
Un mio caro amico d’infanzia di Pavia, ex senatore della Repubblica, Roberto Mura, ha ripostato sui social questo pensiero il cui autore ha tutto il mio apprezzamento, avendomi riportato indietro di oltre mezzo secolo, negli anni sicuramente più belli. Ecco il testo ripostato dal mio amico Roberto e ripreso successivamente dal sottoscritto, tanto da dedicarci questo Editoriale, per una volta leggero, di metà agosto:
“Anni ’70, 35 gradi ogni estate, sedili in plastica, zero aria condizionata, avevamo una Fiat 500 marron, finestrini posteriori chiusi, zero Airbag, per sterzare dovevi aver fatto almeno 2 anni di palestra, accensione del motore a chiave in ferro, la benzina era petrolio puro ed eravamo sempre strafatti di quel puzzo, avevamo sempre ginocchia e gomiti sanguinanti, sudavamo come cavalli, c’era sempre l’anguria e i ventilatori accesi, un gelato costava 50 lire, i pattini a rotelle con le cinghie colorate, i temporali estivi erano una rarità ed eravamo sempre felici“.
Già, eravamo sempre felici. Una felicità che è cosa rara trovare ai tempi attuali dove ci si lamenta e ci si scontra su tutto per partito preso. E sarà, ahinoi, sempre peggio.

