Hyundai Italia e Healthy Seas: educare all’economia circolare

Hyundai Italia e l’organizzazione per la conservazione marina Healthy Seas hanno incontrato circa 70 alunni della scuola secondaria di 1° grado “IC GD Romagnosi” di Carate Brianza (MB) per sensibilizzarli sull’importanza dell’economia circolare attraverso esempi concreti, giochi e attività educative. L’evento – parte dei programmi educativi sviluppati da Hyundai ed Healthy Seas nell’ambito della loro partnership . si è tenuto presso la sede di Hyundai Italia, a Milano, illustrando l’importanza della tutela delle acque marine, spiegando il fenomeno delle reti fantasma e i loro effetti devastanti, oltre alle possibili soluzioni secondo il modello dell’economia circolare.
 
La giornata ha preso il via con una presentazione a cura di Healthy Seas sull’inquinamento da plastica e gli effetti devastanti che la pesca fantasma ha sulla fauna marina. Ai ragazzi sono state poi mostrate immagini subacquee di grande impatto, scattate dai volontari dell’organizzazione benefica Ghost Diving, che opera in diversi Paesi del mondo per recuperare le reti da pesca abbandonate, note come “reti fantasma”, dalle barriere coralline e dai relitti di navi.
 
Successivamente, il team di Healthy Seas ha spiegato come attraverso l’approccio dell’economia circolare i rifiuti di plastica possano essere trasformati in nuove risorse: Aquafil, uno dei partner fondatori di Healthy Seas, rigenera infatti le reti fantasma, insieme ad altri rifiuti di nylon, trasformandole in Econyl, un filato riciclato e riciclabile all’infinito utilizzato per prodotti sostenibili come i tappetini disponibili su Hyundai Ioniq 5 e 6, ma anche costumi da bagno e abbigliamento sportivo. Per sottolinearne la versatilità, e mostrare ulteriori possibilità di applicazione, all’evento sono intervenute due designer di Milano, Isabella Zanconato e Ludovica Gualtieri: entrambe utilizzano il filato Econyl per produrre rispettivamente abbigliamento sportivo e costumi da bagno, coniugando così creatività e sostenibilità con il rispetto dell’ambiente.
 
Dopo la presentazione, gli studenti hanno potuto mettere in atto quanto appreso diventando subacquei per un giorno grazie a visori VR che li trasportavano digitalmente sui fondali dei mari, e hanno indossato riproduzioni di attrezzature subacquee per salvare alcuni animali giocattolo intrappolati in reti da pesca. Il gioco è stato un modo per aumentare la consapevolezza dei ragazzi sulla pericolosità delle reti fantasma, non solo come elemento inquinante, ma anche come grave pericolo per la sopravvivenza della fauna marina – capendo quando sia difficile per loro liberarsi una volta intrappolati.


I ragazzi e le ragazze hanno inoltre potuto esprimere la loro creatività sul tema della sostenibilità, scrivendo messaggi e disegnando con pennarelli colorati su una Hyundai Ioniq 5, il crossover 100% elettrico di Hyundai, potendone scoprire gli elementi innovativi e sostenibili, come i tappetini in filato Econyl.

Nel 2021 Healthy Seas, con il supporto di Hyundai, ha eseguito la più grande bonifica mai realizzata negli allevamenti ittici abbandonati a Itaca. Per dare inizio alle attività del 2022, entrambi i partner sono tornati sull’isola greca per rimuovere ulteriori rifiuti. Rispetto allo scorso anno, l’evento ha visto una maggiore partecipazione della comunità locale. Infatti, oltre ai pescatori e ai subacquei volontari che prestano assistenza in 14 località di bonifica dell’isola e ai programmi educativi sulla protezione marina e del mare e sull’economia circolare per i bambini, Healthy Seas insieme al partner Enaleia ha portato i pescatori in aree remote inquinate, in modo tale che potessero “pescare” rifiuti durante la bassa stagione. Grazie all’iniziativa “Fishing for Litter”, i pescatori ricevono un compenso per i rifiuti che raccolgono, contribuendo a ripristinare la bellezza dell’isola.
 

Accanto ai programmi di pulizia dei mari, quelli educativi costituiscono un importante pilastro della partnership tra Hyundai e Healthy Seas, con lo scopo di aiutare le giovani generazioni a comprendere il loro ruolo cruciale nella lotta contro l’inquinamento e fornendo loro strategie per vivere in modo più sostenibile.

Emissioni di CO2: l’Europa? C’è molto da fare altrove

di Mario Verna, direttore generale del Gruppo Queen Car

 

Questa è la mappa delle emissioni di CO2 pro capite. Di nuovo, proviamo a vedere come stanno le cose con numeri e non con slogan. L’intensitá del colore è autoesplicativa, per questo vale la pena aggiungere anche qualche dato di trend, questa volta, sulla dinamica demografica. Abbiamo raggiunto, qualche giorno fa, gli 8 miliardi di abitanti sul pianeta Terra, ma in Europa e negli Usa siamo meno di un miliardo e, se è vera la previsione che nel 2050 la popolazione mondiale sarà prossima ai 10 miliardi, guardando anche i tassi di natalità, l’Europa rappresenterà meno del 5% della popolazione totale.


Le moltiplicazioni sono facili da fare e per questo varrebbe la pena di farle, perché il rischio gigantesco (ovviamente non casuale) in cui ci stiamo imbattendo è quello di confondere la trave e la pagliuzza. Se la CO2 è davvero una minaccia, beh c’è molto da fare altrove.

Rapporto Dekra 2022: i giovani neopatentati e la mobilità

Presso la Sala Zuccari del Senato della Repubblica si è svolta la presentazione del Rapporto DEKRA sulla sicurezza stradale 2022 “Mobilità dei giovani”, incentrato su una categoria particolarmente strategica, ovvero i giovani neopatentati. Un tema che appare sempre più centrale, considerato che a livello mondiale gli incidenti stradali rappresentano la prima causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 5 e i 29 anni. In Italia, inoltre, secondo l’ultima stima preliminare Istat relativa al periodo gennaio-giugno 2022, rispetto allo stesso periodo del 2021, i dati indicano che si sono verificati 81.437 incidenti stradali con lesioni a persone (+24,7%), le vittime sono state 1.450 (+15,3%) e i feriti 108.996 (+25,7%). 

Incidenti stradali e consapevolezza del rischio

Come si evince dal Rapporto, pur essendo molto più sicuri i viaggi in auto per i passeggeri, ancora oggi nell’Unione Europea gli incidenti stradali nella fascia d’età 18-24 anni causano nel 64% dei casi la morte del guidatore o del passeggero al suo fianco, rispetto al 44% nella popolazione complessiva. Nuove prospettive arrivano tuttavia dai veicoli di nuova generazione, che sono connessi e digitali e quindi risultano essere maggiormente sostenibili. A volte, però, anch’essi sono usati senza un’adeguata consapevolezza e formazione rispetto ai rischi, anche fisici, derivanti da un impiego non completamente informato di tali mezzi.

Car sharing e standard di sicurezza

L’obiettivo di Dekra è quello di migliorare il livello dei servizi a beneficio della popolazione nelle città, evitando di intasare strade e piazze di mezzi non controllati e mal gestiti. Da tempo, infatti, il possesso di un’auto come status symbol non ha più l’importanza che rivestiva in passato, oggi valgono molto di più la connettività e la flessibilità di un mezzo. In tal senso, secondo un sondaggio condotto in Germania da Forsa, su incarico di Dekra, nell’autunno 2021, tra i giovani nella fascia d’età 18-24 anni, il 42% utilizza più volte alla settimana anche i mezzi di trasporto pubblici come bus e treno. Inoltre, il 32% sale più volte alla settimana in sella alla classica bicicletta o alla pedelec. Questa tendenza risulta accentuata soprattutto nelle aree urbane, da una parte per la disponibilità di offerte di car sharing, noleggio di scooter elettrici e servizi di trasporto pubblico locale, dall’altra anche in ragione della scarsità di parcheggi.

Educazione stradale e mobilità sostenibile

L’educazione stradale e sociale delle nuove generazioni, insieme al consolidamento del sistema valoriale di sicurezza e sostenibilità, sono i focus point su cui è necessario un coinvolgimento congiunto di famiglie, scuole, enti territoriali e aziende coinvolte. Dal Rapporto Dekra 2022 emerge l’importanza di supportare il processo di maturità dei teenagers alla guida rendendoli consapevoli dei rischi nel loro lifestyle quotidiano, al fine di formare utenti ragionevoli e responsabili delle nuove strade, anche attraverso la condivisione di best practices. In tal senso, vengono identificati come fattori nocivi overconfidence, droga-alcool, smartphone, corse illegali, scarsa esperienza alla guida.

Test e Vision Zero

Ogni anno DEKRA realizza 28 milioni di revisioni nel mondo e testa con i suoi laboratori indipendenti gli standard di sicurezza fisica e digitale di tutti i veicoli, quelli di nuova generazione e circolanti. Le campagne di sensibilizzazione alla guida in sicurezza partono dai più piccoli e via via fino al conseguimento della patente e oltre, attraverso collaborazioni con tutte le Istituzioni a vario titolo coinvolte per garantire la sicurezza sulle strade, nei luoghi di lavoro e nelle case. La Vision Zero, ossia zero morti sulle strade, è un obiettivo condiviso e raggiungibile.

Secondo Toni Purcaro, presidente Dekra Italia e head of Deka Region Central East Europe & Middle East, “la considerazione del veicolo è sempre più legata al concetto di mobilità, che include tutti i mezzi necessari a finalizzare uno spostamento dal luogo di origine a quello di destinazione. In tale contesto va inquadrata questa edizione del Rapporto. I giovani possono essere attori protagonisti della sostenibilità e diventare ambasciatori della sicurezza sulle strade. Le nuove generazioni sono native digitali, organizzano le loro attività usando piattaforme che li connettono al resto del mondo e vivono la mobilità come servizio. La sicurezza stradale, quindi, si manifesta nel comportamento di chi guida, nella sicurezza del mezzo e delle sue connessioni, nella infrastruttura ‘intelligente’ e, prima ancora, in buono stato. I veicoli, ovvero auto, moto, scooter, biciclette, monopattini, superato il concetto di possesso, passano da un utilizzatore all’altro, per cui il loro stato d’uso, per garantirne la sicurezza, necessita di una verifica costante e non solo periodica”.

Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: “Mi piacerebbe convocare un tavolo prima della fine di quest’anno, per un aggiornamento del Codice della strada, coinvolgendo anche il Ministero dell’Istruzione, gli Enti locali e i rappresentanti dei Comuni. Ritengo fondamentale portare l’educazione stradale sui banchi di scuola, istruire i ragazzi fin da giovanissimi sul rispetto delle regole e sulla sicurezza. La prevenzione è la prima arma. Poi c’è l’aspetto repressivo, pure fondamentale, sul quale bisogna intervenire: le sanzioni economiche sono un deterrente, ma credo che vadano rivisti anche i termini temporali. La revoca a vita della possibilità di guidare credo possa e debba essere considerata, nei casi più gravi. Trovo, infine, interessante l’ipotesi di una patente graduale in cui la persona è aggiornata, accompagnata e informata. Senza dimenticare che occorre rendere più sicura la mobilità sulle due ruote, in particolare imponendo l’uso del casco e la targa sui monopattini per consentire l’identificazione del mezzo”.

Galeazzo Bignami, viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: “Ringrazio Dekra poiché credo che con il loro aiuto si possa raggiungere un risultato importante. Il tema dell’incidentalità è particolarmente drammatico. Credo, innanzitutto, che il richiamo alla disciplina dei giovani sia molto corretto. È fondamentale, inoltre, intervenire sul piano infrastrutturale per garantire una maggiore sicurezza stradale, a partire dalla realizzazione delle smart city e favorendo l’uso delle nuove tecnologie. Occorre, infine, agire sul piano della deterrenza prevedendo un meccanismo di proporzionalità delle sanzioni rispetto al reddito”.

Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, ha dichiarato: “Registro con particolare attenzione il dato relativo alla mortalità dei giovani, da cui bisogna partire. L’esame di preparazione alla guida dovrebbe avere una finalità dissuasoria rispetto all’uso dei telefonini, considerando soprattutto la pratica. La repressione, da sola, non aiuta poiché la sanzione arriva sempre troppo tardi. La fase preventiva e formativa è essenziale per andare verso la Vision Zero”.

Gian Carlo Blangiardo, presidente di Istat: “La funzione della statistica è quella di monitorare un fenomeno importante con interesse, di mettere in evidenza l’evoluzione e dare dati di conforto. Abbiamo di fronte un grande problema rispetto alla sicurezza stradale. Se è vero che il tema esiste ed è importante, bisogna guardare il bicchiere mezzo pieno rispetto a quelle che sono le vittime e i feriti in merito alla classe d’età dei giovani. Se andiamo a vedere i dati statistici le cose sono progressivamente migliorate, vuol dire che un cambiamento sta avvenendo e ci auguriamo che si proceda in questa direzione”.

Filiberto Mastrapasqua, direttore del Servizio di Polizia Stradale: “Le sanzioni più frequentemente erogate sulla base dei dati recenti riguardano l’eccesso di velocità, la mancanza di cinture di sicurezza allacciate, auricolare o vivavoce. In particolare, le distrazioni sfuggono ai dati percentuali anche se sappiamo benissimo che quella da cellulare è una tra le più importanti cause di incidenti. È fondamentale, pertanto, intervenire sul fattore umano investendo sull’aspetto culturale di chi si mette alla guida, soprattutto formando i più giovani”.

Eugenio Patanè, Assessore ai Trasporti e alla Mobilità Roma Capitale, ha rilevato che “se consideriamo la sicurezza stradale come una materia a sé stante sbagliamo approccio. Occorre una visione complessiva sulla mobilità all’interno delle nostre città. Bisogna lavorare sulla diminuzione del traffico privato e della proprietà di autovetture attraverso maggiori investimenti sullo sharing”.

Hanno preso parte all’evento anche Roberto Mastrangelo, responsabile Gestione Rete Anas; Alfonso Celotto, capo di gabinetto del ministero per le Riforme istituzionali e Luigi Di Matteo, dirigente di Aci.

Federauto: il vicepresidente Cappella nel direttivo europeo di AECDR

L’Assemblea Generale dell’Associazione dei concessionari europei (AECDR), nel rinnovare le cariche sociali ha eletto Andrea Cappella, attuale vicepresidente Federauto, tra i membri del Comitato direttivo dell’Associazione Europea.

Andrea Cappella ha dichiarato “Sono onorato del nuovo incarico e insieme al neopresidente Gerardo Pérez (FACONAUTO, Spagna) e ai nuovi membri del Comitato direttivo, continuerò nel solco tracciato dalla collega Antje Woltermann (ZDK, Germania) nell’interesse dei Dealer per far crescere l’Associazione, chiamata ad affrontare le nuove e ambiziose sfide del settore automotive, in cui i concessionari e i riparatori autorizzati europei svolgono un ruolo centrale verso la transizione all’elettrico e per lo sviluppo e la diffusione di servizi di mobilità innovativi”.

Andrea Cappella è presidente della concessionaria Autocentri Balduina di Roma, che dal 1962 rappresenta i marchi del gruppo Volkswagen.

Parcheggio: a Roma un… miraggio

di Paolo Caputo, consulente manageriale di mobilità

 

Chi di noi, vivendo o lavorando nella Città Eterna, non ha provato sulla sua pelle le enormi difficoltà nel parcheggiare la propria auto? Che sia di giorno, oppure al ritorno a casa la sera, è sempre un’impresa difficile, quando non impossibile. Difficile parcheggiare, ma anche circolare. L’endemica carenza spinge gli automobilisti, indisciplinati, ma anche esasperati, alla sosta in doppia fila, troppo spesso tollerata da chi dovrebbe vigilare.

Eppure, delle nicchie per migliorare la situazione ci sarebbero, sempre che ci si voglia lavorare sopra. Mi riferisco al fenomeno dei veicoli abbandonati. A Roma, forse anche più che altrove, c’è chi reputa più opportuno parcheggiare in strada a “tempo indeterminato” la vettura ormai esausta, anziché correttamente, e civilmente direi, procedere alla rottamazione.

Provate a farci caso, passeggiando in una qualsiasi via di Roma. Basta camminare guardando… le ruote. Troverete almeno un paio di vetture con le medesime sgonfie, oppure con qualche ciuffetto d’erba intorno, ovvero contorniate dei detriti accumulati dai vari acquazzoni, indice di prolungato stanziamento. A quel punto, a chi vigila, o almeno dovrebbe, basterebbe un rapido controllo della targa per scoprire che la vettura che ha destato il nostro interesse è priva di assicurazione, e non ha sostenuto da anni la revisione. Purtroppo, tutto ciò non accade e tali vetture non vengono neanche multate.

Il sito del Comune di Roma consente ai cittadini dotati di SPID, di effettuare delle segnalazioni. Fra le varie voci degli argomenti oggetto di possibile segnalazione ci sono i veicoli abbandonati. Bene! Chi dovesse identificare sotto casa un veicolo abbandonato (previa verifica della targa con una delle tante app disponibili, es: Veicolo; Scanner Veicoli; ecc.) può quindi liberare il prezioso posto auto con un minimo sforzo… sembrerebbe. Si, ma con tempi lunghissimi.

A parte la ridondante burocrazia, che impone una serie di controlli prima della rimozione, il vero collo di bottiglia sembrano essere i mezzi a disposizione del Comune di Roma per procedere. Un solo carro attrezzi, un pomeriggio a settimana, è dedicato allo scopo. Una goccia nel mare. Nella Capitale circolano quasi 1,8 milioni di autovetture che rappresentano il 65,6% delle autovetture in circolazione nell’intera area metropolitana, con una densità di 1.369 auto per Km2. Basta farsi due conti.

E ancora una volta chi non rispetta i canoni del vivere civile la fa franca, contribuendo ad aumentare l’entropia che avvolge in una stretta morsa la nostra società.

Borse di studio UNRAE: ecco i giovani premiati

Le tecniche innovative ed emergenti, come il neuromarketing e l’heritage marketing, applicate all’automotive, il trend dell’auto elettrica e la percezione della mobilità sostenibile da  parte dei consumatori italiani: sono i temi, sempre più attuali, delle tesi di laurea premiate da  UNRAE con le borse di studio riservate ai neolaureati nell’anno accademico 2021-2022.  

Giunto alla 22a edizione, il premio UNRAE quest’anno è stato assegnato a quattro studenti  provenienti da quattro diverse Università con voti di laurea superiori a 105/110, come prescritto  dal bando, due dei quali hanno ottenuto il giudizio massimo di 110/110 e lode. Tre dei quattro neolaureati sono donne, indice del consolidato interesse delle stesse per l’automobile, come  mostra anche la crescente quota femminile tra gli acquirenti di auto, che il Centro Studi e  Statistiche dell’UNRAE calcola pari al 42% nei 9 mesi 2022. 

Interessanti i titoli delle tesi premiate: “Neuromarketing e Brand Association: le  neuroscienze a supporto dell’automotive nell’ottica della Service-Dominant Logic” e  “L’heritage marketing nell’automotive” sono le tesi sulle tecniche di marketing elaborate da due neolaureate delle Università di Salerno e della Cattolica di Milano. Da facoltà di scienze  economiche delle Università di Bergamo e di Urbino (Carlo Bo) provengono le altre interessanti  tesi su “Settore automotive e trend innovativi: il caso Tesla” e “La mobilità sostenibile e l’utilizzo  dell’auto elettrica nel mercato italiano: la prospettiva del consumatore”.  

Dalla prima edizione lanciata nel 2000 a oggi, UNRAE ha consegnato 190 borse di studio ad  altrettanti studenti di atenei sparsi in tutta Italia, in prevalenza Università pubbliche ma con  nutrita presenza di prestigiose Università private.  

Per la prossima edizione, riservata agli studenti laureati da ottobre 2022 a luglio 2023, il  bando prevede un ulteriore premio speciale che verrà attribuito a una tesi di natura storica  sull’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere presenti sul mercato italiano fondata nel 1950. Il premio potrà diventare permanente, aggiungendosi a quelli per i migliori  elaborati accademici sui temi del marketing automotive, i cui autori riceveranno una borsa di  studio di 1.200 euro ciascuno e l’eventuale possibilità di uno stage lavorativo nelle aziende associate a UNRAE. È anche inclusa la possibilità di partecipare gratuitamente al Master in  Marketing Automotive promosso dall’Editoriale Domus e dalla testata specializzata “Quattroruote”. 

Il presidente di UNRAE, Michele Crisci, ha così commentato la scelta delle tesi da premiare: “Con orgoglio proseguiamo con l’iniziativa delle borse di studio alle migliori tesi di laurea sull’automotive che UNRAE ha inaugurato più di venti anni fa, certi di contribuire in tale  modo ad accrescere l’interesse dei giovani verso uno dei settori più importanti dell’economia nazionale e augurando ai laureati una brillante carriera nel settore che è sempre stato fucina di  professionalità di elevato standard anche internazionale”. Di seguito i laureati vincitori: Marco Barin (110/110 e lode), Università di Urbino Carlo Bo; Mara Ghislandi (105/110), Università di Bergamo; Valentina Rosa Saia (110/110 e lode), Università Cattolica del Sacro Cuore; Francesca Sammartino (108/110), Università di Salerno.

 

Jeep Avenger, ecco il Suv elettrico su misura per l’Europa

Autonomia da 400 a 550 chilometri (ciclo urbano) In Italia sarà proposta anche con motore turbo-benzina da 100 cv di potenza (26.900 euro). Si distingue per comodità, compattezza e altezza da terra. Sistema di controllo Selec-Terrain

 

di Amleto Gatti

Lo storico marchio Jeep abbraccia le più moderne tecnologie in fatto di propulsione 100% elettrica: così nasce Avenger, primo veicolo totalmente a batteria del marchio che fa parte della famiglia Stellantis. Testa di ponte verso un futuro a emissioni zero, ha l’obiettivo di continuare a primeggiare nel comparto di riferimento come fa con gli sterrati e i terreni difficili. Sul mercato italiano, Avenger viene proposta anche con motore termico. Nata dopo una lunga gestazione figlia della voglia di conservare le prerogative del marchio, pur mossa da un “cuore” nuovo, Avenger è stata presentata allo scorso Salone di Parigi. È un suv compatto, del segmento B, disegnato seguendo i desideri della clientela europea che ama vetture comode ma non ingombranti, alte da terra, performanti, capaci di affrontare le asperità della strada e ad alto concentrato di tecnologia. Lunga poco più di quattro metri (4.080 mm, 160 in meno rispetto a Renegade), larga 1,78 metri e alta 1,53, Avenger è una vera Jeep, subito riconoscibile. L’anteriore, compatto e muscoloso, è dominato da un’ampia calandra con la griglia a 7 fori laddove nella versione termica troverebbero spazio le prese d’aria. Una “e” azzurra avverte che si tratta di un motore a elettroni. I gruppi ottici squadrati sono a led. I montanti anteriori, leggermente più inclinati rispetto alle altre vetture del marchio, a tutto vantaggio dall’aerodinamica, fanno da contraltare alle fiancate innervate alla linea di cintura e al battitacco, da ampi raggi a sbalzo che donano personalità e imprimono sensazione di potenza alla vettura.

 

 

Totalmente squadrata la superficie vetrata delle portiere posteriori, caratteristica tipica di Jeep. Al posteriore, i corpi luminosi sono un richiamo evidente all’attuale Renegade e anche le linee del portellone la ricordano da vicino. Gli sbalzi corti anteriori e posteriori e le ruote più grandi rispetto alle dirette concorrenti ne esaltano le proporzioni e la presenza su strada. Negli interni, Avenger segue il dettame di Jeep “design to function”. Quindi, linee pulite e plancia snella che richiama quella di Wrangler. Nella parte superiore trova spazio un’unica fascia orizzontale che comprende tutte le bocchette, la luce ambiente e un touchscreen centrale da 10,25”. La console centrale è stata sviluppata per sfruttare al meglio lo spazio utilizzabile: 34 i litri dei vani a disposizione. Il bagagliaio misura 380 litri nella versione termica, 355 in quella full electric, con altezza di carico abbassata a 720 mm mentre il portellone posteriore – elettrico – misura oltre un metro. Il gruppo propulsore combina il motore elettrico da 400 volt con 155 cv (115 kW) e 260 Nm di coppia massima. La batteria da 54 kWh garantisce un’autonomia di 400 km nel ciclo WLTP, che diventa di 550 km nel ciclo urbano per un consumo dichiarato di 15,9 kWh/100 km. Collegata a un punto di ricarica pubblica da 100 kW richiede appena tre minuti per percorrere 30 km; oppure 24 minuti per passare dal 20 all’80% di energia immagazzinata.

 

 

Ma una Jeep può dirsi tale soltanto se supera indenne la prova dello sterrato, e anche in questo la nuova Avenger non solo è all’altezza dei modelli precedenti, ma aggiunge anche la spinta dell’elettrico. Anzi, è proprio qui che la nuova nata dà il meglio di sé, grazie a un’elevata altezza da terra che consente ampi angoli di attacco (20°) e di uscita (32°) e che può contare sui sofisticati sistemi di controllo di serie come il Selec-Terrain – in 6 modalità, da “Normal” per la guida di tutti i giorni a “Eco”, “Sport”, “Snow” , “Mud” e “Sand” – l’Hill Descent Control. Per quanto riguarda la sicurezza, Avenger offre la guida autonoma di livello 2, che regola automaticamente la velocità e la traiettoria, e si avvale dell’Adaptive Cruise Control e del Lane Centering.

 

Jeep Avenger è disponibile sul mercato italiano anche con una versione endotermica a benzina. Il motore è il T3 GSE 1.2 turbo da 100 cv e 205 Nm di coppia, con una velocità di picco di 184 km/h e che ferma il cronometro dello 0-100 km/h a 10,6 secondi. Il cambio manuale a 6 rapporti. Avenger arriverà negli showroom all’inizio del 2023, prezzi a partire da 26.900 euro per la versione termica e di 39.500 per quella elettrica.

 

777 Hypercar: il sogno di Levy da 7 milioni

di Roberta Pasero

È 7 il numero perfetto per Andrea Levy che all’Autodromo di Monza ha presentato il suo marchio 777 hypercar, che è anche il nome dei  7 esemplari di un’automobile esclusivamente da pista, motore V8 aspirato, 4.500 cc di cilindrata che svilupperà 730 cv a 9.000 giri, alimentato da carburanti sintetici, in vendita a 7 milioni di euro l’una.

Chi l’acquista entrerà in un club d’élite che prevede custodia dell’ hypercar all’autodromo di Monza, eventi in pista con ingegneri e team dedicati e in attesa della consegna prevista tra un paio di anni, l’invio a casa di un simulatore per fare training tecnica e di un apparecchio per esercitare i muscoli del collo in modo che poi chi sarà al volante sappia affrontare senza danni i’accelerazione laterale.

Sicurezza stradale: riforma del Codice e più controlli

Matteo Salvini

di Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
(la lettera del ministro alla “Gazzetta dello Sport” e pubblicata il 2 dicembre 2022)

 

 

Come ministero, oltre a valutare una eventuale riforma del Codice della strada su cui stanno ragionando i tecnici (l’obiettivo è tutelare gli utenti più a rischio, proprio come i ciclisti), abbiamo avviato una campagna di sensibilizzazione sui social che sarà intensificata nel periodo natalizio. È un’iniziativa che ho ereditato: ne faremo altre. È fondamentale una ricognizione sulla qualità delle infrastrutture, a partire dalle strade, perché anche la buca più banale può rivelarsi una trappola mortale soprattutto per chi si muove su due ruote. Il mio obiettivo è liberare energie e risorse, per evitare che gli interventi (perfino quelli più semplici) siano soffocati dalla burocrazia. Più buonsenso, meno lentezze.

Il richiamo alla ragionevolezza vale per tutti, anche per evitare l’eccessiva avventatezza nella realizzazione di piste ciclabili inadeguate, che sono tutto tranne che sicure: ci sono casi di percorsi ricavati solo con qualche pennellata sull’asfalto, in mezzo a strade trafficate, per poter dire “c’è la corsia dedicata alle bici” senza che ci sia reale tutela per le due ruote.

Stiamo approfondendo il tema delle patenti, per verificare il funzionamento del sistema dei punti che – soprattutto all’inizio – erano stati uno strumento efficace anche in ottica di prevenzione. Banalmente, i cittadini si sentivano più controllati e quindi erano più ligi alle regole.

Con il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ho avviato una serie di riflessioni per coinvolgere gli studenti in modo nuovo, funzionale, diretto. L’obiettivo è portare nelle classi il tema della sicurezza stradale, rendendolo argomento rilevante nella quotidianità. Pensiamo ai monopattini, che sono gettonati soprattutto tra i più giovani: è giusto richiamare al rispetto di alcune regole per evitare il Far West e aumentare il senso di responsabilità.

La scuola è un tassello fondamentale per far crescere la consapevolezza delle nuove generazioni, anche per evitare le troppe tragedie che colpiscono i giovanissimi. Non dimentico Luca Marengoni, travolto dal tram a 14 anni mentre pedalava nella mia Milano. Vogliamo “prevenire”, quindi, senza dimenticare la doverosa “tolleranza zero” per chi non rispetta le regole.

Con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi vogliamo intensificare i controlli stradali, con particolare attenzione per l’uso improprio del cellulare. Un messaggio, una telefonata, un’occhiata ai social: basta poco per rovinare delle vite. Il tutto senza dimenticare il contrasto ad abuso di alcol e consumo di droga: sono obiettivi di interesse generale e fondamentali affinché le nostre strade siano più sicure.

Altro tema: chi ha subìto il ritiro della patente, può ottenerla solo se c’è la ragionevole certezza non ricada negli stessi errori. A tal proposito, sono rimasto molto colpito dalla recente morte del giovane Francesco Valdiserri, travolto da una ragazza positiva all’alcol e recidiva. Un brutto film visto troppe volte: un’altra persona imbottita di stupefacenti e con troppi cocktail in corpo ha investito e ucciso Miriam Ciobanu, 22 anni, in provincia di Treviso: la vittima era a piedi.

La sicurezza stradale va coltivata giorno per giorno, lavorando molto sul piano culturale dei cittadini, a due o quattro ruote, a piedi, in bici o in auto, nel nome del rispetto del prossimo e del rispetto delle regole. Il tutto si traduce in una frase solo apparentemente scontata: bisogna rispettare quel bene preziosissimo che è la vita.

ACEA: De Meo (Renault) nuovo presidente

Il consiglio di amministrazione dell’Associazione europea dei costruttori di automobili (ACEA) ha eletto Luca De Meo, amministratore delegato del Gruppo Renault, presidente per il 2023. A partire dal 1° gennaio, de Meo assumerà la presidenza dal Ceo di Bmw, Oliver Zipse, che ha ricoperto la carica negli ultimi due anni. Il presidente uscente di ACEA, Zipse: “Questi ultimi anni sono stati segnati dalla pandemia di Covid-19, dalle interruzioni della catena di approvvigionamento, dalla guerra in Ucraina e dalla crisi energetica, che hanno avuto un profondo impatto sul nostro settore. Tuttavia, l’industria automobilistica europea è stata l’affidabile spina dorsale industriale dell’UE in tempi di alta volatilità. Allo stesso tempo, abbiamo messo in guardia contro l’eccesso di regolamentazione e chiesto che la neutralità tecnologica sia la base della competitività dell’UE“.

Il presidente entrante di ACEA, De Meo : “Guardando avanti, abbiamo urgente bisogno che l’Europa attui politiche che sostengano pienamente il nostro obiettivo di decarbonizzazione e ci consentano di affrontare la crescente concorrenza globale. Accogliamo con favore il lavoro su una legge europea sulle materie prime, che dovrebbe sostenere la resilienza economica del continente e il passaggio a zero emissioni. Il nostro settore è impegnato a investire pesantemente nella mobilità elettrica e a garantire la creazione di valore e posti di lavoro in Europa. La proposta Euro 7 nella sua forma attuale, tuttavia, sottrarrebbe ingenti risorse umane e finanziarie all’elettrificazione, proprio nel momento in cui altre regioni del mondo stanno creando un ambiente di investimento attraente per la mobilità a emissioni zero. ACEA continuerà a sostenere un equilibrio tra ciò che è positivo per l’ambiente, ciò che è positivo per l’economia europea e ciò che è positivo per la società“.

Il presidente di ACEA viene eletto per un anno, una volta rinnovabile, tra gli amministratori delegati delle aziende associate, i principali produttori europei di auto, furgoni, camion e autobus.