Autotorino e la “nuova” mobilità: formazione per 600 specialisti

La mobilità è in continuo cambiamento e il pubblico ha sempre più frequentemente bisogno di informazioni approfondite circa le nuove tecnologie. Mentre oltre un italiano su 10 acquista una vettura “alla spina” (full electric o plug-in), più di 1 su 2 non ha ben chiara la differenza tra le declinazioni di motorizzazioni elettrificate. Un aspetto che può minare la soddisfazione dell’uso delle vetture appena acquistate.

 

Da questi dati (evidenziati da recenti sondaggi), nonché dall’esperienza quotidiana a contatto con centinaia di persone ogni giorno, Autotorino ha inaugurato un progetto con cui accompagnare la transizione della mobilità: Evolution, che abbraccia i pilastri di formazione, servizi al cliente e comunicazione, tutti dedicati alla familiarizzazione con l’elettrificazione del mondo Automotive e alla proiezione nel futuro del modello di mobilità.

 

Autotorino Evolution ha lo scopo di accompagnare gli automobilisti nella transizione verso nuovi concetti e nuove forme di mobilità, in particolare quella elettrificata; lo fa partendo dalla formazione specifica dei Consulenti, puntando su una modalità esperienziale. Promossa dalla Autotorino Academy, questa coinvolgerà i Consulenti delle filiali in una serie di giornate “sul campo” dell’Automotive Safety Center (Centro Prove Quattroruote) a Vairano.

In primis l’obiettivo è quello di vivere in prima persona i veicoli elettrificati e prendere parte a sessioni formative curate dallo staff tecnico di “Quattroruote Professional”, per poter così trasmettere ai clienti in showroom sì nozioni certe, ma soprattutto un vissuto di prima persona. Saranno più di 600 le persone formate in questo progetto, pari alla totalità dei professionisti che operano nei saloni di Autotorino. Il primo appuntamento si è tenuto il 12 maggio e si sviluppa sino a settembre su 6 date, ciascuna dedicata a 100 partecipanti provenienti dalle 23 province in cui opera il Gruppo, tra Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto e Friuli-Venezia Giulia.

 

Accrescere la professionalità dei collaboratori contribuisce ad accogliere il pubblico con interlocutori sempre preparati e motivati: questo è uno dei pilastri del modello Autotorino, realizzato concretamente dall’Autotorino Academy. Il mix di offerta oggi è quanto mai ampio, con motorizzazioni che spaziano dai “tradizionali” benzina e Diesel, affiancati da full-hybrid, mild hybrid, plug-in o full-electric. In questo risulta ancor più determinante saper interpretare correttamente la propria consuetudine di viaggio prima di un acquisto.

 

In questa prospettiva, la mobilità elettrica presenta ambiti in cui la consulenza e la disponibilità di servizi ad hoc possono rivelarsi fattori determinanti in termini di soddisfazione e facilitazione al Cliente. Con Autotorino Evolution, il portafoglio dell’offerta specializzata per la transizione elettrica si arricchisce giorno dopo giorno, per offrire ai clienti non solo un veicolo, ma anche supporto a 360° per la mobilità elettrificata e la sua tutela, come ad esempio protezione per il veicolo o per componenti specifiche come la batteria, o soluzioni di ricarica a casa e in viaggio. Con questo nuovo progetto per la specializzazione elettrica, Autotorino conferma di voler essere protagonista e riferimento del mercato che cambia. 

Coppa Toscana: onore ai fantastici anni ’60

Dopo due anni di forzato stop causa pandemia, è tornata la “Rievocazione della Coppa Toscana” una manifestazione di auto d’epoca che per la sua 25ma edizione ha portato la carovana di splendide auto tra le Versilia e le Apuane con il tema “la Versilia degli anni ‘60”, con eventi ed atmosfere che hanno fatto tornare i partecipanti negli anni dei film cult come “Sapore di mare”. 

La giornata più impegnativa ha visto la salita sulle Apuane fino alla Cava Museo Fantiscritti, nel cuore delle cave di marmo di Carrara dove Michelangelo sceglieva i blocchi da scolpire. Dopo impressionanti passaggi nelle strettissime e buie gallerie scavate nei secoli per portare le lastre fino al mare, i partecipanti si sono trovati immersi nel candido splendore del marmo. Il tempo di parcheggiare le auto storiche nello scenario di Fantiscritti dove è stato girato James Bond 007 Quantum of Solace e gli equipaggi sono saliti in robustissime e moderne Land Rover per arrampicarsi, su strade/mulattiere davvero mozzafiato, fino a 1000 metri ed ammirare dall’alto le cave e la valle che scende rapidamente verso il mare.

La carovana di auto storiche si è quindi trasferita fino al piccolo paese di Colonnata, famoso per il lardo che viene ancora prodotto nelle caratteristiche vasche di marmo. Dopo il pranzo, ancora discesa fino a Carrara per la visita al Laboratorio Studi D’Arte Michelangelo, dove i giovani artisti possono lavorare con gli scultori più affermati. Rientro infine con parata delle auto sul lungomare della Versilia fino al Forte dei Marmi.

Il programma di quest’anno, con luoghi così caratteristici da visitare e strade spesso impegnative da percorrere, ha costretto gli organizzatori e limitare i partecipanti a 55 vetture. Tra le auto partecipanti ricordiamo le “fuoriserie”, ambitissimo status symbol di quegli anni, come le eleganti Lancia Aurelia, coupé e spider e Flaminia, le rombanti Alfa Romeo, l’Aston Martin celebrata dai primi 007 e ricordata da una Vantage V8 dotata di molti dei trucchi del famoso agente, comprese le due mitragliatrici che escono dal cofano, ovviamente finte.

Immancabili le fascinose Jaguar XK e la E-type, le esclusive Mercedes cabriolet e le scattanti inglesine MG, Triumph e Austin Healey. Sempre ammirate le Chevrolet Corvette C1, americane senza eccessi. Non potevano mancare le aggressive Ferrari e Maserati degli anni ’60 (ricordando il “cumenda da casello a casello” impersonato da Guido Nicheli). Ma, per completare l’amarcord di quegli anni, non sono mancate le “auto di tutti i giorni” come Fiat 600, 1100 e una spettacolare Fiat 1400 con le attrezzature – rigorosamente dell’epoca – per la pesca, lo sci d’acqua e il pic-nic.

Gli appassionati della regolarità hanno avuto modo di cimentarsi nelle prove di abilità a cronometro valide per la classifica della 25ma Coppa Toscana ed in quelle, riservate agli equipaggi femminili, per il Trofeo “Alessandro Ercoli”. Quest’ultima manifestazione, giunta alla sedicesima edizione, rende onore a uno dei pionieri del motorismo storico italiano e grande appassionato delle vetture prodotte dal costruttore fiorentino Pasquino Ermini che rivaleggiarono con Ferrari e Maserati negli anni del Dopoguerra. 

Per la Coppa Toscana, al primo posto si è classificato Francesco Arcieri e signora che hanno ricevuto un’opera unica in bronzo, realizzata con tecnica a “cera persa” dalla Fonderia d’Arte Massimo Del Chiaro del Forte dei Marmi. Il secondo premio, un trofeo in argento della maison Cassetti, è andato all’equipaggio svizzero Biroli – Guenzani mentre sul terzo gradino del podio sono saliti Emilio Patara e Francesco Paoletti.

Tra gli equipaggi femminili, le sorelle Alessandra e Francesca Testaguzza hanno conquistato il Trofeo Alessandro Ercoli aggiudicandosi il gioiello offerto dalla azienda fondata da Alessandro e diretta oggi dal figlio Eugenio Ercoli, anche lui grande appassionato e collezionista. Merita una menzione particolare il premio per la migliore “mise” anni ’60 che è andato ancora a Marco Biroli e Luisa Guenzani. Premiato anche Paolo Vermigli che indossava una sfolgorante giacca appartenuta proprio a Elvis Presley.   

ACI: l’auto nel 2021 tra parco, costi e gettito 

Demolizione auto ACI

Con +10,1% di prime iscrizioni di veicoli e +5,4% di autovetture (1.520.000 unità, rispetto alle 1.440.000 del 2020), il mercato auto 2021 fa registrare una leggera ripresa, dopo la crisi nella quale era precipitato a causa del Covid-19 toccando, nel 2020, il livello più basso degli ultimi 20 anni. Livelli ancora molto lontani, sia dagli anni di maggiore sviluppo del settore – quando le prime iscrizioni al PRA superavano i 2milioni di unità – sia rispetto al triennio 2017-19, quando si osservano circa 1.900.000 immatricolazioni/anno.

 

Sono queste le indicazioni principali che si ricavano dall’Annuario ACI 2022, consultabile su http://www.aci.it/laci/studi-e-ricerche/dati-e-statistiche.html.

 

Il mercato auto appare sempre più un mercato di sola sostituzione. Nel 2021, infatti, le auto circolanti sono cresciute di sole 29mila unità. Un quadro dovuto, probabilmente, al fatto che si è quasi raggiunto il punto di saturazione. Il rapporto autovetture/popolazione residente risulta, infatti, pari a 672 auto x 1000 abitanti. Se si considerano, invece, i veicoli nel loro insieme, il rapporto sale a 897 veicoli ogni 1.000 abitanti (entrambi valori in crescita rispetto al 2020). I due indici sono i più alti in Europa.

 

Urge, dunque, svecchiare il parco circolante. Nel 2021, infatti, l’età mediana delle auto è di 12 anni e 2 mesi (4 mesi in più rispetto al 2020). Le Wuro 0-1-2 (che hanno almeno 19 anni) sono 7.232.410, poco meno di 1 su 5 (il 18% circa del totale); le rottamate – 1.491.282 – presentano un’età mediana di 17 anni e 5 mesi (5 mesi in più del 2020).

 

Cresce (+16,2%) la spesa per l’auto, che, nel 2021, supera di poco i 144 miliardi di euro: circa 20 miliardi in più rispetto al 2020. La spesa maggiore (41mld) è rappresentata da acquisto e quota di ammortamento, in aumento del (9,1%). Seguono carburante (39mld) – che fa registrare l’aumento maggiore: +33,3% – e manutenzione e riparazione (25mld), aumentata del 17,4%. Nel 2021, la spesa media sostenuta per utilizzare l’auto risulta di circa 3.600 euro, in aumento di circa 500 euro (+15,9%) rispetto al 2020.

 

Aumentata anche la componente fiscale, che ha prodotto un gettito totale di poco meno di 62 miliardi di euro (+17% rispetto al 2020). In questo ambito l’entrata maggiore per l’erario è ancora quella derivata dalla vendita dei carburanti (34,7miliardi); seguono IVA per acquisto veicoli (7,4mld) e tassa automobilistica (6,5miliardi).

Foto di Randy Laybourne su Unsplash

ACI e la guida autonoma: il progetto PAsCAL

“Spesso, il futuro ci spaventa solo perché non lo conosciamo. Ed è quello che sta accadendo anche con la guida autonoma”. È quanto ha dichiarato il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani, commentando i risultati degli ultimi test teorico-pratici, effettuati presso il Centro di Guida Sicura ACI Sara di Lainate, nell’ambito del progetto europeo PAsCAL (Public Acceptance of Connected and Autonomous vehicLes”: “Accettazione pubblica dei veicoli connessi e autonomi”) che mira a sensibilizzare e preparare gli automobilisti europei all’avvento della guida autonoma.

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Ferrari Purosangue: vince il V12, perde l’elettrificazione

Ferrari Purosangue

In attesa di vederlo dal vivo, ecco la prima immagine di Purosangue, il primo “Ferrari utility vehicle” di Maranello. L’immagine è ricavata dalle slide con cui l’ad di Ferrari, Benedetto Vigna, ha illustrato i dati trimestrali agli analisti. Purosangue arriverà entro la fine dell’anno.

 

Per il “Fuv” nessuna elettrificazione, al momento, ma subito il maestoso V12 Ferrari. “Sono state valutate diverse opzioni, ma abbiamo voluto prediligere la performance e l’esperienza di guida. Il nome stesso Purosangue parla da solo, è figlia della nostra tradizione, del nostro 12 cilindri. E’ una Ferrari unica e senza compromessi“, ha detto Vigna.

 

 

 

Elettrico, ma non solo: ora si apre al mix tecnologico

di Simonpaolo Buongiardino, presidente di Federmotorizzazione

Automotive: l’elettrico è una delle possibilità, ma non l’unica. Giusto puntare alla transizione green, ma senza imporre soltanto la modalità elettrica e contemplando tutte le altre opzioni, a partire dai motori a combustione con carburanti alternativi. Così si è pronunciata la Commissione Trasporti Ue aprendo definitivamente al mix tecnologico e quindi prendendo atto dell’impossibilità di immatricolare solo auto elettriche a partire dal 2035.

Una presa di posizione importante, arrivata solo a pochi giorni dall’incontro a Bruxelles, presso la delegazione di Regione Lombardia, sul pacchetto Fit-for-55 (iniziative per il miglioramento di ambiente e clima). L’orientamento della Commissione Trasporti dell’UE è molto significativo. In sostanza, si guarda in faccia alla realtà che batte l’ideologia: l’auto elettrica non è alla portata di tutti per prezzo d’acquisto, autonomia, carenza di infrastrutture e costi di ricarica. Per questo è importante l’apertura alla neutralità tecnologica. Dobbiamo puntare su carburanti biologici e innovativi nonché sul miglioramento tecnologico dei motori tradizionali. Processo che favorirebbe il ricambio del parco circolante in modo più efficace e veloce..

Con l’affermazione del principio di neutralità tecnologica, si salva dal tracollo la filiera dell’industria automobilistica e componentistica che solo in Italia conta 450mila addetti, più di 125mila imprese, ed esprime un fatturato di oltre 100 miliardi di euro. Filiera che verrebbe messa in ginocchio da un passaggio non graduale all’elettrico.

Il pronunciamento della Commissione europea Trasporti può essere insomma un’ottima notizia per l’automotive. Il Governo ha stanziato 1 miliardo e 800 milioni di euro nel triennio 2022-2024. Risorse a favore degli utenti privati per auto a basso impatto ambientale. Acquistando anche veicoli ibridi o endotermici di ultima generazione si contribuisce a rilanciare un settore che, ad aprile, ha segnato un calo del 44%.

La Commissione europea, inoltre, ha raccomandato che la quantificazione delle emissioni tenga conto dell’intero ciclo di vita dei veicoli e non della sola misurazione allo scarico.

Incentivi e “green”: errore grave escludere il noleggio

crisci

di Michele Crisci, presidente di Unrae

La lunga attesa degli incentivi che incombe sul settore sta logorando il mercato ormai dall’inizio dell’anno; c’è da sperare che già nei prossimi giorni si provveda a pubblicare il necessario DPCM sugli incentivi, atto necessario a risollevare la curva delle immatricolazioni che da troppi mesi è orientata verso il basso.

 

Affinché sia garantita la massima operatività alle reti di vendita, auspichiamo, inoltre, che le FAQ e la piattaforma Invitalia siano pronte a partire dal giorno stesso della pubblicazione del DPCM in “Gazzetta Ufficiale”.

 

Ci auguriamo, infine, che quanto prima si possa discutere come modificare l’originario impianto degli incentivi, includendo nei benefici anche le persone giuridiche, categoria sempre più rilevante nel mercato della mobilità e, quindi, motore della transizione energetica. La loro esclusione dagli incentivi, sommata a un trattamento fiscale che già penalizza le imprese italiane e ne riduce la competitività nell’ambito europeo, sicuramente non aiuta il percorso di decarbonizzazione del Paese.

 

È da sottolineare, in questo contesto, il crescente favore che il noleggio dell’auto incontra presso i consumatori privati e dove le auto “alla spina” coprono una quota del 6% del mercato totale.

Non solo incentivi: l’auto ha bisogno di tanto altro

Adolfo De Stefani Cosentino, Federauto

di Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto

Prosegue in pericolosa discesa libera il mercato dell’auto: quello appena trascorso è stato, infatti, un altro mese  durissimo per le immatricolazioni, con il peggior segno negativo, sempre a doppia cifra, dall’inizio dell’anno. L’operatività degli incentivi è ancora in sospeso – il DPCM automotive firmato lo scorso 6 aprile attende tuttora di  entrare in vigore – e in una situazione in cui il mercato è sostanzialmente fermo, con una perdita di circa 156.800  pezzi rispetto al primo quadrimestre 2021, non riusciamo a capitalizzare le già basse intenzioni di acquisto della  clientela che visita i nostri saloni: è a rischio la tenuta dei nostri bilanci e la sopravvivenza stessa delle nostre  imprese.

È necessario velocizzare la messa a disposizione dei fondi stanziati dal Governo, dissolvendo in parte quell’incertezza che da inizio anno domina il settore e le vendite di veicoli green. Le decisioni di acquisto sono ulteriormente indebolite dall’aumento generale dei prezzi, a partire dai costi dei  carburanti, malgrado le misure rinnovate dal Consiglio dei Ministri. Si tratta di variabili che, se non adeguatamente compensate, rischiano di ridurre ancor di più il potere d’acquisto di famiglie e imprese. Incidono  anche i timori legati alla durata del conflitto in Ucraina e la carenza di alcune componenti e materiali essenziali per  la produzione degli autoveicoli.

Gli incentivi pluriennali, varati secondo un approccio non ideologico, rappresentano un segnale importante nella graduale svolta verso le tecnologie a zero o ridottissimo impatto ambientale, tuttavia resta  l’amaro in bocca per l’abbassamento delle soglie di prezzo massimo degli autoveicoli incentivabili e soprattutto  per l’esclusione delle aziende dal godimento dei contributi statali, in quanto proprio le imprese sono capaci di  promuovere il rinnovo del vetusto parco circolante italiano e dunque accelerare la transizione ecologica  sostenibile e spingere sull’ampliamento delle infrastrutture di ricarica elettrica a maggiore potenza sulle strade a  scorrimento veloce.

Infine, sottolineiamo l’urgenza di reintrodurre con strumenti normativi anche l’acquisto in leasing per i veicoli commerciali e di rivedere l’attuale termine dei 180 giorni per completare le pratiche di prenotazione degli ecobonus, poiché con gli attuali tempi di consegna, molto allungati nel tempo (per le ragioni  già note), di fatto è a rischio il riconoscimento dei bonus tanto attesi e con essi la già difficile transizione verso  l’elettrico e le tecnologie compatibili con la riduzione delle emissioni di CO2.

Incentivi: ritardo di applicazione inaccettabile

Paolo Scudieri, Anfia

di Paolo Scudieri, presidente di Anfia

Si aggrava ulteriormente la flessione a due cifre che, dal secondo semestre dello  scorso anno, caratterizza l’andamento mensile del mercato auto, ad aprile a -33% complici anche due giorni lavorativi in meno ad aprile 2022 rispetto ad aprile 2021  (19 giorni contro 21).

Sul trend negativo delle immatricolazioni pesa sempre più l’attesa dell’effettiva entrata in vigore degli incentivi all’acquisto di veicoli – auto e moto – elettrici, ibridi e a  basse emissioni definiti dal Dpcm firmato lo scorso 6 aprile (650 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022-2023-2024), da cui ancora ci separano la registrazione della  Corte dei conti, la pubblicazione in “Gazzetta Ufficiale” e l’aggiornamento della  piattaforma web dell’Ecobonus. Per evitare ulteriori danni al mercato, è necessario accelerare il più possibile questo processo, così da stimolare la ripresa della domanda,  già fortemente penalizzata dai rallentamenti nell’approvvigionamento di materie prime  e componenti e, quindi, dei processi produttivi.

Auto in caduta libera: a rischio la tenuta dei concessionari

i concessionari mostrano cautela

di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor

Ancora un dato catastrofico per il mercato dell’auto. In aprile il crollo delle immatricolazioni in atto da tempo ha sfondato la soglia, anche psicologica, delle 100.000 unità, livello che in tempi normali soltanto in agosto non viene raggiunto. Per l’esattezza le immatricolazioni sono state 97.339 con un calo del 32,98% su aprile 2021 e del 44,4% sull’ultimo mese di aprile ante-pandemia, cioè su aprile 2019. Disastroso anche il bilancio del primo quadrimestre. Le immatricolazioni sono state 435.647 con un crollo del 26,5% sul primo quadrimestre 2021 e del 38,9% sullo stesso periodo del 2019. Proiettando il risultato dei primi quattro mesi del 2022 sull’intero anno si ottiene una previsione di 1.117.044 unità, un livello da anni ’60 del secolo scorso.

 

Le cause che hanno portato a questa disastrosa situazione in gran parte erano già operanti nel 2020 e nel 2021. Ci riferiamo in particolare alla pandemia, al crollo del Pil nel 2020, al recupero soltanto parziale nel 2021 e alla crisi dei microchip affacciatasi nel 2021. Purtroppo, però, a questi elementi negativi, che, peraltro, erano stati in parte compensati nel nostro Paese da una politica di incentivi alla rottamazione e di sostegno alle aziende abbastanza efficace, si sono aggiunti nel 2022 altri importanti fattori di freno e cioè il riaffacciarsi dell’inflazione, la minaccia di una nuova stagflazione come quella che il mondo conobbe negli anni ’70 del secolo scorso, e poi la guerra in Ucraina, che, per inciso, condiziona anche la fornitura di componenti importanti per la produzione delle automobili.

 

Ora poi sembra affacciarsi anche il lockdown in Cina che potrebbe ritardare il ritorno alla normalità per la produzione di microchip nella seconda metà di quest’anno. La situazione del settore dell’auto, che con il suo indotto rappresenta il 12% del prodotto interno lordo italiano, è quindi gravissima ed è assolutamente necessario che il Governo adotti efficaci misure di sostegno. Ma proprio su questo terreno si stanno verificando errori, inefficienze e ritardi intollerabili. In particolare, alcuni mesi fa autorevolissimi esponenti di Governo hanno annunciato l’adozione di incentivi per sostenere gli acquisti di auto. Il risultato immediato è stato il rinvio di decisioni di acquisto già mature per la semplice ragione che nessuno acquista oggi a 100 quello che pensa di poter acquistare domani a 95.

 

Con grande ritardo sull’annuncio, il 6 aprile il Governo ha finalmente adottato gli incentivi promessi con un DPCM, ma a oggi questi incentivi non sono ancora operativi e secondo notizie attendibili bisognerà aspettare ancora almeno fino a metà mese. E’ una clamorosa dimostrazione dell’inefficienza del sistema italiano di cui non vi era certo bisogno e nell’attesa il mercato resta in coma. Che cosa accadrà quando finalmente gli incentivi verranno erogati?

 

Si sbloccherà la domanda per circa 200.000 autovetture. Questo significa che nell’intero anno le immatricolazioni potrebbero arrivare a 1.317.000 immatricolazioni, un livello che mette seriamente in dubbio la tenuta del sistema di distribuzione dell’auto ed a rischio è, in particolare, la tenuta del sistema dei concessionari che, a differenza delle case automobilistiche, non hanno altri mercati su cui trovare compensazioni al disastro italiano e che hanno già visto ridursi il numero delle loro aziende a 1.220, mentre nel 2007, cioè alla vigilia della crisi dei mutui subprime, erano 2.785.