Hertz Italia e This Unique: insieme per sostenere le donne ogni giorno

Hertz Italia e This Unique: insieme per sostenere le donne ogni giorno

Hertz Italia ha scelto This Unique, la start up italiana che ha lanciato un ambizioso progetto per supportare le donne nei giorni più delicati del mese, da sempre un tema tabù che può diventare un disagio, soprattutto sul luogo di lavoro. Hertz Italia, azienda leader del noleggio a breve termine, è una realtà molto attenta al benessere della popolazione aziendale e oltre a promuovere l’inclusività e il rispetto, favorisce quei progetti che concretamente facilitino la quotidianità dei collaboratori sia negli uffici direzionali che nella rete delle agenzie.

 

Questa iniziativa in particolare ha visto una genesi tale da fargli assumere una valenza ancora più significativa. Infatti, l’idea è nata da un’esigenza di Simona Romeo, HR  manager di Hertz Italia, che con la sua sensibilità ha portato all’attenzione del management aziendale una proposta per porre il focus su un tema particolare e ancora oggi fortemente stigmatizzato, come quello del ciclo mestruale, un vero e proprio tabù, che però impatta quotidianamente un numero importante di persone. Nasce così il contatto con This Unique, una giovane realtà che ha fatto del tema dell’inclusività e del rispetto una vera e propria attività di informazione, comunicazione e azione per cambiare gli atteggiamenti negativi che ancora esistono nei confronti di questa situazione così naturale. Questo è stato l’elemento che ha fortemente colpito l’attenzione di Hertz e convinto il management. Hertz Italia, ha all’attivo diverse iniziative nell’ambito della responsabilità sociale, di cura e attenzione sia verso l’utenza esterna che interna all’azienda e cerca di attivare azioni concrete e durature selezionando partner di riconosciuta serietà.

 

Daniela Catalani, HR Director di Hertz Italia, ha espresso la sua soddisfazione con queste parole: “Siamo rimasti molto colpiti dall’approccio di This Unique a temi delicati ma quotidiani e dalla scelta libera ma rispettosa di trattare questi temi con un linguaggio fresco, attuale, disinibito pur con grande delicatezza. La stessa delicatezza con cui anche noi da sempre abbiamo scelto di affrontare e trattare temi di attualità che hanno un impatto significativo per la società e con cui dobbiamo inevitabilmente confrontarci. Sono molto orgogliosa che l’azienda in cui lavoro si sia mostrata così aperta e disponibile ad accogliere la proposta di mettere a disposizione di tutta la popolazione aziendale interessata, agenzie incluse, una fornitura di assorbenti e tamponi igienici. In particolare sono due i valori che ci accomunano a This Unique: l’inclusività e il rispetto che per Hertz sono elementi fondanti sia verso le persone che anche verso l’ambiente. Infatti, questo progetto ha anche una forte valenza ambientale perché i prodotti offerti sono compostabili e plastic-free e questo ha reso il valore progetto ancora più grande. Vogliamo così unirci alla voce di This Unique e della sua community per abbattere gli atteggiamenti negativi che ancora esistono intorno a un tema così naturale come quello delle mestruazioni.”

 

Hertz promuove da sempre un approccio aperto al dialogo e un’attenzione crescente ai temi di maggiore attualità e agli stimoli nuovi. In questo specifico caso infatti, la giovane storia di This Unique ha contribuito a far scattare la scintilla con Hertz. Alice Carbonara, co-founder & COO di This Unique: “Con This Unique stiamo cercando di diffondere quello che è a tutti gli effetti un diritto, trovare all’interno dei bagni assorbenti che siano gratuiti per le persone che frequentano gli spazi. Partiamo sempre da un esempio semplice ma d’effetto: in 8 casi su 10, quando entriamo in un bagno, è comune trovare carta igienica e sapone, utili all’igiene personale. Col nostro progetto proviamo a conferire lo stesso status all’assorbente. Siamo lieti di collaborare con Hertz, che da subito ha appoggiato la nostra idea decidendo di inserire all’interno di ciascuna sede assorbenti per tutte la popolazione aziendale, sostenendo i nostri progetti di inclusività e al contempo di rispetto dell’ambiente“.

Foto di Andraz Lazic su Unsplash

Veicoli commerciali: accelerare sugli incentivi e più colonnine sulle superstrade

Transizione energetica: accelerare con misure concrete

di Michele Crisci, presidente di UNRAE

 

In tema di incentivi, il nuovo DPCM risulta essere al vaglio della Corte dei conti e si attende  la pubblicazione in “Gazzetta Ufficiale” entro la fine del mese di aprile. Auspichiamo  un’accelerazione dell’iter per la piena operatività degli stessi, considerata la paralisi che si è generata sul mercato dei veicoli a zero emissioni, dimezzati come quota di mercato rispetto al  primo trimestre 2023 (1,8% vs 3,6%).

Le misure del nuovo schema 2024 prevedono: bonus per i veicoli a zero emissioni sia a fronte sia senza rottamazione; estensione dell’incentivo alle altre alimentazioni a fronte di  rottamazione (con importi inferiori); estensione alle società di noleggio; conferma della  gradualità del bonus in funzione della massa del veicolo incentivato.

In tema di infrastrutture di ricarica, nel mese di maggio saranno resi  operativi i due nuovi Bandi per la realizzazione di infrastrutture su strade urbane ed extraurbane. Con quelli pubblicati a maggio 2023, non era stato assegnato alcun progetto da realizzare sulle superstrade (da almeno 175 kW), in quanto le esigue proposte progettuali  presentate non possedevano i requisiti di ammissibilità alla misura.

A tal proposito continuiamo a sollecitare il ministero ad adottare  misure opportune per stimolare una più ampia partecipazione, al fine di garantire il pieno utilizzo delle risorse stanziate, circa 360 milioni di euro, per lo sviluppo di un’infrastruttura di ricarica capillare anche sulle superstrade, secondo quanto stabilito dagli obiettivi indicati dal  PNRR (almeno 7.500 infrastrutture di ricarica superveloci).

Foto uff stampa UNRAE

 

Soccorso stradale: resta la garanzia in aggiunta alla RC

Soccorso stradale: resta la garanzia in aggiunta alla RC

L’assistenza stradale è la garanzia assicurativa accessoria più richiesta dagli italiani, in aggiunta alla copertura RC obbligatoria. Sul totale degli automobilisti che ne hanno attivata una, nel 57% dei casi si tratta appunto della possibilità di avere la certezza dell’intervento di un carro attrezzi nel caso in cui la propria auto restasse ferma in strada. Al secondo posto tra le più diffuse c’è la copertura per eventuali danni fisici al conducente in caso di sinistri con colpa (la RC copre solo gli infortuni a persone terze), scelta dal 40% degli assicurati, mentre il 34% opta per la tutela legale. Tra le altre accessorie maggiormente diffuse si trovano la polizza cristalli, con il 21% delle preferenze, che copre i danni ai vetri dell’auto, e la polizza furto e incendio, scelta dal 20,6% degli automobilisti, che offre protezione contro il furto e i danni causati da incendi. Infine, la polizza contro gli atti vandalici, scelta dal 4,8% degli assicurati, che assicura una protezione completa per il veicolo contro i danneggiamenti provocati volontariamente da terze persone.

 

I dati emergono da VertiMovers, l’Osservatorio della compagnia assicurativa digitale Verti sull’andamento della mobilità in Italia, attraverso la raccolta e la rielaborazione dei dati proprietari. L’Osservatorio VertiMovers offre anche una panoramica sul comportamento degli assicurati in relazione alle diverse categorie professionali e di età cui appartengono. Per quanto riguarda gli automobilisti, sono gli impiegati la categoria più previdente, con percentuali significative di attivazioni delle tre coperture più diffuse: soccorso stradale (61%), infortuni (48,3%) e tutela legale (39,4%). Al secondo posto gli operai, con il 54% di polizze soccorso stradale, il 36,3%di infortuni e il 27% di tutela legale. Infine anche i pensionati, seppur in misura minore, dimostrano comunque una certa attenzione ad attivare garanzie extra con il 53,4% di polizze per soccorso stradale, il 40% di infortuni e il 34% per la tutela legale. Quanto all’età degli assicurati, la tutela legale risulta richiesta soprattutto dai più giovani, tant’è che nella fascia dai 18 ai 24 anni è scelta dal 44,7% degli assicurati, mentre in tutte le successive fasce d’età si attesta poco oltre il 30%.

 

L’indagine esplora anche il mondo dei motociclisti, da cui emergono alcune differenze di genere quando si tratta di coperture assicurative. Mentre entrambi i sessi mostrano un interesse simile per l’indennità infortuni, altre preferenze divergono significativamente. Gli uomini tendono a scegliere il soccorso stradale come garanzia principale, con il 42,4% delle preferenze, mentre solo il 5,6% delle donne opta per questa opzione. Un divario altrettanto ampio si registra nella tutela legale, con il 30,3% degli uomini che la seleziona rispetto al 4,1% delle donne. Una garanzia preferita dalle donne rispetto agli uomini è quella per furto e incendio, con il 23,4% delle preferenze contro il 19,9%.

 

Per quanto riguarda le categorie dei centauri più previdenti, sono gli studenti a mostrare una maggiore propensione all’assicurazione, dimostrando un alto livello di previdenza. Il 47% degli studenti attiva infatti la copertura soccorso stradale, il 45,2% la copertura infortuni e il 44,3% quella per la tutela legale. Questo suggerisce una crescente consapevolezza tra i giovani sull’importanza di essere adeguatamente protetti mentre si conducono veicoli a due ruote.

 

“Osservare come sempre più italiani stiano riconoscendo l’importanza di garantire la sicurezza dei proprio mezzi e della loro mobilità con le coperture assicurative adeguate è un fattore determinante. L’Italia è un Paese sotto-assicurato, ma il fatto che quasi il 60% degli automobilisti abbia attivato la copertura per l’assistenza stradale conferma quanto sia cruciale sentirsi al sicuro sulle strade italiane. Tale tendenza non solo conferma la necessità di una maggiore attenzione alla sicurezza stradale, ma sottolinea anche l’importanza di politiche e iniziative volte a promuovere una cultura assicurativa più diffusa e responsabile tra i cittadini italiani – ha dichiarato Marco Buccigrossi, Direct Business Director di Verti. “Grazie all’Osservatorio VertiMovers siamo in grado di identificare e analizzare i trend e le preferenze degli assicurati, consentendoci di offrire prodotti e servizi innovativi che rispondano alle esigenze del mercato”.

Foto ufficio stampa ACI

L’auto in Europa: a marzo elettriche ancora in frenata

L'auto in Europa: aprile con una forte "scossa"

di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor

Battuta d’arresto in marzo per il mercato delle autovetture in Europa Occidentale (UE+EFTA+UK). Le immatricolazioni nel mese hanno toccato quota 1.383.410 con un calo rispetto a marzo 2023 del 2,8% e con una contrazione decisamente severa (-21,9%) rispetto al livello dell’ultimo marzo ante-pandemia, che è quello del 2019. La ripresa del mercato delle autovetture nell’area iniziata in agosto 2022, dopo un primo calo nel dicembre scorso (-3,8%) e un recupero in gennaio e febbraio di quest’anno, si è quindi interrotta nel mese scorso. Resta comunque positivo il consuntivo dei primi tre mesi di quest’anno che, con 3.395.049 immatricolazioni, fanno registrare una crescita del 4,9% su gennaio-marzo del 2023, ma un calo di ben il 18,1% rispetto al gennaio-marzo 2019, cioè rispetto ai livelli ante-crisi.

Le cause della frenata di marzo, che tra l’altro ha interessato quattro dei cinque maggiori mercati europei e cioè quello tedesco (-6,2%), quello spagnolo (-4,7%), quello italiano (-3,7%) e quello francese (-1,5%), vengono indicate dai principali commentatori europei nella debolezza della domanda dei privati, che appaiono fortemente penalizzati dagli aumenti di prezzi degli ultimi anni, ma anche nella frenata nelle immatricolazioni di autovetture elettriche (BEV). In marzo 2024 le immatricolazioni di auto elettriche nell’area sono state infatti 196.411 contro le 220.778 di marzo 2023, con un calo dell’11% dovuto anche a contrazioni particolarmente significative in Germania (-28,9%) e in Italia (-34,4%).

Il mercato dell’auto elettrica (BEV) appare sempre più fortemente condizionato dalla presenza e dall’entità di incentivi all’acquisto, anche se incominciano a manifestarsi perplessità a livello del pubblico sulla opportunità delle scelte politiche dell’Unione Europea e del Regno Unito sulla transizione energetica nel settore della mobilità e ciò anche perché nel resto del mondo si prevedono incentivi all’auto elettrica, ma al momento non si prevede la messa al bando dei motori a combustione interna.

Per quanto riguarda in particolare l’Italia che, come si è detto, in marzo ha accusato un calo di immatricolazioni di auto elettriche del 34,4%, sulla domanda sta influendo certamente l’attesa dei nuovi incentivi ripetutamente annunciati dal Governo, ma non ancora operativi. E in ogni caso forti perplessità stanno emergendo sulla tenuta delle quotazioni delle auto elettriche usate, che non beneficiano (o non beneficiano ancora) di incentivi. A ciò si aggiunge poi ovviamente la nota circostanza che l’auto elettrica, per il suo costo elevato, senza incentivi generosi al momento non è alla portata della maggioranza degli automobilisti italiani.

Veicoli trainati: senza misure strutturali le strade diventano insicure

Trainati: urgenti misure per favorire il rinnovo del parco

di Michele Mastagni, Coordinatore del Gruppo Rimorchi, Semirimorchi e Allestimenti di UNRAE

È ormai evidente come il comparto dei veicoli trainati stia attraversando una fase critica per la quale non si  intravede un’inversione di tendenza nel breve periodo. Prevediamo infatti che la domanda di  nuovi veicoli trainati continuerà a contrarsi almeno per il primo semestre del 2024. Nonostante gli scoraggianti dati di mercato, i fondi stanziati dal MIT nel 2023 per gli incentivi  all’acquisto di nuovi rimorchi sono terminati in pochissimi minuti in occasione del click day di  marzo, segno che le aziende hanno interesse nel rinnovare i propri mezzi.

Tuttavia, ciò non basta  ad assicurare una concreta ripresa e, nell’auspicio che anche gli stanziamenti per l’anno corrente  siano messi a disposizione in tempi rapidi, ribadiamo la richiesta di interventi strutturali che  consentano agli operatori una pianificazione pluriennale degli investimenti. La crescente anzianità del parco  circolante è diventata una questione non più trascurabile poiché minaccia la sicurezza dei  cittadini.

Mantenere in circolazione veicoli trainati immatricolati oltre 17 anni fa rappresenta un pericolo costante sulle strade. Stimiamo che, ai ritmi attuali di sostituzione, le imprese italiane di  trasporto merci impiegherebbero 29 anni per rinnovare completamente le proprie flotte. Infine, ribadiamo ancora una volta l’urgenza di adeguare, nel corso dell’esame al Senato sul DDL Sicurezza stradale, l’art. 61 del Codice della Strada, in modo da consentire anche nel nostro  Paese la circolazione di complessi veicolari lunghi 18,75 metri. Tale misura garantirebbe inferiori emissioni di CO2, ridotti livelli di congestione stradale, minore impatto sulle infrastrutture viarie e, allo stesso tempo, maggiore produttività e competitività all’autotrasporto.

Foto Michele Mastagni da suo profilo Linkedin

Mobilità condivisa: sale l’interesse, ma costi elevati e poche auto

Mobilità condivisa: sale l’interesse, ma costi elevati e poche auto

Gli italiani sono pronti ad abbandonare la proprietà dell’auto per affidarsi a soluzioni innovative di condivisione? Come procede la diffusione delle nuove forme di mobilità in sharing nelle città italiane? Quanto sono conosciute dal grande pubblico le formule del car sharing e del car pooling? A queste e ad altre domande sulla mobilità cittadina si è proposta di dare risposte puntuali la nuova instant survey “Auto privata o mobilità condivisa?”, condotta da Areté (azienda leader nella consulenza strategica) nel mese di aprile per indagare sul campo la propensione degli italiani che vivono nelle città di Roma, Milano, Torino, Firenze e Bologna a servirsi delle forme di mobilità condivisa (su tutte, car sharing e car pooling) che si stanno facendo strada gradualmente anche nel nostro Paese.

L’88% del campione intervistato possiede una vettura, acquistata in un’unica soluzione (50% dei casi) o tramite finanziamento (38%). Alla domanda “quale strumento di trasporto utilizzi per muoverti abitualmente in città?” 8 su 10, equamente suddivisi, rispondono a bordo di un’auto privata e sui mezzi pubblici. Il 10% si serve di moto o scooter.

Il dato più interessante che emerge dalle risposte riguarda la notorietà della formula dell’auto condivisa nel nostro Paese: 9 italiani su 10 dichiarano di conoscere il car sharing e il 52% di questi sostiene anche di averlo utilizzato almeno una volta. Lo scenario cambia leggermente spostando il focus sul car pooling: il 48% degli intervistati dice di conoscerlo e il 38% di questi lo ha anche usato almeno una volta.

Andando ad analizzare i dati relativi alle singole realtà metropolitane, Milano risulta essere la città in cui l’utilizzo dei mezzi pubblici (ad essi si affida il 55% dei rispondenti vs il 25% di coloro che usano le quattro ruote) è più elevato. Un’evidenza che non stupisce, vista la capillarità della rete metropolitana.

A Roma, complice una rete di trasporti meno efficiente, le preferenze per l’utilizzo di bus e metro per gli spostamenti urbani quotidiani scendono al 34% e l’uso dell’auto viene preferito dal 47% del campione. Se a Firenze e Bologna le percentuali di utilizzo di auto e mezzi pubblici sono pressoché appaiate, a Torino la mobilità privata prevale decisamente su quella pubblica: 51% vs 34%. I dati relativi alle 5 città attestano quindi una prevalenza complessiva della mobilità privata su quella pubblica (con alcune eccezioni) anche a causa di problemi atavici che attanagliano l’offerta di questi mezzi in Italia.

Eppure la survey rivela come 6 italiani su 10 sarebbero disposti in futuro ad abbandonare l’auto di proprietà per gli spostamenti cittadini in favore delle soluzioni di mobilità condivisa su quattro ruote. Dietro tale scelta, ci sono principalmente ragioni ambientali e legate al conseguente decongestionamento delle città (indicate dal 70% del campione) e motivi economici, connessi a un possibile risparmio rispetto all’acquisto del bene (20%).

Due aspetti contribuiscono però oggi a limitare la diffusione delle nuove forme di mobilità condivisa. Da una parte, le aspettative in termini di spesa: 8 intervistati su 10 dichiarano di essere disposti a spendere al mese al massimo 200 euro mensili, un importo decisamente al di sotto della soglia ipotizzabile per un uso continuo di questa formula. Dall’altra, il 51% del campione si mostra ancora legato al concetto di proprietà e teme di rimanere senza auto in caso di necessità.

“Nella nostra nuova instant survey”, sottolinea Massimo Ghenzerl, presidente di Areté, “abbiamo chiesto a un campione di abitanti delle città di Milano, Roma, Firenze, Bologna e Torino che strumenti utilizzeranno per gli spostamenti cittadini nei prossimi anni: il 37% di loro ha confermato che continuerà a usare l’auto di proprietà, il 32% ha dichiarato che si servirà dei mezzi pubblici, mentre il 13% si affiderà alle E-Bike, in decisa crescita e che si candida quindi a diventare la terza modalità di trasporto più diffusa in queste città. Più in generale, dal mercato emerge una crescita dell’interesse degli italiani per le forme di mobilità cittadina alternative alla proprietà dell’auto. Per una più ampia diffusione nelle principali città italiane restano ancora due nodi da sciogliere: il prezzo, ancora non allineato alle aspettative del cliente e una più ampia e capillare disponibilità di queste vetture”.

Foto ufficio stampa Areté

“Tieni in gioco la vita”: con Toyota Italia, ACI Roma e AS Roma

"Tieni in gioco la vita": con Toyota Italia, ACI Roma e AS Roma

Foto: da sinistra: La Ceo dell’AS Roma, Lina Souloukou, e Giuseppina Fusco, presidente di ACI Roma 

 

Nell’ambito del loro impegno continuo verso la mobilità sostenibile, Toyota Motor Italia e KINTO come Mobility Service Provider della AS Roma, si uniscono alla campagna “Tieni in gioco la vita”, promossa da AS Roma e Automobile Club Roma. Questa iniziativa punta a sensibilizzare sull’importanza di uno stile di guida sicuro e responsabile i giovani attraverso un programma di formazione dedicato. La rilevanza di tale progetto viene sottolineata dagli allarmanti dati sugli incidenti stradali a Roma, che annualmente contano oltre 13.000 episodi, con più di 16.000 feriti e circa 150 vittime, molte delle quali sono pedoni e giovani automobilisti.

La presentazione ufficiale del progetto si è svolta presso il Centro Sportivo, Fulvio Bernardini, dove è stato firmato il protocollo d’intesa tra la presidente dell’Automobile Club Roma, Giuseppina Fusco, e la Ceo dell’AS Roma, Lina Souloukou alla presenza del giornalista Luca Valdiserri e del calciatore Sardar Azmoun in rappresentanza della prima squadra.

Attraverso un programma comprensivo di lezioni teoriche e sessioni pratiche di guida sicura,  il progetto si rivolge agli studenti delle scuole secondarie e ai giovani talenti della squadra Primavera AS Roma, con l’obiettivo di sviluppare tutte le conoscenze e le abilità indispensabili per una guida consapevole e sicura. Le sessioni iniziali, tenutesi il 19 e il 20 marzo, hanno consentito a oltre cento studenti di tre istituti scolastici romani (“Giorgio Ambrosoli”, “Ferrari-Hertz” e “Giovanni XXIII”) e all’intera squadra della Roma Primavera non solo di assimilare principi fondamentali della sicurezza stradale, ma anche di tradurre in pratica le competenze acquisite sotto la guida di istruttori esperti, attraverso l’utilizzo di 4 vetture iconiche della gamma Toyota e adatte per la guida di giovani neopatentati: 2 Aygo X e 2 Yaris Cross con tecnologia Full Hybrid.

Alberto Santilli, amministratore delegato di Toyota Motor Italia: “Siamo orgogliosi di partecipare a un progetto che condivide la nostra visione per il futuro, rinnovando il nostro impegno verso la sicurezza stradale e la mobilità sostenibile. Con la nostra visione “Let’s Go Beyond”, aspiriamo a elevare gli standard di sicurezza e a superare l’obiettivo delle zero emissioni. Attraverso lo sviluppo di un ecosistema di mobilità avanzata, che integra veicoli elettrificati e connessi con tecnologie di sicurezza all’avanguardia, ci impegniamo a soddisfare le esigenze di una società che evolve, garantendo a tutti la libertà di spostarsi in modo sicuro e in armonia con l’ambiente circostante. Questa visione, diventata realtà in Italia già dal 2018 con l’introduzione del Toyota Safety Sense di serie su tutta la nostra gamma, comprende un completo pacchetto di sistemi di sicurezza per la protezione di occupanti e utenti della strada in diversi scenari. Dal 2020, anche i veicoli commerciali Toyota si distinguono per aver adottato progressivamente i più innovativi sistemi di sicurezza, confermando il nostro impegno per la diffusione di una cultura di sicurezza stradale e la riduzione degli incidenti.”

Lina Souloukou, Ceo dell’AS Roma: “Come sapete, per l’AS Roma e la nostra proprietà il settore automotive è di fondamentale importanza. Era quindi da diverso tempo che stavamo ragionando su come coinvolgere la nostra Community in un progetto di utilità sociale. Le drammatiche statistiche sugli incidenti stradali che avvengono nella nostra città, ci hanno spinto a diventare parte attiva per promuovere una campagna che porti un beneficio tangibile ai giovani della nostra Community. Abbiamo pensato che fosse importante coinvolgere i ragazzi neopatentati – quindi anche i nostri calciatori del Settore Giovanile – affinché apprendano fin da subito quelle regole essenziali per una guida sicura e responsabile. Vogliamo utilizzare la forza mediatica e di persuasione che ha la Roma per diffondere il più possibile questo messaggio positivo e avviare un processo virtuoso per cui, chi guida con prudenza è il vero campione e non un perdente. Ringraziamo di cuore Automobile Club Roma e Toyota per aver accolto il nostro invito e per aver messo a disposizione di questo progetto tutta la loro esperienza e autorevolezza in materia. Ma un pensiero particolare va a Luca Valdiserri per averci guidato ed ispirato, nel ricordo di suo figlio Francesco”.

Per il Gruppo Toyota la sicurezza è un elemento chiave per la mobilità del futuro e rappresenta anche uno dei pilastri della strategia Let’s Go Beyond, che mira a una mobilità centrata sull’individuo, libera da barriere e incidenti, in cui sicurezza, sostenibilità e inclusione si intrecciano, grazie allo sviluppo di soluzioni che consentano a tutti di muoversi senza limitazioni, in modo sicuro e in piena armonia con l’ambiente circostante.

Foto ufficio stampa Toyota Italia

Noleggio a lungo termine: +34,1% in Italia nel primo trimestre

Noleggio a lungo termine: +34,1% in Italia nel primo trimestre

Il Noleggio a Lungo Termine di autovetture e fuoristrada nel primo trimestre dell’anno registra un forte incremento. Con un totale di 239.071 contratti stipulati nel periodo, l’aumento rispetto al primo trimestre 2023 è +34,1%. L’analisi elaborata da UNRAE, sulla base dei dati di fonte MIT, relativi ai contratti del Noleggio a Lungo Termine di durata superiore a 30 giorni, conferma la prevalenza dei contratti stipulati da Società (204.667 pari all’85,6%, +33,9%) rispetto ai soggetti Privati (34.404 pari al 14,4%, +35,1%).

Nel complesso delle Società, la quota prevalente riguarda le Aziende non automotive (*) con il 77,1% dei contratti (+42%). Seguono Dealer e Costruttori con il 3,6% (+47,5%) e le aziende del noleggio a breve termine (NBT) con la stessa quota, ma in calo del 33,7% sul 1° trimestre 2023. Le aziende che offrono modalità di noleggio a lungo termine (NLT) perdono quota e scendono all’1,3% (-26,5%).

La durata media dei contratti nel periodo è salita da 23 a 25 mesi: in crescita le Società, soprattutto le Aziende non automotive (26 vs 23), mentre i Privati perdono un mese e scendono a quota 25 mesi.

 

Alimentazioni

Le vetture Diesel sono le preferite delle Aziende non automotive, con la quota maggiore dell’intero panorama (46,2%), mentre le auto a benzina hanno il primato fra le aziende NBT (40,6%). Seguono le ibride HEV per le quali la quota maggiore è contesa fra Dealer e Costruttori (31,5%) e i Privati (30,1%). Le ibride plug-in (PHEV) prevalgono tra le aziende NLT (8,8%), seguite dai Privati (7,8%) e da Aziende non automotive (7,4%). Le elettriche pure (BEV) sono particolarmente utilizzate da Dealer e Costruttori (16,2%) e, a distanza, dai Privati (5,8%). Presenti anche le vetture a GPL e Metano, ma con quote inferiori o pari al 2% in tutti i canali.

 

Segmenti

Le preferenze confermano al primo posto i SUV segmento C (quota 25,7%), merito soprattutto delle Aziende non automotive (26,6%) e dei Privati (24,9%), per i quali è la scelta preponderante. Al secondo posto si piazzano i SUV segmento B (quota 16,7%), utilizzati soprattutto dalle aziende NBT (33,0%). Tra le Berline dei vari segmenti prevalgono quelle dei segmenti A (11,6%) e B (11,4%). Una buona quota conservano le tradizionali Station Wagon (12,1%), soprattutto grazie alle Aziende non automotive (14,2%).

 

Regioni

Il primo posto per numero di contratti spetta ancora alla Lombardia (quota 33,8%), seguita a distanza da Lazio (15,4%), Piemonte (7,9%) ed Emilia-Romagna (7,8%). La Lombardia presenta anche la quota più alta, fra tutte le regioni, di contratti stipulati da Aziende non automotive (87,8%). La Calabria, con il 36,7%, il Molise con il 34,9% e la Puglia con il 30,2% sono le regioni con la più alta quota di utilizzatori Privati. Il Trentino-Alto Adige si distingue per la quota maggioritaria che riguarda le aziende NBT (51,2%).

 

Contratti di auto immatricolate nel 2023

I contratti stipulati nel trimestre relativi ad autovetture immatricolate nel 2023 sono 316.244 (il numero può includere più contratti sulla stessa autovettura), con la quota maggiore appannaggio delle Aziende non automotive (72,2%) seguite dai Privati (13,0%). In base all’alimentazione, il primo posto riguarda le vetture Ibride HEV (35,2%) seguite dalle Diesel (34,4%), dalle Benzina (16,4%) e dalle Ibride Plug-in (8,5%), con le Elettriche pure a quota 4,5%.

Foto di Devon Janse van Rensburg su Uns

AlixPartners: tra scenari automotive e rebus elettrico

L'auto in Europa: ricalibrazione traumatica dell'industria in corso

Foto: Dario Duse, EMEA co-leader dell’Automotive & Industrial team e Country Leader Italia di AlixPartners

 

Il mercato globale dell’auto si appresta nel 2024 a recuperare i volumi pre-covid (+3% e 89 milioni di veicoli attesi nel 2024), ma con un mix geografico sempre più spostato sulla Cina – primo mercato in volume (23 milioni di veicoli nel 2023, +6% rispetto al 2022) e primo esportatore al mondo di veicoli. La domanda fino al 2027 è prevista sostanzialmente stagnante con crescita bassa a singola cifra per tutti i mercati principali (+1% annuo in Europa; 2% in America e 3% in Cina tra 2024 e 2027).

“Dopo il triennio 2020-2023, guidato da varie disruptions che hanno portato l’industria verso una condizione di sotto-capacità produttiva, l’Automotive è pienamente ritornata a una situazione di sovracapacità produttiva. Le cause? L’indebolimento della domanda, il contesto geopolitico ed economico, e soprattutto la crescita nettamente inferiore, rispetto alle attese, della domanda di vetture elettriche sulle quali si è scatenata una guerra sui prezzi nel mondo, soprattutto in Cina, a partire dai due leader BYD e Tesla”, ha affermato Dario Duse, EMEA co-leader dell’Automotive & Industrial team e Country Leader Italia di AlixPartners. “Tutti i grandi costruttori hanno una gamma elettrificata disponibile, ed è previsto che ulteriori 616 miliardi di dollari saranno investiti entro il 2027, ma al contempo l’industria ha assunto un atteggiamento attendista in ragione di una domanda di BEV debole, ancora legata agli incentivi, e una prospettiva incerta sulla effettiva tenuta della regolamentazione che impone lo stop ai motori termici dal 2035. Infine, la sostenibilità ambientale dell’elettrico per i costruttori occidentali oggi non ha ancora un riscontro in termini di domanda e di sostenibilità economica e finanziaria, elementi parimenti importanti per un’effettiva transizione energetica”.

Le piattaforme di sviluppo annunciate dai costruttori europei sono ancora concentrate sulle motorizzazioni elettriche, ma la crescita dei veicoli elettrici sta rallentando in tutti i principali mercati europei, compresa l’Italia, dove dal 2021 l’incidenza dei veicoli BEV è rimasta stabile al 4%.

Le conseguenze per le Case costruttrici sono evidenti: Volkswagen, ad esempio, ha rallentato la produzione sui modelli ID nel corso del 2023 in alcuni siti produttivi, Tesla ha avuto un calo di produzione nel primo trimestre del ’24 e prevede un piano di tagli del 10% della propria forza lavoro, come anche la cinese Polestar che addirittura ipotizza tagli del 15%.

L’elettrico, gravato da costi superiori alle pari versioni con motore a combustione, continua anche ad avere volumi produttivi per piattaforma e modello di gran lunga inferiori alle pari versioni ICE, con conseguente problema anche di capacità di assorbimento dei costi fissi. Le partnership volte a condividere tecnologie e piattaforme potrebbero rappresentare un punto di svolta, generando sinergie di acquisto nell’ordine dell’8-10% al raddoppio dei volumi, oltre a sinergie multimilionarie sui costi fissi legati a sviluppo del prodotto e assets produttivi.

“La via per la sostenibilità economica passa necessariamente attraverso la riduzione dei costi e quindi dei prezzi dei veicoli elettrici, ad oggi superiori di circa 40-50% rispetto ai veicoli a combustione. Sfida che alcuni costruttori stanno già indirizzando anche attraverso la condivisione di piattaforme e tecnologie come la partnership Stellantis-LeapMotor e Mercedes-BYD per la produzione della gamma Denza”, commenta Paolo Pucino, Partner dell’Automotive & Industrial team di AlixPartners. “Ormai mercato e operatori valutano scenari di possibile revisione del green deal / Fit-for-55, con probabile rilassamento dei tempi o della curva di entrata in vigore”.

Nel pieno della transizione energetica e in un contesto di grande incertezza geopolitica (con guerre e nuove elezioni in gran parte del mondo), si affaccia nel frattempo una nuova disruption collegata al Software Defined Vehicle (SDV), un veicolo in cui alcune caratteristiche “hard” – come la sicurezza, la protezione, la comodità e le prestazioni – possono essere controllate e modificate da un software modificabile (piuttosto che codificato) attraverso aggiornamenti Over The Air. Si tratta di modificare le caratteristiche del veicolo dopo l’uscita dalla fabbrica del costruttore, molto più complesso quindi di un semplice aggiornamento del software già possibile su veicoli recenti.

“Dalla nostra survey sui Software Defined Vehicles (SDVs), che ha coinvolto 180 Executives in ambito automotive e tecnologico, emerge che il 25% dei costruttori e il 9% dei fornitori vede i SDVs disponibili in 1-2 anni, mentre la maggioranza (intorno al 65%) si attende che i veri SDVs si vedranno nei prossimi 3-4 anni”, puntualizza Emanuele Cordone, Director dell’Automotive & Industrial team di AlixPartners. “Questa tempistica è assai breve per l’industria Automotive che ha cicli di sviluppo prodotto piuttosto lunghi basati su investimenti pluriennali, rispetto invece all’approccio Agile di sviluppo del Software, ben consolidato nelle aziende tecnologiche, che ha tempi di sviluppo molto ridotti e si basa su evoluzioni incrementali. È necessario quindi un cambio di marcia per poter cogliere le opportunità del cambiamento tecnologico e di modello di business abilitato dalla transizione verso i SDVs, che peraltro richiede un mix di competenze diverse, con ancor maggior focus su software ed elettronica, da ottenere anche valutando potenziali partnership con aziende tecnologiche”.

Per quanto attiene l’Italia, AlixPartners prevede che i volumi di veicoli nuovi rimarranno per i prossimi anni attorno ai livelli attuali (1,8 milioni veicoli nel 2023), in un contesto competitivo complesso come per il resto dell’Europa: costi, sovracapacità produttiva su componenti e veicoli ICE, e con una consolidata vocazione all’export dei componentisti.

“Il valore dei componenti di motore e trasmissione per la propulsione elettrica sono ridotti a un terzo degli analoghi componenti di un veicolo endotermico, e solo in quota parte sono accessibili ai fornitori, ponendo un rischio per i componentisti italiani di 7 miliardi di perdita di valore al 2030 e 40mila posti di lavoro in potenziale esubero; e questo escludendo ulteriori impatti sulla forza lavoro dei costruttori e delle altre filiere dipendenti da quella automobilistica” aggiunge Fabrizio Mercurio, Director Automotive di AlixPartners. “Queste perturbazioni potrebbero gravare pesantemente sulla filiera in cui già il 30% delle aziende è in una condizione di stress finanziario, e l’impatto occupazionale potrebbe riguardare tutto il territorio, in primis nel Nord, ma anche nel Centro Sud dove sono a rischio il 40% o più degli addetti. Affrontare la transizione richiede uno sforzo non solo a livello regionale, ma coordinato a livello di governo, sistema Paese e privati”.

Per identificare una strategia nazionale di sviluppo per indirizzare efficacemente i fattori di discontinuità del settore e salvaguardare l’occupazione nella fase di transizione, è stato lanciato un tavolo coordinato dal ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) con il supporto di ANFIA e che, che oltre ad AlixPartners, ha visto la partecipazione di Stellantis, Sindacati e Regioni. 

Dario Duse ha spiegato: “I lavori del tavolo si sono svolti tra dicembre 2023 e marzo 2024 e hanno espresso una proposta di Protocollo d’Intesa di respiro pluriennale con una lista di 20 interventi che coinvolgono istituzioni pubbliche e operatori privati, il tutto condensato in un piano organico finalizzato all’aumento di competitività del sistema-Paese e alla salvaguardia del settore in questa difficile transizione”.

Le tematiche affrontate sono state ad esempio gli incentivi alla domanda, da legare all’impronta ecologica della produzione, o l’accessibilità a fonti di finanziamento per il set-up di nuovi siti produttivi. Sul fronte degli operatori privati, sono citati possibili accordi tra operatori di filiera (come gruppi di acquisto per l’energia) o la definizione di progetti di riconversione guidati da aziende “capi-filiera”, con impatto positivo anche sul relativo ecosistema di sotto-fornitori. 

Pedoni vittime della strada: numeri inaccettabili

Pedoni vittime della strada: numeri inaccettabili

di Toni Purcaro, Executive Vice President DEKRA Group e Chairman DEKRA Italia,

 

I dati riportati dall’Osservatorio pedoni Asaps-Sapidata, fotografano numeri drammatici, in quanto dall’inizio dell’anno, in Italia, 123 pedoni sono morti sulle nostre strade, sulle strisce pedonali e sui marciapiedi, senza considerare, inoltre, i gravi feriti che spesso perdono la vita negli ospedali o dopo lunghi periodi. La Lombardia è la regione più colpita con 17 vittime, seguita da Lazio ed Emilia-Romagna, Campania e Sicilia.

 

Non è ammissibile far finta di niente di fronte a tali numeri, bensì occorre promuovere la sicurezza stradale con campagne di prevenzione e misure adeguate, come previsto dal Nuovo Codice della Strada. DEKRA si impegna quotidianamente sui temi della sicurezza stradale, a tal proposito quest’anno, all’interno del Villaggio per la Terra, nello splendido scenario del Galoppatoio di Villa Borghese, a Roma, sarà allestito lo spazio “Villaggio della Mobilità Sicura e Sostenibile” di DEKRA di oltre 1.000 mq, pensato per studenti, ragazzi e famiglie ma anche aziende e stakeholder per parlare di sicurezza stradale, mobilità sostenibile e mobilità del futuro attraverso workshop e laboratori educativi.