizza questa Mostra Scambio per offrire al pubblico, sempre più attivo,  auto, moto, ricambi, automobilia, ma non solo: raduni d’auto e moto d’epoca, come la tradizionale “Passeggiata d’autunno”, aperta a qualsiasi tipo di auto e moto di interesse storico sportivo e da collezione, sempre con il motto “Chi aiuta l’uomo aiuta se stesso”.


Quest’anno Focus sulla vettura che ha motorizzato l’Italia, la Fiat 600 che nel 2025 compierà 70 anni. Ecco che allora, in attesa dei grandi eventi previsti nel 2025, si è pensato di “scaldare i motori” con un “Tributo alla Fiat 600 e Derivate”.

 

Grazie al Patrocinio del Registro Fiat Italiano, si potranno visionare le varie anime della Fiat 600 che saranno contestualizzate in una presentazione dedicata con una sfilata di modelle in abiti vintage dal 1955 al 1969. Le candidature per esporre le Fiat 600 e derivati dovranno essere presentate entro il 31 agosto 2024. Il tutto, sempre, per raccogliere fondi per la “Ricerca sulle Lesioni del Midollo Spinale”.

 

Tra le Mostra Scambio in Italia, Lariofiere di Erba, si distingue per avere l’ingresso a costo modico e la passione e l’amicizia regnano sovrane. La Mostra- Scambio è dedicata a Dino Cordaro, grande appassionato seicentista scomparso prematuramente, mentre promotore di questa e di altre manifestazioni di raccolta fondi è Angelo Colombo, primo volontario al mondo operato dal professor Giorgio Brunelli, a cui è intitolata la Fondazione per la Ricerca sulle Lesioni del Midollo Spinale.

UNRAE: il mercato automotive nel 2023    

Appello al Governo: riformare in modo strutturale la fiscalità delle auto aziendali

Foto: Andrea Cardinali, direttore generale di UNRAE

 

La 27a edizione della Sintesi Statistica pubblicata annualmente dall’UNRAE, evidenzia come  l’anno 2023 abbia segnato una consistente ripresa per tutti i comparti del settore automotive. Le autovetture mettono a segno una crescita del 19% passando dai 1,317 milioni del 2022 ai  1,566 milioni del 2023. 

Per quanto riguarda le alimentazioni, si registrano il continuo calo del Diesel, che perde oltre  due punti dal 19,6% al 17,5%, e la leggera risalita delle motorizzazioni a benzina dal 27,8% al  28,6%, mentre si conferma la leadership delle ibride, cresciute di oltre due punti al 36,1%. 

Le vetture “con la spina” (elettriche pure e ibride plug-in) aumentano del 16,3% a 135.433  unità, ma la loro quota di mercato scende all’8,6% (con BEV e PHEV ferme rispettivamente a  quota 4,2% e 4,4%). Un dato che conferma l’Italia all’ultimo posto tra i cinque maggiori mercati  europei. Questo ritardo nella transizione energetica si riflette in un incremento delle emissioni di  CO2, risalite a 119,5 g/km nel 2023 dopo due anni di calo.

“Con il nuovo schema incentivi, il MISE ha accolto numerose richieste di UNRAE, prevedendo fra l’altro bonus unitari molto più sostanziosi dei precedenti, ma i notevoli e  incomprensibili ritardi nella loro entrata in vigore”, dichiara il direttore generale di UNRAE  Andrea Cardinali, “hanno paralizzato per mesi il mercato degli ECV, frenando la transizione energetica e il processo di decarbonizzazione. Considerato che, con l’apertura della  piattaforma di prenotazione, in nove ore sono andati esauriti i fondi destinati alla fascia 0-20 g/km, appare necessario che i 240 milioni residui già stanziati per gli incentivi siano resi subito  disponibili per rifinanziare le dotazioni già esaurite, palesemente insufficienti rispetto alla  domanda”.

UNRAE, nell’incertezza seguita ai risultati delle elezioni europee, auspica che si faccia  chiarezza il prima possibile sulle politiche ambientali e doganali della UE, che condizionano  pesantemente le strategie industriali degli operatori e le scelte dei consumatori.

La Sintesi Statistica fa anche il quadro sul parco circolante in Italia a fine 2023, composto da  40 milioni di autovetture (oltre il 23% ante Euro 4) con età media di 12,8 anni, da circa 4,4  milioni di veicoli commerciali leggeri (39% ante Euro 4) con età media di 14 anni, da 740.000  veicoli industriali (52% ante Euro V) con età media di 14,5 anni, e da 62.300 autobus (31,9% ante Euro 4) con età media di 12 anni.

 

Per quanto riguarda le autovetture il ricambio potrebbe essere accelerato anche da nuove  norme, come sottolinea il direttore generale: “Un ulteriore fronte su cui intervenire è il regime  fiscale delle auto aziendali, che penalizza tutte le imprese italiane nel confronto con le  concorrenti europee. Occorre agire su detraibilità IVA, deducibilità dei costi e periodo di  ammortamento attraverso i decreti attuativi della Delega Fiscale, un’occasione imperdibile per  una riforma attesa da decenni, che oggi faciliterebbe anche la transizione energetica”.

Tra i canali di vendita continua a crescere il noleggio a lungo termine, con circa 378.000 auto  (+24%) e una quota salita di un altro punto al 24,1%, saldamente al secondo posto dopo le  vendite a privati, la cui quota scende da 58,9% a 56,2%.

In tema di carrozzerie si conferma la leadership di crossover e fuoristrada, salite a quota  57,5%. Nel 2023 si registra una ripresa anche del mercato delle autovetture usate, cresciuto del  9,0% con più di 5 milioni di trasferimenti complessivi.

Per quanto riguarda gli altri comparti, si segnala una crescita del 22% dei veicoli commerciali nuovi, dove gli elettrici puri vanno poco oltre il 3,0%, mentre risale il Diesel, sempre al primo  posto con una quota che supera l’80%. Mercato molto dinamico per i veicoli industriali  (+12,2%) con 28.700 unità immatricolate, ma scendono rimorchi e semirimorchi (-7,4% a  15.550 unità), segmento che nel 2022 aveva raggiunto il picco dal 2015. Con oltre 4.100 unità, le vendite di autobus segnano una crescita “boom” del 70%, grazie ai finanziamenti messi a  disposizione dal PNRR e ad investimenti delle Regioni, finalizzati al rinnovo del parco  circolante e alla decarbonizzazione.

Per concludere, qualche dato statistico internazionale.

Nell’Europa a 31 (EU+UK+EFTA) nel 2023 sono stati immatricolati 12,85 milioni di vetture:  l’Italia con i suoi 1,566 milioni pesa il 12,2% del totale.

A livello mondiale, nel 2023 sono state immatricolate circa 65,3 milioni di autovetture, di  cui oltre il 65% in Asia, il 17,7% in Europa Occidentale, il 5,2% in Europa Orientale, il 6,1%  nel mercato Nafta (USA, Canada, Messico), poco più del 4,5% in Centro e Sud America.

Nello stesso periodo, nel mondo sono state prodotte 68 milioni di vetture: con 46,6 milioni  l’Asia copre il 68,5% della produzione mondiale, e più della metà di questa quota (26,1 milioni)  è fabbricata in Cina; l’Europa Occidentale rappresenta circa il 14% della produzione mondiale,  l’Europa Orientale l’8,7%, i Paesi Nafta il 4,4%, il Sud America il 3,1%, mentre una piccola  quota residua viene prodotta in Africa.

Sostenibilità: basta con gli ignoranti ideologizzati

Pirelli e la Cina

di Marco Tronchetti Provera, vicepresidente esecutivo di Pirelli

 

Per Pirelli la sostenibilità è una priorità assoluta; non è un tema populistico; non deve esserci un percorso ideologico. Questa è la follia che stiamo affrontando: degli ignoranti ideologizzati stanno creando un danno enorme, perché dobbiamo fare tutto elettrico quando sappiamo benissimo che le materie prime non le abbiamo, le batterie non le abbiamo, l’energia solare non la possiamo raccogliere, se non con i pannelli che vengono non certo dall’Europa, che le turbine delle pale eoliche in Europa non siamo in grado di farle?

 

Di che cosa stiamo parlando? Di idiozie, fesserie.

 

 

Foto Tronchetti Provera da ufficio stampa Pirelli

Brugola OEB: nuovo studio per lo sviluppo di soluzione innovative nell’elettrico.

Brugola OEB: nuovo studio per lo sviluppo di soluzione innovative nell'elettrico.

Foto: Il presidente Jody Brugola

In Brugola OEB – azienda italiana multinazionale, leader nella produzione di viti per il settore automotive –   si è appena concluso uno studio di oltre sei mesi che ha portato allo sviluppo di nuove soluzioni all’avanguardia rivolte ad applicazioni su veicoli E.V. Lo studio è diventato anche oggetto di una tesi di laurea con la presenza in azienda di uno studente del Politecnico di Milano, che discuterà a breve la sua tesi basata su questo caso. Il progetto è nato dall’esigenza di un cliente di creare un sistema di fissaggio del pacco batteria sullo chassis dell’auto, che permettesse di ottenere una resistenza da contatto estremamente bassa così da evitare perdite di energia.

Generalmente, la migliore conduzione si ottiene utilizzando viti senza rivestimento grazie alla loro minore resistività intrinseca. Tuttavia, le viti non rivestite sono soggette a forti fenomeni di ossidazione. La sfida è stata trovare il miglior compromesso tra l’ottimizzazione della trasmissione di corrente e la resistenza alla corrosione, mantenendo al contempo performance delle viti e una bassa resistività elettrica. A livello tecnico, il progetto è iniziato con la caratterizzazione meccanica ed elettrica di un giunto bullonato per applicazioni relative al pacco batteria. Partendo da un giunto (un’unione smontabile di due o più parti collegate da una vite), sono stati effettuati test su quattro diverse famiglie di rivestimenti per individuare la più adatta al fine di raggiungere gli standard del progetto. L’attenzione si è poi concentrata sul rivestimento zinco/nichel con colorazioni argento e nero, con o senza sigillante. Il sigillante è un prodotto applicato sulla vite che ne garantisce un’elevata resistenza alla corrosione e, insieme al lubrificante, un coefficiente di attrito stabile. Nel giunto bullonato è stato inoltre inserito uno strato di isolante resistente alle alte temperature.

Un passaggio importante è stata la valutazione della strategia di serraggio da utilizzare. In questo studio, infatti, il serraggio è fondamentale per la buona riuscita della trasmissione elettrica, in quanto influenza non solo la compressione delle parti, quindi il serraggio meccanico, , ma anche la relativa resistenza elettrica. Successivamente, è stato utilizzato un sistema di misura a 4 terminali, conosciuto come doppio ponte di Kelvin, fornendo quindi corrente all’interno del giunto e misurando la caduta di tensione per valutare la variazione di resistenza elettrica, fissata per lo studio al valore limite di 1,5 milliohm (mΩ).

Dai primi test è emerso che la configurazione con rivestimento nero superava i valori limite, Il compromesso ottimale è risultato essere quello in zinco/nichel con colorazione silver e con sigillante, un elemento importante che migliora la resistenza alla corrosione. Le viti sono state poi testate nella camera a nebbia salina che simula le condizioni atmosferiche e quindi consente di ricreare un attacco corrosivo, studiando così il comportamento della vite. Dai test è stata confermata la scelta migliore nel rivestimento silver.

Lo studio conferma l’avanzamento e l’impegno dell’azienda nello sviluppo di soluzioni all’avanguardia per il settore elettrico, un mercato di riferimento di crescente interesse e coinvolgimento per Brugola. Questo impegno è ulteriormente rafforzato dalle richieste dirette dei clienti, che necessitano di progetti di studio personalizzati in grado di soddisfare le loro esigenze, sempre nel rispetto del concetto di massima qualità ed eccellenza.

Nello specifico, il progetto appena effettuato rappresenta un caso di grande attualità e anche oggetto di interesse da parte dell’Associazione degli ingegneri tedeschi (Verein Deutscher Ingenieure), ovvero la più grande associazione di ingegneri dell’Europa occidentale. Attualmente, l’associazione sta lavorando alla stesura della norma VDI2231, riguardante giunti bullonati dedicati alla trasmissione di corrente.

Brugola OEB Industriale SpA nasce nel 1926 dall’esperienza del suo fondatore Egidio Brugola, colui che nel 1945 brevetta la Vite Cava Esagonale. Con la seconda generazione l’azienda si afferma come specializzata nella produzione di viti critiche nel settore Automotive guadagnandosi il titolo di leader mondiale per la produzione di viti a testa esagonale. L’attuale presidente Jody Brugola consolida il fatturato portandolo ad oltre 190 milioni di euro nel 2023, e realizza uno stabilimento in USA inaugurato nel 2015. Attualmente l’azienda produce oltre 800 tipi differenti di viti, vanta più di 500 dipendenti tra Italia e USA ed è presente in oltre 200 stabilimenti produttivi di auto in tutto il mondo.

 

 

Due ruote: il desiderio cresce per tante ragioni

Vendite due ruote in Italia: moto e scooter sempre forti

di Mariano Roman, presidente di Confindustria ANCMA

 

Malgrado il lieve calo di giugno per le due ruote, non si intravedono assolutamente cali strutturali della domanda. Anzi, il confronto con gli scorsi anni, che hanno segnato molto spesso aumenti a doppia cifra, ci permette di considerare consistente, fisiologico e tutt’altro che scontato l’andamento positivo del primo semestre 2024.

 

È un segnale incoraggiante, perché ogni indicatore ci conferma che nel mercato permane un solido desiderio di due ruote, sia per il commuting e la mobilità urbana, sia per quegli ambiti vivissimi più legati allo sport, al turismo e alla passione.

AVL Green Camp 2024, un successo: studenti medi e tecnologie sostenibili

AVL Green Camp 2024, un successo: studenti medi e tecnologie sostenibili

Si è svolta, con la consegna degli attestati ai partecipanti, la cerimonia di chiusura dell’AVL Green Camp 2024, percorso di formazione e orientamento rivolta agli studenti delle classi seconde della scuola media di Cavriago (RE). Ideata e promossa da AVL Italia, azienda specializzata in soluzioni tecnologiche e sistemi innovativi per la mobilità sostenibile, l’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con il Comune di Cavriago e l’Istituto Comprensivo G. Dossetti, con il supporto didattico della Cooperativa Accento.

 

L’AVL Green Camp, giunto quest’anno alla quarta edizione, si pone l’obiettivo di avvicinare i giovanissimi alle discipline STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), permettendo loro di sperimentare e coltivare l’interesse verso la tecnologia e la scienza. Ogni anno viene selezionato un argomento legato al tema della sostenibilità ambientale, poi elaborato attraverso alcuni incontri teorici e attività laboratoriali in cui si mettono in pratica i concetti appresi. Il tema centrale di quest’anno è stato l’efficienza energetica e la digitalizzazione dell’energia.

 

La prima fase del programma ha coinvolto tutte le classi seconde dell’istituto in due incontri teorici svolti nel mese di aprile, uno presso il Technical Center di AVL Italia e l’altro nella sala comunale di Cavriago. I ragazzi hanno imparato a comprendere le diverse fonti energetiche e il loro impatto sull’ambiente, a esaminare i concetti di efficienza energetica e come questi possano contribuire alla sostenibilità, a familiarizzare con il concetto di digitalizzazione dell’energia e con il ruolo del machine learning e, infine, a esplorare il tema delle comunità energetiche e lo scambio dell’energia con la rete. Argomenti presentati da esperti AVL, con l’obiettivo di fornire a ragazzi e ragazze una comprensione completa e stimolante delle opportunità, e delle sfide, legate alla sostenibilità.

 

La seconda fase del progetto ha visto un gruppo ristretto di studenti partecipare alla Green Camp Week. I ragazzi si sono messi alla prova con esercitazioni sul tema della generazione di elettricità tramite energia solare, imparando a utilizzare alcuni linguaggi di programmazione e analizzando i consumi energetici di diversi dispositivi attraverso un pannello elettrico collegato ad una piattaforma digitale. Il programma della settimana ha incluso attività finalizzate all’utilizzo di un pannello già predisposto dai tecnici AVL, che i giovani hanno utilizzato per analizzare e verificare i consumi energetici di diversi strumenti a esso collegati (pannello fotovoltaico, monopattino elettrico, macchinina a idrogeno).

«Da anni ormai dichiaro di essere orgogliosa di questo progetto, che è stato ideato dall’Assessore allo Sviluppo Sostenibile Luca Brami e da Dino Brancale, Amministratore delegato di AVL Italia nel 2021 – dice il sindaco di Cavriago, Francesca Bedogni –. Il Comune di Cavriago, AVL Italia e l’Istituto Comprensivo “Don Dossetti” hanno co-progettato un modo di fare formazione e orientamento innovativo e partecipato. AVL Green Camp ha infatti ricevuto lo scorso anno una menzione speciale nell’ambito del premio “Innovatori Responsabili 2023” della Regione Emilia-Romagna, per l‘impegno nella formazione dei giovanissimi. Siamo sulla buona strada e continueremo ad investire in questa direzione».

«La partecipazione e l’entusiasmo dimostrati dai ragazzi ci rendono orgogliosi – spiega Dino Brancale, amministratore delegato di AVL Italia –. Grazie al Comune di Cavriago e a tutti coloro che ci hanno aiutato a realizzare la quarta edizione di questa iniziativa. Penso che chi lavori nel mondo della scienza e della tecnologia abbia il dovere di mostrare a tutti, soprattutto ai più piccoli, la bellezza e le potenzialità di queste materie. Investire in sostenibilità, transizione ecologica e innovazione significa anche educare le nuove generazioni a confrontarsi attivamente con questi temi, fin da piccoli».

Sosta: in quali Paesi europei costa meno parcheggiare

Sosta: in quali Paesi europei costa meno parcheggiare

Una recente indagine condotta da EasyPark Group, fornitore globale di soluzioni per la sosta, rivela che l’Italia si posiziona tra i Paesi più economici in Europa per quanto riguarda le tariffe di parcheggio. Lo studio, che ha analizzato il costo orario medio della sosta in 15 paesi europei, offre un panorama interessante sulle politiche di mobilità urbana nel nostro continente.

 

Con una tariffa media di sosta di 1,5 euro all’ora, l’Italia si colloca tra i Paesi più convenienti, preceduta dal Portogallo (1,2 euro) e dalla Slovacchia (1,1 euro). Decisamente più elevati i costi in altre nazioni europee, in particolare nei Paesi Bassi e in Norvegia, dove gli automobilisti per parcheggiare si trovano a dover far fronte a tariffe medie di, rispettivamente, 4,1 euro e 4 euro all’ora.

 

L’indagine, che ha preso in esame Spagna, Repubblica Ceca, Austria, Slovenia, Belgio, Svezia, Finlandia, Francia, Germania e Danimarca, oltre ai Paesi già menzionati, evidenzia una marcata disparità dei costi di parcheggio a livello europeo. Alcune nazioni optano per tariffe elevate al fine di scoraggiare l’uso dell’auto, mentre altre, tra cui l’Italia, seguono un approccio più moderato, permettendo ai veicoli di sostare nelle aree centrali senza oneri eccessivi.

 

Dichiara Silvana Filipponi, Country Director Italia di EasyPark Group: “Il parcheggio va considerato come un elemento chiave per creare un sistema di mobilità urbana più efficiente e sostenibile. Le decisioni in merito alla tariffazione devono derivare da un’analisi approfondita basata su evidenze concrete. L’utilizzo di tecnologie digitali e di un approccio guidato dai dati permettono alle amministrazioni locali di prendere decisioni più informate e ponderate, che si traducono in benefici tangibili per i cittadini”.

Foto di Raban Haaijk su Unsplash