Mercato Italia: in giugno elettriche ok con i bonus, ma da gennaio quota ancora sotto il 4%

Incentivi esauriti: per l'auto elettrica brusca frenata

di Salvatore Saladino, country manager di Dataforce Italia

 

In giugno, la tanto attesa accelerazione delle immatricolazioni di auto elettriche, ovvero poter finalmente tirare fuori dal cassetto i tanti contratti sospesi per poterli agganciare all’incentivo statale, c’è stata ed ha dato questi risultati: 13.285 immatricolazioni contro le 6.155 dello stesso mese dell’anno scorso.

 

Ma questo dato significa semplicemente il riallineamento dei volumi delle vendite a quelli del primo semestre 2023 e una quota che ancora non arriva al 4%, anche se a fine anno ci attendiamo una chiusura a 70.000 immatricolazioni e una quota del 4,4% superiore di soli 0,2 punti rispetto a quella del 2023. Incentivi spesi bene insomma…

 

Pensieri e Parole/3: la rassegna stampa di Mario Verna

Pensieri e Parole/3: la rassegna stampa di Mario Verna

Nuovo appuntamento con il manager automotive Mario Verna e la sua rassegna stampa settimanale. Tanti i temi toccati, tutti di estrema attualita’ pubblicati sulla stampa nazionale.

Si parla di  mercato, incentivi, elettrico, Diesel. Quindi, di Case cinesi e aiuti di Stato ricevuti, intelligenza artificiale, dividendi della famiglia Agnelli e sostegni pubblici. E ancora, Stellantis, Ferrari e il nuovo e-building, accordo Volkswagen-Rivian da 5 miliardi e caso DR-made in China.

Extra profitti: la Corte costituzionale riconosce la validità delle motivazioni UNEM

UNEM sul Piano d'azione UE: la politica dello struzzo

Foto: Gianni Murano, presidente UNEM

UNEM accoglie positivamente la sentenza depositata dalla Corte Costituzionale che ha ritenuto costituzionalmente illegittima l’inclusione delle accise versate allo Stato ai fini del calcolo della base imponibile per la tassazione dei cosiddetti extra profitti.

“L’inclusione dell’accisa – si legge in una nota emessa da UNEM – è stata contestata da subito da UNEM che è anche intervenuta, da ultimo, con una memoria tecnica (Amicus Curiae) presentata lo scorso novembre a sostegno dei ricorsi presentati dalle Aziende Associate.
UNEM, analogamente alle ragioni evidenziate dalla Corte Costituzionale, rilevava come tale previsione fosse materialmente illegittima e irragionevole poiché le accise sono commisurate alla quantità di prodotto venduto e non all’incremento di prezzo e, pertanto, non determinano in alcun modo un profitto per le aziende”.

“La sentenza della Corte – aggiunge UNEM – restituisce fiducia al settore con l’auspicio che la tassazione illegittimamente applicata possa essere restituita alle aziende. Si ricorda che nel periodo di riferimento del contributo (ottobre 2020-aprile 2021 e ottobre 2021-aprile 2022) i volumi dei prodotti venduti evidenziarono un aumento di circa il 17% a seguito del termine del periodo pandemico, con un maggiore gettito accise stimato in oltre 2 miliardi di euro”.

Foto Archivio forumautomotive

Immatricolazioni a giugno: le auto elettriche (grazie agli incentivi) fanno da traino

L'auto in Europa: aprile con una forte "scossa"

di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor

 

È finalmente arrivato l’effetto incentivi per il mercato dell’auto. In giugno sono state immatricolate 160.046 autovetture con un aumento del 15% rispetto allo stesso mese del 2023, mentre il consuntivo gennaio-giugno, con 886.386 auto immatricolate, ha fatto registrare un incremento del 5,3% sul gennaio-giugno del 2023, ma accusa ancora un calo del 18,2% sui livelli ante-pandemia, cioè sul 2019.

Il buon risultato del mese è dovuto esclusivamente alle immatricolazioni di auto elettriche grazie ai generosi incentivi varati dal Governo e messi a disposizione del pubblico a partire dal 3 giugno. Questi incentivi alle elettriche sono risultati particolarmente graditi dal pubblico, anche perché arrivano infatti fino a un massimo di 13.750 euro, che è una cifra superiore alla metà del prezzo delle auto elettriche più economiche attualmente offerte sul mercato italiano.

Fin da gennaio molti concessionari hanno raccolto ordini per l’acquisto di auto elettriche condizionati alla effettiva possibilità di prenotare gli incentivi da lungo tempo annunciati. Come è noto, questa possibilità si è verificata dal 3 giugno e ha determinato l’esaurimento in quel giorno dell’intero stanziamento previsto per le auto elettriche, fatto questo assolutamente eccezionale perché in passato gli stanziamenti per incentivi all’auto elettrica si erano dimostrati sempre del tutto esuberanti, mentre in brevissimo tempo si esaurivano gli stanziamenti per incentivi alle auto tradizionali con emissioni di CO2 comprese tra 61 e 135 grammi di CO2 al chilometro.

L’eccezionale successo degli incentivi all’auto elettrica ha ribaltato la situazione perché, a fronte dell’esaurimento in un solo giorno dei fondi per incentivi alle elettriche, a distanza di un mese è ancora disponibile il 23% dello stanziamento per le auto ibride e il 45% dello stanziamento per le auto tradizionali con emissioni da 61 a 135 grammi di CO2 al chilometro per un totale di 247 milioni.

La vicenda di giugno, che ha visto la quota delle elettriche sulle immatricolazioni salire al 9%, dimostra che esiste una domanda per l’auto elettrica, ma occorre che sia agevolata da incentivi significativi. E a questo proposito va segnalato che sarebbe opportuno dirottare gli stanziamenti residui per le auto ibride e tradizionali con emissioni di CO2 contenute, che non risultano oggi particolarmente graditi, per rifinanziare gli incentivi per le auto elettriche. Questa soluzione sarebbe opportuna anche per ridare fiato al mercato dell’auto nel suo complesso che ha ancora molto terreno da recuperare per ritornare ai livelli ante-pandemia, cioè ai livelli del 2019.

Tra l’altro, al di là degli incentivi, le prospettive per i prossimi mesi non sono certo positive. Dall’inchiesta congiunturale sul mercato dell’automobile condotta dal Centro Studi Promotor negli ultimi giorni di giugno emerge che per il 53% dei concessionari il livello degli ordini è basso, mentre l’affluenza di visitatori nelle show room è bassa per il 56% e che per il 31% degli interpellati il mercato nei prossimi mesi è atteso in calo.

È del tutto evidente che il mercato dell’auto in questa fase deve fare i conti con due esigenze. La prima è sfruttare correttamente la leva degli incentivi e la seconda è adottare misure strutturali per il rilancio della domanda. Non è infatti ulteriormente tollerabile che le immatricolazioni si mantengano su livelli inferiori di 1/5 rispetto al 2019 con la conseguenza di non assicurare la normale sostituzione del parco circolante che continua infatti a invecchiare con conseguenze pesanti sia sull’ambiente sia, soprattutto, sulla sicurezza della circolazione.

Drivalia Future: programma esteso anche i clienti privati

Drivalia Future: programma esteso anche i clienti privati

Continua il percorso di sviluppo di Drivalia Future: il brand, dedicato alla vendita di auto provenienti dal settore del noleggio, è disponibile anche per i clienti privati. Lanciata in Italia nel 2023, Future è la piattaforma di Drivalia, società di noleggio e mobilità del Gruppo CA Auto Bank, pensata per dare nuova vita alle auto al termine del contratto di noleggio o abbonamento, dando così il via a un nuovo ciclo di vita.

Ispirato ai principi dell’economia circolare, Future si basa sul riutilizzo responsabile e ottimizzato della flotta di Drivalia, reimmettendo sul mercato vetture di ultima generazione ed economicamente accessibili. La strategia dell’azienda è in linea con l’andamento del mercato dell’auto usata in Europa, in continua crescita.

La piattaforma online di Drivalia Future offre un’ampia selezione di veicoli usati, per soddisfare ogni esigenza e budget. Le auto sono sottoposte a rigorosi controlli di qualità e provviste di schede dettagliate, con foto e tutte le informazioni necessarie per garantire un’esperienza di acquisto trasparente e sicura. In occasione del lancio della piattaforma, per gli acquisti effettuati entro il 31 luglio 2024, i clienti potranno beneficiare del passaggio di proprietà gratuito e dell’estensione di garanzia per 24 mesi.


Prima di procedere con l’acquisto, sarà possibile esaminare dal vivo i veicoli di Drivalia Future presso alcuni store selezionati, provvisti di aree espositive dove visionare i modelli e completare l’acquisto. La rete dei Drivalia Future Store è destinata ad ampliarsi nei prossimi mesi: ai primi centri, presenti a Roma e Torino, se ne aggiungeranno presto di nuovi a Milano e Napoli.


I clienti interessati all’acquisto possono anche contare sul supporto finanziario di CA Auto Bank. Dal sito di Drivalia Future si potrà accedere al pratico finance calculator della Banca, con cui richiedere un preventivo, scegliendo l’importo da finanziare e la rata mensile più in linea con le proprie disponibilità. Inoltre, presto sarà possibile finanziare l’acquisto con l’instant credit, richiedendo un finanziamento con esito istantaneo attraverso la piattaforma CA Auto Pay.

“Drivalia Future riflette la nostra attenzione verso uno sviluppo sostenibile e responsabile. Già attivo con successo in Finlandia, Irlanda, Norvegia e Repubblica Ceca, è stato lanciato l’anno scorso anche in Italia, inizialmente solo per rivenditori e professionisti del settore. I risultati positivi ottenuti finora ci hanno spinto ad estendere la piattaforma anche ai privati”, ha dichiarato Paolo Manfreddi, CEO di Drivalia. “Il nostro obiettivo è offrire una seconda vita alle auto della nostra flotta, garantendo un’alternativa di mobilità accessibile e di qualità”.

Foto ufficio stampa DRIVALIA

 

 

AutoScout24: giù il prezzo medio delle auto usate

AutoScout24: giù il prezzo medio delle auto usate

Secondo l’Indice AGPI di AutoScout24, che misura i prezzi delle auto usate in vendita sul portale, anche a maggio 2024 prosegue per il sesto mese consecutivo il calo dei prezzi medi (21.640€), segnando -2% da inizio anno e -5,6% rispetto a maggio dello scorso anno. Se si considera il mese di novembre, dove i prezzi medi hanno raggiunto il valore massimo dal 2019 (€23.090), il calo è del -6,3%. Tra le auto usate più richieste, vince in assoluto la Volkswagen Golf, seguita dalla Mercedes-Benz Classe A e dalla Fiat Panda. Tra le ibride ai primi posti ci sono le Toyota Yaris e C-HR, mentre tra le elettriche la Tesla Model 3 e Model Y.

Ma qual è il trend registrato fra le diverse alimentazioni? Rispetto a maggio scorso, quest’anno i prezzi delle vetture in vendita per le diverse alimentazioni sono tutti in calo, ma con valori nettamente più alti per Diesel ed elettriche, entrambe con -11,8%. “Tengono” meglio le auto a benzina (-3,5%) e le ibride (-5,2%). Da inizio anno, in controtendenza alle altre alimentazioni, i prezzi delle ibride sono invece aumentati del +3%.

Il calo dei prezzi dell’usato, soprattutto per le auto Diesel ed elettriche, segna un’opportunità per coloro che progettano di comprare un’auto usata nei prossimi mesi, dato che sul mercato digitale c’è una vasta offerta di vetture di nuova generazione: su AutoScout24, infatti, oltre il 50% delle vetture usate presenti è Euro 6.

 

I prezzi per alimentazione

A maggio il prezzo medio di un’auto usata elettrica è stato di 28.735€, in calo del -11,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e del -5,2% rispetto a inizio anno. Spostando l’attenzione sulle ibride, il prezzo medio dell’usato è stato di 34.185€, in calo del -5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno ma in aumento del 3% rispetto a inizio anno, l’unica alimentazione in positivo.

Quando si parla di benzina, invece, a maggio il costo medio ha quasi raggiunto i 22.290€, in calo del -3,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e del -2,9% rispetto a inizio anno. Infine, il prezzo medio di un’auto usata diesel è stato di 18.755€, in calo del -11,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (il più alto tra le alimentazioni insieme all’elettrico) e del -4,8% rispetto a inizio anno.

 

Quanto l’andamento dei prezzi influenza le scelte degli italiani?

Secondo AutoScout24, da gennaio a maggio la Volkswagen Golf è l’auto più richiesta in assoluto sul portale, seguita dalla Mercedes-Benz Classe A e dall’intramontabile Fiat Panda. Abbiamo quindi in vetta alla classifica le vetture diesel e benzina, con Fiat Panda, Fiat 500 e Volkswagen Golf, mentre tra le Diesel vincono Mercedes-Benz Classe A, di nuovo Volkswagen Golf e BMW Serie 1. Nell’ibrido, il podio è popolato dal Toyota Yaris e C-HR, insieme alla Fiat 500. Tra le elettriche, come di consueto, Tesla Model 3 e Model Y sono le più amate, seguite dalla nuovissima Smart ForTwo.

Foto di Erik Mclean su Unsplash

Ondata ambientalista: stop, noi in linea con il Governo

Follie UE: trasporto e agricoltura uniti nella protesta

di Paolo Uggé, presidente FAI (Federazione degli Autotrasportatori Italiani)

 

Le imprese di autotrasporto e di logistica aderenti alla FAI (Federazione degli Autotrasportatori Italiani) plaudono alle parole del premier Giorgia Meloni, che si uniscono a quelle dei vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani:  bisogna fermare l’ondata ambientalista che mette in difficoltà lavoratori, imprese e, in prospettiva, l’economia italiana dei servizi.

Siamo pronti a sostenere i tre leader del Governo per portare in tutte le sedi opportune, italiane e comunitarie, le ragioni per una transizione ecologica che veda, prima di tutto, le famiglie e le imprese protagoniste senza obblighi imposti dall’alto che, tra l’altro, non porterebbero alcun vantaggio di natura ambientale, ma provocherebbero solo un appiattimento dell’economia italiana ed europea rispetto ad altre economie mondiali.

Foto ufficio stampa FAI

Gli italiani e l’auto: mezzo di trasporto preferito, cresce l’attenzione sull’offerta cinese

Noleggio: occorre una maggiore diffusione delle forme "pay-for-use"

Foto: Alberto Viano, presidente di ANIASA

L’auto privata continua a occupare un posto privilegiato nel cuore degli italiani, con quasi 3 su 4 che la utilizzano in modo ricorrente. Nonostante le sfide economiche, l’auto rimane il mezzo di trasporto più pratico e flessibile, soprattutto per gli usi lavorativi e misti. Oggi il 25% degli italiani prima di acquistare un’auto nuova prende in considerazione brand asiatici e cinesi.

 

È quanto emerge dall’indagine annuale sulla mobilità degli italiani condotta da ANIASA (l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità) e Bain & Company, presentata nel corso di un evento a Roma e condotta su un campione di 1.031 rispondenti nel mese di aprile 2024.

 

L’analisi evidenzia che la praticità d’uso e la comodità emergono come principali driver nelle scelte di mobilità dei consumatori e l’automobile risponde in modo ottimale a queste esigenze, offrendo flessibilità, accessibilità e comfort che altri mezzi di trasporto spesso non possono eguagliare. Una preferenza particolarmente marcata in contesti in cui i trasporti pubblici sono meno efficienti o meno accessibili.

 

Mobilità sempre più flessibile, anche alla luce delle nuove modalità di lavoro

Una delle componenti della ripresa della mobilità sulle strade nel post-pandemia è che il lavoro da remoto si è ormai stabilizzato su una media di 1,6 giorni alla settimana. Gli spostamenti per motivi di business rimangono, quindi, una componente importante della mobilità quotidiana, poiché molti lavoratori devono comunque recarsi in ufficio alcuni giorni alla settimana o per specifiche esigenze professionali. In questo scenario ibrido di flessibilità e adattabilità, i mezzi di trasporto sono cruciali.

 

Politiche di sostegno economico fondamentali

L’attesa di un calo dei prezzi delle auto (auspicato dal 26% del campione, il 5% in più rispetto al 2020) e il timore per problemi di reddito presenti o futuri (segnalati dal 30%) rendono l’acquisto di un’auto un investimento sempre più impegnativo e rischioso che si tende a rinviare.

A quali condizioni, quindi, gli italiani sarebbero disposti a comprare o noleggiare una vettura nuova?
Gli incentivi governativi e gli sconti continuano a essere i principali strumenti richiesti dai consumatori per considerare il cambio della vettura (il 75% li ritiene condizione necessaria). Questo sottolinea quanto le politiche di sostegno economico siano fondamentali per il mercato automobilistico, rendendo l’acquisto accessibile per i veicoli più ecologici e tecnologicamente avanzati. La riduzione o azzeramento degli incentivi avrebbe un impatto decisamente negativo sulle vendite: non possono prorogarsi nel tempo e andrebbero sostituiti da una politica di supporto alternativa e continuativa per favorire la transizione verso una mobilità sostenibile.

“L’entrata in vigore dei nuovi eco-incentivi e il quasi contestuale loro esaurimento per le vetture elettriche”, ha commentato il Presidente ANIASA Alberto Viano a margine della presentazione, “evidenzia come esista anche in Italia una crescente domanda per i veicoli elettrici; questa chiaramente necessita, come del resto in tutta Europa, di incentivi diretti o fiscali. Ai consumatori e alle aziende servirebbe una nuova e stabile politica fiscale sull’auto che riduca o azzeri il gap rispetto al resto d’Europa sui costi di mobilità. Gli incentivi, così come erogati oggi, hanno sicuramente accelerato la transizione, ma hanno anche creato tensioni temporanee sulla domanda di vetture e poca prevedibilità per i consumatori e gli operatori di mercato”.

 

Faticano le vetture green, aumenta la propensione per i modelli asiatici

Altro punto critico rilevato dal report è la crescente esitazione verso l’acquisto di auto “alla spina”. I consumatori sono scoraggiati dalle difficoltà legate alla ricarica (segnalate dal 52% del campione) e dalla percezione di scarsa sicurezza (20% degli intervistati e +16% rispetto al 2020) delle vetture elettriche.

 

L’analisi mette in luce anche un’altra tendenza emergente nel mercato automobilistico italiano: l’aumento della propensione per le auto cinesi e asiatiche, con la percentuale di italiani che prende in considerazione un brand cinese per la sua nuova auto, salita in un anno dal 17% al 25%. Negli ultimi anni, i produttori cinesi e asiatici hanno compiuto passi da gigante in termini di qualità e affidabilità dei loro veicoli anche grazie a investimenti significativi in ricerca e sviluppo. Questo ha permesso ai principali marchi di guadagnare una reputazione positiva.

Un fattore chiave che favorisce l’adozione di auto cinesi e asiatiche è il loro prezzo competitivo (il 29% lo evidenzia come fattore di scelta), che le rende, in un contesto di continuo aumento dei listini, un’alternativa più accessibile senza compromettere significativamente la qualità (apprezzata dal 36% di quanti prendono in considerazione marchi asiatici).

Nonostante i progressi, però, persistono ancora delle riserve tra una parte dei consumatori italiani: il 75% non sceglie auto asiatiche a causa dello scetticismo riguardo alla durata e alla resistenza nel tempo di questi veicoli, spesso percepiti come meno robusti rispetto ai marchi tradizionali europei. Inoltre, ci sono preoccupazioni legate alla disponibilità e alla qualità del servizio post-vendita, inclusa la reperibilità dei ricambi e l’efficienza delle reti di assistenza.

“Gli italiani continuano a considerare l’auto come un bene fondamentale per la propria mobilità quotidiana, nonostante le crescenti sfide economiche e ambientali. Stiamo osservando uno spostamento significativo nel mercato, con una maggiore apertura verso i veicoli cinesi e asiatici, che offrono qualità e innovazione a prezzi competitivi. È evidente come i consumatori italiani stiano diventando sempre più aperti a nuove opzioni. Tuttavia, per capitalizzare questa tendenza, sarà cruciale per i produttori cinesi e asiatici continuare a migliorare la loro reputazione in termini di affidabilità e servizio post-vendita, affrontando le preoccupazioni dei consumatori”, conclude Gianluca Di Loreto, Partner di Bain & Company.

Foto ufficio stampa ANIASA

Autodromo di Monza: completato il manto del tracciato

Autodromo di Monza: completato il manto del tracciato

di Giuseppe Redaelli, presidente dell’Autodromo Nazionale di Monza

 

Il confronto e il supporto della politica locale, regionale e nazionale sono sempre stati un vanto e un orgoglio per l’Autodromo Nazionale Monza. In questi mesi di cantiere, per iniziare a portare l’impianto a livelli che possano raggiungere gli standard qualitativi richiesti, abbiamo sentito molto forte il supporto delle istituzioni. Questo ha consentito di raggiungere, nonostante un periodo poco fortunato con condizioni climatiche avverse, l’obiettivo di completare il manto del tracciato monzese nel rispetto delle normative richieste dalla Federazione Internazionale dell’Automobile FIA.

 

Nella giornata del 28  giugno è stato completato l’ultimo tratto di pista, a 64 giorni dal primo semaforo verde del weekend del Formula 1 Pirelli Gran Premio d’Italia 2024. Anche gli altri lavori di ammodernamento dell’impianto sono in fase avanzata e stanno seguendo il cronoprogramma previsto.

 

Siamo certi che la collaborazione con le istituzioni sarà continua e proseguirà nella realizzazione delle importanti opere che saranno necessarie nei prossimi anni per garantire all’Autodromo Nazionale Monza la permanenza nel calendario di Formula 1 con un impianto rinnovato e proiettato verso il futuro.

Foto ufficio stampa Autodromo di Monza