Foto – Da sin Matteo Laterza_Renato Cortese _Paola Carrea
Tecnologie, dati e formazione per rendere le strade più sicure. È su questi tre assi che si sviluppa il Protocollo d’intesa firmato dal Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza, da Unipol Assicurazioni e da UnipolTech. L’accordo nasce con l’obiettivo di consolidare una collaborazione stabile tra settore pubblico e privato, mettendo a disposizione strumenti e competenze utili a ridurre l’incidentalità stradale e a migliorare la tutela di chi si sposta ogni giorno in auto, in moto, in bicicletta o a piedi.
Un sistema condiviso per leggere meglio i rischi
Il cuore operativo dell’intesa riguarda la possibilità di utilizzare dati anonimi e aggregati per studiare con maggiore precisione i fenomeni legati agli incidenti e individuare le criticità della rete stradale. L’analisi delle informazioni potrà sostenere le attività di prevenzione, aiutando a riconoscere i contesti più esposti e a orientare in modo più efficace le azioni sul territorio. Non soltanto controlli, dunque, ma anche una lettura più approfondita dei comportamenti e delle situazioni di rischio. La collaborazione comprende inoltre iniziative congiunte e attività di comunicazione istituzionale dedicate alla diffusione di una maggiore consapevolezza sulla sicurezza.
Giovani e studenti al centro dei programmi educativi
Una parte rilevante del protocollo è riservata alle nuove generazioni. Giovani e studenti saranno coinvolti in campagne di sensibilizzazione, percorsi formativi e iniziative educative dedicate al rispetto delle regole e alla conoscenza dei pericoli della strada. L’obiettivo è costruire una cultura della prevenzione prima ancora dell’ottenimento della patente, lavorando sulla responsabilità individuale e sulla capacità di riconoscere le conseguenze dei comportamenti scorretti. In questa prospettiva, l’educazione stradale diventa uno strumento di tutela collettiva e non soltanto una materia legata alla guida.
Cortese: “Servono prevenzione e conoscenza dei fenomeni”
Il Protocollo è stato presentato alla presenza del direttore centrale delle Specialità della Polizia di Stato, il prefetto Renato Cortese, e dell’amministratore delegato di Unipol Assicurazioni, Matteo Laterza. “La sicurezza stradale rappresenta da sempre una delle priorità della Polizia di Stato e richiede un’azione fondata sulla prevenzione, sulla conoscenza dei fenomeni e sulla collaborazione tra istituzioni, imprese e cittadini”, ha spiegato Cortese. Secondo il prefetto, la condivisione di dati, esperienze e competenze può rendere più incisive le politiche di contrasto agli incidenti. Particolare attenzione sarà dedicata ai giovani, perché “educare al rispetto delle regole e alla consapevolezza dei rischi significa investire nella tutela della vita”.
Laterza: “Pubblico e privato devono lavorare insieme”
Matteo Laterza ha evidenziato come la sicurezza stradale richieda un approccio integrato, capace di unire innovazione tecnologica, analisi e formazione. “La sicurezza stradale è una responsabilità collettiva”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Unipol Assicurazioni, sottolineando il valore della collaborazione tra istituzioni, imprese, forze dell’ordine e mondo della ricerca. Unipol metterà a disposizione della Polizia di Stato il patrimonio di conoscenze sviluppato nel settore della mobilità, con l’obiettivo di sostenere interventi di prevenzione sempre più mirati.
Un percorso comune per ridurre l’incidentalità
L’intesa apre una fase di lavoro condiviso che potrà tradursi in nuovi progetti, attività sul territorio e strumenti di analisi. La prospettiva è quella di costruire un modello permanente, fondato sulla capacità di leggere i dati, prevenire i comportamenti pericolosi e rafforzare l’educazione. Una strategia che punta a trasformare la sicurezza stradale da tema emergenziale a politica continuativa.
Foto da ufficio stampa Unipol Assicurazioni

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