Iveco Group: una gamma tutta nuova e “multi carburante”

Iveco Group: una gamma tutta. nuova

di Roberta Pasero

“Un miliardo di euro di investimento, il più importante di sempre per Iveco, il rinnovo di tutta la gamma, un nuovo motore rivoluzionario multifuel e un nuovo logo color blu energy. Inizia da qui il nostro futuro”.

 

Ecosistema di mobilità

Le parole di Luca Sra, presidente Truck Business Unit di Iveco Group, accendono la platea di 1.500 giornalisti e dealers all’evento mondiale “Be the chance Full range 2024 Launch”. a Barcellona, e suggellano nella scenografia hollywoodiana della Fira Gran Via, la strategia del brand italiano. É Gerrit Marx, Ceo di Iveco Group, a spiegare nei dettagli la strategia 2024 mondiale del brand che punta a un ecosistema di mobilitá partendo dal nuovo motore Cursor 13 con un’architettura multi carburante, adatto per Diesel, natural gas e predisposto per idrogeno.

 

Nuovo motore multifuel

“Sará montato sul camion pesante S-Way ModelYear 24 ed é una novità rivoluzionaria da quando il motore Cursor è stato introdotto sul mercato negli anni ’90. Il nuovo S-Way offre un risparmio di carburante fino al 10% in Diesel e gas e, se alimentato con gas naturale bioliquefatto, può eliminare completamente le emissioni di CO2”.

 

Elettrico, ma non soltanto

Non è l’unica novità per Iveco che punta su un mix di motorizzazioni elettriche (con il lancio dell’eDaily e di S-eWay, primo camion pesante “green” sin dalla nascita, e con un software prodotto da Iveco), ma non soltanto: “Puntando tutto sull’elettrico il rischio è che si passi da una dipendenza dai Paesi produttori di petrolio a quella dai Paesi produttori di componenti per le batterie”, riflette Marx che ha anche confermato la policy dei dividendi: nel 2024 Iveco, al suo secondo anno da società indipendente, distribuirà il primo sui risultati del 2023.

 

Partnership musicale

Però Iveco non continuerà a viaggiare soltanto in Borsa, ma anche a ritmo di heavy metal: “Siamo partner delle leggende del rock Metallica nel tour europeo 2024 del loro M72 World Tour”, anticipa Marx. “Camion elettrici e a gas naturale accompagneranno la band nelle varie tappe e minibus elettrici e a gas serviranno da navetta durante i concerti”. Una transizione a tutto volume.

 

Cybersecurity: perché è alla base dell’evoluzione digitale

Cybersecurity

Una cybersecurity efficace è in grado di accelerare il processo di digitalizzazione di un’organizzazione, ma sono ancora pochi i responsabili di business che riconoscono la connessione tra sicurezza IT e la possibilità di un utilizzo consapevole dei dati. A rivelarlo è “Risk and Reward: Joining the dots between security and data-driven insight for sustainable growth”, l’ultimo studio Trend Micro, leader globale di cybersecurity, che ha coinvolto anche l’Italia.

“Avere una visione consapevole e basata sui dati permette di pianificare una crescita sostenibile, strategia sempre più richiesta e apprezzata dai consigli di amministrazione delle aziende”. Ha affermato Alex Galimi, SE Team Leader di Trend Micro Italia. “I dati devono essere adeguatamente protetti, oppure queste iniziative avranno fondamenta molto deboli. Sarebbe infatti opportuno per i responsabili aziendali considerare l’importanza della security all’interno dei piani di crescita e i CISO dovrebbero essere più autorevoli”.

Secondo lo studio, il 61% del campione concorda sulla necessità urgente di diversificare la provenienza dei ricavi, a causa di un contesto macroeconomico e geopolitico incerto. Il 68% ha affermato che l’accesso ai dati è fondamentale per supportare nuovi flussi di entrate e addirittura il 91% ritiene di poter risparmiare sui costi attraverso un utilizzo migliore delle informazioni.

L’analisi dei dati può migliorare l’agilità aziendale, aiutando le organizzazioni ad anticipare i trend di mercato e permettendo loro di mettere in pratica scenari finanziari predittivi e altro ancora. Tuttavia, più di un terzo dei responsabili aziendali ha affermato di non comprendere la connessione tra cybersecurity e visibilità sui dati. Un numero ancora maggiore non capisce il legame tra sicurezza e creazione di nuovi flussi di entrate (48%) o riduzione dei costi (55%).

Più della metà degli intervistati ha poi affermato che le attuali politiche e processi di security della propria organizzazione separano le informazioni in silos. Questo potrebbe danneggiare il processo di analisi dei dati e rafforzare la necessità di un approccio integrato e basato su piattaforma. Sebbene alcuni responsabili aziendali non siano ancora convinti, quasi due terzi degli intervistati ritiene che le strategie di sicurezza siano in grado di aumentare la velocità della digitalizzazione.

La ricerca ha anche rivelato che la postura di security delle organizzazioni sta maturando. Quasi tre quarti dei responsabili IT intervistati ha affermato che la propria azienda monitora costantemente i livelli di rischio informatico e un terzo lo riferisce direttamente al board come procedura di misura del rischio aziendale.

Il 79% del campione, per concludere, ha affermato che la propria organizzazione dispone di un programma di miglioramento informatico per poter raggiungere gli obiettivi di trasformazione digitale.

Trend Micro ha commissionato a Sapio Research di intervistare 2.718 decisori di business in aziende con oltre 250 dipendenti in tutto il mondo. I Paesi coinvolti sono stati 25, Italia inclusa.

Germania e politiche “green”: il re è nudo

di Andrea Taschini, manager automotive
I costi energetici tedeschi dopo lo spegnimento delle centrali nucleari, dell’interruzione dei flussi di gas russo e seguendo piani ambientalisti basati su pale eoliche e pannelli solari, stanno portando la Germania verso la deindustrializzazione a tappe forzate.
I cittadini con le loro tasse sono così chiamati a ripianare le perdite di competitività sotto il ricatto “niente industria, niente lavoro”.

Un chiaro e forte monito a tutti gli altri Paesi industrializzati ed energivori come l’Italia. Le politiche ambientaliste che hanno preteso un agenda inefficace ed economicamente insostenibile, devono essere riviste con estrema urgenza, senza ideologie e senza alcuna esitazione.

“DEKRA Road Safety Award 2023”: premiata Bosch a #FORUMAutoMotive

Premiazione Dekra-Forumautomotive

Foto: da sinistra: Toni Purcaro e Camillo Mazza

 

È stato assegnato a Bosch il Premio Internazionale DEKRA Road Safety Award 2023 giunto alla sua sesta edizione. Il riconoscimento è stato conferito per l’impegno quotidiano della multinazionale tedesca sul tema della sicurezza stradale. A ritirare il premio Camillo Mazza, General Manager Robert Bosch GmbH Branch in Italy.

Il DEKRA Road Safety Award che valorizza l’operato di realtà, aziende italiane o figure professionali più attive nell’ambito della sicurezza stradale, è stato consegnato da Toni Purcaro, Presidente DEKRA Italia e head of DEKRA Region Central East Europe & Middle East, durante il #FORUMAutoMotive che si è tenuto a Milano.

“Quello della sicurezza stradale è da sempre un tema fondamentale per Bosch. Infatti, attraverso la nostra “Tecnologia per la vita”, per citare il nostro slogan, ci impegniamo a rendere la mobilità del futuro sempre più sicura. Per questo, ampliamo costantemente il nostro portfolio con sistemi che proteggono gli utenti della strada e perfezioniamo costantemente le tecnologie già esistenti”, ha commentato Camillo Mazza, General Manager Robert Bosch GmbH Branch in Italy.

Auto elettrica a noleggio con rottamazione: “leasing sociale” in base all’ISEE

ACI-Fondazione "Caracciolo

di Angelo Sticchi Damiani, presidente di ACI

Servono delle alternative che consentano anche alle famiglie a basso reddito di avere accesso alle auto elettriche o plug-in. Da qui la  proposta di uno schema di “leasing sociale”, sulla falsariga di quello avviato in Francia, che consenta di noleggiare un veicolo elettrico a prezzi e condizioni accessibili a tutti, in cambio della rottamazione della vecchia auto.
La rata verrebbe definita da un algoritmo sulla base di tre indicatori: l’ESEE, l’età del veicolo da rottamare e la tipologia di auto che si intende noleggiare. Chi ha un ISEE più basso avrà una rata di noleggio più bassa, allo stesso modo più vecchia è l’auto da
rottamare più conveniente sarà il noleggio. ACI sta ragionando su una rata media di 95 euro, che potrà scendere a 70 per i redditi più bassi o arrivare a un massimo di 120 per chi ha un reddito più alto

Ricarica auto: per 9 italiani su 10 carta di credito/debito strumento migliore

Ricarica auto x 9 italiani su 10

La quasi totalità dei possessori di veicoli elettrici preferirebbe pagare presso tutti i punti di ricarica con lo stesso metodo di pagamento (92,6%), ritiene che tutti i punti di ricarica dovrebbero accettare carte di credito/debito (94,6%) e che questo faciliterebbe l’accesso ai veicoli elettrici (93,0%): è quanto emerge dall’ultimo Studio “Pagamenti elettronici per la ricarica dei veicoli elettrici”, condotto da The European House Ambrosetti e Visa per analizzare il punto di vista dei cittadini italiani sul pagamento presso i punti di ricarica elettrica.

Nell’attuale contesto di crescente diffusione della mobilità elettrica, spinta anche dal Green Deal promosso dall’Unione Europea per raggiungere la carbon neutrality entro il 2050, lo studio mira a evidenziare i punti chiave per il miglioramento dell’infrastruttura di ricarica in Italia. Nel nostro Paese, alla fine del 2022 risultavano 355.164 vetture elettriche, in crescita del 50% rispetto al 2021, ma solo lo 0,9% del totale della flotta, il valore più basso tra i Big-4 europei.

Riguardo all’infrastruttura, i punti di ricarica erano circa 37.000 alla fine del 2022, con un incremento medio annuo del 96,4% tra il 2018 e il 2021. Lo studio sottolinea l’importanza di garantire l’accessibilità e di facilitarne l’uso, considerando inoltre che un fattore fondamentale per il progresso delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici è il pagamento.

In particolare, il 65,8% dei possessori di un veicolo elettrico ritiene che l’attuale sistema di accettazione dei pagamenti presso i punti di ricarica sia scomodo, in quanto non è possibile pagare con un unico mezzo di pagamento presso tutti i punti di ricarica. Al tempo stesso, il 56,8% considera che l’attuale sistema sia complesso, in quanto è necessario sapere in anticipo quale azienda opera in ogni punto e disporre dell’apposita app per il pagamento.

Tra le proposte di nuove soluzioni per risolvere le criticità dell’attuale sistema di mezzi di pagamento presso le colonnine di ricarica elettrica, tutti gli utenti intervistati considerano la carta di credito/debito come il mezzo migliore in prospettiva.

La scomodità del processo di ricarica risulta un fattore frenante nella transizione verso un paradigma di mobilità elettrica: per il 12,9% dei non possessori di un veicolo elettrico, l’incertezza riguardo le modalità di pagamento disponibili per effettuare la ricarica rappresenta il principale ostacolo all’acquisto.

Semplicità e fluidità dell’esperienza di pagamento si confermano fattori cruciali: l’89,0% di chi non possiede oggi un veicolo elettrico e il 93,0% di chi possiede un veicolo elettrico ritiene che l’accettazione di pagamenti con carta di credito/debito in tutti i punti di ricarica faciliterebbe notevolmente l’accesso alla ricarica dei veicoli elettrici, con il 94,6% di tale sotto-campione che, inoltre, considera fondamentale dotare tutti i punti di ricarica di soluzioni d’accettazione di carte di credito/debito.

“La diffusione delle auto elettriche è in crescita e crediamo che gli utenti debbano avere le stesse opzioni di pagamento delle ricariche tramite carte fisiche o digitali, così come avviene alla pompa di benzina tradizionale”, sottolinea Stefano M. Stoppani, country manager di Visa Italia. “In Visa crediamo che ricaricare l’auto debba essere facile come pagare un caffè. Per questo stiamo lavorando a esperienze di pagamento fluide, veloci e sicure per tutti gli automobilisti e stiamo collaborando con il settore affinché integri standard di pagamento che forniscano ai consumatori una maggiore convenienza e possibilità di scelta”.

“La normativa europea va sempre più nella direzione della completa elettrificazione del parco circolante e l’incremento dei punti di ricarica è un fattore abilitante per sostenerne la crescita sul fronte della domanda. L’indagine da noi realizzata in Italia mostra l’aspettativa del mercato per un metodo di pagamento digitale della ricarica elettrica per abilitare una maggiore semplicità e immediatezza: non sorprende che per il 70% dei rispondenti la rete infrastrutturale e l’incertezza riguardo le modalità di pagamento siano fattori ostativi all’acquisto di un mezzo elettrico”, commenta Lorenzo Tavazzi, Partner e Responsabile Area Scenari e Intelligence di The European House – Ambrosetti.

“A fronte della crescente diffusione della e-mobility e dell’e-charging, normativa e mercato sono due fattori di spinta all’interoperabilità dei punti di ricarica: da un lato, l’Unione Europea ha evidenziato la necessità di garantire l’interoperabilità dei pagamenti presso i punti di ricarica e ad oggi in Italia non vi sono standard comuni per l’accettazione dei pagamenti presso i punti di ricarica, generando così una situazione frammentata e un’esperienza di pagamento poco “user-friendly”; dall’altro, la direzione adottata dall’UE è coerente con le richieste degli utenti di veicoli elettrici che chiedono di effettuare i pagamenti dell’e-charging con lo strumento a loro più comodo, affidabile e sicuro”.

I dati dello Studio “Pagamenti elettronici per la ricarica dei veicoli elettrici” condotto da The European House Ambrosetti e Visa dimostrano la crescente domanda di esperienze di pagamento sicure e fluide in un settore, come quello dei trasporti, in cui Visa vanta una comprovata esperienza. Da anni Visa collabora con gli operatori del settore del trasporto pubblico in tutto il mondo per promuovere una più efficiente mobilità di rete attraverso l’utilizzo di pagamenti elettronici. A oggi, in Italia, sono 30 le città che hanno attivato il pagamento contactless sui mezzi di trasporto[4]anche grazie a Visa, aggiudicando all’Italia il primato per il maggior numero di cittadini che possono accedere ai servizi di trasporto tramite pagamento contactless EMV in Europa.

Riciclo batterie: accordo tra Stellantis e Orano

di Luca Talotta
(dal blog “Talots”)

Stellantis e Orano hanno annunciato la firma di un memorandum d’intesa per la creazione di una joint venture incentrata sul riciclo delle batterie dei veicoli elettrici a fine vita e materiali di recupero provenienti dalle gigafactory in Europa allargata e Nord America. Questo accordo rafforza la posizione di Stellantis nella catena del valore delle batterie per veicoli elettrici e assicura un ulteriore accesso a cobalto, nichel e litio necessari per l’elettrificazione e la transizione energetica.

Produrre “massa nera” o ‘”massa attiva”

La joint venture si avvale della tecnologia innovativa a basse emissioni di carbonio di Orano, che si distacca dai processi esistenti consentendo il recupero di tutti i materiali dalle batterie agli ioni di litio e la produzione di nuovi materiali per i catodi. L’accordo consentirà di produrre materiali noti anche come “massa nera” o “massa attiva”. Questi potranno essere raffinati nell’impianto idrometallurgico di Orano che sarà realizzato a Dunkerque, in Francia, per consentirne il riutilizzo nelle batterie e chiudere così il ciclo dell’economia circolare.

Recupero di metalli oltre il 90%

Grazie all’innovativo approccio di pretrattamento e a una tecnologia idrometallurgica all’avanguardia, il tasso di recupero dei metalli può raggiungere livelli eccezionali, superiori al 90%. Ciò consente agli OEM di centrare i livelli di riciclo richiesti dalla Commissione Europea per le batterie dei veicoli elettrici e di garantire la sostenibilità del modello di business.

Nel contesto di una maggiore domanda di metalli strategici e di una forte dipendenza dell’Europa da questi stessi metalli, Orano rappresenta un attore chiave nella catena del valore integrata, dal riciclo delle batterie alla produzione di materiali per i catodi.