Sviluppo colonnine di ricarica: zero cenni nell’allegato al DEF

Crisci

di Michele Crisci, presidente di UNRAE

L’impianto dei sostegni contiene ancora alcune debolezze che l’UNRAE ha più volte indicato, a cominciare dalla richiesta avanzata dall’intero comparto di allungare da 180 a 300 giorni dalla firma del contratto il termine per usufruire dell’incentivo.

 

Resta, inoltre, ancora irrisolto il problema dell’esclusione dal beneficio delle persone giuridiche (aziende e società di noleggio), omissione che di fatto riduce l’apporto dell’automotive al percorso di decarbonizzazione del Paese.

 

Ribadiamo, quindi, la richiesta di elevare la percentuale di detraibilità dell’IVA per le auto aziendali in uso promiscuo sui motori a zero o a basse emissioni, per avvicinarsi almeno parzialmente alla vigente normativa europea: 100% per la fascia 0-20 g/km, 80% per la fascia 21-60 g/km, 50% per la fascia 61-135 g/km.

 

Guardando, infine, i contenuti dell’allegato al DEF dedicato a infrastrutture, mobilità e logistica, presentato lo scorso 23 maggio, si evidenzia l’assenza, in un documento di ben 240 pagine, di qualsiasi accenno a un piano di sviluppo delle infrastrutture di ricarica per le auto elettriche, nonostante i continui auspici di tutti per una mobilità stradale a zero o bassissime emissioni.

Materie prime: smarcarsi subito dalla dipendenza asiatica

di Pierluigi Bonora (da “il Giornale” del 2/6/2022)
In Stellantis la parola d’ordine, per il futuro, è non farsi trovare impreparati a possibili nuovi blocchi delle forniture di materie prime, semiconduttori, cablaggi e altro ancora. I problemi coincisi con le crisi degli ultimi due anni, tra pandemia e tensioni geopolitiche, oltre a mettere in luce le gravi ripercussioni per il settore automotive causate dalladipendenza da Paesi terzi, e soprattutto instabili, negli approvvigionamenti essenziali per la mobilità in rapida evoluzione, costringe le Case a creare una supply chain interna e, dunque, affidabile.

Da qui l’esigenza di stringere accordi con colossi specializzati nei campi dell’elettrico (batterie e relativi componenti), tenendo presenti le esigenze di utilizzare fonti rinnovabili, ma anche della guida autonoma (digital, connettività, software). Quindi, come accade per Stellantis, essere sempre più una «Tech company» come più volte sottolineato dall’ad Carlos Tavares. L’ultimo accordo, in ordine di tempo, annunciato, è stato stretto con Controlled Thermal Resources (CTR). Si tratta di un’intesa vincolante per la fornitura, da parte di CTR, di idrossido di litio per batterie da utilizzare nei veicoli elettrificati di Stellantis negli Usa.

Il progetto «Hell’s Kitchen» di CTR, nella contea californiana di Imperial, recupererà il litio dalle salamoie geotermiche, utilizzando energia rinnovabile e vapore in un processo integrato a ciclo chiuso. In pratica, spiega una nota, sarà eliminata la necessità di bacini di evaporazione delle salamoie, di miniere a cielo aperto e di processi di lavorazione alimentati da combustibili fossili. La partnership, di durata decennale, prevede che CTR fornisca a Stellantis fino a 25mila tonnellate di idrossido di litio l’anno. Un accordo analogo, ma quinquennale e per la produzione europea, era stato siglato da Stellantis, a fine 2021, con Vulcan Energy Resources (gruppo australiano con una sede in Germania) sempre per la fornitura di idrossido di litio per batterie.

Lo stesso Tavares, in un dibattito organizzato dal “Financial Times”, ha visto nella sfera di cristallo che tra il 2025 e il 2026 l’atteso boom di accumulatori potrebbe determinare nuovi problemi di forniture. E smarcarsi al più presto da Asia e Cina risulta fondamentale.

Riconoscimenti: Tavares e De Meo su tutti

Due top manager alla grande ribalta: uno, italiano (Luca De Meo), alla guida di Renault; l’altro, portoghese (Carlos Tavares), al volante di Stellantis.

E proprio Tavares è stato nominato da “Autocar”, una delle più importanti riviste del settore automotive a livello internazionale, come la persona più influente dell’industria automobilistica mondiale. Il top manager, infatti, è al primo posto della “Power List 100,” che nomina, appunto, le 100 persone più influenti dell’industria automobilistica. Tavares ha preceduto altre personalità del settore, come Elon Musk, fondatore di Tesla, e Akio Toyoda, presidente di Toyota.

 

Intanto, nell’elenco dei nuovi Cavalieri del Lavoro, figura anche Luca De Meo, 55 anni, uno dei manager più conosciuti dell’industria automobilistica europea, da due anni presidente e amministratore delegato della Casa automobilistica francese Renault. Primo cittadino non francese a cui, nei 122 anni di storia della Renault, è affidato l’incarico di guidare il gruppo, De Meo ha un passato nella stessaRenault, dove ha iniziato la sua carriera, per poi passare a Toyota Europa, quindi, nel 2002 entra in Fiat Group, quale vice presidente esecutivo del marchio Lancia, contribuendo al varo dei modelli Ypsilon e Musa. Successivamente, come amministratore delegato di Fiat Automobiles Spa, rafforza il marchio con lo sviluppo e la promozione della Nuova 500.

 

Approdato in Volkswagen Group e da qui ad Audi, De Meo, dal 2015 al 2020, quale presidente di Seat, riporta l’azienda in profitto e sviluppa il segmento Suv con i modelli Ateca, Arona e Tarraco. Nel luglio 2020 entra in Renault in un momento di crisi del gruppo francese. Nel 2021, sotto la sua guida, la società torna in attivo con incrementi dei ricavi del 6,3% sul 2020 e del 16,8% sul 2019. Il prossimo 8 giugno, inoltre, De Meosarà a Milano per incontrare gli associati ad Anfia, in cerca di nuove opportunità di fornitura.

Mercato: se l’elettrico “vive” grazie a quello che vuole eliminare

i concessionari mostrano cautela

di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor

In maggio sono state immatricolate in Italia 121.299 autovetture con un calo del 15,1% su maggio 2021 e del 38,7% sull’ultimo mese di maggio precedente la pandemia, cioè su maggio 2019. Disastroso anche il bilancio del periodo gennaio-maggio che chiude con 556.974 immatricolazioni e con un calo del 24,3% sul gennaio-maggio 2021 e del 38,9% sul gennaio-maggio 2019.

 

Proiettando il risultato dei primi cinque mesi del 2022 sull’intero anno si ottiene un volume di immatricolazioni di 1.136.682 autovetture, volume che può essere considerato il livello di immatricolazioni che si sarebbe realizzato nel 2022 senza gli incentivi annunciati dal Governo a fine 2021, concessi con decreto il 6 aprile scorso e prenotabili da parte dei concessionari sulla piattaforma del m inistero dello Sviluppo Economico dal 25 maggio.

 

Questi incentivi dovrebbero assicurare 200.000 vendite aggiuntive. Se sarà così, si può dunque ritenere che l’intero 2022 si chiuderà con 1.336.682 autovetture immatricolate. Si tratta di un livello infimo che è inferiore dell’8,3% al risultato del 2021, del 30,3% al risultato del 2019 (l’anno precedente la pandemia) e di ben il 38,5% al livello medio degli anni precedenti la crisi dei mutui sub prime innescata nel 2007 dal fallimento di Lehman Brothers.

 

Inutile dire che la previsione per il 2022 di 1.336.682 vetture immatricolate è fortemente allarmante, tanto più che l’obiettivo è stato raggiunto con lo stanziamento da parte del Governo di incentivi alle autovetture per 615 milioni che, come si è detto, dovrebbero assicurare 200.000 immatricolazioni aggiuntive. L’iniziativa del Governo è stata certamente opportuna, ma non si può non segnalare che data la gravissima situazione del mercato dell’auto sarebbe stato necessario, per impedire una turbativa della domanda, procedere annunciando gli incentivi dopo averli adottati e soprattutto sarebbe stato necessario uno stanziamento decisamente più elevato.

 

Dalla piattaforma del ministero dello Sviluppo Economico destinata ad accogliere le prenotazioni dei concessionari per usufruire degli incentivi per i propri clienti emerge che dal 25 maggio fino alla mattinata del 1 giugno è stato prenotato il 14% dei 220 milioni per le vetture con emissioni di CO2 da 0 a 20 grammi per chilometro, il 9% dei 225 milioni disponibili per le vetture con emissioni di CO2 da 21 a 60 grammi per chilometro e ben il 78% dei 170 milioni disponibili per le vetture con emissioni di CO2 da 61 a 135 grammi per chilometro.

Questi dati mettono in chiara evidenza che il Governo oltre a non rispondere prontamente alle esigenze del settore, ha destinato fondi esuberanti per le auto con emissioni di CO2 da 0 a 60 grammi per chilometro e fondi assolutamente insufficienti per le vetture ad alimentazione tradizionale, ma con emissioni di CO2 non superiori a 135 grammi per chilometro. La penalizzazione di quest’ultima categoria di auto a basse emissioni e molto richieste dal pubblico non aiuta certo il settore dell’auto che è ancora alle prese con una serie interminabile di difficoltà: dagli effetti della pandemia, alla crisi nelle forniture di microchip ed altri componenti, alle difficoltà dell’economia non ancora tornata ai livelli ante-pandemia, al ritorno dell’inflazione al pericolo di stagflazione, alla guerra in Ucraina, all’effetto negativo per l’Italia e i paesi europei delle sanzioni alla Russia.

Per superare questa situazione non giova certo sottovalutare nelle decisioni di Governo il fatto che le Case auto sopravvivono e continuano ad investire sull’elettrico grazie all’apporto economico decisivo che ricevono dalle vendite di vetture ad alimentazione tradizionale. Penalizzare queste ultime auto con incentivi insufficienti non giova quindi neanche dal punto di vista della tutela ambientale.

Brembo: al via il primo Hackathon

Brembo, azienda leader nello sviluppo e nella produzione di sistemi frenanti ad alte prestazioni, ha annunciato Brembo Hackaton, il suo primo evento hackathon, che si terrà dal 24 al 26 giugno, presso Kilometro Rosso, l’innovation district dove l’azienda ha il suo headquarter. L’integrazione delle esigenze dei nostri stili di vita con le modalità con cui ci spostiamo è – oggi più che mai – un cardine dello sviluppo della società. Ripensare a queste tematiche sfruttando anche percorsi di innovazione non tradizionali, può generare idee con punti di vista inattesi e incrementarne la velocità nell’adozione.

 

Su queste premesse è nato Brembo Hackathon, che ha lo scopo di trovare nuove soluzioni che possano dare risposte concrete alle esigenze della mobilità di domani, sempre più sostenibile, digitale e connessa. Nato inizialmente per il settore informatico, l’hackathon è un format di evento che facilita la creazione di idee e soluzioni innovative su una tematica comune, tramite la stretta collaborazione tra appassionati, esperti e start-up. “La mobilità sta cambiando. Il modo in cui ci muoviamo, comunichiamo e viaggiamo si è evoluto ed evolverà velocemente nei prossimi anni. In questo contesto Brembo Hackathon rappresenta un’opportunità che abbiamo voluto cogliere, per dare un ulteriore contributo alla mobilità del futuro”, ha commentato Daniele Schillaci, amministratore delegato di Brembo. “Questo evento – aggiunge Schillaci – è in linea con la nostra mission di “solution provider”, orientata a fornire soluzioni innovative per un’esperienza di guida unica”.

 

L’iniziativa è aperta alla partecipazione sia di start-up sia di singoli individui, che si uniranno a Brembo per vivere questa nuova sfida. Due gli obiettivi che vedranno impegnate le persone che parteciperanno all’evento:la ricerca di soluzioni digitali per il futuro della mobilità (sfida in cui saranno coinvolte le start-up); lo sviluppo dell’ecosistema e dell’esperienza di guida di Sensify, il nuovo sistema frenante intelligente di Brembo, che integra l’intelligenza artificiale nel controllo indipendente delle quattro ruote del veicolo (sfida in cui saranno coinvolte le singole persone). I migliori progetti che emergeranno saranno premiati e avranno la possibilità di un contratto di incubazione con Brembo. L’evento si terrà all’interno del Kilometro Rosso, uno dei principali distretti europei dell’innovazione. Il luogo di incontro tra ricerca e impresa: una struttura funzionale a generare sinergie tra attività imprenditoriali, centri di ricerca, laboratori, servizi professionali e alta formazione, situato a Bergamo.

Volvo Studio: a tu per tu con Davide di “Cotto al Dente”

Silvia Terraneo, She Motori e Davide Campagna di Cotto al Dente

di Silvia Terraneo (She Motori)

“Un Viaggio Incredibile” è la storia di vite curiose, inusuali. Punto di partenza: il viaggio unico e straordinario che rende la vita di ognuno irripetibile e meritevole di essere raccontata. Tra i viaggi possibili che possiamo compiere,  il più grande di tutti è quello che chiamiamo “vita”. Vivere questo viaggio è indimenticabile, raccontarlo è emozionante.

 

Non esistono grandi o piccole storie, ma tante storie differenti tutte da raccontare. E ne ho trovata una interessantissima, quella di Davide Campagna di @CottoalDente, ma è solo la prima di tante dal vivo, un’opportunità offerta dal Volvo Studio di Milano.

Davide, dentista di professione, (e si vede! sorriso super white e ben curato!), appassionato di food, atleta, esperto di fitness e – ciliegina – scrittore, ha recentemente pubblicato “Il metodo Cotto al dente”.


Davide è tante cose, ma soprattutto è un influencer di Food & Fitness, conosciuto da tutti come @cottoaldente, una delle Community più in crescita in Italia nel settore sportivo e della sana alimentazione.

 

Davide come è nato Cotto al Dente?

“Un viaggio davvero incredibile, iniziato nel 2012 nella cucina, facendo delle foto con una mia amica fotografa, E così, fai una foto e poi un’altra ancora (si dice l’appetito vien mangiando…) ho aperto un blog di cucina online. Prima pubblicavo una volta al mese, poi una volta a settimana, e piano piano, nel tempo e negli anni, tutti i giorni. Ci sono voluti dieci anni  ma siamo cresciuti”.

 

Gli ingredienti sono alla base di un buon piatto: quali quelli del successo di Cotto al Dente?

“Negli anni c’è stata un’evoluzione del cibo: quindi, quello che si mangiava in quel periodo lo facevo vedere, ma soprattutto la passione per il cibo e lo sport. In più anche i viaggi che ho introdotto. Dunque, tutto ciò che mi rende felice. Si può mangiare molto bene, pur mangiando sano, perché il problema non è lamentarsi senza calorie o rinunciare alle cose, si può mangiare di tutto, basta semplicemente stare attenti e… fare anche un po’ di movimento”.

 

Intendi, movimento come la tua ultima maratona? Per correre così come bisogna prepararsi?

“Devi allenare il fisico, sicuramente, ed ed è abbastanza scontato, ma devi allenare soprattutto la mente perché 42 km e 195 metri non si fanno solo con il corpo, ma anche con la mente. Io, quando corro, penso a tutto, anche al cibo, a volte penso a cosa mangerò dopo. Quindi, l’acquolina ti porta a correre più veloce per arrivare prima a casa”.

 

E quando cucini, a cosa pensi ?

“Mi piace molto cucinare con un bicchiere di vino e con un po’ di musica. E poi si cucina sempre per qualcuno, per gli amici, per la famiglia, per una ragazza. Mi piace molto unire il cibo italiano con le spezie e i sapori che scopro viaggiando, la mia cucina è un mix tra quella italiana e quella orientale. Piatti semplici, sani e gustosi, utilizzando prodotti con ingredienti naturali, di qualità e selezionati con attenzione, senza mai rinunciare al gusto. Anche in cucina, poi, bisogna essere sostenibili a 360°.

 

Hai qualche consiglio per chi viaggia tanto e guida molte ore l’auto?

“Suggerisco un’attività fisica prima e dopo il viaggio. Se siete in aereo, una passeggiatina nel corridoio; se siete in macchina, di fare una sosta. Io utilizzo spesso le calze, quelle a compressione, e a Boston, appena atterrato, ho  fatto una camminata di 20 minuti per riattivare il tutto. In macchina si può muovere il collo, si possono muovere le braccia. Restare troppo fermi non va bene”.

 

Ma possiamo diventare come te, nelle foto su Instagram, se seguiamo i tuoi allenamenti? Soprattuto ora, che si avvicina l’estate?

“Semplicemente, la base di tutto e metterci un pochino di moto. Bastano un paio di scarpe da tennis, uscire a camminare tutti giorni. Bisogna essere attivi: una corsetta, un giro in bici, anche solo le scale di casa. Ed è chiaro che l’alimentazione è importante, senza dover rinunciare a tutto, ma stando attenti alle dosi, Perché la quantità, alla fine, spesso ci va a fregare…”

 

Cotto al Dente è una community che riunisce gli amanti del cibo e dello sport. E Davide è il perfetto esempio di chi insegue i propri sogni.

Come scrisse lo scrittore americano John Steinbeck, “Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone”.