Vendite auto: recuperare gli ordini esclusi dalla proroga a 270 giorni

Adolfo De Stefani Cosentino, Federauto

di Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto

 

In giugno il decremento del mercato dell’auto (-15%) è stato molto più contenuto rispetto a quanto accaduto nei mesi precedenti per effetto degli incentivi prenotabili da fine maggio: si tratta, comunque, della dodicesima flessione consecutiva. Tuttavia, i 170 milioni relativi alla fascia 61-135 g/km di CO2, cioè quelli che generano maggiori volumi di vendita (il 65% del mercato) e, dunque, contribuiscono efficacemente ad un veloce rinnovo del parco circolante, sono andati esauriti in circa venti giorni dalla messa a disposizione, mentre i fondi destinati agli acquisti di elettriche e plug-in da parte di privati e società di car sharing restano ancora abbondanti, rispettivamente l’87,3% e il 93,7% dello stanziamento 2022.

 

Su tali acquisti incidono ovviamente i prezzi piuttosto elevati, l’ascesa del costo dell’energia, la diminuzione del potere di acquisto delle famiglie, le incertezze di autonomia chilometrica, le incognite legate alla insufficiente rete dell’infrastruttura di ricarica, specialmente in autostrada dove le colonnine scarseggiano, nonché lo stringente vincolo di proprietà di 24 mesi per il car sharing. Inoltre, non dimentichiamoci che la normativa ha escluso dagli incentivi gli acquisti delle flotte aziendali, cioè quella parte della domanda che, invece, più di altre è in grado accelerare la sostituzione del parco circolante con soluzioni green, con l’ulteriore vantaggio che dopo la dismissione dai parchi aziendali, mediamente ogni 24-36 mesi, tali veicoli – che incorporano le migliori tecnologie emissive – vanno ad alimentare il mercato dell’usato.

 

In tale contesto di forti tensioni sul settore abbiamo apprezzato l’allungamento del termine per completare la prenotazione dei veicoli incentivati, prorogato dal Governo con il DL Semplificazioni fiscali, da 180 a 270 giorni. Infatti, le ricorrenti difficoltà nelle produzioni di veicoli e le consegne molto dilazionate – per i problemi ben noti delle supply chain – rischiavano di vanificare il beneficio economico in capo agli acquirenti.

 

Tuttavia, il meccanismo legislativo ha lasciato fuori non poche prenotazioni relative al secondo semestre 2021, con il disappunto di molti clienti. L’auspicio è che si possa introdurre, a stretto giro, una modifica normativa per recuperare anche queste prenotazioni che non sono rientrate nella proroga, nonché rendere maggiormente fruibili i contributi per i veicoli commerciali.

 

Inoltre, la recente intesa al Consiglio Ambiente dell’UE sui principali provvedimenti del pacchetto “Fit for 55”, tra cui il divieto di vendita di auto e furgoni a combustione interna dal 2035, lascia aperta una “porticina”, con la valutazione degli obiettivi al 2026, a futuri combustibili sintetici e ibridi plug-in. Sono convinto, pur condividendo gli obiettivi di miglioramento climatico, che il passaggio esclusivo alla vendita di veicoli a batteria in brevissimo tempo – solo poco più di un decennio, rispetto al secolo di storia dell’evoluzione dei motori termici – sia una decisione azzardata che creerà profonde spaccature sociali oltre che occupazionali e, già adesso, sta generando apprensione e riluttanza tra gli acquirenti a discapito delle vendite. Ora più che mai serve concretezza per una transizione sostenibile e percorribile verso le zero emissioni.

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