Iveco, leader globale nel settore dei trasporti, ha scelto di affidarsi all’Osservatorio MOHRE per un progetto innovativo di welfare aziendale dedicato alla cessazione del fumo tra i dipendenti. Il programma, intitolato “Io non fumo più”, è partito ufficialmente il 19 giugno 2025 nello stabilimento produttivo di Torino, in occasione del 50° anniversario dell’azienda.
L’iniziativa rientra in una strategia di lungo termine volta a valorizzare la salute e la produttività dei lavoratori, trasformando il concetto di welfare in una leva operativa e strategica. Il progetto pilota rappresenta solo la prima fase di un’azione destinata a estendersi a tutti gli stabilimenti italiani del gruppo.
Un percorso clinico strutturato e multidisciplinare
Il programma è gestito interamente dall’Osservatorio MOHRE, punto di riferimento scientifico nazionale sulle tematiche di salute e prevenzione, e si basa su un approccio clinico integrato sviluppato dal dottor Fabio Beatrice e dalla dottoressa Giuseppina Massaro, con il supporto della medicina del lavoro Iveco.
Le fasi previste: distribuzione di materiale informativo multimediale per sensibilizzare l’intera popolazione aziendale; conferenze motivazionali condotte dalla dottoressa Massaro, psicologa del consiglio scientifico MOHRE; percorsi individuali online, personalizzati per ogni lavoratore che decide di aderire.
Salute e produttività vanno di pari passo
“Un investimento in salute genera benefici economici reali”, sottolinea Johann Rossi Mason, direttore dell’Osservatorio MOHRE. “In Italia i costi del tabagismo – tra spesa sanitaria e calo di produttività – superano i 26 miliardi di euro ogni anno. Intervenire significa prevenire costi e ottimizzare il capitale umano”.
Dati alla mano, il legame tra benessere aziendale e performance economica è solido: secondo il Welfare Index PMI 2024, il 46,5% delle aziende con welfare molto alto registra una crescita del fatturato, e il margine operativo lordo per dipendente aumenta linearmente al livello di welfare attuato.
Torino apripista per un modello replicabile
Lo stabilimento Iveco di Torino è il primo a testare questo modello di welfare sanitario attivo, ma l’obiettivo è l’estensione su scala nazionale, seguendo logiche di sostenibilità, personalizzazione e impatto misurabile.
La visione di Iveco è chiara: mettere le persone al centro. “Vogliamo che il nostro welfare aziendale non sia solo un benefit accessorio, ma uno strumento reale per migliorare la qualità della vita lavorativa e rafforzare la cultura del benessere interno”, dichiarano i promotori del progetto.
Infrastruttura globale, visione umana
Con 7 stabilimenti e 8 Centri di Ricerca e Sviluppo distribuiti nei cinque continenti, Iveco è uno dei protagonisti globali del settore dei veicoli industriali e commerciali. La sua rete comprende oltre 3.500 punti vendita e assistenza in più di 160 Paesi, con una presenza consolidata in Europa, Asia, Africa, Oceania e America Latina.
Questa iniziativa rappresenta una svolta nel rapporto tra industria, welfare e salute, offrendo un esempio concreto di responsabilità sociale d’impresa e aprendo la strada a nuovi standard per il benessere organizzativo nel settore manifatturiero.
Foto lilartsy-whrscqDO0O4-unsplash da ufficio stampa IVECO

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