HVO: CO2 giù fino al 90% con il biocarburante

Il mondo del trasporto e della logistica sta affrontando una transizione energetica senza precedenti, cercando di far convivere due spinte molto forti e fra loro antagoniste: da una parte l’incremento della domanda di trasporto a livello mondiale, dall’altra la necessità impellente di rendere il trasporto indipendente dai combustibili fossili entro il 2050.

Scania è consapevole che per raggiungere i nuovi ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti proposti dalla Commissione Europea è necessario mettere in campo tutte le tecnologie e i combustibili a disposizione, creando occasioni di incontro e dialogo con gli attori dell’ecosistema del trasporto. A tal fine, presso Italscania, a Trento, si è svolto l’evento organizzato dalla società di rifornimento trentina Delta Energy: “L’HVO: il biocarburante che abbatte le emissioni di CO2 fino al 90%”.

La conferenza dedicata all’HVO, l’olio vegetale idrotrattato che si ottiene grazie a oli e biomasse di scarto attraverso un processo che utilizza l’idrogeno, ha messo in particolare evidenza il potenziale di riduzione delle emissioni di CO2 fino al 90% (metodo di calcolo Well-to-Wheel) per poi concludersi con una vera inaugurazione del nuovo punto di erogazione di HVO al distributore di Spini di Gardolo (Trento) di Delta Energy.

Durante l’incontro sono intervenuti: Nico Conte (manager responsabile della Rete Carburanti di Delta Energy); Neste, uno dei più grandi produttori mondiali di carburanti da fonti rinnovabili; Massimiliano Naso (responsabile Carburanti Alternativi di jEnergy); Andrea Gottardi (presidente Sezione Trasporti e Logistica di Confindustria Trento); Paolo Carri (direttore Driving the Shift di Italscania) e Matteo Prussi (ricercatore senior del Politecnico di Torino). In questa occasione è stata coinvolta anche la Provincia Autonoma di Trento, rappresentata da Roberto Failoni (assessore al Commercio e Turismo) e Roberto Stanchina (assessore al Commercio Comune di Trento).

“Gli obiettivi stabiliti a livello Europeo in merito al contenimento delle emissioni obbliga anche noi di Delta Energy a mantenerci al passo coi tempi. Il concetto di Neutralità Tecnologica è a noi molto caro: ci permette di rimanere sul mercato a lungo termine e lascia aperte le porte dei nostri distributori a qualsiasi utente della strada. L’Area di Servizio di Trento Nord, nostro fiore all’occhiello alle porte dell’Europa, si presta particolarmente a questo concetto. Difatti alla vasta gamma di prodotti erogabili, oltre al Diesel e Benzina, all’economico GPL, agli innovativi GNL (Gas Naturale Liquido) e GNC-L (Gas Naturale Compresso da Liquido), alle futuristiche colonnine elettriche Hypercharge da 120 KWh, si affiancherà il Diesel HVO Energy, un biocarburante prodotto totalmente da materie prime da fonti rinnovabili e sostenibili. È subito disponibile alla pompa e permetterà ai nostri clienti di poter contribuire col suo utilizzo a migliorare le condizioni dell’ambiente e a garantirci un futuro migliore senza dover per forza cambiare auto o veicolo industriale”, dichiara Nico Conte, manager responsabile della Rete Carburanti di Delta Energy.

“Le imprese dell’autotrasporto da tempo stanno investendo per ridurre l’impatto sull’ambiente del trasporto merci e passeggeri, attraverso il rinnovo del parco mezzi. L’impiego di biocarburanti, che possono essere impiegati subito nei mezzi più moderni senza bisogno di modifiche, può dare un aiuto concreto e immediato per ridurre l’impatto ambientale legato alle attività di trasporto. È inoltre uno strumento che può aiutarci a raggiungere gli obiettivi posti dall’Unione europea per l’abbattimento delle emissioni di anidride carbonica al 2040. Confindustria Trento è impegnata sui vari fronti della sostenibilità, supportando tutte le iniziative che vanno in questa direzione, come è il caso di quella in esame”, le parole di Andrea Gottardi, presidente della Sezione Trasporti e Logistica di Confindustria Trento.

“L’obiettivo di Scania consiste nel guidare il cambiamento verso una mobilità e un’economia sempre più sostenibili, in virtù di un ampio portafoglio di soluzioni all’avanguardia, dai mezzi alimentati a biocarburanti alle soluzioni elettrificate e ai servizi ad essi collegati. Per raggiungere ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti, dobbiamo sfruttare tutte le tecnologie a disposizione e sostenere le imprese che condividono la nostra stessa visione in termini di efficienza energetica e soluzioni a basso impatto ambientale. L’HVO rappresenta una valida alternativa al Diesel B7 per ottenere una decarbonizzazione immediata, senza modifiche nella tecnologia – i veicoli Scania Euro VI e gran parte degli Euro V sono già compatibili – e dell’infrastruttura per il rifornimento”, il commento di Paolo Carri, direttore Driving the Shift di Italscania.

Azionario cinese: i temi di lungo periodo (tra cui l’auto elettrica) da tenere d’occhio

di Jack Lee, gestore del fondo Schroder ISF China A-shares Fund Manager, Schroders

 

L’azionario cinese ha recentemente messo a segno buone performance, grazie anche alla riapertura del Paese dopo il lungo periodo di lockdown dovuto al Covid-19. Anche il sostegno del governo al settore immobiliare ha favorito i rendimenti del mercato azionario, così come la stabilizzazione del contesto normativo per i titoli Internet. Guardando al lungo termine, sono diversi i driver alla guida delle azioni cinesi. Oltre alla riapertura economica, temi come decarbonizzazione, autosufficienza tecnologica e spesa sanitaria offrono un potenziale di crescita per aziende e investitori.

 

Il tema della riapertura non è del tutto esaurito. Dopo tutto, il processo è stato rapido e ci vorrà del tempo affinché aziende e consumatori si adattino a un cambiamento così significativo. Prevediamo che la rapida rimozione delle rigide restrizioni legate al Covid-19 in Cina fornirà un sostegno sostanziale alla ripresa dei consumi, che a sua volta sosterrà gli utili di molti settori.

 

Tra questi vi è quello del food & beverage: l’aumento dei pasti fuori casa, dovuto alla maggiore socializzazione, farà crescere la domanda di prodotti alimentari e bevande. La pubblicità sarà un altro vincitore, in quanto le maggiori opportunità di consumo dovrebbero portare a una più alta spesa in marketing da parte delle aziende. Un beneficiario meno ovvio della riapertura è forse il settore assicurativo. Prevediamo un aumento delle vendite di polizze, via via che gli agenti assicurativi potranno nuovamente effettuare incontri di persona.

 

Sebbene il tema della riapertura sia ancora in corso, nei prossimi mesi inizieremo a vedere una normalizzazione della domanda in questi settori. Tuttavia, l’attrattività dell’azionario cinese va oltre le opportunità di riapertura a breve termine. Il “cambio di regime” che si sta verificando in tutto il mondo in termini di decarbonizzazione, investimenti in tecnologia e aumento della spesa pubblica sta avendo luogo anche in Cina. Questi cambiamenti si verificheranno nel medio-lungo termine e, a nostro avviso, possono sostenere una crescita significativa per le società esposte a questi temi.

 

Tre temi di lungo periodo

 

Filiera dei veicoli elettrici. Con l’aggravarsi degli effetti del cambiamento climatico, la spinta alla decarbonizzazione è sempre più importante per i Paesi di tutto il mondo. La necessità di passare ai veicoli elettrici (EV) è un aspetto di questo fenomeno e un’area in cui riteniamo che la Cina offra un’esposizione particolarmente interessante per gli investitori. La Cina è leader globale per quanto riguarda la fornitura della catena di valore dei veicoli elettrici e anche per quanto riguarda la domanda di veicoli finiti. Incredibilmente, il 57% di tutti i veicoli elettrici venduti a livello globale nel 2022 sono stati venduti in Cina.

 

All’interno della catena di fornitura degli EV, ci sono diverse aziende che si stanno costruendo posizioni dominanti nelle rispettive nicchie. Prendiamo ad esempio Sanhua Intelligent, un produttore di componenti chiave per il controllo della temperatura di batterie e motori negli EV. Detiene una quota di mercato globale del 60% circa nel settore delle valvole per l’aria condizionata e una quota superiore al 90% nel settore delle valvole per veicoli elettrici. Tra i suoi clienti ci sono aziende specializzate negli EV come Tesla e produttori di apparecchiature originali come Ford e Bmw.

 

Autosufficienza tecnologica. Le crescenti tensioni tra Stati Uniti e Cina si sono manifestate nel settore tecnologico con il divieto per le aziende statunitensi di fornire tecnologia per semiconduttori potenzialmente strategica alla Cina. I blocchi della catena di approvvigionamento causati dal Covid-19 e le difficoltà logistiche sono un’ulteriore spinta alla localizzazione della produzione più vicina ai mercati finali.

 

Ci sono alcuni operatori del settore tecnologico cinese che consideriamo beneficiari di questa tendenza all’accelerazione della localizzazione. ZW Soft è una di queste. È uno dei principali fornitori nazionali di software di progettazione assistita da computer (CAD). Le dimensioni del mercato cinese del CAD sono in costante aumento grazie alla digitalizzazione industriale. Riteniamo che ZW Software sia un leader nazionale con un forte vantaggio tecnologico rispetto ai suoi competitor.

 

Infrastruttura sanitaria. Parte del motivo per cui i lockdown dovuti al Covid-19 in Cina sono stati così severi e così lunghi è dovuto alla mancanza di capacità degli ospedali e di altre infrastrutture sanitarie. Il potenziamento di queste infrastrutture è ora una priorità del governo. Nel frattempo, il tema della localizzazione significa anche che i fornitori locali di apparecchiature sanitarie dovrebbero beneficiarne. Un esempio del tipo di azienda che vediamo trarre vantaggio da questa situazione è iRay Technology. Si occupa di ricerca e sviluppo, produzione e vendita di rivelatori digitali a raggi X. In qualità di leader di mercato nel suo settore, è ben posizionata per beneficiare sia della tendenza alla sostituzione con l’estero sia dell’aumento della spesa pubblica in Cina.

 

In conclusione, riteniamo che questo sarà un anno di ripresa per l’azionario cinese, grazie alla rimozione dei principali ostacoli degli ultimi anni. L’eliminazione dei lockdown, il sostegno al settore immobiliare e un contesto più stabile per la regolamentazione delle società Internet sono fattori che possono favorire la ripresa a breve termine. Ma la Cina può anche contare sui temi di crescita a più lungo termine menzionati sopra. La chiave per gli investitori sarà individuare le società vincenti.

Elettrificazione: flotte aziendali centrali, il divario tra obiettivi e realtà

Il processo di elettrificazione delle flotte aziendali procede lento, ostacolato da dubbi su  infrastrutture e gestione quotidiana dei veicoli dotati di spina, anche se certamente molto  più veloce rispetto al mercato in generale. È quanto emerge dalla survey sulla mobilità  aziendale promossa dall’Osservatorio Top Thousand, composto da Fleet&Mobility Manager di grandi aziende, e dalla rivista “Fleet Magazine”. Nella survey denominata “La Grande Corsa” sono stati appunto intervistati telefonicamente ben 103 gestori di parchi auto, che hanno  tratteggiato uno spaccato di quanto le aziende italiane stanno certamente affrontando  l’elettrificazione delle flotte, scontrandosi però con alcuni ostacoli. 

Nonostante la sostenibilità sia al centro di riunioni e comunicazioni, il cambiamento appare  lento e appesantito da diverse criticità, complici le incertezze internazionali a livello politico  e finanziario. Il processo però pare inarrestabile, se si considera che i Fleet&Mobility  Manager prevedono un incremento nell’inserimento di veicoli ibridi ed elettrici, con una  distinzione di ruolo nell’assegnazione: se le ibride saranno assegnate principalmente allo  staff, le full electric andranno nei garage dei top manager. Anche per ragioni di  posizionamento dell’azienda nello scacchiere della sostenibilità comunicata.

Parco mezzi aziendali, l’indice di gradimento delle motorizzazioni I Fleet&Mobility Manager che hanno risposto alla survey gestiscono un parco mezzi di  133.466 unità, di cui il 53% sono auto e il 47% sono veicoli commerciali.  Per quanto riguarda le auto, la motorizzazione preferita in assoluto resta il Diesel, anche in  versione mild hybrid, con 45.295 veicoli. Segue a ruota il benzina con 9.490 auto, e il plug-in  benzina con 5.743 unità.

Nei veicoli commerciali la via dell’elettrificazione appare ancora più lunga, con la presenza  di 41.421 unità con alimentazione diesel e 11.221 a benzina, cui segue il metano con 3.357  unità, tallonato dai full electric presenti nelle flotte con 3.297 veicoli commerciali.

I dubbi sul plug-in

Considerate la versione di accompagnamento verso l’elettrificazione al 100%, la motorizzazione ibrida plug-in resta quella che desta maggiori dubbi tra gli interpellati. Per i  Fleet&Mobility Manager si tratta di una motorizzazione inadatta a causa dell’autonomia  elettrica insufficiente; infatti, il 60% ha dichiarato che per questo motivo non ha inserito plug-in in flo,a. Inoltre dalle risposte emerge la constatazione di inattendibilità dei dati di consumo del ciclo WLTP. La carenza di infrastrutture di ricarica (o la percezione di tale  carenza) e l’incognita dell’ammontare delle spese effettive per la gestione concludono un  puzzle che delinea un quadro di scarsa soddisfazione.

Ibride e full-electric, se le provi non le lasci più

Pochi dubbi su ibride e full-electric, ascoltando i manager che hanno già inserito queste  tipologie di mezzi nelle proprie flotte. Ben l’81,3% dice che le vetture elettrificate hanno portato vantaggi nella loro adozione grazie a: per il 58% responsabilità sociale d’impresa, per 53%  compliance con i valori aziendali, per il 34% agevolazioni alla mobilità per i propri dipendenti, a  fronte di costi maggiori solo il 29% dice di aver ottenuto risparmi. Quindi più marketing,  pochi risparmi.

Il campione della Survey “La Grande Corsa” sulla mobility

Tra gennaio e febbraio la redazione di “Fleet Magazine” ha coinvolto un campione di 103  aziende di diverse dimensioni nel questionario della survey “La Grande Corsa”. La  somministrazione delle domande è avvenuta attraverso la metodologia CATI (Computer  Assisted Telephone Interviewing), tramite interviste telefoniche con i Fleet Manager.  Tra le imprese interpellate hanno partecipato anche le 40 grandi aziende che fanno parte  dell’Osservatorio Top Thousand, In totale le aziende intervistate gestiscono un parco auto di  133.466 veicoli, di cui 103.583 a noleggio (il 78% della mobilità di utilizzo). L’Osservatorio Top Thousand rappresenta diversi settori merceologici: agricoltura,  assicurazioni, banche e servizi finanziari, commercio, consulenza, edilizia, energia, enti  pubblici, farmaceutica, food&beverage, GDO, industria, informatica, internet company,  logistica, media, moda, progettazione, telefonia e trasporti.

Osservatorio Pedoni ASAPS-SAPIDATA: strage senza fine

Sono 135 i pedoni morti da inizio anno 2023, una strage infinita, nonostante l’andamento migliore in aprile rispetto ai mesi precedenti. Molti uccisi nel luogo più sicuro, come le strisce pedonali o addirittura sui marciapiedi e nonostante sia prevista la perdita di 8 punti dalla patente in caso di mancata precedenza da parte dei veicoli.

Solo nel Lazio 30 decessi, quasi un quarto del totale, di cui ben 16 a Roma – 51 decessi a gennaio, 36 a febbraio e 31 a marzo e 17 in aprile: 92 uomini e 43 donne. Anziani sempre più indifesi: 60 pedoni avevano più di 65 anni.

La geolocalizzazione regione per regione dei sinistri sul sito di Asaps, l’Associazione Sostenitori e Amici della Polizia stradale presieduta da Giordano Biserni.

Milano, Area B e domeniche a piedi: prima di decidere, occorre confrontarsi

Milano e le nuove pedonalizzazioni: occorre una pianificazione strategica

di Geronimo La Russa, presidente di ACI MIlano

A Milano, quando si parla di tematiche ambientali, tutto o quasi, sembra ridursi a sfida. Sfide lanciate sempre da un mondo pseudo-ambientalista che con antichi retaggi ideologici fa prevalere lo scontro al dialogo. Ne sono rappresentazione plastica lo stadio o l’Area B. E le domeniche a piedi (sempre e comunque!). Ma prima di protestare con manifestazioni o minacciare rivolte, non sarebbe il caso di discuterne analizzando dati, prospettive e soprattutto ascoltando chi, scevro da appartenenze, può dare indicazioni realmente utili?.

Da sempre l’auto e gli automobilisti sono tartassati, penalizzati e utilizzati come bancomat, eppure mai ci siamo sognati di invocare una rivolta che blocchi la città. Ogni decisione andrebbe presa sulla base di dati certi, scientifici che attengano a ogni ambito della nostra vita quotidiana. E soprattutto tali risultati illustrati e spiegati ai cittadini.

Autohero: i vantaggi dell’acquisto di un’auto usata

AUTOhero

L’aspetto economico è di solito l’elemento principale che si prende in considerazione quando ci si approccia all’acquisto di un’auto usata. Questo perché in generale un’auto di seconda mano costa meno rispetto ad una nuova di fabbrica. I vantaggi dell’acquisto di un’auto usata, però, non si limitano solo alla sfera economica, ma riguardano anche un argomento attuale, ovvero la disponibilità del prodotto, maggiore nel caso dell’usato. Autohero, lo shop online per le auto usate leader in Europa, descrive i 3 principali vantaggi legati all’acquisto di un veicolo di seconda mano che evidenziano come un’auto usata possa rivelarsi la scelta migliore, sotto molteplici punti di vista.

 

Disponibilità del veicolo

 

Il primo vantaggio legato all’acquisto di auto usate è rappresentato dalla maggiore disponibilità delle stesse rispetto al nuovo e dalla possibilità di scegliere tra un’ampia varietà di modelli oltre che da tempi di consegna più rapidi. Infatti, soprattutto negli ultimi due anni, gli italiani che hanno acquistato un’auto nuova hanno dovuto attendere anche più di sei mesi prima di riceverla. Optare per l’usato, invece, significa ricevere il proprio veicolo in tempi decisamente più brevi e scegliere tra un’offerta più ampia come nel caso di Autohero, il cui catalogo viene aggiornato su base giornaliera per consentire ai clienti di scegliere tra migliaia di auto usate di qualità, ispezionate, ricondizionate e pronte per essere consegnate in pochi giorni.


Rapporto qualità-prezzo

 

Il secondo vantaggio è legato all’aspetto economico. Molti, infatti, prendono in considerazione le auto usate soprattutto per questioni relative al budget a disposizione. Acquistare un’auto di seconda mano, tuttavia, non significa necessariamente acquistare un’auto low cost, ma avere ad esempio la possibilità di considerare modelli di fascia alta più recenti, ma a un prezzo decisamente più conveniente rispetto a quello del produttore. Inoltre, oltre a risparmiare, acquistando un’auto usata si contribuisce anche a un processo di economia circolare.


Svalutazione minore

 

Il terzo vantaggio è legato al valore dell’auto: quello dei veicoli di seconda mano, infatti, diminuisce meno rapidamente nel tempo rispetto a quello dei nuovi. È quindi altrettanto importante acquistare un’auto usata al prezzo giusto per evitare una svalutazione in futuro. Questo è un altro vantaggio legato all’acquisto su Autohero che, in qualità di player a livello europeo e grazie alle sinergie all’interno di AUTO1 Group, è in grado di offrire ai clienti prezzi delle auto che riflettono l’attuale valore di mercato.

“Siamo davvero felici di essere in grado di rispondere alle esigenze dei consumatori in un momento in cui cercano auto disponibili in tempi brevi e a prezzi adeguati, senza sacrificare la qualità. Con Autohero questo è possibile senza liste di attesa o estenuanti tempi di consegna. Inoltre, offriamo ai nostri clienti la possibilità di permutare la loro auto, rendendo così ancora più vantaggiosa la nostra esperienza di acquisto”, commenta Soni Leraj, Director Retail Italy di Autohero. “Nel 2022 abbiamo venduto oltre 64.000 auto ad altrettanti clienti soddisfatti in tutta Europa, e nel 2023 non vediamo l’ora di poter soddisfare altri clienti in Italia, e di renderli ancora più entusiasti della loro esperienza con noi”.

Associazione Gabriele Borgogni: nuovo direttivo e progetti 2023

Valentina Borgogni copia

Foto: Valentina Borgogni

Valentina Borgogni, presidente dell’Associazione Gabriele Borgogni, ha presentato i nuovi componenti del consiglio direttivo, eletti dall’assemblea: Silvia Groppa (vicepresidente), Filippo Cassetti Burchi, Matteo Cichero, Silvia Lo Presti ed Elia Giovacchini. A completare la squadra, gli avvocati Annalisa Parenti e Petra D’Andrea, per il servizio di consulenza legale offerto dall’Associazione, e lo Studio Patanè per la consulenza contabile.

Sono intervenuti alla conferenza stampa, insieme a Valentina Borgogni, Stefania Saccardi, vicepresidente della Regione Toscana; Massimo Pieri, consigliere del presidente della Regione Toscana, e Cristina Giachi, presidente della Commissione Cultura ed Istruzione del Consiglio Regionale della Toscana. Tante le iniziative in agenda dell’Associazione Borgogni a partire dal pomeriggio del 16 maggio, presso il Palagio di Parte Guelfa, di Firenze, dove si terrà il primo evento formativo aperto a tutti (accreditato dalla Fondazione Forense dell’Ordine degli Avvocati di Firenze, in collaborazione con l’AIGA Firenze) sul tema “Quando la sicurezza sulla strada è anche sicurezza sul lavoro”. L’evento sarà moderato dal giornalista Luca Talotta, patrocinato dal Comune di Firenze e da #FORUMAutoMotive, in collaborazione con Rock’n Safe, lo Studio Legale FD Avvocati e il supporto di D6-DriveResponsability.

 

Nei mesi estivi si susseguiranno alcuni eventi sportivi, organizzati all’insegna del divertimento e del benessere, per raccogliere fondi per l’Associazione. I giorni 14 e 15 giugno, si terrà il primo torneo di padel dell’associazione, in collaborazione con il Centro Padel Firenze, a cui parteciperanno 120 giocatori e sostenuto da diversi partner; a seguire un torneo di pallavolo organizzato dalla Firenze Ovest Pallavolo e un altro torneo di padel presso la SANCAT Firenze.

Nel mese di ottobre, si terrà un convegno sul tema de “La gestione del post-evento traumatico tra sport e vita sociale”, in collaborazione con la Blue Clinic di Bagno a Ripoli, partner per offrire supporto nelle cure fisioterapiche e riabilitative, il PANATHLON Firenze e il C.O.N.I. A chiudere l’anno, l’immancabile cena di gala “Guida la tua vita” che si terrà venerdì il 1° dicembre presso il Tuscany Hall, supportato da numerosi sostenitori.

 

Valentina Borgogni ha presentato i progetti di quest’anno: “Una coccola in corsia”, giunta al suo terzo anno consecutivo presso l’Unità spinale di Firenze, cofinanziato con la Fondazione CR Firenze; “Mai più soli”, progetto di crowdfunding sostenuto dalla Fondazione CR Firenze all’interno del progetto “Siamo Solidali” e all’apporto economico ricevuto da tantissimi sostenitori, è finalizzato a fornire supporto psicologico ai familiari di vittime della strada e agli operatori di polizia, nei Comuni della Città Metropolitana di Firenze.

 

Nell’ambito dei “protocolli e intese”, l’Associazione Borgogni nel 2023 ha puntato su accordi importanti e innovativi: a marzo è stato firmato un protocollo con il Comune di Bagno a Ripoli (primo in Italia tra Onlus e Istituzione) con l’obiettivo di dar vita a una serie di progetti di formazione di sicurezza stradale all’interno delle scuole del territorio e alla cittadinanza tutta; è stato confermato un protocollo con l’U.I.E.P.E. di Firenze e a breve ripartirà l’innovativo progetto “Mettiamoci alla Prova”, in collaborazione anche con l’Associazione Cerchio Blu; prossimamente, poi, sarà firmato un protocollo di intesa con la Fondazione Istituto Degl’Innocenti. Inoltre, sarà isituito un premio di laurea intestato a Gabriele Borgogni, aperto a tutte le facoltà, per le tesi che affronteranno il tema della sicurezza stradale, presso l’Università degli Studi di Firenze.

 

“Sono soddisfatta e orgogliosa dei traguardi raggiunti”, commenta Valentina Borgogni, “è un anno ricco di eventi, di momenti formativi e costruttivi, tutti centrati su quello che ci sta più a cuore e cioè l’educazione della sicurezza stradale. Sono contenta della nuova veste che l’Associazione assume a partire da quest’anno: nuove risorse, nuove idee e nuovi progetti, porteranno avanti il lavoro di ormai quasi venti anni. I protocolli firmati dimostrano che tante autorevoli realtà credono in noi così come tanti vecchi e nuovi sostenitori continuano a supportare il nostro operato”.

Lombardia: ecobonus regionali per 12 milioni

Foto: Il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, con l’assessore all’Ambiente, Giorgio Maione

 

La Regione Lombardia propone un nuovo pacchetto di incentivi auto per il 2023. La Giunta ha infatti approvato la delibera che stanzia 12 milioni di euro per un rinnovato ecobonus in grado di sostenere l’acquisto di una vettura a basso impatto ambientale. La misura, proposta su iniziativa dell’assessore regionale all’Ambiente e al Clima, Giorgio Maione, prevede un bonus compreso tra 1.000 e 4.000 euro per chi sostituisce il proprio veicolo o acquista un’auto a zero emissioni (elettrici puri o idrogeno).

Gli incentivi della Regione Lombardia sono destinati a persone fisiche residenti in Lombardia con una dotazione complessiva di 11.848.000 euro. “La misura si inserisce nelle azioni regionali – ha dichiarato l’assessore Maione – promosse nell’ottica della riduzione di inquinanti in atmosfera. Un contributo atteso da tante famiglie e che le sostiene in un momento economicamente impegnativo come quello dell’acquisto di un’automobile. Il sostegno regionale varia a seconda della capacità di ridurre le emissioni inquinanti del veicolo acquistato. Il principio è semplice: più i lombardi si impegnano nel tagliare le emissioni, più Regione Lombardia è al loro fianco”.


Soddisfazione per l’approvazione del pacchetto di incentivi anche da parte del presidente regionale Attilio Fontana: “Gli incentivi per l’acquisto di veicoli ecologici sono uno degli interventi che stiamo portando avanti per migliorare la qualità dell’aria della nostra regione. In questo modo, andiamo incontro alle esigenze di tanti cittadini consentendo loro di potere sostituire automobili di vecchia e vecchissima generazione”.


Come funzionano questi incentivi


Il bando sarà pubblicato entro agosto 2023 e per inoltrare la domanda il cittadino dovrà accedere alla sezione bandionline del sito di Regione Lombardia. 
L’assegnazione del contributo avviene con procedura valutativa “a sportello”, secondo l’ordine cronologico di prenotazione telematica del contributo. A seconda della tipologia di veicolo acquistato si potrà dunque accedere ad un incentivo crescente. Il massimo previsto è di 4.000 euro per un’elettrica o una vettura ad idrogeno in caso di rottamazione (1.000 euro senza rottamazione). Per quanto riguarda le altre fasce, tutte con rottamazione obbligatoria, si può ottenere un contributo di 2.500 euro per vetture con un valore di emissioni di CO2 di uguali o inferiori a 60 g/km e NOX = 85.8 mg/km (Euro 6d benzina, metano, gpl o ibride), 2.000 euro se si scelgono vetture con emissioni CO2 =60 g/km, NOX = 126 mg/km (Euro 6d diesel), sempre 2.000 euro per 60<CO2=120 g/km, NOX = 85.8 mg/km (Euro 6d benzina, metano, gpl o ibride) e infine per modelli con 60<CO2=120 g/km, NOX = 126 mg/km (Euro 6d diesel) si ottiene uno sgravio di 1.500 euro.


Le condizioni


Sono ammissibili investimenti per l’acquisto di autovetture di nuova immatricolazione o già immatricolate successivamente al 1° gennaio 2022 intestate a una casa costruttrice di veicoli o a un venditore/concessionario di categoria M1 in grado di garantire bassissime o zero emissioni di inquinanti. Il contributo è concesso alle seguenti condizioni: radiazione di una autovettura per demolizione (benzina fino a Euro 2 incluso e/o Diesel fino a Euro 5 incluso) o per esportazione all’estero (solo diesel Euro 5); applicazione da parte del venditore di uno sconto di almeno il 12% sul prezzo base di acquisto (prezzo di listino del modello base, al netto di eventuali allestimenti opzionali) oppure di almeno 2.000 euro (IVA inclusa).


Solo nel caso di acquisto di un’autovettura elettrica pura o alimentata a idrogeno, senza radiazione di un veicolo inquinante, lo sconto applicato deve essere di almeno 1.000 euro (IVA inclusa); possibilità di acquisto senza radiazione con contributo ridotto solo nel caso di acquisto di una vettura a emissioni zero (ad esempio, elettrica pura o ad alimentazione a idrogeno); il prezzo base di acquisto (prezzo di listino del modello base), al netto di eventuali allestimenti opzionali del veicolo da incentivare non superi i 35mila euro per la fascia 61-120 g/km di CO2 oppure i 45mila euro per la fascia 0-60 g/km di CO2; l’acquisto avvenga per il tramite di venditori/concessionari di veicoli abilitati da Regione Lombardia. I venditori anticipano in fase di vendita il contributo regionale al cittadino beneficiario.

Aiuti UE: un errore escludere le imprese dell’autotrasporto che investono nel GNL

Decarbonizzazione

di Massimo Artusi, vicepresidente di Federauto, con delega ai Trucks&Van

La modifica all’articolo 36 del Regolamento europeo n. 651/2014 sugli aiuti di Stato alle imprese, approvata nella riunione del 9 marzo scorso, è un errore che deve essere corretto immediatamente, in quanto rischia di rallentare concretamente la diffusione delle tecnologie più virtuose per la decarbonizzazione del trasporto pesante.

Mentre Paesi come l’Italia, la Germania e la Polonia dimostrano la volontà di approfondire le soluzioni più adeguate a raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione del sistema dei trasporti, valorizzando i carburanti rinnovabili, come l’HVO e il bio- GNL, la Commissione Europea, tra l’altro senza alcun confronto con le parti interessate limita le sovvenzioni solo a quelle tecnologie di veicoli a zero emissioni allo scarico, come gli elettrici a batteria o gli ibridi, che però non rappresentano tecnologie sufficientemente mature nel settore del trasporto pesante, penalizzando e precludendo di fatto qualsiasi possibilità di sostegno alle imprese di autotrasporto che invece decidono di investire nell’acquisto di camion a C-LNG e Bio-GNL.

Inoltre», tale modifica normativa è in contrapposizione alla politica comunitaria di decarbonizzazione dei trasporti, confermata dal recente documento programmatico “Green Deal and Industrial Plan”, soprattutto alla luce del fatto che il sistema propulsore dei camion a metano consente già l’utilizzo del bio-GNL a zero emissioni di carbonio.

In aggiunta, sebbene rimanga aperta la possibilità – attraverso un’autorizzazione specifica da parte della Commissione – di incoraggiare gli investimenti in veicoli commerciali alimentati a C-LNG e bio-C-GNL, con l’obbligo di rottamazione dei veicoli obsoleti, come già avviene per i veicoli Diesel di ultima generazione, la misura perde di vista un dato di fatto inconfutabile per il mercato europeo: le aziende che oggi investono in camion innovativi e a basse emissioni non hanno più nulla da rottamare. La maggior parte dei camion C-LNG sono acquistati da grandi aziende con moderne flotte di veicoli e spesso vanno a sostituire veicoli giovani (5 anni e 500.000 km) non più adatti a percorrere chilometraggi elevati ma utili per le aziende più piccole che coprono basse percorrenze, e quindi non possono essere rottamati.

È necessario, quindi, correggere immediatamente il tiro, includendo a pieno titolo tutte le tecnologie formalmente classificate come “veicoli puliti” tra quelle ammissibili agli incentivi ai sensi dell’art. 36 del Regolamento 651/2014.

UDICON-Piepoli: il 65% degli italiani pronto a optare per l’auto ecologica

Gli italiani sono disposti a investire in un veicolo più ecologico, ma con un costo maggiore per contribuire alla sostenibilità ambientale, soprattutto i più giovani. Secondo quanto emerge dall’indagine realizzata dall’Istituto Piepoli per l’Unione per la Difesa dei Consumatori (UDICON), infatti, il 65% degli intervistati sarebbe disponibile ad acquistare un veicolo a basse emissioni. Una percentuale che aumenta (73%) se si considera la fascia di età 18-34 anni, a fronte del 68% tra i 35-54 anni e il 57% dai 55 anni in su.

Quando pensano alla mobilità sostenibile, gli italiani pongono maggiore attenzione all’implementazione del servizio pubblico (38%), all’aumento dei mezzi alternativi alle auto come biciclette e monopattini (24%), al passaggio dall’auto tradizionale a quella elettrica (23%) e infine ai servizi di car sharing (5%). Per quasi la metà degli intervistati, essere un consumatore sostenibile significa soprattutto ridurre i propri consumi (47%), boicottare i prodotti delle aziende che non rispettano l’ambiente (15%), non acquistare prodotti usa e getta (13%), ma privilegiare quelli biologici (13%) o usati (6%) e condividere i servizi con altri (7%).

Una quota importante indica il “made in Italy” come elemento determinante nelle proprie scelte di acquisto (51%). A parità di qualità-prezzo, tra gli altri fattori che influenzano le scelte del consumatore ci sono l’impatto della produzione sull’ambiente (25%), l’impegno sociale impiegato dall’azienda su progetti ambientali e di sostenibilità (17%) e la composizione dell’imballaggio (7%). Infine, secondo gli italiani, i settori che più necessitano di essere inclusi nel processo di transizione digitale sono la Pubblica amministrazione (45%) e la sanità (44%), seguiti dalle telecomunicazioni (6%) e la cultura (5%).