#FORUMAutoMotive 2024: Purcaro (Dekra)

#FORUMAutoMotive 2024: Purcaro (Dekra)

Mettere la persona al centro di ogni discorso, anche di quelli legati alla sostenibilità nel comparto automotive. Questo, in sintesi, il pensiero di Toni Purcaro, Chairmain Dekra Italia, Executive Vice President Dekra Group Head of Region CEEME.

“Oggi si parla di persona, si parla della mobilità a supporto delle persone e come la mobilità può aiutare persone meno fortunate – le sue parole -. Questo è un valore importante perché la sostenibilità anche negli obiettivi delle Nazioni Unite è uno dei pilastri fondamentali. Dobbiamo muoverci tutti insieme, per avere una mobilità che ci consenta non solo di spostarci, ma anche di migliorare la vita delle comunità nelle quali le nostre aziende sono inserite. È un qualcosa che deve farci riflettere, non sia occasionale ma sistemica. E quindi anche la sicurezza sulle nostre strade, un valore in termini di sostenibilità perché salvare una vita umana ha un valore inestimabile”.

Intelligenza artificiale: cosa portetà di positivi all’automotive

Intelligenza artificiale: cosa portetà di positivi all'automotive

Uno studio ha rivelato che le applicazioni di intelligenza artificiale nell’industria automobilistica potrebbero generare un valore di 215 miliardi di dollari entro il 2025. Il team dell’International Drivers Association è interessato a capire come ciò potrebbe influenzare i prezzi delle auto. Questo potrebbe essere il segreto per auto più economiche in futuro? In questo articolo, il nostro team ha discusso alcune possibilità promettenti.

 

L’Intelligenza Artificiale Generativa potrebbe rendere le auto del futuro più economiche?

L’innovazione nel settore automobilistico si è prevalentemente concentrata sul miglioramento della sicurezza, delle prestazioni e dell’estetica del design. Oggi, l’intelligenza artificiale (AI) è il catalizzatore potente per un cambio di paradigma nel settore, offrendo nuove opportunità di trasformazione.

Ma la domanda affascinante al confine tra immaginazione e realtà è che l’AI potrebbe rendere le auto del futuro più economiche? La risposta, quando guardiamo al potenziale dell’AI generativa nella produzione di auto, sembra più promettente che mai. Inoltre, secondo Dominic Wyatt, un esperto del settore automobilistico dell’International Drivers Association, “L’AI generativa ha il potenziale per ridurre notevolmente i tempi e i costi di produzione dei veicoli.”

Quindi, ciò significa che le auto del futuro potrebbero diventare più economiche? Andiamo a scoprirlo! L’AI sta Rivoluzionando e Riscrivendo la Produzione di Auto. L’intelligenza artificiale ha trasformato molti settori, e l’industria automobilistica non fa eccezione. Un articolo pubblicato da Yahoo! Finance afferma che l’AI sta ridefinendo l’industria automobilistica, dalla progettazione alla produzione e ai test.

La tecnologia funziona utilizzando un algoritmo per elaborare dati provenienti da diverse fonti. Questi possono includere tutto, dai modelli di auto esistenti alle preferenze degli utenti in termini di estetica, efficienza energetica e caratteristiche di sicurezza. La produzione intelligente sfrutta anche le tecnologie AI per semplificare il processo, aumentare l’efficienza, ottimizzare le risorse e ridurre i costi operativi. Tuttavia, è l’ambito in crescita dell’AI generativa che può veramente rivoluzionare il processo di produzione di auto e influenzare significativamente i prezzi.

 

Il nuovo architetto del design automobilistico

Nella produzione di auto, l’AI generativa può fornire soluzioni per problemi di design sofisticati, considerando vari fattori come estetica, aerodinamica, efficienza del carburante, sicurezza dei passeggeri e impatto ambientale. Tutto ciò può essere raggiunto minimizzando l’uso dei materiali, riducendo in definitiva i costi di produzione.

Secondo il rapporto di McKinsey, “Artificial Intelligence: Automotive’s New Value-Creating Engine”, le applicazioni di AI in R&D, produzione e catene di fornitura potrebbero generare un valore di 215 miliardi di dollari entro il 2025. Quindi, Dove Entra in Gioco l’Accessibilità Economica? Dominic Wyatt evidenzia vari punti su come l’AI generativa potrebbe essere rivoluzionaria nella produzione di auto.

 

Efficienza del design

L’AI generativa può dare il via a un’era di efficienza del design mai vista prima. Iterando rapidamente migliaia di design e perfezionandoli in base a parametri di funzionalità, sicurezza e costo, gli ingegneri possono arrivare a design ottimali più velocemente rispetto ai metodi tradizionali. Questa fase di design accelerata potrebbe anche ridurre i costi del lavoro, contribuendo a rendere le auto più economiche.

 

Produzione di precisione

I design generativi che assicurano un uso minimo dei materiali, combinati con metodi di produzione di precisione basati sull’AI come la stampa 3D, potrebbero portare a significativi risparmi sui costi dei materiali. Secondo uno studio, i robot controllati dall’AI utilizzati nelle linee di montaggio potrebbero ridurre i costi di produzione dal 20% al 50%. Nel complesso, garantisce un uso ottimale del materiale, minimizzando gli sprechi.

 

Manutenzione predittiva

Allo stesso modo, l’integrazione dell’AI nelle macchine di produzione per la manutenzione predittiva può portare a efficienze in termini di costi. Secondo un sondaggio condotto da Deloitte, i guasti e le manutenzioni non programmate potrebbero diminuire fino al 70% e i tempi di inattività del 50%.

 

Ottimizzazione della catena di fornitura

L’AI generativa può anche ottimizzare la catena di fornitura prevedendo i colli di bottiglia, gestendo efficacemente l’inventario, riducendo gli sprechi e migliorando l’efficienza delle consegne, riducendo ulteriormente i costi di produzione di un’auto.

 

Riduzione dei tempi di produzione

Un’area in cui l’AI generativa eccelle è la riduzione dei tempi di produzione. Produzione rapida di design: un sistema di AI generativa può produrre centinaia di varianti di design uniche in una frazione del tempo che impiegherebbe un team di ingegneri umani. Miglioramento dell’elaborazione del design: può valutare e perfezionare rapidamente questi design, riducendo il tempo impiegato dai metodi tradizionali di progettazione e modifica.

Dominic Wyatt sottolinea: “Il tempo è il principale determinante dei costi in qualsiasi processo di produzione, compresa la produzione di auto. Riducendo al minimo il tempo di progettazione e produzione, possiamo sperare di vedere una significativa riduzione dei costi di produzione“.

 

L’Equazione dell’accessibilità delle auto

L’assunto generale è che la tecnologia equivale a un prezzo più alto, ma con l’AI generativa, potremmo vedere un cambiamento in questa mentalità. Gli ampi risparmi in termini di design, materiali e produzione potrebbero ridurre i costi di produzione complessivi. Wyatt lo riassume bene: “L’accessibilità economica delle auto del futuro non arriverà eliminando tecnologia o funzionalità; invece, arriverà da un uso intelligente delle risorse, sfruttando tecnologie all’avanguardia, come l’AI generativa”.

C’è ancora molta strada da fare prima che l’AI generativa venga pienamente integrata nella produzione di auto. Ma i casi iniziali hanno mostrato risultati promettenti, soprattutto nella riduzione dei costi e dei tempi. Tuttavia, come ogni nuova tecnologia, anche l’AI generativa presenta delle sfide. Integrare l’AI generativa nel processo di produzione di auto richiederà un aggiornamento delle infrastrutture, un cambiamento nelle dinamiche del lavoro e una comprensione dei nuovi quadri di rischio.

Pertanto, l’impatto totale dell’AI generativa sull’accessibilità economica delle auto dipenderà da quanto velocemente e bene l’industria automobilistica può adattarsi a questa tecnologia. Ma offre alternative valide ai processi di produzione tradizionali dove sono necessari risparmi sui costi ed efficienza.

 

 

Dataforce controcorrente: incentivi? Anche no!

Incentivi esauriti: per l'auto elettrica brusca frenata

di Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia

Si parla solo di incentivi ultimamente, quando si sarebbe fatto meglio a non parlarne affatto. Il solo nominarli ha avuto come sempre l’effetto di mandare in stallo il mercato, e adesso ci attendiamo questo rilancio, una ripresa del comparto che, a parte il rimbalzo di chi ha atteso a comprare o a targare, siamo onesti, non cambierà nulla di una situazione fortemente compromessa.

Fossi stato io a decidere, avrei rottamato la proposta ancora prima che arrivasse sulla linea di partenza. Fossi stato obbligato non si sa dagli interessi di chi a gettare soldi pubblici nel grande cestino degli incentivi, li avrei dati solo sul mercato dell’usato, almeno sarebbero stati spesi in casa su un volume di sostituzioni probabilmente quadruplo rispetto a quanto verrà consuntivato con questa tornata. Poi non riesco a non pensare a uno dei denominatori per il quale questi incentivi sono stati approvati: accelerare la transizione ecologica.

Che, se non ce ne fossimo accorti, fino adesso ha avuto l’effetto di un impoverimento globale, ha causato la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro e ha messo all’angolo la supremazia tecnologica dell’industria automobilistica europea che ha prodotto tanta ricchezza per tutti. Incentivi? Anche no!

ACI Milano e Alfa Romeo: un legame saldo che dura nel tempo

ACI Milano e Alfa Romeo: un legame saldo che dura nel tempo

di Geronimo La Russa, presidente di ACI MIlano

Il nostro Automobile Club, con i suoi 120 anni di vita, e il marchio del Biscione, che nel 2024 di anni ne fa 114, sono cresciuti insieme e non si sono mai persi di vista. Grazie al nuovo modello il legame tra Milano e l’Alfa è ancora più saldo, diventa parte della nostra storia, dell’orgoglio e dello sviluppo della nostra città.

Una storia fatta di persone e di auto. Con Alfa Romeo abbiamo spesso percorso un cammino comune, anche grazie all’Autodromo Nazionale Monza che il nostro club ha ideato, progettato e costruito nel 1922.  Ed è proprio a Monza che l’Alfa Romeo, nel 1925, quindi 99 anni fa, vinse il suo primo titolo mondiale.

Foto – da sin: Geronimo La Russa, Jean-Philippe Imparato, Giuseppe Sala e Carlos Tavares

Hyundai Kona Hybrid: al volante del modello 1.6 HEV XClass

Hyundai Kona Hybrid: al volante del modello 1.6 HEV XClass

(a cura di Safe-Drive)

La seconda generazione della Crossover coreana è la protagonista del test su strada di questa settimana. Se possibile il design è ancora più futuristico e originale rispetto alla versione precedente, e allo stesso tempo efficace grazie al miglioramento del coefficiente aerodinamico

La motorizzazione, in questo caso, è la Full Hybrid da 141 cv e 147 Nm di coppia massima.

Produzione auto e futuro: punti di vista sullo scenario globale

Produzione auto e futuro: punti di vista sullo scenario globale

L’industria automobilistica globale ha registrato un fatturato di 2,56 trilioni di dollari nel 2023, rappresentando il 7% del PIL dell’UE. L’Italia, dopo una forte flessione nella produzione (-61,9% tra il 2000 e il 2023) è oggi in ripresa: il 2023 registra +15% vs 2022. La chiave per la crescita del settore: puntare su elettrico, componentistica e lotta alla contraffazione. Questo ciò che emerge dal report di Rome Business School “Il futuro dell’automotive. Produzione, sostenibilità e lotta alla contraffazione” a cura di Francesco Baldi, Docente dell’International Master in Finance di Rome Business School, Massimiliano Parco, Economista, Centro Europa Ricerche e Valerio Mancini, Direttore del Centro di Ricerca Divulgativo di Rome Business School.

L’Italia nel panorama europeo 

A fine 2023 l’Italia era ultima per produzione di autovetture tra i quattro maggiori produttori in Europa: 540mila autovetture, contro i 4,1 milioni in Germania, gli 1,9 milioni in Spagna, e 1 milione in Francia (ANFIA). Tra le potenze europee, sono state Italia e Francia a registrare la riduzione maggiormente nella produzione di automobili tra il 2000 e il 2023, rispettivamente -61,9% e -63,2%. Anche Germania (-19,8%) e Spagna (-19,4%) riscontrano flessioni nel comparto produttivo, ma in misura minore. Nonostante la quota di mercato italiana sia scesa dal 3,5% del 2000 a poco meno dello 0,8% a fine 2023, l’Italia è oggi in debole ripresa, registrando un +15% nel 2023 vs 2022. “Profonda è stata la riduzione in termini produttivi del settore automotive. Tuttavia, l’Italia gode da sempre di una classe operaia altamente specializzata nella produzione di automobili e di designer di fama mondiale. La reputazione delle Case automobilistiche italiane è infatti uno dei punti di forza del settore”, afferma Francesco Baldi.

La ripresa italiana post pandemica

Nel 2021, le 2.329 imprese produttrici di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi operanti in Italia hanno generato un fatturato pari a 68,5 miliardi di euro, +12,7% rispetto all’anno pandemico 2020 e +4,8% rispetto al 2019. L’85% di questo fatturato deriva dalle grandi imprese, nonostante in termini numerici esse pesino solamente il 4% del comparto (93 unità su 2.329). Non solo, anche se nel loro insieme le imprese produttrici di veicoli nel 2021 rappresentano solo lo 0,6% del settore manifatturiero italiano, hanno generato ben il 6,4% dei ricavi dell’intera manifattura italiana. Baldi evidenzia che “Il settore automotive italiano è caratterizzato dall’elevata frammentazione delle imprese: tante microimprese (fino a 9 addetti) che dominano numericamente (aumentate del 28,7% nel 2008-2021), ma che contribuiscono modestamente alla crescita del fatturato (solo l’1% del totale). Gran parte del fatturato del settore (85%) è infatti generato dalle grandi imprese (con 250 e più addetti), pur rappresentando esse solo il 4% del comparto (93 su 2.329).” Analizzando il numero di occupati invece, tra il 2019 e il 2021 si è ridotto di 4.349 unità rispetto al 2020 e di 333 unità rispetto al 2019, in totale 168.581 le unità.

Infine, studiando in un arco temporale più ampio, 2008-2021, le imprese del settore automotive italiano risultano aumentate del 3,1% passando dalle 2.260 del 2008 alle 2.329 unità nel 2021, registrando un aumento di fatturato del +7,3% rispetto il 2008. In merito ai salari del settore, lo stipendio per occupato è incrementato del 27%, e passa da 26.629€ a 33.816 euro. Il maggior aumento salariale è stato osservato nelle imprese produttrici di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi con 10-19 addetti (+33,5% tra il 2008 e il 2021). Secondo Massimiliano Parco, “l’aumento salariale unitario è derivato sia da una crescente spesa per i salari da parte delle imprese del settore automotive, aumentata tra il 2008 e il 2021 del 16,5%, sia da un calo nel numero di occupati, -8,3%”.

La circolazione di automobili in Italia 

Con riguardo al parco di automobili circolante in Italia nel 2022, si segnala che la provincia di Roma registra il maggior numero di auto, con oltre 2,7 milioni di automobili. Seguono la provincia di Napoli e di Milano con poco più di 1,8 milioni di automobili. Anche la provincia di Torino registra un’elevata presenza di auto (1,4 milioni), mentre le province di Catania, Brescia e Firenze detengono un numero di automobili superiore alle 800 mila unità. Le province di Aosta, Trento e Bolzano si caratterizzano, invece, per il maggior numero di automobili per abitante. Ciò a causa della loro bassa concentrazione demografica.

Il futuro dell’automotive in termini di industria e occupazione 

Negli ultimi anni, l’automotive sta attraversando importanti trasformazioni generate soprattutto da una maggiore sensibilità verso l’ambientale, progressi tecnologici e un’evoluzione nelle preferenze dei consumatori, che condurrà a una sempre maggiore richiesta di auto elettriche. Per Boston Consulting Group (2023), se nel 2020 circa l’80% dei veicoli prodotti in Europa era esclusivamente alimentato da ICE, questa quota scenderà a meno del 5% nel 2030. Entro quell’anno, la quota di BEV sarà di circa il 59%, l’11% i PHEV (ibridi con ricarica esterna) e 25% i veicoli ibridi (HEV).

Va considerato che lo sforzo di manodopera richiesto per produrre BEV è inferiore allo sforzo necessario per i veicoli ICE. Tuttavia, i BEV necessitano di componenti aggiuntivi, il più importante dei quali è la batteria. La produzione di batterie, moduli e celle sarà condotta in gran parte in Europa, con il potenziale per un aumento significativo dell’occupazione. Di conseguenza, i trend del settore porteranno a uno sviluppo occupazionale quasi piatto nell’industria automotive fino al 2030. Per Massimiliano Parco, “In Italia tenderanno a scontrarsi il ricorso all’automazione con la necessità di ingegneri nel comparto delle auto elettriche, determinando così – a seconda dello scenario che prevarrà – un impatto positivo o negativo in termini occupazionali”.

La componentistica in Italia e la lotta alla contraffazione

L’Italia vanta una solida tradizione nel settore della componentistica automobilistica, con numerose aziende specializzate: sono oltre 2.200 le aziende attive con sede legale in Italia, impiegano circa 200.000 persone e generano un fatturato annuo di oltre 40 miliardi di euro (ANFIA, 2023). Dopo la ripresa osservata nel 2021, con una variazione ampiamente positiva dei ricavi e una tenuta del numero di addetti, nel 2022 è proseguita la dinamica di crescita del fatturato, seppur in termini più contenuti (+9,0%), accompagnata da una sostanziale stabilità a livello occupazionale (+0,5%).

Tra le diverse componenti del settore, quelle più performanti sono ricerca e sviluppo (+17,4%), specialisti del motorsport (+14,5%), subfornitori, in particolare quelli delle lavorazioni (+14,2%); molto inferiori i segmenti sistemisti e modulisti (+3,9%). A livello regionale invece, il Piemonte è il territorio con il maggior numero di imprese operanti nel comparto della componentistica (il 33,6%), a cui seguono Lombardia (il 26,9%) ed Emilia-Romagna (il 10,6%) che, nel complesso, coprono più del 70% del totale. Nel Nord Est si distingue il Veneto (l’8,9%), nel Centro Italia la Toscana (il 3,1%), infine nel Mezzogiorno (isole comprese) la Campania (il 3,4%). Nello specifico, alle imprese con sede in Piemonte è riconducibile il 34% circa sia del fatturato, sia degli addetti del settore.

Sempre più preoccupanti i numeri della contraffazione in ambito componentistica. L’impatto economico globale complessivo della contraffazione e della pirateria nel settore automotive ha raggiunto infatti la cifra record di 2,3 trilioni di dollari nel il 2022. “L’impatto di queste sfide non è solo economico, ma influisce anche sulla sicurezza, sull’integrità del marchio e sulla stabilità complessiva di quest’industria” afferma Valerio Mancini. In Italia, l’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli, nella sua attività di contrasto all’illecito, ha sequestrato nel 2021 – complessivamente tra autoveicoli, ciclomotori e le loro parti accessorie – oltre 36mila pezzi contraffatti, con un incremento rispetto all’anno precedente di circa il 300% (ADM, 2022).

I prossimi passi del settore in Italia

Guardando al futuro, “l’industria automobilistica italiana si trova in una fase cruciale di trasformazione, in cui sostenibilità, innovazione tecnologica, flessibilità produttiva, ricerca e sviluppo e lotta alla contraffazione giocano un ruolo centrale. Le prospettive future offrono opportunità significative per rafforzare la leadership dell’Italia nel settore, orientata alla sostenibilità e al mantenimento degli standard qualitativi che contraddistinguono l’industria automobilistica italiana a livello globale”, afferma Valerio Mancini. La conversione alla produzione di automobili elettriche e ibride e la sfida per la produzione di quelle ad idrogeno rappresenteranno ulteriori opportunità per il futuro di un settore estremamente importante per l’industria del Bel Paese.

Sempre maggiore dovrà essere infatti l’attenziona all’ambiente. Il settore dei trasporti stradali è, infatti, uno dei pochi che nel ventunesimo secolo ha segnato un incremento delle emissioni, congiuntamente al settore residenziale e a quello dello smaltimento dei rifiuti. Per Massimiliano Parco, “È sicuramente in questi tre settori che si dovrà concentrare l’attenzione per arrivare al raggiungimento entro il 2030 della riduzione delle emissioni climalteranti pari al 55% ed entro il 2050 allo “zero netto” di emissioni (neutralità carbonica) in linea con l’European green deal”.

 

Foto di Martin Geiger su Unsplash

Mercato dell’auto: insistere sull’elettrico significa frenare lo svecchiamento del circolante

Produzione europea di auto al collasso: Bruxelles ripari gli errori fatti

di Simonpaolo Buongiardino, presidente di Federmotorizzazione

 

Il mercato continua a non premiare l’elettrico ricaricabile: nel primo trimestre sono state 35.568 le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride alla spina, con una quota complessiva dell’8,2%, trascinate al ribasso dal calo più pesante delle elettriche pure che scendono sotto la quota del 4% (attestandosi al 3,8%). Sui numeri dell’elettrico, pesa anche l’andamento degli ecoincentivi: resta limitata la richiesta di contributi riservati alle vetture elettriche, mentre sono andati esauriti in poche settimane quelli per le auto endotermiche meno inquinanti.

I motivi di questa scelta da parte dei consumatori non cambiano: dal prezzo, più alto rispetto alle vetture tradizionali endotermiche, alle incertezze legate a una tecnologia (le batterie) che si ritiene ancora non ottimale, alle scarse infrastrutture di ricarica nel nostro Paese. L’automobile è sempre stata considerata uno strumento al servizio dell’utente, ma l’auto elettrica ha cambiato il paradigma, sentendosi di fatto l’utente al servizio dell’auto. Occorre infatti, sulle lunghe percorrenze, programmare il viaggio organizzando le necessarie soste per la ricarica che, oltre a costituire un vincolo, allunga i tempi del viaggio stesso.

Occorre trovare una via italiana alla transizione verso la decarbonizzazione. Mettendo da parte ideologie che da noi non hanno presa e sfruttando altre tecnologie a partire dalle prossime vetture Euro 7, i cui protocolli sono stati recentemente semplificati, e i nuovi carburanti che eliminano l’impronta carbonica, Si auspica che il Governo stanzi maggiori fondi per le auto ibride ed endotermiche di ultimissima generazione così da poter rinnovare un parco auto vetusto e al tempo stesso migliorare la qualità dell’aria: puntare sull’elettrico sta ritardando il processo di rinnovamento del circolante.

Peraltro, il vento sta cambiando: anche la Germania, che pure è stata determinante in Europa nella scelta dell’elettrico e che ha stanziato generosi contributi agli utenti per incentivare l’acquisto di vetture elettriche, ha già deciso la fine di queste incentivazioni e altri Paesi stanno operando scelte analoghe.

Addio a Paolo Pininfarina: “Le più belle auto portano la firma di questa famiglia”, disse Todt

Addio a Paolo Pininfarina: “Le più belle auto portano la firma di questa famiglia”, disse Todt

Il presidente del Gruppo Pininfarina, Paolo Pininfarina, si è spento a Torino all’età di 65 anni. Fino all’ultimo gli sono stati vicini la moglie Ilaria, i suoi cinque figli Greta, Giovanni, Iole, Tullio e Giulia, sua madre Giorgia Gianolio.

 

“A nome del CdA, del Collegio Sindacale e di tutti i dipendenti Pininfarina esprimo profondo dolore e cordoglio per la perdita del nostro caro Presidente – afferma l’ad di Pininfarina, Silvio Angori –-Siamo tutti estremamente riconoscenti all’ing. Pininfarina per il suo straordinario contributo all’azienda e per essersi sempre speso con passione, in prima persona, per tutelare la nostra storia e la nostra identità aziendale sia in termini di stile che di scelte etiche e comportamentali. Gli sono personalmente grato per avermi confermato alla guida dell’Azienda, in seguito alla scomparsa di Andrea Pininfarina nel 2008. In questi anni abbiamo condiviso tanti trionfi e anche tante sfide, sempre consigliandoci e sostenendoci a vicenda. Il modo migliore per onorare la sua memoria è continuare, come lui vorrebbe, ad impegnarci al massimo per il futuro della Pininfarina”.

 

Tra i capolavori che Paolo Pininfarina, figlio di Sergio e nipote del fondatore “Pinin”, ha tenuto personalmente a battesimo, due gli sono particolarmente cari: la concept car Sergio, barchetta biposto su base meccanica Ferrari, che Paolo decise di realizzare nel 2013 in memoria del padre, il senatore a vita Sergio Pininfarina, e la Automobili Pininfarina Battista, hypercar elettrica che porta il nome di suo nonno e che egli stesso svela al Salone dell’Auto di Ginevra 2019.

 

La lunga e illustre carriera nel design e nell’industria automobilistica di Paolo Pininfarina lo ha reso una figura di riferimento nel panorama italiano e internazionale, dimostrando il suo impegno costante verso l’innovazione e l’eccellenza.

 

Da FORUMAutoMotive condoglianze vivissime ai familiari per la perdita di un imprenditore, espressione di una famiglia e di un’azienda che hanno fatto (e continueranno a fare) dell’italianità un valore essenziale e un vanto a livello mondiale.

#FORUMAutoMotive 2024: Giulio Lancellotti (Bosch Italia)

#FORUMAutoMotive 2024: Giulio Lancellotti (Bosch Italia)

La neutralità tecnologica, al di là della propulsione delle autovetture. Idrogeno, elettrico, motore a combustione, poco importa, come riferisce Giulio Lancellotti, Managing Director Global Software and Services Bosch, intervenuto a #FORUMAutoMotive 2024.

 “Rinnovo ancora una volta – le sue parole in uno dei dibattiti – quello che per noi è un concetto molto importante come gruppo, che è quello della neutralità tecnologica, quindi non vogliamo legarci troppo a un tipo di propulsione, crediamo nella tecnologia migliore per quello che sarà sicuramente il futuro della mobilità. Mi preme sottolineare anche in questo caso l’importanza che sta prendendo sempre di più rispetto al passato il tema dell’esperienza dell’utente finale. Questa è qualche cosa su cui al netto della propulsione, quindi al netto del contenuto tecnologico della macchina, stiamo prestando sempre maggiore attenzione, quindi cercare di legare quello che è il contenuto tecnologico che portiamo all’esperienza dell’utente finale”.

Senna-Prost: il duello più combattuto nella storia della F1

Senna-Prost: il duello più combattuto nella storia della F1

di Geronimo la Russa, presidente di AC Milano

 

Ringrazio Umberto Zapelloni per averci fatto rivivere, con il libro “Senna e Prost, il duello più combattuto nella storia della Formula 1, quello tra Ayrton Senna e Alain Prost. Due piloti che si sono odiati e ostacolati, che hanno suscitato polemiche e provato rancori. Alla fine, quando Prost si è ritirato, Senna continuava a cercarlo perché senza quella rivalità si sentiva vuoto, tanto che l’ultima frase pronunciata via radio prima di morire, 30 anni fa a Imola, è stata: Alain mi manchi.

Intanto, a giugno si concludono le celebrazioni per festeggiare i 120 anni di Automobile Club Milano. Siamo orgogliosi della nostra storia, di aver costruito e gestito l’Autodromo di Monza, di essere stati sempre protagonisti in questo secolo di Motorsport con i nostri licenziati e con i nostri commissari. Una conferma concreta della grande vocazione motoristica del nostro territorio che ha regalato alla Formula 1 ben quindici piloti, uno dei quali, Alberto Ascari, è l’ultimo italiano ad avere vinto il titolo iridato di Formula 1.